CORSA ALL’ACQUISTO DI BOND! SOLD OUT!

Scritto il alle 08:06 da icebergfinanza

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Cari Compagni di viaggio, amici di Machiavelli, mi permette di togliermi un sassolino dalla scarpa? Dopo mesi e mesi passati ad ascoltare dotti, medici e sapienti raccontarvi che i bond sovrani sono in bolla, che il mercato obbligazionario è finito, che un crollo epocale era dietro all’angolo, grazie alla segnalazione del nostro caro Pierluigi…

Corsa all’acquisto di bond. La capitalizzazione globale a quota 47.700

Da inizio anno il controvalore della capitalizzazione globale dei bond è aumentato di 3.000 miliardi di dollari, passando da 44.700 miliardi a 47.700. Ciò vuol dire che i grandi gestori più che vendere hanno acquistato obbligazioni. Gli acquisti sono stati piuttosto generalizzati. Basti pensare che a gennaio i Treasury Usa a 10 anni prezzavano un rendimento del 2,45% mentre ieri chiudevano al 2,17%. Oppure che i BTp italiani sono passati da un picco al 2,4% nel corso dell’anno all’1,97% fissato sui monitor dei trader. Il rendimento dei titoli italiani – dopo un po’ di montagne russe legato perlopiù a fattori politici (il mercato temeva elezioni anticipato che oggi sembrano meno probabili) – è tornato ai livelli di gennaio. Così come lo spread con la Germania che viaggia sotto i 170 punti (167), come non accadeva da metà gennaio.

Gli analisti stimavano per il 2017 un’ondata di vendite (dopo 35 anni consecutivi di rialzi) …

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Un gregge di ignoranti che non sa cosa sia la velocità di circolazione della moneta, non ha la più pallida idea del significato di “debt deflation” …

DEFLAZIONE DA DEBITI: COSA E’ E COSA POTREBBE ACCADERE

Il bello è che sono ormai più di otto anni che in giro, soprattutto nel mondo finanziario, tra gli analisti che girano le banche rifilando bidoni macroeconomici ai poveri impiegati che si bevono di tutto, dicevo sono otto anni che ci prospettano chissà quale inflazione, ma soprattutto sono alcuni anni che agli investitori urlano nell’orecchio che il mercato obbligazionario è finito, che c’è una bolla enorme, che non c’è alternativa alle azioni.

Non è colpa loro, sono addestrati per andare in giro a ripetere come dischi rotti quelli che è meglio per la proprietà e non per i clienti, talvolta inconsapevoli ma il livello di ignoranza nell’ambiente è elevatissimo, l’unico scopo è fare soldi il resto è relativo.

Noi insieme a Machiavelli, siamo gli unici in Italia che puntualmente, controcorrente, per cinque lunghi mesi, abbiamo smontato una per una le analisi quotidiane di chi dava per finito il lungo mercato toro delle obbligazioni sovrane, abbiamo smontato con l’aiuto della storia e dell’analisi empirica le illusioni del mercato e della “trumpnomics”.

Nel frattempo avanti così, nuovo crollo del petrolio e record annuale, del future sul trentennale americano, nei prossimi mesi ci prenderemo delle belle soddisfazioni!

E questo è solo l’antipasto di quello che accadrà nei prossimi tre o quattro anni. Il record qui sotto è nulla rispetto a quello che avverrà, non dimenticatevelo.

Immagine

A proposito, ieri mattina ho scritto …

In giornata in America vendite delle case esistenti, loro gli analisti segnalano un rintracciamento, un dato negativo, noi per una volta siamo positivi e prevediamo un dato migliore delle attese.

…e puntuale nel pomeriggio e arrivata la conferma, sempre e solo controcorrente…

Il dato, comunicato dall’Associazione Nazionale degli Agenti Immobiliari (NAR) USA, ha mostrato un aumento del 1,1% a 5,62 milioni di unità rispetto ai 5,56 milioni rivisti di aprile (5,57 mln la prima lettura).Il dato risulta al di sopra di quanto stimato dagli analisti, che invece avevano indicato un calo dello 0,5% a 5,55 milioni di unità.

In fondo niente di particolare per uno che è considerato dal Sole 24 Ore, massimo esperto di immobiliare americano ;-) Andrea Mazzalai: «Un altro anno di calo poi il settore immobiliare

Il Bruco rivolgendosi ad Alice nel Paese delle Meraviglie le chiese: Chi sei, bambina?   

