FURORE ITALIA: DEFLAZIONE DA DEBITI.

Scritto il alle 09:20 da icebergfinanza

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“Le strade pullulavano di gente assetata di lavoro, pronta a tutto per il lavoro. E le imprese e le banche stavano scavandosi la fossa con le loro stesse mani, ma non se ne rendevano conto. I campi erano fecondi, e i contadini vagavano affamati sulle strade. I granai erano pieni, e i figli dei poveri crescevano rachitici, con il corpo cosparso di pustole di pellagra. Le grosse imprese non capivano che il confine tra fame e rabbia è un confine sottile. (…)  E la rabbia cominciò a fermentare.”  Furore John Ernst Steinbeck

Fermatevi per un attimo a pensarci, solo un istante, senza farvi troppe illusioni. Se la sfida populista che Renzi lancia all’Europa è reale, non è la solita operazione di facciata per acchiappare polli elettorali in Italia, le prossime elezioni italiane potrebbero rivelarsi ancora più importanti di quelle francesi. Non tanto per l’uscita dall’euro, ormai abbiamo capito tutti che serve una strage economico/finanziaria per demolire questa unione monetaria tenuta in piedi solo da Draghi e dalle minacce quotidiane di svalutazioni apocalittiche, tetano e colera ovunque senza l’euro, ma per la stragrande maggioranza di coloro che non vedono di buon occhio questa europa e la sua squallida solidarietà di facciata, sempre più persone che potrebbero decidere all’improvviso per il male minore.

Questi parlano di qualche miliardi in deficit per tagliare le tasse e non hanno ancora capito che devono creare lavoro, lavoro, lavoro, non hanno ancora compreso che se le sofferenze esplodono è perché le famiglie non hanno lavoro e le imprese sono oberate di debiti e di tasse…

L’affare dei crediti bolliti sulla pelle delle famiglie

Il vero dramma della crisi bancaria lo dobbiamo ancora vedere. Esploderà tra la fine dell’ anno e il 2018. Le società di recupero crediti aggrediranno famiglie e piccole imprese per esigere le famigerate sofferenze. Centinaia di migliaia di famiglie perderanno la casa, decine di migliaia di imprese chiuderanno, legioni di dipendenti perderanno il lavoro.

Enfasi ed esagerazione ma ci avviciniamo di molto alla realtà, perché i procacciatori di affari, quelli che si stanno pappando le sofferenze a 21 centesimi vorranno almeno raddoppiare il rimborso e per molti non ci sarà scampo…

È l’altra faccia delle sofferenze e dei crediti deteriorati: una bomba sociale da almeno 70 miliardi, presto sui nostri schermi, scrive il Fatto. Dal punto di vista delle banche è solo questione di soldi. Ci sono in giro circa 330 miliardi di crediti deteriorati, di cui circa 200 sono sofferenze, cioè crediti inesigibili. Le sofferenze nette sono attorno agli 80 miliardi: le banche hanno già segnato in bilancio come perdita il 60 per cento e sperano di recuperare il 40 per cento. Per le banche contano gli 80 miliardi: se ne recuperano 90 guadagnano 10 miliardi, se ne recuperano 60 ne perdono 10. Per i debitori conta il lordo. La banca fa affidamento sul 40 per cento del credito, ma se lo trasferisce alle società specializzate il debitore si vedrà chiedere il 100 per cento.

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Dove stava la vigilanza in questi anni?

Il decreto col turbo che salva Zonin & C

«Una liquidazione coatta amministrativa, quella di BpVi e VB costruita per non lasciare alcuna traccia di insolvenza e rendere così vana (o comunque smontabile) ogni iniziativa delle procure. Un decreto giuridicamente così raffinato da rasentare il luciferino». È il commento di un affermato civilista esperto in procedure concorsuali alla lettura del «turbodecreto» 99 firmato domenica 25 giugno. Un dissesto «o quasi dissesto» (come recita il decreto) ma nessuna bancarotta, e dunque nessuna par condicio creditorum da rispettare.

Se non si solleva il Veneto, Ragazzi rassegnatevi alla giustizia divina!

Noi recentemente vi abbiamo raccontato un’altra storia, ma noi si sa predichiamo nel deserto, siamo pessimisti, catastrofisti, non capiamo nulla, loro le banche centrali e i governi si che sanno quello che stanno facendo e l’euro e non l’Europa sarà la nostra tomba.

BANCHE VENETE: LA CRISI E’ FINITA!

Ma davvero qualche ingenuo pensa che sia finita qui, davvero qualcuno come Padoan, pensa che lo Stato italiano risucirà a recuperare tutti i miliardi usati per aiutare Intesa a ingoiare un’intera discarica di crediti inesigibili.

Bene ieri, Alberto Bagnai, sul suo blog in Banche: il peggio è passato ha fatto riferimento a Charlie Brown, uno che se ne intende, che giustamente ha parlato del principio contabile IFRS9 che ha mandato circa tre anni fa il soffitta il vecchio IAS 39 che secondo loro ha contribuito ad inasprire la crisi…

Ancora oggi gli accantonamenti in gran parte non tengono sufficientemente conto dei cosiddetti “incagli” né della vistosa perdita di valore degli immobili a garanzia. Il principio contabile IFRS 9 (si contabilizza la malattia del babbo, non solo la sua morte) non è ancora ben incorporato nel sistema il quale si basa ancora su perdite storiche, non prospettiche.

Si lo so, tutto molto complicato, noi proviamo a semplificarlo raccontandovi che se tutto va bene dal primo gennaio del prossimo anno, secondo alcuni studi, l’introduzionde dei principi contabili IFRS9 produranno ulteriori perdite nell’ordine dei cinque o sei miliardi, visto l’obbligo di stimare le perdite attese sui crediti, visto che il “mark to fantasy” continua ad andare di moda insieme all’ottimismo di maniera.

Non lo so Voi, ma io sono sempre più inquieto, non è affatto bello vivere una nuova esperienza come quella del 2007, la nemesi continua.

La crescita salariale come abbiamo visto ieri in America non esiste, la crisi del 2008 è arrivata dall’America e anche la prossima arriverà da li, la crescita salariale si è ammorbidita negli ultimi mesi, suggerendo che l’obiettivo della piena occupazione è solo una pia illusione.

Non esiste una reale ripresa dell’occupazione in America come non esiste in Italia alcun miracolo da jobsact, se consideri occupato uno che lavora un’ora al giorno, alla settimana, se consideri a tempo pieno uno che è costretto ad accettare uno stipendio che a mala pena assomiglia ad un part-time sei semplicemente un impostore e l’economia reale, la storia farà il suo corso, tra una brioches e l’altra.

E’ così difficile capire che il problema principale è la disuguaglianza, la troppa iniquità, il più grande denominatore comune di tutte le più grandi crisi della storia?

Nonostante la bassa disoccupazione, la crescita dei salari in America rimane anemica, sterile, appena sufficiente a tenere insieme la pace sociale, ma senza stimoli fiscali e monetari il libero mercato sarebbe morto e sepolto.

Nfp6

Nel frattempo gli analisti di BOFA si chiedeono “Perché la Fed è così disperata nel cercare di aumentare i tassi e stringere le condizioni finanziarie?

E’ forse preoccupata come dimostrano alcuni ultimi interventi di aver gonfiato un’altra ennesima enorme bolla o hanno davvero paura per la recessione che verrà? La risposta non ci interessa, la prossima crisi è una certezza, non si tratta di se, ma quando, loro potranno provare a tenere in piedi a qualunque costo il mercato ma il mercato crollerà, non subito, le prossime saranno solo avvisaglie ma entro il 2018, quello sarà il vero collasso dei mercati finanziari.

Perché cancellare la storia, perché rimuovere il passato facendo sempre e solo gli stessi errori, perchè?

Lo ripeto questa è una …

DEFLAZIONE DA DEBITI: COSA POTREBBE ACCADERE …

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Fallita la prima, la seconda e la quarta soluzione, ora siamo nella terza, ristrutturazione del debito e default di massa, evitati solo dall’ostinazione di una banca centrale che continua a tenere in vita cadaveri finanziari e commerciali che distruggono il tessuto sano dell’economia reale.

Il mercato non crede ad una sola parola di quello che le banche centrali raccontano, lo dimostrano i tassi a lungo termine, nel breve solo spasmi, il resto è pura illusione, come racconta la storia, come racconta l’analisi empirica che sino ad ora è stata la nostra bussola.

Un’inesistente amministrazione Trump, nel fine settimana ha rilanciato l’illusione di poter creare altri 25 milioni di posti di lavoro attraverso il protezionismo nel prossimo decennio, tornando a parlare di crescita dell’economia intorno al 4 %. è gente disperata questa che non conosce la storia, troppo debito in circolazione è un’ipoteca epocale sulla crescita.

Non solo, le tendenze demografiche sono chiare dinamiche che in molti si rifiutano di osservare attentamente, i giovani non hanno lo stesso potere di acquisto dei loro padri, le giovani generazioni non sono in grado di spingere con i loro redditi la crescita futura non almeno sino a quando i patrimoni dei loro padri non verranno ereditati.

Il mercato immobiliare, la sua crescita senza il debito è un mercato destinato a cambiare radicalmente, le bolle sono alimentate solo dal debito privato, il denaro dal nulla creato dalle banche commerciali e non solo da quelle centrali. Ci sono in giro migliaia di fondi pensione basati su modelli di crescita e rendimento insostenibile, perché l’inequità e la disuguaglianza arrivano sino all’ultima scala quella pensionistica.

O si certo, le spiagge e i ristoranti sono strapieni, e gli italiani si stanno fumando i risparmi di intere generazioni.

Non solo robotica e tecnologia, senza freno senza alcun ritegno per l’uomo, bolle finanziarie ovunque che contribuiscono a triplicare i capitali dell’uno per cento della popolazione, quelli che vi suggeriscono come uscire dalla fossa che loro stessi stanno scavando…

… stavano scavandosi la fossa con le loro stesse mani, ma non se ne rendevano conto.(…)  Le grosse imprese non capivano che il confine tra fame e rabbia è un confine sottile. FURORE!

