PENSIONI: IL BUCO NERO DI GENERAL ELECTRIC!

Scritto il alle 08:53 da icebergfinanza

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Nel meraviglioso mondo della finanza americana e delle banche centrali, ciò che conta è fare felici gli azionisti, non importa di quello che sarà il futuro dei dipendenti, è un problema che non interessa, ciò che conta è la socializzazione delle perdite e la privatizzazione dei guadagni, salvare banche a spese dei contribuenti e comprare azioni o fare acquisizioni per fare felici un manipolo di miliardari obesi.

Mentre in Italia si sta tentando di rifilare un paio di zombies come le banche venete a Intesa, giusto per espandere ulteriormente in contagio tra fusioni e amenità varie, un buchetto di 31 miliardi per una società che ha speso oltre 45 miliardi per un ossessivo e generoso buyback è nulla quando si pensa che General Electric è troppo grande per fallire, lo riporta il WSJournal, ma in fondo a chi interessa, quel che conta è che l’araba fenice continui a volare, arriverà il giorno di mangiarla arrosto a spese del contribuente, ma per intanto facciamola volare.

The $31 Billion Hole in GE’s Balance

Trecentomila dipendenti più o meno, pochi investimenti ma miliardi su miliardi per seguire la moda, usare i profitti per ricomprare le proprie azioni, speculare, come accadde nella Grande Depressione del ’29, forse mi ero sbagliato, la nuova grande depressione non era quella del 2008 ma quella che verrà. Fare qualunque cosa per sostenere i corsi, 50 miliardi sono nulla per una società come GE, ma allora perchè se ne parla.

È un problema quello delle pensioni che Jeffrey Immelt ha ignorato in gran parte mentre cercava di appagare gli azionisti di General Electric & Co.

Ma potrebbe diventare il più grande da affrontare per il nuovo ceo di GE John Flannery, 31 miliardi di buco, per la società più grande di tutto il mercato americano, un deficit aumentato negli ultimi anni, tassi di interesse ultralow che erodono i patrimoni guardando al futuro, ma del futuro interessa poco a nessuno, il verbo del capitalismo è ora, subito, adesso, e chissenefrega del futuro!

“È una questione chiara”, ha detto Olivia Mitchell, professore presso la Wharton School dell’Università della Pennsylvania e direttore esecutivo del Consiglio di ricerca per le pensioni. “Gli acquisti utilizzano chiaramente le attività disponibili non per finanziare la promessa pensione, ma per rendere felici gli azionisti”.

Flannery non solo deve aumentare i profitti, aumentare il flusso di cassa e combattere con i suoi servizi petroliferi e le imprese di trasporto, ma deve anche pagare circa $ 50 miliardi di obblighi pensionistici che si dovranno aggiungere nel prossimo decennio.

‘Declino significativo’

“Data la significativa riduzione dei tassi di interesse e i mercati finanziari volatili che hanno portato a ridurre i rendimenti degli asset dal 2008 al 2009, la società gestisce attivamente le pensioni dei propri dipendenti, ha dichiarato la portavoce di GE Jennifer Erickson. Nel 2017 e nel 2018, la società con sede a Boston prevede di contribuire per un totale di 3 miliardi di dollari alla sua pensione, ha detto. Il piano principale di GE copre circa 467.000 persone ed è uno dei più grandi negli Stati Uniti

Un colosso che si prende cura anche della pensione di quasi mezzo milione di dipendenti, non so Voi ma a me vengono i brividi pensando a quello che accadde alle pensioni dei dipendenti Enron una decina di anni fa.

Nessuno sta suggerendo che GE sia in imminente pericolo di inadempimento degli obblighi di pensione e molti analisti dicono che la società ha ancora davanti molti anni per affrontare la maggior parte dei suoi problemi. Inoltre, un aumento dei tassi aiuta GE a migliorare il suo disavanzo pensionistico incrementando il  ritorno previsto.

Peccato che questa è una deflazione da debiti e i tassi, il presunto aumento dei tassi è solo una favola, la realtà è il triplo decennio perduto giapponese, le pensioni del futuro le dovranno pagare direttamente le banche centrali, altro che aumento dei tassi.

A proposito di tassi, Bond: “Nessuno si sarebbe aspettato tassi così bassi oggi”

Colui il quale ha previsto con grande precisione i rialzi di Borsa successivi alla vittoria di Trump oggi ha un consiglio di investimento sul mercato obbligazionario. Una delle maggiori sorprese dell’anno secondo lo strategist Mark Grant, che gode di un’ottima reputazione a Wall Street, è che il rendimento del decennale del Tesoro Usa scambia intorno al 2,15%.

