COREA DEL NORD E AMAZON: ESPLOSIONI DEFLATIVE!

Scritto il alle 11:20 da icebergfinanza

Purtroppo ieri siamo stati profeti, abbiamo suggerito di fare più attenzione ai missili lanciati nel fine settimana piuttosto che alle pistole ad acqua della politica monetaria e così è stato, ma questa volta è davvero diverso…

Corea del Nord lancia un missile che sorvola il Giappone. 

Il razzo dalle potenzialità belliche per ora non identificate ha fatto scattare i sistemi di allerta. E’ passato oltre i confini settentrionali nipponici intorno alle 5,57 locali. Si è poi rotto in tre parti finendo al largo dell’isola di Hokkaido, nelle acque territoriali di Tokyo.In base alle regole internazionali il lancio configurerebbe formalmente un atto di guerra di Pyongyang contro il popolo giapponese. Secondo la Corea del Sud l ha percorso 2700 Km ad un’altezza di 550 chilometri: “Caratteristiche di un vettore a lunghissima gittata”

 

il vero missile intercontinentale in mezzo all’atmosfera della più colossale deflazione da debiti della storia l’ha lanciato Amazon la scorsa settimana, un’esplosione deflativa insostenibile…

Whole Foods, ecco la rivoluzione Amazon: si tagliano i prezzi

Ora che il matrimonio tra Amazon e Whole Foods è cosa fatta (leggi qui la notizia), il gigante dell’ecommerce è pronto a mettere mano alla strategia commerciale della catena di supermercati specializzata nella distribuzione di prodotti biologici. E come prima azione, a partire da oggi,abbasserà i prezzi dei prodotti in vendita.

(…) “Vogliamo rendere il cibo sano e biologico accessibili a tutti. Tutti dovrebbero essere in grado ci provare la qualità di Whole Foods – sottolinea Jeff Wilke, Ceo di Amazon Worldwide Consumer. “Da oggi, in una selezione di punti vendita, ridurremo i prezzi dei generi alimentari più venduti. E questo è solo l’inizio”.

Tra i prodotti che Whole Foods sconterà ci sono diverse referenze ortofrutticole, tra cui banane, mele, avocado, cetrioli, lattughe e kale.

“Per 39 anni la nostra missione è stata quella di portare cibo di alta qualità ai nostri clienti – scandisce John Mackey, co-fondatore e Ceo di Whole Foods Market – Lavorando insieme ad Amazon e integrando diverse aree chiave delle nostre aziende, possiamo abbassare i prezzi e continuare in questa mission raggiungendo sempre più persone con alimenti di alta qualità, naturali e biologici. Non vediamo l’ora di iniziare a mostrare ai clienti ciò è possibile fare grazie alle sinergie tra Whole Foods e Amazon”.

E questa è quella che si chiama “deflazione buona” ma che combinata con la deflazione da debiti diventa esplosiva, visti i ribassi dei prezzi che sfiorano come nel caso delle banane e delle mele il 40 % di media. Interessante sarà osservare se questo connubio porterà al ricatto di abbassare ancora di più il margine per i contadini che producono bio, vanificando il loro lavoro e la qualità del cibo, arrivando in alcuni casi alla soglia dello sfruttamento umano.

Io ne sono più che convinto, una società che ha un colossale fatturato in grado di produrre margini ridicoli, quanto può durare, ma soprattutto prima di morire quanti danni produrrà all’occupazione tradizionale, visto che la guerra dei prezzi è solo all’inizio, la qualità non può che risentirne, il biologico non è prodotto di massa, la produzione di massa non porta qualità.

Thanks to Zero Hedge

Come abbiamo scritto recentemente, girare al largo per un po di tempo da aziende che con simili fatturati producono margini irrisori, infatti ha già perso oltre il 10 % ma non è finita, oltre il 90 % degli analisti ha rivisto al ribasso le loro stime sul titolo.

Ovviamente un missile finito in acqua produce solo una tempesta in un bicchiere d’acqua diranno loro, noi come sempre controcorrente pensiamo che non è finita qui, anche se come direbbe il buon Keynes… “la saggezza popolare insegna che per la reputazione è meglio fallire circondati dal consenso che avere successo controcorrente”, noi preferiamo continuare ad analizzare fuori dal gregge.

