MACRON’S FRENCH FOLLIES!

Scritto il alle 10:37 da icebergfinanza

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Ieri il due di picche della sinistra francese ha chiesto a Macron di fare un gesto distensivo nei confronti dei suoi elettori, ha chiesto di cancellare l’odiosa legge sul lavoro che porta il nome di quello che tutti ormai considerano il nuovo presidente francese.

Povero illuso…

Parigi, 1 mag. (askanews) – Se eletto nel ballottaggio delle presidenziali di domenica, il candidato centrista all’Eliseo Emmanuel Macron non ritirerà la controversa riforma del lavoro che porta il suo nome, come chiesto dal leader della sinistra radicale francese, Jean-Luc Melenchon, in vista del voto per il secondo turno.

“I francesi si sono espressi ed hanno scelto il progetto con tutte le sue riforme, non li tradirò rinnegandolo e voglio poter agire domani in modo efficace: queste riforme le abbiamo concepite, portate aventi e le faremo”, ha concluso Macron parlando a migliaia di persone nella località parigina di La Villette.

Per gli innamorati e gli ingenui una rapida carellata del “Macron pensiero…”

In questa società c’è una maggioranza di donne, per lo più ignoranti …

“In questa società – disse l’allora ministro – c’è una maggioranza di donne, per lo più ignoranti. Viene spiegato loro: ‘Qui o nei dintorni non avete futuro, andate a lavorare a 50 o 60 chilometri’. Ma loro non hanno la patente. Che facciamo? Diamo loro 1.500 euro, e aspettiamo un anno?”. La frase sulle donne “ignoranti” con difficoltà a prendere la patente suscitò non poche polemiche perché seguì di pochi giorni l’accusa al presidente Hollande di chiamare in privato “sdentati” le persone povere. Per queste parole Macron si scusò il giorno stesso in Assemblea Nazionale: “Il primo rimpianto è per le affermazioni che ho tenuto stamani se ho offeso, e perchè ho offeso alcuni operai. E’ inaccettabile. E non è quello che volevo fare”.‘I giovani sognino di diventare miliardari. Le donne

C’è bisogno di giovani francesi che abbiano voglia di diventare miliardari

Ma non è finita qui diamo un’occhiata al pensiero di quello che da molti nell’ambiente era considerato un banchiere maldestro, in questa raccolta di Roberto Ciccarelli…

 Disperato il paese che deve scegliere tra fascismo e liberismo. #top20 #compilation

1. « Se fossi disoccupato, non aspetterei tutto dall’altro, prima proverei a battermi. »
2. « Abbiamo bisogno di giovani francesi che abbiano voglia di diventare miliardari. »
3. « Spesso, la vita di un imprenditore è molto più dura di quella di un salariato, non dimentichiamocelo. Può perdere tutto, lui, e ha meno garanzie. »
4. « In questa società (Doux) c’è una maggioranza di donne. E molto di loro sono, per la maggior parte, incolte. »
5. « I salariati francesi sono pagati troppo. » « I salariati devono poter lavorare di più, senza essere pagati di più, se i sindacati maggioritari sono d’accordo. »
6. « Il Front National è, a parità di condizioni, una specie di Syriza alla francese, di estrema destra »
7. « Guardate che non mi intimidite con la vostra maglietta, il miglior modo di pagarsi un vestito è lavorare. »
8. « Gli inglesi hanno la fortuna di aver avuto Margaret Thatcher. »
9. « Dico ai giovani : Non cercate un padrone, cercate dei clienti. »
10. « La Francia è in lutto di un re. »
11. « Sono per una società senza statuti. »
12. « Non sono qui per difendere dei jobs esistenti. »
13. « La disoccupazione di massa in Francia è dovuta al fatto che i lavoratori sono troppo protetti. »
14. : M. qualifica tutti coloro che – nel Partito Socialista – si oppongono alla sua legge (308 articoli reazionari tra cui quello sul lavoro di domenica, di notte, o la privatizzazione della donazione del sangue) di « focolari infestati » o di « fannulloni ». « Penso ci sia una politica di fannulloni e che ci sia una politica di artigiani. »
15. : « Ogni candidato che sarà eletto firmerà, con me, il contratto con la Nazione. Si impegnerà a votare, al mio fianco, grandi progetti, a sostenere il nostro progetto. » « Nessuna fronda. » (l’articolo 27 della legge fondamentale dice che « qualsiasi mandato imperativo è nullo. Il diritto di voto dei membri del Parlamento è personale »).
16. : La protezione sociale basata sul salario è finita. M. propone un transfert gigantesco di 450 miliardi dei contributi sociali del salario lordo pagato dal capitale « loro » su quello dello Stato pagato dalle tasse « noi ».
17. : « Non voglio vietare Uber e i VTC, sarebbe come rimandarli a vendere la droga a Stains. »
18. : « Conto su di voi per assumere più apprendisti. Ormai è gratuito quando sono minorenni. »
19. : « Considerata la situazione economica, non pagare più le ore supplementari è una necessità. » (a Davos !)
20. : « 35 ore per un giovane, non è abbastanza. »

Fonte http ://www.filoche.net/2017/04/15/30-des-pires-declarations-d%e2%80%99emmanuel-macron/

Ora un antipasto…

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Sono solo i pensieri di un folle ma i veri folli sono quelli che oggi stanno a sinistra della follia queste sono cosuccie che a gente come Mélenchon piacciono da matti.

Ma questo è nulla, ora allontanate i bambini e se siete deboili di cuore e di stomaco, non leggete perchè questo che arriva è il pensiero del suo mentore, Attali, uno dei folli che ha messo in piedi l’Europa, il mentore di Macron, quello che dietro le quinte è il vero mangiafuoco di questo burattino…

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Così Attali si fa alfiere del modernissimo (e terrorizzante) “poliamore

La domanda è: perché? Perché Jacques Attali – l’economista di Francois Mitterrand, l’uomo bipartisan della “Commissione Sarkozy”, l’esperto di paesi disastrati, ricostruzioni e sviluppi – decide di scrivere un bignami sul rapporto uomo-donna (dalle origini al futuro, passando per scimmie, tribù, triangoli, chiese, case borghesi, relazioni di gruppo e ermafroditismo di ritorno e di massa)? Se poi si sfoglia il suddetto sussidiario attaliano (“Amori-storia del rapporto uomo-donna”) – visto il tono da dipartimento scuola-educazione e la chiarezza lapidaria dei capitoli: amori animali, primi amori, poliandria, poliginia, invenzione della monogamia, agonia del matrimonio – viene da chiedersi se Attali abbia sempre avuto questo animo da educatore sentimentale o se l’abbia maturato per noia durante le riunioni sulla globalizzazione sostenibile (ciò spiegherebbe la prosa da rivista da sala d’aspetto).

