ELEZIONI UK RIUNIONE BCE TESTIMONIANZA COMEY TRIPLE WITCHING DAY!

Scritto il alle 10:45 da icebergfinanza

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Le chiamano le tre streghe, oggi è il triple witching day non perchè ci sia la scadenza dei derivati e compagnia bella, ma perchè oggi è attesa per le elezioni inglesi, la riunione della BCE e la testimonianza di Comey ex capo del FBI, sul Russiagate in America.

Un aumento della volatilità è da mettere in preventivo soprattutto per quanto riguarda le valute, il resto ormai è una minestrina per psicopatici che ieri si sono esaltati perchè hanno “salvato” con un euro una ciofeca come il Banco Popular, una mossa che si rivelerà fatale per il Santader. Ogni cosa a suo tempo sotto il cielo europeo.

E venne il giorno delle tre streghe, un giorno decisivo per le sorti di breve termine dei mercati,  in attesa che domenica si voti sulle elezioni legislative francesi, dove i sondaggi danno per certa una schiacciante vittoria del banchiere Macron.

Staremo a vedere, quello che è certo è che ieri la prima strega sembrava una splendida miss sulla passarella dei media, una rivelazione quella di Comey che fa sorridere…

Russiagate, Comey: “Trump mi chiese di fermare inchiesta su Flynn

L’ex capo dell’Fbi rivela che il presidente Usa gli chiese di lasciar perdere le indagini sull’allora consigliere per la sicurezza nazionale: “È un bravo ragazzo. Mi aspetto lealtà”. Ma Donald è sicuro: “Mi sento totalmente e completamente scagionato” dalla deposizione

In effetti non ha tutti i torti Trump, sulla base di materiale che gira, c’è ben poco che lo preoccupa, al più qualcuno potrebbe dire che ha provato ad ostacolare le indagini, ha eliminato Comey che non li ha giurato fedeltà, ma tra il dire e l’impeachment c’è di mezzo il mare e la fantasia.

Comey aveva già assicurato il presidente nella riunione del 6 gennaio che non lo stavano indagando personalmente, alla Casa Bianca aveva suggerito al presidente di non ordinare un’indagine sulle voci che giravano perchè qualcuno avrebbe creato la notizia che in realtà il presidente era indagato, a marzo in una telefonata, Comey aveva già informato la leadership del Congresso su quali individui stavano indagando e Trump non era tra quelli.

Quindi un pò di polverone iniziale e anche questa questione per il momento verrà messa da parte, poi ne riparleremo questa estate, dove potrebbe accadere l’imprevedibile, un’estate di ferro e di fuoco come direbbe il nostro Machiavelli.

Per quanto riguarda la BCE, il santo patrono Draghi oltre alle innumerevoli chiacchiere tipiche di un banchiere che gira le tre carte all’infinito, dovrà ammettere che dell’inflazione sperata nemmeno l’ombra e che, come dichiarato più volte negli ultimi incontri privati, non bisogna avere fretta, le banche, ripeto le banche e non l’economia reale, hanno ancora bisogno di girare con la flebo attaccata, hanno ancora disperatamente bisogno del QE.

È possibile che, nello scenario che verrà presentato oggi dal capo economista Peter Praet, uno dei più cauti, insieme allo stesso Draghi e al vicepresidente Vitor Constancio, sull’ipotesi di avviare una rimozione dello stimolo monetario, ci sia un piccolo taglio, di uno o due decimali a fine periodo, rispetto alle previsioni d’inflazione di marzo, che indicavano l’1,7% nel 2017, l’1,8% nel 2018 e l’1,7% nel 2019. Sul mutato quadro macroeconomico pesano l’euro più forte (a 1,12 sul dollaro contro 1,07 di marzo e in rialzo di un 3% nel cambio effettivo) e l’altalena del petrolio (a 56 dollari al barile nelle stime di marzo e oggi sotto quota 50). ( Sole24Ore)

