JACKON HOLE REQUIEM!

Scritto il alle 13:51 da icebergfinanza

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Non i voleva poi molto a comprendere che l’appuntamento di Jackson Hole avrebbe deluso le aspettative di chi si attendeva qualche indicazione per le prossime mosse di politica monetaria, pareva più un festa di fine corso, una festa di addio, non dimentichiamoci che Yellen e Draghi non saranno più al timone in mezzo alla prossima tempesta perfetta.

Mario Draghi e Janet Yellen a Jackson Hole. Due sfingi sulla politica monetaria …

Chi voleva capire le prossime mosse di Janet Yellen e Mario Draghi è rimasto deluso, perché entrambi si sono tenuti ben lontani dalla politica monetaria. Due sfingi. Nel 2014 il presidente della Bce utilizzò il palco di Jackson Hole per annunciare il bazooka, nel 2017 non è il momento di fare proclami. Per entrambi è il momento di avvertire sui rischi che possono emergere ed entrambi li collocano alla Casa Bianca. Yellen frena gli avventurismi di Donald Trump sulle regole della finanza. Draghi concentra il suo intervento sui rischi di un ritorno al protezionismo (che può fare danni enormi per la crescita) e di regole permissive.

Per il resti nulla, zero assoluto, i soliti bla, bla,bla, tra una tartina e un coppa di champagne e la sensazione di onnipotenza che pervade questi personaggi!

Le notizie della settimana in realtà sono altre, la prima gli altri tre missili lanciati dalla corea del Nord, in risposta alle recenti affermazioni di Trump, “Hanno incominciato a mostrare rispetto verso di noi”, la seconda è l’ennesimo attacco al Messico, giusto per rispondere a Draghi sulla minaccia del protezionismo…

Trump: “Serve il muro con il Messico, una delle nazioni con maggiore criminalità

Donald Trump rilancia la proposta fatta in campagna elettorale di una barriera al confine tra Usa e Messico. “Con il Messico che è una delle nazioni con maggiore criminalità al mondo, dobbiamo avere il Muro”, scrive su Twitter il presidente Usa, che poi aggiunge: “Lo pagherà il Messico con un rimborso o altro”.  Nei giorni scorsi il Presidente statunitense aveva dichiarato: “Costruiremo quel muro, anche se dovessimo chiudere il governo”…

E la terza fresca, fresca, quella più importante è…

Trump reportedly demands China action: ‘I want tariffs. And I want

  • Axios ha riferito che il presidente Donald Trump ha recentemente chiesto al suo staff di elaborare piani per tariffe che avrebbero avuto un impatto sulla Cina.

Citando molteplici fonti a conoscenza della riunione – e notando che la Casa Bianca non aveva contestato le informazioni – la fonte ha riferito che Trump aveva fatto la sua richiesta durante un incontro nello studio ovale con i migliori consiglieri.

“Quindi, John, voglio che tu sappia, questo è il mio punto di vista. Voglio dei dazi. E voglio che qualcuno mi metta alcuni dazi”, rivolto a John Kelly, il suo capo del personale.

Il bello però viene adesso, ve lo lascio in inglese così non ci sono discussioni, interpretazioni fantasiose…

“I know there are some people in the room right now that are upset. I know there are some globalists in the room right now. And they don’t want them, John, they don’t want the tariffs. But I’m telling you, I want tariffs.”

Lighthizer, soprattutto Navarro, Cohn, il prossimo governatore della Fed e sempre lui, il governo ombra Steve Bannon, questi gli uomini presenti, mentre il dollaro si avvicina alla meta di 1.20, vediamo come andrà a finire la vicenda, un’ondata di protezionismo reale, cambierà radicalmente dinamica alle valute mondiali.

Per il resto una crescita americana davvero in forma …

…in ogni suo fondamentale!