In questo momento non lo so, signore. Se potessi lo farei, ma purtroppo sono confusa, ho cambiato dimensioni dieci, cento, mille volte e questa è una cosa che sconcerta!   

Devo dirti una cosa importante, bambina! Ricordati di non perdere mai la calma, qualunque cosa accada!

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23 commenti Commenta
benti77
Scritto il 22 giugno 2017 at 11:02

io continuo a non farmi una ragione di come il decennale italiano possa rendere meno di quello americano !
Per non parlare di quelli francesi e tedeschi… Se la storia una cosa insegna è che una crisi europea non riguarda per forza gli US, viceversa son cavoli amari qui da noi…

john_ludd
Scritto il 22 giugno 2017 at 11:30

ben­ti77@fi­nan­zaon­li­ne,

ben­ti77@fi­nan­zaon­li­ne,

scusa ma la BCE si compra 60 miliardi al mese, circa due volte le emissioni nette, ti sembra una giustificazione sufficiente ?

d
Scritto il 22 giugno 2017 at 13:06

un altro buon motivo è cristallizzato dal dato TARGET 2 che a fine maggio mi pare per l’Italia registrasse un – 421 miliardi di euro. Non so se rendo l’idea…

john_ludd
Scritto il 22 giugno 2017 at 13:37

d@​finanza,

quello è l’effetto non la causa

ilcuculo69
Scritto il 22 giugno 2017 at 14:52

d@​finanza: un altro buon mo­ti­vo è cri­stal­liz­za­to dal dato TAR­GET 2 che a fine mag­gio mi pare per l’I­ta­lia re­gi­stras­se un – 421 mi­liar­di di euro. Non so se rendo l’i­dea…

L’italia è un esportatore netto , la nostra bilancia dei pagamenti è in attivo anche nei confronti dei paesi EU che stanno nel target 2. Il fatto che il nostro saldo di target 2 sia fortemente negativo è dovuto al fatto che gli Italiani comprano tanta carta commerciale fuori dall’Italia.

dante5
Scritto il 22 giugno 2017 at 14:56

d@finanza:
un altro buon motivo è cristallizzato dal dato TARGET 2 che a fine maggio mi pare per l’Italia registrasse un – 421 miliardi di euro. Non so se rendo l’idea…

Questo è un dato che non dobbiamo mai scordarci.

Quindi con il dovuto preavviso lancio un sondaggio tra i lettori del Forum (ma sì, oggi voglio strafare…):
– il sistema finanziario/industriale nordeuropeo agirà dopo le elezioni tedesche o aspetterà le elezioni italiane per la mossa a tenaglia che dovrebbe metterci in ginocchio ed indurci a restituire quello che loro vedono come il “maltolto”?
– oppure attenderà ancora un annetto quando scade il mandato di Draghi per vedere insediato Herr Weidmann o un suo stretto collaboratore, magari un lettone o un finlandese?
– in alternativa, vedete il modo in cui possiamo uscire da questo “impasse”? (“domanda da 100 miliardi di $, o di €, fate voi)

aorlansky60
Scritto il 22 giugno 2017 at 16:24

ciao Dante,

appena la BCE interrompe il QE, lo spread dei titoli governativi italiani esplode verso l’alto, questa è una certezza;

(questa è anche una risposta a benti77 cui ha già risposto adeguatamente JOHN : 60 mld di € di acquisti al mese, di cui 10 miliardi riservati solo all’italia, fungono a calmierare gli interessi dei titoli gov. italiani di recente emissione)

Data la posizione politicamente defilata dell’Italia rispetto ai giganti dell’UE (riferimento a FR e DE) e considerato l’alto livello di RICATTABILITA’ [esercitato da parte di DE e UE e dai mercati finanziari in genere] nei confronti dell’Italia sul suo ELEVATO LIVELLO di DEBITO PUBBLICO,

se la BCE interrompe nei tempi previsti il QE,
e
se l’Italia non si (ri)mette a crescere nel frattempo (ipotesi improbabile) a ritmo di locomotiva,

temo che la garanzia sul QUEL DEBITO PUBBLICO lo possa fornire solo l’ELEVATO LIVELLO di RISPARMIO PRIVATO degli ITALIANI,

sul quale Merkel Schauble e Weidmann (probabile nuovo pres. di BCE dopo il fine mandato di Draghi) ma anche FMI fanno MOLTO AFFIDAMENTO… e non dico altro, qui siete tutti persone perspicaci. Lo stanno già facendo : la salvezza delle due banche venete passa attraverso un deciso intervento statale, che costerà NULLA a INTESA che si è fatta avanti ma decisamente MOLTO all’intera collettività italiana, mettendo in pratica il cavillo permesso dai regolamenti BRRD che “una banca sistemica dell’€urozona può essere salvata ANCHE con capitali pubblici.”

aorlansky60
Scritto il 22 giugno 2017 at 16:46

@ IcebergFinanza

“sono alcuni anni che agli investitori urlano nell’orecchio che il mercato obbligazionario è finito, che c’è una bolla enorme, che non c’è alternativa alle azioni.”

