IO L’EURO E LA ROSINA!

Scritto il alle 10:33 da icebergfinanza

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Nel fine settimana in occasione del sessantesimo anniversario della firma dei trattati di Roma, sul Sole 24 Ore si sono dati da fare per intervistare quelli che loro chiamano nove economisti, tirando dentro di tutti da blogger a private banker a portfolio advisor ed ex manager di fondi, spacciandoli per economisti…

Cosa non si fa per la causa, si fanno nove interviste delle quali ben sei a favore dell’euro e solo tre negative.

E verrà quel dì di lune, mi vò al mercà a comprà l’euro.
Lune l’euro e fine non avrà e fine non avrà… e la Rosina bella la va’ al mercà e la Rosina bella la va’ al mercà.

Per gli eurofili senza se e senza ma è stato un fine settimana di gloria, noi invece siamo al lavoro per preparare un dossier, nei minimi particolari che condivideremo più avanti.

A parte gli scherzi in queste interviste che vi lascio leggere se ne sono lette di tutti i colori ma la più bella è quella che hanno fatto al capo economista della BCE Praet, ovvero come chiedere all’oste se il suo vino è buono…

Praet (Bce): «Il ritorno alla lira non risolverebbe i problemi dell’Italia»

“È un inganno – dice il membro del comitato esecutivo della Bce – Ci si è dimenticati di quando in Italia i tassi d’interesse erano in doppia cifra”. I costi di un ritorno alla lira, dice, sarebbero enormi e i poveri ne soffrirebbero più di tutti. L’Italia ha invece bisogno di riforme che creino ricchezza nel lungo periodo.

Non solo chiedi all’oste se il suo vino è il migliore, ma chiedi a chi ha partecipato ed  amministrato questo fallimento, con supporto ideologico,  la soluzione per uscirne.

Questo fine settimana, si celebra il 60esimo anniversario del Trattato di Roma. L’unione monetaria, con la creazione dell’euro, è uno degli elementi più tangibili dell’integrazione europea. Oggi è sotto crescente attacco da parte di forze anti-euro in diversi Paesi. È tornato il rischio di ridenominazione, di rottura dell’euro, come pensa qualcuno sui mercati?
L’unione monetaria è legata al progetto del mercato unico e questo a sua volta al progetto politico nato dopo la Seconda guerra mondiale con l’obiettivo di prevenire nuovi conflitti in Europa. Non si può separare l’uno dagli altri. Forse le generazioni più giovani lo hanno dimenticato. Ecco perché l’irreversibilità del progetto deve essere ribadita continuamente. Sono consapevole del fatto che alcuni analisti di mercato discutono di rischio di ridenominazione. Ma questo non è comparabile alla situazione del 2012. Non lo sopravvaluterei. Ma quel che mi preoccupa è la narrativa populista che le cose andavano meglio prima dell’euro. E’ un inganno! Siamo arrivati all’unione monetaria dopo esperienze disastrose con i cambi flessibili e alcuni tentativi senza successo di fluttuazione ordinata delle valute. Le svalutazioni, che i populisti sostengono siano un “free lunch”, un pasto gratuito, e consentano di riguadagnare competitività in modo miracoloso si sono dimostrate estremamente costose. Nel 1992, dopo una forte svalutazione della lira, il mercato unico era minacciato e sono cominciate a emergere barriere non tariffarie al commercio. La memoria tende a essere selettiva, ci si è dimenticati di quando in Italia i tassi d’interesse erano in doppia cifra. Le svalutazioni danno un po’ di respiro nel breve termine, ma questo è annullato dall’inflazione e da premi al rischio più alti.

Bene, come sempre la narrativa eurista è ricca di “fake news” non perdiamo troppo tempo ma una la facciamo demolire dal professor d’Antoni, docente di Scienza delle Finanze all’Università di Siena, visto che noi non siamo economisti ma non ci vuole molto ad arrivarci… Il discutibile vantaggio dei tassi d’interesse

Si sente spesso richiamare, tra i vantaggi della moneta unica, l’effetto positivo che essa avrebbe avuto sulla sostenibilità del nostro debito pubblico. Con l’euro il nostro paese ha visto infatti una riduzione dei tassi di interesse dai livelli dei primi anni ’90 (quando si arrivò a toccare il 14%) a valori compresi tra il 3 e il 6% nel periodo 1999-2008, e ancora più bassi nel biennio a noi più vicino.

Si tratta tuttavia di un vantaggio discutibile, per diverse ragioni. Per cominciare, la riduzione dei tassi è stato un fenomeno generalizzato, che ha riguardato anche i paesi che non hanno adottato l’euro. Inoltre, sappiamo che la sostenibilità del debito dipende in realtà dal cosiddetto tasso di interesse corretto per la crescita, ovvero dalla differenza tra tasso di interesse e crescita nominale. Negli anni ’90 erano alti i tassi di interesse nominali, ma avevamo una maggiore crescita reale e nominale (leggi: inflazione). Il tasso di interesse corretto per la crescita, che si era ridotto nel periodo 1999-2007 rispetto al periodo precedente, nel periodo post-crisi è tornato vicino ai valori pre-euro.

Le ragioni? La trappola di bassissima crescita reale e inflazione praticamente azzerata dalla quale non riusciamo ad uscire. L’età dell’oro dei primi anni dell’euro sembra tramontata. E forse non è nemmeno auspicabile che ritorni, se è vero quanto molti economisti sostengono: che proprio i bassi tassi di interesse reale nella periferia europea, risultato dell’adozione di una stessa politica monetaria comune per economie così diverse, sarebbero stati una delle cause dell’accumulo di squilibri all’origine della crisi e della stagnazione nella produttività. Occorre infine ricordare che con la moneta unica abbiamo affidato il ruolo di garanzia di ultima istanza sul nostro debito ad un soggetto terzo quale è la Bce. Tale ruolo viene esercitato con condizionalità precise, e questo ha un prezzo salato da pagare in termini di autonomia nella conduzione della politica economica.

La riduzione  dei tassi di interesse che l’euro ha portato solo a noi è questa…

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In effetti anche Stati Uniti, Giappone e Inghilterra sono entrati nell’area euro beneficiando dell’integrazione…

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Ci fermiamo qua, sarebbe troppo facile smontare pezzo per pezzo le fesserie euriste!

