INTESA BANCHE VENETE: LA RAPINA DEL SECOLO

Scritto il alle 09:00 da icebergfinanza

Risultati immagini per banche venete governo gentiloni

Solo alcuni flash, nulla di più, in fondo questo è quello che si merita un popolo di belle addormentate, oltre 17 miliardi di tasse o tagli allo Stato sociale, il resto è solo contorno.

Partiamo dal Consiglio dei ministri che ieri pomeriggio ha deciso lo stanziamento di oltre 17 miliardi di euro ai terremotati…

Scusate, mi sono sbagliato, intendevo i terremotati della banche venete, ci mancherebbe, oltre cinque miliardi è il “regalo” del contribuente italiano a Intesa, la banca che con l’aiuto dello Stato ha messo in piedi la più spettacolare rapina del secolo, insieme a qualche altro miliardo di garanzia. Intesa esige e il Governo esegue!

Non solo, è previsto pure il “ristoro” degli obbligazionisti subordinati retail, fino al 100%.

Passi per tutti coloro che sono stati truffati dalla vigilanza che dormiva, ma rimborsare tutti gli obbligazionisti subordinati è una decisione criminale. Ricordo a tutti che due settimane fa il Governo ha addirittura posticipato per decreto la scadenza di una obbligazione subordinata in mano ai soliti polli non certo a qualche fondo o banca d’affari, diversamente sarebbe finita molto male per il nostro Paese.

Questi per decreto posticipano arbitrariamente la scadenza di un’obbligazione di una banca privata e magari ti raccontano che se usciamo dall’euro, i mercati non avranno pietà, che il nostro debito pubblico quasi interamente emesso sotto giurisdizione nazionale sarebbe a rischio.

Pensandoci bene non male come idea, basta posticipare per decreto anche tutte le scadenze del nostro debito pubblico e abbiamo risolto tutti i nostri problemi.  ;-)

L’Europa deve essere davvero terrorizzata dal rischio sistemico finanziario Italia, per aver dato il via libera a questa farsa per aggirare i regolamenti, se si pensa che il bail-in serviva per evitare che il costo dei fallimenti ricadesse sui contribuenti colpendo gli investitori. Se si pensa alle ultime settimane qualcosa non quadra se la stessa Europa che si era opposto fermamente all’intervento statale per il salvataggio delle banche venete. Una liquidazione coatta amministrativa è una scappatoia legale, era l’unica maniera per premiare gli speculatori che si sono comprati i subordinati a 30 scomettendo sull’esito finale della partita.

Ci sono anche le elezioni politiche a cui pensare, dopo la batosta delle amministrative, chissà chi ha suggerito al buon Padoan di tenere buona una parte dell’elettoraro rimborsando pure l’immondizia.

Noi preferiamo ricordarlo così, quello che disse lo scorso anno a Trento…

 

… o ancora così qualche settimana fa…

Povero ministro nessuno che lo comprende, il fatto di rappresentare un’istituzione non da diritto di continuare a mentire o di nascondere la realtà, per salvare fondazioni e la politica, il babbo della ministra,  in questo Paese si è preferito far finta di nulla, continuare a negare l’evidenza.

Suggerirei al ministro di rileggersi quello che accadde durante la crisi giapponese e se magari avanza del tempo, una rispolveratina sulla crisi nordica degli anni novanta non guasta.

Anche il Governo giapponese era indifferente ai problemi delle banche,  il sistema era fondamentalmente solido anche in Giappone, si sperava nel recupero graduale della redditività e delle sofferenze bancarie, sai c’è la ripresa, che in realtà non arrivò mai, impossibile solo fantasticare, in mezzo ad una deflazione da debiti. Solo 6 anni dopo…

Io sono davvero curioso di sapere di quello che avranno da dire Angela Merkel e soprattutto il buon Wolfagang, visto che qualcuno spera ancora di costringerli a condividere il debito pubblico italiano e quello degli altri stati europei.