Finchè permane lo status attuale (finchè cioè lo Stato sovrano che domina il mondo non vedrà profilarsi un contendente in grado di minarne il dominio, e non credo che tale “cambio della guardia” possa avvenire nel breve o nel medio termine), il porto più sicuro rimarrà sempre l’obbligazionario in titoli GOVERNATIVI, e nell’ambito di questo il Paese che è in grado di garantire la sua carta con il numero di cannoniere di missili e di sommergibili più numeroso (ed efficiente) al mondo;

l’unica alternativa più solida a questo [in prospettiva di disastri da affrontare] è l’ORO 1000/1000mi.

tutto il resto (BOLLE azionarie comprese) sono BALLE.

john_ludd
Scritto il 22 giugno 2017 at 16:56

aor­lan­sky60,

Lo scenario “esplodono al rialzo” non è l’unico possibile ma questo dipende dalla BCE e quindi dall’esecuzione puntuale dei compiti assegnati all’Italia (e/o ad altri paesi). Iniziamo dal QE. I banchieri centrali sapevano sin dal primo giorno che non serve a trainare l’economia ma a creare l’effetto ricchezza con il quale sostenere i mercati finanziari, effetto andato, almeno negli USA, troppo oltre le aspettative ma è noto che il mercato impara in fretta a fronteggiare la FED. Se lo scopo fosse quello di abbassare i tassi è ben noto che esiste un metodo che produce effetto analogo, distorcendo meno i mercati senza che le banche centrali debbano accumulare trilioni di titoli di stato. E’ sufficiente che la CB di un paese (o unione monetaria) la cui moneta è ritenuta credibile rilasci una dichiarazione nella quale stabilisce che ogni volta che i titoli a 10 anni superano il X percento interviene la banca centrale e acquista tutti i titoli sino a riportare il tasso al valore richiesto. Se X è un valore realistico (per esempio il tasso di inflazione più un modesto spread) alla banca centrale sarà sufficiente acquistare una modica quantità di bond, il mercato sarà felicissimo di acquistare tutti gli altri avendo garanzia che essi non perdono valore. Dato che il debito pubblico non nasce per essere rimborsato ma per essere continuamente rinnovato il procedimento funzionerebbe alla perfezione. La banca centrale giapponese adotta oggi una schema simile, solo che ha fissato il tasso a zero e quindi effettivamente in tal caso i bond li deve comprare tutte lei. Perchè dunque non si è proceduto in questo modo (rate ceiling = porre un tetto ai tassi) e si è proceduto con il QE ? Perchè lo scopo del QE era sostenere i mercati e le banche mentre il rate ceiling non è in grado di produrre la levitazione degli asset ed è senza dubbio molto più neutrale rispetto l’economia. Il procedimento non sarebbe una novità essendo stato attuato per dalla fine della seconda guerra mondiale sino agli sessanta da tutte le banche centrali.