Io capisco la paura del ritorno ai tragici eventi delle due guerre mondiali, ma la Germania sta adottando la stessa tattica in questa querra commerciale e finanziaria, dire che serviva una crisi per avere più Europa ha prodotto milioni e milioni di morti, uomini e donne che hanno perso il lavoro, perchè la teoria economica dell’OCA richiede l’aggiustamenteo dei salari imponendo deflazione salariale come disse chiaramente il suo ideatore, Robert Mundell.

Poi certo, c’è guerra e guerra, ma come diceva un saggio, recessione è quando intorno a te tutti perdono il posto di lavoro, depressione è quando all’improvviso perdi il tuo!

Contribuisci anche tu LIBERAMENTE a tenere in vita un’isola di condivisione quotidiana nell’oceano infinito di questa tempesta perfetta, l’informazione indipendente…

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37 commenti Commenta
emzag
Scritto il 28 marzo 2017 at 10:37

Domanda a Andrea.

A proposito di economisti italiani, Gennaro Zezza ha fatto un video per i cinque stelle in cui sostiene la moneta complementare, che chiama moneta fiscale, affermando che una uscita unilaterale dall’euro da parte dell’Italia presenterebbe nei confronti dei nostri partner europei degli aspetti conflittuali molto difficili da gestire.
Cosa ne pensi della moneta fiscale?

Il video di Zezza

http://www.beppegrillo.it/2017/03/programmaesteri_uneuropa_senza_austerita.html

ilcuculo69
Scritto il 28 marzo 2017 at 10:44

Non credo che si possa in alcun modo comparare l’orrore di una guerra bellica con morti e sangue e distruzione con una subdola guerra economico finanziaria.
Certo che fa danno anche questa e in qualche modo anche morti.
e come in tutte le guerre c’è chi muore, chi perde tutto e chi arricchisce e prospera.
Forse l’aspetto più disdicevole è che la guerra economico finanziaria non riesce a generare quell’orrore delle coscienze che , prima o poi, porta al termine della guerra bellica

aorlansky60
Scritto il 28 marzo 2017 at 12:02

Questo fine settimana, si celebra il 60esimo anniversario del Trattato di Roma…

chissà se i “padri fondatori” 60 anni fà avrebbero immaginato emergere nel decennio attuale una DISPARITA’ così EVIDENTE dell’economia reale tra i vari Paesi membri dell’Unione Europea (evidentemente NO, allora giravano altri ideali; per di più la Germania non aveva ancora “rialzato la cresta” come W.Churchill ammonì fosse destinato ad accadere) :

insomma, tu prendi Grecia e Portogallo (per ora non voglio citare Italia, anche se…) da una parte e Germania dall’altra, poi sfido chiunque a negare l’EVIDENZA; se a coloro che posero la firma ai primi trattati Europei 60anni fà fosse stata data la possibilità di vedere “il film” in corso di svolgimento negli ultimi anni in Grecia -che i media Europeisti asserviti, compresi quelli italiani, si guardano bene dal documentare- non avrebbero potuto credere ai loro occhi, che dagli ideali si potesse passare ad una svolta così cruda e drammatica… eppure… eppure c’è anche chi lo ha definito “il più grande successo dell’€uro”… se per “successo” si intende affamare precipitando nella miseria quasi assoluta buona parte di 10 milioni di persone costituenti un Popolo, riesco meglio a comprendere come m.monti sia paladino di quei poteri forti che lo hanno armato : in Grecia non hanno sganciato bombe dai bombardieri, ma l’effetto attuale è esattamente come se fosse accaduto.

Quello che a me inizia a dare un certo fastidio è la presupponenza da parte di chi si ritiene così autorevole -neanche fosse depositario della verità assoluta- nel sostenere “meriti e irreversibilità dell’€uro” descrivendo con il termine dispregiativo di “populista” coloro che sostengono tesi contraria, mirando così a sminuire la valenza intellettuale di quest’ultimi a tutto vantaggio della loro propaganda sparsa sulle masse di cittadini, dimenticando che contro l’€uro si sono pronunciati fiori di economisti alcuni dei quali premiati con il Nobel : evidentemente quest’ultimi hanno continuato a pensare con la propria testa, non entrando nel libro paga di UE e BCE. (esserlo stati in passato per Goldman equivale allo stesso libro paga, ndr…)

“Le svalutazioni danno un po’ di respiro nel breve termine, ma questo è annullato dall’inflazione e da premi al rischio più alti.”

ricordo all’inizio degli anni 80 quando il TUS (tasso uff.le di sconto) si aggirava al 20% con l’inflazione ferocemente “dietro”, ma non ricordo allora -PER AVERE VISSUTO quegli anni- una disoccupazione al 12% e così tanti morti di fame per le strade a chiedere elemosina o a richiedere aiuti e sussistenza in genere (ad uno Stato che in questo momento non ne ha più i mezzi) e non mi riferisco solo ai clandestini africani ai quali la pesante situazione economica attuale non è in grado di fornire integrazione nella nostra società, ma purtroppo anche ad una parte sempre più consistente di ITALIANI, visto che l’Italia in questo momento conta milioni di cittadini entrati loro malgrado nella fascia di povertà assoluta.
Sotto questo aspetto l’€uro non aiuta per nulla -non nel ns Paese almeno- e continuerà a non farlo finchè l’Unione Europea sarà governata di fatto dai tedeschi che impongono il rigore dei conti pubblici ad alcuni Paesi membri le cui economie interne sono sempre più in crisi senza intravedere significativi miglioramenti in prospettiva di medio termine, e in questi vedo a grosso rischio l’Italia, destinata prima o poi a rientrare nelle gentili attenzioni di Bruxelles (e di Berlino) :

visto l’andamento dei conti pubblici italiani, dalla Com.UE potrebbero arrogarsi la pretesa di dover “entrare” nel ns Paese a dettare le linee guida economiche -magari obbligando lo Stato Italiano a dover ricorrere al fondo ESM- adducendo ad una “situazione fuori controllo” per quanto riguarda il ns debito. Non ne sarei per nulla sorpreso, considerato che i fautori del “rigore dei conti” trovano validi proseliti anche tra gli stessi Italiani, per quanto riguarda “una possibile soluzione al problema del debito pubblico italiano”, come quella suggerita da m.monti…

ilcuculo69
Scritto il 28 marzo 2017 at 14:14

aor­lan­sky60,

Com’era il rapporto tra il pil pro-capite in Germania ed in Grecia nel 1960 ? e nel 2008 ?