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18 commenti Commenta
stanziale
Scritto il 29 agosto 2017 at 17:51

….nsomma, bella prestazione di Kim, direi. I suoi missili sembravano di cartone, invece grazie agli acquisti in Ucraina…a questo punto ha vinto, la corea del nord e’ intoccabile, anche se alla guerra non ho mai creduto neanche prima. Purtroppo al mondo e’ l’unica strada per farsi rispettare. Diventare una potenza nucleare.

john_ludd
Scritto il 29 agosto 2017 at 21:12

Dipende da come si ottiene il taglio dei prezzi. Nel caso degli alimentari “freschi” negli Stati Uniti sino all’80-90% del costo è determinato da trasporto e stoccaggio, fasi che hanno più passaggi. Eliminando alcuni intermediari è possibile ridurre il costo complessivo anche sensibilmente ma il prezzo pagato al produttore di mele o di banane non va oltre i 5-10 centesimi al kg. Come fanno a sopravvivere ? Francamente non ne ho idea, mi risulta che senza sovvenzioni, sono pochi i produttori di cereali in grado di sopravvivere, sia in USA che in Europa. I prezzi all’ingrosso sono ai minimi di sempre. Altri generi merceologici seguono regole simili, il produttore incassa una percentuale minima o risibile del prezzo finale di vendita. Il motto “abbassare i prezzi” ormai è ovunque. Se uno va da Decathlon, la multinazionale francese delle attrezzature sportive che negli ultimi hanno ha letteralmente polverizzato il mercato con una offerta di prodotti vastissimi a prezzi cinesi, trova grandi insegne con sopra scritto “il nostro obiettivo: abbassare i prezzi”. Ma le aziende quotate non mostrano utili in aumento continuo dal 2009 ? Non è vero, una consistente parte di quegli utili è un artificio contabile determinato dall’acquisto di azioni proprie, la spavalderia della contabilità creativa poi determina una bella fetta degli utili delle società finanziarie e delle utilities. Se uno guarda all’unico e vero indicatore di redditività che conta nel lungo periodo, cioè la generazione di cassa, si vede che questa è piatta o negativa da un bel pò di anni con alcune eccezioni naturalmente come le società leader del tech, ma per le altre è notte fonde. L’impressione che ho è che siamo dentro una sorta di allucinazione collettiva dove l’unica cosa che sale davvero è la rivalutazione contabile degli asset, cioè aria fritta.

stanziale
Scritto il 29 agosto 2017 at 22:00

john_ludd@finanza,

Ciao, secondo me e’ la fase finale del globalismo, si cannibalizzano tra di loro (le multinazion ali) in una lotta all’ultimo sangue. Con tutte le conseguenze del caso, impoverimento dei popoli ed immigrazione generale. L’alternativa l’aveva tracciata Trump in campagna elettorale. Fine del globalismo caotico ed immorale (riportarlo ad una giusta dose) , ogni gruppo di lavoratori, nel suo paese e con i propri sin dacati, si deve confrontare con i propri datori di lavoro (del proprio paese) e del governo: solo cosi’ sara’ di nuovo possibile ottenere aumenti salariali. Al di la’ della propaganda dei media, penso la partita e’ ancora in corso; lo proverebbe l’intervento di ora della n ato (leggasi Usa) nel mediterraneo per bloccare l’immigrazione.

john_ludd
Scritto il 29 agosto 2017 at 23:41

stan­zia­le@fi­nan­za,

onestamente, dovresti cambiare cavallo. Come puoi pensare che uno che vorrebbe tagliare le imposte ai più ricchi e aumentare le spese militari finanziandole con tagli alla sanità e alla scuola sia uno che ha un’alternativa ? Qualche frase contro il globalismo non significano nulla, io amo i cani e anche Hitler amava i suoi cani, non per questo apprezzo Hitler. O trovi qualche campione che oltre a qualche slogan per ottenere voti ha davvero una politica e una visione oppure rischi di apparire per quello in che realtà non sei per nulla. Capisco essere delusi della situazione generale ma Hillary Trump proprio no.

john_ludd
Scritto il 29 agosto 2017 at 23:50

stan­zia­le@fi­nan­za,

Globalismo poi è una parola che ormai è diventata uno slogan, bisognerebbe essere molto specifici. Definiamolo meglio, espansionismo commerciale e imperiale governato da chi ha i capitali e gli eserciti più grandi. Inoltre come tutto a questo modo è ciclico, non è la prima volta e non sarà l’ultima. Prima di questa ondata c’è stato il “globalismo” britannico”, finito con la crisi del 29 ma già morente dopo la prima guerra mondiale. In ogni caso questo “globalismo” è già in fase calante se lo misuriamo con il metro dei flussi di capitale verso l’estero. Un rapporto McKinsey di poche settimane fa pieno di numeri e tabelle mostra che dalla crisi del 2008 c’è stato un vero e proprio collasso. La Cina, imputata numero uno, ha ridotto il proprio avanzo verso l’estero al 2%, in assoluto è molto perché ormai la Cina ha un’economia enorme ma in percentuale è meno che l’Italia e 1/4 della Germania. Alla fine tutto in un modo o nell’altro si riequilibra, ma solo per un istante, poi inizia un’altro ballo.