Qualcuno potrebbe dire, tutto è bene ciò che finisce bene, ma la recente soluzione per salvare il Banco Popular in Spagna, fa a pugni con quanto si è permesso di fare in Italia, una decisione allucinante, favorire l’ennesima rapina del secolo a danno del contribuente italiano con tanti saluti a nonno “Bailin” e alla moglie “Unione bancaria”.

Dopo quello che è successo l’ Unione bancaria europea scordatevela, lo ha scritto ieri persino il Wall Street Journal che ha messo in dubbio l’efficacia dell’unione, una normativa che cercava di evitare il coinvolgimento dei contribuenti.

Ironica è anche la dichiarazione di insolvenza della BCE, banche sino ad allora ritenute sistemiche, con il rischio di travolgere l’intero sistema finanziario italiano, all’improvviso sistemiche non lo erano più. E’ chiaro che la decisione di salvare gli obbligazionisti senior è una decisione essenzialmente politica.

E meno male che a marzo il Governo aveva richiesto la cosiddetta ricapitalizzazione precauzionale, negata dalla Commissione europea, che sembra avere le idee decisamente confuse.

La migliore spiegazione è che qualcuno abbia fatto presente a Bruxelles che a breve si vota in Italia, ” tuttavia, Berlino desidera rassicurare che questo accordo non costituisce un precedente e che le norme sugli aiuti di Stato saranno rigorosamente applicate per ridurre al minimo l’utilizzo dei soldi dei contribuenti” secondo quanto riportato dal WSJournal.

Hei bellezza, così va il mondo, sino a quando tu dormi e non ti lamenti, loro continueranno a fare quello che vogliono, socializzando le perdite e privatizzando i profitti, in attesa che arrivi il turno delle banche tedesche, si quelle di Angela Merkel, chissà che non abbia dato il via libera per ripetere lo stesso schema tra qualche mese o anno con Commerzbank o DeutscheBank,  tanto per fare due nomi.

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24 commenti Commenta
aorlansky60
Scritto il 26 giugno 2017 at 09:44

@IcebergFinanza

Solo alcuni flash, nulla di più, in fondo questo è quello che si merita un popolo di belle addormentate, oltre 17 miliardi di tasse o tagli allo Stato sociale, il resto è solo contorno.

E con molta gente delle zone colpite dal terremoto di Agosto 2016 in centro italia, che quasi un anno dopo ancora si chiede : “perchè non parte la ricostruzione promessa dallo Stato ???”

con lo Stato che risponde loro ormai da mesi :
sono solo problemi e cavilli burocratici ai quali stiamo provvedendo, siate fiduciosi…

ma la verità è che lo Stato soldi NON ne ha proprio (più), a parte naturalmente finanziare una banca privata italiana con 5,2 miliardi di €uro di capitali pubblici per convincerla a prendersi SOLO la parte buona di quelle due banche fallite, con il resto di skifezze di cui si dovranno far carico i contribuenti italiani, tra i quali anche quelli che non hanno neppure più casa propria perchè abbattuta dal terremoto…

come ho appena scritto in un altro thread, questo nostro paese è un paese bellissimo, del quale Alice prova una grande invidia nel pensare che il suo Paese delle Meraviglie è infinitamente più limitato rispetto alla fantasia sfrenata messa in atto dalla politica dirigente italiana attualmente in carica,

e in fondo un popolo di belle addormentate non può che meritarsi due personaggi come quelli raffigurati nell’immagine di apertura di questo thread, e non può che meritarsi conferenze stampa come quella di padoan cui ho assistito ieri in diretta televisiva, tra il comico e lo strafottente nei confronti di qualsiasi cittadino italiano di medio e basso profilo.