Una possibile risposta a tale interrogativo la fornisce un anonimo cronista inglese, testimone della fase londinese di Attali (primi anni Novanta), quando l’economista era noto oltremanica più per gli eccessi mondano-spendaccioni che per i suoi studi – aveva trasformato infatti la sede del suo ufficio sul Tamigi in una specie di lounge bar scintillante, circostanza che fa propendere per l’ipotesi: Attali ha sempre avuto un animo frivolo ma non poteva manifestarlo al pubblico delle ong (dove parlava di sviluppo sostenibile). E però il suo libro non è frivolo, bensì terrorizzante.

L’economista-sociologo scrive infatti che l’uomo – vista la sparizione della classe media, l’allungamento della vita e il venir meno della convenienza borghese all’amore monogamo – si sta muovendo verso lo scenario denominato “netloving”: nessuno si legherà più a nessuno, la fedeltà sarà derisa “come un’impostura”, tutti avranno più amori simultanei e se lo confesseranno – guai a non dirlo, pena l’etichetta di ipocriti: “Il diritto di fare ciò che si vuole sarà controbilanciato dall’obbligo di trasparenza”, scrive Attali (e fin qui passi, i traditori si sentiranno sollevati, quantomeno). I bambini, nel frattempo, saranno però allevati in una comune “di ex e ex degli ex”, etero e gay, e alla fine “saranno figli di se stessi” (e già viene un po’ di magone). La riproduzione avverrà in modo autarchico, per autoclonazione di cellule (che Attali abbia letto le pubblicazioni di Umberto Veronesi?). I rapporti tra i sessi rientreranno nelle modalità “poliamore” e “polifamiglia” (che Attali abbia frequentato il convegno pannelliano che nel 2007 sancì l’avvento “dell’amor civile” polifedele?

(…) E nel lettore sorge un dubbio: a quel punto non si saranno già suicidati tutti?

Aspettate a suicidarvi leggete meglio magari su Repubblica perché pensate ancora che sia una “fake news” …

Attali e la coppia ai tempi del consumismo:

E se ancora non avete vomitato…

Com’é triste il “poliamore”

E poi, l’apoteosi finale: “La riproduzione diventerà compito delle macchine, mentre la clonazione e le cellule staminali permetteranno a genitori-clienti di coltivare organi a volontà per sostituire i più difettosi. Un bambino potrà essere portato in grembo da una generazione precedente della stessa famiglia o da un donatore qualsiasi, e i figli di due coppie lesbiche nati da uno stesso donatore potranno sposarsi, dando vita a una famiglia con sole nonne e senza nonni. Molto più in là, i bambini potranno essere concepiti, portati in grembo e fatti nascere da matrici esterne, animali o artificiali, con grande vantaggio per tutti: degli uomini poiché potranno riprodursi senza affidare la nascita dei propri discendenti a rappresentanti dell’altro sesso; delle donne poiché si sbarazzeranno dei gravami del parto”. A parte che mi deludi, caro Jacques, usi parole obsolete come “sesso” (non lo sai che si dice “genere”?); a parte che partorire è una cosa bellissima di cui nessuna di noi si vuole sbarazzare (per quanto, come diceva Robin Williams, estrarre un pollo arrosto da una narice può avere i suoi lati negativi), ma questo tu non lo puoi sapere; per il resto non credo alla tua buona fede, Jacques. Un mondo così è un incubo anche per te. Che ne direbbe tua madre, anzi, scusa, la tua matrice interna di origine umana?

Che figata bellezza, domenica Macron sarà presidente della Francia e Attali farà da mamma, vuoi mettere la donna nera che paura …che figata Ragazzi!

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42 commenti Commenta
emzag
Scritto il 3 maggio 2017 at 10:55

È esattamente come dici tu e come rivelano in modo inequivocabile le parole dello stesso Attali (se non fossero sufficienti le evidenti implicazioni dei loro probrammi politici).
Eppure la gente non capisce e come i bambini abusati continua ad aver paura di abbandonare il suo stesso carnefice.
Questo è un passaggio storico decisivo, o le masse prendono coscienza e ritornano a essere dei “popoli” o in pochi anni si supererà il punto di non ritorno oltre il quale nessuna ribellione sarà più possibile.
Il ballottaggio di domenica sarà importantissimo. Un risultato al di sotto del 40% sarebbe un segnale disastroso che indicherebbe una acquiescenza giunta ormai – forse – a uno stadio irreversibile da parte delle classi medie (società civile e classi medio basse).
Fino al 45% neutrale mentre superandolo nettamente l’indicazione sarebbe che qualcosa si sta davvero smuovendo anche in quelle fasce sociali che tradizionalmente hanno la funzione di consolidare il consenso per il potere (in realtà l’unica funzione che hanno ma loro poverini credono di essere davvero indispensabili. E dire che li stanno bastonando duramente da almeno vent’anni ma loro credono…che sia colpa dello Stao e dei politici…poverelli…e se non si svegliano i loro figli e nipoti finiranno a fare gli schiavi per quei padroni che oggi si rifiutano di abbandonare…)

charliebrown
Scritto il 3 maggio 2017 at 11:38

emzag,

Perché ostinarsi su posizioni di retroguardia, come le tue o quelle di Mazzalai? Il futuro è nelle visioni di Macron e di Attali! Marine e il populismo sono il grande pericolo. Lo hanno capito benissimo molti vescovi francesi.
Così scrive il settimanale diocesano di Padova che, ironia della sorte, sembra chiamarsi “La difesa del Popolo”

http://www.difesapopolo.it/Mondo/Francia-i-vescovi-girano-le-spalle-a-Marine-Le-Pen.-Un-voto-per-l-Europa-contro-populismi-e-paura

Ovviamente la mia è solo amara ironia. Chi ha un po’ di testa faccia le proprie considerazioni.

