MACY’S: FILM HORROR!

Scritto il alle 08:40 da icebergfinanza

Risultati immagini per macy's

Prosegue senza sosta lo stato di eccitazione generale per l’attesa dell’inflazione dopo il dato di ieri e in attesa del doppio appuntamento odierno, con l’indice dei prezzi alla produzione aumentato di 0,5 punti, ben oltre le attese, 0,4 % escluso il settore energetico.

[Chart]

Because of the size of the monthly swings and questions surrounding Easter, March and April will have to be taken together when assessing inflation data, as it is when assessing retail sales for the two months. Today’s report points to another set of upside surprises in tomorrow’s consumer price report.

Oggi altri due importanti dati i prezzi al consumo e le vendite al dettaglio. Già la spesa dei consumatori è molto debole, ci manca solo una pressione al rialzo sui prezzi con salari estremamente anemici e la leggenda dell’eroico consumatore evapora come nebbia al sole.

C’è chi la chiama stagflazione, chi spera ancora nella reflazione, ma è solo un inutile spasmo, in mezzo ad una montagna di debiti, la deflazione tornerà a bussare alla porta alla prossima crisi e questa volta non farà prigionieri.

Lo stesso spasmo che cercano da tempo di trovare i rendimenti a 30 anni in America, ma che finisce sempre nel nulla…

ImmagineMa andiamo a vedere cosa è successo ieri! La verità è figlia del tempo come spesso accade dalle nostre parti, per chi arriva solo oggi rileggetevi questo pezzo riassuntivo e non dimenticate che stiamo seguendo la questione da novembre dello scorso anno, mentre i media cercano di depotenziarne la portata…

THE BIG SHORT: LA CRISI CHE VERRA’!

Quindi ieri all’improvviso…

Macy’s: i conti deludono, continua a soffrire debolezza settore retail

I grandi magazzini Macy’s continuano a soffrire la debolezza che ormai da tempo caratterizza il settore retail, colpa non solo del cambiamento delle abitutidi di consumo (gli acquisti online stanno prendendo sempre più piede) ma anche di un dollaro forte che riduce il potere d’acquisto dei turisti. Il titolo è arrivato a perdere nel pre-mercato il 12% all’indomani di una seduta finita a quota 29,34 dollari.

Nei tre mesi chiusi il 29 aprile e corrispondenti al primo trimestre fiscale del gruppo, gli utili netti sono scesi del 39% a 70 milioni di dollari dai 115 milioni dello stesso periodo del 2016. Al netto di voci straordinarie, i profitti per azione sono passati in un anno a 24 centesimi da 40 centesimi, sotto le stime degli analisti per 35 centesimi.

I ricavi sono calati del 7,5% a 5,34 miliardi di dollari dai 5,77 miliardi del primo trimestre fiscale dell’anno precedente a causa in parte della chiusura di negozi annunciata nel 2016. Il mercato si aspettava un risultato a 5,47 miliardi. Nei punti vendita aperti da almeno un anno le vendite sono scese per il nono trimestre di fila; la flessione è stata del 5,2%, peggio del -3% calcolato dagli analisti..

Come sempre davvero ottimisti questi analisti, tutto così inaspettato, sai bellezza chi l’avrebbe mai detto.

Il primo trimestre 2017 ha evidenziato un piccolo problemino in termini di crescita e profitti e siamo solo all’inizio, perchè quando sulla cresta di una montagna sferza il vento, la valanga fa presto a materializzarsi.

Ovviamente non c’è fretta, si tratta solo di un antipasto, quello che spaventa è l’indotto finanziario che hanno creato dietro il mercato commerciale immobiliare, un mercato quello commerciale che da lavoroa circa 6,25 milioni di american i e che nel 2016 ha contribnuito al pil con 861 miliardi di dollari, circa 1/18 dell’intero valore 2015.

Il resto sono solo trilioni non miliardi, quindi noccioline, come i quasi due trilioni di dollari di mutui concessi per giocare al mercato immobiliare commerciale, l’indotto finanziario la moltiplicazione dei pani e dei pesci è qualche trilione in più, nulla di particolare.