aorlansky60
Scritto il 28 marzo 2017 at 16:22

ho tirato fuori un pò della mia documentazione statistica :

nel 1950 la Germania vantava già più del doppio di pil pro-capite rispetto alla Grecia; è interessante notare che quest’ultimo è uno dei paesi che più è cresciuto in termini di pil/annuo dal 1950 al 2004 (una media di crescita annua del +3,5%, insieme a Giappone e Portogallo rispettivamente con media annua del +5% e +4%; la Germania con media annua di +3%).

ho qui sottocchio un graph di Eurostat che esamina il pil pro-capite “2003” vs “2013” dei principali Paesi industrializzati,

che mette in risalto il crollo -complice crisi economica- di pil pro-capite avvenuto per Paesi quali Grecia(-25%) Italia Irlanda e Spagna nei due anni considerati, (citati in ordine di perdita di pil pro-capite); perdita anche per la Francia anche se in misura più contenuta,

a fronte di altri Paesi che lo hanno incrementato : in area UE, la Germania per prima tra i paesi maggiormente industrializzati, oltre a Lussemburgo che vanta la crescita maggiore in assoluto(…) ed altri quali Slovacchia Estonia Lituania Polonia Romania che possono vantare crescita anche più significativa rispetto a quella della Germania pur non essendo a quel livello di industrializzazione. Altri Paesi quali Olanda Austria Svezia Danimarca Finlandia hanno sostanzialmente mantenuto il proprio livello di pil pro-capite.

In ambito extra-UE risalta in particolare la crescita di pil pro-capite avvenuto in NORVEGIA e SVIZZERA superiore a quella di qualsiasi altro paese industrializzato preso in considerazione (compresi USA e Japan).

dorf001
Scritto il 28 marzo 2017 at 20:37

vedi aorlansky. questi piddini di merda, bisogna farli fuori tutti a botte. compresi poi tutti i giornalisti e ci metterei pure anche molta parte della magistratura. altrimenti non ne usciremo mai. solo morti. è la legge della giungla. o noi o loro. dovete ficcarvelo in testa. non esistono soluzioni morbide. ormai quelle sono finite. oppure si continua a decidere di non decidere e continuare a fare le pecore. che vuol dire…farsi prima tosare tutto eppoi ammazzare per dare le carni ai ricchi.

è una guerrra ricchi contro poveri. chissà quanti secoli ci vorranno prima che il popolo deficente ignorante lo capisca.. auguri a tutti noi e ai nostri figli.

ahhhh chi non fa nulla è complice pure lui.

perchè il male trionfi è sufficente che i buoni non facciano nulla.

AUGURI

madmax
Scritto il 28 marzo 2017 at 21:42

Io la Germania e Topo Gigio!

Sapete come la penso, sono pro Euro e pro-Europa, lo dico prima a scanso d’equivoci. Capisco che con l’uscita dall’Euro molti ambiscano ad una svalutazione della moneta Italiana per dare impulso alle aziende esportatrici, tutto corretto tutto da manuale.
Questo succedeva tempo fa e dava all’Italia, il secondo paese manifatturiero dell’Europa respiro ed esportazioni.
Oggi pero’ le cose sono cambiate anche sotto altri aspetti, esiste la libera circolazione delle persone, che vuol dire? Che significa? Che cosa me ne frega direbbe qualcuno! Partiamo con il dire che in Italia gli stipendi sono tra i piu’ bassi d’Europa. Un ingegnere neolaureato (se ha fortuna) si prende un posto fisso a 1250-1300 Euro al mese! Dopo vari anni diciamo 5-7 arriva a 1600-1750, fantastico no?
In Germania (la cattivissima esportatrice) un ingegnere di 5-7 anni arriva tranquillamente a 3500-4500 Euro, se poi e’ Italiano ancora meglio, non cade la penna alle 17:00 dalla mano, si impegna ed e’ un gran lavoratore….ovvio che chi ha maggiore apertura consideri la possibilita’ di espatriare.
Bene adesso azzeriamo tutto, mettiamo le GrilloLire (con il suo bel faccione che urla VAFFA’) e convertiamo al cambio di 2000.
Stipendio in Italia professionista 1750×2000=3.500.000 di GrilloLire (evviva) magari mi danno la licenza di vaffa!!!
Lo stipendio del traditore italico emigrato in Krukkia resta di 4000 Euro.
Poi pero’ svalutiamo per restare competitivi…ed il cambio lo mettiamo a 3000 GrilloLire per un Euro! Fantastico esportazioni col botto!!! Tutti contenti si????
Direi di no, perche’ adesso lo stipendio in Krukkia vale 4000×3000=12.000.000 azzzz!!!
Con il risultato di accentuate l’espatrio delle menti e al quel punto che facciamo? Mettiamo i recinti come nella Corea del Nord!!! E diciamo al mondo che sono tutti contro di noi???
Meglio che lasciamo governare Topo Gigio e i suoi vaffa!

madmax
Scritto il 28 marzo 2017 at 21:57

dorf001@finanza,

Dorf,
Vedo che hai un rancore enorme contro i Piddini quindi pure contro di me! Ma dai non dormi che oggi sono la causa di tutti i mali.
Vuoi sapere la verita’ oggi la gente sta MEGLIO di 50-60 anni fa, quando pochi si potevano permettere di andare fuori a cena (la mia famiglia ci andava una volta all’anno) dove l’auto era un lusso, le vacanze dai parenti o in tenda! Il sabato si lavorava e gli abiti erano sempre gli stessi.
Poi siamo divantati tutti ricchi (lo siamo per davvero?) ed ecco che dobbiamo andare alle Mauritius, cambiare l’auto ogni 2-3 anni (auto grossa mica da pidocchiosi, sono uno importante) dobbiamo comprare firmato (io valgo) mica nei grandi magazzini o nei saldi, scarpe che costano mezzo stipendio! Dimenticavo il re a cui immolare tutto, il telefono, sempre nuovo potente, connesso.
Ci hanno semplicemente fatto esplodere il cervello di bisogni per cui oggi se non puoi sei uno sfigato al punto tale che le ragazzine fanno le marchette per la borsa di Pranda o Guccio !!!! Ecco perche’ tutti ci lamentiamo.
Poi le cose si possono migliorare, ma dimmi come, non certo facendo saltare le teste, perche’ mio caro chi ha la grana stai sicuro che se la cava prima di me e te…e la guerra e le teste che saltano sono sempre quelle dei poveri!
At salut!