Repubblica dice invece che i vescovi non sono schierati, non fanno politica, nessuno dei due è il loro candidato ideale… Anche in questo caso sono “luce che illumina il mondo”!!! Oh no?

reragno
Scritto il 3 maggio 2017 at 11:57

Credo che siamo veramente arrivati alla frutta. Il 2017 è veramente l’anno della svolta.
Non intendo sui mercati.

john_ludd
Scritto il 3 maggio 2017 at 12:02

re­ra­gno@fi­nan­zaon­li­ne,

La svolta arriva quando è pronta. Voler avere ragione troppo presto è avere torto.

tirlusa
Scritto il 3 maggio 2017 at 13:19

Sottovaluti la durezza di cuore di certi ceppi del genere umano….
john_­ludd@fi­nan­za,

tirlusa
Scritto il 3 maggio 2017 at 14:11

Ho qualche amico che vive in Francia, estrazione di sinistra come la mia……è impossibile intavolare una discussione politica serena, intolleranza e chiusura massima. Ringrazio Dio per essere una persona libera, senza vincoli di bandiera, che guarda solo ai contenuti e no alle etichette. In Italia è pure cosi, forse peggio.
ve­le­no50@fi­nan­za,

icebergfinanza
Scritto il 3 maggio 2017 at 14:15

Ultimissimo avviso!

reragno
Scritto il 3 maggio 2017 at 14:34

Non si tratta di avere ragione o torto, ma di fede. La tua razionalità e intelligenza molto maggiori della mia, non possono darti certe risposte.
john_­ludd@fi­nan­za,

emzag
Scritto il 3 maggio 2017 at 14:46

A PROPOSITO DEL THREAD…come dice Marco Damilano sull’Espresso, la società civile, che è quella che determina il consenso reale (quella che una volta chiamavano la maggioranza silenziosa) non ha nessuna intenzione di cambiare nocchiero in sì gran tempesta.
Un po’ per convenienza ma anche per costitutiva paura di esporsi e di combattere in prima linea. Significherebbe andare soli per il mondo senza la protezione del padrone. Inconcepibile per il subordinato medio.
La classe media è subalterna per costruzione, si tramanda la sottomissione dai genitori ai figli e di sua natura più il padrone la maltratta e più lo ama caninamente.
Dubito molto quindi che le previsioni di Andrea relative alle elezioni si possano avverare anche se ovviamente tifo Le Pen.
Anzi non mi meraviglierei di uno striminzito 39-40%.

PS: se ci si limita a parlare del topic e non di patetiche questioni personali è molto meglio e la cosa diventa ampiamente fattibile.

ilcuculo69
Scritto il 3 maggio 2017 at 15:02

Il Sig. Attali è sicuramente un psicopatico , sociopatico, pericoloso…

ilcuculo69
Scritto il 3 maggio 2017 at 15:05

tir­lu­sa@fi­nan­za,

Se potessi scegliermi i miei populisti , tra Grillo e la Le Pen sceglierei senza dubbio quest’ultima .

Essere un uomo libero purtroppo è molto una questione economica, sei libero se hai molti soldi, se non ne hai affatto o se ….hai un cannone nel cortile….

tirlusa
Scritto il 3 maggio 2017 at 15:22

Non è una questione economica, è una predisposizione d’animo, il desiderio di andare all’essenza delle cose non pensando al solo tornaconto personale
il­cu­cu­lo69@fi­nan­za,

tirlusa
Scritto il 3 maggio 2017 at 15:37

Populismo è una parola usata in senso spregiativo che, se ci pensi bene, non ha molto senso usare in questi termini visto, che almeno sulla carta, la sovranità spetta al popolo.
Chi usa questo termine sta banalizzando un fenomeno. Il FN ha dismesso la casacca di partito neofascista nazionalista xenofobo, etc…. E’ semplicemente l’unico partito che fa politica nel territorio e che raccoglie le istanze della gente comune, dimenticata dagli altri partiti che preferiscono i talk show o i salotti delle banche, modellando la proposta politica secondo le istanze del territorio. Siccome è una tendenza consolidata il consenso di questi movimenti non potrà che continuare a salire e a me non potrà che fare piacere.
il­cu­cu­lo69@fi­nan­za,

emzag
Scritto il 3 maggio 2017 at 15:45

ilcuculo69@finanza:
Essere un uomo libero purtroppo è molto una questione economica, sei libero se hai molti soldi, se non ne hai affatto o se ….hai un cannone nel cortile….

Esatto, però è così come dici solo in questo modello di società.
Intendo dire che in questo modello di società rigidamente gerarchica (o di classe o di casta…) il subalterno è obbligato a rinnegare il proprio senso di appartenenza originario – cioè quello che lo lega agli altri subalterni del suo ambiente di nascita – per arrivare a valorizzare e a considerare come desiderabile e unico valido il senso di appartenenza dei dominanti.

Per questo non è libero e non può prendere coscienza, come dici giustamente tu, se non avendo i soldi o il cannone. Ma ha il permesso di farlo soltanto fino a che questa libertà non lo spinge a cercare di ricostruire orgogliosamente la sua vera appartenenza originaria, quindi in lotta aperta contro i dominanti. Se lo fa viene sottoposto a coercizioni insuperabili e o si arrende o viene sopraffatto.

Quale alternativa si propone normalmente?
Quella di cui parla Tirlusa, la vaga essenza delle cose, che però non spiega molto, non è abbastanza “pratica” e ti costringe in una posizione “meditativa” che è inevitabilmente rinunciataria quindi esposta alle aggressioni di un sistema basato sulla competizione spietata (sistema ovviamente costruito dai dominanti e dal quale loro sono fuori).