“Tutti ma proprio tutti dicevano che a questo punto dell’anno si sarebbe trovato al 3%, ma io rispondevo di no”, ha detto alla CNBC oggi il chief strategist di Hilltop Securities. Gli altri si sono sbagliati e Grant ha avuto ragione. Durante l’intervista di stamattina, il tasso del titolo governativo di riferimento in Usa viaggiava intorno al 2,148%.

Tu pensa questi vengono pagati milioni di dollari per sbagliare previsioni, qualcuno le indovina e invece Voi avete la fortuna di seguire il nostro Machiavelli e giungere alle stesse conclusioni da anni, solo facendo una libera donazione.  ;-)

23 miliardi di buyback nel 2015, altri 22 nel 2016, quasi il doppio di quanto buttava via nel 2013. Negli ultimi anni invece solo 2 miliarducci di contributi pensionistici, insufficienti a coprire il grande buco, per non parlare della riduzione degli investimenti

Secondo  William Lazonick, professore di economia presso l’Università del Massachusetts  “Le persone al vertice di GE vivono nella paura degli hedge fund e si preoccupano del prezzo delle azioni piuttosto che di quello che sta succedendo all’azienda”.

Per rendere le cose peggiori, le azioni GE hanno ancora sottoperformato anche con i buyback. Dall’ottobre 2015, il titolo ha avuto un ritorno del 20%, meno della metà del guadagno delle società industriali dell’indice S & P 500.

Le conseguenze finanziarie di breve termine per GE sono state considerevoli. Oltre al flusso di cassa “anemico” delle sue imprese industriali, il fondo pensionistico di GE e il suo indebitamento hanno contribuito a sottrarre valore all’azienda.

E più a lungo i fondi pensione rimangono sottofinanziati più costosa diventa la questione.

 

Poiché i tassi di interesse sono ancora relativamente bassi, è possibile che GE prenda in prestito i fondi necessari per coprire il deficit del suo fondo pensionistico.

Se GE è in grado di finanziare completamente il suo fondo pensione con il debito, non c’è alcuna garanzia che non avrà nuovamente problemi,  Investire in obbligazioni sicure e a basso rendimento potrebbe non essere sufficiente per guadagnare il 7,5 % che prevede ogni anno per le sue attività pensionistiche e per rimborsare il debito che questa operazione comporta. Prendendosi più rischi potrebbe rendere vulnerabile il suo fondo pensione ad un’ulteriore crisi del mercato.

Che bello, ma le banche centrali queste cose le sanno, stanno già pensando di trasformarsi in fondi pensione, compreranno tutto loro?

 

Nell’articolo sostengono che nessuno poteva prevedere la crisi finanziaria o il basso livello dei tassi, figurarsi!

Il fondo pensione, alla fine del 2016, possedeva circa 33 miliardi di azioni della General Electric, secondo Bloomberg,

Durante una conferenza Flannery il nuovo ceo ha dichiarato che ” è importante che siamo sempre consapevoli dell’impatto su tutti i nostri stakeholder “.

“Quindi, ovviamente, i nostri clienti, i nostri dipendenti,” ha spiegato, prima di aggiungere “, ma direi, soprattutto i nostri azionisti “.

E’ il capitalismo bellezza, “trickle down”,  perché ti preoccupi della tua pensione, se non sai neanche se troverai lavoro?

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20 commenti Commenta
gnutim
Scritto il 20 giugno 2017 at 10:22

chissà quante di queste società ci sono in usa e non solo…..

john_ludd
Scritto il 20 giugno 2017 at 10:49

“Che bello, ma le banche centrali queste cose le sanno, stanno già pensando di trasformarsi in fondi pensione, compreranno tutto loro?”

le banche centrali possono controllare il mercato dei bond e l’azionario ma quello più importante di tutti no: il forex. E alla fine il compito assegnato da ogni elite alla propria banca centrale è proteggere il valore della propria valuta. Negli USA poi il nemico lo hanno in casa: i finanzieri che del passaporto non gli frega niente, se intravedono la possibilità di attaccare il dollaro lo fanno loro non i cinesi. Lo hanno già fatto in passato con alterni successi. Quindi resta una sola possibilità: il botto secco un giorno a caso del quale incolpare una cattiva potenza straniera che “ci vuole rubare le nostre libertà”. E’ già stato fatto più volte. Tanto la gente, soprattutto da loro, becca sempre, ma proprio sempre.