aorlansky60
Scritto il 30 agosto 2017 at 08:32

Se uno va da Decathlon, la multinazionale francese delle attrezzature sportive che negli ultimi hanno ha letteralmente polverizzato il mercato con una offerta di prodotti vastissimi a prezzi cinesi, trova grandi insegne con sopra scritto “il nostro obiettivo: abbassare i prezzi”.

Tristissimo notare come le case, in ogni ambito merceologico, abbiano incultato l’idea del sottocosto e del risparmio, con la qualità del prodotto finale andata letteralmente a p.

Le mie vecchie (e ormai defunte) ADIDAS “Country” acquistate nel 1983, fatte a mano (ancora in Germania) con criterio antico e con uso di pellami eccellenti mi sono durate 30anni (e gliene ho fatto fare di ogni, dal quasi treking alla passeggiata);

Le scarpe sportive attuali sono fatte in plastica e in genere di derivati del petrolio (foam), assemblate in Cina (quando va bene, al peggio vietnam e bangladesh sono anche più competitivi) ancora per poco (i robot prenderanno il posto delle mani e a questo punto il paese di provenienza non sarà neppure un dettaglio), durano un paio di anni e poi le butti per ricomprare un clone (di plastica).

Uno potrebbe pensare che ad uno scadimento della qualità corrisponda un prezzo minore; sbagliato. A guardare i prezzi di vendita esposti, è facile rendersi conto dell’inganno finale : per i grossi brand (ADIDAS NIKE REEBOK) si è trattato di un colossale affare, con profitti aumentati del 1000% con l’attuale produzione rispetto a quella di 30 e passa anni fà.

aorlansky60
Scritto il 30 agosto 2017 at 09:15

@ JOHN

La Cina, imputata numero uno, ha ridotto il proprio avanzo verso l’estero al 2%, in assoluto è molto perché ormai la Cina ha un’economia enorme ma in percentuale è meno che l’Italia e 1/4 della Germania

VERO; le cifre ufficiali dicono questo;

ovviamente come tu stesso sottolinei, il particolare non è significativo per valutare lo stato di salute di un economia (l’Italia che si ritrova attualmente un surplus comm.le a +2,6% vorrebbe tanto essere come la Cina con surplus “solo” a +2%… discorso diverso per la Germania : questa è riuscita pienamente del suo progetto -quello di assogettare l’Europa per mezzo dell’€uro- ora l’unico problema per essa è stabilire “quanto può ancora durare”… si accettano scommesse…)

:lol:

Alla fine tutto in un modo o nell’altro si riequilibra, ma solo per un istante, poi inizia un’altro ballo.

si, un dato su cui certamente si può concordare è che mai come in questo momento storico ci sono talmente tanti PARTICOLARI da valutare NEL QUADRO GENERALE (compresi missili che ogni tanto partono da est) che rendono le previsioni talmente nebulose da far concludere che la scelta più saggia, per chi può farla, è prendersi periodi dediti alla contemplazione meditativa come quella che hai descritto; ammetto che provo una certa invidia, John; un particolare : nel giro che hai programmato, ti fermi al Baltoro e al campo base, o vai più in alto ? Comunque buon viaggio.

:-)

john_ludd
Scritto il 30 agosto 2017 at 17:06

aor­lan­sky60,

vado al campo base avanzato sul lato nord (cinese), circa 5200 metri alla base del mitico spigolo nord, oltre 3 km di dislivello e 4 km di sviluppo, salito pochissime volte, ripido, pericoloso e gelido, chi lo ha fatto è nell’olimpo dell’alpinismo. Perché chi la capacità e volontà di provarci vi si avventura rischiando la vita ? Perché come ha lasciato scritto Mallory nei suoi diari “le montagne sono lì”. Nel mio piccolo questa è giù un’avventura, quest’anno ci siamo solo noi là, è una delle regioni montuose più inaccessibile del pianeta. Si arriva in punta di piedi, si saluta la Grande Montagna (ChogoRi in lingua balti, vero nome dell’anonimo K2) e si torna consapevoli di avere visto una delle più grandi affermazioni della forza della natura. Ciao.