Per quanto riguarda le elezioni inglesi noi non diciamo nulla,  la nostra scelta l’abbiamo già fatta e ci siamo posizionati sulla sterlina di conseguenza, gli ultimi sondaggi ve li lasciamo qui sotto…

Immagine232Sopra i dieci punti di distacco tra i tories e il labour è successo per la May e maggioranza certa, ben oltre il 326 seggi necessari per governare in UK. Quello che è certo è che una vittoria della May farebbe piacere ai mercati, poverini che tanto soffrono in questo momento che non possono più salire.  ;-)

Concludendo, questo è un momento importante di breve termine la situazione tecnica incerta, qualche missile qua d la, la prossima invasione del Qatar aspettando la reazione iraniana al grido morte agli americani e ai loro servi sauditi. Certo che fa sorridere l’Arabia Saudita accusa il Qatar di alimentare il terrorismo, si la stessa dalla quale secondo il Congresso americano sono partiti i kamikaze delle torri gemelle affascinante, davvero affascinante!

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14 commenti Commenta
gnutim
Scritto il 8 giugno 2017 at 11:24

Andrea fai bene ad evidenziare la vicenda del Qatar perchè mi sa che ce ne viene una gamba.
Se salta l’accordo Opec-non Opec il settoer HY usa lo vediamo precipitare come un razzo

john_ludd
Scritto il 8 giugno 2017 at 14:10

gnu­tim@fi­nan­za,

Quello avverrà comunque a meno si trovi il modo di riportare il petrolio a 80-90 dollari. Questi sono gli importi dei debiti non investment grade delle compagnie energetiche USA in scadenza nei prossimi anni in miliardi di dollari:

2017 = 70
2018 = 118
2019 = 155
2020 = 230
2021 = 240
2022 = 260

(fonte Bloomberg)

Alcune precisazioni ulteriori:

1) non è per nulla vero che il progresso tecnologico permette alle società che operano nel fracking di essere in gran spolvero con il petrolio anche a 40 dollari. Solo il 10% del miglioramento dei margini è dato dalla migliore tecnologia il resto è la compressione dei costi applicato ai fornitori (una tecnica vecchia come il mondo, quando il pesce grande ha fame per quello piccolo è un dramma). Fonte (Arthur Berman)

2) il WTI è un prezzo benchmark, il petrolio è una categoria che varia molto moltissimo per composizione chimica e a seconda di essa e della provenienza si applicano prezzi diversi. Il prezzo delle tar sands canadesi è a sconto del 30-40 percento, il petrolio shale di Bakken viene venduto il 20% sotto il WTI etc…

3) la quantità di scorte estremamente elevata in USA non è necessariamente legata all’abbondanza in assoluto di petrolio ma all’eccessiva quantità di petrolio ultra leggero (lo shale e l’LTO prodotto a Permian) che deve essere mescolato a petrolio pesante per poter essere raffinato dalle raffinerie americane progettate e costruite per raffinare il petrolio convenzionale prodotto per esempio nel golfo del Messico e importato dall’Arabia o dall’Angola.

Tutto questo è perfettamente in linea con la tesi sempre più valida che il petrolio economico ha raggiunto il picco nel 2007 e da allora il 100% della nuova produzione costa più di quanto l’economia possa permettersi da cui l’aumento vertiginoso di ogni tipo di debito. Ogni prodotto è energia convertita e ogni debito è una promessa di consumo energetico nel futuro, ma con quale energia ?

Nel breve periodo (sino a 5 anni) l’ipotesi più solida è una progressiva e strisciante nazionalizzazione di tutte le società energetiche attraverso denaro creato ex nihilo dalle banche centrali ed elargito ad alcuni selezionati grandi players (banche di investimento, le principali società energetiche) che di fatto possiedono lo stato americano e di conseguenza è proprio parlare di nazionalizzazione in quanto le big corporations sono lo stato americano.