La sostanza del mio discorso è che la vera libertà è nell’appartenenza a un gruppo, possibilmente quello tuo originario il che in altri termini significa che sei libero quando appartieni relamente a un POPOLO.
Allora e solo allora anche l’inevitabile subalternità, a cui tutti in diversa misura devono sottostare, acquista un senso che non è più di umiliante sottomissione come invece è nel caso del medio borghese che ama e teme il proprio padrone rinunciando alla propria libertà in cambio della tutela e dellapossibilità di sentirsi comunque superiore a chi sta peggio di lui ma di reale “partecipazione”.

La massa deve tornare a essere popolo.

bano
Scritto il 3 maggio 2017 at 15:58

Qua mi sà che il gabibbo nordcoreano fa sempre piü scuola nei comportamenti del populino e sopratutto nei suoi presunti Leaders… che Macron sia cugino stretto di Kim?
certo è che tutto appare tranne che la vera democrazia del popolo,ma forse quella è un lusso come del resto oggi lo sono le guerre. e non ci si puó piuermettere nulla di lussuoso.

luigiza
Scritto il 3 maggio 2017 at 16:11

8. « Gli inglesi hanno la fortuna di aver avuto Margaret Thatcher. »

8,1 « I francesi avranno presto la fortuna di aver Macron. » Firmato: Macron, a volte detto anche figlio del dio.Attali.

Che culo ‘sti francesi!

john_ludd
Scritto il 3 maggio 2017 at 17:07

tir­lu­sa@fi­nan­za,

assolutamente no, troppe le esperienze vissute che mi hanno confermato quanto sia difficile vivere, ma credo di avere una certa dimestichezza con lo scorrere del tempo e con le modalità con le quali i cambiamenti, di qualsiasi tipo e colore, si manifestino. Sono fenomeni sismici, lentissimi, impercettibili, che gettano nello sconforto quelli che ritengono di vedere prima degli altri che la situazione è insostenibile e che non riescono a capacitarsi del perché anche gli altri non lo capiscono. Un cambiamento sociale/economico ha l’andamento di un terremoto, l’energia si accumula per decenni, tensioni mai risolte acquistano forza, poi BUM tutto all’improvviso e se non hai costruito la tua città in zona anti sismica, se la società che hai ostinatamente voluto mantenere diseguale, poi non ti lamentare. Purtroppo i terremoti non lasciano vincitori, solo una nuova città da costruire, Ora rifletti che il problema di cui si tratta in prevalenza in questo blog è solo uno, non il più grave, di gran lunga il più semplice da affrontare, quello che si ritiene più acuto perché riguarda chi lo vive ora. Quindi torniamo al discorso dei cambiamenti sismici, lenti, inesorabili.

emzag
Scritto il 3 maggio 2017 at 17:11

Eccellente articolo di Brancaccio sull’uscita dall’euro

http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2017-05-02/e-se-l-uscita-dall-euro-diventasse-inevitabile-200718.shtml?uuid=AEIla7EB

Scrive e parla da padreterno anche se politicamente mi sembra ancora un po’ legnosetto.
Per lo meno però ha dichiarato che al ballottaggio non voterebbe Macron e viste le posizioni di tanti altri comunisti il suo va considerato un “audacissimo” balzo in avanti.

Riporto una frase notevole

…sarà bene evitare un’incresciosa abitudine che andava di moda tra gli accademici qualche anno fa, e che li induceva a esaminare l’economia come fosse costituita da un fantomatico agente unico, rappresentativo dell’intera collettività. Non occorre scomodare Marx per ricordare che in realtà il sistema è formato da attori sociali molto diversi tra loro, ed è quindi necessario chiarire a quali di essi facciamo ogni volta riferimento nelle analisi.

Ecco qui c’è la chiave della rivoluzione e del senso del passaggio epocale che stiamo attraversando.
Non credo se ne renda pienamente conto nemmeno Brancaccio.
Ho già parlato di questa cosa e ho anche segnalato un celebre libro quindi non insisto sull’argomento.
Però sta tutto lì e un giorno non lontano lo si capirà.

john_ludd
Scritto il 3 maggio 2017 at 17:11

tir­lu­sa@fi­nan­za,

“… E’ semplicemente l’unico partito che fa politica nel territorio e …”

ma gli altri partiti ormai non esistono più. I socialisti sono al 5%, i gollisti sono un ectoplasma. Quindi vedi che non è vero che le cose non cambiano, troppa fretta, non è una questione di fede o di essere troppo razionali, c’è il tempo di mezzo.

john_ludd
Scritto il 3 maggio 2017 at 17:20

re­ra­gno@fi­nan­zaon­li­ne,

una delle risposte scritte in precedenza era al tuo commento su giusto, sbagliato, razionalità, fede. Innanzitutto non sono più razionale e intelligente di te, sono diverso questo sì e conto sul fatto che tu comprenda che diverso è l’opposto di identico e omologato. Volere avere ragione troppo presto etc… non è una bella frase, ha conseguenze pratiche, dirette, la fede non c’entra per niente. Ciao.

tirlusa
Scritto il 3 maggio 2017 at 17:21

Dal 2002 ad oggi (e sono clemente perché sto togliendo gli anni dell’ecu e dello sme) sono passati 15 anni di folle Governo oligarchico europeo…..non mi sembrano pochi visto che in questo mondo non ci sarà data una seconda opportunità….
john_­ludd@fi­nan­za,

john_ludd
Scritto il 3 maggio 2017 at 17:42

tir­lu­sa@fi­nan­za,

vedi che hai un cattivo rapporto con il tempo. Sino al 2009 non c’era opposizione all’euro, è con la crisi che arriva in USA che si palesano le incongruenze dell’unione monetaria. Dunque prima sembra che vada tutto bene ma non è vero, è sotto la linea di osservazione. Ora è evidente, in mezzo uno, due turni elettorali che hanno comunque radicalmente alterato la composizione della rappresentanza politica. Poi certo la nostra vita è breve, ma se sei nella fascia di età mediana e vivrai tutti i 30 anni e passa che ti spettano farai ampiamente a tempo a vedere mutamenti che trascendono quel che ti aspetti di due o tre ordini di grandezza.