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18 commenti Commenta
signor pomata
Scritto il 28 agosto 2017 at 14:04

Comunque alla fine è stata una stagione veramente calda.
Credo che il capitano non sia nel torto, anzi, ma come in the big short sia la tempistica non consona.
Stessa cosa direi per la sterlina, del resto se uno decide di sganciarsi lo farà per avere una moneta forte o debole?
Chi delle due te lo mette nel didietro?
Poi diventerà magari moneta rifugio ma a oggi gli serve che corra al ribasso a uk…..per i motivi che sappiamo e discutiamo da anni.
Saluti a tutti.

john_ludd
Scritto il 28 agosto 2017 at 14:18

Mah ! The Donald voleva fare tante cose “prima”, poi ha fatto il contrario esatto “dopo”. L’attuale compagine ministeriale batte ogni record di corporatocrazia, carta bianca ai generali e attempati goldman boys con mogli trofeo dappertutto. Non esattamente dei rivoluzionari. Il congresso è contro qualunque cosa The Donald proponga, la stampa è scatenata sulle non notizie, 10 nazisti diventano 10 divisioni di carri tigre essendo venuta a noia il russia-gate che peraltro ormai non serve più . In essenza The Donald fa il presidente che era stato previsto dai Simpsons del geniale Matt Groening. Alla fine lo accontenteranno, qualche dazio dimostrativo e dall’altra parte qualche contro dazio dimostrativo. Ora che il dollaro è stato riportato dove più o meno sta bene a tutti quelli che pesano, il mago Otelma vede volatilità ai minimi ovunque, trading range strettissimi, tutti a girare manopole, chi può resti in ferie sino a fine anno almeno, folle di analisti tecnici disoccupati a scrutare grafici piatti. Guardando appena più il là, questa è una buona lettura:

The S&P 500: Just Say No – GMO LLC
https://www.gmo.com/docs/default-source/research-and-commentary/strategies/asset-allocation/the-s-p-500-just-say-no.pdf

john_ludd
Scritto il 28 agosto 2017 at 14:28

si­gnor po­ma­ta@fi­nan­zaon­li­ne,

il Brexit (?) è una delle più grandi patacche degli ultimi decenni. Non lo volevano gli europei e non lo voleva chi lo ha proposto, uno scazzo interno mal gestito tra aristocratici che decadono dai tempi della regina Vittoria ma che credono di essere ancora al centro di un impero. Poveretti. Chi lo ha votato chissà cosa pensava, o cosa gli hanno fatto pensare, dal 2008 UK ha fatto tre volte più austerity pubblica dell’Italia, superata di un pelo solo dagli USA del comunista Obama che infatti ha portato il dollaro a 1,05. La bizzarria impazza, ognuno legge secondo la lente di quel vorrebbe e non di quello che i numeri gli raccontano. Il governo May ha raggiunto un vertice di inettitudine superando anche i nostri eroi. Lassù non si vuole modificare una virgola e quaggiù nessuno sa neppure da dove iniziare.

aorlansky60
Scritto il 28 agosto 2017 at 16:11

La caratteristica più evidente dell’amministrazione TRUMP, dopo 8 mesi dal suo insediamento, è quella di NON RIUSCIRE A FARE ASSOLUTAMENTE NULLA, se non solo TANTA CONFUSIONE in barba a tutte le promesse elettorali; per il Paese che tutti (mercati finanziari e paesi partners nell’Alleanza Atlantica, ma anche paesi al di fuori visto che la Cina è uno dei maggiori sottoscrittori del debito USA) vedono come una specie di “faro” guida ormai da molto tempo, non certo un bel biglietto da visita in prospettiva futura. Obama almeno era riuscito a dare una sferzata energica in un senso preciso. Se le cose dovessero peggiorare per quanto riguarda l’economia reale nord americana, più di quanto i media locali e gli analisti economici cercano di nascondere, con un amministrazione del genere non c’è di che essere allegri. Ma a controbilanciare tale mediocrità non ci può che essere l’operato delle Bc che “con lo scotch e gli scongiuri” stanno tenendo “su” tutto quanto l’architrave sempre più complesso -e scricchiolante- del sistema. Sembra proprio che più che governi politici, ai tempi attuali servano solo Banche Centrali in grado di mantenere alta la fiducia… finchè regge…