Relativamente all’affare Qatar non mi aspetterei nel breve alcunchè ma è un ennesimo segnale della volontà della lobby israelo-neocon di muovere contro l’Iran. Datco he l’Itan minerebbe lo stretto di Ormutz questo porterebbe il petrolio a 200 dollari come minimo e a una depressione che quella degli anni 30 fu una passeggiata ma a venire colpita sarebbe soprattutto l’Asia e l’Europa in quanto gli USA sono autosufficienti al 100% in tutto tranne che il petrolio che importano solo in minima parte dai paesi del golfo. Un evento simile sarebbe tuttavia interpretato come atto di guerra nei propri confronti sia dalla Cina sia da alcuni stati europei. Ma potrebbe accadere indipendentemente dalla volontà della lobby israelo-neocon che a furia di giocare una politica demente hanno reso l’intera regione (la più importante del pianeta) una vera polveriera.

nickcarter
Scritto il 8 giugno 2017 at 17:28

“””””un’estate di ferro e di fuoco come direbbe il nostro Machiavelli”””””
E intanto le borse salgono che è una bellezza……….e il vix cala che è una bellezza.

icebergfinanza
Scritto il 9 giugno 2017 at 07:15

nickcarter@finanza,

I portoghesi non conoscono il punto di arrivo dell’Araba Fenice… appuntamento a luglio!

madmax
Scritto il 9 giugno 2017 at 09:30

john_ludd@finanza,

Ma se i rincoglioniti russofobici aprissero gli occhi e aumentassero gli approvigionamenti dalla Russia non sarebbe poi cosi’ male. Compravamo gas e petrolio in piena guerra fredda dalla USSR ed oggi solo perche’ gli US devono esportare la loro energia, il primo carico di LNG US e’ arrivato in Polonia la menano sulla sicurezza energetica…io non ho parole ma molti non hanno cervello.

madmax
Scritto il 9 giugno 2017 at 09:34

veleno50@finanza,

Veleno perche’ e’ andata male? La super May sicura di vincere ha sbattuto la faccia contro il muro, ma di certo non se ne andra’ in quanto incollata alla sedia peggio dei nostri politici.
Per quello che riguarda casa nostra sai che penso? Che il voltaggabbana dei grilletti sulla leghe elettorale dimostra la loro paura di andare a votare, sicuri di vincere come la May, come la Clinton e come la LePen…poi nei fatti le cose sono diverse a breve una tornata elettorale locale ci fara’ vedere chi sale e chi scende poi per il resto, come sempre, io speriamo che me la cavo!

