OIL: HOUSTON ABBIAMO UN PROBLEMA…

Scritto il alle 10:02 da icebergfinanza

Risultati immagini per oil hed geye  crude diagnosis

Visto che negli ultimi due giorni non è uscito un solo dato macroeconomico degno di nota, una rapida occhiata a due dinamiche che abbiamo trattato recentemente insieme al nostro Machiavelli e nel nostro ultimo post.

All’inizio dell’anno, mentre il mondo intero sognava la “trump’s reflation” e il prezzo del petrolio oltre i 60 dollari al barile, noi abbiamo scritto…

Stesso discorso per il petrolio, il prossimo obiettivo potrebbe essere i 37,5 dollari ovvero il rintracciamento del 61,8 % di Fibonacci, lo dice leconomia reale, lo ribadisce la politica energetica dellamministrazione Trump e il fallimento degli accordi OPEC, visto landamento degli ultimi mesi. Mentre cera chi prospettava i 62 dollari al barile noi siamo rimasti prudenti e il tempo ci ha dato ragione.

Ma andiamo avanti grado per grado prima a questo punto resta da osservare come si comporterà a quota 50 la preferita da Leonardo!

Quello che è certo è che ieri ha dato un segnale di cedimento!

Immagine

In giornata…altro giro, altro regalo!

16:30   USD Scorte di petrolio greggio -2,106M -1,661M
16:30   USD Importazioni di Crude Oil -0,481M
16:30   USD Inventario di Cushing, Oklahoma, delle giacenze di Crude Oil -1,156M
16:30   USD Produzione di Carburante Distillato -0,113M
16:30   USD Scorte settimanali EIA di prodotti raffinati 0,465M 0,328M
16:30   USD Produzione di Benzina -0,091M
16:30   USD Scorte di petrolio da riscaldamento -0,273M
16:30   USD Inventari Prodotti Petroliferi 0,443M 2,096M

Per il resto anche la recente affermazione di lunedì sembra procedere nella giusta direzione…

Attenzione ora alle prossime due settimane soprattutto per quanto riguarda il cross euro dollaro che se non proseguirà immediatamente verso i massimi prospettati dal nostro Machiavelli potrebbe rapidamente rintracciare sino a quota 1.10 dove si giocherà la partita decisiva.

Immagine

Prima di dare per morto e defunto il dollaro, consiglio sempre di pensarci su almeno tre volte.

In giornata in America vendite delle case esistenti, loro gli analisti segnalano un rintracciamento, un dato negativo, noi per una volta siamo positivi e prevediamo un dato migliore delle attese.

VN:F [1.9.20_1166]
Rating: 9.3/10 (13 votes cast)
VN:F [1.9.20_1166]
Rating: +8 (from 10 votes)
OIL: HOUSTON ABBIAMO UN PROBLEMA..., 9.3 out of 10 based on 13 ratings
Tags: ,   |
27 commenti Commenta
john_ludd
Scritto il 21 giugno 2017 at 11:01

In realtà gli accordi OPEC sono stati rispettati alla perfezione e vanno avanti come un orologio svizzero ma il mercato si aspettava molto di più, avendo preso una posizione long a livelli mai visti prima. Quindi smontano posizioni futures secondo l’evoluzione tipica di questi mercati in leva particolarmente opachi: sono tutti long in leva 10 o 20, non accade quello che sperano, i più scaltri vendono subito, il prezzo cala, altri cedono e vendono, il prezzo cala, scatta il margin call, i fondi devono liquidare altrimenti saltano, i prezzi affondano. A un certo punto i prezzi sfondano la linea psicologica chiamata supporto e gli stessi fondi si mettono short, si ripete il ciclo sopra sino al punto inverso e così via. Nel breve periodo (3-12 mesi il tipico orizzonte del 99% dei contratti futures) il peso della finanza domina tutto il resto. Ora dopo avere “previsto” il petrolio a 65-70 dollari i grandi trader market makers (Glencore, Trafigura, Goldman, JPM) prevedono il petrolio a 38 – 42. In tanti seguono i loro movimenti in quanto sono i grandi trader a disegnare le linee di supporto e resistenza sulle quali si infrangono ripetutamente i sogni di ricchezza di tanti sciocchi mentre in pochi incassano una pioggia di miliardi disponendo tra l’altro di inventari ombra che nessuno conosce ovvero decine di supertanker alla fonda a Singapore o ferme in mezzo all’oceano. Sono piene o sono vuote ? Non lo sa nessuno, neppure la IEA, solo loro, e da quello può dipendere la prossima statistica sulle riserve di greggio che gli algoritmi dei fondi leggono in tempo reale per far partire acquisti o vendite. “Rigged market” lo chiamano in America… Poi però di breve in breve arriva il medio termine, e qui la domanda asiatica che non mostra alcun segno di cedimento, anzi, accumula oltre 1 milione di barili/giorno l’anno, mentre gli investimenti in sviluppo sono molto sotto la soglia di rimpiazzo da 10 anni e negli ultimi 3 si sono semplicemente liquefatti. Quel giorno cosa accadrà ? Se uno ricorda il 2006-7 e cosa accadde al prezzo del petrolio pochi mesi prima dell’inizio della grande recessione deve tenere presente che è una solida possibilità che può portare a quelle rare situazioni in cui perde sia l’azionario che l’obbligazionario che il cash.