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68 commenti Commenta
madmax
Scritto il 11 luglio 2017 at 10:53

Ma la domanda da porsi e’: come mai in Italia i crediti deteriorati sono ben maggiori della media? Qualcosa non torna, o i banchieri italiani sono tutti stupidi, oppure esiste qualcosa a livello di sistema.
Magari hanno pompato i crediti deteriorati per avere agevolazioni fiscali oppure ritorniamo al problema della giustizia: se non paghi una fattura o non onori un contratto per via legale aspetti anche 7-10 anni prima di aver visto che hai ragione.
O forse e’ il caso che in Italia vo sono tanto troppi impresari che non sanno fare il loro lavoro o che pensano di essere grandi imprenditori.
Concludo con il vinaiolo, tutti a Vicenza sanno fin dal primo momento che il processo contro di lui finira’ in prescrizione, la spettabile procura di amici & c. quella che caccio’ il pm Carreri qualche anno fa per aver osato mettere sotto accusa il vignaiolo non ha fatto nessun blocco dei beni, non ha istruito indagini specialistiche su reati finanziari e non ha nemmeno ritirato il passaporto del galantuomo che se ne va a spasso indisturbato….grazie agli amici benpensanti.

draziz
Scritto il 11 luglio 2017 at 12:30

mad­max,

Ti sarai sicuramente chiesto perchè un’impresa chiude?
In Italia chiude per eccesso di costi, di prelievo fiscale e contributivo e di burocrazia.
Se aggiungi che la domanda interna è stata scientemente abbattuta…
Non parliamo poi di investire in questo Paese. Mi risulta che chi lo fa acquisti situazioni decotte ed ormai fallite e spesso ne trasferisca la sede oltralpe.
Prova ad aver bisogno di un’autorizzazione seria per fare impresa e poi ne parliamo…
Gli esempi si sprecano, ma tutti li dimenticano…tanto capitano sempre agli altri, poveri sfigati, che vuoi fare…ne è pieno il mondo. Non è il sistema che è corrotto e scientemente distruttivo, nooo…

Pensa anche alla demenziale pratica del pagamento delle imposte in acconto.
Ipotizzi di guadagnare X e paghi in anticipo Y (e guai a sbagliare…).
Di fatto ti privi della liquidità che ti potrebbe essere necessaria per vivere, effettuare un piccolo investimento, garantire scambi di merci e/o servizi. Ti costringono a fare ricorso al credito bancario (se ti riesce…).
Vanti un credito? Difficile che tu possa compensarlo.
Devi dei soldi allo Stato? Probabilmente ti pignoreranno la casa.
Non pensare a che fine fa quel 98% o anche 105% di imposte che ti viene chiesto 1 anno prima.
La situazione è talmente marcia che l’intervento dei Servizi Segreti in un certo affaruccio di dominio pubblico la dice lunga…

E’ lo stesso Stato ad essere contro le imprese che esistono in Italia.
Hanno creato un enorme “Campo di Concentramento fiscale”. Se rendi QUANTO vogliono loro ti lasciano campare, sempre vessandoti ed incutendoti paura e sgarbi, altrimenti ti fanno fuori, ti fanno fallire.
Milioni di imprenditori che improvvisamente non sono più capaci di stare sul mercato.
Non sono più competitivi.
Scusate…ma dormono proprio in tanti in questa nazione…?!
Abbiamo sempre avuto imprese che dominavano sui mercati esteri e non solo e gliela mettevano in…tasca proprio a FR e D e di punto in bianco falliscono in massa, gli imprenditori si suicidano, lasciano NPL che sono in aumento e via dicendo sempre peggio…?
E’ allucinante, è allucinante l’assuefazione del gregge ai voleri del padrone.
Mistificazione ed abuso della credulità popolare.
Prendete un dizionario, forse servirà a fare un po’ di luce…

aorlansky60
Scritto il 11 luglio 2017 at 12:31

@ MadMax

come mai in Italia i crediti deteriorati sono ben maggiori della media?

Da statistica ufficiale, stime dei Paesi UE maggiormente gravati da NPL erano/sono Italia Irlanda e Portogallo;

dei quasi 1000 miliardi di NPL in ambito UE, circa 1/3zo (300 miliardi di €) è di proprietà-competenza banche italiane,

la cui portata è facilmente intuibile : innesco crisi economica con relativa conseguente deindustrializzazione feroce avvenuta su territorio italiano (-25% in 10anni dal 2007 ad oggi) ha prodotto strage di aziende e pmi in genere che hanno chiuso i battenti(alcuni hanno poi delocalizzato all’estero), con la conseguenza della creazione di un esercito di nuovi disoccupati, tutti soggetti (sia imprese che lavoratori) che vivevano di CREDITO concesso dalle banche che NON sono poi riusciti a rifondere.

semplice; (ci sarebbe poi da considerare anche il volume di prestiti concessi da ALCUNE BANCHE ITALIANE ad amici degli amici della politica e MAI RITORNATI ALLA BASE, ma questa è una storia differente – la vicenda di Sorgenia una soc. di proprietà del radicalchic italiano che abita in svizzera, con beni di famiglia non perseguibili in Italia e primo supporter di “Repubblica” dovrebbe pur suggerire qualche cosa…)

Da considerare anche il numero : in italia 60 milioni di abitanti; in Portogallo 10 milioni; in Irlanda 5 milioni; anche queste cifre dovrebbero suggerire qualcosa, nel contesto che stiamo analizzando.

icebergfinanza
Scritto il 11 luglio 2017 at 12:38

siamo in presenza di un collasso degli investimenti pubblici ben superiore al 30 % che non mancherà di avere effetti nei prossimi mesi e anni, investimenti e spesa corrente qua e la misure doping come ad esempio la possibilità che la Banca centrale portoghese eroghi un dividendo straordinario boom turistico ma un debito pubblico bel oltre il 130 % nonostante il recente pseudo boom quasi due punti in più di debito che suggeriscono che la ripresa non è virtuosa.
Investimenti interni trainati tanto per cambiare udite udite dall’immobiliare anch’esso a debito e la solita bolla che si autoalimenta quando non c’è crescita virtuosa, esplosione del commercio estero supportato più dal crollo delle importazioni ( pessimo poter di acquisto dei portoghesi ) vicino 80% con una miserabile domanda interna che arriva a mala pena al 20% inevitabile visto il taglio degli investimenti pubblici. Concludendo nulla di trascendentale e una dinamica insostenibile pur sempre migliore di quella del nostro Paese.

icebergfinanza
Scritto il 11 luglio 2017 at 12:41

Per non parlare della situazione del sistema bancario portoghese sul quale è meglio stendere un velo pietoso ma almeno questi due anni di ripresa qualche beneficio lo hanno portato mentre noi abbiamo perso tempo ad erogare 80 euro al primo pirla che passava o a gettare denaro nel jobsact

aorlansky60
Scritto il 11 luglio 2017 at 12:43

@ Draziz

Abbiamo sempre avuto imprese che dominavano sui mercati esteri e non solo e gliela mettevano in…tasca proprio a FR e DE

VERO; hai perfettamente ragione – non solo in questo sunto ma in tutto il tuo intervento –

negli anni 80 l’export italiano era la LOCOMOTIVA d’europa (ricordate, chi c’era??); all’inizio degli anni 90 l’Italia si è ritrovata ad essere la 5ta (quinta) potenza mondiale su base OCSE per produttività industriale,

evidentemente questo DATO DI FATTO nuoceva e infastidiva gli interessi di altri Stati vicini (e competitori allo stesso tempo);

ci hanno pensato con la realizzazione della UE e dell’€uro a risolvere le loro invidie (parlo di FR e DE) creando al contempo il DESERTO per l’italia, la cui politica dirigente accomodante -nei confronti dei nuovi padroni UE- ha poi prodotto il resto di una storia CHE CONOSCIAMO FIN TROPPO BENE.

gnutim
Scritto il 11 luglio 2017 at 15:17

la realtà dei fatti è che un paese medio piccolo si può rialzare più facilmente rispetto ad uno più grande e complesso. Gli attori che fanno la differenza sono di meno e a parità di grandezza pesano di più.

davtamb
Scritto il 11 luglio 2017 at 16:45

aor­lan­sky60:
@ Dra­ziz

Ab­bia­mo sem­pre avuto im­pre­se che do­mi­na­va­no sui mer­ca­ti este­ri e non solo e glie­la met­te­va­no in…tasca pro­prio a FR e DE

VERO; hai per­fet­ta­men­te ra­gio­ne – non solo in que­sto sunto ma in tutto il tuo in­ter­ven­to –

negli anni 80 l’ex­port ita­lia­no era la LO­CO­MO­TI­VA d’eu­ro­pa (ri­cor­da­te, chi c’era??); al­l’i­ni­zio degli anni 90 l’I­ta­lia si è ri­tro­va­ta ad es­se­re la 5ta (quin­ta) po­ten­za mon­dia­le su base OCSE per pro­dut­ti­vi­tà in­du­stria­le,

evi­den­te­men­te que­sto DATO DI FATTO nuo­ce­va e in­fa­sti­di­va gli in­te­res­si di altri Stati vi­ci­ni (e com­pe­ti­to­ri allo stes­so tempo);

ci hanno pen­sa­to con la rea­liz­za­zio­ne della UE e dell’€uro a ri­sol­ve­re le loro in­vi­die (parlo di FR e DE) crean­do al con­tem­po il DE­SER­TO per l’i­ta­lia, la cui po­li­ti­ca di­ri­gen­te ac­co­mo­dan­te -nei con­fron­ti dei nuovi pa­dro­ni UE- ha poi pro­dot­to il resto di una sto­ria CHE CO­NO­SCIA­MO FIN TROP­PO BENE.

Vero, ma vero anche che in quei stessi anni il debito pubblico italiano passava dal 60% a oltre il 110% del PIL

draziz
Scritto il 11 luglio 2017 at 17:12

da­v­tamb@fi­nan­za,

Posso cortesemente chiedere dov’è il nesso…?

john_ludd
Scritto il 11 luglio 2017 at 17:31

mad­max,

un articolo di qualche giorno fa sul Financial Times, scritto da Martin Wolf, commentatore principe del giornale numero 1 del capitale mondiale ha catturato la mia attenzione. Vi era riportata una tabella con la classifica dei paesi che nel periodo post crisi avevano attuato più o meno austerity pubblica. Il paese che ha fatto meno austerity è il Canada, seguito dall’Italia, poi a distanza Germania, Francia, UK e USA. Dunque sono gli USA e l’amministrazione Obama ad avere applicato la maggior dose di austerity pubblica mentre l’Italia ne ha fatta pochissima. Siccome la situazione del paese è drammatica evidentemente l’austerity è stata applicata a qualcun’altro: i privati. Questo è perfettamente in linea con la cultura politica italiana per la quale la spesa dello stato, specie se clientelare è intoccabile, anzi deve crescere continuamente, mentre il privato, quel sozzo evasore fiscale, deve pagare, pagare e pagare. I taglia alla spesa pubblica sono stati marginali a livello complessivo, ci sono stati solo massivi spostamenti di spesa. Tagliata la sanità e introduzione degli 80 euro, niente investimenti pubblici ma i regali del jobs act etc… intoccabili le migliaia di società a partecipazione pubblica dove sta il cancro del clientelismo.Oggi ero sul Sella, di fronte alla Marmolada: di quel meraviglioso ghiacciaio non c’è quasi più nulla, macchie di neve marcia e placche di ghiaccio grigio sempre più sottile. Il ghiacciaio oltre a ritirarsi perde 3-4 metri di spessore ogni anno, entro 10 anni non ci sarà più nulla. E’ il simbolo dell’Italia che si consuma, il capitale dei vecchi consumato in IMU, spese mediche ormai semi privatizzate, tasse nuove che si aggiungono alle vecchie. Pochi giovani in perenne bolletta che quando i vecchi schiatteranno erediteranno poca cassa gravata da nuove imposte patrimoniali, immobili consunti, dai consumi energetici folli perché mentre tedeschi, austriaci e svedesi investivano in risparmio energetico rivalutando il proprio patrimonio, qui si faceva l’opposto. Gli attuali ultra cinquantenni sono l’ultima generazione abbiente, per la prossima bisognerà aspettare verosimilmente qualche secolo. Nel frattempo la messicanizzazione dell’Italia è ormai completa e siccome i giovani schiavi di nazionalità italiana sono troppo pochi li si importerà da dove ce ne sono troppi.

