DEUTSCHE BANK: LA GRANDE TRUFFA!

Scritto il alle 10:32 da icebergfinanza

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Voi lo sapete Ragazzi che vi ammiro, davvero non so come riuscite a stare calmi!

La scorsa settimana i giornalisti del Sole 24 Ore hanno spedito in soffitta il genio del “fate presto” di Confindustria, si quel Napoletano che sussurrava di fare presto nel tirare dentro Monri, nel privatizzare i gioielli di casa, svendere l’intero patrimonio immobiliare pubblico, si quello che si è dato da fare per garantire la sua copertura alla mossa a favore del Sì del presidente di Confindustria, con tanto di benedizione da parte di Palazzo Chigi. La gola profonda del Sole 24 Ore

Non pensate però che sia finita perchè circola voce che un’altra idea idiota circola più rapidamente di prima,  Il governo studia il Tagliadebito

Per non parlare del terzetto di allegroni che a Radio 24 Ore si dilettano a fare “i conti della serva” esclusivamente ai Non Performing Loans, NPL per gli amici, di casa nostra.

In particolare quel ragazzo semiserio che di professione fa il padreterno, si quello che ironizza sulla svendita dei BTP e sui derivati di Deutsche Bank, signora mia, che potrebbero distruggero il mondo e questo lato della galassia, più e più volte. Il programma di qua e l’intervista di la, il nostro scienziato tuttologo germanofilo tutto di un pezzo insieme al suo amico Oscar è spettacolo assicurato soprattutto quando si parla di Brexit.

Ma torniamo a noi. Probabilmente Napolitano, è anche amico carissimo di Angela, se no non si spiegherebbe per quale motivo solo venerdì è uscito lo splendido speciale esclusivo del Sole24ore sulla truffa di Deustche Bank. Chissà quanto tempo lo hanno dovuto tenere in caldo quelli della redazione.

Mps, Deutsche Bank e la Vigilanza Bce «flessibile» sui derivati

Nessuna novità per chi legge Icebergfinanza figurarsi, noi queste cose le scriviamo da anni, ma ci sono alcuni passaggi che rendono meglio l’idea…

Secondo Sabine Lautenschläger, vice-presidente dell’organo di sorveglianza della Bce, «le banche dell’area dell’euro sono vigilate sulla base degli stessi standard e nel modo più obiettivo possibile». Ma questa asserzione di rigore e imparzialità fatta dall’avvocatessa di Stoccarda che governa la macchina del Single supervisory mechanism, o Ssm, si scontra con quanto accertato da un’inchiesta condotta negli ultimi mesi da Il Sole 24 Ore.

La volpe tedesca Sabine oltre che essere la prediletta di Schauble e fare parte del consiglio della BCE è pure la vice presidente dell’organo che sorveglia le banche tedesche.

È stata lei a supervisionare la definizione di modalità e metodologie dell’Asset quality review (o Aqr), il grande check-up che l’Ssm ha fatto sui bilanci delle 128 maggiori banche europee nella seconda metà del 2014. Ed è lei a rappresentare la Bce al Comitato di Basilea. «Fuori, la presidente Danièle Nouy è il volto dell’Ssm. Ma negli equilibri interni, Lautenschläger è considerata più decisiva», ci dice una persona che ha lavorato con entrambe.

Per darvi un’idea, non c’è niente di meglio che una innocente tabelluccia.

Prima che a qualcuno venga in mente di considerarci i soliti complottisti, ribadisco che quanto scritto sotto è tratto da un’inchiesta del Sole24Ore, che poi questa inchiesta si faccia solo ora, e che si arrivi a queste conclusioni è un altro discorso…

Un ispettore molto determinato
A Siena la vigilanza europea ha inviato come capo-ispettore il franco-tedesco Jan Hemmers, noto per i suoi picchi di severità, che ha trascorso a Rocca Salimbeni ben oltre i sei mesi solitamente dedicati alle ispezioni più approfondite.(…) a Il Sole 24 Ore risulta che Hemmers sia andato ben al di là della «determinazione». (…) Hemmers è stato criticato per aver scelto alcune posizioni particolarmente negative, aver condotto analisi molto severe e poi estrapolato valutazioni esageratamente sfavorevoli. Che hanno prodotto effetti devastanti, con previsioni di perdite molto forti. (…)  «È chiaro che Hemmers è andato a Siena con il mandato di non risparmiare alcun colpo».