john_ludd
Scritto il 21 giugno 2017 at 11:16

Sulla forza del dollaro esprimo opinione differente dalle solite: oggi nel pieno di un conflitto finanziario (e sempre più vicino a uno armato) con la Russia è tassativo per le élite americane avere il dollaro forte, quindi il petrolio debole per mettere in difficoltà le finanze dell’avversario. Non esiste una ragione economica che sia una per il recente rialzo dei tassi e la promessa di altri a seguire; si legge che viene fatto in modo che la prossima recessione li possono abbassare. Ha lo stesso senso di uno che si taglia una mano così dopo essere andato al pronto soccorso può guarire. La FED è uno dei tanti organi dello stato permanente USA che oggi ha un solo obiettivo, uno solo, piegare la Russia e indirettamente Cina e Iran. Oltre al rialzo dei tassi dispongono di due alleati fenomenali, la BCE e la BOJ intente in un QE che nel primo caso è distruttivo nel secondo caso semplicemente ineluttabile. Mario Draghi è un americano 100% e la sua politica è sia un placebo per i paesi del sud Europa (se fosse davvero un aiuto stabile non potrebbe mai più essere ritirato perché anche i somari sanno che non appena la BCE frena, gli interessi sui BTP volano) ma un modo per indebolire l’euro e creare flussi verso il dollaro rafforzandolo. Per ora di conseguenza non vedo come il dollaro possa sensibilmente perdere valore. Constato che ci sono flussi in ingresso in Europa come fosse il prossimo Eldorado, se è solo l’inizio e se le altre banche centrali tornano ad accumulare euro come riserve allora cambia tutto. La correlazione tra riserve in euro e valore dell’euro è talmente stridente che fa pensare non sia per nulla casuale. Vedremo, mi sembra tutto molto complicato e imprevedibile quando di mezzo c’è un rischio geopolitico così marcato.

nickcarter
Scritto il 21 giugno 2017 at 11:17

“””Prima di dare per morto e defunto il dollaro, consiglio sempre di pensarci su almeno tre volte”””
Questa frase mi sembra in contraddizione con il cataclisma che dovrebbe accadere in estate (di quest’anno? Boh).

gnutim
Scritto il 21 giugno 2017 at 12:37

john_­ludd@fi­nan­za,

quindi sei dell’idea di un grande rally del crude per mancanza di elasticità dell’offerta e il suo violento declino dovuto al fatto che le economie mondiali non resisterebbero ad un prezzo troppo sopra a 60/80 dollari, ho capito bene?
Pensa così anche la Tverberg . Vuol dire che c’è ancora parecchio tempo prima di vedere scoppiare la bolla del picco di tutto..

http://ugobardi.blogspot.it/2015/03/picco-del-petrolio-picco-del-cibo-picco.html

vito_t
Scritto il 21 giugno 2017 at 13:02

John .. ma tu sei così convinto che “tutti” i paesi produttori, producano e vendano quello che dichiarano … oppure spinti ( in particolare alcuni arabi … ) da esigenze interne, vendano sottobanco e quindi sottocosto il surplus che produono ma che non dichiarano ? .. io ho questa impressione, perchè nè tagli nè Qatar ne rischi geopolitici per ora sono riusciti ad infiammarne il prezzo …

john_ludd
Scritto il 21 giugno 2017 at 13:07

gnu­tim@fi­nan­za,

prevedere il prezzo del petrolio è ciò che NON fanno neppure gli insiders. Per poter produrre un’attendibile previsione del prezzo di medio termine dovresti come minimo:
1) prevedere la politica monetaria degli USA
2) prevedere la politica monetaria della Cina
3) prevedere possibili recessioni mondiali, quando e quanto profonde
4) nel caso (3) dovresti poter prevedere la risposta monetaria/fiscale
5) devi poter prevedere l’evoluzione della domanda
6) devi poter prevedere con precisione la diminuzione della produzione dei mega giacimenti storici che producono petrolio convenzionale cioè oltre l’80% della produzione
7) prevedere quanto velocemente i frackers mettono in linea la loro produzione e sino a che punto data la sua insostenibilità finanziaria il sistema finanziario americano è in grado di sostenerlo (il che aprirebbe un discorso interessante sull’impossibilità da parte della FED di mantenere a lungo una politica di dollaro forte insieme a un sistema finanziario stabile)
8) prevedere la velocità con la quale si sviluppano eventuali tecnologie sostitutive
9) devi poter prevedere l’evoluzione geopolitica quindi sia grandi che piccole crisi o cambiamenti di peso all’interno dei vari blocchi
10) etc…
La Tverberg NON mi piace come analista, parla di tutto ma non ha alcuna competenza in finanza non ha un PhD in fisica ma si ostina a scrivere di argomenti nei quali non ha compenenza. Un analista con i fiocchi che elabora scenari tenendo conto della situazione di eccesso di debito è Rune Likvern un economista ex Statoil, governo norvegese etc… Siccome è molto tecnico e non è doomster non richiama le folle della Tverberg. La mia tesi è in linea con quella di accademici con centinaia di pubblicazioni nelle più prestigiose riviste scientifiche come Bardi, Hall, Tainter, Patzek etc… ovvero l’insostenibilità fisica di un modello di sviluppo basato sulla crescita esponenziale in un contesto di energia ad EROEI calante, oppure nel breve il punto di riferimento è Art Berman le cui analisi sull’andamento di offerta/domanda e stock di magazzino e reale cash flow e andamento finanziario in genere delle aziende del fracking è eccellente. Una crisi energetica è certamente nel nostro futuro, il prezzo del petrolio sarà quel che sarà, in ogni caso si potranno acquistare meno kw/h ed è questo che conta.

john_ludd
Scritto il 21 giugno 2017 at 13:28

vi­to_t@fi­nan­zaon­li­ne,

i dati sono sicuri, non ci sono vendite sotto banco. I dati IEA sono corretti al di là dell’errore statistico. Quello che la gente non comprende perché nessuno glielo ha mai detto è che i paesi non vendono petrolio al dettaglio ma a grandi intermediari come Glencore, Trafigura, le big investment banks etc… i quali determinano nel breve il prezzo più di quanto lo determinano i produttori. Quando in questo blog Mazzalai scriveva già anni fa della potenza della finanza dovevate semplicemente dargli retta, anche se neppure lui conosce tutte le strade attraverso questo avviene. Questa che ti ho descritto superficialmente è una delle maggiori ed è al centro del potere del dollaro. Negli ultimi anno l’interventismo USA si è esasperato prima perchè Saddam voleva vendere il suo petrolio in euro poi perchè Gheddafi voleva creare una valuta panafricana gold backed con la quale commerciare le produzioni minerarie e petrolifere africane. Ora sono fuori di testa perchè russi, cinesi e iraniani usano le loro valute per i commerci tra loro e i russi hanno aperto una branch della loro banca nazionale a Pechino e vorrebbero creare un mercato futures sul loro petrolio quotato in rubli/yuan. La fedeltà assoluta delle petro monarchie non è più certa (mentre la Turchia persegue ormai una sua politica per l’egemonia dell’islam sunnita) per una perversa conseguenza del boom petrolifero americano. Gli USA non importano più dai paesi del golfo se non in maniera residuale, quindi questo apre scenari di medio termine impensabili prima. Da qualche anno è tutto e solo geopolitica, la difesa del dollaro da parte di USA e alleati. Per gli alleati è ovvio, le loro valute sono dependance del dollaro, hanno gran parte dei loro asset in dollari, pensa alla Norvegia che ha il suo mega fondo governativo impegnato prevalentemente in USA. Quindi quando leggo di qualche naif di buona volontà che immagina gli USA muovere contro l’euro sorrido. Continuate a sognare l’impossibile.