davtamb
Scritto il 11 luglio 2017 at 17:45

dra­ziz@fi­nan­za:
da­v­[email protected]­nan­za,

Posso cor­te­se­men­te chie­de­re dov’è il nesso…?

era una replica al post di aorlansky60, non al tuo. Negli anni 80 si sono fatti anche dei bei danni

john_ludd
Scritto il 11 luglio 2017 at 18:32

aor­lan­sky60,

qual’è il senso di continuare a imprecare contro altre nazioni, siano esse Francia, Germania o USA ? Le nazioni, per definizione stessa, competono tra loro, sempre, specie quando come ora, la torta globale si restringe rapidamente. Possono commerciare, collaborare occasionalmente e tatticamente ma ciò che guida l’azione politica di una nazione è il vantaggio per la nazione stessa o meglio per l’aristocrazia che guida e controlla la nazione la quale se vuole durare deve lasciare cadere qualche buon boccone anche alla plebaglia. Dunque se la Francia e la Germania hanno danneggiato l’Italia lo hanno fatto perché era per loro utile operare in tal senso. In termini storici, hanno fatto il loro interesse e se da tale azione verrà un vantaggio durevole avranno avuto successo, svolgendo il loro unico compito. Se invece la classe dirigente di una nazione opera in modo da danneggiare l’interesse della nazione allora è verso di essa che, se servisse, sprecherei fiato imprecando. Immaginare che qualcosa o qualcuno operi per favorirti è il tipico pensiero piddino, termine reso popolare dal noto blogger italiano, ma che non denota chi vota PD ma lo stato medio tipico dell’essere umano: ingenuo, indottrinato sin dalla nascita e reso molto più stupido di quanto la naturale tendenza alla stupidità lo avrebbe condotto. In essenza cibo per avvoltoi.

PG
Scritto il 11 luglio 2017 at 19:07

john_­ludd@fi­nan­za,

sempre apprezzabili i tuoi interventi che condivido quasi sempre in toto. la mia osservazione parte dal fatto che qst politici (quelli che contano) non sono incapaci, sono in malafede . Sull’Italia, sapendo i grandi mali che l’affliggono, i grandi che comandano i fili … (ovviamente non saprei indicarne in nomi precisi ma potete immaginare) hanno deciso il nostro destino. L’Italia è un serbatoio di risparmi privati fatti dal dopoguerra e ora ovviamente con politici fantocci che si susseguono nelle poltrone già stabilite e alle dipendenze dell’ elite (chiamiamola così) li stanno intaccando vuoi con patrimoniali come IMU, vuoi con bail in o ricapitalizzazioni o decreti banche che guarda caso non salva i risparmiatori (anche se alcune volte sono complici o per lo meno non così esenti da colpe). Hanno distrutto con leggi assurde e fiscalità appositamente pesante le PMI italiane che erano quelle che davano fastidio e che soprattutto ci davano una certa autonomia e potenza economica, mentre nel frattempo hanno mantenuto i privilegi della classe dirigente e gli sprechi di una PA demenziale quanto in malafede anch’essa. L’unica nota stonata di questo progetto è il risultato del referendum che alle lobby faceva piacere di vincere per il Sì. Si sarebbero trovati la strada aperta per i loro “affiliati” ancor meglio di oggi. Un sistema bipolare è estremamente prevedibile e quindi perfetto per coloro che devono mettere loro politici di riferimento (non a caso lo reclamizzano come il miglior sistema e quello che da più governabilità … si come no, per le lobby). Una repubblica parlamentare con maggioranze strane o non prevedibili è ovviamente un panorama che assicura meno riferimenti a chi ha a libro paga i politici ma troveranno comunque una soluzione a questo o la sfrutteranno per specularci contro se vi sarà (come prevedibile) difficoltà di maggioranze. In definitiva io non posso credere che di punto in bianco ci troviamo al governo personaggi come Renzi, Boschi, Richetti, Poletti etc etc personaggi mai sentiti che in 4 e 4 otto hanno fatto fuori i politici di una volta. Vi hanno fatto credere ceh era il nuovo che avanzava, in perfetto stile Obama quando andò su e perfetto stile Macron…. E’ una truffa colossale, una menzogna alla quale il popolo italiano da par suo risponde con la sua ignavia, apatia e paura di perdere quel poco che ti lasciano credere di farti avere. Fossimo un popolo con le @@ dovremmo andare in 4 milioni fuori dal parlamento se non altro per un decreto come quello dei vaccini e farli fuori a calci in cul o -… scusate lo sfogo ma abitare nel più bel paese del mondo in una situazione del genere mi fa una rabbia enorme non trovando soluzioni. Grazie per lo spazio. Grazie Capitano come sempre

john_ludd
Scritto il 11 luglio 2017 at 19:26

PG,

Magari ! Questi politici (vasta categoria) sono incapaci e in malafede. Aggiungerei ignoranti come caproni come rafforzativo della incapacità e quindi stupidi. Tuttavia non basta avere politici in malafede e stupidi per andare in vacca, è necessario che ci siano tanti altri stupidi in circolazione, una prevalenza di stupidi. Dunque non possono che venirmi in mente le eterne leggi di Carlo M. Cipolla, fu Professore Emerito di Storia Economica a Berkeley:

http://www.giovis.com/cipolla.htm

Qualunque persona che voglia avere qualche risposta sul perché le cose vanno così in vacca le troverà nelle leggi di Cipolla. Sono leggi, quindi vere, dureranno sinché come specie calpesteremo questo pianeta (direi per poco ancora se prendo come riferimento il precedentemente menzionato stato del ghiacciaio della Marmolada)

stanziale
Scritto il 11 luglio 2017 at 20:49

Io, ripeto, credo che la battaglia che Trump puo’, anzi deve fare, sia geopolitica piu’ che economica, tanto e’ chiaro che e’ andato tutto in vacca, e sara’ difficile dare la colpa a lui. Cio’ premesso, oggi c’e’ stata la nomina del nuovo ambasciatore Usa in Italia, anche se deve ancora essere ratificato dal senato Usa. Repubblica ha subito attaccato il nuovo ambasciatore: buon segno…mi risulta anche che stanno nominando il nuovo ambasciatore Usa in grecia…questi sono fatti importanti, a mio avviso. Non si sa ancora come, ma gli Usa devono operare per un riequilibrio dei poteri in europa, dato che i tedeschi stanno ormai apertamente sfidando la guida Usa…grazie all’amministrazione Obama, e ad Obama stesso, che e’ pure venuto in europa per sobillare alla ribellione verso Trump, cioe’ lui (ed i globalisti ) sono per la germania…staremo a vedere come va a finire, l’italia e’ fottuta ma se vincono i globalisti/germania/francia, e’ fottutissima.

ilcuculo69
Scritto il 11 luglio 2017 at 21:14

aor­lan­sky60,

Io che andavo in giro e decine di aziende di varie dimensioni erano miei clienti nei primo anni 2000 ti dico che non è così.

Imprenditori che da otre 20 anni non reinvestono gli utili in azienda e si danno a speculazioni immobiliari, che corrono d aprire fabbriche fallimentari in Romania e Ungheria r poi in Polonia, che non hanno una seconda generazione affidabile ma non aprono ad un managment esterno, che non investono in innovazione industriale ed in automazione ma preferiscono importare dall’est o delocalizzare. Aziende che cedono ai ricatti e non sanno più fare prezzo non potendo più aspettare che la lira si svaluti.

No non basta complottismo, la classe manageriale italiana degli anni 60 ha fatto i soldi, ma sono soldi vecchi , e non ha saputo evolversi ed ora mostra tutti i suoi limiti anche culturali.
I laureati italiani non vanno all’estero perchè non ci sarebbe bisogno di loro nell’industria Italiana, ma perchè L’imprenditore italiano 60 enne si e no diplomato non si fida ad assumere un ingegnere.

Sono stufo di sentirvi fare sempre gli stessi discorsi, che è tutto u complotto di Francia e Germania per distruggere gli italiani buoni.

john_ludd
Scritto il 11 luglio 2017 at 21:17

stan­zia­le@fi­nan­za,

con Obama governava Goldman Sachs
con Trump governa Goldman Sachs … più di prima
Goldman Sachs è per definizione la colonna, il bastione, il centro dell’impero bancario anglo sassone (non semplicemente globalista … sono quelli che lo hanno inventato, ne hanno il brevetto di cui concedono l’uso ai fedelissimi cioè ai banchieri franco tedeschi)

quindi…

spiega con parole tue dove vedi qualche differenza al di là di uno scazzo tra seconde e terze linee dei lacchè del potere finanziario americano e di una dose di narcisismo che non si vedeva dai tempi di Nerone.

stanziale
Scritto il 11 luglio 2017 at 21:30

john_ludd@finanza,

Lasciamo perdere il narcisismo, non ci interessa minimamente, per me si puo’ credere anche Napoleone. Come leggi e sai meglio di me, Trump e’ continuamente attaccato per non farlo governare, per ora ci sono abbastanza riusciti, la battaglia e’ ancora in corso, io credo che non si sa’ come va a finire. Certo, al momento hai ragione a dire che non si vede la differenza, ma i movimenti sono sotto traccia, nomina pian piano gente a lui fedele, ed appunto spero nella nomina dei nuovi ambasciatori. Ce la vorrai lasciare almeno la speranza, no? MA comunque, la logica delle cose -per me- fara’ andare allo scontro il potere anglo sassone con gli attuali padroni dell’euro. Naturalmente, lo so’, e’ uno dei tanti scontri in atto, non l’unico.