john_ludd
Scritto il 22 giugno 2017 at 17:16

aor­lan­sky60,

… aggiungo che quello che la Banca d’Italia faceva sino alla sua separazione dal tesoro era un rate ceiling alla giapponese. Ovvero il decennale anche se aveva un rendimento apparentemente alto era a mala pena in grado di coprire l’inflazione mentre tutta la parte corta della curva aveva tassi reali negativi. La Banca d’Italia poteva mantenere indefinitamente questo regime comprando l’inoptato dal tesoro creando quindi denaro dal nulla ma non come debito. Il prezzo era, che avendone i politici abusato per mantenere le clientele e farsi rieleggere a suon di denaro pubblico (dal nulla), l’inflazione in Italia era cronicamente elevata e a un certo punto superiore alla rivalutazione dei salari. Si crearono quindi le condizioni per la privatizzazione della Banca d’Italia perché 1) le banche non riuscivano più a guadagnare essendo i propri crediti corrosi dall’inflazione 2) una parte della popolazione era inviperita dall’alta inflazione (la parte più abbiente che non riusciva a trovare impieghi remunerativi) mentre i movimenti di capitale verso l’estero erano ristretti. L’avvento dunque della fine della sovranità monetaria non nasce solo per la presenza di Quisling nostrani e/o di complotti extra nazionali ma dall’abuso del privilegio di stampare moneta da parte di coloro che controllavano lo stato. Questo non è un fenomeno solo italiano ma da noi ha avuto conseguenza particolarmente profonde. Ci sono sempre due forze, da una parte l’interesse privato puro e semplice, dall’altra l’interesse dello stato il quale se ben gestito si sovrappone meglio di qualunque altro regime all’interesse di una larga parte della popolazione. Difficilmente la parte che è al momento in sella perde la posizione dominante senza errori propri in quanto appunto dominante. Oggi stiamo assistendo al movimento del pendolo in posizione opposta. I privati hanno largamente abusato e male del monopolio della creazione del denaro e lentamente distrutto l’economia e portato una parte troppo ampia della popolazione in posizione precaria. Lentamente si mette in moto il meccanismo che porta a una crisi che si risolverà in due modi: o un rafforzamento della fazione dominante attuale attraverso la sospensione di ogni residua apparenza democratica e la trasformazione in regime autoritario oppure l’emersione di una fazione sovranista che poi non necessariamente porterà a un regime migliore, questo dipenderà da come la popolazione si comporterà. In ogni caso sono processi sismici che richiedono decenni a meno di eventi esogeni in grado di provocare una crisi rapida e incontrollabile il cui esito è comunque sempre drammatico e la ricomposizione lenta e incerta.

stanziale
Scritto il 22 giugno 2017 at 18:06

dante5@finanza,

dante5@finanza,

dante5@finanza,

dante5@finanza,
Per me abbiamo qualche speranza di cavarcela solo se alla fine della guerra interna vince Trump, o comunque la politica che vuol fare. Senno’ dubito che esistera’ in futuro l’Italia unita come l’abbiamo conosciuta dal 1860, che i tedeschi e francesi non hanno mai voluto.

john_ludd
Scritto il 22 giugno 2017 at 18:41

stan­zia­le@fi­nan­za,

l’Italia è stata costruita dai francesi, i Savoia erano principi francesi di secondo rango che continuarono a parlare francese anche dopo l’unificazione. Ti dicono nulla le battaglia di Magenta e Solferino ? L’unificazione con il regno di Sicilia è stato evento complesso, i francesi erano dubbiosi se non apertamente contrari, a rompere l’equilibrio furono gli inglesi che fornirono a Garibaldi l’appoggio logistico sul territorio informandolo dei movimenti delle truppe borboniche e attuando sabotaggi in assenza dei quali i 1000 sarebbero diventati gli zero. Le ragioni sono tante, basta leggersi un buon libro di storia, La Storia d’Italia pubblicata da Einaudi in 42.317 volumi ognuno del peso di 3 kg, per esempio. In sintesi siamo una creazione di stati esteri nati con debiti verso l’estero ripagati svaligiando l’oro dei Banco di Napoli e Sicilia e ammazzando migliaia di briganti, in realtà indipendentisti del sud. Poi siamo diventati una nazione mandando al macello 750.000 ragazzi del nord, centro e sud come segno di unificazione nazionale. Siamo pure un unione monetaria stra fallita dentro una seconda unione monetaria verosimilmente destinata al fallimento. Quella potrebbe effettivamente essere l’occasione per avere 3 o 4 piccole nazioni e ricominciare con il piede giusto. Se la Catalogna pretende l’indipendenza perché lombardi, emiliani etc… devono continuare a essere così stupidi da non provare almeno a rivendicare la loro ?
Chissà la storia è imprevedibile.

stanziale
Scritto il 22 giugno 2017 at 19:11

john_ludd@finanza,

Veramente avevo letto, risultava che l’unita’ italiana fosse stata voluta dagli inglesi sempre nella logica di mitigare i franco tedeschi, e perche’ i borboni erano una potenza industriale e navale amica dei russi, all’epoca avversario geo politico degli inglesi. In quel periodo in francia c’era il nipote di Napoleone Bonaparte, che era abbastanza filo inglese, non contrasto’ l’unita’ d’italia, poi ci fu la dama italiana che si infilo’ nel suo letto…. se si punta a sfasciare l’unita’ italiana, legittimo punto di vista per carita’….allora si, i morenti euro e dollaro possono fare il lavoro sporco.