NOTA: sino a qualche anno fa c’era un’eccezione, la Svizzera la quale aveva una valuta al 40% gold backed. Siete certamente al corrente delle azioni prese dalle varie amministrazioni USA contro le banche svizzere colpevoli di aiutare gli evasori fiscali americani. La Svizzera ha capitolato, sotto la minaccia di sanzioni, e le loro banche hanno comunicato i dati sui clienti USA distruggendo secoli di prestigio. Solo che di evasori USA in Svizzera ce n’erano pochissimi, non avendo alcuna ragione di portare i soldi lì avendo a disposizione i paradisi fiscali delle Bermuda, Bahamas o lo stesso Delaware. La ragione era distruggere l’unica valuta occidentale realmente alternativa al dollaro. Oggi la SNB sostiene il Nasdaq essendo primo azionista di Apple.

ilcuculo69
Scritto il 21 giugno 2017 at 15:55

john_­ludd@fi­nan­za: La ra­gio­ne era di­strug­ge­re l’u­ni­ca va­lu­ta oc­ci­den­ta­le real­men­te al­ter­na­ti­va al dol­la­ro

Non mi pare tanto diversa dalla questione sull’oro, ma base monetari M1 in Franchi Svizzeri ammonta a circa 600 Miliardi ed è già molto elevata in quanto vale circa il 100% del PIL svizzero e M3 vale il 150% a circa 900 Miliardi. Direi una massa troppo piccola per spaventare il Dollaro.

john_ludd
Scritto il 21 giugno 2017 at 17:30

il­cu­cu­lo69@fi­nan­za,

innanzitutto non devi riferiti a ora ma a molti anni fa e il concetto è lo stesso dell’oro: impedire che vi sia una crisi di fiducia del dollaro. Quindi se vuoi stampa il grafico CHF / USD di lungo periodo e noterai che dal 2000 al 2008 il dollaro perse oltre il 60% verso il CHF. Ciò che mantiene in vita il sistema monetario è la fiducia, e il dollaro è il perno. Se ricorderai ci fu un breve periodo nel quale l’oro salì a 1900 dollari e c’era chi diceva che il dollaro era prossimi al collasso. Chi crede di avere sicurezza comprando valute diverse non comprende minimamente la natura del sistema monetario attuale che è costruito sulla fiducia in una moneta sola: il dollaro, perché le altre sono solo copie. L’oro essendo limitato superiormente e tesaurizzato è diverso e viene gestito attraverso la finanziarizzazione dello stesso, come di tutte le commodities, basta stamparsi il grafico e studiarlo: non appena giunge in prossimità di una resistenza importante ecco che si materializza esattamente nel momento in cui gli scambi sono minimi qualcuno che getta sul mercato miliardi di contratti short. E’ un trade fatto per perdere, nessun trader vende quantità così enormi quando gli scambi sono minimi. Si vuole impedire che il trend prenda “momentum”, essendo tutti gli algoritmi di trading basati sul momentum e sulle barriere psicologiche note come supporti e resistenze. Qualcuno ha calcolato che se si potesse comprare comprare esattamente al fixing sul Comex di Londra e venderlo all’apertura del mercato a Shangai si guadagnerebbe OGNI GIORNO solo che non si può in quanto il primo è unmercato di contratti futures mente il secondo è un mercato di oro fisico. Ma questo ha un costo e quindi si fa pure l’operazione inversa, non si lascia che scenda troppo altrimenti il flusso di oro fisico verso est diventa troppo grande e i magazzini occidentali si svuotano troppo in fretta. E’ pure vero che se il prezzo sale abbastanza alcuni orientali vendono fisico e comprano dollari ma non a questo prezzo. Non esiste OGGI alcuna forma di mercato che non sia gestito dalle banche centrali, azioni, bond, forex, metalli. Se hai il monopolio del denaro e puoi quindi crearne all’infinito, se hai tutti uomini tuoi al vertice delle agenzie che regolano il mercato, non c’è nulla che non puoi fare solo preoccuparti della fiducia e per questo le banche centrali DEVONO attuare una politica inerentemente deflattiva, devono mantenere contemporaneamente il valore della valuta, il valore degli asset dai quali dipende il sistema pensionistico e quindi l’ordine sociale e il valore dei crediti da cui dipendono le banche. Chi afferma che le CB non sanno quello che fanno, che sono dei cretini perchè il QE non funziona è evidentemente un folle che non ha la minima idea del mondo in cui vive. Il mestiere delle CB è mantenere lo status quo attuale non aiutare il “popolo”. La FED è privata e il dollaro è la moneta di un cartello bancario privato non del popolo degli Stati Uniti, così come l’euro è espressione di un diverso cartello bancario ma che dipende dal primo come provano i trilioni che la FED ha elargito alle banche francesi, tedesche, inglesi, svizzere nella grande crisi. Quanti sono ? Non lo sa nessuno in quanto la FED non è tenuta a risponderne neppure davanti al Congresso neppure davanti al Presidente, il cui unico potere riguardo la FED è nominare il prossimo chairman e siccome al governo ci sono gli stessi esponenti del menzionato cartello bancario … Se non ci credi cercati i regolamenti e leggili oppure un buon libro. Un mondo di teneroni, davvero.