john_ludd
Scritto il 11 luglio 2017 at 21:39

il­cu­cu­lo69@fi­nan­za,

loro esagerano alla grande, ma anche tu. Medie aziende come IMA, Brembo, Crif, Datalogic e tante altre hanno triplicato il fatturato e gli utili durante questi ultimi 10 anni con l’euro e con la famiglia fondatrice e detentrice del pacchetto di maggioranza sempre al timone e assumono pure eserciti di laureati, li pagano relativamente poco ma sfatiamo il mito che all’estero ti coprono d’oro, è vero se sei un genio e ti assume Google, altrimenti considerando quanto costa vivere a San Francisco, Londra o Melbourne decisamente no. Se ti riferisci a micro aziende, beh quelle nel 2017 non possono essere il fondamento di nessuna economia di nessun paese moderno indipendentemente da chi e come vengono gestite. Troppo grande è inefficiente, ma piccolo è bello è una solenne cagata tesi che si insiste a voler difendere dimostrando un cattivo rapporto con la realtà che per carità farà pure schifo ma quella è.

john_ludd
Scritto il 11 luglio 2017 at 21:48

stan­zia­le@fi­nan­za,

anche Obama veniva continuamente attaccato “per non lasciarlo governare” o hai la memoria corta come quasi tutti ? Per i repubblicani era un comunista islamico sotto copertura tanto quanto Trump è un agente russo. Continua a perdere tempo con queste stronzate, il presidente in America non conta un cazzo dai tempi di Kennedy, il governo è altrove, se non lo hai capito non lo capirai mai. La speranza è necessaria se ben riposta, coltivala. L’illusione si abbina perfettamente a rimpianti e rancori rendendo la vita una merda totale, ma è la tua e quindi fanne quel che vuoi. Ciao.

ilcuculo69
Scritto il 11 luglio 2017 at 22:03

john_­ludd@fi­nan­za,

Certo che ci sono le aziende sane, ma purtroppo non sono sufficienti per tenere in piedi il tessuto industriale diffuso che sosteneva l’italia fino agli anni ’90

e non mi riferivo a micro imprese, l’azienda tipica a cui faccio riferimento è una azienda manifatturiera media con 50-200 dipendenti e fatturati da 10 a 100 milioni

e ti assicuro che la tipologia descritta da me rappresenta più della metà delle aziende, anche quelle che in qualche modo se la sono cavata.

stanziale
Scritto il 11 luglio 2017 at 22:25

john_ludd@finanza,
Possibile che tu sai sempre tutto e gli altri sono fessi a prescindere. S’e’ gia’ visto con Papa Francesco quanto c’hai dato… critica(sic) il dialogo Trump-Putin… Tornando al punto, Gia’ una volta con Bartolhomew nuovo ambasciatore ci fu una svolta, e fu posta fine a mani pulite. Ai nostri governanti pd e’ stato riferito di continuare come prima, tanto Trump sarebbe durato poco. Invece per ora c’e’ ed ha nominato il nuovo ambasciatore, vediamo se cambia qualcosa. La stessa cosa contemporaneamente in grecia, questo dovrebbe far riflettere ed autorizzare qualche speranza per il sud europa, cosa che mi sono permesso di esternare, magari non sara’ cosi’ ma mi sembra di basarmi su dati di fatto.

john_ludd
Scritto il 11 luglio 2017 at 22:27

il­cu­cu­lo69@fi­nan­za,

il difetto che descrivi esiste ma sono tante le cause del declino italiano, alcune vanno indietro decenni ma altre sono relativamente recenti. Il sistema industriale italiano è sempre stato banco centrico, non è mai esistito un mercato dei capitali di tipo anglo sassone ma questo non era necessariamente un male, era semplicemente il nostro modello e per decenni ha funzionato. In un paese il cui sistema economico è sano, equilibrato e in linea con il carattere, la cultura, la storia, se un’azienda che opera in un mercato allettante va in crisi perché mal gestita viene rilevata da un’altra meglio gestita oppure fallisce e le maestranze vengono assunte dai concorrenti. Non è il nostro caso, e tra le cause della disfatta molto ha pesato l’idea bislacca che il nostro modello andava cambiato, che andava adottato il sistema anglo sassone e che l’ingresso in un sistema a cambio fisso ci “avrebbe aiutato a cambiare marcia” diventando come la Germania che peraltro all’inizio dell’era euro era in condizioni peggiori della nostra. Alla fine la marcia l’abbiamo cambiata, dalla quarta alla ridotta, il motore si è fuso e ora che pure il resto del mondo è strapieno di problemi di natura sistemica, ripartire come paese non lo vedo possibile, restano i menzionati piccoli campioni che sono come correttamente osservi troppo pochi.

john_ludd
Scritto il 11 luglio 2017 at 22:36

stan­zia­le@fi­nan­za,

perfetto, continua a “sperare” nell’aiuto esterno, cioè sei su una linea parallela a quelli del vincolo esterno. Quelli pensano che siamo dei poveri stronzi e quindi bisognosi del randello alemanno, tu pensi che abbiamo bisogno dell’aiuto di una qualche azione salvifica straniera nello specifico santo Donaldo o il prode Vladimir contro il perfido alemanno. Se gli italiani non saranno capaci di trovarsi una soluzione da soli, non ci sarà mai nessuna buona soluzione, solo un diverso padrone e un diverso randello.

stanziale
Scritto il 11 luglio 2017 at 23:00

john_ludd@finanza,
Che ti devo dire, la penso come te ma sembra che gli italiani nella media hanno qualche difetto congenito che impedisce di pensare in grande. Per cui, il riequilibrio dei poteri deciso dagli anglo americani ci ha gia’ aiutato 2 volte, nel 1860 e nel 1945….perche’ se l’italia e’ arrivata ad essere la quinta potenza economica e’ perche’ le e’ stato concesso, di industrializzarsi…in funzione antitedesca, forse.

sepp
Scritto il 11 luglio 2017 at 23:39

E la crisi americana del 1901?

madmax
Scritto il 12 luglio 2017 at 09:12

Il declino italiano sta nella testa degli italiani, e’ piu’ facile dire che il sistema e’ marcio, i politici corrotti che le tasse sono troppo alte, che la Francia e la Krukkia sono cattive e fanno il loro interesse.

Smettete di piangervi addosso.

Andate a rivederVi o rileggervi la “teoria dell’alibi” di Velasco (allenatore di pallavolo) che spiega come la colpa la addossiamo sempre agli altri…..

http://www.gaz-elle.com/la-cultura-degli-alibi/

aorlansky60
Scritto il 12 luglio 2017 at 09:46

@ JOHN

qual’è il senso di continuare a imprecare contro altre nazioni, siano esse Francia, Germania o USA

A parte che Francia e Francesi mi sono simpatici -non posso farci nulla, là sono nato e là ho ricevuto la prima educazione base dalla scuola, il francese è la mia lingua madre-

evidentemente non hai colto il secondo senso celato dietro le mie continue denunce verso FR e DE, che è rivolto in senso FORTEMENTE CRITICO verso certa politica dirigente italiana e relativa corrente di pensiero, oltre che ai relativi elettori italiani,

che ancora credono al successo di un progetto di “Unione Europea” fondata solo sull’uso della moneta unica, dove i Paesi più forti (quelli cioè che riscuotono maggiore consenso in campo internazionale in conseguenza di uno status indiscutibile-la Francia è membro permanente del Consiglio di sicurezza ONU, non per caso…) riescono a dettare legge imponendo SEMPRE, su ogni tema trattato, la propria linea guida in relazione AI PROPRI INTERESSI agli altri Stati minoritari.

NON lo dico io, basta solo osservare la Storia della UE e la sorte dei relativi Paesi membri negli ultimi 10anni. Come credete che la Germania abbia costruito la sua attuale fortuna, per mezzo del suo DISAVANZO COMMERCIALE stranoto ???

Poi lo so perfettamente che ogni Stato sovrano deve perseguire i propri interessi e quelli della propria gente, qua nessuno è fesso, o ancora qualcuno crede nell’ideale di “Europa unita” ?… ma per favore…

La Verità è che i tedeschi -che 25anni fà dopo la riunificazione si sono ritrovati ad esser messi davvero male- sono riusciti nell’intento che si prefiggevano, quello di dominare l’europa diventandone il paese leader (industrialmente ed economicamente) a spese di altri Paesi, Italia compresa (sopratutto l’Italia…)

Tanto varrebbe -PER NOI ITALIANI che la dobbiamo subire, NON per 80 milioni di tedeschi che ci gongolano e prosperano a spese nostre e dei paesi più deboli dell’unione- USCIRE e RECUPERARE OGNUNO LA SOVRANITA’ DELLA PROPRIA DIVISA,

poi voglio vedere i tedeschi, con il loro Marco super-rivalutato, dove se lo mettono il loro export monstre e relativo disavanzo commerciale MONSTRE. Stanno attualmente beneficiando di un €uro sotto-sotto-sotto-sotto Svalutato rispetto al Marco per costruire la loro fortuna commerciale questo dovrebbe essere ormai EVIDENTE.

Come mi dovrei sentire come cittadino italiano? (domanda rivolta ad ognuno che legge qui e idealmente al resto dei 60 milioni di italiani)… sarebbe di certo molto MOLTO meglio ritrovarsi dalla parte di uno qualsiasi degli 80 milioni di crucchi che popolano la Germania : vai a confrontare lo stipendio di un operario WV rispetto al corrispettivo Fca per averne un idea…

aorlansky60
Scritto il 12 luglio 2017 at 09:54

@ IlCuculo

Sono stufo di sentirvi fare sempre gli stessi discorsi, che è tutto u complotto di Francia e Germania per distruggere gli italiani buoni.

beato Te, devi essere uno felice a vivere nel mondo della fantasia;

purtroppo la consapevolezza della CONOSCENZA non porta a simile stato d’animo ma a tutt’altro,

ma forse hai ragione tu,

dovrei smettere di leggere Andrea Mazzalai, John_ludd, per darmi alla lettura di cronache rosa o alle esternazioni dei media di regime ITA che descrivono ancora l’Italia come “il Bel Paese”…

occhio però che il risveglio dal “SONIO” potrebbe -per chi vive nella fantasia- rivelarsi assai duro, prima o poi…

:lol:

icebergfinanza
Scritto il 12 luglio 2017 at 10:12

Attenzione a non provocare … firmato il 1 novembre 2014 dal governo Renzi

“le unità che partecipano sono autorizzate dall’Italia a sbarcare nel suo territorio all’interno dell’area operativa, tutte le persone intercettate e catturate all’interno dell’operazione Triton”.

http://frontex.europa.eu/assets/Legal_basis/European_Border_and_Coast_Guard.pdf

Non mi fare girare le eliche Veleno…

ve­le­no50@fi­nan­za,

icebergfinanza
Scritto il 12 luglio 2017 at 10:14

Se c’è in giro qualche fesso che pensa di avere a che fare con un dilettante consiglio di rassegnarsi e girare al largo ogni notizia riportata su Icebergfinanza proviene da fonte certificata… il resto sono troll o idioti !