Persino la sua scelta potrebbe non essere stata casuale.

Questo campione della vigilanza del senno di poi lo hanno spedito anche in Grecia per tagliare giù con l’accetta anche le banche elleniche. Che figata, io me lo immagino li che estrapola scenari da incubo per chiedere aiuti europei che servano a salvare le banche tedesche!

Ma come le banche tedesche dice l’ultimo arrivato, non si stava parlando delle banche greche?

Ma hanno fatto qualcosa di molto particolare: durante il boom del debito i banchieri tedeschi sono andati oltre i loro standard, ma solo fuori dalla Germania.

Hanno prestato i soldi per i mutuatari subprime americani, per gli speculatori del boom immobiliare in Irlanda e in Spagna, quelli per l’idraulico greco che girava con la Porsche Cayenne, per il magnate bancario islandese che ha fatto cose che nessun tedesco avrebbe mai fatto. Le perdite tedesche sono all’ultimo conteggio di 21 miliardi di dollari con le banche islandesi, 100 miliardi di dollari con le banche irlandesi, 60 miliardi di dollari per vari subprime statunitensi e ancora non si bene per i titoli greci. (…) Nel loro paese, tuttavia, questi banchieri apparentemente folli all’estero si sono comportati con moderazione. Il popolo tedesco non ha permesso loro di comportarsi diversamente.

(…) Quello che le loro banche  hanno fatto con i soldi dei tedeschi tra il 2003 e il 2008 non sarebbe mai stato possibile farlo in Germania, perché non c’era nessuno ad abboccare e prendere a prestito tutti questi soldi come facevano in California o in Grecia. Hanno perso ingenti somme dal 2003 in tutto ciò che hanno fatto fuori dalla Germania.(…) non erano bravi a farlo come quelli di New York, che avevano inventato  tutti questi strumenti finanziari complicatissimi e facevano questo gioco da almeno trent’anni “. E’ stato come mettersi improvvisamente a giocare a poker grosse somme con dei giocatori professionisti. Il risultato era prevedibile alla fine.

Ma ascoltate ora perchè viene il bello di tutto ciò che è accaduto…(…) un punto di vista sulla crisi del debito europeo e la crisi greca, è che si tratti di un tentativo elaborato dal governo tedesco per conto delle sue banche per ottenere indietro i loro soldi senza richiamare l’attenzione su ciò che stanno facendo.

Il governo tedesco dà i soldi al fondo di salvataggio dell’Unione europea (… e in quello si fa pure aiutare dai fessi italiani e francesi e spagnoli e via dicendo, che ci mettono tanti soldini credendo di aiutare la Grecia e il suo popolo e invece…)

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fanno in modo che possa dare i soldi al governo irlandese in modo che il governo irlandese può dare indietro denaro alle banche irlandesi così le banche irlandesi possono rimborsare i loro prestiti alle banche tedesche.

Sai bellezza, anche se non te lo hanno raccontato tu hai messo oltre 125 miliarducci nel cappello di Angela Merkel e lei li ha utilizzati per aiutare le banche indigenti del suo paese, più o meno tutte, perchè tutte hanno ricevuto aiuti di Stato o di ritorno i soldini dalle banche greche.

Nel frattempo imercenari e contabili della serva che si dilettano a fare i commentatori in questo Paese, chiedvano a gran voce le riforme, fai i compitini e non disturbare, noi intanto ti alziamo le tasse, ti mettiamo qua e la qualche patrimoniale e per chiudere in bellezza,ti mandiamo in pensione a 100 anni e tagliamo stipendi e lavoro ovunque, perchè sai, ce lo chiede l’Europa.

“Stanno giocando a biliardo”, dice Enderlein. “Il modo più semplice per farlo sarebbe quello di dare i soldi tedeschi alle banche tedesche e lasciare che le banche irlandesi o greche fallissero.”

Invece questo non è successo bellezza, perchè i tedeschi e i francesi sono fuuuurbi e tu sei il solito fesso che si beve tutto quello che ti racconta la televisione e i giornali.

