AMERICA: GOVERNO OMBRA!

Scritto il alle 00:00 da icebergfinanza

La scorsa settimana alla fine di uno dei miei post ho scritto…

A proposito di dollaro e delle recenti affermazioni di Trump segnatevi questo…

Steve Bannon: US locked in ‘economic war’ with China – CNNPolitics

… non mancherà molto tempo che avrete notizie di questo signore, l’improvviso dietrofront di Trump sui recenti fatti di Charlottesville … Trump: “A Charlottesville colpa di tutti”. E Ku Klux Klan ringrazia  serve più di mille parole!

E puntuale è arrivato il “finto” siluramento di Bannon…

«Sarò chiaro, ho lasciato la Casa Bianca per andare in guerra al fianco di Trump, contro i suoi nemici che cospirano al Congresso, tra i media e nella finanza».(…)

Un’avventura durata un anno, con la notte magica dell’8 novembre e la guida strategica della Casa Bianca. «Sei stato un grande», lo ringrazia Trump nel congedarlo. Parole di circostanza secondo molti, ma non per tutti. «Attenzione Steve il barbaro è tornato», lo acclamano i suoi fedelissimi, secondo cui il «cavaliere dell’apocalisse» prestato alla politica di Washington avrebbe già messo a punto le strategie della sua nuova guerra. (…)

È lui stesso a fare il punto: «La presidenza Trump per cui abbiamo lottato, e vinto, è finita». (…) Libero e «con in mano la lista dei nemici dell’America», aggiunge Raheem Kassam, capo della sede londinese di Breitbart. «Non è una questione tra Trump e Bannon, loro sono dalla stessa parte – avverte -. È tra Steve e chi vuole fermare Trump». I nemici sono i “Rino”, «Republican in the name only», ma di fatto democratici, quelli che «vogliono mettere le briglie globaliste a Trump».(…)

Scrive il New York Times, giusto per darvi un’idea dell’influenza del personaggio:” L’uscita del signor Bannon è, naturalmente, un sollievo. Come il ben finanziato sito Breitbart, il signor Bannon alla Casa Bianca è stato un incubo a vita. Ma il signor Bannon, che prontamente è tornato a Breitbart, come suo presidente esecutivo, rappresenta ancora un pericolo per la nostra politica più ampia. All’esterno della Casa Bianca, è più libero di riunire le proprie forze contro chiunque non abbia a che fare con la sua linea protezionista e nazionalista.”

Che piaccia o no, Bannon, resterà sempre e comunque, il principale consigliere di Trump e una guerra commerciale con i fiocchi non ce la leva nessuno, dollaro compreso! C’è chi dice che l’instabilità politica è un rischio enorme che l’America non può permettersi, un rischio per il dollaro, ma in realtà io vedo altro, in agosto tutti a comprare titoli di Stato americani…

China returns to top of list of US government creditors Financial Times

Ora noi tutti sappiamo che l’intero mercato è propenso a raggiungere subito il livello chiave intorno a 1,20 nel cambio euro dollaro, l’uscita di Bannon e il fallimento della trumponomics spingono in quella direzione, ma i recenti rintracciamenti, dicono che alla BCE non sono molto d’accordo e i mercati in settimana saranno tutti propensi ad interpretare tra le righe cosa sussurreranno i banchieri centrali a Jackson Hole, il solito ritrovo elitario per un fine settimana di divertimenti. Noi riteniamo possibile un ritorno intorno a quota 1.16 già testata dopo le parole di Draghi la scorsa settimana e più avanti 1.14.

Nel frattempo Draghi invece di occuparsi di cose serie… Stretta Bce sul rischio-derivati delle banche continua ad ignorare banche come Deutsche Bank, favorendole nel gioco delle tre carte e invece sembra pronto a concentrare l’attenzione su …Stretta Bce su piccole e medie banche…

Ma in Europa l’attenzione è concentrata soprattutto sull’impatto che si avrà per le quasi 1.600 banche tedesche, il Paese dove il numero di istituzioni less significant è più elevato: 1.588 per la precisione, in gran parte Landesbank. Consistente e analogo per tipologia anche il campione austriaco (519 banche), superiore ad esempio alle 124 banche medie o piccole operanti in Francia o alle 78 spagnole.

