BANCHE VENETE: LA CRISI E’ FINITA!

Scritto il alle 09:30 da icebergfinanza

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Si lo so, mi dovete scusare, per uno che da oltre 10 anni cerca di seminare consapevolezza, è una mancanza imperdonabile, aver accusato esclusivamente degli onesti banchieri, politici e la vigilanza del dissesto delle banche italiane, figurarsi se si tratta di euro, la colpa è tua Bellezza e non far finta di nulla, perchè lo sai bene che hai vissuto ben oltre le tue reali possibilità, infrangendo ogni limite della decenza, troppo welfare, troppi aumenti di stipendio, troppa ricchezza in questi anni.

C’è una collusione tra speculatori e risparmiatori? Certo che no. Ma quando ci giriamo dall’altra parte, indignati dal governo ladro che salva le banche con i nostri soldi, dobbiamo forse ricordarci che agli azzardi morali dei banchieri siamo tutti noi a offrire mercato.

Per carità, l’avidità in un mondo di psicopatici è all’ordine del giorno, ma finiamola di colpevolizzare risparmiatori o investitori per la loro ignoranza, si certo alcuni di loro erano avidi, tuttora il mondo della finanza è intriso di avidità che alla prossima crisi finirà in una strage, ma ora occupiamoci di chi doveva vigilare, di chi doveva amministrare con la diligenza del buon padre di famiglia e di chi aveva responsabilità politiche.

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Lasciate perdere quello che dice Zaia, ha le idee chiare ma ben confuse come tutti i politici su cosa significa nazionalizzare…

«Se gli obbligazionisti saranno ristorati al cento per cento, lancio il grido d’allarme per quei 205.000 risparmiatori che hanno acquistato azioni non per speculare, ma ritenendo le azioni più sicure delle obbligazioni e investendovi i pochi loro risparmi: secondo me andrebbero trattati alla stregua di obbligazionisti e non di azionisti. E penso e spero che la partita sia chiusa, ma che, nell’accordo, ci siano ancora margini per recuperare questo aspetto sociale»

Hanno ritenuto le azioni più sicure delle obbligazioni o qualcuno ha suggerito loro che le azioni erano più sicure delle obbligazioni o che se volevano qualche prestituccio dovevano comprarsi un pò di immondizia?

Non so Voi, ma a me fanno tenerezza i banchieri centrali, soprattutto quando escono con queste battute…

Visco: «In Italia crisi record, ma le banche non sono andate a rotoli …

Il governatore e la crisi bancaria: “I nostri istituti non sono a rotoli”

Non sono a rotoli ma potrebbero presto finire a rotoli, visto che sono istituti che hanno bisogno di un ciclo economico positivo, estremamente positivo e di manager che non guidino con lo sguardo esclusivamente sullo specchietto retrovisore.

Chi vi parla è un blogger qualunque di periferia, che ha il vizio di introdurre sempre qualche canarino nella miniera della storia, uno che nel 2011 parlava al deserto, mentre raccontava che i nostri istituti erano i meno esposti alla crisi subprime americana, alla crisi dei derivati, alla crisi subprime europea, quella di debito privato e non pubblico come vi raccontavano le sirene euriste, sai l’Italia è a rischio default.

Allo stesso tempo, era tra i pochissimi insieme soprattutto ad Alberto Bagnai, a ricordavi che la crisi europea di debito privato e l’attacco speculativo al nostro Paese con la conseguente imposizione da parte della BCE del governo Monti e dell’austerità, la dinamica dell’euro avrebbero messo seriamente a rischio la stabilità finanziaria del nostro sistema bancario e dell’intero Paese.

Per chi non lo sapesse, le sofferenze delle banche non sono altro che crediti inesigibili determinati dal fallimento delle imprese e dalla perdita del lavoro delle famiglie, oltre che dalla criminale e demenziale gestione di un manipolo di psicopatici travestiti da banchieri, assecondati dalla politica e dalla vigilanza.