stanziale
Scritto il 21 giugno 2017 at 19:46

john_ludd@finanza,

Il tuo commento delle 11.16 non mi sembrerebbe, dall’alto della mia ignoranza, corrispondere allo stato dell’arte attuale. Le sanzioni cui sono seguiti i provvedimenti del governo russo, hanno avuto come conseguenza un sensibile rafforzamento dell’industria russa nei settori dove era scoperta, e’ autosufficiente anzi mi pare ora e’ il primo esportatore di cereali, forse gli manchera’ la qualita’ del parmigiano reggiano ma sovravviveranno…mi pare che la guerra finanziaria sia fallita, almeno contro la russia. Purtroppo prosegue contro il sud europa…a me sembra che la via della seta, che farebbe diventare l’america una semplice isola, sia una cosa inevitabile. Inoltre spingendo contro la russia e sostenendo l’euro, stanno solo rafforzando la germania, tu dici i tedeschi sono sotto controllo, non mi pare…Trump o non Trump qualcosa succedera’ in europa. Anzi, visto con quale forza viene contrastato, un eventuale presidente Pence forse potrebbe agire subito e con risolutezza , contro i 300 miliardi di surplus tedesco, che permettono anche di avere americani influenti a libro paga. E’ la germania il nemico principale degli usa. Agendo contro , per lo meno delimiterebbero il campo di influenza reciproco. Con il globalismo Clinton/Soros/Merkel, gli usa stanno perdendo tutto.

john_ludd
Scritto il 21 giugno 2017 at 22:25

stan­zia­le@fi­nan­za,

non ho detto che è persa ma che è in corso. Relativamente alla Germania peggior nemico degli USA è una tesi davvero curiosa direi unica al mondo. Questo è l’elenco delle basi americane in Germania:

Ag Pub & Tng Aids Ctr, Frankfurt Main, US Army
Alvin York Vil Fam Hsg, Bad Nauheim, US Army
Amberg Fam Hsg, Amberg, US Army
Amelia Earhart Hotel, Wiesbaden, US Army
American Arms Hotel, Wiesbaden, US Army
Anderson Barracks, Dexheim, US Army
Ansbach, Ansbach, US Army
Argonner Kaserne, Hanau, US Army
Armstrong Barracks, Büdingen, US Army
Armstrong Village Fam Hsg, Büdingen, US Army
Artillery Kaserne, Garmisch, US Army
Aschaffenburg Fam Hsg, Aschaffenburg, US Army
Aschaffenburg Tng Areas, Aschaffenburg, US Army
Askren Manor Fam Hsg, Schweinfurt, US Army
Aukamm Hsg Area, Wiesbaden, US Army
Babenhausen Family Hsg, Babenhausen, US Army
Babenhausen Kaserne, Babenhausen, US Army
Bad Aibling Kaserne, Bad Aibling, US Army
Bad Kreuznach, Bad Kreuznach, US Army
Bad Kreuznach Fam Hsg, Bad Kreuznach, US Army
Bad Kreuznach Hospital, Bad Kreuznach, US Army
Bamberg, Bamberg, US Army
Bamberg Airfield, Bamberg, US Army
Bamberg Stor & Range Area, Bamberg, US Army
Bann Comm Station, Bann, US Air Force
Bann Communication Station No 2, Landstuhl, US Air Force
Barton Barracks, Ansbach, US Army
Baumholder, Baumholder, US Army
Baumholder Airfield, Baumholder, US Army
Baumholder Fam Hsg, Baumholder, US Army
Baumholder Hospital, Baumholder, US Army
Baumholder Qm Area, Baumholder, US Army
Benjamin Franklin Vil Fam Hsg, Mannheim, US Army
Bensheim Maint & Supply Fac, Bensheim, US Army
Binsfeld Family Hsg Annex, Binsfeld, US Air Force
Birkenfeld Hsg Facilities, Baumholder, US Army
Bitburg Family Hsg Annex, Bitburg, US Air Force
Bitburg Storage Annex No 2, Bitburg, US Air Force
Bleidorn Fam Hsg, Ansbach, US Army
Boeblingen Fam Hsg, Stuttgart, US Army
Boeblingen Range, Stuttgart, US Army
Boeblingen Tng Area, Stuttgart, US Army
Breitenau Skeet Range, Garmisch, US Army
Breitenwald Tng Area, Landstuhl, US Army
Bremerhaven, Mannheim, US Army
Buechel Air Base, Büchel, US Air Force
Buedingen Ammo Area, Beudingen, US Army
Buedingen Army Heliport, Beudingen, US Army
Butzbach Tng Area & Range, Butzbach, US Army
Cambrai Fritsch Kaserne, Darmstadt, US Army
Camp Oppenheim Tng Area, Guntersblum, US Army
Campbell Barracks, Heidelberg, US Army
Campo Pond Tng Area, Hanau, US Army
Cardwell Village Fam Hsg, Hanau, US Army
Chiemsee Recreation Area, Bernau, US Army
Coleman Barracks, Mannheim, US Army
Coleman Village Fam Hsg, Gelnhausen, US Army
Community Fac Kaiserlautern E, Kaiserslautern, US Army
Conn Barracks, Schweinfurt, US Army
Crestview Hsg Area, Wiesbaden, US Army
Daenner Kaserne, Kaiserslautern, US Army
Daley Village Fam Hsg, Bad Kissingen, US Army
Darmstadt, Darmstadt, US Army
Darmstadt Training Center, Darmstadt, US Army
Dautphe Boy Scout Camp, Dautphe, US Army
Dexheim Fam Hsg, Dexheim, US Army
Dexheim Missile Fac, Dexheim, US Army
East Camp Grafenwoehr, Hof, US Army
Echterdingen Airfield, Stuttgart, US Army
Edingen Radio Receiver Fac, Heidelberg, US Army
Egelsbach Transmitter Fac, Langen, US Army
Einsiedlerhof Maintenance Anx, Einsiedlerhof, US Air Force
Einsiedlerhof Storage Annex, Einsiedlerhof, US Air Force
Einsiedlerkoepfe Training Anx, Kaiserslautern, US Air Force
Ernst Ludwig Kaserne, Darmstadt, US Army
Faulenberg Kaserne, US Army
Finthen Airfield, Mainz, US Army
Fintherlandstr Fam Hsg, Mainz, US Army
Fliegerhorst Airfield Kaserne, Hanau, US Army
Flynn Fam Hsg & Tng Areas, Bamberg, US Army
Frankfurt AFN Sta, Frankfurt Main, US Army
Frankfurt Hospital, Frankfurt, US Air Force
Freihoelser Tng Area, Amberg, US Army
Friedrichsfeld Qm Service Ctr, Mannheim, US Army
Friedrichsfeld Stor Area, Mannheim, US Army
Funari Barracks, Mannheim, US Army
Garmisch Fam Hsg, Garmisch, US Army
Garmisch Golf Course, Garmisch, US Army
Garmisch Shopping Center, Garmisch, US Army
Gateway Gardens Family Hsg Annex, Frankfurt, US Air Force
Geilenkirchen Air Base Geilenkirchen, US Air Force
Gelnhausen, Gelnhausen, US Army
General Abrams Hotel & Disp, Garmisch, US Army
General Patton Hotel, Garmisch, US Army
General Von Steuben Hotel, Garmisch, US Army
George C Marshall Vil Fam Hsg, Giessen, US Army
George C. Marshall Kaserne, Bad Kreuznach, US Army
George Gershwin Fam Hsg, Wetzlar, US Army
Germersheim Army Depot, Germersheim, US Army
Giebelstadt Giebelstadt, US Army
Giebelstadt Army Airfield Würzburg, US Army
Giebelstadt DYA Camp, Würzburg, US Army
Giebelstadt TAC Def Fac, Würzburg, US Army
Giessen, Giessen, US Army
Giessen Community Facilities, Giessen, US Army
Giessen General Depot, Giessen, US Army
Grafenwoehr, US Army
Grafenwoehr Tng Area, Grafenwöhr, US Army
Griesheim Airfield, Darmstadt, US Army
Grossauheim Kaserne, Grossauheim, US Army
Gruenstadt AAFES Fac Ma, US Army
Gruenstadt Comm Sta Ma, US Army
Gut Husum Ammunition Storage Annex, Jever, US Air Force
Hainerberg Hsg and Shop Ctr, Wiesbaden, US Army
Hammonds Barracks, Heidelberg, US Army
Hanau, Hanau, US Army
Harvey Barracks, US Army
Hausberg Ski Area, Garmisch, US Army
Heidelberg, Heidelberg, US Army
Heidelberg Airfield, Heidelberg, US Army
Heidelberg Community Sup Ctr, Heidelberg, US Army
Heidelberg Golf Course, Heidelberg, US Army
Heidelberg Hospital, Heidelberg, US Army
Herforst Family Hsg Anx, Herforst, US Air Force
Hill 365 Radio Relay Fac, Kaiserslautern, US Army
Hochspeyer Ammo Stor Anx, Hochspeyer, US Air Force
Hoechst, US Army
Hohenfels, Hohenfels, US Army
Hohenfels Tng Area, Hohenfels, US Army
Hommertshausen Girl Scout Camp, Hommertshausen, US Army
Hoppstaedten Waterworks, Baumholder, US Army
Husterhoeh Communication Site, Pirmasens, US Air Force
Husterhoeh Kaserne, Pirmasens, US Army
Hutier Kaserne, Hanau, US Army
Idar Oberstein Fam Hsg, Baumholder, US Army
Illesheim, Illesheim, US Army
Jefferson Village Fam Hsg, Darmstadt, US Army
Jever Air Base, Jever, US Air Force
John F Dulles Village Fam Hsg, Giessen, US Army
Johnson Barracks, Nürnberg, US Army
Kaiserslautern, Kaiserslautern, US Army
Kaiserslautern Army Depot, Kaiserslautern, US Army
Kaiserslautern Equip Spt Ctr, Kaiserslautern, US Army
Kaiserslautern Fam Hsg Anx No 3, Kaiserslautern, US Air Force
Kapaun Administration Anx, Kaiserslautern, US Air Force
Kastel Hsg Area, Wiesbaden, US Army
Katterbach Kaserne, Ansbach, US Army
Kefurt & Craig Village Fam Hsg, Stuttgart, US Army
Kelley Barracks-Ger-GE44E, Darmstadt, US Army
Kelley Barracks-Ger-GE44F, Stuttgart, US Army
Kilbourne Kaserne, Heidelberg, US Army
Kitzingen, US Army
Kitzingen Family Hsg, Kitzingen, US Army
Kitzingen Tng Areas, Kitzingen, US Army
Kleber Kaserne, Kaiserslautern, US Army
Kornwestheim Golf Course, Stuttgart, US Army
Lampertheim Tng Area, Viernheim, US Army
Landstuhl Family Hsg Annex O3, Landstuhl, US Air Force
Landstuhl Heliport, Landstuhl, US Army
Landstuhl Hospital, Landstuhl, US Army
Landstuhl Maintenance Site, Ramstein, US Air Force
Langen Terrace Fam Hsg Area, Langen, US Army
Langerkopf Rad Rel Site, Leimen, US Air Force
Larson Barracks, Kitzingen, US Army
Ledward Barracks, Schweinfurt, US Army
Leighton Barracks, US Army
Lincoln Village Fam Hsg, Darmstadt, US Army
Mainz, Mainz, US Army
Mainz-Kastel Station, Wiesbaden, US Army
Mannheim, Mannheim, US Army
Mannheim Class III Point, Mannheim, US Army
Mark Twain Village Fam Hsg, Heidelberg, US Army
McArthur Place Fam Hsg, Friedberg, US Army
McCully Barracks, Mainz, US Army
Messel Small Arms Range, Darmstadt, US Army
Miesau, Miesau, US Army
Miesau Ammo Depot, Miesau, US Army
Moehringen Fam Hsg, Stuttgart, US Army
Nathan Hale Qm Area, Darmstadt, US Army
Neubruecke, Neubrücke, US Army
Neubruecke Hospital, Baumholder, US Army
New Argonner Fam Hsg, Hanau, US Army
Oberdachstetten Tng Area, Ansbach, US Army
Oberweis Annex, Oberweis, US Air Force
Oftersheim Small Arms Range, Heidelberg, US Army
Panzer Kaserne-Ger-GE642, Kaiserslautern, US Army
Panzer Kaserne-Ger-GE643, Stuttgart, US Army
Patch Barracks, Stuttgart, US Army
Patrick Henry Village Fam Hsg, Heidelberg, US Army
Patton Barracks, Heidelberg, US Army
Pendleton Barracks, Giessen, US Army
Pfeffelbach Waterworks, Baumholder, US Army
Pioneer Kaserne, Hanau, US Army
Pioneer Village Fam Hsg, Hanau, US Army
Pond Barracks, Amberg, US Army
Pruem Air Station, Prüm, US Air Force
Pulaski Barracks, Kaiserslautern, US Army
Quirnheim Missile Sta Ma, US Army
Ramstein Air Base, Landstuhl, US Air Force
Ramstein Storage Annex, US Air Force
Ray Barracks, Friedberg, US Army
Regensburg Fam Hsg, Regensburg, US Army
Rhein Main AB, Frankfurt, US Army
Rhein Main Air Base, Frankfurt, US Air Force
Rheinau Coal Pt D-1, Mannheim, US Army
Rheinblick Rec Annex, Wiesbaden, US Army
Rhine Ordnance Barracks, Kaiserslautern, US Army
Robinson Barracks, Stuttgart, US Army
Robinson-Grenadier Fam Hsg, Stuttgart, US Army
Roman Way Village Fam Hsg, Butzbach, US Army
Rose Barracks, Bad Kreuznach, US Army
Rottershausen Ammo Stor Area, Schweinfurt, US Army
Sambach AFN Fac, Sambach, US Army
Schweinfurt, Schweinfurt, US Army
Schweinfurt Tng Areas, Schweinfurt, US Army
Schwetzingen Training Area, Heidelberg, US Army
Sembach Admin Annex (Wing HQ), Wartenberg, US Air Force
Sheridan Barracks, Garmisch, US Army
Shipton Kaserne, Ansbach, US Army
Siegenburg Air Range, Mühlausen, US Air Force
Smith Barracks, Baumholder, US Army
South Camp Vilseck, Vilseck, US Army
Spangdahlem Air Base, Spangdahlem, US Air Force
Speicher Family Hsg Anx, Speicher, US Air Force
Spinelli Barracks, Mannheim, US Army
St Barbara Village Fam Hsg, Darmstadt, US Army
Stem Kaserne, Heidelberg, US Army
Steuben & Weicht Vil Fam Hsg, Stuttgart, US Army
Storck Barracks Bad, Windsheim, US Army
Strassburg Kaserne, Baumholder, US Army
Stuttgart Dependent School, Stuttgart, US Army
Sullivan Barracks, Mannheim, US Army
Sulzheim Tng Area, Schweinfurt, US Army
Taylor Barracks, Mannheim, US Army
Tiergarten Tng Area, Hanau, US Army
Tompkins Barracks, Heidelberg, US Army
Turley Barracks, Mannheim, US Army
Vilseck, Vilseck, US Army
Vogelweh Family Hsg Annex, Kaiserslautern, US Air Force
Wackernhm-Schwabenwaeldchen Ta, Mainz, US Army
Warner Barracks, Bamberg, US Army
Warner Barracks Fam Hsg, Bamberg, US Army
Weisskirchen AFN Trans Fac, Weisskirchen, US Army
Wetzel Fam Hsg, Baumholder, US Army
Wetzel Kaserne, Baumholder, US Army
Wiesbaden Army Airfield, Wiesbaden, US Army
Wiesbaden Small Arms Range, Wiesbaden, US Army
Wolfgang Kaserne, Hanau, US Army
Wuerzburg, Würzburg, US Army
Wuerzburg Hospital, Würzburg, US Army
Wuerzburg Tng Areas, Würzburg, US Army
Yorkhof Kaserne, Hanau, US Army
73 Basi, senza altri detta

