TRUMPNOMICS! INFLAZIONE PURA ILLUSIONE!

Scritto il alle 10:34 da icebergfinanza

Risultati immagini per trump inflation

Ieri mentre attendevo che il sonno prendesse il sopravvento mi è arrivata una mail da parte di John Mauldin con un’analisi di Jared Dillian dal titolo  “Trump is the biggest inflationary catalyst in 40 years.” 

(…)  “Quando tutti pensano allo stesso modo, nessuno sta veramente pensando.”

Così, quando vedo tutti a pensare allo stesso modo, io di riflesso faccio il contrario. (…) Perché quando il consenso si sviluppa nel mercato, le persone sono spesso più vulnerabili alla cosa che più li può fare male scrive Jared, è una delle sfide più grandi quando un commercio è troppo affollato è quello di cercare di capire dove il consenso è maggiore.

Ecco perché ho pensato che sarebbe stato bello scrivere il mio report sui tassi di interesse, e il ritorno di inflazione: ” Come giocare l’Orso del mercato obbligazionario.”

Facciamo una pausa, le notizie di ieri sono queste…

Mnuchin: riforma fiscale entro agosto, presto crescita al 3%

Il nuovo Governo, invece, punta ad avere un tasso di crescita più sostenuto, almeno pari al 3% annuo, una previsione molto più ottimistica di quella media degli analisti e della Federal Reserve, che attende un +2,1% quest’anno e un +1,8% nel lungo termine: «Pensiamo sia cruciale tornare a una crescita più normalizzata, il che significa pari o superiore al 3%», ha detto Mnuchin, spiegando che «potrebbe essere necessario aspettare fino al 2018» per vedere livelli di questo genere.

Prima era il quattro ora è diventato il tre e va bene, ma quello che non va bene è che non c’è tempo, potrebbe essere necessario attendere sino al 2018. Noi questo ve lo abbiamo già raccontato nei dettagli negli ultimi due manoscritti di Machiavelli.

Ma attenzione, non solo le riforme fiscali ma anche il piano di infrastrutture previsto da Trump non avrà vita facil, qualcuno se ne sta accorgendo…

Infrastructure Stocks Tumble On Report Trump May

Ma torniamo a noi e a Dillian.

L’anno scorso, quando i tassi di interesse sono stati negativi in ​​tutto il mondo, il consenso era che i tassi sarebbero andati più in basso e sarebbero rimasti bassi per sempre. Oggi, ci sono ancora un sacco di persone aggrappate all’idea di deflazione perpetua.

In effetti lo scorso anno a luglio quando tutti pensavano che i tassi sarebbero scesi ancora che che Brexit, Trump e il referendum, avrebbero portato catastrofi, il mercato si è girato e noi siamo usciti giusto in tempo per poi rientrare qualche mese dopo.

Ora tutti si attendono che Trump farà meraviglie che l’inflazione esploderà ovunque e noi come sempre facciamo in contrario ma non per il gusto di fare, ma sulla base di 140 pagine e più di analisi che avete letto.

Sul sito di John c’è un’altra interessante analisi di Hunter e Dorfman della KPMG una sorta di aggiornamento della situazione economica degli Stati Uniti, un’analisi che prende in considerazione il fatto che piò del 20 % delle importazioni USA sono in dollari, una situazione unica che altera le normali ipotesi che gli economisti fanno per valutare l’impatto di un’eventuale tassa.

O si certo c’è sempre l’eventualità che succeda qualcosa che travolga la nostra visione di base, ma sino ad oggi a parte la fantasia non c’è nulla che sia realmente in grado di modificare il nostro scenario strategico.

Ma di questo parleremo la prossima volta, nel prossimo manoscritto, una ulteriore visione che ci aiuterà a capire cosa hanno veramente in mente di fare quelli dell’amministrazione Trump.