Ma andiamo avanti perchè il bello deve ancora venire, ce n’è abbastanza per piegarsi in due dalle risate…

Il punto che ci risulta abbia espresso è stato questo: mentre la metodologia per esaminare i crediti deteriorati sarebbe stata accessibile a qualsiasi ispettore, con i derivati i soli esperti in grado di “far girare” i modelli che avrebbero permesso di mettere alla prova le valutazioni riportate nei bilanci degli istituti vigilati sarebbero stati quelli delle banche d’investimento americane, da Goldman Sachs a Morgan Stanley, che avevano escogitato i prodotti in questione. E che li avevano venduti alle banche europee. Ricorrendo a loro si sarebbe ovviamente incorsi in una situazione di potenziale conflitto d’interesse.

Oltre alla competenza, sarebbero inoltre mancati anche l’accesso ai dati e soprattutto il tempo. Mentre i contratti di credito sono facilmente valutabili con metodologie e dati accessibili a tutti gli addetti ai lavori – i bilanci della società creditrice, la serie storica dei pagamenti, l’utilizzo delle linee di finanziamento, le informazioni proprietarie della banca sulla controparte, le perizie degli eventuali immobili dati a garanzia, i tempi di recupero di un credito previsti dal sistema giudiziario locale – i derivati sono complessi contratti legali prezzati sulla base di variabili e scenari tanto ipotetici quanto articolati. Per verificare il valore di ognuno di loro serve un modello a sé stante.

Per analizzare una posizione creditizia ci si impiega da mezza giornata a tre giorni, e quindi la valutazione di un portafoglio da 10 miliardi con una campionatura di 1.000 posizioni richiede tra i 500 e i 3.000 giorni-uomo. Ma per valutare 10 miliardi di derivati servirebbe un ammontare di tempo improbabile.

Ecco dunque perché Oliver Wyman e Lautenschläger hanno optato per un approccio extralight per l’Aqr sui titoli di livello 3.

Un’analisi superficiale
«Ma se non si è potuto estrapolare nulla e non si sono valutati i singoli derivati, come si fa a ritenerla una vera verifica?», si domanda a voce alta una persona a conoscenza dei fatti, che aggiunge: «La realtà è che in occasione della definizione della metodologia dell’Aqr si è scelto di tenere buoni italiani, spagnoli e portoghesi includendo anche la parte di analisi dei derivati.

Ma poiché è stata assolutamente superficiale, ha finito per dare a una banca come Deutsche un attestato di credibilità assolutamente non giustificato».

Ve lo ricordate il trucchetto contabile con il quale Deustche Bank ha nascosto 12 miliardi di perdite sui derivati?

Deutsche Bank accusata da tre ex dipendenti: nascoste perdite sui derivati per 12 miliardi di dollari  …

Insomma, sono passati nove anni dal 2008, quando la banca tedesca si è trovata tecnicamente in default, ma il risk management non ha ancora la robustezza richiesta. Del resto, quanto poco sia cambiato in quell’area, lo attesta lo stesso nome del responsabile. Il Chief risk officer, o Cro, di Deutsche Bank è Stuart Lewis, un manager che lavora nella banca di Francoforte dal lontano 1996 e che era deputy-Cro tra il 2010 e il 2012, periodo in cui la struttura di risk management dell’istituto di credito è stata accusata di aver insabbiato inadempienze che nel 2015 hanno portato l’organo di vigilanza americano Sec a sanzionarla per 55 milioni di dollari.

Il Sole 24 Ore ha tra l’altro appurato che a esprimere dubbi su di lui fu anche Bill Broeksmit, l’alto dirigente di Deutsche Bank esperto di risk management unanimemente considerato persona di grande spessore morale che il 26 gennaio 2014, nel mezzo di una stagione della storia della banca caratterizzata da numerose inchieste, si è tolto la vita. In una email inviata a un amico prima di morire, Broeksmit scrisse: «Il background di Stuart è nel rischio di credito. Non è particolarmente fluente nel rischio di modello». Eppure è dal 2012 che Deutsche affida a lui il compito di monitorare anche il rischio potenzialmente più grave che ha in pancia, quello di modello.

