OLANDA ELEZIONI: LA TEMPESTA IN UN BICCHIERE D’ACQUA?

Scritto il alle 10:00 da icebergfinanza

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Inizia quindi oggi la lunga tornata elettorale che potrebbe decidere il destino dell’euro e non dell’Europa, badate bene, perchè se sui giornali e nelle televisioni c’è ancora qualche imbecille che vi racconta che il destino dei popoli è legato indissolubilmente a quello di una moneta, una moneta,  che il povero Mario Draghi ritiene irreversibile, fa tutto parte di un disegno che disperatamente cerca per l’ultima volta di mantenere lo “status quo”.

Sono curioso di vedere come il popolo olandese interpreterà il curioso “incidente” diplomatico accaduto nello scorso fine settimana con la Turchia, sono curioso di vedere se questo “incidente” rafforzerà il partito dell’attuale primo ministro Rutte, il quale,  all’improvviso con fermezza estrema si è opposto alle richieste della Turchia e ha risposto per le rime alle accuse di Erdogan.

Peccato che sulla strage di Srebrenica gli olandesi abbiano la memoria corta ma andiamo oltre,,,

Rotterdam (Olanda), 13 mar. (askanews) – (…) “Non credo sia una loro idea tentare di influenzare le elezioni”, ha dichiarato Rutte dopo lo scoppio di una crisi diplomatica in piena regola tra Turchia e Olanda alcuni giorni prima le elezioni olandesi, in programma mercoledì.

Vediamo dove andranno i voti della maggioranza della popolazione olandese indecisa, visto che i soliti sondaggi farlocchi dell’ultima ora, tanto per cambiare, stanno letteralmente cambiando le sorti delle elezioni olandesi.

Comunque vadano le cose, l’eventuale vittoria di Wilders sarà solo un segnale, nessuna possibilità di poter governare. Si certo, lo scorso anno abbiamo osservato ben tre smentite, Brexit, Trump e referendum costituzionale ma anche la sorpresa delle elezioni austriache, quindi non resta che attendere, ma non saranno certo le elezioni olandesi a dare il via alla tempesta che verrà.

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Quello che a noi interessa, è spiegarvi perchè l’Olanda, un Paese che in molti dipingono come benestante, sia alla testa del movimento di protesta estrema in Europa.

Noi che abbiamo la fissazione del debito in mezzo ad una epocale deflazione da debiti, da anni abbiamo messo in risalto questo…

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E quindi? Come scrive Alberto Bagnai …Gli olandesi sono contenti?

Prendete il caso dell’Olanda. In teoria, sarebbe un paese “virtuoso” e “core” (cioè non “periphery”). Eppure dalla crisi in poi i salari reali, se pure non calano, nemmeno crescono. Perché? Ma perché anche loro devono comunque recuperare il divario di competitività (…) può permettersi di compattare le proprie fila distribuendo ai propri lavoratori un po’ di quel surplus accumulato negli anni. (…)  per il semplice fatto di favorire squilibri fra le diverse economie, l’euro consente ai capitalismi forti di accumulare risorse che in caso di crisi consentono loro di sussidiare con mancette varie lavoratori. Pur non facendo recuperare a questi ultimi quanto hanno perso con le politiche di deflazione salariale competitiva, le mancette riescono però a frazionare politicamente i lavoratori europei. Il lavoratore tedesco dirà: “Ho fatto i sacrifici, ora voglio stare in pace, la crisi è un problema del Sud!”, senza rendersi conto del fatto che i sacrifici che gli sono stati fatti fare sono stati il principale elemento destabilizzante del sistema, e individuando così il nemico di classe nel suo collega “pigro” del Sud, anziché nel suo padrone furbetto.

Naturalmente, visto che i salari reali hanno smesso di crescere, mentre la produttività continua a crescere, in Olanda sta diminuendo anche la quota salari. Alla fine, il paese dove la distribuzione del reddito si è alterata di meno è l’Italia, perché è sì vero che i salari sono scesi, ma la produttività non è tanto aumentata. Viceversa, dove i salari reali sono aumentati poco (Germania) o molto (Olanda), la produttività è aumentata molto di più, e quindi la distribuzione del reddito si è orientata molto più a vantaggio dei profitti.(…)

(…) Che l’Olanda non stia riuscendo a recuperare lo nota preoccupato anche il Financial Times, che si è accorto, con i consueti quattro anni di ritardo su Goofynomics, di un problemino di debito privato. Ora, avere redditi da lavoro stagnanti quando si hanno ingenti mutui da pagare, in una situazione in cui i tassi di interesse pressoché nulli, se alleviano “a rata der mutuo”, al tempo stesso schiacciano i redditi da capitale, mentre i prezzi delle case precipitano, non è cosa che induca alla gioia. Forse il voto olandese non sarà condizionato in modo determinante dai fondamentali macroeconomici, ma se lo fosse gli olandesi avrebbero più di un motivo per votare contro chi li sta attualmente governando, e, naturalmente, contro l’euro, esattamente come noi.