 Contribuisci anche tu LIBERAMENTE a tenere in vita un’isola di condivisione quotidiana nell’oceano infinito di questa tempesta perfetta, l’informazione indipendente…

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33 commenti Commenta
veleno50
Scritto il 24 febbraio 2017 at 12:25

C’è anche la via di mezzo senza essere aggressivi e senza essere passivi un rialzo moderato cioè due 2017 e due nel 2018 in due anni sarebbe un 1% totale.Mi pare chiaro il termine usato dalla Fed moderazione sui tassi, a differenza delle entrate a piedi pari degli uomini Donald.Poi il tuo ragionamento sempre velato riferito alle obbligazioni è una scelta soggettiva,tu sei già rientrato come dici quindi sicuro e determinato chi invece come tanti entra con acquisti ponderati.Comunque Boss sei sempre il migliore,una macchina da guerra complimenti.Veleno50

laforzamotrice
Scritto il 26 febbraio 2017 at 08:12

visto che qui ogni tanto si fanno interessanti disquisizioni filosofiche, ne ho una da proporre frutto di una cena interessante: la vita è (realmente) un diritto?

icebergfinanza
Scritto il 26 febbraio 2017 at 21:33

E quindi?
laforzamotrice@finanza,

emzag
Scritto il 27 febbraio 2017 at 07:10

Avviso ai naviganti.
Il 15/3/2017 in America si decide sul tetto al debito pubblico, il debt ceiling.
L’wstablishment vuole mandare a casa Trump?
Molto semplice, congela il debito pubblico.
Non sonse oseranno tanto, le conseguenze sarebbero disastrose però è una possibilità che magari il mercato tenderà a scontare nei giorni precedenti.

laforzamotrice
Scritto il 27 febbraio 2017 at 08:24

icebergfinanza,

Riferito alla germania o al diritto alla vita?

icebergfinanza
Scritto il 27 febbraio 2017 at 08:28

Germania
laforzamotrice@finanza,

icebergfinanza
Scritto il 27 febbraio 2017 at 08:29

Vaste Programme… io non mi preoccuperei più di tanto è la solita menata quella sul debito.
emzag,

laforzamotrice
Scritto il 27 febbraio 2017 at 13:05

icebergfinanza,

Caro Capitano, sempre con il massimo rispetto mi devi lasciar fare un ragionamento: ora, se è vero quello che ho postato, non capisco come si possa rimproverare alla germania il suo surplus. E come se io faccio un contratto con un’azienda in cui m’impegno a fornire un certo numero di pezzi per una determinata cifra. Io rispetto pienamente l’impegno, ma l’azienda con la quale collaboro viene a sapere che io riesco anche a fornire un’altra azienda e ci guadagno ovviamente sopra. Cosa succede? che la prima azienda pretende che quanto da me incassato dall’altra azienda venga scalato da quanto da essa dovuto. Ti sembra ragionevole? Tu accetteresti? Per me è follia; la UE ha diritto di chiedere che gli scambi commerciali all’interno di essa tendano all’equilibrio, ma al di fuori di essa mi sembra un’imposizione inaccettabile.
Adesso sembra che stiamo vendendo bene anche in extra ue, che facciamo, rinunciamo per non rischiare?

aorlansky60
Scritto il 27 febbraio 2017 at 14:37

@ LaForzaMotrice

nessuno avrebbe nulla da eccepire sulla capacità tedesca di generare ingenti profitti grazie al proprio export, se non ci fosse di mezzo un particolare denominato “Unione Europea”;

nei trattati ratificati da tutti i Paesi membri, rientra anche quello prestabilito sul disavanzo commerciale che NON deve superare il +6% annuo (ripeto non lo dico io, lo ha stabilito a suo tempo la Com.UE e tutti i Paesi, Germania compresa, firmarono l’accordo)

Ora, i trattati fino a prova contraria sono fatti per essere rispettati; anche se non sembrerebbe, a vedere il deficit di Francia al -4% da molti anni, la Spagna con deficit a -5% da molti anni, Portogallo con deficit a -4%…

sotto questi aspetti, l’UE è un Istituzione seria quanto il Gatto e la Volpe; riesce a fare la voce grossa con i Paesi più deboli, ma quelli più forti le fanno una solenne pernacchia se appena accenna ad un richiamo, sbattendosene di regole e trattati;

i tedeschi, così petulanti nei ns confronti sul tema DEBITO PUBBL e rapporto con PIL, non perdono occasione di bacchettare l’ITALIA facendola passare in cattiva luce, mentre si dimenticano sempre di aver sforato per MOLTI anni il +6% di disavanzo commerciale; troppo comodo;

una ragione in più per rompere l’€uro ed uscire da questa unione delirante, in cui i Paesi più forti hanno sempre ragione e quelli più deboli [e di conseguenza più ricattabili] hanno sempre torto.