madmax
Scritto il 26 giugno 2017 at 10:18

Pop Vicenza da buttare per fortuna.
Lo scrivo e lo riscrivero fino alla nausea, la Pop di Vicenza era una cloaca, prestiti dati ad amici e compari senza garanzie, se compravi poche azioni e ottenevi lo status da socio ti facevano ponti d’oro, fido sul cc fino a 10.000 al 1,5% due carte di credito oro da 5000 e tanto altro. Poi si lamentano che perdevano soldi?
Il territorio ha ottenuto credito facile, troppo facile per coprire le inefficenze ed ecco poi che tutti i nodi vengono al pettine. Mi sembra la fotocopia del caso alitalia, cialtroni ed imcompetenti alla guida che poi piangono.
La magistratura con Jolanda Carrieri anni fa cerco’ di istruire un processo al padre padrone della banca, alla fine fu lei a gettare la spugna e dover lasciare.
Il bigottismo cattolico di Vicenza dove pure la Curia investiva nella popolare, e’ arrivato al capolinea, ma la curia non doveva fare carita?
Mi dispiace per chi ci aveva creduto, ne ho avuti in famiglia, ma per chi da piccolo azionista vota contro un’azione di responsabilita’ del padre padrone per quieto vivere non posso dire che chi e’ causa del proprio male non pianga se stesso.

ilcuculo69
Scritto il 26 giugno 2017 at 11:04

ve­le­no50@fi­nan­za: esclu­den­do il fal­li­men­to

In tutto questo mi sfugge il perchè il fallimento non sia contemplato…

aorlansky60
Scritto il 26 giugno 2017 at 11:16

ciao Veleno

con le mie parole precedenti non sono riuscito a far intendere il mio pensiero dominante :

CHE CI STA A FARE LA U.E. con tutte le sue direttive emanate in tutti questi anni,

SE ALLA FINE LA SOLUZIONE adottata PER SALVARE BANCHE FALLITE E’ LA PIU’ ANTICA CHE SI CONOSCA (INTERVENTO STATALE Con CAPITALI PUBBLICI)

ci avessero risparmiato tutte quelle manfrine su BRRD bail-in e burder sharing,
secondo le quali “le banche di Paesi dell’€urozona eventualmente in crisi o in imminente crak NON possono e NON devono più essere salvate dagli Stati con capitali pubblici

che [noi contribuenti] ci saremmo messi il cuore in pace. NO ???

questa considerazione innanzi tutto,

prima di far notare che in questo Paese, CHI ha mal gestito BANCHE in passato e anche recentemente, provocandone IL FALLIMENTO, è tutt’ora coperto e protetto dalla politica di governo, siano essi personaggi riconducibili a MPS o a VENETO BANCA, POP VICENZA, CARIGE, BANCA ETRURIA (della cara maria elena e papà…), CARIFE, CaRiCHIETI, BANCA MARCHE,

questo per fare chiarezza.

La Magistratura italiana che “stà” indagando (che parola grossa) su tutti questi casi, non procede di un passo nel rintracciare i colpevoli, che tanto si conoscono, perchè i responsabili sono tutt’ora tutti quanti coperti e protetti!

sylvester59
Scritto il 26 giugno 2017 at 11:44

Padoan, insieme a Poletti, costituisce la coppia più impresentabile di ministri di questi ultimi governicchi, tra l’altro non legittimati da una consultazione elettorale.
Sai quante belle e giuste cose si potevano fare con quei miliardi, anziché prelevarli dalla tasca dei contribuenti per regalarli a Banca Intesa e compagnia bella…
Dalla vera revisione del sistema pensionistico in primis, eliminando le rigidità in uscita (cosa che tra l’altro avrebbe un impatto MOLTO positivo sul sistema socio-economico), agli investimenti per limitare il rischio idro-geologico con particolare attenzione alle zone terremotate e via dicendo.
Resta solo la speranza che questo popolo astensionista di “belle addormentate” abbia uno scatto di orgoglio e vada in massa alle urne a reclamare democraticamente i propri diritti.

ilcuculo69
Scritto il 26 giugno 2017 at 11:54

Non ho detto che farle fallire era la soluzione miilgiore, ho chiesto perchè non è nel novero delle possibilità.