tirlusa
Scritto il 3 maggio 2017 at 17:57

Concordo pienamente con te…..gli anni di apparente calma sono quelli dove si accumulavano gli squilibri. Ma io, non per vantarmi, lo sapevo già dal 2002 che l’euro faceva schifo….non avevo il quadro completo però lo capii subito tant’è che comprai USD già da allora. E feci una grossa minchiata visto che arrivò a 1.5…..hehehe
Quindi ti dico giusto quando affermo che sono passati 15 anni perché io aspetto dal 2002. Dici bene anche tu quando parli del 2009.
Non che il mondo stesse granché bene prima dell’introduzione dell’euro ma, come dire, dal 2002 chi comanda ha pieni poteri perché si è dotato di un’arma micidiale.
john_­ludd@fi­nan­za,

john_ludd
Scritto il 3 maggio 2017 at 18:05

tir­lu­sa@fi­nan­za,

gli squilibri si accumulano perché c’è calma, se non ci fosse le tensioni si scaricherebbero, la natura detesta la stasi e noi siamo parte di un sistema biologico naturale che dipende largamente dal caso. Inutile e dannoso volere razionalizzare l’avversario come se fosse un semidio capace di piani pluridecennali, ha solo più potere economico e proprio in conseguenza di quello una visione della realtà limitata, quindi immagina scenari a lungo termine che sistematicamente non si realizzano perché oltre ai fattori che non vede del tutto, crede sia possibile ordire piani a lungo termine. Non si può, esistono leggi empiriche come quella delle conseguenze inattese che portano decisioni che si credeva fossero a proprio vantaggio, ritorcersi contro decenni dopo, e leggi naturali che nessuno può ostacolare.

john_ludd
Scritto il 3 maggio 2017 at 18:10

tir­lu­sa@fi­nan­za,

per esempio l’arma micidiale come la chiami tu potrebbe portare alla fine non solo dell’oligarchia finanziaria europea ma al sistema dollaro centrico che non è in grado di sopravvivere senza che dalla periferia continui flussi di denaro alimentino il centro dell’impero che vive molto al di sopra delle sue possibilità. Per vivere al di sopra qualcuno deve vivere al di sotto per un equivalente, sono i flussi da Europa e Giappone che tengono in vita quell’ectoplasma che è il dollaro. Se blocchi quei flussi saluti e baci.

tirlusa
Scritto il 3 maggio 2017 at 18:44

Però il sistema era dollaro centrico anche con peseta, lira, franco, marco, etc….
john_­ludd@fi­nan­za,

madmax
Scritto il 3 maggio 2017 at 18:58

@Euro ed Europa cattivi :)

Ragazzi vi faccio due esempi di malgoverno europeo poi le controdeduzioni e chiudo con l’euro.
Spiaggetta della Sardegna, Maggio 2017 due operai smontano un chiosco, gli chiedo che fate? Mi rispondono: eh dobbiamo adeguarci alle leggi europee per cui la Regione Sardegna ci fa rimuovere i chioschi sulle spiagge!!! Curioso no?
Poi parlo con altre persone ed ognuna aggiunge un tassello al racconto della legge imposta da Bruxelles alla Sardegna…poi un vecchietto mi dipana la matassa.

I chioschi sono abusivi perche’ costruiti a meno di 200 mt dal litorale (Legge Galasso) per farli demolire non avendo il coraggio il comune si e’ inventato una licenza temporanea di costruzione.

Dopo 5 anni che tali chioschi erano “temporanei” la Regione ha intimato di smontarli , ma
siccome era prima delle elezioni hanno detto che era per la Bolkenstain sul rinnovo delle licenze .

Ma il comune ha avuto la trovata di proporre di smontarli e rimontarli ogni anno, un perito viene fa le foto, firma che sono stati smontati e poi la primavera dopo si rimontano!!!

Il padrone del chiosco sudando impreca contro l’Europa: maledetta Bolkenstain ed il rinnovo delle licenze!!!!!

Secondo esempio di come l’ignoranza europea fa girare la pancia, altro luogo della Sardegna, pesca al tonno rosso, si montano le reti.

Il capotonnara impreca che le condizioni ed i soldi non sono quelli di una volta, tutta colpa dell’Europa.

Mi faccio spiegare, il tonno lo pescano gli italiani, ma poi lo portano via in gabbie mobili i maltesi, loro poi lo vendono ai giapponesi questo perche’ l’Europa ha messo a noi delle quote.

Per sfortuna sua, so meglio di lui di cosa si tratta, ma non mi sento di raccontarglielo.

Le quote sono uguali per tutti nei mari nazionali, noi abbiamo quote per la pesca del tonno rosso come le ha Malta. Dove sta il trucco?

Semplice i Maltesi comprano il pescato vivo, pardon pesce vivo, non e’ pescato lo mettono in gabbie mobili e lo trascianano via.

Nel frattempo lo ingrassano con container di pesci, uno spettacolo da vedere quando lanciano il cibo.

Appena usciti in acque internazionali ecco che non vi sono quote e i maltesi tirano fuori i tonni dall’acqua, adesso legalmente sono pescati, ma essendo in acque internazionali non esistono piu’ limiti.

E poi spediscono i tonni in Giappone dove vengono venduti a peso d’oro.

Che voglio dire che spesso cari amici vi scatenante contro l’Europa e l’Euro ma la realta’ alle volte e’ ben diversa. E’ meglio sentirsi dire che e’ colpa di un altro che dover rendersi conto di aver cercato di fare i furbi o dover ammettere che altri sono piu’ scaltri/furbi di noi!

Il secondo

emzag
Scritto il 3 maggio 2017 at 19:30

madmax,

:D …ma cosa vai a tirare fuori il tonno…mi sembri Crozza che imita Emiliano…

https://www.youtube.com/watch?v=1B8AI_I_oOc&feature=youtu.be&t=353

john_ludd
Scritto il 3 maggio 2017 at 19:31

tir­lu­sa@fi­nan­za,

ma con saldo estero ben diverso ! il tempo cambia tutto, fissarsi che nel passato “era così” vuole dire dare ragione agli economisti classici. In ogni caso, la sorte del sistema dollaro non è quello che interessa ora, ed è stato preso in considerazione solo per evidenziare le interconnessioni. C’è una cosa che deve essere tassativamente compresa perché non esiste alcuna probabilità che io mi sbagli essendo fisica elementare: non si torna mai indietro, si passa da una situazione insostenibile, perché instabile, a una più stabile che sarà differente da ogni altra situazione che sia presentata in passato, potrà avere delle similarità, nulla di più e sarà a sua volta transitoria. Inoltre la traiettoria che porta dal punto A (oggi) al punto B non è prevedibile, anzi non sai neppure se sarà B oppure C, D … solo che in A non si può rimanere. Ciao che sennò mi dicono che monopolizzo il blog. Interventi solo se non riesco a resistermi ma poi stop sino al 2018.

madmax
Scritto il 3 maggio 2017 at 19:36

emzag,

Amo Crozza…anche se fa il furbetto, non lo vedo mai fare la parodia dei pentastelloti!