Il processo era avviato da tempo, ma ora la conferma che sarà il 2018 l’anno dell’armonizzazione è arrivata dalla Bce, che nell’ambito della nota sulla vigilanza bancaria pubblicata in settimana ha annunciato il «nuovo importante passo per un approccio più deciso alla supervisione» nell’area euro…

O si certo Merkel permettendo, perché mai e poi mai, la Germania lascerà mettere le mani della BCE sulle disastrate e tossiche banche pubbliche, forzieri della politica tedesca.

Per il resto la correzione dei mercati americani non è affatto finita… Non crediamo che sia un momento opportuno per aumentare il rischio. I prezzi delle azioni sono in molti casi risaliti a livelli senza precedenti in un momento in cui la crescita economica non è affatto assicurata. I problemi geopolitici rimangono diffusi e si dimostrano sempre più difficili da risolvere”. firmato Lord Jacob Rothschild.

Come suggeriscono quelli di Dana Lyons’ Tumblr…

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State sintonizzati, il divertimento continua!

 

 

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26 commenti Commenta
aorlansky60
Scritto il 21 agosto 2017 at 11:52

in Europa l’attenzione è concentrata soprattutto sull’impatto che si avrà per le quasi 1.600 banche tedesche, il Paese dove il numero di istituzioni less significant è più elevato: 1.588 per la precisione, in gran parte Landesbank.

mai e poi mai, la Germania lascerà mettere le mani della BCE sulle disastrate e tossiche banche pubbliche, forzieri della politica tedesca.

anche perchè se lo permettesse, significherebbe scoperchiare IL VASO DI PANDORA su cui merkel schauble weidmann e praticamente tutta la Germania fanno leva, raccogliendo gli sforzi degli altri Paesi EU che concorrono a sostenere il felicissimo momento economico attuale della Germania : quel poderoso surplus commerciale di cui gode da anni (non noccioline ma 250 miliardi di €uro tradotto in numeri) può essere in parte dirottato, dalla ragioneria di Stato tedesca, a colmare le lacune nei bilanci di molti istituti bancari a conduzione pubblica (tipici della germania quali sparkassen e landesbank) che ne necessitano, al riparo da scomodi occhi indiscreti -quali UE e EBA .

tirlusa
Scritto il 21 agosto 2017 at 16:44

Mr. copper è passato da 2.5 a 3 dollari in un paio di mesi. Indicatore importante delle aspettative del mercato….non si aspettano nessuna recessione, anzi una ripresa dell’attività economica, Cina in primis.

john_ludd
Scritto il 21 agosto 2017 at 19:07

Il grafico sul possesso di bond americani da parte cinese conduce a conclusioni opposte a quello che dovrebbe se non vi si pone accanto relativamente al periodo considerato 1) l’aumento del PIL cinese 2) l’aumento del debito pubblico americano 3) la somma dell’avanzo cinese verso gli USA nel periodo. Questo semplice esercizio dimostrebbe che in realtà 1) il possesso di bond americani da parte della Cina rispetto la propria economia è circa dimezzato 2) dato che nel frattempo i cinesi hanno accumulato circa due trilioni di dollari di avanzo verso gli USA senza aumentare di un solo dollaro l’importo di debito USA appare evidente che quei due trilioni li hanno impiegati per altri scopi nel quale non entro. L’FMI raccomanda per paragonare due economie con valute differenti di utilizzare il “purchasing parity power” in base al quale l’economia cinese è oggi il 20% superiore a quella USA e tra 10 anni sarà più del doppio. La visione americano centrica dell’economia e delle geopolitica accomuna oggi più o meno il 99% dei commentatori occidentali anche se divisi su altri temi come cani e gatti: interessante, forse è la paura delle possibili conseguenze. Non tutti sono così, questi per esempio sono tra i più bravi analisti appartenenti al mondo della finanza che conosca, Charles e Louis-Vincent Gave sono evidentemente occidentali ma siccome risiedono a Hong Kong conoscono bene la dimensione e la forza della bestia. Questo articolo, pur non menzionando la Cina nel titolo ma la Russia, ha invece la Cina come protagonista. Ignorare a proprio rischio e pericolo:

http://www.zerohedge.com/news/2017-08-19/gavekal-coming-clash-empires-russias-role-global-game-changer

apprendista
Scritto il 21 agosto 2017 at 20:20

Qualcuno mi spiega cosa voleva dire Jhon?

john_ludd
Scritto il 21 agosto 2017 at 20:31

ap­pren­di­sta@fi­nan­za,

in essenza quello che è riportato nell’articolo del clan Gave

stanziale
Scritto il 21 agosto 2017 at 21:26

apprendista@finanza,
Se non sai l’inglese, come me, devi tradurlo con google, che lo spezzetta in una decina di parti, quindi bisogna passare di continuo da google t.(che non possiamo che ringraziare visto che e’ gratis) ad icebergfinanza. Una faticaccia che si puo’ fare volentieri se si e’ appassionati di geopolitica. L’articolo e’ molto interessante sul ruolo delle potenze marittime o di terra, in passato hanno vinto sempre quelle di mare, ma…c’e’ il ruolo dell’arabia saudita, germania, francia, paesi ex impero austroungarico..in definitiva non si capisce la politica americana ottusamente contro la russia (forse la cina e’ un boccone troppo grande), mentre invece trump voleva il riavvicinamento con la russia (questo lo scrivo io, ma e’ sottointeso)per questo e’ cosi’ aspramente combattuto. Le conclusioni sono che l’arabia saudita potrebbe cambiare cavallo (renminbi), il gruppo ex impero austroungarico, o la germania, potrebbero lasciare l’ue….ci sono considerazioni storiche molto interessanti.

charliebrown
Scritto il 21 agosto 2017 at 21:35

john_­ludd@fi­nan­za,

Se su questo veliero ci fossero i gradi, si potrebbe dire che il secondo (cioè il comandante in seconda) esprime opinione sostanzialmente opposta a quella del comandante. Certamente i gradi qui sono pura fantasia: l’unico che può attribuirseli è il proprietario della nave. Noi imbarcati gerarchicamente non siamo nulla, forse siamo solo quello che dimostriamo di valere. Io ad esempio sono un mozzo. Comunque, per quel che può capire un mozzo, mi sta venendo il mal di mare.

Gianluca
Scritto il 21 agosto 2017 at 21:40

Buonasera
Innanzitutto… john!!!!!!!!!! Welcome!!!
Ps cazz… quante giornate di riposo ti sei preso

john_ludd
Scritto il 21 agosto 2017 at 21:43

stan­zia­le@fi­nan­za,

la forza economica, finanziaria, politica e militare è in rapido, rapidissimo spostamento da ovest verso est. Non esiste memoria storica di uno stravolgimento così rapido, questo per due ragioni 1) effettivamente il blocco a est del Reno è incommensurabilmente più forte in termini di risorse naturali ed umane (come era scritto nella locandina di Godzilla “size does matter”), la sola Cina ha il doppio degli abitanti di USA + Europa, quindi produce il doppio di ingegneri, fisici, matematici etc… 2) l’élite americana attuale è la più ottusa che abbia mai regnato su un impero, a pari merito con gli spagnoli del XVI secolo che infatti, parimenti fanatici e convinti di essere investiti da Dio in persona a dominare il mondo, si auto distrussero in meno di un secolo lasciando spazio ai ben più pragmatici commercianti britannici. Le conseguenze sui propri portafogli sono ovvi: essere totalmente esposti ai soli USA (l’EU, Germania esclusa in parte, ne è sola la stampella) potrebbe nel giro di qualche anno risultare catastrofica.