Noi siamo pronti!

Contribuisci anche tu LIBERAMENTE a tenere in vita un’isola di condivisione quotidiana nell’oceano infinito di questa tempesta perfetta, l’informazione indipendente…

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28 commenti Commenta
charliebrown
Scritto il 12 maggio 2017 at 09:09

Se il “Noi siamo pronti” significa una buona scorta di treasuries (33% del totale) e poco azionario (5%), direi che sono pronto anche io. Se il “Noi siamo pronti” significa tanta liquidità da investire nei prossimi mesi, lo sono meno.
Dato che sono un sostenitore del sito e leggo Machiavelli, ritengo che il “Noi siamo pronti” sia da intendere nel primo senso che ho indicato.
Saluti ai compagni di viaggio e alle barchette che seguono il veliero.

gnutim
Scritto il 12 maggio 2017 at 09:29

ed io ci aggiungo un poco di siort banks….

sai questa volta è diverso…..

reragno
Scritto il 12 maggio 2017 at 10:21

io dire che ci sta bene anche un etf sul Vix

john_ludd
Scritto il 12 maggio 2017 at 10:50

io invece li spenderei quei soldini invece che tentare di accumularli, perché se lo scenario del quale scrivete si avvera, anche se avete 1 miliardo sul conto titoli, li potrete vendere 1000 euro alla volta e prelevare 250 euro alla volta. Sono numeri su un computer e quel computer non è neppure il vostro e vi accede tramite una rete informatica che pure quella non è vostra.

Il termine stagflazione è certamente quello che meglio descrive la situazione attuale. Stagflazione indica il calo progressivo di potere di acquisto del salario mediano, tutto qui, il resto sono sofismi. La si può avere con un +5 dei salari a fronte di un +7 dell’inflazione oppure con un -2 dei salari e uno zero dell’inflazione. La stagflazione è una delle caratteristiche principali della fine di un ciclo secolare. Alcune delle altre: frammentazione della società, conflittualità in aumento, fine della coesione tra le élite, restringimento e concentrazione delle élite in quanto alcuni decadono (i nobili decaduti di una volta, industriali falliti di oggi), polarizzazione estrema dei redditi, concentrazione dei patrimoni, ricorso progressivo a forme coercitive per mantenere l’ordine, progressiva caduta nell’irrazionalità anche violenta e autolesionista … Il picco della civiltà occidentale è da collocarsi attorno a inizio anni 70, la crisi energetica del 1973 fu il probabile detonatore. La decadenza non è istantanea, prima permane un plateau ondulato dove all’accumulo di capitale si sostituisce accumulo di debito sino alla saturazione, quindi segue il declino vero e proprio, il 2008 segna il passaggio da fine del plateau a declino il quale può durare qualche decennio o pochi anni a seconda di una vasta serie di parametri alcuni dei quali non osservabili se non ex post. Alcuni approfondimenti:

James Kenneth Galbraith
The End of Normal: The Great Crisis and the Future of Growth

Turchin, P. and Nefedov
Secular Cycles

Il libro di Galbraith è probabilmente stato tradotto in italiano ed è discorsivo ed è di facile lettura, il primo capitolo del secondo si trovava in PDF in rete ed è tutto quel che serve, il resto sono casi di studio.

aorlansky60
Scritto il 12 maggio 2017 at 12:04

John_Ludd ha scritto :
io invece li spenderei quei soldini invece che tentare di accumularli”

niente da dire, se non che si tratta di un consiglio decisamente SAGGIO,
peraltro non motivo di sorpresa, visto che proviene da una delle persone più SAGGE che ho mai avuto occasione di leggere;

da parte mia aggiungerei : spenderli magari non solo in “divertissment” (viaggi e simili che comunque sono sempre spesi bene, specie se condivisi insieme alla Vs famiglia) ma anche in beni rifugio :

il mercato attuale in certi settori, decisamente sottostimati (sicuramente qui in Italia) data la nota congiuntura, offre dei BENI (ORI e ARGENTI… e anche altro…) a prezzo di svendita o di realizzo, per chi sa leggere e approfittare del momento, ovviamente per chi dispone di liquidità (in soli numeri…) e non sa dove riporla se non in obbligazioni, azioni, etc….