Comunque una scelta che non ha costi certi non è secondo me una opzione accettabile.

ve­le­no50@fi­nan­za,

ve­le­no50@fi­nan­za,

john_ludd
Scritto il 26 giugno 2017 at 12:04

Mazzalai scrive:

“Pensandoci bene non male come idea, basta posticipare per decreto anche tutte le scadenze del nostro debito pubblico e abbiamo risolto tutti i nostri problemi.”

infatti è quello che avverrà al 100%. Un giorno i possessori di BTP si troveranno zero coupon a 30 anni (o a 50) e tanti saluti agli interessi (irresistibile il 2% lordo sul decennale di uno stato fallito) e al capitale (che sul mercato varrà meno della carta da culo). I pasti gratis non esistono, tranne che per gli italiani, così pensano loro. Chiunque abbia un pò di soldi deve imparare a correre veloce come Usain Bolt. Mai neppure immaginata un’operazione come questa, anche in America si sono comportati come arcangeli al confronto. Non voglio più sentire cagate su pro o contro euro, prima ci sono alcune decine (o centinaia) di migliaia di italiani (?) da appendere a testa in giù.

john_ludd
Scritto il 26 giugno 2017 at 12:10

ve­le­no50@fi­nan­za,

il­cu­cu­lo69@fi­nan­za,

ecco due che vivono nel fatato mondo di Alice. Queste due banche e le altre andavano NAZIONALIZZATE almeno 2 o 3 anni fa. Di loro si sapeva TUTTO. Il costo per la collettività sarebbe stato 1/10, nessun contagio e nessun regalo agli speculatori per cui il nostro è il paese dei balocchi (perché abitato da allocchi). Il buffo è che Mazzalai lo scrive da n-mila anni. Andrea che cazzo lo tieni a fare aperto il blog ? Non ti voglia di emigrare in Papuasia ?

laforzamotrice
Scritto il 26 giugno 2017 at 12:13

:-):-):-) E poi ci si lamenta perchè l’Europa non vuole gli Eurobond? Per salvare altre banche truffa e speculatori associati? Ma piantiamola, sono convinto che se potessero sarebbero ben felici di lasciar andare l’Italia per la propria strada, ma è troppo rischioso farlo. Se poi ne approfittano per salvare le loro banche, potremmo solo prendercela con noi stessi e tacere.
E comunque, una cosa è salvare le banche con i propri soldi (del paese) un conto chiederli ad altri (eurobond); non so come la vedete voi, ma per me la differenza è enorme, anche perchè sappiamo che ormai sono soldi a fondo perduto.
Non saprei se criticare il governo o meno, perchè ho già visto troppi chiaccherare quando erano spettatori e poi cambiare quando sono diventati protagonisti, quindi mi astengo da fare commenti. Ormai nella tempesta si naviga a vista, attimo per attimo. che la fortuna ci assista.

laforzamotrice
Scritto il 26 giugno 2017 at 12:19

john_ludd@finanza,

“Non voglio più sentire cagate su pro o contro euro, prima ci sono alcune decine (o centinaia) di migliaia di italiani (?) da appendere a testa in giù.”
E milioni da prendere a pedate nel culo, tutti ferocissimi quando chi ci rimette sono gli altri, ma se rischio, anche poco, di mio… Ridiventiamo tutti cattolici praticanti, occorre perdonare.
Essere “terroni” non è una questione di nascita geografica, ma significa aderire alla filosofia del “chi ha dato ha dato, chi ha avuto ha avuto, scordiamoci il passato simmo a napolè paisà”.

madmax
Scritto il 26 giugno 2017 at 13:32

ilcuculo69@finanza,

Ti spiego perche’ il fallimento e’ la situazione peggiore. Nel caso di risoluzione senza continuita’ i gestori cominciano a richiedere il rientro di TUTTE le posizioni. Hai un mutuo, ebbene lo devi ripagare immediatamente, supponi che al momento hai dei problemi e nessuna altra banca e’ disposta a fare la surroga, ebbene anche se sei in grado di pagare le rate ma non riesci a ripagare il 100% del mutuo ti mettono la casa all’asta e si prendono quanto resta.
Immagina di essere un imprenditore con un fido per far fronte ad una commessa che hai preso, hai comprato i materiali e li stai trasformando per consegnarli, con la risoluzione devi rientrare di tutto. Non rientri chiudono il rapporto, siccome la possibilita’ che salti e’ alta nessuna altra banca entra e l’azienda chiude.
Pensa poi a tutti quei poveracci azionisti che hanno perso tutto, si sono indebitati e non riescono a rientrare, nel caso di continuita’ hanno qualche tempo per cercare di fare qualcosa, nel caso di risoluzione devono rientrare dai debiti e pure loro fallirebbero.
Ecco perche’ un fallimento disordinato non porta a nulla.