dal sito di cui sotto si può notare che solo la Corea del Sud si avvicina come numero di basi. Se uno affermasse che la Germania è il 51-esimo stato degli USA sarebbe 1000 volte più realistico della tua tesi. Comunque ciao.

http://www.kelebekler.com/occ/bas_it.htm

sd
Scritto il 21 giugno 2017 at 23:00

john_­ludd@fi­nan­za,

Gli Imperi prima o poi crollano e ne arriveranno altri. Quello USA quando lo farà porterà dietro di se molto dolore e morte.

Personalmente non mi interessa quando e some succederà……mi interessa non esserne coinvolto, o almeno esserne il meno possibile.

Un saluto

SD

john_ludd
Scritto il 21 giugno 2017 at 23:17

sd@​finanza,

è difficile che tu non ne sia coinvolto in quanto vivi nella zona euro i cui problemi sono irresolubili. Il fatto che la borsa salga (per le solite ragioni) non cancella il fatto che la maggior parte DELLE BANCHE EUROPEE è INSOLVENTE a partire da una buona parte delle banche tedesche. Non contente di avere comprato le porcherie confezionate da Wall Street si sono buttate a capofitto nei prestiti alle società di spedizioni cargo tutte in crisi e si trovano con decine di miliardi di debiti inesigibili. Il governo tedesco ha cercato in silenzio una soluzione ma nessuno le vuole vedere neppure con il binocolo. Quindi ssssshtttttt vuoi mai che le banche tedesche espongano i loro NPL ? Poi ci sono le spagnole e le italiane e l’Irlanda è sempre nei guai, le francesi hanno una leva finanziaria record e nessuno sa cosa abbiano in pancia solo che la somma dei loro attivi è talmente più grande del PIL francese che sembra una fantasia. Ora si vuole far comprare le venete a ISP, geniale prosecuzione della politica di sistema che tende a far marcire anche il lato salvabile del sistema bancario italiano. Nel durante qui, proprio qui su IcebergFinanza fioccano le preoccupazione che l’euro sta salendo, aiuto devo coprire i miei dollari e minchiate varie mentre le banche americane maggiori in questi anni hanno incassato una treno di soldi e i loro asset in rapporto al PIL sono davvero poca cosa rispetto quelle europee . L’impero è in guerra con russi e cinesi ma noi europei siamo già morti, manca solo il certificato. Robdamat !

aorlansky60
Scritto il 22 giugno 2017 at 08:15

@ JOHN

in riferimento all’elenco di basi militari USA stanziate in DE :

cribbio!!!

immaginavo che potessero essere numerose, ma mai come l’elenco che hai riportato; pensavo erroneamente che l’Italia con le sue oltre 100 basi militari USA/NATO (il dato proviene da un rapporto dettagliato scaricato qualche anno fà) dislocate su proprio territorio fosse la terra di conquista num.1 per gli yankees, evidentemente mi sbagliavo.