andreblanz
Scritto il 12 maggio 2017 at 12:22

Grande John Ludd, mi sto facendo la bibloteca coi tuoi consigli!
uno si mette i soldi da parte per comprarsi futuro, per stare piu tranquillo ma tu mi parli che non c’è futuro e sarà meglio spenderseli.alla luce della tua analisi, che posso condividere, si prevede l0mpossibilità, stile grecia o cipro, di poter disporre liberamente dei miei soldi accumulati. Ma allora se io mi prendo un po’ di oro, mi apro un conto in svizzera ( ora si puó) e un conto a goldmoney ad esempio potrei addirittura svangarmela no…?

john_­ludd@fi­nan­za:
io in­ve­ce li spen­de­rei quei sol­di­ni in­ve­ce che ten­ta­re di ac­cu­mu­lar­li, per­ché se lo sce­na­rio del quale scri­ve­te si av­ve­ra, anche se avete 1 mi­liar­do sul conto ti­to­li, li po­tre­te ven­de­re 1000 euro alla volta e pre­le­va­re 250 euro alla volta. Sono nu­me­ri su un com­pu­ter e quel com­pu­ter non è nep­pu­re il vo­stro e vi ac­ce­de tra­mi­te una rete in­for­ma­ti­ca che pure quel­la non è vo­stra.

Il ter­mi­ne stag­fla­zio­ne è cer­ta­men­te quel­lo che me­glio de­scri­ve la si­tua­zio­ne at­tua­le. Stag­fla­zio­ne in­di­ca il calo pro­gres­si­vo di po­te­re di ac­qui­sto del sa­la­rio me­dia­no, tutto qui, il resto sono so­fi­smi. La si può avere con un +5 dei sa­la­ri a fron­te di un +7 del­l’in­fla­zio­ne op­pu­re con un -2 dei sa­la­ri e uno zero del­l’in­fla­zio­ne. La stag­fla­zio­ne è una delle ca­rat­te­ri­sti­che prin­ci­pa­li della fine di un ciclo se­co­la­re. Al­cu­ne delle altre: fram­men­ta­zio­ne della so­cie­tà, con­flit­tua­li­tà in au­men­to, fine della coe­sio­ne tra le élite, re­strin­gi­men­to e con­cen­tra­zio­ne delle élite in quan­to al­cu­ni de­ca­do­no (i no­bi­li de­ca­du­ti di una volta, in­du­stria­li fal­li­ti di oggi), po­la­riz­za­zio­ne estre­ma dei red­di­ti, con­cen­tra­zio­ne dei pa­tri­mo­ni, ri­cor­so pro­gres­si­vo a forme coer­ci­ti­ve per man­te­ne­re l’or­di­ne, pro­gres­si­va ca­du­ta nel­l’ir­ra­zio­na­li­tà anche vio­len­ta e au­to­le­sio­ni­sta … Il picco della ci­vil­tà oc­ci­den­ta­le è da col­lo­car­si at­tor­no a ini­zio anni 70, la crisi ener­ge­ti­ca del 1973 fu il pro­ba­bi­le de­to­na­to­re. La de­ca­den­za non è istan­ta­nea, prima per­ma­ne un pla­teau on­du­la­to dove al­l’ac­cu­mu­lo di ca­pi­ta­le si so­sti­tui­sce ac­cu­mu­lo di de­bi­to sino alla sa­tu­ra­zio­ne, quin­di segue il de­cli­no vero e pro­prio, il 2008 segna il pas­sag­gio da fine del pla­teau a de­cli­no il quale può du­ra­re qual­che de­cen­nio o pochi anni a se­con­da di una vasta serie di pa­ra­me­tri al­cu­ni dei quali non os­ser­va­bi­li se non ex post. Al­cu­ni ap­pro­fon­di­men­ti:

James Ken­ne­th Gal­brai­th
The End of Nor­mal: The Great Cri­sis and the Fu­tu­re of Gro­w­th