aorlansky60
Scritto il 26 giugno 2017 at 13:40

@ JOHN

Non voglio più sentire cagate su pro o contro euro, prima ci sono alcune decine (o centinaia) di migliaia di italiani (?) da appendere a testa in giù.

… … … … … … … … … … … … … … … … … … … … … … … … … …

«Io credo che le istituzioni bancarie siano più pericolose per le nostre libertà di quanto non lo siano gli eserciti permanenti. Se il popolo americano permetterà mai alle banche private di controllare l’emissione del denaro, dapprima attraverso l’inflazione e poi con la deflazione, le banche e le compagnie che nasceranno intorno alle banche priveranno il popolo dei suoi beni finché i loro figli si ritroveranno senza neanche una casa sul continente che i loro padri hanno conquistato.» – Thomas Jefferson, pres. d.Stati Uniti d’America, 1743-1826;

«Ci sono momenti e casi solenni nei quali l’insurrezione non è solo un diritto, ma è anche un dovere.» – Daniele Manin, giurista ed ultimo Doge della Serenissima Repubblica Veneta;

io mi chiedo QUANTO ANCORA debba accadere, in fatto di nefandezze economiche [o di altro tipo] perpetrate ai danni di un intero popolo di addormentati cronici, affinchè questo cominci a muoversi in un qualche modo.

Questo “affare” -ho fatto i conti della serva- costerà più o meno 600 €uro ad OGNI CITTADINO ITALIANO MAGGIORENNE dotato di codice fiscale in grado di essere censito e perseguito [dallo Stato centrale in combutta con il salotto “in” della finanza italiana] perchè di questo si tratta : ISP era stra-sicura di ricevere a costo ZERO la parte “buona” che ancora rimaneva di quei due istituti falliti. Così come deve essere sicuro che quei 20 miliardi stanziati da decreto legge (non intendo quelli annunciati ieri, ma quelli varati alcuni mesi fà in dicembre 2016, sotto i quali rientra la manovra decretata ieri) per “salvare il sistema bancario italiano”(come ci hanno voluto far credere con belle parole) si tradurrà in un ulteriore taglio di servizi per i cittadini, con un ulteriore aggravio di pressione fiscale.

O qualcuno crede il contrario ?? Pensateci – specie quando sarete alle urne.

d
Scritto il 26 giugno 2017 at 15:26

Tu chiedi “quanto ancora”…
Tanto tempo quanto servirà per far finalmente morire il denaro. Gli Italiani stanno con i fatti dimostrando che l’unica cosa alla quale tengono davvero più di ogni altra (la libertà, la dignità come popolo, la statura internazionale di chi governa, la buona amministrazione, and so on) è il loro DENARO. E questo chi comanda lo sa molto bene. Dunque nessuna protesta, nessuna ribellione fino a che non verranno toccati i risparmi, i soldini, le palanche, gli sghei. Fa niente se sono 600 euro pro capite, quando il malloppo è salvo va bene lo stesso, calati juncu chi passa la china…”. Tutti nel proprio buco, fino a che tocca agli altri: ai terremotati, ai disabili, a chi perde il lavoro. Chi governa spera di far coincidere la perdita economica “secca” con quella globale in modo tale da non dover pagarne il fio…
aor­lan­sky60,

john_ludd
Scritto il 26 giugno 2017 at 15:48

qui ci sa fa delle seghe su cosa è meglio o peggio quando il discorso non è questo ma QUESTO: le autorità pubbliche, dal governo a Banca d’Italia sapevano tutto, ogni cosa alla virgola da anni e hanno perso tempo per questo o per quello dimostrando che al mondo ci sono è vero un sacco di ladri e banditi ovunque ma quando questo si unisce a un livello di dilettantismo, incompetenza, stupidità e cialtroneria come in Italia beh allora mi dispiace ma chi blatera di rinascita italiana non ha capito un cazzo. Questo paese è una santa barbara e non esiste forza in tutta la galassia che lo possa più governare. Non c’è un detonatore ce ne sono diecimila. Se avete dei soldi spendeteli in troie, vino, beneficenza o dategli fuoco prima che vengano a prenderveli.