laforzamotrice
Scritto il 20 giugno 2017 at 11:14

john_ludd@finanza,
a costo di sembrare noioso, continuo a pensare che alla base di tutto c’è il desiderio di quasi TUTTI di “investire”, cioè fare soldi con i soldi, e per tutti intendo i risparmiatori, piccoli o grandi che siano, che vogliono guadagnare senza lavorare, o meglio lasciando lavorare i soldi. Dietro ai grandi azionisti, cioè dei fondi, ci sono milioni di piccoli azionisti, cioè gran parte di noi, che anche se non ci va, dobbiamo condividere la colpa della speculazione finanziaria. Noi siamo i mattoni che formano la torre, siamo innocenti?

john_ludd
Scritto il 20 giugno 2017 at 11:47

la­for­za­mo­tri­ce@fi­nan­za,

perché devi vedere la cosa da un punto di vista etico ? I mercati finanziari sono una sorta di casinò e i soldi sono i tuoi, li hai guadagnati, ci hai pagato le tasse. Vuoi speculare in opzioni invece che giocare ai cavalli ? Sei prudente e compri titoli governativi ? Ti piacciono le azioni della Cani Stracci & Soci invece che il poker ? Non rubi i soldi a nessuno e se li perdi sono fatti tuoi. Se invece guadagni ti devi ricordare che finché non hai realizzato il guadagno è virtuale, ergo la perdita è sempre certa mentre la vincita irrealizzata è virtuale e siccome solo una minoranza lo potrà fare, alla lunga un sacco di gente perde ed è responsabilità loro. La vita non è un pasto gratis, se ti fai fregare perché sei stato avido la colpa è solo tua non dei mercati. Anche la grande speculazione, di per sé non ha colpe se si muove all’interno delle regole (l’aggiotaggio per dirne una è un reato), si muove in una savana liberata dalla dabbenaggine di tanti sciocchi. Le colpe sono in chi permette ai maggiori speculatori di guadagnare infrangendo le regole senza perseguirli mai sapendo benissimo chi sono, cosa e come lo fanno. In questo caso ci sarebbe il codice penale sia per gli speculatori che per i regolatori etc… Siccome si sa che il gioco è truccato a maggior ragione bisogna stare attenti. Sì noi potremmo anche essere i mattoni ma siamo del tutto innocenti e al più ci dividiamo in coglioni e non coglioni.

laforzamotrice
Scritto il 20 giugno 2017 at 12:17

john_ludd@finanza,

non sto facendo la morale a nessuno, mi limito ad osservare che se ti droghi, non puoi poi lamentarti per i morti per overdose e per la criminalità collegata. esattamente come dici tu per il casinò, hai giocato e hai perso? Amen. Non puoi pretendere che, come per le banche, intervenga lo stato a ripianare i danni, ora io capisco la differenza sia chiaro tra un’obbligazione e il resto, però alla fine siamo noi risparmiatori che affidiamo i nostri soldi agli squali, per poi lamentarci che ci mangiano. Bisognerebbe bloccare tutto? No, ma PRIMA pretendiamo leggi severe di controllo, Glass Steagal, poi si giochi.

john_ludd
Scritto il 20 giugno 2017 at 13:05

la­for­za­mo­tri­ce@fi­nan­za,

il Glass Steagal è morto sepolto, il passato non torna mai. Un giorno avremo qualcosa di radicalmente diverso, auspicabilmente in meglio. Si legge da qualche parte che alcuni grandi kapo delle banche d’investimento siano d’accordo per il ripristino della separazione tra banche d’investimento e banche commerciali. Se lo propongo loro è un fake o peggio un inganno, pensano in qualche modo di guadagnarci. Oggi l’America così come in forma diverse le altre ex pseudo democrazie sono corporatocrazie dedite alla spoliazione sistematica delle risorse del pianeta. Non cambierà perché ci sarà una rivoluzione dal basso ma perché non è sostenibile e quindi un giorno collasserà e come scriveva Seneca sarà veloce:

“C’è qualcosa che la sorte non possa togliere – basta che lo voglia – quando si è all’apice della prosperità? Che non assalga e abbatta con tanta maggiore violenza quanto più è vistoso e splendente? Non c’è niente di arduo, niente di difficile per lei. Il modo in cui ci assale non è uno solo e nemmeno sempre lo stesso. Ora ci volge contro le nostre stesse mani, ora, paga delle sue forze, ci crea da sola pericoli senza interventi esterni. Nessuna circostanza fa eccezione: anche in mezzo ai piaceri nascono motivi di dolore. La guerra scoppia mentre regna la pace e quanto ci dava sicurezza si trasforma in paura; l’amico ora è un avversario, l’alleato un nemico. Dalla tranquillità estiva si passa a tempeste improvvise e più violente di quelle invernali. I mali che subiamo non ci vengono da nemici e i motivi di sventura, se ne mancano altri, l’eccessiva prosperità li trova da sé. La malattia colpisce gli uomini più temperanti, la tisi i più robusti, la punizione i più innocenti, le rivolte quelli che più vivono in disparte; il destino sceglie qualche nuovo sistema per imporre le proprie forze se ce ne fossimo dimenticati. Basta un solo giorno a disperdere e distruggere quello che è stato costruito a prezzo di dure fatiche col favore degli dèi in una lunga serie di anni. Dire un giorno è dare una scadenza troppo lunga ai mali che ci incalzano: basta un’ora, anzi, un istante per distruggere un impero. Sarebbe una consolazione per la nostra debolezza e per i nostri beni se tutto andasse in rovina con la stessa lentezza con cui si produce e, invece, l’incremento è graduale, la rovina precipitosa.”

faustino
Scritto il 20 giugno 2017 at 14:26

john_ludd@finanza,

Non so chi sei John, ma quando leggo i tuoi commenti mi “entusiasmo”. Andrea lo stimo e leggo spesso i suoi post ma poi vado sempre a cercare i commenti per vedere se hai scritto qualcosa. Grazie.

john_ludd
Scritto il 20 giugno 2017 at 16:01

fau­sti­no@fi­nan­za,

in realtà i miei commenti non sembrano un inno alla gioia, però di una cosa sono certo: la gente che vive dentro questo sistema socio economico è nella media molto ma molto meglio del sistema stesso, solo che uscirne non è facile, così come nelle altre epoche. Credo che il problema antropologico del quale sono del tutto convinto come Andrea, sia questo: esistono tra di noi perfettamente mimetizzati un certo numero di sociopatici privi di emozione. Costoro sono molto decisi e in quanto privi di emozioni non investono il loro tempo in attività come educare una famiglia, passeggiare nel bosco o ammirare un tramonto, ma coltivano come unica attività l’arrampicarsi su per la piramide sociale, coltivando il potere più che i soldi, attività quest’ultima più umana e meno socialmente pericolosa. Una volta che il sistema è stato plasmato in modo da promuovere e premiare il sociopatico invece che individuarlo ed escluderlo, egli usa le sue superiori doti di seduzione e persuasione per attirare a sé anche chi sociopatico non è trovando il modo di derubarlo della sua umanità e rendendolo complice; egli si accorgerà di quello che è diventato quando sarà troppo tardi. Un sistema come questo si auto perpetua e allora tutto è perduto sinché un giorno la rovina arriva precipitosa.

signor pomata
Scritto il 20 giugno 2017 at 21:13

john_­ludd@fi­nan­za,

Se permetti vorrei dissentire.
Non ho la tua esperienza e sicuramente non ho la tua conoscenza ma ho seri dubbi che siano dei sociopatici quelli che noi chiamiamo elitè.
Non erano sociopatici i re del passato come non lo erano i vari sovrani o dittatori, non lo erano i conquistatori e i condottieri che ancora oggi se ne tessono le lodi nonostante magari per avere successo allora e ancor oggi abbiano massacrato migliaia se non milioni di persone.
Il punto è capire cosa sia l” essere umano.
Oggi abbiamo il controllo del pianeta non perche siamo più forti o più veloci, più grandi o più cattivi, lo siamo diventati perche secondo il mio parere siamo una specie che è riuscita a prevedere e poi tramandare.
Ma siamo sempre animali, e come essi abbiamo un istinto di sopravvivenza ma anche di supremazia su altre specie e sulla nostra.
In ogni specie si erge sempre un capo o comandante e quando avviene è sempre tramite la forza.
Lui è il primo che mangia e il primo a cui tocca dare seguito alla specie, chi lo contrasta spesso gli tocca o la sottomissione o peggio la morte.
Basti guardare cosa accade dentro un piccolo pollaio, chi mai potrebbe pensare che i polli siano animali aggressivi o pericolosi eppure dentro un pollaio è una guerra continua per la supremazia.
Supremazia per chi deve coprire le galline tra polli, lotte fino a uccidersi a vicenda.
Perfino le pacifiche galline se scoprono che una di loro, una del loro gruppo ha una ferita provvedono a ingrandirla.
Possono arrivare a tirar fuori le viscere dalla ferita e uccidere la loro compagna senza una ragione precisa.
Non è un comportamento da sociopatico quello che vediamo, è qualcosa di più profondo, ancestrale, antico.
Ho quasi paura a tirare le somme di quello che scrivo.
Molti dicono che ci differenzia da gli animali l” umanità ossia la misericordia.
Ma un gesto di buon cuore l” ho visto fare anche a animali e non riesco a capire se anche quella è misericordia.
Del resto se aprendo un qualsiasi libro di storia già dagli inizi sono solo guerre, devastazioni e ruberie forse bisognerebbe prenderne atto che magari quello siamo.
Chiaramente non siamo tutti uguali, non tutti hanno la identica ferocia o arroganza.
Parlavo con un imprenditore domenica della mia zona, 60 operai settore trasporti.
Conosce perfettamente la situazione e cosa sia la deflazione salariale, è felice della possibilità di pagare poco i suoi operai( come non potrebbe esserlo) è contento del fatto di prendere il pizzo dalle commesse senza più rischiare nulla tramite i padroncini.
Ha i miei anni e siamo stati ragazzi insieme, ha tre figli e ha perso un fratello e genitori.
La vita gli ha anche tolto eppure non è sociopatico ma è contento di poter approfittare degli altri per fini personali.
Scusa la lunghezza ma non riesco a scrivere come molti di voi.