john_ludd
Scritto il 21 agosto 2017 at 21:46

Gian­lu­ca,

io riposo 365 giorni l’anno, 366 se l’anno è bisestile.

john_ludd
Scritto il 21 agosto 2017 at 21:59

char­lie­bro­wn@fi­nan­za,

non è opposta, è diversa. A cosa serve sentire uno che ripete le stesse cose dell’altro ? Su alcuni temi c’è forte allineamento, in primis l’eccesso di debito. Non c’è volta che Mazzalai non rimarchi l’estrema debolezza dell’economia a stalle e strisce, il suo convincimento sui bond americani nasce dal convincimento che quando la prossima recessione colpirà gli USA le azioni precipiteranno del 50% e i tassi a 10 anni scenderanno sotto l’1%. Lo credo anche io così come credo che gli asset e le valute europee andranno anche peggio. Tuttavia non basta più, il mondo di oggi non è quello di 20 anni fa e questo è quello che conta. La prossima recessione USA e ancor più la prossima volta che il mercato azionario crolla, finisce l’era del dollaro come moneta di fatturazione. Se si vuole avere una decente diversificazione non basterà avere valute estere, bisogna avere valute estere e oro fisico in un paese non appartenente al blocco occidentale.

Gianluca
Scritto il 21 agosto 2017 at 22:06

Grande articolo… e come sempre ottimi commenti
John…svizzera la consideri occidentale?

d
Scritto il 21 agosto 2017 at 22:07

Effettivamente la lotta tra potenze di mare contro potenze di terra è il nodo cruciale:
http://federicodezzani.altervista.org/terra-contro-mare-una-nuova-guerra-mondiale-potrebbe-essere-inevitabile/
Molti sono gli elementi di cambio del gioco, tra i quali la via della seta:
http://www.zerohedge.com/news/2015-05-23/new-silk-road-could-change-global-economics-forever-part-1

http://www.zerohedge.com/news/2015-05-27/new-silk-road-part-2-cold-war-or-competition

http://www.zerohedge.com/news/2015-06-12/new-silk-road-part-3-challenges-rivalries-prospects-success

Qui si giocherà nei prossimi anni il futuro economico del mondo. Se non avessimo una classe dirigente del tutto ignava e senza spina dorsale, un Paese come il nostro potrebbe giocarsela alla grande, ritagliandosi un ruolo non secondario:
http://federicodezzani.altervista.org/nuova-via-della-seta-il-mondo-visto-da-oriente-che-conviene-allitalia/

Forse, a quanti ancora funziona l’encefalo, per loro e per i loro figli, qualcosa tutto questo può importare. La speranza è l’ultima a morire

john_ludd
Scritto il 21 agosto 2017 at 22:26

d@​finanza,

L’unico tentativo di statista italiano “fu” Aldo Moro il quale voleva per l’appunto porre l’Italia come paese cardine verso nord Africa e medio oriente coltivando quei buoni rapporti con la Russia che l’ENI di Mattei aveva avviato. Ha fatto la fine che fatto perché i nemici storici del popolo italiano sono i britannici e i francesi, non i tedeschi. UK è al tracollo, gli USA in declino, indeboliti e impossibilitati ad attuare la sistematica azione di repressione del passato, ci fossero personaggi di quella levatura avremmo una possibilità. Ci vorrebbero pure statisti di pari levatura in Germania, come Willy Brandt, l’autore della ostpolitik che tanto dava fastidio agli americani indottrinati dal folle e fanatico stranamore polacco Zbigniew Brzezinski putroppo morto novantenne e non a 20 anni sotto un treno.

john_ludd
Scritto il 21 agosto 2017 at 22:38

Gian­lu­ca,

paese cerniera, fa del detto romano “pecunia non olet” un comandamento. Non è più il paese per “furbi brianzoli” di una volta (quindi è meglio) e non è neppure solido come un tempo (quindi è peggio), certo in Svizzera non ci sarà alcun “bail in”, non ti bloccheranno i prelievi e non hanno alcuna intenzione di eliminare il cash, sogno dichiaratissimo delle oligarchie europee e americane. Questa ossessione che a ondate appare sui giornali sui “mali” del cash con tanto di sponsor illustri da Rogoff a Krugman, ai cazzoni nostrani non è certo casuale e se ho imparato qualcosa nella vita è a non aver fiducia in chi comanda, specie ora.