john_ludd
Scritto il 26 giugno 2017 at 15:55

aor­lan­sky60,

ISP non voleva neppure la parte buona perché si porta in casa comunque le senior cioè altro debito e peggiora i suoi ratio patrimoniali. Non è un affare per ISP, ma siccome è stata costretta a farlo allora almeno chiede condizioni estreme, forse vuole proprio farsi dire di no. In tal caso ciao e grazie. CHI CAZZO è l’idiota a sto mondo che si compra anche stra gratis una banca italiana di mezza tacca ? Sai a quante porte hanno bussato per la soluzione “di mercato” per salvare la loro faccia (di merda) ? A tutte ! Stessa risposta. ANDAVANO NAZIONALIZZATE ANNI FA. PUNTO E BASTA. E non è finita qui … ci sono Genova etc…

gavino
Scritto il 26 giugno 2017 at 15:58

Ma chi sono questi obbligazionisti che vengono salvati: come si chiamano, dove sono?

aorlansky60
Scritto il 26 giugno 2017 at 16:14

Se avete dei soldi spendeteli in troie, vino, beneficenza o dategli fuoco prima che vengano a prenderveli.

:-D

un giocatore di football del passato (George Best) era uno che aveva capito tutto della filosofia di vita che hai appena delineato, John, quando dichiarò questo, ad età ormai matura (capita ad ogni uomo, quando arriva il tempo dei bilanci) :

i soldi migliori che ho speso sono stati quelli per le donne e per le auto; tutti gli altri li ho sperperati inutilmente…

;-)

john_ludd
Scritto il 26 giugno 2017 at 16:32

aor­lan­sky60,

mitico ! vedo che non ti mancano le bbbasi ! George Best mica è morto all’ospizio !

john_ludd
Scritto il 26 giugno 2017 at 20:44

Il libro choc del giudice che voleva far luce su popolare Vicenza. Cecilia Carreri nel 2002 (DUEMILA E DUE !!!) chiese di processare l’ex presidente, ma venne fermata.

http://www.pressreader.com/italy/corriere-di-verona/20170621/281861528502494

conrad-johnson
Scritto il 27 giugno 2017 at 07:54

Allora, articoloni su tutti i giornaletti e servizi in tutti i tgserva, sentito nessuno nessuno che, giustissimamente, utilizzasse la parola NAZIONALIZZAZIONI! Il salvataggio lo paga lo stato? Allora le banche sono nostre, queste MPS e le merdine tosco-romagnole. SONO NOSTRE non di ISP UBI o chi cazz’altro ci metta 1 €!

conrad-johnson
Scritto il 27 giugno 2017 at 07:54

conrad-johnson@finanzaonline,

Cassa Depositi e Prestiti cosa ci sta a fare? Le fondeva tutte in Poste itagliane.

aorlansky60
Scritto il 27 giugno 2017 at 08:35

@ JOHN

ISP non voleva neppure la parte buona perché si porta in casa comunque le senior cioè altro debito e peggiora i suoi ratio patrimoniali