john_ludd
Scritto il 28 agosto 2017 at 16:56

aor­lan­sky60,

in realtà è solo apparenza. L’amministrazione Obama è apparsa grazie all’appoggio dei media come efficace e pro cittadino medio riguardo la politica interna. Al contrario ha lasciato tutto come stava, anzi ha attuato una stretta storica sul bilancio federale. Un articolo di Martin Wolfe apparso su FT qualche settimana fa mostrava un delizioso grafico che evidenziava come gli USA di Obama siano stati il paese che ha attuato più austerity pubblica di chiunque, seguito da UK, a distanza gli stati EU, penultima l’Italia, ultimo il Canada. Dunque il contrario di quel che scrivono i giornali di regime. L’amministrazione Trump non va confusa con Donald Trump il quale è il solo assalito dai media che non assalgono Mc Master, Tillerson e Mattis, solo The Donald e sin che c’era Bannon. Ora Trump è effettivamente un idiota e Bannon e si meriterebbe le ire di una stampa libera la quale però esiste solo nel paese del trullallero. Gli USA (o la Germania, la Francia e qualunque altro paese) non sono guidati dall’amministrazione di turno, i cui poteri sono in realtà molto limitati per due ragioni. La prima è perché i sistemi costituzionali sono stati progettati con pesi e contrappesi e senza il Congresso (Parlamento) a favore qualunque presidente è un’anatra zoppa. La seconda è molto più importante ma chissà perché nessuno ne scrive. Una nazione moderna è una bestia estremamente, inimmaginabilmente, complessa. Per gestirla servono centinaia di migliaia di funzionari, dall’amministrazione alla sanità, magistrati, ordine pubblico, militari etc… cui vanno aggiunti i grandi interessi privati strettamente interconnessi con quelli dei gran commise pubblici, industriali, baroni universitari, media etc… Questa vasta platea di persone costituisce lo STATO PERMANENTE, che i complottisti amano definire il “deep state” come fosse un organismo misterioso mentre è perfettamente identificabile e opera alla luce del sole. Un’amministrazione dura qualche anno, mentre per sedimentare la classe dirigente che rappresenta lo stato permanente occorrono decenni o secoli come in Europa. Immaginare quindi che un Trump, che per di più è un idiota, possa cambiare qualcosa, è ingenuo. Dunque allora non si può cambiare nulla ? Al contrario si può, anche una piccola minoranza lo può, ma deve essere estremamente decisa, compatta e intollerante. Questa minoranza tuttavia c’è già, è l’élite attualmente al potere.

john_ludd
Scritto il 28 agosto 2017 at 17:10

aor­lan­sky60,

link all’articolo citato:

https://www.ft.com/content/5557f806-5a75-11e7-9bc8-8055f264aa8b

stanziale
Scritto il 28 agosto 2017 at 18:05

Oggi ho letto un articolo sul giornale piddino il tirreno, una piccola repubblica, che attaccava pesantemente e perfettamente le pratiche scorrette della cina….forse glie l’avranno ordinati i tedeschi e francesi, questi articoli….ma, SCUSATE, perche’ le STESSE cose dette da Trump sono idiote (anzi, lui lo e’ per definizione a prescindere) mentre se dette dai giornali di regime, le STESSE, allora vanno bene? Qualcosa mi sfugge.

john_ludd
Scritto il 28 agosto 2017 at 18:14

stan­zia­le@fi­nan­za,

una questione seria (ma complessa) portato avanti da un idiota (uno che semplifica tutto perché comprende poco) non giova a quelli che la stessa questione la proporrebbero e tratterebbero come si dovrebbe comprendendo che vanno disinnescate le miriadi di effetti collaterali che potrebbero condurre la propria parte in condizioni peggiori di ora. Di solito a pensare male si sbaglia ma talvolta no e il ciclo è stanco, errori colossali sono stati commessi anni fa, serve qualcuno, qualcosa cui dare la colpa in modo che chi quegli errori li ha commessi la passi liscia o persino ne possa ottenere un ulteriore vantaggio.

john_ludd
Scritto il 28 agosto 2017 at 18:23

stan­zia­le@fi­nan­za,

cancellare il debito attraverso default è politicamente impossibile, cancellare attraverso inflazione è proseguendo con lo status quo attuale economicamente impossibile. Una guerra commerciale, nel mondo di oggi produce gli stessi effetti di una guerra reale, data la profondità delle supply chains. E’ noto che la guerra porta inflazione o anche iper inflazione. Però porta anche a cambi di regime quindi non sono per nulla sicuro che questa sia l’intenzione, tuttavia è una possibilità. Vediamo cosa fa l’oro nei prossimi mesi. impossibile mandarlo di nuovo sotto 1200 se una guerra commerciale è davvero all’orizzonte. Questo è carino …