madmax
Scritto il 20 giugno 2017 at 21:34

Quoto: “Gli acquisti utilizzano chiaramente le attività disponibili non per finanziare la promessa pensione, ma per rendere felici gli azionisti”.

Che diamine da quando in qua il kapitalismo pensa ai pensionati e bisognosi?

A me pare che si siano perse le traveggole, lo stato sociale e’ tutto meno che capitalosmo che deve remunerare in primi il capitale ovverogi azionisti. Solo adesso che tanti sono con il culo sul bagnato se ne accorgono? Ahahaha che ridere.

john_ludd
Scritto il 20 giugno 2017 at 21:45

si­gnor po­ma­ta@fi­nan­zaon­li­ne,

non credo si possa paragonare l’istinto di un maschio alfa in qualsiasi specie animale che risiede nel suo cervello rettiliano (R-complex) con la volontà di un CEO che taglia 15000 posti di lavoro per far levitare le quotazioni della propria azienda e incassare bonus, o con la volontà di stermino di Hitler e Stalin e che risiede nella corteccia cerebrale (cervello neomammaliano) che siamo l’unica specie a possedere (insieme ad altri primati ma la loro dimensione è inferiore). Il tuo amico, così come le centinaia di migliaia di complici (di Hitler, Stalin, del CEO etc…) è solo uno di questi e certo tra i meno pericolosi:

“…una volta che il sistema è stato plasmato in modo da promuovere e premiare il sociopatico invece che individuarlo ed escluderlo, egli usa le sue superiori doti di seduzione e persuasione per attirare a sé anche chi sociopatico non è trovando il modo di derubarlo della sua umanità e rendendolo complice.”

Studi antropologici presso tribù semplici prive di sviluppo tecnologico hanno evidenziato l’assenza della volontà di primeggiare che è invece tipica delle società complesse emerse con lo sviluppo agricolo e l’esistenza di un’attitudine collaborativa. La stessa tribù può diventare violenta con una differente che sconfina nel suo territorio ma qui di nuovo ricadiamo nel prevalere del cervello rettiliano.

https://it.wikipedia.org/wiki/Triune_Brain

aorlansky60
Scritto il 21 giugno 2017 at 09:35

@ IcebergFinanza

forse mi ero sbagliato, la nuova grande depressione non era quella del 2008 ma quella che verrà. Fare qualunque cosa per sostenere i corsi…

se l’entità di una grande depressione economica è in stretta correlazione (come è sempre stato) con il volume della BOLLA (nel caso attuale LE BOLLE) SPECULATIVE che l’hanno generata, allora basta solo leggere i numeri attuali (livello di DEBITO AGGREGATO MONDIALE, INDICI delle principali BORSE mondiali sparati ai massimi di sempre) per convincersi che LA DEPRESSIONE CHE VERRÀ farà sembrare come un pic-nic al parco sotto il sole la crisi del 2008, dalla quale il mondo NON è ancora uscito, peraltro, a dispetto di quello che vorrebbero far credere [alle masse di profilo inferiore] le banche centrali e i governi dei principali Stati coinvolti;