john_ludd
Scritto il 22 giugno 2017 at 20:30

“Veramente avevo letto…” non ne dubito che tu lo abbia letto da qualche parte, dove ? Non contrastare l’unità italiana mandando i propri eserciti a farsi massacrare in due tra le più cruente battaglie dell’800 per sostenere i piemontesi ? Ci vuole molta fantasia. Gli inglesi erano i padroni dei mari e aiutarono a costruire un’Italia che, malgrado l’aiuto indispensabile avuto dai francesi, risultasse sufficientemente indipendente da non permettere un’espansione francese nel cuore del mediterraneo. Nei decenni successivi l’influenza inglese sull’Italia fu molto forte ma avvenne attraverso la finanza, essendo allora la sterlina moneta di riserva, sino alla famosa difesa di quota 90 sulla quale il regime fascista si sfracellò. Cito direttamente da wikipedia:

“La lira italiana, già malconcia per l’inflazione del dopoguerra, aveva subito alcune svalutazioni dopo il 1924. All’inizio del 1925 il Regno Unito decide il ritorno alla parità fissa della Sterlina con l’oro: questo costringe i suoi partner commerciali ad avviare politiche deflazionistiche, pena la svalutazione delle loro monete. In luglio la quotazione del dollaro era arrivata a 23 lire, quella della sterlina a 120 lire. Dopo solo undici mesi, nel giugno del 1926, il dollaro era salito a 31,60 lire e la sterlina a 153,68…”

https://it.wikipedia.org/wiki/Quota_90

Ricorda qualcosa ? Ebbene la storia non si ripete ma ama fare la rima e per un italiano PUNTO PRIMO è conoscere la propria cosa che il 99% degli italiani ignora totalmente parlando poi a sproposito ma soprattutto dovendo poi prendere delle decisioni, lo fa in mancanza di informazioni del tutto essenziali.

Dato che ci sono e non volendo passare per razzista anti meridionale vorrei aggiungere una nota. La deflazione salariale non è invenzione tedesca ma è esistita ed esiste in ogni grande nazione dove esistono ampie differenze di reddito tra regioni. La grande ricchezza della borghesia del nord Italia vene costruita attuandola per 100 anni (contro i 15 dell’unione europea a trazione tedesca). Il nord sviluppò un sistema industriale secondo solo a quello tedesco e persino migliore in certi settori. La macchina industriale del nord era talmente ampia da non disporre di abbastanza mano d’opera a basso costo che consentisse agli industriali di allora di sviluppare i profitti che i capitalisti di ogni epoca e nazione pretendono. Il sud fornì quella mano d’opera per generazioni castrando la volontà e possibilità del ceto operaio (e impiegatizio) del nord di ricevere salari migliori. In sostanza la produttività del ceto lavoratore nell’Italia del boom venne premiata meno del dovuto e il plus valore incassato dai ricchi borghesi del nord. Come scambio, voluto o meno, il ceto borghese del sud occupò il sistema amministrativo dello stato in prevalenza, dato che i borghesi del nord non avevano interesse a svolgere un lavoro che era meno remunerato. Ma lo stile amministrativo ereditato dai Borboni era come dice il nome stesso borbonico e si sposò piuttosto bene con il sistema amministrativo centralista che i piemontesi ereditarono dalla loro madre patria. Al contrario lombardi e veneti non hanno mai dimenticato lo stile amministrativo austro ungarico molto più efficiente e decentrato per la natura stessa dell’impero asburgico che era multi etnico e multi lingua. Relativamente ai trasferimenti fiscali che avvengono nei cosiddetti stati sovrani essi vanno letti per quello che sono: elemosine con spesso convenienze male interpretate. Il nord non ebbe mai interesse a sviluppare il sud seguendo una linea di sviluppo in linea con la loro storia, la geografia, la conformazione del territorio etc… Conveniva tenerlo nella povertà al fine di disporre di masse di disoccupati da impiegare nelle industrie del nord. I grandi impianti della petrolchimica furono un atto di violenza contro il territorio e la cultura locale mascherati da aiuto. Quest impianti costruito spesso con i soldi dello stato consentivano la produzione di beni ad alto costo ambientale che verosimilmente al nord avrebbero avuto opposizioni o sarebbero costati molto di più. I costi si trascinano sino ad oggi, ennesimo esempio di privatizzazione dei profitti e socializzazione delle perdite. Poi a un certo punto la storia è cambiata, la Cina è entrata nel WTO, poi l’euro etc… Sono stati scritti centinaia di volumi e come si può intuire sono stato molto sbrigativo, mi premeva solo il concetto. Ci sono mille ragioni per cui l’Italia è una nazione incompiuta, che a questo punto della storia, non credo si compirà mai.