Quell’elenco che hai riportato testimonia meglio di qualsiasi frase a commento il rapporto di sudditanza dei Paesi Europei verso gli USA, e che determinati eventi avvenuti in EU negli ultimi 25 anni (dalla caduta del muro alla realizzazione dell’€uro) sono potuti avvenire SOLO ed ESCLUSIVAMENTE con il beneplacito degli USA. E che tutto quanto si muove attualmente a livello geopolitico sull’asse occidentale USA-UE è dettato dal primo ai secondi, i quali devono sottostare.

stanziale
Scritto il 22 giugno 2017 at 17:42

john_ludd@finanza,

I globalizzatori Usa stanno perdendo, se non hanno gia’ perso. La Russia e Cina hanno gia’ dimostrato di essere autonome politicamente industrialmente finanziariamente, e piu’ forti militarmente, vedasi Siria, medio oriente in generale. Rimane l’europa, bene farebbero gli Usa a limitare la germania, e’ evidente che ha un piano geopolitico mondiale, Come si e’ comportata con gli altri europei, soprattutto dalle ultime elezioni europee in poi. Le sfide a Trump annunciate dalla Merkel , recentemente. I finanziamenti al clan Clinton. Con i 300 miliardi di surplus possono fare molte cose, ah se possono. Attualmente la magistratura italiana ed il pd , rispondono a logiche franco tedesche, mi pare.

john_ludd
Scritto il 22 giugno 2017 at 18:15

stan­zia­le@fi­nan­za,

tra il sogno e la realtà di mezzo c’è la mente umana e la sua percezione delle cose, le sue speranze, i suoi desideri. Leggevo di recente che Schauble è stato insignito del premio Henry Kissinger dalla American Academy per il suo ruolo nel rafforzare il patto transatlantico e nel costruire una’Europa sempre più integrata. Nel discorso di ringraziamento Shauble riconosce che la Germania non è un paese sovrano dal 1945 etc… e si augura che gli USA non riducano il loro impegno nella difesa dell’Europa etc…

I globalizzatori USA non stanno perdendo, sono solo alla ricerca di un punto di equilibrio a loro favorevole con i globalizzatori cinesi. Non è detto che ci riescano, in tal caso continuerai (a 80 anni) a imprecare contro la Germania nuova colonia economico/finanziaria dell’impero cinese. La Russia non è una mini Unione Sovietica, è una paese di 145 milioni di abitanti, con una grande forza militare dissuasiva (le migliaia di testate montate su missili non intercettabili) ma ha una frazione modesta della forza militare americana che è dispiegata in tutto il mondo mentre l’impegno in Siria si sta rilevando sin troppo gravoso per le ridotte capacità russe la cui economia è si promettente, la cui borsa è straordinariamente economica ma che realisticamente è lontanissima dall’essere una minaccia. Diverso è il caso della Cina le cui mire sono rivolte anche verso la disabitata Siberia, ne consegue che il rapporto sino-russo per quanto solido è sempre un rapporto economicamente squilibrato tra una nazione economicamente e finanziariamente fortissima e un nano.

stanziale
Scritto il 22 giugno 2017 at 18:44

john_ludd@finanza,
Dobbiamo fidarci di quello che dice Shauble? La forza militare russa non e’ solo nelle testate nucleari, dove sono pari agli Usa, ma anche nella missilistica, hanno gia’ ordigni, ,e ne stanno testando altri, che vanno a velocita’ molto superiore a quelli americani: sono avanti di generazioni, in questo campo. Non capisco perche’ -tu ed altri- insistete con la forza militare usa: quando, dove, in Vietnam l’aereo di penultima generazione russo batteva l’americano di ultima generazione, da allora non hanno vinto una guerra significativa, gran parte della forza americana si basa sulle portaerei che sono concettualmente superate – e facilmente affondabili – da svariati decenni, come riconoscevano generali americani gia’ negli anni 70. Devo riconoscere che hai avuto una brillante intuizione: i tedeschi si possono sempre riciclare verso i cinesi stavolta, come kapo’ degli europei.

john_ludd
Scritto il 22 giugno 2017 at 21:47

stan­zia­le@fi­nan­za,

le guerre di fanteria non possono essere vinte dagli Stai Uniti perché appena i morti tornano a casa dentro sacchi di plastica a centinaia la popolazione si sveglia e insorge. La forza militare nei mari e in aria invece c’è tutta ed è numericamente schiacciante. Ripeto la forza militare russa è prettamente difensiva ed efficace allo scopo. Nessuno può pensare di vincere invadendo la Russia, i generali americani lo sanno benissimo e non lo faranno mai. Differente il discorso di consumarsi lentamente in terreni lontani dalla madre patria; l’economia americana può permettersi di sostenere costi che quella russa neppure lontanamente può. E’ banale aritmetica, l’economia USA è 10 volte quella russa inoltre godono dell’impareggiabile vantaggio di disporre della moneta di riserva e di fatturazione mondiale che possono stampare come vogliono, i russi no. Se la guerra la perdono è proprio lì che la possono perdere, con la fine del monopolio del dollaro. Ma il blocco avversario non è pronto, lo puoi comprendere da solo osservando l’estrema prudenza, quasi una reticenza, con la quale la Cina interviene nella geopolitica. Non sono pronti ma contano di esserlo in 10 anni, basta leggere il programma Cina 2025. Ciao.

sd
Scritto il 22 giugno 2017 at 23:44

stan­zia­le@fi­nan­za,

john_­ludd@fi­nan­za,

Il problema di molti non-tecnici e conoscere in po di chimica e un po di fisica, intendo conoscenze pratiche e non teoriche, gli effetti delle reazioni di ossidazione o reazioni acide o basiche per non parlare di entropia, anche se “lavora” molto ma molto più lentamente delle altre.
Gli economisti e finanzieri con molta probabilità sono dei non-tecnici…..e credono che nel 1969 qualcuno….in una scatola di sardine….sia stato sulla luna.