Lo capisci che la colpa spesso non e’ dell’Europa ma delle nostre incapacita’.

In Krukkia la produttivita’ per addetto nel settore automobilistico e’ raddoppiata da noi restata uguale. La Krukkia innova da noi cercano di togliere 15 minuti di pausa in catena di montaggio e il miliardo di euro di investimenti promesso da Markionne per costringere ad accettare il contratto di Mirafiori non si e’ mai visto…tutta colpa dell’Euro no della Bolkestain..no della BCE!

tirlusa
Scritto il 3 maggio 2017 at 19:55

Ma quale 2018……il blog è più ricco col tuo contributo!!
john_­ludd@fi­nan­za,

john_ludd
Scritto il 3 maggio 2017 at 20:13

tir­lu­sa@fi­nan­za,

può darsi ma il mio vecchio ha 80 anni suonati ed è un saggio, vuole girare Europa e Italia prima di andare dal Creatore e io ce lo porto e sarà una goduria perché io sono ignorante come un caprone mentre lui sa quando è stato costruito ogni palazzo e castello e da chi, poi vado via io. Comunque vi leggo ogni volta che posso e se ho qualcosa da dire lo farò. Ciao.

tirlusa
Scritto il 3 maggio 2017 at 20:42

Buon viaggio allora.
john_­ludd@fi­nan­za,

emzag
Scritto il 3 maggio 2017 at 21:20

madmax,

E sulla produttività avrei qualcosina da dire che mi pare tu astutamente trascuri…

madmax
Scritto il 3 maggio 2017 at 22:40

emzag,

Dimmela pure…ma basta che non sia la solita solfa degli stipendi!
Vedi quello che non si vuole capire e’ che le scelte e le persone fanno il futuro, prendi l’Alitalia, oggi Ethihad potrebbe tranquillamente sfilarsi, ma perde 350 milioni di euro di investimento dicono gli allocchi…none qualche genio non si e’ accorco che oggi la compagnia di Abu Dhabi si e’ cuccata 5 slot su Londra del valore di 70 milioni di euro a slot…5×70=350 ed il conto torna….ma noi avevamo i capitani coraggiosi che salvarono tutto semza capire una cippa di aviazione !!!
E la stessa cosa succede in tante imprese italiane…purtroppo!

emzag
Scritto il 3 maggio 2017 at 22:51

madmax,

OOOOH…e gli slot sono il punto.
Lo sai cos’è uno slot?
È una quota di mercato.
E allora?
Non mi fate parlare che non la finirei più e mi sono scocciato dopo DECENNI CHE PARLO INVANO.
Mad credimi, non sei assolutamente uno stupido né sei uno interessato ma davvero non valuti alcuni aspetti per i quali avrei bisogno di una decina di post per approfondirli.
E qui è successo un casino quando ho appena sfiorato quelli che sarebbero gli argomenti solo propedeutici a un discorso serio.
Produttività significa una cosa molto complessa, per esempio…

Vabbe’…vediamo cosa succede domenica poi evemtualmente si approfondisce…ma dovrei toccare argomenti che, come si è visto, la gente fa fatica ad accettare..

madmax
Scritto il 3 maggio 2017 at 23:17

emzag,

Si pure gli slot sono il punto, in questa sbornia di finanza pensiamo che i soldi si facciano solo con cambi derivati e high frequency trading.

Ma le competenze, le capacita’ esistono, alcune persone sanno del proprio settore altre non capiscono una cippa.

Bene se vuoi restiamo in ambito industriale, alla guida di Lufthansa vi era un ingegnere industriale (che capiva di macchine) e alla guida di Alitalia vi era uno che si chiamava Montezemolo, il cui merito e’ quello di essere consanguineo con gli Agnelli…ma le cui doti manageriali lasciano a desiderare.

Che vuol dire? Che uno l’ingegnere se ne e’ ben guardato di vendere la manutenzione, che quando veniva fatta ad altri si trasformava in centro di profitto, l’altro non lo so se avesse ben capito che i piloti non erano di macchine e le piste non erano di formula uno.

Guardati il video poi chiediti come mai l’Alitalia va male: https://youtu.be/L6OR_1Y5jEs

Magari chiediti se stavano capendo quanto hanno dato al partner Ethiad.

Stessa cosa con la FIAT, pardon FCA, il Markionne con il suo maglione e’ laureato in filosofia, infatti la sua filosofia e’ stata chiara e semplice, continuare a dare soldi agli Agnelli e continuare a cambiare il perimetro dell’azienda in maniera tale da non avere una base di confronto, ha continuato a promettere mare e montined alla fina la FCA diciamolo e’ una multinazionale olandese con il baricentro negli USA dopo aver succhiato soldi all’Italia per anni.

Se vuoi torniamo a parlare di produttivota’ guardati i dati:

http://www.acea.be/statistics/article/top-20-motor-vehicles-produced-per-worker-by-country

Noi siamo poco a livello dell’ungheria, la Krukkia e’ sopra ma paesi come la Spagna, con l’Euro hanno una produttivita’ ancora maggiore…tutta colpa dell’Euro ?