stanziale
Scritto il 30 agosto 2017 at 17:51

john_ludd@finanza,

Veramente Trump voleva tagliare le imposte alle societa’, per renderle piu’ competitive…la sanita’ Usa e’ insostenibile per i contribuenti, questo e’ un dato di fatto da cui partire(naturalmente sono per la sanita’ pubblica) ma da dove vi abbeverate per le informazioni, repubblica e il sole? Dice niente che i suoi pubblici nemici sono: Soros, Zuckerberg, e quello della amazon, nonche’ in sostanza tutte le multinazionali, non esattamente dei benefattori per i popoli? Comunque quando lo ammazerranno o golperanno e ci metteranno Pence, sarete liberi e felici.

stanziale
Scritto il 30 agosto 2017 at 17:56

john_ludd@finanza,

Esatto(commento sulla riduzione del globalismo), l’avevo letto anche io, quindi perche’ vi alterate parlando di Trump? Bo’ sara’ un pregiudizio ideologico. Comunque quello che rimane e cosa produce, appunto amazon e decathlon per esempio, basta e soprattutto avanza, mi pare.

john_ludd
Scritto il 30 agosto 2017 at 18:56

stan­zia­le@fi­nan­za,

le grandi società in america non pagano praticamente tasse grazie alle scatole cinesi delle strutture societarie con le holding domiciliate nei paradisi fiscali. In certi casi come General Electric le tasse sono state negative nel senso che la società ha beneficiato di sgravi in modo che il suo tax rate è risultato per l’appunto negativo, una società di poveri che finanzia i mega bonus di Jeffrey Himmelt, spettacolare. Trump non ha pagato tasse nei recenti lustri grazie alla spavalda politica che la legge fatta da gente come lui gli permette, grazie alle bancarotte pilotate delle sue immobiliari dove i costi vengono scaricati sui creditori, piccoli fornitori soprattutto, cioè gente come te che passa la vita a finanziare la vita dei moderni Creso, incamera crediti fiscali etc… Durante la campagna elettorale la domanda doveva essere “dove sono le dichiarazioni fiscali di The Donald ?” Non le mai presentate, caso unico nella storia degli USA. I media invece battono sul Russia Gate invece che sull’immoralità del comportamento fiscale (cioè civile) il che ovviamente puzza di collusione lontano 1 km, lo si attacca strumentalmente e si tace su ciò che conta per non danneggiare anche i propri padroni che fanno la stessa cosa. Sono come scazzi tra capi mafia. Relativamente alla sanità, non costa troppo a causa dell’Obama care ma di quello che c’era prima. Un medico americano guadagna 5 volte un tedesco o un italiano, lo stesso medicinale costa in USA molte volte che nel vicino Canada, gli ospedali (privati) sono tra i business più redditizi (e sicuri se non preferisci morire). La sanità in Svizzera incide sul PIL meno della metà che in USA, le proposte (uh ?) di The Donald non modificano in meglio ma si limitano a togliere quel poco di copertura che hanno le classi più deboli. Potrei continuare per ore, giorni, mesi ma è inutile in quanto l’elettore tipico di Trump (cioè tu se fossi americano) non sente ragioni, è fissato su quelle due o tre frasi e del fatto che The Donald e famiglia (come la figlia del proletariato Ivanka) sono suoi nemici di classe palesi non gli interessa nulla. Quindi perderete sempre, il che ovvio e pure giusto dato che parteggiate per uno dei tanti vostri nemici invece che impegnarvi a scegliere un vostro campione. Magari un giorno emeregà un tipo equilibrato che propone una politica pragmatica e realistica (il mondo è complicato …) a vostro complessivo favore ma continuerete a votare per i nemici di classe perché il tipo equilibrato non è duro e puro. Non per nulla la storia va come va e l’ombrello di Cipputi vola sempre nello stesso posto, mica è solo colpa degli altri.

john_ludd
Scritto il 30 agosto 2017 at 19:03

stan­zia­le@fi­nan­za,

ma perché tra un tribù di stronzi e una seconda tribù di stronzi devi per forza sceglierne una ? Trovati una casa migliore, se non c’è trova altri come te e costruiscine una nuova. E’ difficile ? Ci puoi scommettere che lo è, è un’operazione titanica, ma tutto le altre sono strade che portano esattamente al punto di partenza e puoi pure scommettere che “loro” Trump e no-Trump ci contano su questo, eccome.