Al di là delle pressioni politiche che indubbiamente ci devono essere state, io credo che il board di ISP abbia valutato MOLTO attentamente il dossier delle due banche venete prima di aderire all’operazione;

soprattutto dopo la mega TROMBATA cui la stessa ISP è stata fatta oggetto con il fondo Atlante recentemente costituito (1 miliardo di perdite nette nel 2016 solo per ISP) questa volta i vertici di ISP ci saranno voluti andare “con i piedi di piombo”, presentando allo Stato ogni sorta di richiesta cautelativa nei propri confronti (come sembra a leggere le note dell’accordo) e tutto sommato -anche per quanto ha valutato complessivamente il mercato- per ISP non potrebbe tradursi in un cattivo affare (anche se si prendono in casa 30 miliardi di obbligazioni senior come dote delle due venete decotte) : non è da dimenticare che, oltre ai 5,2 miliardi versati in prima tranche dallo Stato, quest’ultimo si obbliga come GARANTE per ulteriori 12 miliardi di €uro nei confronti di ISP, in caso di malaugurate sorprese che dovessero emergere in corso d’opera ai danni di ISP.

Caso mai il vero punto dolente è un altro :

i veri TROMBATI di questa vicenda tragi-comica sono migliaia di dipendenti delle due banche venete (nell’accordo sottoscritto tra Stato e ISP quest’ultima ha preteso un taglio sensibile di sportelli sul territorio che lo Stato sembra volere avallare) e di riflesso moltissimi altri dipendenti della stessa ISP (nella trattativa sulle due venete tra Stato e ISP, scommetterei che quest’ultima ne abbia approfittato per delineare allo Stato un piano di tagli dei propri dipendenti, PER LA GIOIA DEGLI AZIONISTI)

e i VERI MEGA TROMBATI siamo Tu caro John, io e tutti quelli che leggono e scrivono qui e più in largo tutto il popolo italiano,

perchè, come ha dichiarato molto ironicamente Ferruccio de Bortoli ieri,
tutti i cittadini italiani erano azionisti delle due banche venete, e da ieri anche di Intesa San Paolo, SENZA SAPERLO…

:lol:

C’è un altro punto MOLTO DOLENTE che emerge a conclusione di questa vicenda :

uno Stato come quello italiano, che non solo ritorna alle vecchie abitudini di farsi carico della mala gestione dei banchieri italiani coprendone le falle CON CONTRIBUTI PUBBLICI,

alla faccia della UE e di tutti i dogmi di quest’ultima recentemente coniati sul tema della regolamentazione bancaria dei Paesi della zona €uro(BRRD, Bail in, burder sharing, niet aiuti di Stato, nein nein nein etc il che pone SERI DUBBI SULLA STESSA PRESENZA DELLA UE : o le regole vanno fatte rispettare A TUTTI, altrimenti a COSA SERVONO LE REGOLE ??? ma soprattutto cara UE : se le REGOLE le emetti, le fai sottoscrivere, e poi NON SEI IN GRADO DI FARLE RISPETTARE, COSA CI STAI A FARE ??????)

ma che protegge e copre tutti i responsabili dei recenti disastri bancari italiani, (di cui è inutile tracciare la lista dei nomi, che è ormai nota anche alla casalinga di Voghera)

FORNISCE UN PESSIMO SEGNALE all’esterno, del tipo : la fiesta non è ancora finita, SI FACCIA PURE AVANTI CHI INTENDE DELINQUERE -perchè di questo si tratta- AD ALTO LIVELLO RUBANDO all’INTERNO DELLE BANCHE INGENTI SOMME che poi verrano coperte e restituite dai 60 milioni di coglionazzi italiani.

madmax
Scritto il 27 giugno 2017 at 10:34

Ragazzi, ma il vinaiolo era un genio. Tempo addietro nella razionalizzazione delle filiali della Banca d’Italia ne furono tagliate tante, immobili da vendere. A Vicenza il bel palazzo fronteggiante la chiesa di San Lorenzo non si vendeva…provate a dire che lo compro? Ma la PopVicenza off course! Poi chi faceva problemi alla vigilanza veniva invitato a sedersi su una bella poltrona di qualche consiglio d’amministrazione, con un bel malloppo di soldi si comprava il consenso, con giudici, finanzieri e tanti altri, tutti quelli del volemose bene.
I Vicentini manco si sono accorti che pagavano loro pure l’avvocato al vignaiolo per difendersi da se stessi…

quesalid
Scritto il 27 giugno 2017 at 12:34

L’INEFFICIENTE LOGICA DELL’EMERGENZA: LE BANCHE VENETE E I COSTI PER LA COLLETTIVITA’
26 Giugno 2017

A cura di Ugo Biggeri – Presidente di Banca Etica

Il recente decreto del Consiglio dei ministri sancisce il salvataggio a carico dei contribuenti di Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza.

