AMERICA: 30 % DELL’OCCUPAZIONE E’ PURA FANTASIA!

Scritto il alle 10:00 da icebergfinanza

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Rassegnatevi, ogni cosa a suo tempo sotto il cielo, dei dati macroeconomici al momento non interessa a nessuno, ne sta uscendo uno peggio dell’altro, il loro compito è quello di ignorarli, in attesa del classico Minsky Moment, quello che porterà alla nuova crisi, in un’estate che si preannuncia di ferro e di fuoco.

Nel fine settimana e soprattutto venerdì vi abbiamo parlato del pessimo dato in arrivo dal mercato del lavoro, la piena occupazione è pura leggenda metropolitana per fessi, sembra che circa il 93 % dei lavori prodotti in questi ultimi anni sia frutto della fantasia del famigerato modellino CES Net Birth/Death Model del Bureau of Labor Statistics , modello che i vecchi compagni di viaggio certamente ricorderanno, un modello che abbiamo esplorato all’inizi della Grande Recessione in CES NET BIRTH DEATH …un modello per amico

La formula di questo modello si basa sul passato e non sulla tendenza futura, prende in considerazione solo i trimestri precedenti…..non riesce ad intravvedere le svolte del ciclo economico…

Noi siamo stati tra i pochissimi in Italia ad aver previsto la Grande Recessione sulla base di un sistematico studio dei modelli e dei dati macroeconomici in arrivo a partire dal 2007.

Per chi vuole comprendere meglio ho lasciato il link di riferimento originale, per una migliore sintesi di quello che stiamo parlando vi lascio questo commento del 2008 di un importante editorialista del New York Times…

Floyd Norris di NYT:

“Ora sembra che durante la prima metà del 2008, quando la recessione era in corso, le perdite di posti di lavoro ammontavano a 146.000 al mese. E’ una stima che è quasi tre volte la media di 49.000 posti di lavoro persi mostrati nelle stime iniziali.

Che cosa ha distorto le stime iniziali del governo?

I numeri ufficiali di lavoro si basano su un’indagine mensile dei datori di lavoro, aggiustata da un qualcosa chiamato “modello di  nascita e morte “, che aggiunge i posti di lavoro che presumibilmente sono stati creati dai datori di lavoro, lavori  troppo recenti per essere inclusi nell’indagine e sottraendo i posti di lavoro persi che si presume non dichiarati da parte dei datori di lavoro e che quindi non hanno risposto all’ultima indagine “

Presumibilmente si presume!

Bene, Andrea per quale motivo ci ha raccontato questa storiella?

Mentre circola la balla della piena occupazione che si ottiene con un tasso di disoccupazione che scende solo grazie all’estinzione della forza lavoro, a lavori a tempo determinato, spesso e volentieri di una sola ora, lavori a part-time, dimenticando oltre 40 milioni di americani che vivono di sussidi, i food stamps, dicevo mentre circola la balla scopriamo che circa il 93 % dell’occupazione degli ultimi anni è stata rilevata in base a questo assurdo modellino che presumibilmente presume…93% Of All Jobs “Created” Since 2008 Were Added

Come calcolato da Morningside Hill, dal 2008 il 93% dei nuovi posti di lavoro e il 40% dei posti di lavoro nel 2016 sono stati aggiuntiattraverso questo modello  chenon è supportato dai dati al  contrario, tutti i dati relativi alle nascite e alle morti dei posti di lavoro stabiliscono una diminuzione continua dell’imprenditorialità.

Nell’articolo troverete i dettagli su come oltre il 90% dei lavori creati nell’ultimo decennio non era altro che un’adeguamento “statistico” di alcuni modelli BLS.

Ora non ci vuole chissà quale scienza per comprendere che la realtà in America è diversa da quella che ci viene raccontata, ma se abbiamo anche un supporto scientifico, meglio, uno studio dettagliato della realtà.

Niente di particolare bellezza, non vorrai mica che il governo ti racconti la verità, con tutte le fake news che girano, ne lascerai qualcuna anche a loro si o no?

La tendenza ad una riduzione dell’apertura di nuove imprese, di nuova occupazione, non è chiaramente catturata dai dati dell’Ufficio delle statistiche del lavoro il BLS. Sotto a destra abbiamo alcuni grafici del Wall Street Journal  che riassumono e  confermano queste tendenze.

L’Ufficio delle statistiche del lavoro (BLS) sembra essere solo nella sua convinzione che l’ambiente imprenditoriale negli Stati Uniti stia migliorando.

Concludono gli analisti …

Riteniamo che il BLS abbia gonfiato artificialmente i numeri delle paga mensili tramite la regolazione della nascita e della morte, l’aggiustamento ha aggiunto il 30% di tutti i lavori segnalati dal 2010 .

Ma torniamo ai nostri amati dati reali, venerdi insieme al dato sull’occupazione è uscita la bilancia commerciale, un’altra piccola mazzata sulle prospettive di crescita con una caduta delle esportazioni dello 0,3 % e una crescita delle importazioni dello 0,8 %.

Un altro fattore negativo per la crescita del pil del secondo trimestre dell’anno, vedo con piacere che anche il modellino della Fed di Atlanta ancora slegato dalla realtà sta incominciando a ridimensionare le sue aspettative.

Come per il primo trimestre sarà un miracolo se la crescita del secondo riuscirà a replicare 1,3 % dei primi tre mesi!