Tur­chin, P. and Ne­fe­dov
Se­cu­lar Cy­cles

Il libro di Gal­brai­th è pro­ba­bil­men­te stato tra­dot­to in ita­lia­no ed è di­scor­si­vo ed è di fa­ci­le let­tu­ra, il primo ca­pi­to­lo del se­con­do si tro­va­va in PDF in rete ed è tutto quel che serve, il resto sono casi di stu­dio.

john_ludd
Scritto il 12 maggio 2017 at 12:43

aor­lan­sky60,

sarò pratico, per una volta. Oro, argento, l’ho scritto tante volte, ha senso e molto se sei abbiente e fare sparire una parte del tuo patrimonio (si chiama per l’appunto tesaurizzazione) sotto la soglia di visibilità di chiunque, non comporta alcuna riduzione della tua capacità di spese corrente e futura (nel caso in cui lo scenario peggiore non si verifica). E’ ovvio insomma, se hai 1 milione, centomila più o meno non cambia granché. Se hai 10 milioni, la scelta va da sé, è quello che fanno i ricchi cinesi, indiani e arabi. Se hai centomila o meno invece tutto pesa, sono pochi anni della spesa annuale. Un pò di monete d’oro di piccolo conio (1 oncia sono più di 1000 euro, come le cambi ?) ok, ci può stare più o meno per tutti. Sulle pietre preziose sono negativo, è un patrimonio poco liquido (meglio di una casa ovvio) e dovessi realizzarlo in fretta ne ricaveresti una frazione di quel che potrebbe valere in altre condizioni. Ma con i titoli governativi a breve a zero, i conti correnti che di fatto sono un puro costo e con il sospetto che il “bail in” non è una sigla televisiva, qualche migliaio di euro o di dollari se lo preferisci, dentro un vaso di fiori, è davvero così cretino ? Su alcuni titoli governativi continuo a essere necessariamente positivo, ma attenzione alla duration, essa deve innanzitutto essere in linea con le aspettative di vita. Se un ultracinquantenne acquista un titolo che scade tra 30 anni ci sono solo queste possibilità 1) intende rivenderlo a prezzo maggiore contando sul calo dei tassi 2) crede di essere eterno 3) li userà per foderarci la cassa da morto. Un moderato uso di (1) mi sembra una speculazione che nello scenario attuale ha rischi alquanto bassi. Gran parte dei miei dollari è su un sovra governativo scadenza 2026 tasso 1,75 comprato a 93. Il rischio nel detenerlo anche a scadenza mi sembra estremamente contenuto.

john_ludd
Scritto il 12 maggio 2017 at 12:51

an­dre­blanz@fi­nan­za,

sbagli, il futuro c’è eccome, mica siamo morti, ma non può essere quello che si immaginava più o meno tutti sino a un decennio fa. Alcuni lo avevano capito già prima, altri ci sono arrivati con la crisi del 2008, non limitandosi a una mera contabilità ma cercando di comprenderne l’origine che si perde indietro nel tempo, almeno sino a inizio anni 70 quando produttività e reddito disponibile della fascia media hanno iniziato a divergere mentre il livello del debito ha iniziato ad accumularsi con una tasso di crescita molte volte superiore a quello dell’economia. Perché il livello raggiunto sia compatibile sarebbero dunque necessari decenni di crescita reale dell’economia a tassi che non si vedono dagli anni 50, quando demografia, risorse ed assetto geopolitico erano tutti favorevoli.

aorlansky60
Scritto il 12 maggio 2017 at 13:47

@ JOHN
…qualche migliaio di euro o di dollari se lo preferisci, dentro un vaso di fiori, è davvero così cretino ?…

niente affatto; anzi.

;-) :-)

charliebrown
Scritto il 12 maggio 2017 at 14:03

john_­ludd@fi­nan­za,

“io invece li spenderei quei soldini invece che tentare di accumularli, perché se lo scenario del quale scrivete si avvera…”

Direi che questo è un blog “rinascimentale”, dove oltre a Niccolò Machiavelli rivive Lorenzo de’ Medici.