stanziale
Scritto il 21 agosto 2017 at 22:44

john_ludd@finanza,

D’accordissimo sulla disparita’ tra uomini e risorse, naturalmente, infatti per questo il blocco che fa capo a Trump non vuole l’alleanza cina-russia, e questa e’ geopolitica. I globalisti non la pensano cosi’ perche’ gli affari sono affari, con la cina si lavora molto, per domani si vedra’…e’ anche in questa dispersione di forze che il potere sta’ passando ad est, interpreto cosi’ l’articolo .

john_ludd
Scritto il 21 agosto 2017 at 22:50

d@​finanza,

e comunque le “sorti economiche del mondo” per i prossimi 25-30 anni si decidono in chi controlla le residue fonti energetiche fossili. Poiché un paese come il nostro è troppo piccolo per controllare qualcosa, dovrebbe costruire la sua politica estera sulla possibilità di avere un accesso sicuro a quelle fonti che costituiscono l’80% del nostro fabbisogno. E’ esattamente la politica che attua la Germania mentre noi no seguiamo quello che ci dicono, ovvero ci stiamo assicurando una discesa all’inferno. La qualità delle fonti energetiche è in drastico calo, le sole rimaste in quantità ed EROEI adeguati a sostenere una civiltà industriale sono in Russia, Centro Asia e medio oriente. Oltre i 25-30 anni vedo solo un periodo molto lungo e molto buio durante il quale ci si dovrà adattare a disponibilità energetiche totalmente rinnovabili pari a 1/3 pro/capite di quelle attuali. Per questo è fondamentale essere forti nei prossimi 25-30 anni, l’alternativa è la sparizione.

john_ludd
Scritto il 21 agosto 2017 at 22:59

stan­zia­le@fi­nan­za,

il “blocchetto” che fa capo a Trump ha le idee molto confuse. L’idea di una guerra commerciale con la Cina è bislacca a dire poco, se ci sono delle ragioni (e ci sono) non sono quelle addotte dal clan Trump. Inoltre è tardi, super tardi, stra tardi. Nessuno si fida più degli americani, in Russia meno ancora. Dopo essere stati quasi annientati dopo il crollo del muro l’idea che un russo possa mai essere alleato (cioè suddito data la visione del mondo che hanno in america) suscita le risa di chi ha un minimo di conoscenza della storia. Vedi, l’americano è John Wayne, sempre sbarbato, con i capelli in ordine anche dopo una settimana a cavallo, ti minaccia con la sua sola presenza, se apre bocca tremano le finestre. Il russo è Sacha, scarpe sporche di fango, camicia a righe fuori dalle braghe, se lo minacci fa un passo indietro, se continui ne fa due, se lo tocchi ti sgozza.

stanziale
Scritto il 21 agosto 2017 at 23:29

john_ludd@finanza,

Blocchetto mica tanto, ha vinto le elezioni e tutti i passaggi elettorali seguenti. Questo fatto, che l’elettorato bianco autoctono sia coeso e difenda l’identita’, non puo’ essere ignorato, in fatti vediamo cosa succede, statue rimosse, attentati in gb,francia, belgio, spagna, stessa strategia(del terrore) mi pare, infatti l’italia non e’ stata interessata perche’ gia’ a pecorina.

stanziale
Scritto il 21 agosto 2017 at 23:36

Ecco, persino Rossi diventa anti globalista e da quindi -indirettamente- ragione a Trump http://www.wallstreetitalia.com/fca-presidente-toscana-cinesi-comprano-europa-coi-soldi-nostri/

luigiza
Scritto il 22 agosto 2017 at 06:48

john_ludd@finanza,

>> Ci vorrebbero pure statisti di pari levatura in Germania, come Willy Brandt, l’autore della ostpolitik che tanto dava fastidio agli americani indottrinati dal folle e fanatico stranamore polacco Zbigniew Brzezinski putroppo morto novantenne e non a 20 anni sotto un treno..