doge
Scritto il 12 luglio 2017 at 11:23

veleno50@finanza,

Viene applicato il trattato di Dublino che prevede l’obbligo dei rifugiati di identificarsi e rimanere nel primo paese dell’Unione in cui mettono piede.

ilcuculo69
Scritto il 12 luglio 2017 at 11:29

aor­lan­sky60,

Mi pare che non vuoi capire proprio, io dico che la maggior parte dei problemi dell’impresa e dell’industria italiana è da ascrivere direttamente all’imprenditoria italian, in seconda posizione metto la stupidita e la corruzione del sistema politico e della classe dirigente dalla PA (sono due cose diverse) , e solo in terza battuta metto il fatto che altri Stati possano aver tratto vantaggio ed ancora ne trarranno dai punti uno e due.

icebergfinanza
Scritto il 12 luglio 2017 at 12:02

Chiedo scusa se faccio pulizia … ma il tuo tempo è finito, è finito il tempo per provocare il sottoscritto e altri utenti, il tempo per la tua falsa ironia, il tempo per la pazienza. Un consiglio non rispondere, non rivolgerti al sottoscritto non avrai più alcuna risposta o verrai cancellato! Spero di essere stato abbastanza chiaro
ve­le­no50@fi­nan­za,

vito_t
Scritto il 12 luglio 2017 at 12:45

Andrea dico … ma cosa aspettavi? spero che questa volta la puliuzia sia DEFINITIVA ! non se ne poteva più !!!

aorlansky60
Scritto il 12 luglio 2017 at 12:47

@IlCuculo

la stupidita e la corruzione del sistema politico e della classe dirigente della PA

ci può anche stare, come parte della spiegazione al dato di fatto del declino del sistema produttivo Paese,

ma non si può pensare che gli IMPRENDITORI PRIVATI ITALIANI siano rimbecilliti [nel corso degli ultimi 25anni] al punto da avere determinato quella flessione indiscutibile (ripeto : negli anni 80 quando UE e €uro erano FORTUNATAMENTE ancora lontane dall’essere varate, il nostro Paese ha conosciuto un decennio di prosperità e di floridità uniche e forse irripetibili stante le basi attuali che ci vedono TOTALMENTE SUCCUBI di un sistema nel quale L’Italia NON HA PRATICAMENTE VOCE IN CAPITOLO per decidere le proprie politiche, se non genuflettersi per chiedere pietosamente la concessione di una misera percentuale di deficit in più, cosa di cui la Francia ha goduto per anni senza doverlo chiedere, LO HA FATTO E BASTA infischiandosene delle regole stabilite dalla UE sul deficit !!!),

essi sono stati talmente vessati dallo Stato (che ha loro applicato pressione fiscale INSOSTENIBILE e burocrazia al limite della follia) per alimentare la voracità dello Stato in tutti i suoi anfratti ed apparati (enti locali Comuni Province Regioni, Sanità, senza dimenticare quelle 10.000 società a partecipazione pubblica succhia risorse inutili per i cittadini – ho scoperto recentemente che l’azienda mista a partecipazione pubblica -di cui NON faccio nome- dove lavora mia moglie annovera una cinquantina di società satelliti alla Casa Madre, tutte con il proprio Cda, la maggiorparte delle quali NON HA NEPPURE 1 DIPENDENTE A LIBRO PAGA, questo è perfettamente normale in ITALIA…)

ma attenzione : quella che ho descritto su (pressione FISCALE SEMPRE PIU’ ESAGERATA esercitata a partire in particolare dal 2012 su aziende imprese e famiglie private) è IN DIRETTA CONSEGUENZA di quanto ha obbligato l’UE all’Italia con il FISCAL COMPACT e simili deliranti ordini progettati e impartiti da Bruxelles (quegli oltre 60 miliardi di €uro versati nel fondo ESM dal 2010, di cui l’Italia non ha tratto ALCUN BENEFICIO e RITORNO, come lo vogliamo definire, SE NON RICATTO VERO e PROPRIO???),

poi sarei io quello che non vuole capire… mi vien voglia di andare a vivere in Svizzera, un Paese che per fortuna (per meglio dire per scelta dei suoi cittadini, delle proprie banche e delle sue multinazionali) ha scelto di stare BEN ALLA LARGA da quella “c….ta pazzesca” che si stà rivelando l’UE, la stessa scelta che guarda caso hanno fatto i BRITS. Viva The QUEEN!

vito_t
Scritto il 12 luglio 2017 at 14:27

Veleno e lo credo che non ti chiami come me , .. tu sei semplicemente un “rompipalle” a titolo gratuto, .. cerchi sempre di seminare zizzannia ad ogni occasione perchè sei sostanzialmente invidioso e geloso delle cose e idee altrui … il prototipo del piddiota !
Tu provochi solamente , … e prezzo dei T-bond e cambio euro-usd lo dimostrano, .. sempre lì a fare il calcolo del decimale per rompere le palle a chi mette a disposizione tempo e capacità infinite ..
Per la cronaca qualche critica la ho posta anch’io .. come sull’AUD o sull’inflazione legata agli indici azionari … ma le tue bassezze sono ben lungi dall’essere raggiunte ! Spero davvero di non rileggere mai più i tuoi commenti , .. anche se lo hai promesso altre volte e come gli zombie … del tuo partito sei sempre riapparso !

ilcuculo69
Scritto il 12 luglio 2017 at 15:49

aor­lan­sky60: negli anni 80 quan­do UE e €uro erano FOR­TU­NA­TA­MEN­TE an­co­ra lon­ta­ne dal­l’es­se­re va­ra­te, il no­stro Paese ha co­no­sciu­to un de­cen­nio di pro­spe­ri­tà e di flo­ri­di­tà uni­che e forse ir­ri­pe­ti­bi­li

SI …. I FANTASTICI ANNI ’80

Con il debito pubblico che passa dal 55% del PIL nel 1980 al 100% del 1992 con rapporti deficit/Pil che oscillano liberamente dal 9% al 15% degli anni ’83 – ’84 – ’85

Una crescita veramente irripetibile….. scherzi vero ?

vito_t
Scritto il 12 luglio 2017 at 16:15

AOR … no gli imprenditori non sono rimbecilliti, ma con uno stato di parassiti e con un partito al governo che non fa nulla per invertire la rotta , non puoi sopravvivere .. Ti faccio un esempio concreto, Avevo aperto una srl con soci moglie e figli , .. fatturato un pelo meno di 100.000 , ma con la speranza di sviluppare qualcosa in più che desse soddisfazione …. Primo anno , libro soci : 250 euro per registrare 5 soci mia moglie e 3 figli !! Prima devi andare dal notaio che per leggere quattro righe ti succhia un pò di sangue .. hai bisogno del commercialista , che con domic. fiscale ti costa qualche mille euro, .. hai bisogno di chi ti fa le paghe, … un dipendente e uno a part time circa 2.000 euro annui … Hai dei costi e dei rischi, … scarichi quello che si deve , e paghi le tasse, … bene , Poi però affinchè i soci possano incassare il netto , devono ripagare il 26% su quel netto, ancora tasse quindi .. a parte Irap Ires abcd fghi etc etc con tutti i blazelli, … dopo lo stato vuole che anticipi praticamente tutto di quanto pagato … prima ancora di sapere se fatturerai almno quanto l’anno precedente … e poi e poi ti devi mettere a 90 gradi perchè questi vogliono vivere alle tue spalle .. A me è rimasto lo stipendio mediocre .. 1.500 euro circa per 12 !!!! Al part time circa 400 euro per 13 .. e tutto il resto ? .. Ah dimenticavo l’amministartore , fatto in casa … roba da meno di 1.000 euro lordi , pagava i contributi, .. che siccome vanno ad una altra cassa, non davano continuità alla maturazione della pensione , quindi 34 anni dell cassa IVS e 2 da amministratore non erano sufficienti per ottenere l’opzione donna, .. FENOMENI; … E per ottenere l’opzione donna visto che la sfiga ci vedeva benissimo …. per un solo mese che mancava ho dovuto pagare un intero anno di contributi volontari OLTRE quelli già pagati !!!! Praticamente per avere 800 euro di quel mese che mancava me ne hanno chiesto quasi 4.000 !!!! Ovviamente l’opzione donna si … però la pensione poi te la danno 18 mesi dopo e non con gli arretrati ovviamente … e una come campa in quei 18 mesi, … e poi siccome all’Inps lavorano veramente tanto, non l’hanno erogata “fisicamente” dopo 18 mesi ma dopo 25 !!!! AOR .. questa è l’Italia e chi la governa pensa solo a come mantenere i privilegi e stop !
Per la cronaca dopo due anni così l’srl è chiusa … ovviamnete occorre tornare dal vampiro … ehm dal notaio che ti risucchia un altro pò di sangue

aorlansky60
Scritto il 12 luglio 2017 at 16:38

@ IlCuculo

Certo, molto meglio la messa in pratica di “conti finalmente a posto” come ci richiedono [ed obbligano] i tedeschi,

con oltre 5 milioni di cittadini italiani attualmente in piena zona di povertà accertata, (numero destinato ad aumentare, finora abbiamo solo assistito ai preamboli del vero spettacolo A REGIA TEDESCA che stà per iniziare da qui a breve, la Grecia dovrebbe pur aver insegnato qualcosa…)

con carrettate al ritmo di > 200.000 peones africani all’anno da mantenerci su territorio italiano (numero peraltro destinato ad aumentare, come ci obbliga l’UE i cui Stati membri hanno preso finalmente una posizione chiara sul tema migranti, gettando la maschera che copriva la loro ipocrisia, del tipo : “voi Italiani lo avete voluto, avete firmato accordi ufficiali (Renzi 2014) ORA VE LI TENETE, perchè NOI NON LI VOGLIAMO!

almeno finalmente noi Italiani avremo la coscienza a posto con la convinzione di aver attuato le scelte giuste,

rispetto agli anni 80 quando il livello di disoccupazione e di povertà in ITALIA erano a livelli microscopici rispetto a quelli attuali, e quando il tema della SICUREZZA DEI CITTADINI non era neppure all’ordine del giorno perchè di normalissima amministrazione;

ma “i conti a posto” riescono forse a riempire anche la pancia della gente ?? Se si, avremmo finalmente trovato la quadratura del cerchio (cosa di cui dubito fortemente).