signor pomata
Scritto il 28 marzo 2017 at 22:20

mad­max,

Scusa ma non posso non scriverti che il tuo commento è di una demenzialità allucinante.
Non posso scrivere altro perche mi troverei costretto a offenderti non tanto personalmente ma offenderti per quello che pensi di noi.
Non puoi pensare oggi di scrivere quelle stronzate a persone che seguono il blog di andrea.
Per finire se come dici te la svalutazione sarebbe del 50%, e lo dici te, e quindi una catastrofe, in parole povere ammetti che noi abbiamo ragione ossia che il cambio è per il nostro paese a oggi superiore del 50%.
Quindi dire che euro non è un problema quando sei tu che ammetti che è un grosso problema non è il massimo, non credi.
Per finire, legandomi a quello scritto sopra ci sta la possibilità che nel breve il tuo traditore continui a prendere lo stipendio ma ci sta che nel medio non lo prenda più.

rubicon
Scritto il 28 marzo 2017 at 23:00

Buonasera caro capitano, buonasera carissimi compagni di viaggio. Come sapete anch’io sono pro euro. Non sono però pdinno. Strano ma vero. Certo che noi non viviamo con l’€ nel migliore dei mondi possibili, ma ritengo giusto evidenziare che in un mondo globalizzato omr quello attuale sia meglio che l’avere un moneta nazionale che appoggia su uno Stato perennemente sull’orlo di una crisi finanziaria. L’€ poteva e può anche adesso seppur ora con costi maggiori una via per un maggiore crescita. Siamo in questo situazione non per la moneta ma per le strozzature della ns economia, per l’inefficienza dell’apparato burocratico, farraginoso, lento inefficiente,pieno di contraddizioni. Il debito pubblico del 132% é stato causato dalla moneta unica o da ministri dell’economia, da premier che delle cosa pubblica non é mai interessato niente? Perché si spara in prima pagina Monti e mai o quantomeno meno Tremonti/Berlusconi? Se negli anni buoni piuttosto che leggi ad personam si fosse agito per la cosa pubblica, ora la situazione sarebbe ben diversa. Certo non voglio santificare MMonti. Ha le sue colpe ma ritengo che i colpevoli siano da ricercare altrove. Le promesse del toscano, poi, sono state il colpo di grazia…. Io ritengo che abbiamo e stiamo perdendo un occasione per vivere meglio. Il ritorno alla Lira, abbiate fiducia, sarebbe una catastrofe. Il cercare maggior consenso affermando prima di indurre un referendum sull’euro poi il giorno seguente di introdurre una moneta fiscale poi… Di agganciarci al rublo? Denota i limiti insiti e la pericolosità. Conoscete le profezie cge si auto avverano? Che sia una di queste… E chi guadagnerebbe? Il Rubicon fund…

aor­lan­sky60:
ho ti­ra­to fuori un pò della mia do­cu­men­ta­zio­ne sta­ti­sti­ca :

nel 1950 la Ger­ma­nia van­ta­va già più del dop­pio di pil pro-ca­pi­te ri­spet­to alla Gre­cia; è in­te­res­san­te no­ta­re che que­st’ul­ti­mo è uno dei paesi che più è cre­sciu­to in ter­mi­ni di pil/annuo dal 1950 al 2004 (una media di cre­sci­ta annua del +3,5%, in­sie­me a Giap­po­ne e Por­to­gal­lo ri­spet­ti­va­men­te con media annua del +5% e +4%; la Ger­ma­nia con media annua di +3%).

ho qui sot­toc­chio un graph di Eu­ro­stat che esa­mi­na il pil pro-ca­pi­te “2003” vs “2013” dei prin­ci­pa­li Paesi in­du­stria­liz­za­ti,

che mette in ri­sal­to il crol­lo -com­pli­ce crisi eco­no­mi­ca- di pil pro-ca­pi­te av­ve­nu­to per Paesi quali Gre­cia(-25%) Ita­lia Ir­lan­da e Spa­gna nei due anni con­si­de­ra­ti, (ci­ta­ti in or­di­ne di per­di­ta di pil pro-ca­pi­te); per­di­ta anche per la Fran­cia anche se in mi­su­ra più con­te­nu­ta,

a fron­te di altri Paesi che lo hanno in­cre­men­ta­to : in area UE, la Ger­ma­nia per prima tra i paesi mag­gior­men­te in­du­stria­liz­za­ti, oltre a Lus­sem­bur­go che vanta la cre­sci­ta mag­gio­re in as­so­lu­to(…) ed altri quali Slo­vac­chia Esto­nia Li­tua­nia Po­lo­nia Ro­ma­nia che pos­so­no van­ta­re cre­sci­ta anche più si­gni­fi­ca­ti­va ri­spet­to a quel­la della Ger­ma­nia pur non es­sen­do a quel li­vel­lo di in­du­stria­liz­za­zio­ne. Altri Paesi quali Olan­da Au­stria Sve­zia Da­ni­mar­ca Fin­lan­dia hanno so­stan­zial­men­te man­te­nu­to il pro­prio li­vel­lo di pil pro-ca­pi­te.