O si certo, Visco lo dovevano invitare sul palco del Festival dei due Mondi, per dire che sono stati bravi in fondo, che hanno fatto tutto quello che erano possibile, sai bellezza,  mica sono andate tutte a rotoli.

Allora ricapitolando, il Governo prima chiede una ricapitalizzazione precauzionale perchè considera giustamente sistemiche per il Veneto le due banchette e poi sollecita la liquidazione coatta amministrativa e con l’aiuto della BCE diventano non più sistemiche, salvo poi tornare sistemiche per ottenere il via libera della UE.

Effetti collaterali di malagestione, li chiama lui, sai, ci sono sempre stati, tutta colpa di Consoli e Zonin, chi mai avrebbe pensato che due bravi ragazzi come loro potevano combinare simili marachelle! Non una sola parola, relativamente alle proprie responsabilità è mai uscita da questi banchieri, sai bellezza secondo Visco questa crisi è la più grave della storia, come in tempi di guerra, eppure le banche non sono crollate.

Mai nessuno che si chieda se ne crolleranno altre, nessuno che si domandi perchè questo Paese non riesce più a crescere, a si la corruzione, la spesa pubblica!

. «La Banca d’Italia è un ente pubblico, un’istituzione seria – ha ricordato Visco –. È proibito a chi detiene quote nel capitale di aver alcun ruolo sia nella politica monetaria, sia nell’attività di vigilanza sulle banche». Il governatore ha rivendicato il ruolo della Vigilanza di fronte alle crisi bancarie, spiegando di aver «rilevato che c’erano problemi nel Monte dei Paschi» e ripercorrendo il ruolo di via Nazionale nelle crisi di Banca Marche, della Popolare di Spoleto, di Banca Etruria e Carige. Negli ultimi 15 anni «oltre 100 banche sono state commissariate, chiuse, aggregate», ha sottolineato Visco, spiegando che non tutti «se ne sono accorti».

Chissà chi avrà suggerito la stagione d’oro dei subordinati da rifilare agli avidi nonnini dello sportello!  Ma loro no, continuano a ricordarvi che il nostro sistema è solido e al nostro caro John Kenneth Galbraith, verrebbero i brividi lungo la schiena.

È così difficile capire che il destino delle banche italiane è legato a doppio filo all’andamento futuro della sua economia e non come quello delle banche tedesche imbottite di derivati e strumenti strutturati che evaporeranno come nebbia al sole, nebbia che sino ad oggi continua ad aleggiare sul terzo livello contabile dove anche con l’aiuto della BCE si continua a nascondere asset che non hanno alcuna corrispondenza con la realtà?

Ho urlato per anni su questo blog cercando di spiegare che gli attivi finanziari di una banca tedesca sono carta straccia rispetto a quelli di una banca italiana, ma loro sono riusciti a trasformare asset che valgono 30 punti in diamanti con valore 100 e costringere le banche italiane a svalutare e liquidare asset che valgono almeno 40/50 punti con vere e proprie perle in circolazione a 20/30, fantastico!

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Come potete vedere sul PLUS di sabato del Sole24Ore la situazione è delicata, complessa, ma se continuiamo a non comprendere che serve una scossa strategica economica a questo Paese non c’è storia, è finita!

Basterebbe pensare a come tutte le banche fallite in Europa negli utimi anni, avevano passato gli stress test dell’EBA e della BCE a pieni voti, scenari sempre più estremi eppure passati senza tante difficoltà.