Cosa voglio dire con questo?

Che non bisogna solo fidarsi dell’apparenza, ma dei fatti.
Gli USA stanno portando povertà ai loro sudditi e alleati, per non parlare di guerra e morte. I Russi non rompono le scatole quasi a nessuno a meno che non sia stato richiesto. I Cinesi si preoccupano del loro giardino.
I soldati USA se devono combattere una guerra lo fanno da mercenari ben pagati (io vivo vicino ad AVIANO….per chi non lo sapesse) gli altri lo fanno per difendere il loro paese ed in quello in cui credono.

Il futuro ci dirà come andrà a finire. Per me, in caso di guerra seria, ci saranno poche speranze……ma molte maledizioni a chi so io.

Saluti

SD

phitio
Scritto il 23 giugno 2017 at 11:10

Mah, il prossimo fatto geopolitico in arrivo e’ la dissoluzione della EU. Per il resto il trend di declino economico USA continuera’ anche sotto Trump.
Inoltre ci sara’ un nuovo shock dei prezzi petroliferi, questo lo sanno anche i bambini. L’interazione complessa di geopolitica, geologia, economia che costituiscono il problema del peak oil non e’ facilmente modellabile, ma con buon approssimazione possiamo dire che il petrolio “affordable” (cioe’ a portata delle tasche del compratore) diminuisce inesorabilmente di anno in anno, salvo brevi bluff creditizi.
Questo implica che cose come i commerci internazionali, come i trasporti a lungo raggio, oltre al il mantenimento delle mega-infrastutture, diverranno via via sempre piu’ difficili da sostenere, fino al punto in cui dovranno frammentarsi.
Ah, e ovviamente la finanza, questa entita’ che ora sembra onnipotente, diverra’ un ricordo del passato.

john_ludd
Scritto il 23 giugno 2017 at 12:10

phi­tio@fi­nan­za,

Giugno più caldo mai registrato, ieri 38 con umidità da jungla della Malesia, fiumi secchi come il culo di un cammello e davanti abbiamo ancora 3 mesi di estate. La siccità prosegue con irrilevanti interruzioni da ottobre 2016. Tutto normale. Ah ecco forse gli indici di borsa seguono la temperatura … miliardi di lemmings lanciati nel vuoto.

Euro sì / euro no alla fine il sistema è eco insostenibile e ormai avvitato in una crisi senza rimedio mentre tutti sognano mille variazioni più o meno eque sullo stesso tema … ALLA FINE COME SEMPRE LA NATURA VINCE e le specie inadatte spariscono o nella migliore delle ipotesi vengono relegate in poche limitate regioni e nel tempo mutano, sviluppano le ali, o le branchie, diventano 200 o 20 kg …

idleproc
Scritto il 24 giugno 2017 at 22:17

john_ludd@finanza,

Al Wallmart ospitano già mutanti over 200 kg ma non sembra il risultato di una mutazione naturale selettiva ma un aspetto sistemico.

john_ludd
Scritto il 25 giugno 2017 at 11:05

id­le­proc@fi­nan­za,

infatti fanno parte di quelli che spariranno, in un mondo più caldo e soggetto a fenomeni estremi come periodiche siccità seguite da occasionali alluvioni bibliche, solo mammiferi leggeri possono sopravvivere senza mezzi artificiali. Quindi è verosimile che sopravviveranno molto più facilmente talune specie di africani, indiani, etc…. Inoltre sono di più e si riproducono più velocemente quindi anche se ne elimini il 90% restano sopra la soglia critica per la sopravvivenza di un gruppo.

Longobardo
Scritto il 25 giugno 2017 at 13:33

john_ludd@finanza,

Quello che mi spaventa è la progressione, ad oggi apparentemente inarrestabile, con la quale questi cambiamenti climatici stanno avvenendo: se ogni anno è più caldo del precedente, e sembra una tendenza ormai consolidata, allora il disastro è davvero alle porte… Ovviamente coloro che non sapranno adattarsi ad uno stile di vita frugale saranno i primi a soccombere (e certamente nessuno ne sentirà la mancanza).
Ho la sensazione che non trascorreremo una bella vecchiaia…. mi dispiace per chi si affaccia solo ora alla vita su questo oltraggiato pianeta.

ilcuculo69
Scritto il 25 giugno 2017 at 16:01

john_­ludd@fi­nan­za: Inol­tre sono di più e si ri­pro­du­co­no più ve­lo­ce­men­te quin­di anche se ne eli­mi­ni il 90% re­sta­no sopra la so­glia cri­ti­ca per la so­prav­vi­ven­za di un grup­po.

E’ curioso come una persona che, per qualsivoglia accidente della vita, non ha avuto figli, sia quasi (absit iniuria verbis) ossessionata dall’idea della sopravvivenza.

Icebergfinanza presenta: ” Viaggio attraverso la tempesta perfetta “
Segui IcebergFinanza su
http://www.facebookloginhut.com/facebook-login/ http://www.facebookloginhut.com/facebook-login/ http://www.facebookloginhut.com/facebook-login/
Articolo dal Network
Avremo la Nostra Criptovaluta ! E' la classica frase che si sente dire da supponenti manager, tel
Chi non ricorda il mitico film, "Fuga per la vittoria" il film come scrive Wikipedia, liberamente
Setup e Angoli di Gann FTSE MIB INDEX Setup Annuale: ultimi: 2016/2017 (range 15017/23133 ) )
Gli small traders sono ancora in una situazione di sicurezza, però il quadro continua ad essere c
  Quando parlavo di mercato unidirezionale, molti facevano finta di non capire. Ora gli
Ftse Mib: l'indice italiano apre in gap up dopo il taglio del rating di Moody's che è stato comunqu
DISCLAIMER : Qualsiasi informazione, notizia, nozione, previsione, valore, prezzo o tec
Guest post: Trading Room #296. Sono state giornate difficili ma ora ci siamo tolti il dente del do
Dal 2011 la legge ha attribuito alla COVIP la vigilanza sugli investimenti e sulla composizione del
Tanto tuonò che piovve anche se in realtà, più che lampi quelli di Moody's si sono rivelati i