Ritornassero i tedeschi con il MARCO, poi vediamo se sono altrettanto competitivi verso i mercati esteri dove ora esportano le loro BMW AUDI MERCEDES etc etc

laforzamotrice
Scritto il 27 febbraio 2017 at 17:24

aorlansky60,

il fatto è che la germania non ha il 6% di surplus in Europa, ma a quanto pare è tutto extraeuropeo. Quindi di COSA ci dovremmo lamentare? Forse si pensa che chi non comprasse prodotti tedeschi comprerebbe quelli Greci o portoghesi? Gli ultimi dati danno un grosso incremento delle nostre esportazioni extraeuropee, che facciamo smettiamo?

stanziale
Scritto il 28 febbraio 2017 at 06:49

laforzamotrice@finanza,
La finirai prima o poi di scrivere minchiate? Grazie al kaiser che ora e’ extra europeo: gli europei la germania li ha gia’ ammazzati tutti, e sono meno in grado di comprare tedesco. l’avanzo commerciale ora non e’ piu il 6% , ma oltre il 9%…https://www.google.it/url?sa=t&rct=j&q=&esrc=s&source=web&cd=3&ved=0ahUKEwiYhNrZiLLSAhWjJcAKHdP5DaYQFggoMAI&url=http%3A%2F%2Fwww.glistatigenerali.com%2Fmacroeconomia_industria%2Flinarrestabile-surplus-commerciale-della-germania%2F&usg=AFQjCNHUcuwBVZDLD02J4YzbJSDTOeWy4A&sig2=Zp4Bsy9WTwWPYQWOvii-9Q

aorlansky60
Scritto il 28 febbraio 2017 at 08:31

@ LaForzaMotrice :

Ti sono simpatici i tedeschi, a quanto pare; nulla di male in questo per, carità;

anche ai tedeschi “sono simpatici i tedeschi” , ci mancherebbe…

:-D

il punto è proprio questo : se ritrovarsi dalla parte giusta o dalla parte sbagliata.

Io non critico i tedeschi nel loro operato generale, in cui si dimostrano una formidabile macchina produttiva,

in fondo i tedeschi fanno solo quello che ogni Paese (e dicendo Paese intendo TUTTI I SUOI CITTADINI) farebbe o dovrebbe fare avendone le capacità industriali/produttive,

cioè garantire benessere e prosperità AI PROPRI CITTADINI (e ci stanno riuscendo bene),

nulla da obiettare su questo,

salvo notare che nel sistema (l’UE con moneta unica €uro) in cui sono stati inseriti i POPOLI della UE a 27,

come ITALIANO mi ritrovo ad essere dalla parte sbagliata -come greci portoghesi spagnoli… e i francesi sono lì ad un passo dall’esserlo-

quindi perchè continuare a coesistere in un sistema in cui solo i tedeschi prosperano e [quasi] tutti gli altri soffrono ??

e nota bene, in un sistema in cui la parte più forte -sempre i tedeschi- riesce ad esercitare la maggiore pressione in sede di Com.UE solo per i propri interessi ?

Nella parte in cui mi ritrovo, allora penso che tanto vale rompere al più presto (con questo intendo dire dall’€uro, non i trattati commerciali che vincolano l’Unione Europea; e se i tedeschi dovessero ritornare al MARCO gli ITALIANI alla LIRA i Francesi al FRANCO, sarei proprio curioso di vedere l’andamento dell’export tedesco degli anni a venire… un Paese con quel surplus commerciale PAZZESCO come la Germania si ritrova, porterebbe ad una conseguenza molto logica ed inevitabile : LA RAPIDA RIVALUTAZIONE DEL MARCO…)

Sperando che non sia solo una decisione italiana (perchè altrimenti rischiamo grosso) ma presa da più parti contemporaneamente.