Vaoo contro corrente reputando il Brzezinski probabilmente il più lucido consulente dei Presidenti USA (fatta eccezzioone per il periodo Carter qualora fosse
stato anche lui d’accordo o il suggeritore di quel folle Presidenial Act che impose alle banche di prestare i soldi a chi mai avrebbe potuto restituirli. Utopica fantasia di cog…. ‘cristiano rinato).
Del resto fu ancora il Brzezinski pochi mesi prima di morire a dire che il progetto del XXI secolo americano era fallio e che si si doveva accettare il fatto che il mondo era ormai multi-polare.

aorlansky60
Scritto il 22 agosto 2017 at 08:39

@ JOHN

L’unico tentativo di statista italiano “fu” Aldo Moro il quale voleva per l’appunto porre l’Italia come paese cardine verso nord Africa e medio oriente coltivando quei buoni rapporti con la Russia che l’ENI di Mattei aveva avviato.

basterebbe solo questo, per capire come sono i rapporti in gioco che determinano i destini del mondo da 70anni a questa parte;

bentornato John, uno come Te dovrebbe insegnare Storia, se non fosse che daresti MOLTO, TROPPO FASTIDIO a coloro che prentendono di avere scritto la Storia dell’ultimo secolo, mi riferisco ovviamente agli imperialisti anglosassoni, UK e USA.

@ D

Se non avessimo una classe dirigente del tutto ignava e senza spina dorsale, un Paese come il nostro potrebbe giocarsela alla grande, ritagliandosi un ruolo non secondario

non sono troppo d’accordo su questo; 90anni fà forse si, dopo che la Ima WW aveva visto l’Italia dalla parte dei VINCENTI di quel conflitto, ma al momento attuale (ma potrei dire anche 50, 40, 30, 20 anni fà) per come si sono determinati gli equilibri tra Stati e i relativi rapporti di forza (che vedono l’Italia stritolata da Stati indiscutibilmente più forti di essa quali FR UK DE senza neppure citare China Russia USA a livello di superpotenze planetarie) non credo proprio; al massimo, potevamo lavorare di diplomazia per scegliere uno Stato più potente ed influente al quale allearci, ma questa scelta per noi italiani l’ha già decretata la Storia 70anni fà : e E.MATTEI e A.MORO, attraverso le loro vicissitudini e la loro fine, rappresentano la testimonianza esatta di quella scelta NON compiuta dall’Italia ma VOLUTA da altri.

aorlansky60
Scritto il 22 agosto 2017 at 09:06

@ JOHN

Poiché un paese come il nostro è troppo piccolo per controllare qualcosa, dovrebbe costruire la sua politica estera sulla possibilità di avere un accesso sicuro a quelle fonti che costituiscono l’80% del nostro fabbisogno.

Altra osservazione giusta che condivido, un dato di fatto indiscutibile ovvero che l’Italia è totalmente dipendente dall’ESTERO per quanto riguarda tema ENERGIA e relative materie prime di base, questi presupposti determinano il livello di un Paese nel quadro internazionale; la Francia la sua scelta l’ha fatta (dagli anni 60 : ha pesantemente investito sul NUCLEARE, che anche se non può assolutamente essere paragonato al PETROLIO -in fatto di giacimenti sul territorio- le ha garantito una posizione di rilievo a livello internazionale grazie al piano MILITARE di cui si è dotata, una scelta che la FR poteva fare, ma non l’Italia, paese che come Germania e Giappone (in quanto PERDENTI dell’ultimo conflitto mondiale) è stato SMILITARIZZATO per ordine degli USA che hanno posto un PESANTE CONTROLLO su di essi, infatti ITA DE e JP sono i Paesi che più di altri sulla faccia della Terra hanno basi militari USA/NATO installate da decenni sul proprio territorio, NON A CASO).