Bene prima di proseguire date un’occhiata a questo articolo…

Quella «nebbia» sui crediti malati delle venete

I livelli dei crediti deteriorati toccati da Vicenza e Veneto Banca è da record assoluto. Le due banche a fine del 2016 avevano infatti un tasso di prestiti deteriorati del 37%. Ed è il trend che impressiona. Solo l’anno scorso e solo per la Popolare di Vicenza i prestiti cattivi erano saliti di 874 milioni, l’11% in più sul 2015. Non solo ma si scopre nel bilancio che la metà di questi prestiti malati (quasi mezzo miliardo) sono crediti non restituiti da chi ha sottoscritto le azioni ora azzerate della banca. È qui, nel circuito perverso dei finanziamenti baciati (azioni in cambio di mutui e fidi), che ha contrassegnato l’epopea tragica di Zonin e Consoli, che si annida il virus mortale che ha condannato a morte le due banche del territorio.

Ma davvero qualche ingenuo pensa che sia finita qui, davvero qualcuno come Padoan, pensa che lo Stato italiano risucirà a recuperare tutti i miliardi usati per aiutare Intesa a ingoiare un’intera discarica di crediti inesigibili.

Bene ieri, Alberto Bagnai, sul suo blog in Banche: il peggio è passato ha fatto riferimento a Charlie Brown, uno che se ne intende, che giustamente ha parlato del principio contabile IFRS9 che ha mandato circa tre anni fa il soffitta il vecchio IAS 39 che secondo loro ha contribuito ad inasprire la crisi…

Ancora oggi gli accantonamenti in gran parte non tengono sufficientemente conto dei cosiddetti “incagli” né della vistosa perdita di valore degli immobili a garanzia. Il principio contabile IFRS 9 (si contabilizza la malattia del babbo, non solo la sua morte) non è ancora ben incorporato nel sistema il quale si basa ancora su perdite storiche, non prospettiche.

Si lo so, tutto molto complicato, noi proviamo a semplificarlo raccontandovi che se tutto va bene dal primo gennaio del prossimo anno, secondo alcuni studi, l’introduzionde dei principi contabili IFRS9 produranno ulteriori perdite nell’ordine dei cinque o sei miliardi, visto l’obbligo di stimare le perdite attese sui crediti, visto che il “mark to fantasy” continua ad andare di moda insieme all’ottimismo di maniera.

 Nel corso della crisi, la ritardata rilevazione delle perdite sui crediti e sulle altre attività finanziarie è stata riconosciuta come una delle principali fonti di debolezza dei principi contabili in vigore. Per questo motivo, dopo l’inizio della crisi, i principi contabili sono stati oggetto di particolare attenzione da parte dei legislatori e dello IASB. Le revisioni hanno fatto emergere le debolezze dei modelli contabili utilizzati dalle imprese per redigere il bilancio nonché la necessità di intervenire in modo correttivo in particolare sul principio contabile IAS 39. Ciò ha portato all’entrata in vigore, il 12/11/2009, dello IFRS 9 con l’intento di migliorare i problemi derivanti dalle modalità di contabilizzazione degli strumenti finanziari.

In via generale, le modifiche apportate risultano dall’introduzione di un nuovo modello di classificazione e misurazione degli strumenti finanziari (vedi Tabella 1), dall’adozione di un nuovo criterio di valutazione delle perdite attese e nella definizione di nuove regole di rilevazione degli strumenti di copertura. Bankpedia

Il nuovo standard identificato dallo IASB nel IFRS 9 dovrà garantire anche un più tempestivo riconoscimento delle perdite attese. L’obiettivo di queste modifiche è di semplificare le regole esistenti e rafforzare la fiducia degli investitori nei bilanci delle banche e del sistema finanziario.

Le nuove regole saranno applicate dal 1° gennaio 2018 con la possibilità di adozione anticipata.