No ma come diceva Immanuel Kant, la verita’ e’ figlia del tempo e non puoi pretendere con manager incompetenti di andare avanti molto….

emzag
Scritto il 4 maggio 2017 at 00:40

madmax,

Riconosco che sei in buona fede ma non riesci a vedere qual è la chiave del problema.
Montezemolo, caro Mad, in Alitalia ci è venito QUANDO TUTTO ERA GIÀ FINITO E STRADECISO.
Le puttanate in Alitalia le facevano a fine anni novanta inizio duemila (scisa se mi sbaglio di qualche anno) QUANDO LE AZIONI SALIVANO “ARTATAMENTE”.
E perché salivano le azioni?
E perché investivano più in medio raggio che in lungo ragggio?
Una questione, sevogliamo di produttività…ma attenzione..produttività PER CHI?
Chi è il soggetto a cui si deve riferire questa produttovità?
I lavoratori?
La proprietà?
Gli azionisti?
La nazione?

SE TU NON STABILISCI CHI È IL “SOGGETTO” OSSIA CHI RESLMENTE “È” L’AZIENDA QUALSIASI COSA CHE DICI LA DICI A VANVERA.

Quindi se stabilisci che il laboro deve essere A TEMPO INDETERMINATO E TUTELATO DALL’ARTICOLO 18 succede che l’azienda dobrà adottare una governance che automaticamente predilige la solidità e la comtinuità.
SE INVECE I REFERENTI (o soggetti) DI QUESTO PROFITTO DELL’AZIENDA SONO GLI AZIONISTI SI CERCHERÀ UN PROFITTO MORDI E FUGGI DOPODICHÉ GLI AZIONISTI VENDERANNO DELLE AZIONI CHE SARANNO SALITE…E ALSCERANNO ANDARE A PUTTANE L’AZIENDA.

CZI SIAMO Mad?
Sei un pochino un giovinotto (con la i) post moderno ma non sei uno sciocco.
Hai capito cosa intendo, sì?

Questa politica aziendale alla quale ovviamente corrisponde una politica economica a livello di governo, prefigura un modello di società, non è solo un “neutro” modello di gestione aziendale.
E questo modello così concepito VA BENE SOLO PER COLORO CHE SONO IN POSIZIONE STRADOMINANTE ODSIA NON VA BENE PER PAESI MEDI COME L’ITALIA.

Mi fermo qui ma sai bene che ci sono molte importantissime implicazioni che derivano da questo assunto.

stanziale
Scritto il 4 maggio 2017 at 06:43

Ieri il nostro carissimo amico Soros, che fece rimettere allo stato italiano 60000 miliardi di lire, e’ stato ricevuto dal conte Gentiloni non si sa’ a quale titolo. Qualcuno http://www.ilsussidiario.net/News/Politica/2017/5/4/MIGRANTI-e-ONG-L-ombra-di-Soros-su-Palazzo-Chigi/762506/ adombra che sia venuto per fermare, forse, l’inchiesta del coraggioso magistrato siciliano sulle ong, oppure per preparare il britannia 2.0. o…tutte e 2. Urgerebbe un comunicato del conte o visconte o marchese o nobiluomo, quel che e’, Gentiloni. Sarebbe seccante avere un’altra Fornero ed andare in pensione a 80 anni con 1/4 delle pensioni retributive. No perche’ dopo 5 anni di governi eterediretti dall’estero, lo sbocco finale e’ questo. Si va ancora fuori tema sul post, ma il momento e’ grave a mio avviso, siamo alla vigilia di un altro 1992 o 2011, purtroppo.

madmax
Scritto il 4 maggio 2017 at 09:06

emzag,

Emzag,
Io non do giudizi sul mio interlocutore, resto sui FATTI che hanno portato allo sfacelo di Alitalia, in cui credimi TUTTI, politica, manager e dipendenti hanno contribuito.
Ti faccio qualche esempio, colpe della POLITICA, i cari camicioni verdi i leghisti si sono messi in testa di avere un aeroporto Padano (sai nel caso di secessione) per cui hanno fatto buttate via alla Stato 5 miliardi di euro per tale opera. Una capacita’ di 32 milioni di passeggeri e oggi ne passano 16 ovvero la meta’
Finito guarda caso nel 2000 ha creato danni enormi ad Alitalia.
Prima esisteva Linate che serviva come scalo milanese e portava passeggeri a Roma per voli intercontinentali.
Adesso Alitalia si trova divisa tra due poli (la politica, i leghisti, vogliono lanciare Malpensa) e pertanto i costi salgono!

Parliamo di LAVORATORI, non possiamo fare di tutt’erba un fascio, ma quando vengo a leggere che i lavoratori sono l’agnello sacrificale, mi viene da sorridere per la corta memoria.

Per tua informazione, il personale Alitalia di Malpensa era TUTTO in trasferta da Roma!!!
Ti spiego meglio, fino al 2005 Alitia pagava tra le 10.000 e le 11.000 camere d’albergo a Malpensa ogni MESE, per gli equipaggi in trasferta da Roma. Camere affittate sul Lago Maggiore e disdegnate da piloti perche’ triste in inverno, sic! Questo perche’ era “impossibile” trovare personale su Milano ed allora ogni mattina 125 tra piloti ed hostess partivano da Roma per Milano (ovviamente con voli di linea Alitalia, togliendo capacita’ per i voli a pagamento) e dimenticavo si intascavano la diaria di trasferta di 44 euro.
Vuoi che ti ricordi del caso divenuto famoso in tutto il mondo, del Cargo Alitalia con problemi, che parti’ con ritardo madornale, in quanto l’unico meccanico con certificati presente a Malpensa che avrebbe potuto risolvere il problema al posto di precipitarsi a verificare preferi’ andare prima a pranzo poi comodamente e a pancia piena far partire l’aereo.

Vuoi che parliamo delle porcate che hanno fatto con l’affitto di alcuni hangar a Malpensa affidati senza appalti direttamente a costi stellari? Nel 2005 pagano alla SEA 1,4 milioni di affitto + 230k di assicurazione.

Poi viene l’11Settembre e il crollo del mercato, si chiama sfiga, non e’ colpa di nessuno ma come reagisci, dipende dai MANAGER, tagliano linee, come su Pechino, Rio e tante altre destinazioni…ma si dimenticano di tagliare il personale di terra, per cui l’Alitalia paga mensilmente gente a Pechino che non fa nulla!!!! Un terno al lotto per i fortunati dipendenti.
Taglia rotte e vende aerei, i cargo a Volga Dnepr, altri in giro per il mondo, altri come i MD80 li lascia fermi in hangar.