E per finire : SI, io sono SEMPRE SERIO quando esprimo le mie idee. Soprattutto quando parlo di temi come questi.

aorlansky60
Scritto il 12 luglio 2017 at 16:42

@ Vito

non ho mai contestato che il livello di BUROCRAZIA esercitato dallo Stato ITA su tutti gli imprenditori privati è a LIVELLO DI AUTENTICA FOLLIA, quindi sono d’accordo con ciò che hai appena descritto;

ma per favore iniziamo a NON sottovalutare, relegandolo a dettaglio ininfluente, l’operato della UE (e di Germania e Francia in particolare) sui destini economici ITALIANI.

ilcuculo69
Scritto il 12 luglio 2017 at 17:05

aor­lan­sky60,

La serietà passa per discutere di numeri , dire che i conti a posto non riempiono la pancia della gente non è serio perchè il conto in qualche modo va sempre pagato. E non è serio perchè è proprio con i conti in ordine che si può ragionare su come affrontare il problema della povertà.

Non è vero che la disoccupazione negli anni ’80 fosse

aor­lan­sky60: a li­vel­li mi­cro­sco­pi­ci ri­spet­to a quel­li at­tua­li,

non è vero che oggi abbiamo un problema di sicurezza superiore agli anni ’70 ’80 ’90
le statistiche su omicidi, rapine, furti di auto, furti in casa, indicano tutti complessivamente uno trend in riduzione.

Credo che, al di là delle possibili distorsioni ideologiche più o meno personali, esista un reale bisogno di valutazioni statistiche corrette.

john_ludd
Scritto il 12 luglio 2017 at 17:22

il­cu­cu­lo69@fi­nan­za,

è una nota che intesto a te ma vale in generale. Voglio sfatare un mito, quello che l’imprenditore medio tedesco è un drago, pronto a innovare, disponibile ad ascoltare idee nuove mentre l’omologo italiano no. E’ falso, ho avuto a che fare con aziende tedesche di medio grande grandezza (da mezzo miliardo in su) che operano in settori tecnologici. Li ho trovati estremamente conservativi e avversi al rischio. Dimenticati la Silicon Valley, in Germania non è così. Sono molto ben organizzati, di gran lunga meglio di noi, generalmente preparati ma coraggiosi proprio no. La differenza maggiore tra Germania e Italia, se escludiamo il fattore euro, è il ruolo dello Stato che in Germania aiuta l’impresa in mille modi alcuni dei quali subdoli ovvero bloccando la concorrenza con l’obbligo di adeguarsi a standard studiati apposta per far crescere i costi di ingresso al mercato tedesco. L’imposizione fiscale, diretta e indiretta è inferiore, gli obblighi burocratici più snelli, la pubblica amministrazione è nei lender più efficienti a un livello per noi impensabili. Lo Stato scarica diversi dei costi delle imprese e li affibbia al privato o ai conti dello Stato i quali oggi sembrano straordinari per la bonanza deIl’effetto euro. Il sistema Germania funziona meglio del sistema Italia ma imputare la cosa agli imprenditori italiani mi sembra francamente falso. Alcuni dei “vizi” dell’imprenditore italiano nascono (già negli anni 50-60) dal ruolo dello Stato, dalla cultura catto-comunista che continua nell’attuale forma degenerata a imperversare in Italia. A una sinistra che è passata da una almeno coerente ideologia comunista alla cialtroneria affaristica si è opposta una destra altrettanto cialtronesca che le rende di fatto indistinguibili. Se proprio dobbiamo trovare “un colpevole” tra gli imprenditori italiani, questo lo troviamo nella famiglia Agnelli che ha di fatto regnato in Italia sin dagli anni 30, distruggendo una dopo l’altra occasioni storiche e uniche a inizio anni 70 e durante tutta la gestione Romiti. Agli inizi degli anni 70 il nostro paese era leader in tutte quelle tecnologie che poi sono diventate il fattore di forza di Giappone e Corea. Tesori tecnologici privati come Telettra o pubblici come Cselt sono stati distrutti a causa del rapporto incestuoso tra un ceto politico particolarmente ignorante e una famiglia imperiale che ha preferito la rendita di monopolio all’innovazione. Lo standard MP3 è stato ideato dal gruppo di Leonardo Chiariglione allo Cselt, siamo stati tra i primi a fabbricare pannelli FV, microprocessori, memorie, fibre ottiche, avremmo potuto essere come il Giappone ma è stato tutto bruciato 20 anni prima dell’arrivo dell’euro. Purtroppo noi non abbiamo mai avuto nè un partito social democratico (quindi un Willy Brandt o un Helmut Schmidt) nè una destra di tipo anglosassone che fa ovviamente gli interessi del grande capitale ma con un livello di competenza che altri paesi hanno avuto sino a una ventina di anni fa. Oggi il panorama è miserabile ovunque almeno in occidente ma la somma di fattori negativi che si sono venuti a sommare in Italia non mi consentono neppure una stilla di ottimismo.

ilcuculo69
Scritto il 12 luglio 2017 at 17:51

john_­ludd@fi­nan­za,

Vengo prima dalla microelettronica e poi dalla chimica/plastica… so bene di cosa parli.

ma se dalla fine degli anni ’80 gli imprenditori della media impresa manifatturiera italiana (che aveva le casse piene di soldi) avessero tenuto il passo con l’innovazione tecnologica invece di cominciare a distruggere territorio per costruire condomini e villette e capannoni , e delocalizzare in est europa , oggi non saremmo in questo stato. Che per molti versi è assai peggio di come appare perchè oggi le casse sono piene…. di debiti ….

ilcuculo69
Scritto il 12 luglio 2017 at 17:57

john_­ludd@fi­nan­za,

Inoltre concordo che l’imprenditore, ma anche il manager , ma anche l’ingegnere Tedesco (su quello francese stendiamo un velo ) è assai più gnucco di quello Italiano, ma è più affidabile, meno avventurista, e come dici tu può far conto su un “sistema” che nemmeno ci sogniamo.
A volte penso che se gli imprenditori Italiani avessero la possibilità di contare su un sistema Tedesco “spaccherebbero il culo ai passeri” altre volte penso che forse invece semplicemente ci si adagerebbero sopra….
E’ come ad una mano di bridge, dire cosa sarebbe successo se… è assai difficile…..

john_ludd
Scritto il 12 luglio 2017 at 18:16

il­cu­cu­lo69@fi­nan­za,

naturalmente cercare di divinare cosa sarebbe accaduto “se” è esercizio sterile ma se “contenuto” è a suo modo divertente. Sì avevano le casse piene ma l’inflazione era al 15% e l’Italia entrava e usciva da una crisi di bilancia dei pagamenti alla successiva. Come si può investire sul futuro in questo modo ? Come fa un’azienda a fare piani di sviluppo in un ambiente fuori controllo e con timonieri fuori di testa ? Se ci sono le condizioni giuste l’imprenditore medio investe nella sua azienda non perchè è un santo ma perchè il guadagno è ben maggiore che in investimenti immobiliari. Ma se le condizioni non ci sono tira i remi in barca e come farebbero più o meno tutti nelle medesime condizioni, mette i soldi in una valigetta e li porta in Svizzera oppure compra case su case. Ribadisco dalla metà degli anni 70 lo Stato italiano è entrato in uno stato di progressivo deterioramento con una massiccia crescita della spesa pubblica clientelare e questo ha posto in essere le condizioni per cui alcuni hanno concluso che era meglio il “vincolo esterno” il quale ovviamente ha solamente peggiorato la situazione portandola oltre il punto di non ritorno.

aorlansky60
Scritto il 13 luglio 2017 at 09:10

@ IlCuculo

Dall’ultimo tuo intervento comincio a comprendere,

evidentemente Tu devi essere allineato a quella nota corrente di pensiero politica nazionale che, da qualche anno, illude l’opinione pubblica Italiana cercando di convincerla che “tutto va bene” nonostante l’evidente REALTÀ di FATTO in grado di contraddirli,

sempre e ovunque, su vari temi,

da quello della SICUREZZA a quello SOCIALE passando per quello ECONOMICO.

Ma si sà : la menzogna sparata dalla bocca di un solo esponente politico autorevole è sempre più credibile della Verità che esce dalla bocca di 1000 cittadini anonimi congiunti. (in questo non alludo a Te IlCuculo, ma a soggetti e personaggi pubblici ormai fin troppo noti).

Della comparazione “tempi anni 2000” vs “tempi anni ’80” in Italia parlo a ragion veduta, non in base a numeri (sempre sperando che siano veritieri, e i tempi attuali mi lasciano molti dubbi in merito, visto come gli istituti ufficiali -non solo Italiani- sono diventati negli ultimi anni così diligenti nel riuscire a TAROCCARLI negli interessi della strategia che gli è comodo perseguire…)

ma per AVERLI VISSUTI, già con l’ETÀ DELLA RAGIONE (avevo 20anni nel 1980);

mi piacerebbe fare un sondaggio –qui nel blog ma anche più esteso a livello nazionale- verso tutti quelli della mia generazione (e non solo, ma in genere verso tutti coloro che avevano come me almeno 20 anni o più all’inizio del decennio 80), circa cosa ne pensano in merito, cioè :

Considerando tutti gli aspetti SOCIALI, vale a dire

OCCUPAZIONE, DIRITTI SUL LAVORO, SICUREZZA per i CITTADINI, LIVELLO ECONOMICO FAMILIARE, e QUALITA’ della VITA GENERALE,

PREFERITE VIVERE IN ITALIA negli anni 2000 oppure preferivate VIVERE IN ITALIA NEGLI ANNI 80 ?
(a vedere il numero di italiani che fuggono dall’Italia verso Paesi esteri dal 2010 ad oggi, al ritmo di > 100.000 soggetti/anno COSA CHE NON ACCADEVA NEGLI ANNI 80, qualche spunto circa la preferenza finale viene…)

su un punto, tuttavia, devo darti ragione Cuculo : un settore professionale in particolare -almeno per ciò che ho modo di constatare nella zona di Parma dove vivo ed Emilia in genere, ma che credo si estenda a buona parte del resto d’ITALIA- sta vivendo un periodo FELICE e decisamente MIGLIORE rispetto a quello degli anni 80, mi riferisco a tutte quelle aziende coinvolte nel settore SICUREZZA (allarmi e ogni sorta di barriera fisica anti intrusione – porte, finestre, inferiate, avvolgibili) che stanno festeggiando un numero di ordinativi senza precedenti, da parte di aziende e famiglie italiane.

madmax
Scritto il 13 luglio 2017 at 09:42

La teoria dell’alibi=la colpa e’ sempre di qualche altra persona.

