LA QUIETE PRIMA DELLA TEMPESTA!

Scritto il alle 07:32 da icebergfinanza

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Alla fine di maggio in la madre di tutte le bolle scrissi che anche il nostro Robert Shiller uno che a dire il vero in questi ultimi tempi non sembra avere le idee molto chiare visto che un giorno dice una cosa e il giorno dopo un’altra ancora, ha dichiarato …Premio Nobel: “Non uscite dal mercato, salirà del 50%”

Non commento, io voglio essere coerente come lo sono sempre stato in questi lunghi dieci anni con le mie visioni, nel bene e nel male, voglio continuare a seguire la nostra stella polare e quella dice che la festa sta per finire.

Shiller vede “come reale la possibilità che le azioni e le case continuino a salire per anni,”

Bene ieri all’improvviso classica giravoltola…

Robert Shiller urges caution on the market: ‘We’re at a high level …

L’indice CAPE SHILLER questo sconosciuto, un indice di cui parlo da 10 anni, ma in fondo chi se lo fila. Si ha superato quota 30, per la prima volta dal settembre 2001, il suo creatore che non ha le idee molto chiare ultimamente, sta avvertendo gli investitori di usare cautela nell’investire in una simile e insolito mercato.

ImmagineMachiavelli invece ha le idee chiare, lo abbiamo scritto più volte la festa sta per finire e il mese di luglio incomincia domani!

L’ultima volta che l’indice Cape era arrivato a questi livelli era il 1881, più in alto di un soffio solo nel famigerato “black thuesday” della Grande Depressione del 1929 e poi nel 2000, anno di pura follia collettiva.

Fortunatamente, afferma Shiller, gli investitori americani hanno almeno la possibilità di investire sui mercati esteri. Alla domanda della CNBC, Shiller ha risposto che si forseè perchè il mondo crede nell’America, ma si dovrebbe diversificare, sarebbe un momento buono per farlo.

Ma davvero Robert credi che se l’America viene giù, il resto del mondo sale, credi davvero al decoupling?

Il vecchio Warren dice giustamente che se si compra due di tutto alla fine ci si ritrova con uno zoo in casa, mica stiamo per salire sull’arca di Noe, aggiungo io, anche se il prossimo diluvio universale non sarà una passeggiata.

Buffet, giustamente dice che la diversificazione è una protezione contro l’ignoranza. Non ha molto senso per coloro i quali sanno cosa stanno facendo e noi in dieci anni attraverso l’analisi storica ed empirica vi abbiamo dimostrato che sappiamo cosa stiamo facendo.

Chi non sa quello che dice o meglio quello che stanno facendo sono i banchieri centrali, si alzano i tassi ma il mercato risponde abbassando i rendimenti a lungo termine e loro dicono di essere sorpresi!

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus) – New York, 29 giu – La maggior parte degli analisti e dei governatori della Federal Reserve anticipa un terzo rialzo dei tassi di interesse nel corso del 2017, dopo quelli di marzo e giugno, che hanno portato il costo del denaro a un range tra l’1 e l’1,25%. La stessa Banca centrale, durante l’ultima riunione, ha giudicato verosimile un altro giro di vite prima di dicembre. Non tutti pero’ all’interno dell’istituto di Washington sono d’accordo: il governatore della Fed di St. Louis, James Bullard, si e’ espresso contro un ulteriore rialzo dei tassi entro fine anno, dubitando che la disoccupazione bassa (a maggio e’ scesa al 4,3%, il minimo in 16 anni) contribuira’ a fare salire l’inflazione verso il target del 2% considerato ottimale dalla Fed. “Anche se il tasso di disoccupazione calasse ancora in modo sostanziale, le stime attuali mostrano che l’efetto sull’inflazione sarebbe molto limitato. L’attuale livello del costo del denaro americano e’ appropriato per questo contesto”, ha detto parlando da Londra. Bullard ha sottolineato che la Banca centrale non ha bisogno di continuare ad alzare in modo costante i tassi, tanto piu’ che la crescita economica e’ modesta (+1,4% nel primo trimestre) e l’inflazione e’ appunto al di sotto dei target.

Pochi lo hanno notato, ma i tassi a lungo sono scesi non appena la Fed ha iniziato ad alzare i tassi, nel breve sono saliti solo perchè il gregge è corso dietro alla “Trump illusion” e in questi due giorni rimbalzano perchè qualche fesso ancora oggi crede che le banche centrali abbiano concertato un’uscita strategia dai vari quantitative easing, mai viste occasioni migliori di questi giorni.