In estrema sintesi lo Stato si fa carico delle perdite dei due istituti per una cifra tra i 3,5 e i 17 miliardi di euro e Intesa San Paolo si porta “a casa” le parti sane delle due banche per la cifra simbolica di 1 euro, rafforzando la sua posizione dominante nel mercato italiano.

Il primo costo per la collettività è quindi immediatamente quantificabile: i miliardi impiegati nel salvataggio delle banche venete non potranno essere investiti per la scuola, la sanità, lo sviluppo imprenditoriale o il sostegno alle politiche del lavoro.

Questa operazione avviene in un contesto, ci piace ricordarlo, in cui la finanza etica non gode di nessun vantaggio, neanche fiscale, perché risulterebbe “aiuto di stato”. Siamo quindi al paradosso in cui Gruppi bancari enormi possono fare affari acquisendo per cifre simboliche le parti sane di banche in difficoltà, e non viene riconosciuto un trattamento specifico per le banche che si occupano di sostenere l’economia reale e sostenibile.

Il secondo costo per la collettività è il “messaggio politico nazionale” di questa operazione: non c’è nessun incentivo a fare banca in modo trasparente, serio, affidabile. Gli incentivi ce li hanno solo i grandi gruppi bancari e il segnale è semplice: eliminare la biodiversità nel sistema bancario e fare in modo che tutti gli operatori si uniformino a una sorta di “pensiero unico” finanziario. Ci si poteva almeno aspettare che, con l’1% del debito pubblico in più per salvare le banche, il Governo dettasse delle condizioni chiare in termini di trasparenza, rigore nella gestione, sostegno all’economia reale; ma non è stato fatto neanche questo. Il salvataggio delle banche venete avviene in un momento di campagna elettorale, subito dopo i ballottaggi delle amministrative, ma con le elezioni politiche ormai alle porte. Le logiche di consenso hanno influenzato fortemente questo processo, creando un precedente piuttosto grave. Le banche venete si sono trovate in questa situazione per una mala gestione durata decenni, ma non pagheranno gli amministratori, non pagherà chi ha approfittato degli utili prodotti artificialmente.

Il terzo costo è il “messaggio politico all’Europa”: i policy makers italiano dichiarano di volere più solidarietà tra gli stati membri, chiedono l’Unione fiscale e la garanzia europea dei depositi bancari, ma poi non indugiano nel disapplicare sistematicamente norme europee per la soluzione delle crisi bancarie, norme che pure il nostro governo ha approvato. Con quale credibilità potremo richiedere più integrazione nella gestione, ad esempio, dell’accoglienza per i migranti?

Il quarto costo per la collettività è quindi la fiducia su cui si basa il sistema economico. Se diamo il segnale che i profitti sono sempre a beneficio privato e le perdite sono a danno pubblico, quale fiducia crediamo di costruire per il futuro?

I problemi delle banche venete sono noti da anni e si è scelto di gestirle in una logica emergenziale. In nome dei rischi sistemici abbiamo scaricato sulla collettività costi ingenti, dato un ulteriore colpo all’idea che si possa fare finanza in modo diverso e minato la fiducia nel futuro.

Questo fino ad oggi, a quando la prossima emergenza?
A noi sembra inefficiente sotto il profilo economico, sociale e anche politico questa modalità di gestire il sistema bancario italiano. E’ tempo di uscire dall’emergenza e produrre un pensiero forte e autorevole su quale tipo di finanza sia utile all’economia reale. E’ tempo di iniziare a scrivere delle regole comuni, capaci di far pagare in tempi rapidi e certi i danni sociali a chi li ha provocati, di tutelare davvero il risparmio e i risparmiatori, di incentivare modelli di banca alternativi a quelli che ci hanno condotto in questa crisi.

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