Dai ragazzi, sfatiamo dei miti e toglietevi quei sensi di inferiorita’ nei confronti dei tedeschi. I migliori alleati loro siete proprio voi. Per caso so o bravi nei lavori pubblici? Il loro nuovo aeroporto di Berlino e’ l’equivalente della nostra Salerno Reggio Calabria, da noi ci vantiano di essere coglioni, da loro (per salvare l’immagine della qualita’ tedesca) in maniera omertosa non ne parlano. Che forse hanno politici migliori? Direi di no visto che pure sindacalisti e affini prendevano tangenti dal governo per far passare la riforma sul lavoro, mica male vero?
In Germania in un telegiornale di 40 minuti si parla di politica per 3 minuti e 30 secondi dando la notizia della visita della Cancelliera, nulla piu. Da noi la politica copre almeno 20 minuti sviscerando tutte le malefatte, i gossip e liti tra guelfi e ghibellini (rileggetevi i post ne sono un esempio classico).
Alla fine poi appena possiamo ci spariamo pure sui piedi con lo straniero di turno: tutto uno schifo, tutto un casino …etc ect.
Risultato quando va data una commessa per un impianto tra un impianto tedesco ed un italiano preferiscono il primo piu’ affidabile anche se non e’ assolutamente vero, loro i krukki difendono la presunta qualita’ (che ripeto non esiste vedi i gas della VW) con l’immagine del sistema paese. Punto non sono migliori, ne piu’ onesti di noi nascondono le loro magagne mentre noi le portiamo in piazza.
Un ultimo commento, non ve la prendete, ma dai vostri post state sottovalutando troppo i giovani, e citando J-ax: quando una generazione perde il fuoco prenderebbe a calci quella dopo.
Saluti da una decrepita, affaticata e malconcia Londra.

ilcuculo69
Scritto il 13 luglio 2017 at 11:09

aor­lan­sky60,

Mi pare ovvio che si stesse meglio negli anni ’80 quando i governi che si alternavano , pur restando sempre uguali, inanellavano deficit del 10% ogni anno per una decina di anni.
Peccato che non si possa andare avanti indefinitamente, ed infatti è finita. Ed è proprio la generazione di quelli nati tra il 1950 e il 1960 che hanno fatto man bassa di tutto lasciando la tavola vuota alle generazioni venture, alzandosi con la pancia piena e dicendo che non era colpa loro, che fare il 10% di deficit va benissimo, che mandare le persone in pensione a 45-50 anni va ben tanto poi quelle dopo ci andranno a 70 … ma la colpa è del luciferino asse Franco Tedesco. Mi trattengo perchè mi vengono male parole.

john_ludd
Scritto il 13 luglio 2017 at 11:11

mad­max,

in passato la Germania HA AVUTO un eccellente classe politica pur costretta a muoversi dentro la gabbia dell’occupazione da parte di un paese straniero. L’ha avuta per un tempo più lungo della nostra. Il welfare tedesco era eccellente e ancora sono lontani dal distruggerlo. Poi da almeno 20 anni a questa parte è stato un precipizio ma trovami un paese di quelli che almeno un pò conosciamo che non ha visto una progressiva degenerazione della classe politica. Ipotesi: non è che insieme alla classe politica è degenerato il livello della popolazione civile, incapace di comprendere che democrazia è partecipazione e che se non partecipi e controlli giorno per giorno tutto passerà rapidamente nelle mani di chi è più forte e veloce magari con la scusa del “bene pubblico” che è sempre invariabilmente “il bene del più forte” ?

aorlansky60
Scritto il 13 luglio 2017 at 12:36

@IlCuculo

Ed è proprio la generazione di quelli nati tra il 1950 e il 1960 che hanno fatto man bassa di tutto

qui è necessario precisare : quelli come me nati nel 1960, attualmente con [quasi] 39 anni contributivi (senza interruzione, compreso l’anno di servizio militare) andranno in pensione alla fine del 2022 (come confermato dalla famigerata “lettera arancione” dell’INPS, grazie alla fornero e di rimando alla UE che l’ha ordinato alla prima) con 44 anni contributivi (sempre secondo la normativa attuale, perchè non è detto che essa non possa peggiorare nel frattempo, IN 5 ANNI considerando i tempi attuali POSSONO ACCADERE ancora UN SACCO DI COSE, anche che l’ITALIA FALLISCA)

spiacente, ma tirando le somme personalmente NON mi sembra di aver fatto manbassa proprio di nulla (e come me tutti gli italiani nati nel 1960) considerando che la mia situazione pensionistica rientra nel “calcolo misto” (retributivo/contributivo) e soprattutto se confronto la mia situazione (da dipendente privato) a quella dei dipendenti pubblici ai quali fu concesso (dal 1973 al 1993) di potere accedere a trattamento pensionistico con 18anni di contributi (donne) e 20anni (uomini), per non parlare di tutti i fortunati (sia settore pubblico che privato) interessati solo ed esclusivamente dal CALCOLO RETRIBUTIVO e con soli 35anni di contributi versati.

Stai sbagliando target, Cuculo; prima di prendertela con i lavoratori della mia generazione, perchè non osservi, per es. quelle 10.000 società partecipate dello Stato, ognuna con il proprio Cda, vere e proprie PARASSITE SUCCHIA SOLDI PUBBLICI il più delle volte senza alcuna utilità, che 5 commissari alla spending review hanno cercato di tracciare, senza riuscirvi, e che 4 governi passati nel frattempo (monti-letta-renzi-gentiloni) si sono ben guardati dal toccare ???

john_ludd
Scritto il 13 luglio 2017 at 12:47

aor­lan­sky60,

capisco che Repubblica non sia la migliore fonte di informazioni, tuttavia guarda caso …

http://www.repubblica.it/economia/2017/07/13/news/i_tagli_mai_fatti_ogni_giorno_una_societa_pubblica_in_piu_-170664048/?ref=RHPPLF-BH-I0-C8-P4-S1.8-T1

il fatto lapalissiano è che una democrazia che non funziona, non è una democrazia. Poi sulle ragioni resto dell’idea che Pasolini lo aveva compreso 50 anni fa e poco ci sarebbe da aggiungere.

aorlansky60
Scritto il 13 luglio 2017 at 13:46

“8.893 società partecipate” si legge nell’art linkato;

almeno S.Rizzo sembra essere riuscito a censirle con un certo grado di approssimazione,

al contrario di Cottarelli

uno dei 5 Commissari alla spending review nominati da 4 esecutivi di governo dal 2012 in poi, tutti finiti regolarmente nel dimenticatoio

che piuttosto imbarazzato di fronte ai microfoni dei cronisti che lo serravano sul tema, ebbe a dire alcuni anni fà :

non sappiamo esattamente quante sono, dovrebbero essere all’incirca 9000…

dichiarazione di una Gravità INAUDITA solo a pensarci,

perchè dà l’idea che se nemmeno un uomo dello Stato lo sà con precisione,

allora significa proprio che lo Stato è complice di un vero e proprio sistema ombra!

john_ludd
Scritto il 13 luglio 2017 at 14:33

aor­lan­sky60,

lo Stato come lo si intende, cioè un organizzazione con un inizio e una fine, un ordine per quanto discutibile, è un’astrazione, una proiezione mentale di persone che cercano ordine dove non ce n’è. Nella realtà, che non possiamo osservare nella sua obiettività ma solo rappresentare attraverso allegorie, c’è un pulviscolo di azioni e reazioni portate avanti da miliardi di persone i cui processi mentali sono inconsci e quindi involontari, determinati dalla cultura in cui nascono, dalle persone che casualmente incrociano, da eventi vicini e lontani totalmente al di fuori del loro controllo. Operiamo come un qualsiasi sistema biologico complesso che muta in base al caso e che sinché trova risorse esterne da cui attingere continua a crescere in complessità senza alcun riguardo a efficienza e ordine; le società umane a qualunque livello sono strutture dissipative, durano finché riescono ad attingere risorse dall’esterno, poi raggiunto il punto di massimo, collassano rapidamente. Dunque la pletora di società partecipate nascono per la sola ragione che possono farlo, che chi le crea ne trae giovamento senza che il sistema nel suo complesso collassi. Sono equivalenti a sperperi di altra natura, come le luci nei palazzi lasciate accese di notte, automezzi pesanti 1 tonnellata che portano 1 individuo per volta su strade intasate consumando la stessa energia meccanica di 1000 persone, le spese militari pazze, tutto avviene non per volontà, che non è mai sufficiente, ma perché può farlo, poi all’improvviso non può più e tutto crolla senza che vi sia una ragione specifica, semplicemente non poteva più andare avanti.

aorlansky60
Scritto il 13 luglio 2017 at 15:03

@ JOHN

Dunque la pletora di società partecipate nascono per la sola ragione che possono farlo, che chi le crea ne trae giovamento senza che il sistema nel suo complesso collassi.

Vero; però c’è un termine fissato per ogni collasso, un termine ragionevole vicino al quale non si può più affermare ragionevolmente che “si, insomma non va poi male come sembra…“;

Ieri per la prima volta (a mia memoria) un governatore Fed ha lanciato un timido allarme circa la “sostenibilità del debito” americano (hallelujah, finalmente anche loro si sono accorti di NON riuscire più a mantenere nell’ombra ciò che è di un evidenza drammatica) il fatto che lo abbia affermato un Istituzione ufficiale e non un cittadino qualunque
dovrebbe iniziare a far riflettere;

allo stesso livello l’attuale situazione del DEBITO PUBBLICO ITALIANO, nel cui contesto entrano le società partecipate menzionate (insieme ad altre voci di spesa incontrollate), dovrà prima o poi (al termine del QE?) fare i conti sull’insostenibilità molto probabile dello stesso, anche più di quello americano perchè l’Italia NON è paragonabile agli USA in termini di credibilità e garanzia sul proprio debito;

visto che le Istituzioni e i governi italiani non sono capaci ad accorgersene, e che continuano ad aumentare DEBITO anzichè riuscire a diminuirlo (ma ci rendiamo conto della fase storica positiva, in termine di fattori economici concilianti che si sono incontrati negli ultimi 2 anni, che i ns ultimi governi non sono riusciti a sfruttare ???)

molto probabilmente ci verrà ricordato da Istituzioni [straniere] dal peso decisamente superiore, quando ormai sarà troppo tardi. Veramente è già “troppo tardi” non da oggi ma da tempo.

Detto questo, a rischio di diventare noioso continuo ad invitare [chi legge] a NON sottovalutare l’entità dell’azione UE (e nell’ambito di questa quella dei Paesi FORTI ben noti) nel contesto economico italiano.

ilcuculo69
Scritto il 13 luglio 2017 at 15:12

aor­lan­sky60,

Forse non ti sei accorto che , a differenza di quasi tutti, evito accuratamente lo sport del “prendersela con qualcuno” limitandomi al principio generale che il pesce puzza dalla testa. e che semplicemente ciascuno fa i propri interessi.

Inoltre non so come tu evinca dalle mie parole che io sostenga che le cose vadano bene, le cose vanno male ed anche malissimo, ma cerco di capire meglio i numeri e mi do delle spiegazioni differenti dalle tue.