In am­bi­to ex­tra-UE ri­sal­ta in par­ti­co­la­re la cre­sci­ta di pil pro-ca­pi­te av­ve­nu­to in NOR­VE­GIA e SVIZ­ZE­RA su­pe­rio­re a quel­la di qual­sia­si altro paese in­du­stria­liz­za­to preso in con­si­de­ra­zio­ne (com­pre­si USA e Japan).

perplessa
Scritto il 29 marzo 2017 at 00:06

chi se ne frega del pil pro capite, storia del pollo famoso, parliamo di stipendi veri, quelli che piglia la gente il 25 o i pensionati il primo del mese, non vedo statistiche in giro che raccontano del contratto del metalmeccanico o dell’insegnante, o del dipendente del settore pinco pallino

ru­bi­con@fi­nan­za: li­vel­lo di pil pro-ca­pi­te.

icebergfinanza
Scritto il 29 marzo 2017 at 07:15

ilcuculo69@finanza,

Oh si cert,o aspettiamo che il degrado sociale alimenti una nuova guerra,che porti ad una rivoluzione, ricordo a tutti che mai nella storia un’area a cambi flessibili ha portato ad una una crisi valutaria a differenza delle aree a cambi fissi, dove innumerevoli sono i racconti di crisi…

icebergfinanza
Scritto il 29 marzo 2017 at 07:17

madmax,

Discorsi superficiali da tifoseria ultra! Consiglio di studiare la storia e poi parlare, fare un’analisi empirica di quello che è successo nelle precedenti unioni monetarie e poi ne discutiamo.

icebergfinanza
Scritto il 29 marzo 2017 at 07:24

rubicon@finanza,

C’è la brutta abitudine di ricondurre il tutto al ritorno alla lira!
Un pò come uno che sta affogando che chiede quello che ritiene un salvagente l’euro, ma non vuole uscire dall’acqua, perchè ha paura che fuori sia peggio e così muore di stenti o congelato dentro l’acqua.
Avete presente la rana bollita, ebbene noi siamo la rana, l’euro il condimento.
Noi non ce ne andremo da soli, saremo in buona compagnia, la dissoluzione dell’euro sarà concordata oppure sarà concordata l’uscita della Germania.

icebergfinanza
Scritto il 29 marzo 2017 at 07:26

Prendetevi la briga di studiare la storia, di fare analisi empiriche, ragionate con la Vostra testa, invece di immedesimarvi in una o nell’altra tifoseria, pro o contro euro, si sentono idiozie pure da entrambe le parti.

madmax
Scritto il 29 marzo 2017 at 07:50

icebergfinanza,

Scusa Capitano,
Ma pure gli US non avevano una moneta unica una volta!
http://www.nber.org/digest/jun00/h0124.html
icebergfinanza,

icebergfinanza,

aorlansky60
Scritto il 29 marzo 2017 at 09:02

@ Madmax

oggi la gente sta MEGLIO di 50-60 anni fa…

ammettilo : sei un inguaribile ottimista, eh ??

:-D

perchè ci vuole del buon sano ottimismo per affermare una cosa del genere…

la gente stà meglio oggi ?? si, si, ma andiamo a vedere COME e QUANTO si è INDEBITATA per correre dietro alle chimere ed esaudire i propri [futili] sogni… auto viaggi lusso abbigliamento smartphone…

prima ancora di considerare QUANTI DIRITTI SOCIALI possedevano le classi medie e lavoratrici del periodo che al giorno d’oggi nel 2017 sono un vago ricordo (e non abbiamo ancora toccato il peggio, aspettare e vivere per credere…)

credo che 50anni fà la gente fosse assai meno indebitata [di conseguenza stesse meglio] di come lo è oggi; perchè :

1) la gente allora aveva ancora il cervello nella testa e quest’ultima salda sulle spalle, non solo la gente comune ma anche quella dirigente che governava, compresa la classe imprenditoriale del ns Paese che 50anni dopo si è vergognosamente dissolta come neve al sole, pur concedendole le attenuanti della “globalizzazione” che non ha certo giocato a favore;

e

2) il SISTEMA non aveva ancora affilato le armi come lo ha fatto dagli anni 90 in poi, inventandosi qualsiasi gadget più o meno inutile a BASSO VALORE aggiunto (uno smartphone di segmento alto da 800€ al prezzo di vendita equivale a 50 $ di effettivo valore) da fornire alle masse a costo di PRESTITO a DEBITO, in numero assai più elevato rispetto alle esigenze delle famiglie negli anni 50-60…

Io ho l’età per ricordare quanto si stava meglio in ITALIA solo 30anni fà o poco più :
il nostro Paese era una locomotiva inferocita per quanto riguarda PRODUZIONE INDUSTRIALE ed EXPORT tanto da avere lambito la 4ta posizione assoluta per PAESE ECONOMICAMENTE più POTENTE al mondo (vi invito ad andare a vedere i graph statistici relativi, per chi non avesse noti i numeri di allora, potrebbero riservarvi una grossa sorpresa, una roba da non credere se paragonata alla desolazione di oggi e degli anni 2000 in genere, perfino la Germania faceva fatica a starci dietro, anche se per onore di verità va riconosciuto che allora le Germanie erano due, RFT e DDR) .

icebergfinanza
Scritto il 29 marzo 2017 at 09:11

Suvvia basta rileggersi la storia politica e contestualizzare A beneficio di quelli che credono che una moneta unica evita le guerre si sono fatti pure le guerre di indipendenza con il dollaro… Scherzando è stato facile passare dalle piume e le conchiglie al dollaro. Scherzi a parte prima nelle colonie esisteva solo il peso spagnolo e non decine di monete diverse.
madmax,

aorlansky60
Scritto il 29 marzo 2017 at 09:19

@ Andrea MAZZALAI

Avete presente la rana bollita, ebbene noi siamo la rana, l’euro il condimento.

noi intesi come ITALIA e Italiani,

questa appena letta è un altra di quelle definizioni perfette nel descrivere l’€uro e i Paesi che lo devono subire.

:-)

La metafora scritta da ANDREA spiega assai bene il concetto al quale gli Italiani sono soggetti :

A FUOCO LENTO…

da leggere = lenta inesorabile DECADENZA, questo è il destino che attende l’Italia con la permanenza a tempo indeterminato nella moneta unica, è bene farsene una ragione, lo dico agli inguaribili ottimisti sognatori ma anche a quelli ancora €uro convinti.

aorlansky60
Scritto il 29 marzo 2017 at 09:40

@ Rubicon

L’€ poteva e può anche adesso seppur ora con costi maggiori una via per una maggiore crescita.

perdonami,

ma credo che questo sia uno degli errori di fondo nell’esaminare il contesto economico, credere ancora in una “maggiore crescita”…

quale crescita ??

quella del +8% degli anni 50 in Italia ??

o quella del +6% della China nei primi anni 2000 (che sempre più faticosamente i cinesi cercano di mantenere negli ultimi anni visto che la domanda mondiale è costantemente in calo) ??????

la verità è che la spirale innescata dalla crisi economica è inesorabilmente proiettata verso la tendenza opposta, una lenta decrescita, o al massimo riuscire penosamente a restare a galla con un +1% annuo di crescita (nel caso dell’Italia); il LAVORO è destinato a diminuire lentamente ed inesorabilmente (questo lo riconoscono anche i pd e i progressisti in genere) con conseguenze facilmente immaginabili.