john_ludd
Scritto il 22 agosto 2017 at 09:33

stan­zia­le@fi­nan­za,

NEW YORK – “D’istinto ero per il ritiro ma ho cambiato idea: non abbandoneremo fino alla sconfitta finale dei terroristi”. Donald Trump ammette il suo voltafaccia sull’Afghanistan, la guerra più lunga nella storia degli Stati Uniti (16 anni). L’aveva definita inutile, uno spreco da interrompere subito. Ora dà carta bianca ai suoi generali, senza restrizioni né date di scadenza, fino a quando i talebani …

Trump è questo, non le promesse della campagna elettorale, emesse solo per arrivare alla Casa Bianca. E’ un miliardario ignorante, candidato ideale del complesso militare e del cartello bancario che da 30 anni seleziona personaggi con un ego spropositato, un debole per i soldi e l’apparenza e un unico dono: quello di convincere abbastanza peones di essere uno di loro. Ora può un multi miliardario essere vicino a un “peones” ? Mai nella storia. Dunque perchè i “peones” eleggono ripetutamente personaggi che sono all’opposto dei loro interessi ? Semplice, perchè sono “peones”, un parco buoi facilmente manipolabile. Quando sarà possibile identificare un candidato (in USA come in Europa intendiamoci) che sembra effettivamente vicino agli interessi dei subalterni ? Semplice, quando reintrodurrà in maniera convincente nei suoi programmi un concetto vecchio come il mondo, “il conflitto di classe”. Finchè queste parole saranno bandite è ovvio che nessun candidato è lì per aiutare te, puoi tranquillamente stare a casa e lasciare che la percentuale di votanti scivoli verso lo zero.

stanziale
Scritto il 22 agosto 2017 at 19:21

john_ludd@finanza,
Poco sopra ieri ho postato il link di una dichiarazione del pres. regione toscana Rossi, in merito ai cinesi. Tu hai scritto che il potere sta’ rapidamente passando da ovest a est…certo, grazie alla concorrenza sleale cinese , cui sono alleati i tedeschi, questi per via del vantaggio che gli deriva dall’euro. Tutto questo e’ stato denunciato da Trump, i cui poteri sono limitati perche’ la cia , e non solo, fa quello che cazzo gli pare. I suoi dietrofront, possono essere visti anche come ritirate tattiche e spesso mirano a dividere i suoi nemici. Vedi che, ormai sono disperati, il gioco e’ scoperto: scioperano in spagna, c’e’ il rischio del focolaio, e zac l’attentato, ed il presunto terrorista -c’e’ il video- viene fatto fuori per non farlo parlare.

john_ludd
Scritto il 22 agosto 2017 at 21:06

stan­zia­le@fi­nan­za,

letto solo ora l’articolo del WS Italia, cito direttamente:

“….Secondo il presidente della Toscana è “necessario introdurre regole che tutelino i lavoratori e i cittadini e che l’Europa per prima debba essere chiamata a dare risposte convincenti….”

tipica dichiarazione di piddino all’ultimo stadio dell’idiozia (che sia ex è irrilevante, anzi quelli sono persino peggio, da Vendola a Minimo D’Alema) che invoca l’Europa a dare “risposte convincenti”. Constato ennesima-mente che in Europa non si è ancora compreso che una volta deciso di giocare al ribasso con una potenza asiatica con una struttura del potere granitica e con un serbatoio di lavoro infinito (comprendendo gli stati attorno economicamente vassalli) sorprendersi di essere stato fatto a pezzi è equivalente a confessare pubblicamente di essere un imbecille che non hai mai capito un cazzo. Se poi si sono trasferite gran parte delle filiere in quei luoghi per far fare soldi a pochi, castrando la possibilità di una via di ritorno, l’idea stessa di avere qualcosa da utilizzare contro i cinesi è degna di Tafazzi. Povero Rossi, tanto non se lo caga nessuno, patetico.

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