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EUROPA MA QUALE EUROPA!

Scritto il alle 22:47 da icebergfinanza

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Nel fine settimana e nelle ultime settimane, centinaia di belle addormentate ovunque, politici, giornalisti, editorialisti, economisti e via dicendo, tutti in processione a parlarvi del sogno europeo, del pericolo del populismo, tra qualche giorno si celebra il sessantesimo dei Trattati di Roma, confondendo euro e Europa come sempre, qualcuno come il governatore della Banca d’Italia, a suggerirvi tanto per cambiare che l ‘uscita dall’euro sarebbe un disastro.

Chi vi dice che l’euro è solo un falso problema è  lui stesso un ipocrita. Tante sono le variabili in gioco oggi, l’euro è una delle più importanti, la Germania non ammetterà mai l’unità fiscale e politica. Domani vedremo insieme quando subdola è l’Europa dei banchieri.

Sessant’anni fa, il 25 marzo 1957, a Roma, le delegazioni di Belgio, Francia, Germania, Lussemburgo, Olanda e Italia, firmaro i Trattati per la costituzione della Comunità economica e per l’Euratom, considerati l’atto di nascita dell’Europa unita.

Nessuno a quel tempo aveva in mente la folle idea di costringere decine di economie tra loro differenti ad accettare un’unica moneta. Fallito il progetto di una difesa comune, non restava che inventarsi una moneta unica, un processo irreversibile.

Nessuna riflessione o ammissione di fallimento era possibile, un progetto totalmente privo di qualuqnue base politica o fiscale,  nessuna riflessione sulle sua evidente inadeguatezza.

Confesso il profondo disagio di fronte alla deriva degli avvenimenti che riportano indietro a quanto accade il secolo scorso, con il profondo disagio economico e sociale, che ha alimentato una guerra mondiale e la follia di un intero popolo.

E’ in atto uno squallido tentativo da parte di coloro che hanno partecipato in prima persona al fallimento di questo progetto, di spostare in maniera subdola l’attenzione sui rischi economici e finanziari di questo fallimento, di identificare l’euro con l’Europa e l’identificazione di chiunque esprima motivate critiche, nell’estremismo xenofobo che pervade una minoranza.

Ascoltare uno come Giuliano Amato, di casa nel salotto della finanza italiana e internazionale,  esaltare la “figura coraggiosa” di un altro banchiere, il Macron che in Francia finge di portare avanti gli ideali europei è la sintesi di quello che in realtà questa Europa è, un coacervo di interessi economici e finanziari e null’altro.

È in atto una squallida campagna di immedesimazione della difesa dei valori europei con l’euro e la sua organizzazione finanziaria.

Questa è la loro Europa, quella che vi propongono coloro che hanno assecondato il potere finanziario e ora vi chiedono un atto di fede…

La Banca – coi suoi grigi funzionari ed esperti – ha preso il posto della Chiesa e dei suoi preti e, governando il credito, manipola e gestisce la fede – la scarsa, incerta fiducia – che il nostro tempo ha ancora in se stesso. E lo fa nel modo più irresponsabile e privo di scrupoli, cercando di lucrare denaro dalla fiducia e dalle speranze degli esseri umani, stabilendo il credito di cui ciascuno può godere e il prezzo che deve pagare per esso (persino il credito degli Stati, che hanno docilmente abdicato alla loro sovranità). In questo modo, governando il credito, governa non solo il mondo, ma anche il futuro degli uomini, un futuro che la crisi fa sempre più corto e a scadenza. E se oggi la politica non sembra più possibile, ciò è perché il potere finanziario ha di fatto sequestrato tutta la fede e tutto il futuro, tutto il tempo e tutte le attese. Finché dura questa situazione, finché la nostra società che si crede laica resterà asservita alla più oscura e irrazionale delle religioni, sarà bene che ciascuno si riprenda il suo credito e il suo futuro dalle mani di questi tetri, screditati pseudosacerdoti, banchieri, professori e funzionari delle varie agenzie di rating.E forse la prima cosa da fare è di smettere di guardare soltanto al futuro, come essi esortano a fare, per rivolgere invece lo sguardo al passato. Soltanto comprendendo che cosa è avvenuto e soprattutto cercando di capire come è potuto avvenire sarà possibile, forse, ritrovare la propria libertà. Se la feroce religione del denaro divora il futuro

Questa non è la mia Europa, questa non è l’Europa dei padri fondatori!

Contribuisci anche tu LIBERAMENTE a tenere in vita un’isola di condivisione quotidiana nell’oceano infinito di questa tempesta perfetta, l’informazione indipendente…

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3 commenti Commenta
emzag
Scritto il 19 marzo 2017 at 23:16

Quello che molti non capiscono, compresi alcuni utenti qui dentro, è che la moneta è uno “strumento di governo” ossia, in altri termini, è il metodo con cui le classi dominanti impongono la loro egemonia sui subalterni.
Ovviamente con il solo fine di mantenerli nello stato di subalternità impedendogli cioè qualsiasi possibilità di acquisire quella coscienza politica che gli consentirebbe di cominciare a rivendicare:

1) una diversa distribuzione della ricchezza

2) una maggiore partecipazione in prima persona al processo di decisione politica.

Quindi chi dice che l’euro è solo uno strumento dice una cosa giusta in astratto e sbagliata in concreto: uno strumento “significa” qualcosa in funzione di come lo si usa ma – qui è il punto – nella nostra società alcuni si sono impadroniti sia dell’uso che della determinazione dei fini “buoni e giusti” secondo i quali si vuole impiegare lo strumento “moneta”.