Nella ormai prolungata tendenza attuale -parlo a livello mondiale- per assistere ad una efficace contro-tendenza positiva dovrebbe accadere qualcosa di MOLTO FORTE e SIGNIFICATIVO, per esempio una FORTE NUOVA RECRUDESCENZA della crisi che abbatta tutte quelle società decotte tenute in piedi grazie a denaro virtuale artificioso elargito dalla politica monetaria CONGIUNTA delle principali banche mondiali del pianeta, un evento epocale che generi PERDITE LACRIME e SANGUE da cui ripartire con una nuova situazione risanata e ripulita.

La situazione economica attuale, a livello mondiale, conta il MAGGIORE LIVELLO DI DEBITO ACCERTATO mai raggiunto dall’umanità, sia a livello pubblico che privato, dove si crede di potere arrivare con un trend del genere ??????

madmax
Scritto il 29 marzo 2017 at 09:44

Torno sugli stipendi perche’ per me sottovalutate il problema!

Prendetevi il rapporto statistico annuale ISTAT del 2015 andate a pagina 184 e vi trovate dei dati sconvolgenti:

31.5% dei dottori di ricerca in scienze/fisica emigra
22,4% dottori di ricerca scienze matematice e informatiche emigra

Non sono numeri da poco, capitale umano pagato da tutti noi come formazione che se ne va perche’ altrove il futuro e’ migliore. Con il ritorno alla GrilloLira questo esodo si ferma?

La forza della Germania e’ pure l’innovazione, nel 2012 la Krukkia ha prodotto 25.000 brevetti, l’Italia 5000 !!!! Con la GrilloLira aumenteremo il numero di brevetti??? Pensate che offi vibsono centri di ricerca applicata in Krukkia a cui si rivolgono le aziende per risolvere problemi, loro che fanno? Vengono in Italia, assumono gente a progetto trovano la soluzione (siamo i migliori) poi portano tutto in Krukkia e lo brevettano!

Questa e’ la mobilita’ persone denaro e idee, chi e’ meglio organizzato ne trae maggior beneficio, che facciamo mettiamo muri all’uscita come scrivevo prima e venivo deriso?
Non ho problemi se mi dite usciamo, ma avete risolto i punti sopra indicati con l’uscita? Grazie

alessandroecristina
Scritto il 29 marzo 2017 at 10:06

con
madmax,

con tutti i post del Capitano e la realtà che hai intorno continui con queste diciamo “eufemisticamente” stupidaggini? O SEI SCEMO O LO FAI!Terzium non datur..(propendo x la seconda ipotesi-fine del dialogo!)

aorlansky60
Scritto il 29 marzo 2017 at 11:40

Il problema, oltre l’€uro, è la posizione dell’Italia all’interno dell’ Unione Europea e più precisamente verso la Com.UE, cioè quella di un Paese privo o quasi di potere -fisico e persuasivo- per riuscire a ridiscutere fino a poter cambiare alcune delle sue attuali posizioni critiche verso gli interlocutori che governano “la stanza dei bottoni” di bruxelles;

ho scritto fino alla noia :

quanto alla Germania sia stato permesso per un periodo prolungato di anni consecutivi di accumulare DISAVANZO COMMERCIALE commerciale a proprio vantaggio, oltre i limiti fissati dai trattati Europei,

quanto alla Francia sia stato permesso per un periodo prolungato di anni consecutivi di mantenere un DEFICIT ben oltre il limite del -3% fissato dai trattati Europei…

non a caso due Paesi Forti all’interno dell’Unione, che possono dire la loro fino a “sbattersene” qualora dalla UE dovesse provenire nei loro confronti una direttiva a loro svantaggio.

finchè in Italia saranno eletti governi “in linea con le direttive dell’ UE” incapaci e indesiderosi di mettersi contro la volontà manifestata ed esercitata dalla Com.UE, non verremo mai fuori dai tanti problemi accumulatisi negli ultimi anni.

Un argomento raramente toccato nelle ns discussioni qui, che a livello economico inizia ad essere di rilievo (prima ancora di considerarne i potenziali problemi di ORDINE PUBBLICO, non più solo potenziali considerato quanto emerge dalle cronache italiane quotidiane…),

visto quanto lo stesso min. padoan ha certificato ufficialmente nell’ultimo DEF consegnato alla Com.UE in OTT 2016, con la certificazione di spesa di


2,6 miliardi per il 2015,
3,3 miliardi per il 2016
e
3,8 miliardi previsti per il 2017

sulla voce MIGRANTI

cifre di cui è bene ricordare, la Com.UE non riconosce nemmeno un cent di sostegno allo Stato Italiano;

con il ns esecutivo attualmente alle prese con la manovra correttiva imposta dalla UE, incapace di trovare 3 miliardi per accontentare bruxelles, si comprende quanto le cifre sopra indicate siano di rilievo.

e con noi nella stessa situazione la Grecia : per via delle reciproche posizioni geografiche sul Mediterraneo i due paesi con approdo naturale all’Europa.

Con l’UE che per tutta risposta al problema ha concesso (facendo finta di nulla) ai Paesi del nord di chiudere le proprie frontiere, con la conseguenza che questi migranti permangono a tempo indeterminato in questi due Paesi già pesantemente colpiti dalla crisi economica.