Il PUNTO stà tutto in loro : le BANCHE CENTRALI e i GOVERNI ESECUTIVI dei principali Paesi mondiali e QUELLO CHE DECIDERANNO DI FARE per sostenere i corsi; io credo QUALUNQUE COSA UTILE (anche giocando sporco se serve) ancora per MOLTO TEMPO, pur di non far crollare improvvisamente il baraccone che loro stessi hanno creato per mezzo della loro politica monetaria accomodante;

se il primo intervento (il noto TARP del 2008 con 700 miliardi di $ stanziati) operato dalla amministrazione USA per evitare la crisi di liquidità che si stava venendo a formare dopo il crak Lemahn era tutto sommato sensato, quello che hanno deciso di effettuare in seguito (QE2, QE3) non trova più le giustificazioni del primo (salvo trovare il gradito consenso di tutti coloro che ne hanno saputo fare BUON USO con buy-back societari attuati a gogo grazie al denaro preso a prestito a costo ZERO quale diretta conseguenza della gigantesca iniezione di liquidità immessa nel sistema) ma anzi ha decisamente gettato le basi delle BOLLE attuali.

Al punto in cui l’economia e la finanza mondiali sono giunti, questi ultimi non possono essere abbandonati dalle banche centrali.
Se queste dovessero decidere di non sostenere i corsi, il rischio sarebbe troppo grosso e loro stessi (grandi società finanziarie e banche centrali) lo sanno.
Per cui credo che vedremo ripetersi per un altro decennio (almeno, sempre che non accada un evento EPOCALE imprevisto a stravolgere le previsioni) in USA e in EU quanto già effettuato prima in Japan (la cui banca centrale ha a sua volta recentemente intensificato gli acquisti delle proprie obbligazioni emesse per finanziare il suo GIGANTESCO DEBITO.)

phitio
Scritto il 21 giugno 2017 at 10:10

E’ quando la discussione si fa etica, che mi piace partecipare
:D
Volete evitare il coinvolgimento “morale” in questo sistema di speculazione finanziaria? Allora fate come me: niente investimenti, da nessuna parte, in prodotti finanziari. Semplice, no?

IL denaro e’ una creazione umana, un accordo tra le parti. Non esiste, se non come contratto di scambio. Se un giorno le persone dovessero perdere fiducia in questo contratto, dalla sera alla mattina tutti si ritroverebbero con semplic pezzettini di carta in mano, o con strane cifre scritte elettronicamente da qualche parte.
QUesto ovviamente non succedera’, ma il punto e’ che il valore del denaro e’ un atto di fede.

Quando John te la prendi qon quelli che “beccano sempre”, vorrei ricordarti che non vivranno un giorno piu’ del previsto.
QUanta futilita’ un questo mondo di uomini che inseguono atti di fede scritti e valorizzati da altri uomini…
Vabbe’, il denaro certo ha una sua utilita’, e per questa ragione stara’ qui sulla terra per parecchia ltri secoli, ma tutto questo mondo di promesse basate su promesse, che chiamiamo finanza, si vaporizzera’ in molto, molto meno tempo.
Davvero non capisco il punto di stare a seguire con tutto questo accanimento se un indice e’ salito o sceso di un decimale, se un tasso resta piatto o in salita: il sapore dei biscotti e del latte al mattino, il bacio di mia moglie, l’abbraccio delle mie figlie prima di uscire per andare a lavorare sono di gran lunga superiori a queste cose.
Vogliamo davvero capire il mondo, per aumentare la nostra consapevolezza, o vogliamo solo sfruttare delle conoscenze “di nicchia” e “piu’ giuste” fornite dal nostro Andrea solo per arricchirci?
State tranquilli, la grande depressione generata in primis dal peak oil ci impoverira’ tutti di beni materiali e servizi. Moltissimi perderanno il lavoro.
QUello che conterebbe, e’ il sapere che non sono i nostri beni materiali o il lavoro svolto che ci definiscono come esseri umani.

Un caro saluto.

aorlansky60
Scritto il 21 giugno 2017 at 10:23

@ SignorPomata

Molti dicono che ci differenzia dagli animali l” umanità ossia la misericordia

In realtà a differenziare l’UOMO dal regno animale c’è veramente tanta TANTA ROBA.
Molta di più rispetto a quella descritta in “molti dicono che“…

ad animali (e a pesci e a volatili) è stato conferito un istinto di base; e in base a quello loro agiscono :
cibarsi e riprodursi, per garantire la sopravvivenza della propria specie.