stanziale
Scritto il 22 giugno 2017 at 20:48

john_ludd@finanza,

A volte hai il vizio di fare per forza polemica. Ho scritto le STESSE cose tue sull’unita’ d’italia, e tu hai scritto le stesse cose mie (i francesi erano dubbiosi…) Con la precisazione (siccome mi interessa piu’ il presente), che quello di Napoleone terzo fu l’unico periodo dal 1860 ad ora, in c ui la Francia e’ stata favorevole all’italia. PRIMA , e DOPO, abbiamo dovuto sempre guardarci bene dai francesi e dai tedeschi, i nostri nemici naturali, come il vallo alpino dimostra. Per quanto riguarda l’unita’ d’italia o meno, per il futuro, ripeto e’ legittimo il punto di vista del nord, pero’ il veneto anche per gli asburgici era un limone da spremere.

john_ludd
Scritto il 22 giugno 2017 at 21:03

stan­zia­le@fi­nan­za,

No per nulla, la polemica è sterile e diventa indistinguibile dall’astio. Tuttavia non abbiamo scritto le stesse cose. Per curiosità Napoleone III è uno dei grandi perdenti della storia, non ne fece una giusta sino alla vergognosa resa nella battaglia di Sedan. I limoni sono da tutti da spremere, sinché non cambia radicalmente il modo di intendere le società umane. Io non sono un sovranista, aborro persino il nome. Ogni grande nazione è per sua natura fortemente piramidale, oligarchica e non democratica in quanto impossibile per i cittadini esercitare un controllo decente sulle strutture di potere che si allontano da lui sempre di più per cooptazione e creando barriere di nebbia e asimmetrie informative invalicabili. Un sistema equo è possibile solo in presenza di un forte decentramento, persino una federazione non basta, solo una paese costruito sul modello cantonale può permettere lo sviluppo di un qualcosa che assomigli alla democrazia ovvero alla selezione e al controllo da parte del popolo dei propri rappresentanti. Se la distanza tra elettore ed eletto è superiore alla minima possibile non esiste alcuna possibilità, più o meno lentamente il paese va alla deriva verso una qualche forma di oligarchia. E in Italia (e altrove) la distanza tra eletto ed elettore è siderale e i risultati si vedono tutti.

d
Scritto il 22 giugno 2017 at 21:41

Intendevo riferirmi al fatto che i tassi del decennale italiano rendono meno di quello USA. La causa sono gli acquisti della mamma (BCE), ma poi la mamma addebita i conti dei singoli Paesi emittenti creando gli sbilanci sul target 2. Dunque è causa, non effetto….
john_ludd@finanza,

d
Scritto il 22 giugno 2017 at 21:44

L’Italia è quasi sempre stato un esportatore netto, per fortuna… ma il TARGET 2 non ha mai avuto questa dinamica da quando esiste, eppure esportavamo anche 10 anni fa. Non c’entra molto la carta commerciale. Guardiamo a chi acquista i titoli del debito pubblico italiano. Domandiamoci poi: a) fino a quando, b) e poi cosa ci aspetta?
ilcuculo69@finanza,

d
Scritto il 22 giugno 2017 at 21:47

Non saprei proprio quando esploderà, ma se prosegue così certamente lo farà. Soltanto un inversione di tendenza potrebbe evitare guai seri. Rimedi? Uscire dall’area UE e metalli
dante5@finanza,

d
Scritto il 22 giugno 2017 at 22:01

http://marcello.minenna.it/wp-content/uploads/2017/02/2017_02_17_SG.pdf

Una buona spiegazione dei saldi TARGET2

d
Scritto il 22 giugno 2017 at 22:01

http://marcello.minenna.it/wp-content/uploads/2017/02/2017_02_17_SG.pdf

Una buona spiegazione dei saldi TARGET2

ilcuculo69
Scritto il 22 giugno 2017 at 23:20

d@​finanza,

non cunta chi compra il nostro debito, conta cosa comprano gli Italiani, se gli italiani esportano capitali in altri paesei EU il targhet 2 diventa negativo

idleproc
Scritto il 24 giugno 2017 at 20:00

Concordo con John per quanto riguarda il “Bignami” storico che ha scritto.
Se butta male più che la prospettiva “cantonale” vedo una prospettiva rionale con mura intorno quando va bene e nomadismo tuttoingiro.

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