L’anno in corso potrebbe dirci cose importanti in proposito.

laforzamotrice
Scritto il 28 febbraio 2017 at 09:13

stanziale@finanza,
“gli europei la germania li ha gia’ ammazzati tutti” io scriverò anche cazzate, ma che ci abbiano ammazzati lo dici tu, a me non risulta. 50 miliardi di surplus per l’italia non mi sembrano un sintomo di morte, mentre immagino tu pensi che prima dell’euro la grecia, la spagna e il portogallo fossero colossi dell’export, perchè altri paesi invece continuano a funzionare anche se in un contesto mondiale assai difficile.
La realtà è che l’Italia RIMANE il secondo paese europeo per forza industriale e surplus commerciale, con la Germania come nostro PRIMO cliente. L’Italia sta andando a picco per colpa di una politica che avvantaggia ladri e parassiti invece di aiutare chi davvero lavoro e produce ricchezza vera. Siamo il paese dove il 50% del PIL è spesa corrente a bassa redittività (assistenzialismo, pensioni, burocrazia, parastato) e questo è il motivo che ci fa affondare.

laforzamotrice
Scritto il 28 febbraio 2017 at 09:17

aorlansky60,

quello che trovo curioso, è questa convinzione che se la germania perdesse in competitività saremmo noi italiani ad avvantaggiarsene, e non cinesi, coreani o giapponesi, che stanno velocemente conquistando quote di mercato anche nei settori di alta tecnologia ed ad alto valore aggiunto. Mai sentito parlare di KIA e Hyunday? Ne avete notata qualcuna in giro?

aorlansky60
Scritto il 28 febbraio 2017 at 09:23

@ LaForzaMotrice

ogni tanto sono d’accordo con Te,

per esempio quando affermi

Siamo il paese dove il 50% del PIL è spesa corrente a bassa redditività (assistenzialismo, pensioni, burocrazia, parastato) e questo è il motivo che ci fa affondare.

la burocrazia e parastato tipicamente Italiani sono quelli che inevitabilmente portano la pressione fiscale esercitata dallo Stato verso pmi commercianti e professionisti al 65% di media, una FOLLIA ASSOLUTA, che spinge a liquidare e/o a chiudere definitivamente molti piccoli-medi imprenditori, che magari vanno a riaprire oltre confine (la scelta è vasta, Svizzera Austria Slovenia Serbia e in genere tutti i paesi ex Yugoslavia) dove trovano pressione fiscale al 30% (o anche MENO) in conseguenza di una burocrazia locale assai più snella e meno asfissiante di quella tipicamente Italiana.

laforzamotrice
Scritto il 28 febbraio 2017 at 09:44

aorlansky60,

quindi se ci mettessimo di buona volontà per risolvere questi problemi INTERNI, non sarebbe certamente l’euro o l’europa a tenerci svegli, ma probabilmente dormiremmo benissimo.

emzag
Scritto il 28 febbraio 2017 at 10:53

laforzamotrice@finanza,

Ancora con queste sciocchezze.
Uno che difende la Germania e l’altro che crede che il problema siano le tasse.

Svegliatevi bambine, è primavera…il problema in generale (IN GENERALE) è che deve aumentare la quota salari rispetto alla quota profitti.
Se lo fai e solo se lo fai la gente ricomincia a comprare, gli imprenditori sono motivati a produrre, riparte l’economia se non lo fai restiamo dove stiamo (e attenzione che fra poco i nodi verranno al pettine).

Ora però in Italia la situazione si complica perché la borghesia medio alta, ossia la “classe dirigente locale”, è da secoli completamente sottomessa alle élite internazionali le quali ritengono che gli italiani siano ÜBERMENSCH da tenere in posizione di subalternità permanente (il che include il diritto di rapinarci delle nostre migliori attività economiche, attività di furto chiamata in gergo “privatizzazione”) .

Quindi questa borghesia locale italica, per mantenere la sua rendita di posizione socio economica MA NON POTENDO CAUSA SOTTOMISSIONE DIVENTARE LEADER DI UNA PROGETTUALITÀ DI RESPIRO NAZIONALE – che sarebbe la sola che garantirebbe delle possibilità di crescita per le classi più basse – per evitare che il dissenso sociale diventi insostenibile in pochissimo tempo si trova costretta a una tassazione fuori misura.
Inoltre (fate attenzione) se alzi la quota salari la prima conseguenza sarebbe una ripresa di coscienza politica da parte dei lavoratori esattamente come era negli anni sessanta e settanta e questo implicherebbe immediatamente un aumento delle difficoltà nel mantenere e tramandare la rendita di posizione per le classi medio alte locali.

Tutti quei difetti “nazionali” di cui voi parlate sono solamente il frutto dei tentativi sempre più improbabili della nostra borghesia, ridotta dalla UE alla completa impotenza, che cerca disperatamente di mantenere la propria ormai ridicola egemonia in un mondo che si avvia a un cambiamento epocale.