Tutto questo è dannoso e irragionevole per la ns economia e per i ns territori, prima ancora di considerare quanto sia miope e inconcludente la risposta della UE al problema qui esposto. Se [anche] questa è l’UE, da cittadino italiano ho tutte le ragioni per diffidarne, prima ancora di scagliarmi contro l’€uro.

emzag
Scritto il 29 marzo 2017 at 11:40

alessandroecristina@finanza,

Terzium o tertium?

silvio66
Scritto il 29 marzo 2017 at 14:15

Ciao a tutte/i,
per stemperare mi limito a ricordare che se l’euro dovesse fallire si farà semplicemente qualcosa di altro senza nessuna fine del mondo. Venendo al pezzo, le medie di lungo periodo sono quelle che più si avvicinano alla verità e parlano chiaro con buona pace di tutte/i. Dal 1996 il declino dell Italia è direzionale. Il 96 lo ricordano bene i sottoscrittori dei mutui in ecu che pagarono per primi la rivalutazione della lira che successivamente pagammo tutti con l’euro. Purtroppo eravamo e restiamo troppo ignoranti in economia per poter comprendere/giudicare gli atti di chi ci governa. Il video postato da emzag lo avevo già visto ed è confortante.
Buona giornata

ilcuculo69
Scritto il 29 marzo 2017 at 17:52

aor­lan­sky60,

Esatto nel 1950 il PIL pro capite in Germania era il doppio di quello greco, mentre nel 2008 prima che esplodesse la bolla delle balle greche il PIL pro capite Greco era molto vicino a quello Tedesco, e poichè non ho visto emergere l’eccellenza dell’economia greca nel mondo è evidente quell’aumento del PIL procapite, avvenuto proprio tra il 2000 e il 2008 era solo una bufala. Poi chiaro come dicevano i latini vae victis

ilcuculo69
Scritto il 29 marzo 2017 at 18:00

aor­lan­sky60,

Ma non scherziamo, le famiglie si sono sempre indebitate moltissimo.
Il boom edilizio con il mutuo, l’auto di massa con le cambiali, gli elettrodomestici e la televisione con le cambiali, le famiglie si indebitavano per organizzare il matrimonio della figlia.
L’Italia degli anni ’50 e ’60 era un paese molto più povero di quello di oggi, con meno pretese, più speranza per il futuro e in crescita demografica, questa è la differenza.

madmax
Scritto il 29 marzo 2017 at 23:43

alessandroecristina@finanza,

Ciao, che sono scemo lo dicono in tanti, ma non me la prendo, continuo a pensare con la mia testa. Lo so lo fanno pure i pazzi.

Ripeto 25.000 brevetti all’anno della Germania contro 5.000 brevetti all’anno dell’Italia, colpa della moneta? Questo e’ un fatto non un’opinione.

Esodo delle menti italiane all’estero, ripeto dati ISTAT il 31.5% dei dottori di ricerca in scienze/fisica emigra non solo il 22,4% dottori di ricerca scienze matematiche e informatiche emigra, pure questo e’ un problema della moneta?

O forse e’ legato al fatto che gli stipendi in Italia sono da fame, pure qua basta che prendi le statistiche che ci vedono in fondo…e’ vero o no? Sono sempre stati bassi da 30 anni pure questo e’ colpa della moneta?

Certo sono scemo, ti do ragione non ho problemi, ma passiamo ai numeri, il saldo export-import del PIL italiano e’ il 2,8% ovvero esportiamo il 2,8% in piu’ di quanto importiamo.

Faccio i conti della serva, da gnorante, correggetemi dottori in economia se sbaglio, gli effetti economici della svalutazione sono molteplici: da una parte rende più costose le merci importate (import) e di conseguenza può avere un parziale effetto sull’inflazione, dall’altra stimola la ripresa del mercato interno e rende più convenienti i prodotti esportati (export) dal paese svalutato sui mercati esteri con effetti positivi sulla bilancia commerciale e sull’economia interna del paese. Il bilancio complessivo di ricchezza derivante dai due effetti dipende dunque dall’ammontare congiunto dei flussi di import-export.

Per cui il risultato finale dipende dalla combinazione dei due, ma ricorda che a differenza della Germania che ha prodotti manifatturieri unici (BMW, Audi, Mercedes…) i nostri prodotti spesso sono intermedi e fungibili con altri produttori. Punti di forza come l’agroalimentare facilmente copiabili con italian sounding (parmesan e finti prodotti) difficile da bloccare le imitazioni.

Concludo ripetendo il mio pensiero da scemo, possiamo uscire da dovunque, ma se non si risolvono i problemi strutturali, come i 110 miliardi di evasione, la mancanza di ricerca, l’incapacita’ di supportare l’export, prendi i funzionari ICE (Istituto commercio estero) che mandano all’estero a mala pena parlano inglese l’unica cosa che interessa e’ la diaria e il ritorno al venerdi’ sera a casa!!!!

Che dire della fuga di cervelli, la risolvi con un cambio di moneta? O forse l’acceleri?

Perche’ nessuno parla poi del vero problema della mancanza di investimenti esteri?
Se in Italia qualcuno non ti paga una fattura o ti frega e’ impossibile vedere riconosciuta giustizia in un tribunale, tempi per una causa civile 7-10 anni!!!!

Ripeto aspetti 10 anni per sentire qualcuno che ti dice, si ha ragione nel 2007 suo concorrente ha rubato e copiato il brevetto!!! Nel frattempo la ditta ha chiuso saturato il mercato ed e’ passata ad altro.

Credi che un investitore serio abbia tempo da perdere, se puo’ cambia paese…tutto questo lo si risolve con il cambio di moneta?

Un grande abbraccio e caloroso saluto da MadMax o’scemo!

stanziale
Scritto il 30 marzo 2017 at 07:43

madmax,

Non sei abbastanza scemo, lo sono piu’ io e ti dico che: SI! E’ colpa della moneta . Infatti l’essere in stato di subalternita’, accettare le decisioni degli altri, anche e soprattutto per la moneta nonche’ per le leggi che regolano i commerci eccetera, e’ tipico delle colonie, quale e’ l’Italia attualmente. Quindi non si puo’ che rispondere si: e’ tutta colpa della moneta, che deve essere emessa dallo stato https://www.google.it/url?sa=t&rct=j&q=&esrc=s&source=web&cd=1&cad=rja&uact=8&ved=0ahUKEwjjvvDx5erSAhWDMBoKHZMzDCkQFggcMAA&url=http%3A%2F%2Fscenarieconomici.it%2Fla-costituente-rifiuto-di-inserire-la-sovranita-monetaria-di-sara-lapico-della-scuola-di-studi-giuridici-monetari-giacinto-auriti%2F&usg=AFQjCNECWltHtdQ4nQNmTp9LgWhd5L0j5A&sig2=ysaURSxh6NBpcqXj0XqNpw

veleno50
Scritto il 30 marzo 2017 at 09:39

mad­max,

Complimenti cristallino come sempre.Disamina perfetta senza se se senza ma.50 RIGHE DI UNA CHIAREZZA INDISCUTIBILE .Ciao

icebergfinanza
Scritto il 30 marzo 2017 at 10:03

stanziale@finanza,
Ci sta tutto anche il dovuto rispetto per tutti su questo blog e questo è un invito a tutti ad abbassare i toni.
Siamo d’accordo che questo Paese va rivoltato da cima a fondo!
Detto questo è ora di decidere se implodere o cercare di salvare il salvabile e poi ripartire. Non abbiamo molto tempo! Anzi il tempo è scaduto!