http://didthesystemcollapse.com/

charliebrown
Scritto il 28 agosto 2017 at 18:59

john_­ludd@fi­nan­za,

Ho ulteriori argomenti per evidenziare le diverse opinioni tra te e Mazzalai. Innanzitutto l’oro, per il quale evidenzi l’impossibilità di andare di nuovo sotto 1200 se una guerra commerciale è all’orizzonte. In secondo luogo il dollaro che mi pare possa, per te, stabilizzarsi attorno agli 1,20.
Come mi hai risposto l’altra volta, c’è invece accordo sulle prospettive per i tassi, visto che entrambi prospettate, prima o poi, un crollo delle azioni.
Non voglio assolutamente seminare zizzania su un veliero dove, dicevo l’altra volta, i gradi di capitano spettano a Mazzalai (che ne è anche armatore). Ma le diversità di opinioni esistono. E io che vi seguo con la mia barchetta ne tengo conto, visto che del mare finanziario ne sapete entrambi più di me.

stanziale
Scritto il 28 agosto 2017 at 19:27

john_ludd@finanza,

Be’, come “il” colpevole, in effetti Trump e’ perfetto…
@charliebrown-le banche centrali possono fare qualunque tipo di magia, resta pero’ una realta’ su cui fare i conti: molto oro e’ passato in cina india russia, quindi sul mercato ce ne e’ molto meno (non saprei quanto, anzi se qualcuno ha i dati…), quindi sembrerebbe sempre piu’ difficile (e costoso forse) tenere i prezzi del reale bassi…

aorlansky60
Scritto il 29 agosto 2017 at 09:20

@ JOHN

“Vediamo cosa fa l’oro nei prossimi mesi. impossibile mandarlo di nuovo sotto 1200 se una guerra commerciale è davvero all’orizzonte.”

Mi stò chiedendo se a qualcuno fa(rebbe) comodo che l’ORO inizi una nuova escalation (come quella che nel 2011 lo ha portato a 1800 $ l’oncia); ovviamente per quel “qualcuno” mi riferisco non a persona fisica od organizzazione, ma ad uno Stato sovrano…

Premesse :

1) tutte le volte che il “ciccio” nord koreano decide di lanciare un vettore dimostrativo, come ieri notte, la fibrillazione mondiale si alza e con essa la quotazione dei beni “rifugio” (oro argento e platino);

2) il “ciccio” nord koreano è stupido accertato, ma è da ritenere altrettanto certo che si ritrova mantenuto sotto il controllo (e in qualche modo sostenuto in questa sua politica per ora solo “dimostrativa”) dallo storico alleato che si trova poco più a nord;

3) guarda caso, quello storico alleato che si trova poco più a nord è uno degli stati sovrani (l’altro è la russia) che da due anni ha aumentato massicciamente acquisti di oro raccattando tutto quanto riesce a trovare nel mondo…

john_ludd
Scritto il 29 agosto 2017 at 10:47

char­lie­bro­wn@fi­nan­za,

Le mie opinioni possono anche differire da quelle di Andrea ma se ci rifletti riguardano temi poco rilevanti, di breve periodo (nessun cambio è stabile, sono rapporti che variano come maree), soggette a bias comportamentali per le quali la possibilità di errare è del 50% chiunque tu sia. Leggo quel che scrivo e partecipo a questo forum per le altre opinioni. Cosa è giusto o sbagliato è soggettivo in gran parte dei casi ma non sempre, essere un decente essere umano significa identificare con precisione quei pochi casi dove “giusto” ha un valore assoluto. Oggi (ma anche ieri) è molto comodo identificare “giusto” con ciò che porta immediati vantaggi e se qualcosa di enorme come l’estrema differenza tra ricchi e poveri, il comportamento bestiale di ricchi e potenti non può essere ignorato, si preferisce attribuirgli una causa naturale, “è sempre stato così” quindi meglio farsi i fatti propri. Al contrario se uno è un essere umano decente si deve ribellare, qui non lo si fa con la spada ma scrivendone, tentando di informare, perché questo dovrebbe essere lo scopo di una testata giornalistica.