Comunque le buone notizie non mancano mai…

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus) – New York, 05 giu – Gli ordini alle fabbriche americane sono calati in aprile, come previsto, invertendo la tendenza rispetto al mese precedente. Secondo quanto reso noto dal Dipartimento del Commercio, il dato e’ calato dello 0,2%, appunto in linea con le stime. In marzo il dato era cresciuto dell’1% (rivisto al rialzo dallo 0,2% della prima stima). Escludendo i trasporti il dato e’ aumentato dello 0,1%, mentre escludendo il settore difesa l’indice e’ calato dello 0,2%. Da segnalare che gli ordini di beni durevoli, quelli destinati a durare almeno tre anni, sono scesi dello 0,8%. L’attivita’ industriale rappresenta circa il 12% dell’economia americana.

Infine per concludere in bellezza continua la notevole discrepanza tra i dati “istituzionali del ISM dei servizi e quello privato della Markit che rileva il PMI delle imprese USA.

Il primo che suppongo sia un fake perchè è privato e non governativo segnala un dato in contrazione dopo aver toccato quota 50 nel 2016 …

ImmagineL’altro invece il ISM Non-Mfg Index, istituzionale,  resta vicino a quota 57 lontano dalla realtà…

[Chart]

L’anomalia ma non troppo, è che l’occupazione nel settore dei servizi sembra salire, come potete vedere qui sotto, ma si tratta pur sempre solo di un sondaggio e non è detto che se un imprenditore dichiara che ha in previsione di assumere, poi alla fine assuma veramente.

Immagine

La chicca finale è che i prezzi del settore dei servizi che vale circa il 70 % dell’economia americana hanno registrato un deciso ridimensionamento, cancellando nello spazio di un istante, tutti i progressi fatti nell’arco di un anno, ovvero bellezza, l’inflazione sognatela!

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7 commenti Commenta
sd
Scritto il 6 giugno 2017 at 14:12

Ottimo articolo Capitano Andrea.

Sicuramente che avere anche dei dati scientifici e magari calcolati da un ente super-partes è molto meglio e molto più “convincente” da schiaffare in faccia a chi dovrebbe occuparsi dei problemi della nostra economia……..economia ormai al fine del suo ciclo storico !!!!!!

Comunque basterebbe guardare la TV o quanto prodotto da hollywood e i vari filmetti e serie televisive che provengono dagli USA (e/o loro alleati) che rendersi conto di quale sia la situazione sociale ed economica in USA…………non è sempre detto che hollywood sia una propaganda in positivo……peggio per loro.

Un saluto

SD

ilcuculo69
Scritto il 6 giugno 2017 at 17:58

Pochi dati chiari dicono tutto
USA
Total employement %population in warking age 60% (58% al fondo della crisi)
(Italia 58%)
Good Job (Gallup Definition) 45%
Under employed 15%
Unemployed (looking for a job) 5%
Prison polulation 1%

Get going

kris_zito
Scritto il 7 giugno 2017 at 00:02

Dopo un paio che lavoro solamente in nord america penso di poter dire la mia. Sottilineando che é semplicemente un’opinione basata su quello che vedo e sento parlando con la gente.
Annunci “Now Hiring” ce ne sono ovunque (a parte in Pensylvania dove la situazione é abbastanza “triste”), peró sono lavori pagati male che all’americano medio non interessano, tantomeno a chi ha un sussidio.
Per cuel che mi riguarda almeno il 50% dei clienti che visito mi offre una posizione e questo vale per quasi tutti i miei colleghi.
Quindi a quando scritto sopra aggiungo che manca personale qualificato.

In definitiva l’idea che mi sono fatto degli americani é che esista un buon 30% della popolazione con un alto tasso d’ignoranza e di pigrizia.
Qui per persone in gamba di opportunitá ce ne sono ancora almeno, in italia invece é rimasto poco.

gnutim
Scritto il 7 giugno 2017 at 07:20

Scusa Andrea la domanda non pertinente al post. Perché il nostro target2 fa così caccare quando per esempio siamo il primo esportatore in cermania?
Grazie

ilcuculo69
Scritto il 7 giugno 2017 at 23:31

gnu­tim@fi­nan­za,

Perchè gli italiani esportano tante merci ,,, ma esportano ancor più…. capitali

icebergfinanza
Scritto il 8 giugno 2017 at 08:46

il Target 2 non è attendibile come indicatore per una serie di motivi difficili da spiegare in due righe…
gnu­tim@fi­nan­za,

idleproc
Scritto il 9 giugno 2017 at 08:24

kris_zito@finanza,

Il mercato del lavoro “qualificato”, non è il mercato del lavoro in generale è un mercato “ristretto” che si sposta sempre più verso l’alto sia nei livelli di specializzazione che nell’integrazione di molte specializzazioni ed esperienze diverse con la derivante flessibilità nelle opzioni di scelta individuale e di offerta.
Si va a casa molto rapidamente in questo genere di mercato e fuori dal mercato del lavoro anche se in linea teorica sei iperspecializzato ma purtroppo quelle specifiche competenze non servono più.
Vedi i progettisti di sistemi a valvole all’epoca dell’introduzione dei transistor, sistemi che esistono ancora ma sono un mercato di nicchia.
E’ il sistema in contrazione e poco importa sul piano generale se posso, anche domani, cambiare lavoro pur essendo in linea teorica per età, fuori mercato del lavoro.
Mi fa un po’ ridere la vulgata che basta studiare di più e lavorare di più per trovare lavoro.

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