Adozione anticipata, figurarsi! Quindi aspettiamo con calma il primo di gennaio del prossimo anno, e poi con tanta ma tanta fiducia e ottimismo la prossima ripresa, la luce in fondo al tunnel…

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20 commenti Commenta
charliebrown
Scritto il 3 luglio 2017 at 10:07

“Bene ieri, Alberto Bagnai, sul suo blog in Banche: il peggio è passato ha fatto riferimento a Charlie Brown, uno che se ne intende,”

A scanso di equivoci, preciso che non sono io quello che se ne intende. AH AH AH!

reragno
Scritto il 3 luglio 2017 at 10:50

Ieri pomeriggio mi sono riletto alcuni stralci del tuo libro scritto nell’ottobre del 2010. Con amarezza ho constatato come si stia verificando quello che hai scritto, ovvero la crisi terminerà con il peggiore dei quattro scenari formulati . Fa specie notare la stupidità e la superbia dell’uomo oltre ovviamente alla sua ipocrisia e voracità. Ho sempre avuto il dubbio che questa crisi sia stata orchestrata ai fini di distruggere la classe media e rimango di questo parere.

Gianbattista
Scritto il 3 luglio 2017 at 13:39

Tra qualche mese Padoan non ci sarà più , e nessuno si ricorderà più di uno dei peggiori ministri economico/finanziari mai avuti nella storia della Repubblica. Padoan però ben posizionato sulla “pila” di tesorucci succhiati dalle vene dei poveri italiani creduloni , racconterà ai propri nipotini la storia incredibile ed eccitante della propria vita ….gli racconterà di stare tranquilli , di rimare sempre legati alla “famiglia” e che grazie a questa potranno studiare all’estero , faranno stage o master nelle più importanti istituzioni ed università del Mondo …e se proprio sono dei somari comunque non verranno dimenticati dal loro nonnino …..e la storia si ripete ….personalmente confido solo nella giustizia ( giustizia non misericordia) divina ….se davvero non ci fosse l’abbiamo solo preso in quel posto e “loro” avevano ragione di fa quello che stanno facendo.

aorlansky60
Scritto il 3 luglio 2017 at 14:38

Tra qualche mese Padoan non ci sarà più e nessuno si ricorderà più di uno dei peggiori ministri economico/finanziari mai avuti nella storia della Repubblica.

Che sia un soggetto mediocre è certo -parlo del tecnico non conoscendo l’uomo- nonostante questo credo che egli sia perfetto nel ruolo richiesto ad un ministro d.finanze di un paese minoritario (come l’Italia) che non ha voce in capitolo rispetto ai Paesi più forti (FR e DE) della zona €uro che dettano legge,

ovvero mettere in pratica nel ns Paese manovre economiche ed aggiustamenti sui conti “suggeriti” da Bruxelles – per meglio dire “imposti“; nella coalizione di cui si ritrova a far parte, che l’Italia sia un Paese facilmente ricattabile non è un mistero, come del resto che i nostri rappresentanti politici non siano dei GIGANTI nel difendere gli interessi dell’Italia specie quando si ritrovano al cospetto dei pari colleghi Europei nel corso di incontri ufficiali;

peraltro padoan si ritrova ad essere un nanerottolo in compagnia di altri nanerottoli del panorama politico nazionale -dal punto di vista del carisma e della personalità completamente assenti oltre che per le doti tecniche dubbie- infatti non si intravede più uno STATISTA degno di TAL NOME da un pezzo, qui in Italia.

L’unica dote che gli riconosco -grazie anche all’elevato livello di disinformazione dell’opinione pubblica italiana- è quella di riuscire a raccontare scenari economici idilliaci (che non corrispondono alla realtà) riuscendo a farli bere alla maggioranza degli italiani.

Come lui l’attuale pres. di BankItalia visco, un altro che la sa lunga nell’arte di schivare, scrollandosele di dosso, le responsabilità cui l’Istituzione che rappresenta dovrebbe rispondere : la solenne dormita di BankItalia nei molteplici casi di banche italiane andate recentemente in malora e “salvate”(per modo di dire) per il rotto della cuffia con operazioni “simil bizantine” è lì di fronte agli occhi di tutti, mi pare…

ndf
Scritto il 3 luglio 2017 at 16:04

aorlansky60,
“la solenne dormita di BankItalia nei molteplici casi di banche italiane andate recentemente in malora e “salvate”(per modo di dire) per il rotto della cuffia con operazioni “simil bizantine” è lì di fronte agli occhi di tutti, mi pare…”