ImmagineNonna Yellen è stata davvero esilarante in settimana, lei non crede che ci sarà una nuova crisi finanziaria durante gli anni che le restano da vivere, non sarà che ha deciso di morire a breve?

Yes, Ms. Yellen…There Will Be Another Financial Crisis

Il nostro amico Lance è uno spettacolo, da piccolo sognava di fare mettere in piedi una impresa di produzione asfalti, ieri ha asfaltato la povera Yellen.

… una dichiarazione abbastanza audace che non tiene conto del fatto che ognuno dei suoi predecessori non è riuscito a prevedere le conseguenze negative delle proprie azioni.

Ci sarà un’altra “crisi finanziaria” nelle nostre vite?   

Sì, è praticamente garantito.

La precedente “crisi” non riguardava solo “un asset andato a male”, ma piuttosto lo shock sistemico causato da un “congelamento” nei mercati creditizi quando Lehman Brothers ha fatto bancarotta. Le controparti sono evaporate, le banche hanno congelato i prestiti e il mercato del credito ha smesso di funzionare.

Il credito, non il mercato azionario, è il “legame vitale” dell’economia.

Il resto dell’articolo lo lascio a Voi, assolutamente da non perdere, mentre le banche potrebbero non avere bisogno di essere salvate, chissà cosa accadrà ai fondi pensione o agli istituti assicurativi o ai singoli investitori, alle imprese e via dicendo.

Quando il prossimo mercato orso, continua Lance, arriverà, la crisi finanziaria non sarà limitata ai prestiti delle auto subprime, ai prestiti agli studenti o agli immobili commerciali, come mi abbiamo raccontato in questi ultimi anni, la vera crisi è quando ci sarà il panico sul futuro delle pensioni.

La signora Yellen sbaglia sulla prossima crisi finanziaria. L’unica questione è la tempistica e la dimensione della crisi che verrà!

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15 commenti Commenta
omnia_funds
Scritto il 30 giugno 2017 at 08:51

Sono in sintonia con la tua visione e non da ora….
non mi ritrovo molto sulla visione del usd e questo da un pò di tempo , in quanto negli ultimi due anni ogni volta che si è verificata una correzione sui mercati il usd si è sempre svalutato, questo non lo è stato sempre negli anni ma ora è così.
Non potrebbe essere altrimenti per effetto del differenziale sulla curva dei tassi….quindi una rivalutazione della valuta se pur auspicata potrebbe in effetti essere vanificata e raggiungere l’obbiettivo di equilibrio intorno ad area 1,20 ..e forse di più!
Una tua delucidazione sarebbe ben accetta.
credo invece che la valuta safe Even sia lo yen come da sempre e l’oro , solo in parte gli auriferi.
ovviamente anche il decennale americano e perché no anche il trentennale.
grazie per la risposta è sempre ottime le tue valutazioni.
saluti.

[email protected]
Scritto il 30 giugno 2017 at 09:20

Sono sicuro anche io che presto o tardi ci sarà una nuova crisi finanziaria, ma come avverrà, con un più veloce deterioramento della situazione finanziaria globale o con una devastante esplosione?

benti77
Scritto il 30 giugno 2017 at 09:33

Penso che Shiller non possa essere troppo critico sulle borse, ho letto le sue interviste nel 2017 e mi pare parli tra le righe, in fondo il suo indicatore dice tutto…
Salire fino al tetto del 2000? Forse, o forse no, ma per gli investitori oggi non è giornata, per gli speculatori invece è ancora buono

luigiza
Scritto il 30 giugno 2017 at 09:43

>> la vera crisi è quando ci sarà il panico sul futuro delle pensioni…

Ma va Andrea, pensi che ci sarà panico tra i fruitori di pensioni.
Pensa che l’avevo capito fina dal lontano 2009 quando come umile manovale di tastiera lavoravo, come autonomo, nel back-office di qualche banca di primaria importanza proprio per far ‘girare’ quei numeri. (a me giravano i santissimi a vedere certe porcate).
Al sottoscritto era evidente dove si sarebbe andati a sbattere, ai miei colleghi che vedevano gli stessi numeri, invece no. E parte dei loro stipendi li hanno dati a quei fondi.
Condoglianze allocchi!

landini76
Scritto il 30 giugno 2017 at 10:08

LANCE ASFALTA LA YELLEN… ahhahhaha in forma oggi il capitano.

landini76
Scritto il 30 giugno 2017 at 10:10

Nonna Yellen è stata davvero esilarante in settimana, lei non crede che ci sarà una nuova crisi finanziaria durante gli anni che le restano da vivere, non sarà che ha deciso di morire a breve?

ahhahahaha cattiveria pura!

noldor
Scritto il 30 giugno 2017 at 11:39

om­nia_­funds@fi­nan­za:
non mi ri­tro­vo molto sulla vi­sio­ne del usd e que­sto da un pò di tempo , in quan­to negli ul­ti­mi due anni ogni volta che si è ve­ri­fi­ca­ta una cor­re­zio­ne sui mer­ca­ti il usd si è sem­pre sva­lu­ta­to, que­sto non lo è stato sem­pre negli anni ma ora è così.