aorlansky60
Scritto il 30 marzo 2017 at 10:21

@ IlCuculo

Ma non scherziamo, le famiglie si sono sempre indebitate moltissimo

vuoi mettere a paragone

il volume di debito totale delle famiglie italiane negli anni 60 CON IL VOLUME DI DEBITO TOTALE DELLE STESSE negli anni 2000 ???

pur riparamentrando la differenza di valore per 50 anni di differenza tra i due periodi presi in considerazione,

NON C’E’ PROPRIO CONFRONTO = Il livello di indebitamento attuale (anni 2000) delle fam italiane è MOLTO PIU’ elevato rispetto a quello degli anni 60. E non solo, anche rispetto a 30anni fà (anni 80).

Inoltre c’è da dire di una sostanziale differenza storica dell’Italia rispetto al mondo anglosassone per quento riguarda IL CREDITO AL CONSUMO :

le banche italiane, fino ad un certo periodo storico(*), facevano credito alle famiglie con molto più difficoltà rispetto a quelle anglosassoni (UK USA), ma dagli anni 90 (*) in poi questo freno è stato via via progressivamente mollato, il che ha dato il via ad un aumento crescente dell’indebitamento delle fam italiane.

Ho qui sott’occhio un rapporto di BankItalia (2012-0134/QEF_134) sul livello di indebitamento storico delle fam italiane che non lascia spazio a dubbi : il periodo preso in esame va dal 1989 al 2012, ebbene la curva di salita del graph relativo parla da solo, il DEBITO COMPLESSIVO (MUTUI+CREDITO AL CONSUMO) A CARICO delle famiglie TRIPLICA nel giro di 20anni di differenza.

tirlusa
Scritto il 30 marzo 2017 at 11:26

Ogni volta che si parla di moneta unica la gente sbrocca e dice cose strane.
Facciamo chiarezza cosi smorziamo il modo di fare dei pro euro.
Non tutto è colpa della moneta, se ad esempio c’è siccità non è colpa della moneta, etc…
Il ritorno alla moneta sovrana è condizione necessaria ma non sufficiente a risolvere i problemi economici del nostro Paese. L’intoppo dell’euro è nella bilancia dei pagamenti, quindi chi parla di brevetti, di stipendi di ingegneri e di ogni altra cosa è un provocatore o una persona molto confusa. Chi è a favore della moneta unica spieghi come risolvere il problema della bilancia dei pagamenti tra gli Stati membri invece di creare confusione con altre tematiche che non c’entrano nulla.

silvio66
Scritto il 30 marzo 2017 at 11:48

…già tirlusa e poi visto che ci siamo guardardiamo anche il deficit delle parti decorrenti nella bilancia dei pagamenti in modo da sfatare l’altra grande balla che i pericoli vengono dal pubblico mentre il privato è bello..
tir­lu­sa@fi­nan­za,

tirlusa
Scritto il 30 marzo 2017 at 13:41

Infatti….ma li siamo già troppo avanti per alcuni. Io parlo di bilancia commerciale e non di partite correnti per semplificare. Se ci mettiamo pure il movimento di capitali l’evidenza dell’insostenibilità dell’euro è ancora più palese….prova a pensare a tutti i soldi che vanno verso i Bund, bene rifugio, col loro cambio che non si apprezza o a tutti i soldi che vanno in Irlanda, paradiso fiscale, col loro cambio che non si apprezza.
Comunque fa impressione leggere certe argomentazioni sul sito di Andrea….prova ad immaginare i poveri lettori di repubblica o del sole 24ore o del corriere come sono messi (non dico l’Unità perché quella non la legge più nessuno……….hehehe).
sil­vio66@fi­nan­za,

apprendista
Scritto il 30 marzo 2017 at 15:36

I SIGNORI DEL NULLA

gainhunter
Scritto il 30 marzo 2017 at 21:07

tirlusa@finanza,

Più chiaro di così non si può scrivere.
:)

Il ritorno alla moneta sovrana è condizione necessaria ma non sufficiente a risolvere i problemi economici del nostro Paese.

Chi è a favore della moneta unica spieghi come risolvere il problema della bilancia dei pagamenti tra gli Stati membri invece di creare confusione con altre tematiche che non c’entrano nulla.

madmax,

Cervelli: qui direi che la moneta c’entra, perchè chi ha talento e conoscenze trova le migliori opportunità dove l’economia cresce di più, e la moneta c’entra con la crescita differenziata tra i paesi membri in quanto condiziona la bilancia commerciale.

Export/import: l’Italia esporta il 12% in Germania e importa il 15% dalla Germania; cosa importa dalla Germania, materie prime oppure prodotti finiti concorrenti?
L’Italia è nota per l’agroalimentare ma il suo peso sull’export è del 9%, e tra l’altro l’Italia è importatore netto di agroalimentare.
L’Italia è nota anche per moda e lusso, ma il totale dei beni di consumo pesa un 23% sul totale delle esportazioni.
In realtà la quota più grossa dell’export sono i macchinari per l’industria, cosa che il consumatore non vede e non sa: ben il 40%, e i “beni intermedi” per un altro 28%.
Fa specie sentire gente che dice “bisogna puntare sull’agroalimentare” o “i punti di forza dell’Italia sono alimentari e moda”: ignoranza allo stato puro. Lasciamo pure fallire l’industria, la manifattura, la chimica, perchè c’è concorrenza, puntiamo sull’agricoltura! Cioè sul 10% dell’export??? Come sempre, ragionare senza pesare serve a poco.

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