…cosa sarebbe di fronte agli occhi di tutti?!?!
Mi daresti una percentuale di quanti secondo te hanno compreso la gravità di questa vicenda?
Guarda che gli italiani non hanno mica voglia di approfondire certi argomenti, con questo caldo poi…..
Lo spessore politico e morale di coloro che rappresentano le istituzioni è né più ne meno quello che ci meritiamo, popolo lobotomizzato senza memoria .

vito_t
Scritto il 3 luglio 2017 at 16:26

non vorrei che la crisi delle banche sia finita … come quella dei migranti …..
http://www.lastampa.it/2017/07/03/esteri/emergenza-migranti-la-commissione-ue-subito-misure-concrete-XINwzbWBM6LL687CBuc9JI/pagina.html
.. certo è che se votavamo si al referendum .. avevamo risolto tutto … , l’occasione l’abbiamo avuta e l’abbiamo butatata via ..

aorlansky60
Scritto il 3 luglio 2017 at 16:48

@ ndf

Sui casi recenti che hanno accomunato alcuni istituti bancari italiani di pessima gestione (finita anche peggio),

A VOLERLA VEDERE (non interpretare), LA VERITA’ è lì di fronte agli occhi di tutti. E non solo da oggi o da ieri.

Di alcune banche italiane erano già molti anni di cui si sapeva come fossero realmente messe (B.Etruria era già sotto le attenzioni di BankItalia ben prima del NOVEMBRE 2015 quando scoppiò il caso), sono passati nel frattempo non solo estati ma anche inverni primavere e autunni, non solo per gli Italiani, ma anche per BankItalia che doveva fungere (tale almeno è la sua mission nel contesto considerato) da garante dell’intero sistema, almeno in teoria, cosa che non ha fatto in pratica.

Io non so poi cosa farci se la maggioranza degli italiani, complici il caldo – o il freddo – non ha voglia di approfondire per farsene una ragione, molti di loro hanno poi toccato sulla propria pelle -e sul proprio portafogli – quando ormai era già troppo tardi, realizzando amaramente cosa significa “non avere voglia di approfondire certi argomenti”.

andreblanz
Scritto il 3 luglio 2017 at 17:42

ad occhio banco popolare non è messa proprio bene. in sei anni bruciati 7.5 bio, una bella banca, non c’è che dire. senza poi andare piú in profondità, gira questo su twitter, il book delle azioni delle banche piccoline… non proprio una situazione rosea, solo offer per alcune. non vorrei possederne.

stanziale
Scritto il 3 luglio 2017 at 19:15

“Tra qualche mese Padoan non ci sara’ piu’…”
sondaggio: Messina da Intesa sara’ buttato fuo…ehm assumera’ la carica di ministro dell’economia nel 2017 o subito inizio 2018?
Comunque per me e’ chiaro in ogni caso che l’adozione di IFRS9 portera’ ad una nuova crisi bancaria, cioe’ alla fine la gestione dell’ultima grande banca italiana ( la gestione, MA la proprieta’ gia’ non lo e’ piu’) passera’ ad un fanco-tedesco, un altro Mustier. Probabilmente immagino sara’ un tedesco, per il principio di spartizione. Naturalmente nel frattempo, a breve, altre se non tutte le bcc (la loro grave colpa e’ finanziare le pmi) spariranno.