Ora, avere redditi da lavoro stagnanti quando si hanno ingenti mutui da pagare, in una situazione in cui i tassi di interesse pressoché nulli … è un problemino non indifferente, che in alcuni casi porta alle sofferenze delle banche che a loro volta, etc, etc.

Chiaro il concetto, ma soprattutto è chiara l’esplosività di una deflazione salariale in mezzo ad una immensa deflazione da debiti?

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8 commenti Commenta
gnutim
Scritto il 15 marzo 2017 at 11:06

è chiaro Andrea, direi limpido

phitio
Scritto il 15 marzo 2017 at 12:04

Se proprio volete i miei due Centesimi, le mie fonti non convenzionali mi informano che per queste elezioni avremo queste cose:

-il partito di Geert Wilder non guadagnera’ abbastanza seggi da renderlo Primo Ministro, tuttavia guadagnera’ terreno e peso politico
-L’attuale Primo Ministro rimarra’ al suo posto, ma dotato di una minore base di supporto, dato che perdera’ alcuni seggi e quindi influenza
– Come risultato di tutto questo, le politiche e l’approccio di Geert Wilder guadagneranno forza
– Il supporto dell’Olanda nel rimanere nell’UE si ridurra’ gradualmente col passare del tempo. Non sara’ un declino improvviso, ma l’appoggio per la permanenza in UE non riguadagnera’ mai il terreno lentamente perso

Questo e’ quanto

Statemi bene

gnutim
Scritto il 15 marzo 2017 at 12:27

Grazie Phitio.

Andrea ma hai letto cosa ci chiede l’europa per MPS? lo stato ci può mettere meno soldi per il salvataggio ma la banca deve tagliare 5.000 posti di lavoro!!!!!!!1

Ma nessuno rimane sbalordito di questo? Licenziare persone per salvare quella baracca di m…a????
Ma siamo impazziti? scambiare carta con la pelle delle persone??? Questa è roba da Hitler mica da democrazia!!!!!!

aorlansky60
Scritto il 15 marzo 2017 at 13:37

@ Gnutim

…a proposito di MPS (e settore bancario italiano in generale),

se non ricordo male un esponente politico italiano di vertice (fino al 4 DIC 2016, ora un pò meno…)

dichiarò in Settembre 2016 che :

il sistema bancario italiano è eccessivamente saturo di impieghi, occorrerà tagliare da qui al 2020 almeno 150.000 posti di lavoro per renderlo più competitivo, quindi è bene che il settore si prepari per organizzarsi al meglio in tal senso.”

ora, che m.renzi quando dichiarò quanto sopra riportato fosse ubriaco o “fatto” di sostanze allucinogene poco importa, resta il fatto che egli pronunciò quella dichiarazione di fronte ai microfoni dei cronisti, come poi fedelmente riportata dai quotidiani; ovviamente la dichiarazione non passò inosservata : la gravità di tale affermazione è che lui dall’alto della carica rivestita pretende(va) di poter fare macelleria sociale [in nome di competitività e profitto delle banche o per meglio dire dei BANCHIERI] dimenticandosi che dietro ad ogni singolo esponente di quei “150.000” c’è un uomo (o una donna) in carne ed ossa, molto probabilmente anche padre (o madre) di famiglia.

quindi, gente, occhio a dare sempre le colpe alla UE quando il marcio magari lo abbiamo già in casa nostra.

gnutim
Scritto il 15 marzo 2017 at 15:09

aor­lan­sky60,

senza dimenticare che disse pure «Mps è risanata, ora investire è un affare»

Ma questa è pura demagogia come ben sai, quello che importa è che stanno proponendo macello sociale anche se x me mps è da far saltare

emzag
Scritto il 15 marzo 2017 at 21:11

Al primo exit poll pubblicato su NRC.NL si profila un netto ridimensionamento del PVV di Wilders a vantaggio del VVD.
Il popolo se la fa sotto come al solito?
Mah…vediamo in Francia ma confido molto poco nella consapevolezza politica della gente.

stanziale
Scritto il 15 marzo 2017 at 22:14

emzag,

In questo momento, la piu’ seria resistenza- ai globalisti, ai tedeschi -la stanno ponendo i paesi dell’est, Polonia, Cechi e Slovacchi, Ungheresi. Nonche’ Bulgaria, Serbia. Questo perche’ il marcio sistema occidentale lo hanno solo da 30 anni, quindi sono piu’ sani, hanno ancora qualche anticorpo.

emzag
Scritto il 16 marzo 2017 at 00:20

stanziale@finanza,

Ecco appunto…pensa che questi “anticorpi” gieli avrebbe dati l’Unione Sovietica…non se mi spiego su come stiamo messi…

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