YELLEN: NESSUNA CRISI ALL’ORIZZONTE!

Scritto il alle 07:28 da icebergfinanza

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Nei giorno scorsi vi avevo preannunciato alcuni dati positivi in arrivo dal mercato immobiliare, nulla di interessante, solo l’ennesimo rimbalzo del gatto morto!

Nel frattempo visto che si siamo occupati solo di banche venete e rapine del secolo, rimprendiamo la copertura dell’economia americana, mentre tutto intorno si festeggia la spettacolare ripresa mondiale ed europea, nell’immaginario del cappellaio matto Mario Draghi…

C’è chi vede “bolle” e recessioni a catena, ma la Bce è ottimista e modula il Qe  Draghi sfida le “cassandre”

Ieri l’euro ha festeggiato alla grande, ma è solo un movimento tecnico, come abbiamo scritto nell’ultimo Machiavelli, ora incomincia il bello e i tesorucci sono tornati ad offrire un’ulteriore opportunità. Suvvia è estate, la saga dei movimenti speculativi e dell’alta volatilità, il periodo nel quale i monelli si divertono a tirare sassate sulle finestre.

Una persona razionale ascoltando questi banchieri dovrebbe piegarsi in due e mettersi a ridere a crepapelle o iniziare seriamente a preoccuparsi!

Fed’s Yellen expects no new financial crisis in ‘our lifetimes’

Janet Yellen, ha dichiarato che lei non crede che ci sarà un’altra crisi finanziaria o almeno fino a quando lei vive, grazie soprattutto alle riforme del sistema bancario dopo l’incidente del 2007-09. (…)  penso che siamo molto più sicuri e spero che non sarà durante le nostre vite e non credo che sarà”, ha detto.

Non credo che avremo un’altra crisi finanziaria nella nostra vita, fantastico, non ne hanno indovinata una per decenni, non sono riusciti a prevedere una sola crisi finanziaria, anzi le hanno quasi tutte provocate ed assecondate loro e ora vi vengono a dire che non vedremo altre crisi finanziarie nella sua vita! Meraviglioso, affascinate, spettacolare…wonderful!

Nel fantastico mondo di nonna Yellen non avremo più crisi, nel paese delle meraviglie la festa di non crisi si celebrerà ogni giorno.

Noi ci limitiamo a continuare ad evidenziare ciò che suggerisce l’economia reale su Econoday

USA: crollano gli ordini beni durevoli, -1.1% a maggio

Ancora in calo gli ordini di beni durevoli dall’industria degli Stati Uniti nel mese di maggio, come appena riferito sul Calendario Economico. Il mese scorso l’indice degli ordini di beni durevoli sono crollati dell’1.1% su base mensile, contro il -0.6% previsto dagli analisti, peggiorando il risultato del mese precedente del -0.9%.

Chicago Fed National Activity Index  
Released On 6/26/2017 8:30:00 AM For May, 2017
Prior Prior Revised Consensus Consensus Range Actual
Level 0.49 0.57 0.32 0.10  to 0.54 -0.26 
3 Month Moving Average 0.23 0.21 0.04 

Highlights
A decline in manufacturing production and weakness in employment combined to pull down the national activity index to minus 0.26 in May from a revised plus 0.57 in April. The production component fell to minus 0.16 from April’s 0.53 reflecting May’s 0.4 percent decline in manufacturing production. The employment component fell to minus 0.02 from 0.12 on a sharp drop in civilian employment in the household sample of the employment report and a modest slowing in payroll growth. The consumer & housing component is also a negative, at minus 0.09 from minus 0.07 and once again the result of weakness in housing permits. This report underscores how soft May really was for a second-quarter that looks increasingly at risk.

PMI Composite Flash  
Released On 6/23/2017 9:45:00 AM For Jun, 2017
Prior Consensus Consensus Range Actual
Composite – Level 53.9 53.8 53.6  to 53.8 53.0 
Manufacturing – Level 52.5 52.7 52.2  to 53.5 52.1 
Services — Level 54.0 53.7 53.6  to 53.9 53.0 

Highlights
The economy is solid, at least the service sector, but on the whole is losing momentum, based on Markit’s flash data for June. The composite PMI slowed to 53.0 vs Econoday’s consensus for 53.8 with services also at 53.0 and manufacturing at 52.1, both short of expectations.

Services offer the best news with new orders and employment solid and optimism on the outlook particularly positive. In a special sign of strength, service companies in the sample are reporting the best gains in selling prices so far this year.

Manufacturing, however, moved to its slowest rate since September last year with both new orders and output down, offsetting gains in hiring and also inventories. Input costs slowed with selling prices here still weak.

The service strength in this report keeps it from being downbeat, though the weakness in manufacturing, which has been struggling this quarter, is not welcome.