La sintesi è tutta qui…

A Deutsche Bank è stato concesso tutto il tempo per liberarsi di titoli tossici e irrobustire il proprio risk management (cosa peraltro ancor oggi non ultimata), mentre ai senesi sono arrivate direttive perentorie nelle condizioni e nei tempi.

Ora ci manca solo che qualche altro idiota travestito da politico segua il consiglio di … Deutsche Bank:  per un “Fondo europeo da 150 miliardi per tutelare le banche e il giochino del fondo di salvataggio europeo, uscito dalla porta rientra dalla finestra.

Non è fantastico bellezza, immagino che tu abbia ancora i soldini nelle banche tedesche si perchè sai li si che sono sicuri!

Noi qui, non abbiamo alcuna fretta, la verità è figlia del tempo, se nonostante tutti questi aiutini e spintarelle Deutsche Bank ha ancora bisogno di soldini, tanti soldini è perchè la festa sta per finire. A si certo, la salverà lo Stato tedesco di cosa ti preoccupi!

Intanto Voi studiate bene la storiella e se potete raccontatela in giro, al resto ci pensa la nemesi.

 

Contribuisci anche tu LIBERAMENTE a tenere in vita un’isola di condivisione quotidiana nell’oceano infinito di questa tempesta perfetta, l’informazione indipendente…

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17 commenti Commenta
phitio
Scritto il 20 marzo 2017 at 11:42

LA germania uscira’ dall’ EU per via di fortissime tensioni economiche. Questo mi hanno detto le mie fonti. Non faccio fatica a crederlo, la cosa sembra confermarsi, in base alle informazioni di questo blog.

aorlansky60
Scritto il 20 marzo 2017 at 12:16

@ Phitio

LA germania uscira’ dall’ EU per via di fortissime tensioni economiche. Questo mi hanno detto le mie fonti.

La tua fonte sembra essere davvero CREDIBILE considerato che ci ha preso in pieno per quanto riguarda Brexit e Trump;

eppure vi è da considerare QUANTO FACCIA COMODO l’UE (e l’€uro…) ai tedeschi, che l’idea che questi ci vogliano rinunciare allontana l’opzione che hai citato…

Nel recente passato [i tedeschi] sono riusciti ad obbligare tutti i gonzi europei -compresi noi italiani- a versare a fondo perduto decine di miliardi nell’ESM,

potrebbero escogitare qualcos’altro per obbligare gli altri Paesi europei a fornire loro altri soldi (MOLTI SOLDI) a loro vantaggio,

e il movente ce l’ha appena descritto il Capitano : a DB servono soldi, MOLTI SOLDI… e oltre DB, mi sembra che anche il loro sistema bancario interno (landesbanken e sparkassen), per ciò che ho letto di recente da fonti autonome, abbia a sua volta qualche “problemino tecnico” da risolvere, nonostante il fumo ad arte sparso in giro dai vari merkel schauble weidmann per celare quei problemi;

I tedeschi sono stati bravissimi nel corso degli ultimi anni, nel riuscire a manovrare la UE a loro esclusivo vantaggio…

Davvero fatico a comprendere i motivi che li indurrebbero a farne a meno.

laforzamotrice
Scritto il 20 marzo 2017 at 13:34

certo che sarebbe divertente, se salta l’europa. Che stupidità.

phitio
Scritto il 20 marzo 2017 at 14:06

uhm. Vabbe’. Ho giusto appreso dalle mie fonti che le ragioni per cui la Germania sara’ nel gruppo di nazioni che scinderanno la UE (ed essendo la piu’ grande tra loro, sara’ considerata la loro leader), saranno molto piu’ chiare dopo le elezioni che si terranno in settembre, diciamo da settembre a novembre. Ora la cosa singolare e’ le fonti che parlano di scissione, piuttosto che di uscita delle Germania per prima, anche se una cosa non esclude affatto l’altra (della serie, che la Germania esce e un gruppo di grandi nazioni gli viene dietro a stretto giro).