Anche il destino dell’UOMO potrebbe apparentemente essere ricondotto a quella condizione sopra descritta (nasci-vivi- riproduci-muori), ma la differenza -A BEN GUARDARLA- è così ELEVATA tra UOMO e regno animale, che la conclusione non può che essere una : il DESTINO dell’UOMO NON È quello riservato alla bestia (o all’animale se preferisci).

john_ludd
Scritto il 21 giugno 2017 at 10:38

aor­lan­sky60,

A BEN GUARDARLA migliaia di esperimenti di psicologia comportamentale e il progresso costante delle neuroscienze sembrano dimostrare che l’uomo è un animale come gli altri ma a un certo punto la sua evolutiva si è differenziata da quella di altri primati sviluppando una corteccia cerebrale più rapidamente. Le teorie che cercano di determinare come si è evoluta la ragione e cosa essa sia (tutt’altro rispetto il ruolo sacrale cui siamo culturalmente abituati ad attribuirle) smontano giorno dopo giorno ogni mito residuo sulla superiorità dell’essere umano rispetto gli altri appartenenti del regno animale. Questo per esempio ha fatto rumore:

The Enigma of Reason: A New Theory of Human Understanding
di Dan Sperber, Hugo Mercier

e questo diverrà un classico anche se recente:

The Myth of Human Supremacy
di Derrick Jensen

Nessuno può escludere l’esistenza di Dio. ma possiamo certamente escludere che siamo nati a sua immagine e somiglianza. Figuriamoci.

aorlansky60
Scritto il 21 giugno 2017 at 10:48

@ Phitio
Se un giorno le persone dovessero perdere fiducia in questo contratto, dalla sera alla mattina tutti si ritroverebbero con semplici pezzettini di carta in mano, o con strane cifre scritte elettronicamente da qualche parte.

un Sistema fondato sul DEBITO -come quello attuale- non può reggersi senza FIDUCIA.

Molto prima di me o di Te che ne parliamo qui, ne sono BEN consci COLORO che DIRIGONO IL GIOCO (inteso come INTERO SISTEMA su cui è basata la vita di una comunità di milioni o di miliardi di esseri umani, regolamentata DA POCHI centri di potere ed istituzioni create allo scopo).

Proprio per rafforzare il sentiment collettivo di FIDUCIA e non permettere mai che essa venga meno nei miliardi di esseri umani che remano quotidianamente per sostenere il Sistema, COLORO che DIRIGONO IL GIOCO sono attrezzati opportunamente per diffondere FIDUCIA in continuazione, e quale mezzo migliore per farlo se non l’epoca attuale caratterizzata da tecnologia multimediale per mezzo della quale le informazioni viaggiano rapidamente, opportunamente incanalate e levigate ad uso di COLORO che DIRIGONO IL GIOCO …

Quei pezzettini di carta che ci portiamo dietro non sono garantiti da nessuno; quale garanzia può costituire la BCE ??? cioè un istituzione chiusa ed autoreferenziale, i cui vertici sono nominati non si bene da chi e come, ma non di certo per VOTAZIONE POPOLARE che coinvolga l’intera popolazione Europea; e quale garanzia è in grado di dare la FED ??? solo quella delle cannoniere e dei missili del Paese che rappresenta (gli USA).

Proprio per questo è imperativo che la FIDUCIA COLLETTIVA non venga mai meno. NON SOLO : anche l’informazione da conferire al parco buoi (la massa di basso profilo) deve essere a senso unico e pilotata, in base al concetto pluri secolare che “meno il popolo sa, meglio è“; nel ribadire questo, mi piace ricordare le parole espresse da Henry Ford agli inizi del ‘900 :

Se il POPOLO AMERICANO venisse a conoscenza dei meccanismi che regolano il sistema bancario americano, assisteremmo ad una RIVOLUZIONE il giorno dopo…

aorlansky60
Scritto il 21 giugno 2017 at 11:05

@ JOHN

Nessuno può escludere l’esistenza di Dio. ma possiamo certamente escludere che siamo nati a sua immagine e somiglianza. Figuriamoci.

Ovviamente dissento; ma è un tema che ci porta su territori “assai delicati” già affrontati in passato che preferisco evitare.