Questo provoca un overbooking enorme, arriva al 18% ricorda che i posti sono pure per hostess che da Bari vanno a Malpensa per lavorare ed ecco che si inventano i code sharing!!!!

Ovvero i MANAGER mettono in bocca passeggeri alla concorrenza, alleviando i loro problemi, geniali vero? Da quel momento se voli Alitalia e ti mettono su un vettore di un’altra compagnia la prossima volta non compri Alitalia.

Non dimenticare poi che i POLITICI continuano a spingere su Malpensa, la mucca da mungere per taxisti 90 Euro Milano-Malpensa, Albergatori 10.000 stanze mese e tutti quelli che vi gravitano intorno.

Aggiungi che sempre i solito politici vogliono mantenere rotte inutili, ma obbligatorie per il paese, leggi Roma-Crotone usata solo in Venerdi’ ed il Lunedi’ dagli onorevoli e aggiungi altri costi visto che il ratio di carico e’ basso.

Concludo col dire che puoi metterci dentro nel caso Alitalia tutta la filosofia che vuoi sul sistema paese, sull’art 18 che non permetteva il licenziamento del personale di terra di Rio una volta tagliata la tratta ma capisci che perdere 1 milione al giorno non e’ sostenibile, la colpa, di tutti: politica, manager e dipendenti, per cui se tutti sono colpevoli nessuno e’ punibile nella perfetta logoca italiana ma una situazione del genere non e’ sostenibile.
Un caro saluto!

PORTELLO
Scritto il 4 maggio 2017 at 09:42

Beh mi pare che il PD stia gia’ vivendo nel futuro..quanto sono avanti!
http://www.dagospia.com/rubrica-29/cronache/terra-vendola-pap-schisano-trans-ultima-146993.htm

emzag
Scritto il 4 maggio 2017 at 10:14

madmax,

Sí, troppi giudizi, ma era anche l’ora tarda, diciamo cosí…

Venendo al punto.

Ti ho detto che Alitalia (e Rai e qualcos’altro) la conosco bene.
Però rileggiti, che dici una cosa contraddittoria: scrivi che bisogna farla finita di considerare i lavoratori gli agnelli sacrificali dopodiché elenchi una serie di fattori nei quali i lavoratori non c’entrano nulla.
Casomai sono errori del management.
Ma nemmeno il management è responsabile “veramente” se conosci Alitalia e sai qual era la realtà delle aziende IRI (o ex IRI).

Le colpe dei lavoratori sono altre e cioè avevano dei contratti pazzeschi con tutele inaudite (soprattutto i naviganti) ma non gli è servito per acquisire una consapevolezza autentica dei loro diritti e in particolare una forte coscienza di classe che li spingesse a diventare l’avanguardia di un fronte unito dei lavoratori.
Anzi le varie categorie si odiavano fra loro (piloti contro assistenti di volo, naviganti contro quelli di terra, i lavoratori Alitalia che disprezzavano tutti gli altri come quando gli stessi sindacalisti della compagnia di bandiera avevano la sfacciataggine di criticare le richieste degli operai FIAT durante le vertenze con Marchionne) ed erano unicamente interessate a mantenere i loro privilegi acconsentendo che il sindacato scaricasse il peso della ristrutturazione (leggasi: preparazione occulta alla svendita diluita nel tempo) accollando il carico sui nuovi assunti che rimanevano vita natural durante a tempo determinato quindi dei precari.

Ma come sai i lavoratori non hanno voce in capitolo nelle scelte aziendali e come è intuitivo non è che se gli dai un contratto favoloso gli puoi chiedere di prendere per esempio metà stipendio o di rinunciare a certi benefit.

I lavoratori hanno accettato per anni di non scioperare nonostante avessero un potere contrattuale enorme e l’azienda in cambio gli concedeva quei privilegi che però poco alla volta gli levava (in un periodo che è andato dal 1992 al 2008).

Il problema che tu non consideri è: chi era e cosa voleva davvero la proprietà di Alitalia?

Non c’era UNA proprietà, c’era un coacervo di interessi che

1) non rappresentava lo Stato italiano ma al contrario aveva trasformato, secondo la nota definizione, lo Stato italiano nella camera di compenso degli interessi della borghesia.

2) questa borghesia però non era e non è una “borghesia nazionale” perché l’Italia è una colonia e non può immaginare una progettualità realmente espansiva. DEVE restare nel suo giardinetto e anzi deve iniziare a venderlo a potenti gruppi privati o altri stati più “pesanti”.

Quindi se da un lato i lavoratori non solo non avevano voce in capitolo nelle scelte ma chiudevano un occhio sulla gestione evidentemente truffaldina in cambio dei privilegi contrattuali, dall’altra parte i manager non avevano alcuna libertà di azione e se avessero dimostrato di essere capaci di andare per i fatti loro li sostituivano e ne mettevano altri più malleabili o meno in gamba (vedi la defenestrazione di Nordio e l’incidente mortale di Verri che in Alitalia veniva definito “strano” ossia anche se fu solo un incidente esisteva comunque la percezione diffusa di una cattiva volontà verso l’azienda che doveva servire solo a spartizioni fra poteri forti che rimanevano dietro le quinte).

Riassumo per non dilungarmi troppo: le aziende di stato venivano gestite VOLUTAMENTE in maniera irrazionale per poter dire che occorreva una ristrutturazione a base di tagli.
Questo favoriva gli azionisti i quali una volta che il valore delle azioni era salito vendevano e l’azienda veniva lasciata al suo destino che era OVVIAMENTE la privatizzazione (guarda l’andamento delle azioni Alitalia nella seconda metà degli anni novanta inizio duemila, quando pagarono una parte degli stipendi in azioni che i dipendenti non potevano vendere. Finché restò in vigore il divieto di vendere le azioni salivano a rotta di collo poi quando si avvicinò il momento della possibile vendita scesero addirittura al di sotto del valore al quale erano state date ai dipendenti).

Vabbe’…molto sommario ma già troppo lungo…c’è molto altro da dire ma qualche linea generale l’ho tracciata.

Ciao

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