madmax
Scritto il 3 luglio 2017 at 19:34

Pop Vicenza colpevoli tutti !
Scusate ma non facciamo i perbenisti, nel caso della Pop Vicenza sono colpevoli tutti, nessuno escluso. Il vignaiolo, che mai avrebbe fatto un impero senza il credito facile che gli procurava la banca di cui era presidente era certo coinvolto, ma non verra’ condannato. Dalle carte in procura risulta che non aveva deleghe operative, per cui era “solo” il presidente, l’operativita’ della banca era sulla carta in mano ad altri. Che poi questi fossero babbei che pendevano dalle labbra del vignaiolo e’ la riprova della loro incapacita’ lui decideva senza deleghe e chi aveva le deleghe, quindi la responsabilita’, eseguiva senza fiatare.
Ma una mano sulla coscienza dovrebbero mettersela pure gli azionisti, ne conosco tanti, che mai si sono domandati come mai ottenessero credito facile, possibile dare a un sondacalista della PopVi 3 milioni per operazioni immobiliari quando guadagnera’ a dir molto 3000 euro al mese? Nulla da eccepire? Questo era il metodo, ti procuro credito illimitato, che non potresti permettere e mi lasci tranquillo manovrare il timone e i fattacci miei.
Ripeto bastavano 100 azioni da 62 Euro prese con prestito all’ 1% per garantirsi un fido da 10,000 Euro all’ 1,5% sto parlando di scoperto, poi pian piano lo scoperto aumentava e lo facevano salire e quando ormai la gente era immersa nello sterco fino al collo mettevano a garanzie la casa, nulla da eccepire? Possibile che nessuno se ne accorgesse?
Ma qua sta il punto, il bigottismo delle mani liscie di chi lo vedeva tutte le domeniche a messa nella cattolicissima Vicenza era abbastanza, tanto da far convincere la Curia di comprare azione pure lei!!!!! La Curia che compra azioni??? Ma sono sicuro che come contropartita avra’ ben avuto qualcosa.
La dabbenaggine della gente non ha limite se si pensa che gli avevano messo in mano pure la Fondazione Roi patrimonio testamentario di 80 milioni di Euro che avrebbero dovuto esser usati per opere a supporto della citta’ di Vicenza ed il genio del presidente (sempre il vignaiolo) ha pensato di far investire 60 milioni in azioni PopVi oggi senza valore complimenti.
Ma non accetto neppure che tutti cadano dalle nuvole, un magistrato cerco’ gia’ da tempo di far emergere il marcio, ma ebbe la peggio, come sara’ mai possibile che chi va a messa tutte le domeniche e mi manda la cassetta del vino a Natale sia un malintenzionato, ma basta leggerai questa intervista e si puo’ ben capire:

http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cronaca/2017/21-giugno-2017/ex-magistrato-banche-venete-pm-non-vollero-indagare-bpvi-cosi-sistema-protesse-zonin-2401706211527.shtml

Ora che non mi vengano a raccontare che nessuno sapeva, se ripeto ancora una volta nell’assemblea del 2016 la richiesta di danni al management fu respinta a maggioranza dai piccoli azionisti…e’ cosi un bravo uomo….questo era il sistema presente nelle banche del territorio, diamoci una mano….

closing time
Scritto il 3 luglio 2017 at 22:34

e posso aggiungere estratto da un commento sul qed di bagnai goofynomics

L’IFRS 9 è determinante per le banche come perfettamente spiegato da Charlie Brown, ma non sottovaluterei un altro aspetto del principio contabile che, oltre le banche ovviamente, ha un forte impatto sulle compagnie assicurative italiane. L’IFRS 9 permette un’opzione che è la cosiddetta “low credit risk exemption” che prevede la possibilità di non prevedere una perdita attesa lungo tutta la vita utile dell’attività finanziaria se si hanno motivazioni valide di ritenere questa “low credit risk”, ovvero a basso rischio di credito. Come sappiamo (o forse no ma possiamo immaginarlo..) le compagnie assicurative italiane sono imbottite di titoli di stato italiani: imprese come Generali o la divisione assicurativa di Intesa possono arrivare ne hanno per circa il 75-80% del loro portafoglio (e se vi andate a prendere il valore degli attivi di queste compagnie il conto è presto fatto…). Posto che può sembrare ragionevole per molte imprese assicurative avvalersi dell’opzione di “low credit risk exemption”, sappiamo bene che i titoli italiani sono a pochi passi dall’essere classificati come “speculative” e non più “investment grade” (bastano un paio di nocht di downgrade..). Un’attività “speculative” non potrà per definizione essere ritenuta “low credit risk” e pertanto il rischio che la perdita attesa lungo tutta la vita utile dell’attività finanziaria possa essere rilevata nei bilanci è pressoché certa in caso di downgrade. Questo, combinato con le regole sul requisito di capitale stabilite da Solvency II potrebbe tradursi in un ulteriore elemento che rende sempre più probabile una potenziale corsa a liberarsi dei titoli di stato italiani.
Tutto ciò a livello tecnico.. ma facendo un passo in più risulta evidente quanto politicamente possano essere determinanti le scelte di società di rating e BCE (via tapering)..