Una cosa è perlomeno certa : noi tutti che parliamo qui, come il resto del mondo, siamo stati concepiti da “desiderio carnale”; chiamalo anche “istinto” se preferisci. DIO È ad una distanza tale che l’Uomo carnale non può comprendere; ogni uomo (inteso come razza, detto sia per maschi che per femmine) deve almeno iniziare a cercarLo per comprenderne la totale perfezione e per comprendere che DIO progetta e lavora continuamente per l’Uomo, anche se l’Uomo non sembra accorgersene.

john_ludd
Scritto il 21 giugno 2017 at 11:38

aor­lan­sky60,

non potrò mai comprendere come un tale essere supremo possa lavorare per un essere inferiore contemplando per il suo bene le mille e mille stragi disseminate lungo la storia o le quotidiane miserie, dato che i reparti di oncologia infantile son tutti pieni invece che vuoti. Però la chiudo qui, il tema non rientra nel blog. Se uno si sente meglio credendo e allo stesso tempo non lo impone agli altri ne sono solo felice, perché ne ha comunque un grande beneficio. Ciao.

aorlansky60
Scritto il 21 giugno 2017 at 11:44

@ Phitio

il sapore dei biscotti e del latte al mattino, il bacio di mia moglie, l’abbraccio delle mie figlie prima di uscire per andare a lavorare sono di gran lunga superiori a queste cose.

:-)

Esprimi concetti SAGGI e VERI.

Permettimi solo di obiettare per quanto riguarda “latte e biscotti”,

perchè essendo prodotti derivanti da lavorazione industriale (come immagino, a meno che Tu non li produca “in casa”)

e quindi soggetti alle priorità di questi (PROFITTO prima di tutto, il che significa “SAVING” esasperato di tutti i costi che compongono la ricetta industriale di un determinato prodotto – lavoro in un industria alimentare e conosco la politica aziendale per cui so quel che dico…),

ho ragione di dubitare della qualità di base degli ingredienti che li compongono, che non è più “quella di una volta” (temo);

purtroppo è il prezzo che la ns vita moderna da cittadini di Paesi evoluti deve pagare non solo alla “Società dei consumi”, ma anche ai difficili tempi attuali, dove la QUALITA’ viene sacrificata a vantaggio della quantità, e per essere competitivi attualmente occorre riuscire a proporre i propri prodotti a prezzi sempre più concorrenziali nei canali di vendita.

phitio
Scritto il 22 giugno 2017 at 10:28

john_ludd@finanza:
aor­lan­sky60,

non potrò mai comprendere come un tale essere supremo possa lavorare per un essere inferiore contemplando per il suo bene le mille e mille stragi disseminate lungo la storia o le quotidiane miserie, dato che i reparti di oncologia infantile son tutti pieni invece che vuoti. Però la chiudo qui, il tema non rientra nel blog. Se uno si sente meglio credendo e allo stesso tempo non lo impone agli altri ne sono solo felice, perché ne ha comunque un grande beneficio. Ciao.

Nel mondo dello spirito, non esiste inferiore e superiore, esiste solo differenza e unicita’.
Io, te, tutti quanti, alla fine dei conti siamo Dio. Come esseri spirituali, siamo eterni, senza un passato o un futuro, in un eterno presente che si dispiega piu’ come se fosse uno spazio, delle cui locazioni focalizzare la propria consapevolezza.
Se esiste un Dio, allora lo potremmo definire come il Collettivo, fatto diTutto Cio Che Esiste.

Per quanto riguarda le questioni delle stragi, delle sofferenze e della malattia di bambini:
le prime, sono scelte che facciamo collettivamente: abbiamo deciso di vivere la condizione umana (molti di noi, per innumerevoli volte) e quindi assoggettarci a questo enorme accordo collettivo: di non essere in controllo del nostro ambiente, e sperimentare la polarizzazione: l’armonia e la disarmonia, la certezza e l’incertezza, la conquista e la perdita. Tutte cose di inestimabile valore, che si definiscono una con l’altra.
Per quanto riguarda le miserie quotidiane, fanno parte del discorso precedente, ma a livello personale ed interpersonale. Per ogni miseria, c’e’ anche una cosa meravigliosa nella vita, perche’ non potresti definire le prime se non avessi anche le seconde.
Per quanto riguarda i bambini in oncologia: essi sono i maestri. Essi sono qui sulla terrra, piu’ che per acquisire esperienza e comprensione personale, per insegnarci cose sull’amore. E noi siamo gli studenti, che da loro impariamo. Stessa cosa per i disabili, per quelli con deficit vari, per gli autistici, per i piu’ deboli e bisognosi di cure: essi sono i maestri.

Da quando sono venuto a conoscenza e ho capito queste cose, quando mi accosto a qualcuno con problemi di questo genere, oltre al normale senso di empatia e di simpatia, ho aggiunto un altro paio di sentimenti: quelli di riconoscenza e rispetto.

Saluti
Phitio

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