Vabbe’, questo e’ quanto per ora. Stay tuned

silvio66
Scritto il 20 marzo 2017 at 15:48

Ciao Andrea,
La tua innocente tabelluccia evidenzia un nervo scoperto che pochi evidenziano. Quel 9,5 non è come il debito pubblico frutto di un lontano passato bensì opera degli ultimi 10 anni compiuto dalle stesse facce che vediamo oggi tutti i giorni. Nel 2008 per la nostra arretratezza e scarse dimensioni eravamo rimasti fuori dalla torta dei derivati percui chi ha comprato quel 9,5 che appare oggi? Per quale motivo le nostre banche hanno evidentemente alleggerito gli asset delle altre? Un giorno non troppo lontano risponderanno anche di questo.
Buona serata

stanziale
Scritto il 20 marzo 2017 at 20:03

phitio@finanza,

” Ho giusto appreso dalle mie fonti che le ragioni per cui la Germania sara’ nel gruppo di nazioni che scinderanno la UE (ed essendo la piu’ grande tra loro, sara’ considerata la loro leader), saranno molto piu’ chiare dopo le elezioni che si terranno in settembre, diciamo da settembre a novembre. “….
mi sembra plausibile. Infatti questa situazione , l’euro usato come marco svalutato e’ insostenibile e l’amministrazione Usa (secondo me uguale se vinceva la controparte democratica) lo ha gia’ fatto presente, inutile dire che da qui a settembre la pressione aumentera’. Infatti e’ per questo che sono assatanati (francia e germania) nelle azioni predatorie in grecia e italia.

emzag
Scritto il 20 marzo 2017 at 21:45

Gli avevo dato solo una scorsa ma adesso l’ho letto con attenzione: standing ovation per Andrea.
Offri un servizio informativo veramente importante.

gainhunter
Scritto il 20 marzo 2017 at 23:37

aorlansky60: eppure vi è da considerare QUANTO FACCIA COMODO l’UE (e l’€uro…) ai tedeschi, che l’idea che questi ci vogliano rinunciare allontana l’opzione che hai citato…

E se rimanere non fosse più così conveniente? O meglio, se le prospettive future rendessero più conveniente staccarsi nonostante i vantaggi che ha avuto e continua a avere?
Intendo questo:
– con un marco svalutato rispetto al dollaro e un protezionista al comando in USA la Germania ha un nemico potentissimo
– ormai le economie dei “partner” europei sono state danneggiate e ridimensionate non poco: le aziende migliori sono finite in mani straniere, le aziende meno competitive hanno chiuso, i competitor più temibili per le loro aziende non ci sono più
– i cervelli migliori se ne sono andati, un po’ in USA, un po’ in UK, un po’ in Asia e un po’ in Germania, e probabilmente non avrebbero forti motivi per rimpatriare, per cui anche la capacità di innovare e di imprendere dei loro “partner” è stata ridotta
– la domanda interna dei loro “partner” è stata fortemente ridimensionata, quindi non ci sono più prospettive di continuare in futuro a esportare in UEM nella stessa misura con cui hanno fatto finora
– la domanda di più integrazione europea da parte delle élite dei loro partner si fa più forte: non potendo più spremere i loro cittadini si attaccano alla Germania chiedendo integrazione fiscale, cioè trasferimenti di soldi
– con tutti i soldi che si sono presi dai “partner” in parte tramite i meccanismi di finti salvataggi, in parte tramite le esportazioni intraeuropee dell’ultimo decennio, in parte con i risparmi sugli interessi sui bund, oggi possono permettere alla loro domanda interna di aumentare (alzando i salari) in modo che i cittadini tedeschi possano sostituirsi come clienti a quelli che perderebbero con un euro/marco più forte rispetto agli attuali clienti europei
– la Bundesbank potrebbe replicare il successo della Banca Nazionale Svizzera nel tenere il franco allineato all’euro per impedire un’eccessiva rivalutazione del marco/euro tedesco rispetto soprattutto al dollaro, considerando anche la necessità di “stampare” per salvare le sue banchette
– la diffusione della conoscenza sul reale stato del sistema bancario tedesco (a noi già noto), anche con opportune notizie rilasciate nei momenti giusti, potrebbe far sì che i flussi di capitali in cerca di safe haven in seguito alla spaccatura dell’UEM (che comportano acquisto di valuta “safe”) si rivolgano verso altri stati e altre valute ($), frenando quindi la rivalutazione del marco/euro tedesco
– per quanto riguarda i saldi Target 2 (materia che non conosco bene e su cui ci sono opinioni contrastanti) non saprei quali effetti potrebbero esserci, ma se effettivamente sono crediti della Bundesbank va considerato realisticamente che con la continuazione dell’UEM sono di fatto inesigibili, per cui a seconda di come saranno trattati e contrattati potrebbe essere più conveniente per la BuBa rinunciarvi in parte e chiudere il “conto”

aorlansky60
Scritto il 21 marzo 2017 at 08:38

@ Gainhunter

E se rimanere non fosse più così conveniente?