closing time
Scritto il 3 luglio 2017 at 22:39

aggiungo solo che le due venete trasferiranno sul deficit uno 0,6 di pil quindi salvati obbligazionisti senior vs trasferimento sul debito sovrano. se al prossimo giro i mercati vanno all in sul debito sovrano l’ultimo calcio al barattolo è un memorandum lacrime e sangue della troika

madmax
Scritto il 4 luglio 2017 at 01:54

Se non riuscite a dormire come me, leggetevi i dettagli della cessione delle PopVenete ad Intesa (testo completo):

https://drive.google.com/file/d/0B79_g8yAOzcBdEhHdkdZZXJOemc/view

aorlansky60
Scritto il 4 luglio 2017 at 08:22

@ MadMax intervento 19:34

hai fatto un quadro ineccepibile sul caso POP VI, evidenziando come la complicità (passiva e attiva) di tutto un territorio, a vari livelli sociali, abbia contribuito a portare al noto dissesto;

unico mio appunto [e dubbio] è questo : se uno scopriva il ricatto nei suoi confronti (del tipo : “ti prolungo il fido, a patto che mi sottoscrivi ulteriori n. obbligazioni o n.azioni della banca“) poteva pur sempre chiudere il rapporto e rivolgersi ad un altra banca, no ? (che in italia, per numero, non mancano di certo), o vuoi dire che tutti (privati, famiglie, pmi, commercianti etc) erano ormai talmente impantanati nella palude (di debiti) che non si potevano più sottrarre ?

ndf
Scritto il 4 luglio 2017 at 17:00

Curiosità su quotazione TDS USA.
oggi sul sito online della mia banca noto una differenza notevole nel book denaro-lettera.
Lo avete notato anche voi?

apprendista
Scritto il 4 luglio 2017 at 18:44

ndf@​finanza,

Oggi i mercati americani sono chiusi per l’indipendence day
Ciao

madmax
Scritto il 4 luglio 2017 at 23:05

aorlansky60,

Tieni presente che sono cittadine di Provincia, tutti conoscono tutti, non cambiare la macchia per il professionista vuol dire che gli affari non vanno bene e in una terra dove il lavoro e’ una cultura vuol dire essere marchiato.

Poi il credito facile ha dato alla testa a tanti che si sono improvvisati imprenditori senza esserne capaci, erodendo pian piano il proprio capitale (pee incapacita’ imprenditoriale) e maledicendo le banche che chiudevano i rubinetti, ma che spesso capivano benissimo dal profilo che le spese erano piu’ delle entrate, a tal punto cambiare banca non e’ semplice, se ti chiedono gli estratti conto degli ultimi 3 mesi e gli fai vedere un profondo rosso costante e saldo negativo stabile ci pensano due volte prima di portarsi un tale cliente in casa.

Il sistema funzionava alla perfezione, si spingevano i clienti as indebitarsi, poi ti prestavo soldi con l’obbligo di comprare azioni (pure quelle a credito) che risultava come aumento di capitale e mi permetteva di dare maggior credito…spirale senza fine, nel frattempo lasciavi i manovratori liberi di fare quello che volevano.