Una sfilza di dati uno peggio dell’altro…

GDPNow

(Reuters) – Secondo il presidente della Federal Reserve di Filadelfia Patrick Harker, se ci fosse uno shock significativo per l’economia Usa “potrebbe succedere di tutto”, aggiundendo di non aspettarsi uno scenario del genere ma facendo toccare all’euro i massimi da 10 mesi sul dollaro. Parlando a un evento a Londra, Harker ha aggiunto che la Fed ha in programma di alzare i tassi di interesse ancora una volta quest’anno, visto che il recente indebolimento dell’inflazione appare temporaneo.

Ieri all’improvviso nel Paese delle Meraviglie Alice si è accorta che sarebbe stato sufficiente aprire gli occhi per tornare alla sbiadita realtà senza fantasia degli adulti.

“Non credere mai di essere altro che ciò che potrebbe sembrare ad altri che ciò che eri o avresti potuto essere non fosse altro che ciò che sei stata che sarebbe sembrato loro essere altro.”

Ma come ben sapete, nel magico mondo dei banchieri centrali nel secondo trimestre ci sarà il rimbalzo e tutti vivranno felici e contenti!

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10 commenti Commenta
cecinico
Scritto il 28 giugno 2017 at 10:08

Salve e complimenti per il suo Blog e il suo libro, la seguo sempre. Oggi lei scrive “Ieri l’euro ha festeggiato alla grande, ma è solo un movimento tecnico, come abbiamo scritto nell’ultimo Machiavelli” e leggo in rete diversi articoli che sostengono che la parità tra euro e dollaro è morta, il target eur/usd per fine anno dovrebbe essere 1,20.
Da quello che ho capito lei sostiene che sia un movimento temporaneo? Confida che si possa tornare ai livelli di 1,05? Grazie e buon lavoro

andrea357
Scritto il 28 giugno 2017 at 11:01

c’è qualche problema di formattazione

ilcuculo69
Scritto il 28 giugno 2017 at 11:09

C’è una sostanziale differenza tra un passaggio in recessione ed una nuova crisi finanziaria.

aorlansky60
Scritto il 28 giugno 2017 at 12:38

NESSUNA CRISI ALL’ORIZZONTE

… … … … … … … … … … … … … … … … … … … … … … … … … … …

Quello che LORO [inteso come BANCHE CENTRALI] (*) possono fare per proteggere il sistema attuale, è diffondere fiducia prima di tutto; questa si trasmette per mezzo del metodo più antico che l’uomo conosca, l’uso della parola : discorsi, dichiarazioni e interviste pubbliche ogni volta che ne hanno occasione (generalmente nel corso di eventi ed incontri ufficiali); a riprova di questo, basta ricordarsi del “Whatever it takes” pronunciato da Draghi una sera di fine Luglio 2012, a mercati appena chiusi; il giorno (e settimane) dopo si vide realizzare una delle più spettacolari ascese degli indici borsistici Europei, a mettere fine ad una fase di caduta che perdurava da qualche mese, tra alti e bassi.

Considerato ciò che la Yellen ha appena dichiarato, e considerato che le istituzioni finanziarie non hanno azzeccato una previsione economica “che sia una” negli ultimi anni, ci sarebbe da “toccare ferro” e prepararsi al peggio, ma del resto, in base a quanto dicevo prima, non ci si può nemmeno aspettare che la Yellen (o Draghi) se ne esca con frasi del tipo “dobbiamo attenderci una recessione imminente” che sarebbe in grado di schiattare tutte le borse mondiali (proprio adesso che sono ai massimi).

Ormai viviamo in un era mediatica talmente satura e rindondante di dati e di notizie, che numeri negativi dell’economia, pur ufficiali, vengono letti e interpretati -dalla maggiorparte di cui può farlo- in modo minoritario e ininfluente rispetto all’autorevolezza che circonda certi personaggi pubblici (come j.Yellen e M.Draghi) che riscuotono più credito nei confronti dell’opinione pubblica e dagli operatori di mercato, specie quando quest’ultimi SENTONO RACCONTARE ESATTAMENTE QUELLO CHE SPERANO VENGA LORO DETTO, cioè BELLE PAROLE CARICHE DI OTTIMISMO sull’andamento e le PROSPETTIVE DELL’ECONOMIA.

Oltre le parole, non gli mancano armi più efficaci, parlo delle (*) BANCHE CENTRALI e di tutti gli strumenti che queste possono avere nei propri arsenali (e di un istituzione mondiale della quale poco si parla generalmente, parlo della BRI – o BIS in lingua inglese). Queste faranno di tutto -come stanno già facendo con le loro manovre congiunte- per evitare qualsiasi tipo di problema che possa minare lo stato delle cose attuali. Ovviamente, una ipotesi pur remota di imprevisti che non sia stata da loro contemplata è da ritenersi sempre realizzabile : nel contesto attuale, in un mondo globalizzato come quello che ci ritroviamo, le probabilità che si verifichi qualcosa di spiacevole e di critico (non parlo solo di finanza e di economia) non adeguatamente previsto a monte è assai maggiore rispetto a 25, 40 o 50 anni fà.