Quant’è bella giovinezza che si fugge tuttavia!
Chi vuol essere lieto, sia: di doman non c’è certezza.

aorlansky60
Scritto il 12 maggio 2017 at 14:32

@ Veleno

In ambito di salvaguardia dei propri averi(mobili) resta sempre valido il buon senso di DIVERSIFICARE;
il “vaso da fiori” è comunque un altrettanto valido approdo su cui poter contare, certo.
;-) A patto che il “fortino” sia adeguatamente protetto e difeso, cosa che di questi tempi (e in Italia) rientra di particolare attualità….

landini76
Scritto il 12 maggio 2017 at 15:33

Rieccomi.

BITCOIN è una delle soluzioni…
Da gennaio da 13miliardi di euro a 55 miliardi di eruo capitalizzazione crypto….
Devo dire che mi è andata di lusso, oltre ogni piu rosea prospettiva.

ilcuculo69
Scritto il 12 maggio 2017 at 16:11

john_­ludd@fi­nan­za: Il picco della ci­vil­tà oc­ci­den­ta­le è da col­lo­car­si at­tor­no a ini­zio anni 70

Questa affermazione mi pare francamente antistorica . Nel 1970 non eravamo al culmine di nulla, eravamo in piena era analogica, i computer non facevano parte della vita della stragrande maggioranza delle persone, le comunicazioni telefoniche si basavano su sistemi elettromeccanici, gli uffici erano pieni di segretarie dattilografe che battevano in triplice copia con la carta carbone…..
Io a quel tempo ero un bambino piccolo, tu probabilmente un ragazzo quasi adulto, e di certo a quel tempo si viveva con meno, anche molto meno, ma c’erano grandi speranze, per il futuro, perchè il presente non era percepito molto florido. Dal 1970 ad oggi l’aspettativa di vita è aumentata di 10 anni.
Di tante persone che ho conosciuto e che mi hanno insegnato qualcosa ricordo un mio capo che mi disse: cerca e trova le strade e le ragioni per cui le cose possono andare bene, quelle per cui possono andare male le conosciamo tutti ,tutte e benissimo, e non ci servono.

aorlansky60
Scritto il 12 maggio 2017 at 16:17

@ Il Cuculo

cerca e trova le strade e le ragioni per cui le cose possono andare bene, quelle per cui possono andare male le conosciamo tutti ,tutte e benissimo, e non ci servono.

bellissima massima;

il fatto è che il mondo si ostina a perseguire le vie che portano verso il male, inconsapevolmente o coscientemente (il che è ancora più grave di per se e depone a ulteriore maggiore condanna di queste).

aorlansky60
Scritto il 12 maggio 2017 at 16:42

Secondo me John indicando il 1970 non sbaglia di molto nel datare l’inizio della decadenza della civiltà occidentale,

anche se personalmente vedo più coma data fatidica da vero e proprio TURNING POINT Storico l’anno 2000,

semplicemente perchè segna l’entrata nel WTO della China… con tutto ciò che ne consegue…

ilcuculo69
Scritto il 12 maggio 2017 at 17:27

aor­lan­sky60,
In verità parlava di cose che vanno bene e cose che vanno male NON DI BENE E DI MALE….

apprendista
Scritto il 12 maggio 2017 at 17:31

Completamente d’accordo,qui sul blog non e’ popolare ma ci sono 1000 ragioni/motivazioni che gli utenti forse non conoscono.
lan­di­ni76@fi­nan­zaon­li­ne,