Io mi ritrovo con le analisi del Capitano anche sull’USD. Se guardiamo alla violenta discesa dei mercati di fine 2008 il dollaro in quel periodo si è rafforzato parecchio, come ha fatto in generale in tutti i momenti di panico. Penso che sarà così anche questa volta.

omnia_funds
Scritto il 30 giugno 2017 at 13:18

noldor@finanza,

Credo che ogni crisi pur se simile a un altra abbia conseguenze diverse.
Nel 2008 erano presenti variabili politiche ed economiche differenti con diversità di tassi notevoli senza presenza di alcun QE…. Nella rivalutazione del USD del 2014-2015 eravamo in presenza di un bull market che ci ha accompagnato fino ad ora; la causa di tale rivalutazione fu imputata al collasso del petrolio e prima ancora al collasso dell’oro.
Come puoi constatare non sono assimilabili. E’ invece chiaro che negli ultimi due anni, come scritto precedentemente, ad un ribasso dell ‘equity si è avuta una svalutazione del USD….
Infine nel 2008 la situazione politica americana non era così “disturbata” come in questo momento…
Più è forte una crisi e più le correlazioni saltano e le certezze svaniscono…

giobbe8871
Scritto il 30 giugno 2017 at 14:54

Grande capitan Andrea !
un pezzo da stampare e incorniciare, per chi ha memoria corta !

giobbe8871
Scritto il 30 giugno 2017 at 14:57


giobbe8871
Scritto il 30 giugno 2017 at 14:58

e finalmente…nel 2019

noldor
Scritto il 30 giugno 2017 at 16:53

@omnia_funds

Mi hai dato qualche spunto di ragionamento in più, in ogni caso per chi ha comprato un trentennale americano quando il rendimento era tra il 3 e il 3,1% con cambio a 1,1 un ritorno del cambio in area 1,2 non è una tragedia se il rendimento scenderà sotto i minimi del 2016 (2% tondo tondo).

apprendista
Scritto il 30 giugno 2017 at 17:32

Ottima disamina,ma tieni conto che se il cambio va a 1,2 tempo 6 mesi e l’europa cola a picco come il titanic (noi tra i primi visto l’export) quindi anche l’euro collassa come peraltro il caro Ludd andava dicendo e cioe’ la risalita dell’euro sara’ la sua morte,quindi forse bisogna solo aspettare in riva al fiume,peccato che la riva sia l’itaglia,quindi prima di veder passare sul fiume il cadavere dell’euro saremo gia’ inabissati sotto il pontile.
nol­dor@fi­nan­za,

noldor
Scritto il 1 luglio 2017 at 09:44

@ apprendista , veleno

Condivido quanto dice apprendista sul fatto che l’euro, per motivi politici, non può rafforzarsi più di tanto, cosa che sarebbe una tragedia anche per l’economia reale e non solo per chi fa trading con i T-bond.
Se uno condivide la visione del Capitano su un continuo calo dei rendimenti verso nuovi minimi non è da pazzi comprare T-bond. Facendo due conti della serva, se il rendimento, lordo, mi passa dal 3% al 2% e il mio bond ha 28 anni di vita residua me lo trovo a +28%, e il cambio può peggiorare ma anche migliorare ulteriormente il risultato. Togli poi il 12,5% di tasse ed è comunque un gran risultato. Non dimentichiamo che i T-bond trentennali rendevano il 2% nel luglio 2016, non secoli fa.

omnia_funds
Scritto il 1 luglio 2017 at 15:37

nol­dor@fi­nan­za,

ap­pren­di­sta@fi­nan­za,

Ci sono diversi modi per detenere titoli di stato americano senza rischiare con il cambio…
Si possono comprare titoli su varie scadenze e proteggersi con etn a leva per coprire il cambio…I costi sono contenuti ma in capitale deve essere frazionato tra titoli e copertura; altro modo è quello di acquistare sicav che investono in titoli di stato americani con diverse scadenze a cambio coperto e a costi contenuti … per esempio us aggregate euro hedged, analizzare i titoli in portafoglio e il costo attraverso il Ter. ..
saluti.

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