apprendista
Scritto il 28 giugno 2017 at 18:09

so che probabilmente non spicco per simpatia visto anche la mia tipologia di commenti peraltro rigorosamente OT (questo e’ l’ultimo) io sono qua per imparare e quindi leggo tutto nella speranza di arricchirmi (culturalmente chiaro) ma perdonatemi io credo di avere una visuale sul mondo forse un pochino piu completa di altri ( e meno di qualc’altro) facendo anche impresa:ora e chiaro che mondialmente e sopratutto italianamente la situazione farebbe vomitare un topo,vada che il popolo e’ poco piu’ di un criceto ma voi che dovreste l’intellighenza del web e perdonatemi l’affermazione ma io vedo solo perlopiu’ ragionamenti fatti miliardi di volte,triti e ritriti che a me paiono sterili e senza alcun significato ( a me!) opinioni che lasciano il tempo che trovano,nessuna azione nessuna progetto e mi intristiscono come quando la mattina entro nei bar ed uno stuolo di 50-70 enni rigorosamente tutti in pensione (over 65 giustamente) pontificano su cosa bisognerebbe fare con valutazioni a dir poco raccapriccianti, se poi vi servono per qualche motivo massimo rispetto ma io non lo comprendo; se oggi esistesse un movimento che si oppone anche con la violenza e sopratutto con la violenza come accaduto con le Br(puro esempio senza significati politici) io sicuramente ne farei parte come ho gia’ scritto qua e darei tutto cio’ che ho per finanziare la cosa,so che probabilmente finirei ammazzato od in galera ma meglio che continuare a subire l’insubibile facendo discorsi sui massimi sistemi,almeno per me,questa e’ la mia natura.

charliebrown
Scritto il 28 giugno 2017 at 23:30

Alla fine di questa giornata finanziaria non so quale delle due espressioni spesso usate da mio padre sia più adatta al mio caso.

Visto l’andamento di borse, dollaro e bond dovrei RITIRARMI CON LE PIVE NEL SACCO.

Gli studi di Machiavelli fanno invece pensare che RIDE BEN CHI RIDE ULTIMO.

Dormiamoci su.

sherpa
Scritto il 29 giugno 2017 at 08:54

Dite la verità: avete paura ehh?
Anch’io ne ho, certo, ma tant’è, dobbiamo conviverci con la paura e l’apparente irrazionalità di certi movimenti che non sono solo tecnici ma anche speculativi e politici.
Paratevi la schiena, tenetevi equilibrati più che potete e, come dice il capitano e parecchi altri qui, investite solo quello che potete permettervi di rischiare.
Guardate i dati, qui forniti in abbondanza, sapendo che però non sempre bastano perché le manipolazioni abbondano.
Io non ho ancora capito fino quando possono “aggiustare”, ma credo ancora tanto.

charliebrown
Scritto il 29 giugno 2017 at 09:00

ve­le­no50@fi­nan­za,

Ne spendo già abbastanza, Veleno. Mantenere una figlia all’università in un’altra città non costa poco.
Noto in generale nei vostri interventi la rassegnazione. Sembra che l’unico investimento sensato sia… non investire. Gianluca Vacchi sta facendo scuola ah ah!
Quanto ai bond carta straccia, questa carta straccia dovrebbe essere un aiuto per tirare avanti con dignità.
A meno che non mi butti su SNAM e Intesa, che pagano un buon dividendo e sono solide, magari aggiungendoci un industriale meno generoso coi dividendi ma più consistente di impianti e progetti.
Sentendo il capitano però il volo dell’araba fenice sta per terminare e quindi comperare tubi, affari e impianti in questo momento potrebbe essere altrettanto pericoloso che comprare carta. Vedremo.

aorlansky60
Scritto il 29 giugno 2017 at 11:03

@ CharlieBrown

bond carta straccia

Sul fatto che tutti i bonds siano carta siamo d’accordo, ma c’è “carta” e “carta”

dovendo scegliere, preferirei quella garantita da uno Stato che li emette in grado di fornire un idea di solidità,

secondo TE, tra Spagna Italia Francia Germania e USA, qual’è la “carta” da scegliere ? io non avrei alcun dubbio.

Occhio a tutti quelli che detengono carta Italiana, specie QUANDO la BCE deciderà di porre termine agli acquisti di obbligazioni governative tramite il QE : tenersi forte e prepararsi a volare in alto…

charliebrown
Scritto il 29 giugno 2017 at 12:08

aor­lan­sky60,

Personalmente ho fatto una selezione e tra i bond ho privilegiato la carta migliore, dopo essermi documentato anche e specialmente su questo blog. L’espressione “carta straccia” l’avevo ripresa da un intervento non mio e l’ho usata in qualche modo come provocazione, per sollecitare qualcun altro ad esprimersi: obiettivo raggiunto.
Al di fuori della carta non vedo altro che l’investimento in azioni di società solide (prevalentemente industriali) ma il timing non sembra il migliore. Resta ovviamente l’oro, per pagarsi le cure o la fuga… Viaggi e divertimento, come qualcuno suggerisce, sono un’ottima cosa che non solo i libertini ma anche i saggi dovrebbero considerare: non sono un investimento ma un’assicurazione…contro l’avarizia. Ciao.

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