john_ludd
Scritto il 12 maggio 2017 at 17:39

il­cu­cu­lo69@fi­nan­za,

quanti bit ha il tuo computer, telefoni, internet etc… sono solo uno dei pezzi del mosaico. Qual’era il livello di indebitamento medio ? Quanti anni di reddito medio erano necessari per acquistare il bene primario, cioè la casa ? Quali le prospettive per avere un lavoro per chi iniziava ? Quali le prospettive per migliorarlo per chi lo aveva ? Quali le prospettive per un miglioramento complessivo del tenore di vita per sé e la propria famiglia ? Queste sono altre tessere del mosaico. Tu darai più peso alla tecnologia e ai 10 anni in più perché li puoi avere. Se rileggi, ho scritto che siamo passati attraverso un plateau dal quale siamo usciti nel 2008 iniziando a scendere (anche la classe media, anche tu). Questo per l’aspetto individuale, poi c’è l’aspetto generale. L’occidente era allora padrone unico e incontrastato di gran parte del mondo, la minaccia comunista era più una scusa per attuare politiche di razzia che reale, il blocco russo poi aveva meno della metà degli abitanti del blocco occidentale e la Cina era un paese agricolo. Ora l’occidente comanda a casa sua e pure con fatica date le evidenti avvisaglie di disgregazione sociale. Quanto al numero, la sola Cina fa il doppio degli abitanti di USA + Europa, poi c’è l’India, la Russia è risorta, l’Indonesia e tutti gli altri. Un mondo stretto, dove gli occidentali devono combattere guerre sporche per avere la priorità di accesso alle risorse energetiche quando a inizio anni 70 era 1) tutta roba loro 2) gli USA erano ancora auto sufficienti, il prezzo del petrolio era “politico” come in Venezuela o in Arabia oggi (attorno a 2 dollari negli anni 60) poi come previsto la produzione iniziò a declinare, ci fu l’embargo e i rapporti di forza iniziarono a mutare, prima impercettibilmente, poi rapidamente, mentre ora il mondo è definitivamente multi polare e molto più complesso e pericoloso. Ci sarebbe spazio per 10 volumi, suggerisco la lettura del testo di Galbraith che si legge di un fiato. Ciao.

Gianbattista
Scritto il 12 maggio 2017 at 18:30

Visto che alcuni hanno detto la loro posizione anch’io dico la mia ….
40% obbligazioni in US dollari alto rendimento corporate
10% short su S&P 500
10% long su VIX
10% azionario ( da vendere appena parte il ViX )
Resto cash ….

conrad-johnson
Scritto il 12 maggio 2017 at 20:14

john_ludd@finanza,

ottimo riassunto. ma chi ha permesso il ferale ed inquinantissimo iper sviluppo cinese dovrebbe essere duramente punito assieme a tutta la sua famiglia e pureil cane. ….

john_ludd
Scritto il 12 maggio 2017 at 21:54

con­rad-john­son@fi­nan­zaon­li­ne,

Temo che lo sarà ma non come lo speri tu (e pure io che non sono mostri di simpatia e tra i porci americani e i cinesi dovendo scegliere fuggirei in Antardide). Sono terribilmente ambiziosi, hanno 2300 anni di storia dietro, sanno aspettare, sono i più grandi commercianti di ogni epoca e per questo motivo sanno bene che alla lunga vendere cose che servono (o che non servono ma fanno guadagnare a tanti qualcosa) premia più che svenarsi in guerre eterne costruendo navi da guerra da 1 miliardo che possono essere affondate con un missile da 1 milione. Le filiali delle loro banche sono dappertutto da Roma e Milano a Berlino e Londra, fanno affari chiari come il liquido che esce da una fogna. La conglomerata cinese HNA Group è appena diventata primo azionista di DB con il 10% (cioè il governo cinese è primo azionista della prima banca tedesca) e così via, piano piano, zitti, zitti, senza fare casino nei vari teatri di guerra, come se non ci fossero e invece … e nella via parallela a quella dove sono cresciuto, tutti negozi, una volta italiani, ora sono tutti cinesi, anche il barbiere, 10 euro e lavora pure bene. Non li ferma certo la bolla immobiliare, sono dei neo chartalisti, il capitalismo è di stato, i miliardari privati sono tutti ben legati al partito comunista (ma potrebbero anche chiamarlo partito pippero che di comunista non ha niente) e buona parte della cosiddetta fuga di denaro all’estero sono flussi pilotati che finiscono in società offshore in paradisi fiscali o in UK da dove verranno utilizzati per chissà cosa. Solo il degrado ambientale nel quale sono immersi li può bloccare (ma l’atmosfera si sa non ha confini). Ciao.

skunkin
Scritto il 12 maggio 2017 at 23:21

<s
Gian­bat­ti­sta,

Gian­bat­ti­sta,

trong>Gian­bat­ti­sta,
Gianbattista
Scritto il 12 maggio 2017 at 18:30
Visto che alcuni hanno detto la loro posizione anch’io dico la mia ….
40% obbligazioni in US dollari alto rendimento corporate
10% short su S&P 500
10% long su VIX
10% azionario ( da vendere appena parte il ViX )
Resto cash ….