Nello specifico, ti confesso di essere a disagio nell’affermare che l’oro è un buon modo di parcheggiare parte dei propri risparmi. Una miniera d’oro è un buco nella crosta terrestre, una tra le opere più inquinanti che esistano dove decine di migliaia di disgraziati lavorano per poco rischiando molto. Allo stesso modo sono a disagio quando acquisto un titolo governativo di uno stato di bombaroli aiutandolo a dispensare morte e sofferenza in giro per il pianeta. Preferirei, vorrei, eccome se vorrei, impiegarli in altro modo, ma metterei a rischio la mia esistenza e quella della mia famiglia. Ti confesso quindi che sento una certa impotenza che mi dà molto fastidio.

john_ludd
Scritto il 29 agosto 2017 at 11:00

aor­lan­sky60,

Se non c’è inflazione sui prezzi (o è molto bassa e concentrata su certi beni) c’è inflazione o anche iper inflazione sui valori degli asset. Cosa significa possedere un asset finanziario ? Disporre di un serbatoio dal quale attingere un domani anche lontano per acquistare ciò che serve per vivere. Questo in teoria, in quanto tanto più il valore degli asset diverge dalla capacità dell’economia che deve creare quei beni che ti serviranno in futuro, tanto più incerta è la possibilità di trasformare quegli asset secondo le proprie aspettative. L’economia non esiste in un limbo ma in un universo fisico dove le risorse fisiche in un pianeta finito sono finite e senza le quali non puoi trasformare niente, ogni bene o servizio è energia trasformata. Ci sono tanti ballerini e poche sedie e un giorno la banda smetterà di suonare. Nel lungo periodo l’oro si trasforma in calorie e kw/h molto più stabilmente di ogni altro asset finanziario, non lo misurerei in dollari o in euro ma in unità di energia, quello che mi serve per vivere. Vedo che oggi che meno dell’ 1% del risparmio globale è in oro, non vedo alcuna bolla qui, almeno rispetto le altre.

barbados
Scritto il 29 agosto 2017 at 11:37

Inoltre aggiungo, che l’oro proviene da un bias di un trend millenario, se ne riconosce il valore sin da bambini. In fondo un metallo, con applicazioni pratiche abbastanza marginali rispetto al ruolo di bene rifugio globale. Come le criptovalute sono sostanzialmente codici, in un mercato in fase dell’infanzia, oggi sono poco più di esercizi di programmazione. Domani potrebbero essere il baricentro dell’economia. Debito pubblico compreso. Chissà.

john_ludd
Scritto il 29 agosto 2017 at 12:00

char­lie­bro­wn@fi­nan­za,

… aggiungo pure che mantengo la stessa quantità di dollari di 1 mese fa, 6 mesi fa, 1 anno fa. Lo stesso vale per l’oro etc… ho una quota marginale, risibile, di azioni, sono sotto pesato in obbligazioni e largamente in cash (circa il 50%) in più valute. Non seguo l’analisi tecnica non perché non ci creda ma perché non ho tempo essendo lontano da internet per mesi e mesi. Aggiorno il portafoglio quando sono convinto ci siano delle opportunità, oggi non lo sono. L’unica regola che seguo è salvaguardare il più possibile il capitale, lascio a chi è più bravo le prestazioni mirabolanti. Ciao… ci aggiorniamo a ottobre, ho altre priorità, vado in contemplazione qui:

https://www.google.it/search?q=k2+photo&rlz=1C1CHWL_itIT686IT687&tbm=isch&tbo=u&source=univ&sa=X&ved=0ahUKEwiew_unl_zVAhWBFJoKHf9mAm0QsAQIKQ&biw=1665&bih=1007#imgrc=Sx7mEyx6TJ3M6M:

charliebrown
Scritto il 29 agosto 2017 at 14:15

john_­ludd@fi­nan­za,

Grazie delle conoscenze condivise.

Quanto alla tua prossima meta, coi polmoni giusti è uno spettacolo. Io resto in pianura dove il paesaggio è quello che è, ma dove ho parecchio da fare. Il mio programma per il prossimo autunno è essere meno rassegnato.

Gianluca
Scritto il 29 agosto 2017 at 18:02

Mamma mia john… mi piacciono molto le donne ma mi mancherai tantissimo
🙏🏻 Divertiti e metticela tutta
Un saluto di cuore
john_ludd@finanza,

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