Concludo con un pensiero cattivo, tra i tanti posti produttivi in Italia avevano scelto proprio la Sicilia, terra se permetti difficile da un punto di vista ambientale e di scarsa presenza inprenditoriale, la PopVi aveva 230 filiali in Veneto, 95 in Sicilia e “solo” 75 nella industriale Lombardia???? Non ti sembra strano? Sono sicuro che se cominciassero a scavare in quella direzione ne uscirebbero delle belle….ma nel frattempo ovviamente nessuno in galera.

ndf
Scritto il 4 luglio 2017 at 23:30

ap­pren­di­sta@fi­nan­za,
Ops! Grazie.

stanziale
Scritto il 5 luglio 2017 at 07:09

La germania considera tutti gli stati ue sua proprieta’ personale: non vuole investimenti esteri (Cina) in grado di risollevare l’economia (distrutta da lei stessa). Tutti i cittadini ue devono essere poveri e schiavi suoi, con un reddito medio inferiore alla concorrenza varia nel mondo…ecco il programma della germania http://www.ilsussidiario.net/News/Economia-e-Finanza/2017/7/5/FINANZA-E-POLITICA-Cosi-Cina-e-Grecia-svelano-il-progetto-tedesco-sull-Europa/772334/

aorlansky60
Scritto il 5 luglio 2017 at 09:21

@ Madmax

grazie

@ Stanziale

su quel tema, con me sfondi una porta aperta;

solo gli sprovveduti idealisti (quelli che vivono ancora di nobili pensieri) oppure quelli che hanno interessi in campo come la nostra rappresentanza politica di UNA CERTA CORRENTE DI PENSIERO non si accorgono delle incoerenze palesi messe in mostra dalla Unione Europea (l’evidente squilibrio dirigente dei Paesi FORTI quali FR e DE nel difendere i propri interessi a discapito di tutti i Paesi minoritari che devono subire le scelte dei primi),

dove ieri è andata in scena una farsa,

il presidente della COMMISSIONE EUROPEA che dà del “ridicolo” al PARLAMENTO EUROPEO, (“Vous etes ridicules!”)

praticamente un Istituzione che dà “del ridicolo” ad un altra Istituzione, davvero una scena penosa (sulla quale tutti i cittadini Europei dovrebbero riflettere), con il presidente della seconda che cercava disperatamente di recuperare un tono per quello che si dovrebbe addire ad un Istituzione Europea ufficiale,

R-I-D-I-C-O-L-I (tutti quanti la dentro, sia juncker che tajani ma sopratutto quello che rappresentano e che dirigono, vale a dire un esercito di burocrati e un gruppo di europarlamentari “scalda poltrone” – “succhia stipendi” privi di legittimazione, considerato che l’europarlamento NON POSSIEDE i POTERI ESECUTIVI equivalenti a quelli dei singoli Parlamenti degli Stati Sovrani membri UE, che possono legiferare autonomamente nell’ambito dei propri confini nella PIENA LEGITTIMITA’ CHE UNO STATO DI DIRITTO CONFERISCE LORO);

l’idea di totale disunione che l’UE stà trasmettendo in questi giorni al mondo intero è quella sul tema MIGRANTI, problematica sulla quale i Paesi UE stanno dimostrando di voler rispondere adottando LA PROPRIA SOLUZIONE INDIVIDUALE che poi equivale a quella che maggiormente corrisponde ai loro interessi, parlo di FRANCIA SPAGNA AUSTRIA (e GERMANIA) che hanno ribadito all’Italia : “sono problemi vostri e solo vostri, fatene entrare di meno e già che ci siete non metteteci un anno -in media- a schedare ogni soggetto clandestino privo di documenti

Unione Europea = una c…ta pazzesca! (come direbbe un celebre e grande personaggio italiano che ci ha lasciati recentemente)

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