[ Quota ] [ Replica ]
40% Obbligazioni in usd
10% Short su S&P 500
10% long vix
10%Pac su ETF AZ tipo IE00B0M62Q58
10% Obb inflation linked Visto il grafico subito dopo il 1929
20% scrigno

sd
Scritto il 13 maggio 2017 at 22:07

Buona sera……..e buon investimento !!!!

Se a qualcuno interessa allego un link che spiega molto dettagiatamente….dove…e come….investire i propri soldi
http://marcodellaluna.info/sito/2017/05/12/moneta-nostra-giustizia-loro/

john_­ludd@fi­nan­za,
John_ludd condivido i tuoi post. Il mondo è dei furbi o dei prepotenti, si vede che i Cinesi hanno capito benissimo come funziona quà in occidente e pian piano, senza fretta, senza che c’è ne accorgiamo e grazie alla fiat-money si compreranno anche casa nostra.

Naturalmente finché durerà.

Non è detto che un giorno, quando l’AVIDITA generale, si tramutera in consapevolezza le cose cambino.

SD

laforzamotrice
Scritto il 14 maggio 2017 at 07:32

sd@finanza,

Interessante come tesi, ma rimane il fatto che senza la banca il mutuo non sarebbe stato concesso, e la casa non poteva essere acquistata. Credo che il punto non sia tanto se la banca (il sistema bancario) possa o meno creare denaro dal nulla, ma QUANTO possa crearne; bel problema, anche perchè la quantità di denaro che sarebbe giustificato creare, è legato al concetto di “valore”, molto arbitrario.
Io non sono laureato ne ho letto Keynes, Smith, Marx, Stiglitz o altri se non attraverso altrui citazioni; nella mia elementare logica sono fermo a “Se Robinson Crosue sull’isola avesse trovato un tesoro, sarebbe stato più ricco?” Cioè se il denaro in realtà è solo una rappresentazione numerica della fiducia nel valore delle merci sottostanti, come regolarne la circolazione?
Tutto il resto è idealismo, invidia, o perdita di tempo.
Ovviamente per me.

laforzamotrice
Scritto il 14 maggio 2017 at 07:36

Scusate l’errore “ma rimane il fatto che senza la banca il mutuo non sarebbe stato concesso, e la casa acquistata”

stanziale
Scritto il 14 maggio 2017 at 19:40

stanziale@finanza,

Chi lo vuole leggere, clicchi il titolo su google e traduci la pagina…comunque dice che l’Italia e’ lodata, gli incontri con gli italiani sono cordiali , a differenza di quelli con i tedeschi.

sd
Scritto il 14 maggio 2017 at 21:14

la­for­za­mo­tri­ce@fi­nan­za,

Laforzamotrice, io non sono un avvocato e non ho studiato legge ma la nostra società si basa su regole, leggi e DIRITTI. Anche se su dette regole si potrebbe discutere per giorni.
Il mutuo poteva benissimo essere erogato da qualsiasi altro ente e non solo da una BANCA PRIVATA, poteva benissimo essere una BANCA DI STATO a farlo.
Ma il punto non è questo ma bensi: quale diritto ha una banca privata di creare denaro dal nulla ? naturalmente parlo di diritto regolato da leggi……e non chiacchere !!!!! E quale diritto ha di non pagare le tasse su tale creazione?
Lo stato principalmente dovrebbe regolamentare, con tanto di leggi, tale diritto.

Per quanto tempo si può pensare che un ente privato possa permettersi di creare e gestire il nostro denaro? lucrandoci sopra e magari creando crisi e poverta a tavolino per arricchirsi a spese degli altri?

SD

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