… … … … … … … … … … … … … … … … … … … … … … … …

Proprio in virtù del fatto che i tedeschi perseguono i loro interessi “FIRST”, alla faccia degli ideali di “unione europea” e alla faccia dei tanti sprovveduti che in questi ancora credono,

c’è da essere CERTI che appena le condizioni dovessero per loro mutare rispetto a quelle attuali, i tedeschi abbandonerebbero la nave con tanti saluti (e con tanti auguri) per chi vi rimane (…)

e i vari punti che hai tracciato sono più che convincenti in tal senso, tra i quali voglio sottolineare questo :

ormai le economie dei “partner” europei sono state danneggiate e ridimensionate non poco: le aziende migliori sono finite in mani straniere, le aziende meno competitive hanno chiuso, i competitor più temibili per le loro aziende non ci sono più

altro che “ideali europei”, (mi piacerebbe essere vivo tra 200 anni per vedere udire e leggere come gli storici interpreteranno questo periodo e che lettura ne daranno per i posteri…)

bisogna ammetere che stavolta il predatore tedesco -con i francesi nel ruolo defilato di avvoltoi sacrofagi- questa volta ha pianificato la strategia MOLTO MEGLIO (*) rispetto agli anni 10 e agli anni 30 del secolo passato,

se il loro intento era ridurre a livello tale da non nuocere il loro competitor più aguerrito in EU in fatto di export di prodotti da manifattura (l’ITALIA) beh c’è riuscito pienamente, anche con la complicità di una classe dirigente italiana dell’ultima stagione che non ha saputo contrapporsi in maniera decisa a questi attacchi. Non tragga in inganno il dato lusinghiero sul volume di export raggiunto dall’ITALIA nel 2016, un inezia rispetto agli oltre 1200 miliardi di €uro di export totalizzati dai tedeschi nello stesso periodo che hanno concorso a consolidare ulteriormente il loro GIGANTESCO DISAVANZO COMMERCIALE che perdura ormai da anni.

(*) a rischio di essere noioso, ricordo di nuovo il progetto delle elites tedesche sul finire degli anni 30 (poco prima dello scoppio della II WW) :

nelle alte classi dirigenti industriali e finanziarie tedesche si va radicando un idea molto chiara sull’ordinamento da dare all’Europa conquistata sotto l’egida nazista dopo che la guerra sarà vinta e cioè permanere un forte carattere industriale per la sola Germania, relegando gli altri paesi -Francia e Italia in particolare- a semplice ruolo agricolo e in generale defilato rispetto alla Germania.” – conte G.Ciano “Diari 1937-1943”

…quanto aveva ragione Winston Churchill -un cevello fino che ci vedeva lungo- quando nel corso di un intervista di 70anni fà, a guerra ormai conclusa, dichiarò : “In prospettiva futura, il pericolo per l’Europa non sono i russi; sono i tedeschi; aspettate solo che rialzino la cresta e poi ne riparliamo tra 50anni.

aorlansky60
Scritto il 21 marzo 2017 at 09:47

emzag:
Gli avevo dato solo una scor­sa ma ades­so l’ho letto con at­ten­zio­ne: stan­ding ova­tion per An­drea.
Offri un ser­vi­zio in­for­ma­ti­vo ve­ra­men­te im­por­tan­te.

mi associo al 100%

Davvero, affinchè un popolo di rincitrulliti -come quello di 60 milioni di cittadini italiani, un pò meno tolti i minori con diritto di attenuanti- potesse crescere fino a comprendere veramente “la grande truffa” perpetrata a loro danno, occorrerebbe che questi evitassero il lavaggio del cervello effettuato per mezzo dei media televisivi (pubblici e privati) che vanno per la maggiore in italia, senza bisogno di doverli elencare, per affidarsi ad un informazione indipendente, come quella che circola tra la ciurma del qui presente bastimento, il cui Comandante per il tempo e l’impegno che ci mette non sarà mai lodato abbastanza.