john_ludd
Scritto il 9 giugno 2017 at 09:57

ve­le­no50@fi­nan­za,

Veleno con tutto il rispetto, tu e altri commettete un errore di fondo. Un sistema elettorale costruito per fornire comunque una maggioranza in parlamento a dispetto di essere una minoranza anche forte nel paese come può portare avanti un’azione riformatrice (nella direzione della minoranza che ha vinto) ? Poniamo il caso che con il 35% il partito X ottenga la maggioranza in parlamento dopo elezioni con il 30% di astenuti, dunque X può contare sul 25% di supporto reale nel paese. Se con le sue riforme tocca gli interessi del rimanente 75% come può pensare di portarle avanti ? Considera che quel 75% che sono contro (o al massimo neutri non avendo votato, ma che poi diventano contro se tocchi i loro interessi) è rappresentato anche nello stato permanente che governa per davvero il paese (magistratura, esercito, polizia, dirigenti della pubblica amministrazione, potentati economici, media, rettori …). In Francia con un sistema elettorale che permette a una minoranza di detenere un forte potere Holland ha terminato il proprio mandato con il 5% di approvazione e il suo partito è stato cancellato dalla storia. In UK il sistema bipartitico si è con il tempo trasformato in multi partitico e la situazione è bloccata, negli USA con un sistema costruito apposta per far governare una delle due minoranze (in quanto solo una parte degli aventi diritto si iscrive alle liste, i più poveri non lo fanno e le circoscrizioni vengono disegnate apposta per minimizzare i rischi che il candidato del partito storicamente al potere possa perdere) qualunque azione politica è bloccata, non si riforma nulla, resta solo la solita prassi dei soliti interessi che vengono serviti comunque. Non c’è paese al mondo, ad esclusione parziale di alcuni piccoli paesi, dove la democrazia esista di fatto ancora.
E’ tutto polverizzato, atomizzato, confuso, irriformabile. Possiamo ciarlare tra di noi per secoli, Mazzalai può scrivere come tanti altri “come fate a rimanere calmi ?”. Nessuno è calmo, ma tutti sono impotenti, compreso lui, te e me. E’ un passaggio storico, avvenuto più volte in passato, sotto forme leggermente differenti. La fine di un ciclo secolare ha caratteristiche simili e il nostro le segue in pieno. Cosa verrà dopo non lo sa nessuno e ci vorranno comunque almeno 30-40 anni perché la situazione si chiarisca un minimo, ma spesso in passato, tra la fine di un ciclo e l’inizio di quello successivo sono trascorsi secoli non decenni. Siamo alle prese collettivamente con problemi che l’umanità nel suo complesso non ha mai affrontato prima e i soli metodi che conosce sono quelli che potrebbero aiutare a risolvere i problemi del passato non quelli di oggi, non quelli di domani. Non siamo stupidi, chi governa non è necessariamente un idiota, anzi spesso non lo è, ma è impotente perché un sistema iper complesso come il nostro dovrebbe essere semplificato e questo non è mai accaduto volontariamente una sola volta nella storia. Al contrario ogni sistema complesso tende a diventare più complesso, le soluzione tecnologiche che si invocano significano più complessità, le unioni monetarie e/o transnazionali implicano più complessità. Più complessità implica maggiori costi, più strutture necessarie per il suo stesso funzionamento, quindi più energia che deve essere abbondante e costare poco altrimenti i costi per l’estrazione (compresi quelli non contabili come il degrado ambientale) superata una certa soglia non sono più sopportabili oppure proprio non si riesce a trovarle le risorse necessarie e il sistema iper complesso trova da solo la strada per la semplificazione, lo chiamiamo collasso ma è solo il modo attraverso il quale un sistema recupera l’equilibrio a un livello energetico più basso. Ciao.

theoriginaluke
Scritto il 9 giugno 2017 at 10:00

Che strano in questo blog non si parla piu della sterlina…

john_ludd
Scritto il 9 giugno 2017 at 10:33

theo­ri­gi­na­lu­ke@fi­nan­zaon­li­ne,

sono short sulla sterlina da una settimana, ci pago il prossimo viaggio. Contento ?

vito_t
Scritto il 9 giugno 2017 at 10:56

vedi John .. poi mi dici che non sono d’accordo con quello che scrivi, … hai perfettamente ragione, ma come si fa a pensare di affidare il paese ad una forza politica, qualunque essa sia ! che ad esagerare .. rappresenta il 25% del paese ? … Condivido ovviamente anche il momento di grande transizione .. che temo non porterà nulla di buono … occorrerebbe un grande atto di coraggio, ovvero la redistribuzione delle risorse in modo meno esasperato .. ed allora forse dico forse e ripeto forse qualcosa potrebbe cambiare .. ciao ..

theoriginaluke
Scritto il 9 giugno 2017 at 11:09

john_­ludd@fi­nan­za,

Si diceva che euro/sterlina doveva tornare sotto 0.8 e che l’inflazione sparire in UK…..invece non mi sembra proprio!

idleproc
Scritto il 9 giugno 2017 at 11:44

Le osservazioni di John mi fanno ricordare una lettera che ho scritto qualche anno fa, dopo vari avvertimenti annuali per le vie brevi, il cui succo era questo: “Vista la conflittualità decisionale su strategie opposte e palesemente irrazionali che cambiano ogni giorno, tutto il sistema all’origine complesso e funzionale ad una strategia ma in degrado, rende impossibile pianificare alcunché e lo rende ingestibile sia sul piano operativo che di sicurezza”, per cui c. vostri.
Mi sto godendo il crollo, anche se per carattere sono “l’ultimo dei giapponesi”.