E’ privo di senso chiedere un’Europa diversa in cui l’euro venga usato secondo il bene comune.
Chi “possiede” lo strumeno monetario “non vuole il bene comune” in linea di principio, pensa di essere lui stesso l’unico che sa qual è questo bene comune e ha una idea di società non solo gerarchica ma addirittura di casta.
Per avere una moneta unica differente bisognerebbe convincere i padroni dell’universo a rinunciare alla loro posizione di potere ASSOLUTO (dico “dell’universo” perché che si tratta di élite cosmopolite non legate ad alcun territorio quindi nemiche della democrazia cioè di quel sistema di governo che consente e favorisce il ricambio delle classi dirigenti).

Se per mantenere la disciplina con i suoi schiavi il padrone usa le armi è ridicolo dire:
“Ma in fondo le armi sono solo uno strumento che potrebbe essere usato per la difesa dai nemici quindi non sono un male in sé stesse”.

Devi rompergli quella pistola, devi strappargliela dalle mani e in quel momento la gente aprirà gli occhi, capirà che noi siamo miliardi loro sono meno di cento e il loro potere deriva solamente dalla nostra acquiescenza (meno di “100” – poi ci sono i servi, quelli sono di più e sono colpevoli come il padrone anzi moralmente di più).

Il crollo della moneta unica aprirà il vaso di Pandora, questo va detto, perché le élite non cederanno la loro egemonia senza difenderla ma dovremmo metterci in testa che una lotta politica, come una guerra, se è giusta richiede il sacrificio di chi la vuole combattere.
La scelta è fra un conflitto feroce che durerà anni o una lenta regressione dei lavoratori e della classe media a uno stato servile che ci eravamo illusi di avere cancellato dalla storia.
Abbiamo degli spazi di azione perché le élite sono accecate dal loro potere e ce ne accorgiamo perché stanno perdendo il controllo della situazione ma da parte nostra sarà necessaria una presa di coscienza che fino adesso non è ancora avvenuta.
Più tardi sarà e più aumenterà il rischio che l’esito della fase di transizione che si avvicina porterà al compimento del “loro” piano, non del nostro, ossia alla cristallizzazione permanente delle differenze di classe non tanto in ragione della ricchezza economica (un concetto che sta per essere superato) ma dell’accesso o “non accesso” alle nuove tecnologie sia informatiche che biomediche.

sd
Scritto il 19 marzo 2017 at 23:58

CLAP CLAP CLAP Capitano Andrea

emzag,

EMZAG purtroppo il “sistema” di potere avrà già previsto l’eventuale fine dell’euro, puoi starne certo !!!. Sono 100 anni avanti al popolo ed hanno i mezzi e le conoscenze per mettere al sicuro i propri interessi e le proprie ricchezze. Forse perderanno una battaglia ma non la guerra.

Comunque penso non sia il caso di crucciarsi più di tanto di questo fatto perchè per quanto il “sistema” sia potente è sempre un “NULLA ASSOLUTO” visto in termini universali. Tra pochi minuti (misurati con il tempo reale o orologio naturale) non esisteranno più e nessuno saprà neanche che sono esistiti. Purtroppo temo che anche il resto degli esseri umani seguirà la stessa fine. Sopravviverà il più adatto e non il più potente o furbo.

Sono ignoranti e molti anche mentalmente malati e ritardati, non possono neanche immaginare cosa realmente sia e come sia fatto l’universo. Nessun essere “fisico” può viaggiare all’interno di esso senza fare i conti con il TEMPO. Questo è l’unico mondo in cui possiamo vivere decentemente in salute.

Un saluto

SD

aorlansky60
Scritto il 20 marzo 2017 at 10:16

@ IcebergFinanza

la Germania non ammetterà mai l’unità fiscale e politica.

Giusto Capitano; d’accordissimo.

E’ proprio questo IL PUNTO determinante [che il Capitano ha messo in evidenza].

Perchè la Germania, nel contesto attuale che si è venuto a creare [dal 2010 con l’inizio della crisi dei debiti sovrani], ha troppo da perdere e nulla da guadagnare se riconoscesse finalmente l’unità fiscale e politica in UE (e acconsentisse a mettere mano al suo GIGANTESCO SURPLUS COMMERCIALE per aiutare altri Paesi membri -tra i quali l’ITALIA- che arrancano o soffocano).

Ma non critico i tedeschi per questa rigida strategia, perchè è esattamente quello che farebbe QUALSIASI ALTRO PAESE EUROPEO che si ritrovasse nelle condizioni della Germania attuale : peraltro, le loro elites, attraverso la politica locale, sono MOLTO BRAVE ed ASTUTE nel riuscire ad incantare il proprio elettorato, propagandando e facendo passare per “spreconi e scialaquatori” i Paesi e i cittadini dell’Europa del sud, a detta dei vertici politici tedeschi “incapaci di procedere e regolarsi come la germania”,

e alla fine, questi sono i risultati di un “unione” non edificata attraverso la politica e la scelta democratica dei cittadini, ma sostenuta unicamente dalla condivisione di una “moneta unica” della quale 500 milioni di cittadini EU non sono neppure padroni!

Nella storia distorta che viene loro raccontata, alla classe media tedesca non passa neppure per la mente di dovere sostenere altri cittadini UE appartenenti agli Stati del sud, anzi la reazione è che li guarderà con il fumo agli occhi!

se poi il concetto viene rafforzato anche dai nostri, come visco (un inutile ma comodo incapace messo a governatore di BankItalia) che qualche giorno fà ha dato ragione ai tedeschi sull’argomento, beh non c’è che dire, SIAMO PROPRIO MESSI MALE.

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