veleno50
Scritto il 21 marzo 2017 at 10:10

aor­lan­sky60,
Siamo rincitrulliti? caro Aorl stiamo sfruttando tutto quello che avete creato,noi pensionati viviamo in una botte di ferro, deflazione, casa di proprietà, prezzi alimentari fermi,oltre i 65 anni tutto è gratuito nel settore sanità,farmaci gratis e tanto altro,ci chiami rincitrulliti ai posteri non lasciamo nemmeno le briciole.Carissimo amico prova al chiedere al Boss se un semplice consigliere suo vicino di casa ha preso di liquidazione 659.000 euro netti e un vitalizio 4100.Per farla breve prima di guardare il cortile dei vicini che sanno mantenere il loro giardino sempre verde guarda come è appassito il manto del tuo giardino.Ciao Aorl

aorlansky60
Scritto il 21 marzo 2017 at 10:29

ciao Veleno

perchè ti sei sentito chiamare in causa tanto da rispondere con una certa veemenza???

Tu non mi sembri appartenere alla classe dei “rincitrulliti”, non ti conosco di persona ma leggo ciò che scrivi (e di conseguenza ne deduco), direi che ti ritrovi ben al di sopra della media italiana standard per conoscenza e consapevolezza, pur con qualche difetto (uno in particolare, un inguaribile propensione verso un partito politico che SECONDO ME ha prodotto più danni che benefici agli ITALIANI nel corso degli ultimi 5 anni)
ma in fondo chi non ne ha?

ciao stammi bene.

:-)

veleno50
Scritto il 21 marzo 2017 at 11:19

aor­lan­sky60,

Ironia e consapevolezza .Ciao Aorl

perplessa
Scritto il 27 marzo 2017 at 23:49

beato te, io sono pensionata da settembre 2014, a settembre 2016 ho preso la prima rata della liquidazione, a settembre ci credo quando la vedo prendo il resto. nel 2018 avrò la pensione definitiva, siccome l’inps ha tirato fuori una bella circolare che stabilisce che le remunerazioni vanno calcolate per cassa e non più per competenza,(e anche questa mi sentirò sicura quando gli arretrati arriveranno nel mio conto corrente) e tutti sono contenti siccome un nanerottolo ha sentenziato che i dipendenti pubblici son tutti fannulloni, e il popolo bue asserisce, mentre gli tolgono a un pezzo alla volta l’assistenza sanitaria, non ho nemmeno il diritto di espatriare siccome i trattati di doppia imposizione sanciscono che la mia pensione è comunque tassata in italia..non mi sento affatto in una botte di ferro, tutt’altro

ve­le­no50@fi­nan­za: noi pen­sio­na­ti vi­via­mo in una botte di ferro

perplessa
Scritto il 27 marzo 2017 at 23:57

ho letto l’altro giorno su le Monde che le pen nella sua campagna elettorale ha affermato che non vuole essere una vice della merkel, e in sintesi che i francesi devono decidere in casa loro, come darle torto, anche se il mio orientamento non è mai stato “di destra”‘?

aor­lan­sky60: re­le­gan­do gli altri paesi -Fran­cia e Ita­lia i

aorlansky60
Scritto il 28 marzo 2017 at 08:14

@ Perplessa

come darle torto, anche se il mio orientamento non è mai stato “di destra”‘?

qui non si tratta più di “destra” o di “sinistra”, qui si tratta di BUON SENSO

e il BUON SENSO esula sempre da “destra” o da “sinistra”, chiamala se vuoi anche EVIDENZA DEI FATTI…

a parte che negli ultimi anni la “sinistra” nel nostro Paese almeno, ha attuato politiche economiche che più di “destra” è difficile immaginare (e che la “destra” non era mai riuscita ad attuare…)

perplessa
Scritto il 29 marzo 2017 at 00:17

beh, se per sinistra s’intende il pd, a casa mia non sono sinistra, dopo che si sono fusi con i democristiani, a casa degli altri non lo so
<

aor­lan­sky60: la “si­ni­stra”

aor­lan­sky60,

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