john_ludd
Scritto il 9 giugno 2017 at 11:56

theo­ri­gi­na­lu­ke@fi­nan­zaon­li­ne,

scrivi per fare polemica, è inutile. Un esperimento di economia comportamentale condotto per 20 anni ha raccolto 28.000 campioni rappresentati dalle previsioni di esperti accreditati su temi come politica, economia etc… Risultato: solo il 47% delle previsioni è stato corretto. Un risultato devastante (fonte Daniel Khaneman “Pensieri lenti e veloci”, libro di lettura obbligatoria). Io, te, Mazzalai, chiunque nel medio/lungo termine è corretto nel 50% dei casi. Altri studi sull’analisi tecnica hanno studiato la formazione dei più famosi schemi tipo “testa e spalla”, risultato ? sempre attorno al 50%. Diverso il caso del trend following, il mercato ha davvero una memoria di breve periodo ma poi talvolta BUM crolla del 25% in un giorno e sai che te ne fai degli stop loss ? Ho letto diverse interviste a speculatori di grande successo come Stanley Druckenmiller o Howard Marks o miti come Tom McClellan; ognuno usa un mix di strumenti (oltre ad avere un talento che altri non hanno, non dimentichiamoci che di Ronaldo e Messi in giro ce ne sono pochi) e soprattutto quando vincono, vincono molto e quando perdono, perdono poco, diversificazione = ZERO, quando sono sicuri vanno ALL IN. Dunque perché fare polemiche sul perché la sterlina è scesa invece che no ? Mazzalai è uno schietto che scrive quel che pensa e fa quel che scrive. Prendilo come un parere autorevole di uno che studia a fondo il mercato e l’economia e che ha come regola prima quella di non far perdere il capitale ai propri clienti; ma POI SEI TU che devi decidere cosa fare con i tuoi soldi, se ti affidi a un altro devi comunque mantenere il tuo senso critico altrimenti nel lungo periodo sei comunque perduto anche se il tuo consulente è un fenomeno perché è lui che decide per te e non sai se domani sarà ancora lì. Relativamente all’inflazione in UK, essa c’è e pure furente a livello dei costi di produzione (18% in un anno, fonte coppolacomment.com) ma le aziende per ora non lo hanno trasferito al cliente finale. Il problema del Brexit non è tanto il Brexit ma come è stato affrontato dalla May cioè in modo dilettantesco e arrogante. UK esporta in % al PIL in Europa dieci volte di più di quanto l’Europa esporti in UK. Le elezioni le ha chieste lei convinta di vincere facile e le ha perse malamente, la sua carriera politica è finita. Cosa accadrà in futuro lo vedremo. E’ tuttavia evidente che il MODO con il quale i media europei hanno presentato il Brexit è pretestuoso e di parte. D’altra parte rassegnati, non esiste alcuna possibilità che tu possa leggere qualcosa che non sia falso, pretestuoso, di parte sui media ufficiali, sia da una parte che dall’altra in quanto il sistema nel quale siamo vissuti per decenni si sta sgretolando, tutti sono contro tutti, tatticamente alleati una volta con gli uni e una volta con gli altri, talvolta su temi diversi sia con gli che con gli altri. La verità che non è mai esistita ma almeno si poteva intravederne l’ombra e provare a seguirla, ora non c’è neppure quella. Restano blog come questo che prova a fornire informazioni coerenti in un contesto estremamente avverso, in un mondo dalla complessità inafferrabile. E’ già molto, cosa vuoi chiedere di più, che ti faccia diventare ricco divinando il cambio euro / sterlina ?

john_ludd
Scritto il 9 giugno 2017 at 12:02

vi­to_t@fi­nan­zaon­li­ne,

il fatto che ogni tanto “ci siamo scambiati qualche parola accesa” e che probabilmente lo faremo di nuovo, significa solo che entrambi amiamo pensare con la propria testa e difendere le proprie tesi. Resta solo questo oggi, la propria indipendenza intellettuale.

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