Relativamente alla sicurezza è veramente curioso notare che la sicurezza e la percezione della sicurezza procedano in senso inverso, evidentemente il ministro della paura lavora molto bene.

aorlansky60
Scritto il 13 luglio 2017 at 15:50

@ IlCuculo

coloro che hanno cercato di introdursi [NON INVITATI e DOPO LA MEZZANOTTE] nel condominio dove risiedo, in un appartamento allo stesso piano del mio, non più tardi di 2 settimane fà, non erano sponsorizzati dal ministro della paura ma erano veri in carne ed ossa, esattamente come quelli che nel giro degli ultimi 2 mesi in tre diverse occasioni hanno colpito altrettante case singole della frazione della prov. di Parma dove risiedo (qualche centinaio di abitanti);

peraltro, basta solo leggere attentamente il giornale locale (Gazzetta di Parma) per rendersi conto del numero di furti (tentati e quasi sempre riusciti) che vengono compiuti ormai con una regolarità IMPRESSIONANTE -sia in città che in provincia- da qualche anno a questa parte, cosa che 30anni fà non accadeva a questo ritmo (per ovvi motivi…)

dalle tue parole, prendo nota che anche il ministro della [finta] sicurezza – chiaramente a sponsorizzazione pd e sinistroide in genere- stà davvero svolgendo un ottimo lavoro. Complimenti a lui e a quelli che gli credono.

ilcuculo69
Scritto il 13 luglio 2017 at 16:21

aor­lan­sky60,

Questa discussione ha dei toni abbastanza surreali , ma approfitto del piccolo tempo che una breve convalescenza mi concede per rispondere con qualche grafico


ovviamente dato che tutti i dati che non corrispondano alle tue percezioni li consideri farlocchi , credo sia tempo perso, nondimeno ….

aorlansky60
Scritto il 13 luglio 2017 at 16:38

@ ilCuculo

sei gentile, davvero molto interessante;

riesci anche a fornirci le statistiche dal 2007 al 2017 sui temi considerati (visto che i tre graph che hai linkato si fermano al 2006) ?

c’è solo un piccolo problema : che negli ultimi anni molte vittime non denunciano nemmeno più i crimini cui sono stati oggetto, che quindi non rientrano nella statistica, che a questo punto diventa fuorviante e poco credibile…

ilcuculo69
Scritto il 13 luglio 2017 at 16:56

aor­lan­sky60,

e non se ne esce, per avere dei dati andremo a fare il giro dei bar e delle osterie di Parma e dintorni e raccoglieremo le opinioni degli avventori, non pare resti altro da fare…

john_ludd
Scritto il 13 luglio 2017 at 18:50

aor­lan­sky60,

il debito pubblico esiste SOLO perché la creazione di denaro è monopolio privato e lo stato è un debitore qualsiasi. Se il denaro venisse creato dallo stato per pagare infrastrutture di interesse generale etc… e immesso nell’economia, quindi non come debito, non esisterebbe il debito pubblico mentre continuerebbe a esistere il debito privato che è creato dalle banche. Sono le banche a non avere alcun interesse che esista un “denaro di stato” in quanto sarebbe un concorrente imbattibile in tutti gli affari più lucrosi. In un sistema di questo genere il limite è l’inflazione, se denaro viene creato in eccesso e/o sperperato in azioni clientelari finisci sparato in Zimbawe e sarebbe pure giusto. Poiché in un sistema capitalista una certa quantità di collaterale risk free è necessaria per puntellare il sistema bancario privato e come parcheggio del risparmio del cittadino medio (specialmente i CCT o i TIPS che mantengono potere di acquisto senza inchiodare i conti pubblici). Un sistema di questa natura esisteva e ha funzionato piuttosto bene per circa 30 anni quando la Banca d’Italia era sotto il Tesoro. L’emissione di debito pubblico era “controllata” e l’inoptato veniva monetizzato direttamente dalla Banca d’Italia. Poi il ceto politico ha iniziato ad abusare di questo strumento in una gara clientelare, l’inflazione è schizzata al 15% e il paese si è trovato nella condizione di non poter investire. In un sistema capitalista se l’inflazione è alta e crescente non c’è più alcuna ragionevole base per un imprenditore per realizzare un budget pluriennale. Dall’abuso della sacrosanta necessità da parte dello stato di disporre della sovranità sulla creazione di moneta è nata una reazione in direzione opposta, una massiva fuga di capitali verso la Svizzera prima e durante poi la separazione Banca d’Italia – Tesoro, le privatizzazioni, il vincolo esterno e tutto il resto. Se non ci raccontiamo tutta la storia è difficile comprendere come siamo arrivati a oggi. Cerchiamo di non farci ingannare dal “prima andava benissimo” perché è falso ed è proprio perché è falso che siamo finiti nella gabbia in cui siamo oggi.

john_ludd
Scritto il 13 luglio 2017 at 18:58

aor­lan­sky60,

Aggiungo che oggi stiamo vivendo il processo opposto, quello ove il sistema bancario privato ha abusato del monopolio della creazione di denaro. Lentamente di crisi in crisi, le banche centrali torneranno sotto controllo pubblico, chi prima, chi dopo, chi mai perché nel frattempo è stato consumato dalla storia. Il pendolo oscilla da un estremo all’altro, se hai culo nasci in un paese civile nel periodo di massima abbondanza di risorse naturali a basso costo nel momento in cui il pendolo sta attorno alle 18:30, altrimenti impreca quanto vuoi ma vale la legge del Menga che è poi l’ombrello di Cipputi.

aorlansky60
Scritto il 14 luglio 2017 at 11:02

@ JOHN

Cerchiamo di non farci ingannare dal “prima andava benissimo” perché è falso ed è proprio perché è falso che siamo finiti nella gabbia in cui siamo oggi.

il tuo ragionamento è ineccepibile;

tiriamo le conclusioni :

30 anni fà

I PROBLEMI DEL DEB PUBBL ITA ERANO EVIDENTI, con l’economia e la produttività italiana RIGOGLIOSE.

mentre oggi

I PROBLEMI DEL DEB PUBBL ITA SONO EVIDENTI, con l’economia e la produttività italiana COLLASSATE.

c’è un altro Paese nel globo che ha un DEB PUBBL anche più COLOSSALE di QUELLO DELL’ITALIA, ed è il GIAPPONE… d’accordo d’accordo John sò già quello che mi vuoi dire, che quello è un Paese FORTEMENTE industrializzato ad ALTO livello tecnologico (assai più dell’Italia) in grado di produrre BENI DUREVOLI AD ALTO VALORE AGGIUNTO che esporta in ogni parte del mondo,

però quello è anche un paese che DETIENE LA PROPRIA DIVISA SOVRANA e LA PROPRIA BANCA CENTRALE e può decidere, QUANDO VUOLE e COME, la POLITICA ECONOMICA che più gli conviene, anche stampare carta e obbligazioni all’infinito [come stà facendo] da essere acquistate dalla SUA STESSA Banca Centrale, ai tassi che decidono SOLO loro;

l’ITALIA NO, NON può fare questo, visto “il sistema” (UE & €uro) di cui è entrata a far parte.
(dei tassi a zero -tramite il QE della BCE- stà beneficiando in particolare la Germania che da due anni stà finanziando il suo DEB PUBBL a costi ridicoli ed irrisori, mentre all’Italia è pur sempre richiesta una differenza di spread ben nota)

guardare al passato è spesso utile, ma al momento per noi è più importante guardare al presente e alla gabbia che è stata ingegnosamente costruita addosso all’Italia e agli Italiani : è dal qui che l’analisi deve partire per scegliere “come andare e dove andare”; sapere che oltre 30 anni fà Tesoro e BankItalia agivano ancora in sinergia -nell’interesse dell’Italia- serve a poco, ormai.

john_ludd
Scritto il 14 luglio 2017 at 13:53

aor­lan­sky60,

la differenza principale tra Giappone e Italia non è la tecnologia ma l’estrema coesione della società giapponese, in buona parte ancora feudale. E’ una società chiusa, culturalmente isolata, fortemente nazionalista, il paese non è mai stato occupato da nessuno sino alla seconda guerra mondiale, sebbene abbia in un lontano passato ereditato molto dalla cultura cinese, in particolare il buddismo zen che ha poi trovato in Giappone il massimo dello sviluppo intellettuale. La cultura occidentale si è solo sovrapposta a quella tradizionale. L’oligarchia giapponese è passata da essere shogun a capitani di conglomerate industriali planetarie e la cultura locale è fortemente rispettosa della gerarchia anche quando manda il paese al macello in guerra. La natura insulare del Giappone non permette paragoni con nessun altro paese. E’ un paese che è stato capace di cambiamenti rapidissimi da un sistema all’altro, sono sempre stato affascinato dal Giappone, senza peraltro capirci poco o nulla. E’ uno di quei paesi contro i quali non scommetterei mai.

aorlansky60
Scritto il 14 luglio 2017 at 14:00

@ JOHN

la differenza principale tra Giappone e Italia non è la tecnologia ma l’estrema coesione della società giapponese. E’ una società chiusa, culturalmente isolata, fortemente nazionalista

VERO; concordo pienamente.

Anche se continuo ad essere convinto della netta differenza, a favore del Giappone, per quanto riguarda il proprio know-how tecnologico.

john_ludd
Scritto il 14 luglio 2017 at 14:01

aor­lan­sky60,

comunque ho già espresso più volte il pensiero che come nazione centralizzata, tipo Francia, l’Italia ha fallito in passato e fallirà sempre, perché non c’è un popolo e una cultura italiana, ci sono popoli e culture molto differenti, persino lingue differenti. Fossimo stati sin dall’inizio una repubblica federale con parziale autonomia fiscale e legislativa allora sono certo che l’esito sarebbe stato ben diverso, le forme di clientelismo che ci hanno affossato sarebbero rimaste su base locale e quindi con meno risorse da consumare, la gente sarebbe stata più vicina ai propri eletti e forse più attenta e partecipativa. E’ andata diversamente e questo è quanto, in futuro chissà.

aorlansky60
Scritto il 14 luglio 2017 at 14:21

@ JOHN

concordo pienamente su tuo ultimo intervento;

a livello di sola “centralità dello Stato” il confronto Francia vs Italia è semplicemente impietoso (per noi italiani ovviamente),

forse in questo gioca negativamente per l’Italia il fatto di essere un Paese molto più giovane della Francia il cui spirito nazionalistico si fonda con Jeanne d’Arc nel basso medioevo;

nel contesto entra -purtroppo per noi- anche l’esito storico dell’ultimo conflitto mondiale che ci ha visti PERDENTI e successivamente RIDIMENSIONATI come ambizioni, al contrario della Francia forse l’unico Paese del blocco occidentale capace di tenere testa agli imperialisti USA (penso in particolare ai tempi della presidenza De Gaulle quando quest’ultimo decretò l’uscita della Francia dalla NATO, cosa che l’Italia NON SI SAREBBE NEMMENO POTUTA SOGNARE) .

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