stanziale
Scritto il 30 agosto 2017 at 19:48

john_ludd@finanza,

Io sono concreto, non guardo l’ideologia. Uno di successo, che ha fatto soldi (sia pure eludendo le tasse) , non potrebbe scegliere nella propria vita, ad un certo punto, di voler fare qualcosa per il proprio paese? Guarda che ha TUTTI contro (quelli che NON pagano le tasse), PERCHE’? cosa ci guadagna, se non mal di fegato e possibilita’ di essere fatto fuori? sono domande che bisognerebbe farsi…ripeto, gli immorali i casa sua, che non pagano le tasse e si arricchiscono a spese dei popoli, li ha tutti contro. Fuori ha contro gli immorali che agiscono scorrettamente, vedasi germania con l’euro e cina dove sappiamo di quanti diritti godono i lavoratori, anche se ora stanno meglio….ma e’ una gara impari con noi. Poi, saranno cavoli degli americani chi si sono scelto, visto che ancora lo sostengono (piu’ i media e i ricchissimi lo attaccano piu’ si rafforza), e lo stesso Michael Moore pensa che vincera’ anche nel 2020. Per quanto riguarda la sanita’ Usa, l’ideologia anche repubblicana ed in genere usa fondata sul privato, certo che e’ errata, infatti sono per la statale che costa meno e funziona meglio, sara’ mica colpa mia se ragionano tutti cosi’ laggiu’. Per finire sulla cina, quando lo diceva Trump non andava bene, ora che selezionano gli acquisti( in europa , aziende di tecnologia, come la fiat) la ue che il giorno prima attaccava Trump dice non va bene, spiegatemi la differenza, il perche’.

john_ludd
Scritto il 30 agosto 2017 at 21:03

stan­zia­le@fi­nan­za,

non credo tu sia concreto, credo tu sia solo privo di un riferimento politico e credi sia opportuno schierarsi con quel che credi essere il meno peggio quando in realtà è un tuo nemico di classe. Talvolta questo nasconde la pigrizia di fondo di delegare a qualcun altro la risoluzione dei propri problemi ma talvolta è proprio impossibile riuscire a organizzare una propria fazione. Talvolta invece tradisce la disperazione di trovarsi solo. Talvolta invece … ma Trump è un solo un segnale e passerà, quello che segnala invece si aggraverà e arriverà qualcun’altro, forse sarà quello giusto, forse sarà quello sbagliato ma di sicuro troverà una situazione più favorevole per quello che vorrà ottenere. Ciao.

stanziale
Scritto il 30 agosto 2017 at 21:39

john_ludd@finanza,

Certo che Trump e’ un bel segnale, ha un gran sostegno popolare, e’ quello il problema dei suoi avversari. Che sia cosi’ fesso vedremo, non credo ai media, tra l’altro aveva fatto dichiarazioni anche sull’immigrazione in europa definendola una cosa terribile….guarda caso ora ad agosto sembra grazie alla nato-cioe’ gli usa- gli sbarchi in italia sono quasi cessati, ad ottobre dovrebbe essere operativo il nuovo ambasciatore di Trump (finora siamo sotto l’ influenza dell’ex ambasciatore di Obama) e vedremo se la politica italiana effettivamente cambia, come spero, anche in relazione alla necessita’ di contenere francia-germania, cosa che e’ nella consapevolezza di quell’idiota di Trump…se riuscira’ ad imporsi. Per questo mi ritengo concreto, perche’ lo vedo _Trump- in grado di riequilibrare i giochi qui.

Gianluca
Scritto il 31 agosto 2017 at 00:25

Scusa stanziale amichevolmente e con il “minimo”rispetto… studia meglio e approfondisci di più.. te lo dice un superficiale

stanziale
Scritto il 31 agosto 2017 at 07:44

Gianluca,

Io penso di essere informato(pure troppo), quindi vedremo tra un po’…

idleproc
Scritto il 8 settembre 2017 at 18:51

Su Trump in sostanza avete ragione contemporaneamente.
Chi ha sostenuto Trump e Trump ha immesso sabbia nel meccanismo ben oliato del tritacarne e della propaganda.
Hanno strillato come galline spennate sbracandosi al punto da dichiarare pubblicamente cosa avrebbero fatto: “perderemo solo due anni”.
Nel frattempo le masse sottostanti che hanno sbattuto il naso anche con Sanders, hanno fatto esperienza come la fanno ogni giorno nel deteriorarsi delle condizioni di vita reali e sociali mentre aumenta il livello di rischio oggettivo di sopravvivenza collettiva.
Lo scopo è vincere la guerra per cambiare alla radice il sistema socioeconomico.
Ci si arriverà, ci vuole anche pazienza.

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