Il problema quindi non sono le tasse ma la nostra non-indipendenza come nazione, da cui deriva la mentalità truffaldina delle classi dirigenti italiane che si riflette in uno stretto rapporto di causa effetto sulle classi subalterne (e non viceversa, cari amici…).

PS: il taglio delle tasse in queste particolari condizioni sarebbe recessivo. Ma nella situazione storica in cui ci troviamo non ha più importanza, abbiamo superato il punto di non ritorno, ci resta solo da aspettare il momento del redde rationem.
E ci siamo quasi…

giap
Scritto il 28 febbraio 2017 at 11:32

emzag,

Probabilmente intendevi dire UNTERMENSCH. Gli UEBERMENSCH sono loro, i tedeschi.

Ci sono fattori sia esterni che interni che condizionano l’Italia. Per quelli interni si deve recitare il mea culpa e darsi da fare. Ma ci sono quelli esterni, come il ruolo della Germania nella UE, che tuttavia non possono essere ignorate. E’ un dato di fatto che questa è un’UE a trazione tedesca, con i tedeschi che fanno e disfanno a loro piacimento.

E’ sbagliato dire “è tutta colpa nostra” così come è sbagliato dire “è tutta colpa loro”. Si devono affrontare entrambi gli aspetti.

Tu scrivi: “il problema in generale (IN GENERALE) è che deve aumentare la quota salari rispetto alla quota profitti.” Ma in Germania hanno fatto proprio l’opposto di quello che dici tu e la conseguenza non è solo la miseria (disoccupazione, disinvestimenti, deindustrializzazione ecc.) negli altri paesi (in Italia in particolare) ma anche l’immiserimento di gran parte della popolazione tedesca, sacrificata sull’altare del dominio economico che ha portato grandi ricchezze a pochi e mancanza di futuro per milioni e milioni di cittadini.

Quindi la “questione tedesca” esiste eccome!

Leggo oggi su Repubblica: “Finlandia, crisi senza fine: ecco perché rischia di diventare la Grecia del Nord” e la FInlandia è l’unico dei paesi scandinavi che ha l’Euro: che sia un caso? CIononostante ecco la soluzione: “l governo è tentato dal mettere all’angolo i sindacati per svalutare salari e costi di produzione” e cioè applicare il metodo tedesco.

Credo che l’introduzione dell’Euro in mancanza della necessaria “area valutaria ottimale” sia stato un errore (io sono maligno per cui credo che sia stato un errore fatto apposta). Ce ne siamo accorti tardi ma ce ne siamo accorti. Anche in Germania qualcuno se n’è accorto. A questo punto o si mette mano all’Euro adattandolo alla realtà della situazione in Europa (ma i tedeschi ovviamente vi si opporranno) oppure non è sbagliato pensare di uscire dalla moneta unica (il che non signfica, almeno per ora, uscire dalla UE).

aorlansky60
Scritto il 28 febbraio 2017 at 11:37

@ emzag

…adesso arriva pure uno ad affermare che il 65% di pressione fiscale esercitata dallo Stato Italiano verso gli imprenditori privati NON è un problema…

salute!

:lol:

aorlansky60
Scritto il 28 febbraio 2017 at 11:40

@ Giap

“Leggo oggi su Repubblica: “Finlandia, crisi senza fine: ecco perché rischia di diventare la Grecia del Nord” e la FInlandia è l’unico dei paesi scandinavi che ha l’Euro: che sia un caso?”

:-)

giusta osservazione. Bravo.

laforzamotrice
Scritto il 28 febbraio 2017 at 16:04

mai sentito parlare di Nokia? Purtroppo per i finlandesi non basta vendere il legno, e sostituire una Nokia è un bel problema.
aorlansky60,

icebergfinanza
Scritto il 28 febbraio 2017 at 16:09

Lo sai perché la Germania non è in surplus verso i paesi dell’area EU? Ti sei forse accorto di cosa è successo in questi ultimi sei anni? Sono scoppiate bolle immobiliari dove le banche tedesche hanno concesso credito selvaggiamente e il resto dei paesi Grecia in testa sono stati travolti dall’austerità imposta dalla Germania. Dal 2000 al 2008 la Germania ha aumentato da circa 300 miliardi a 500 miliardi export EU dal 2008 al 2017 siamo fermi a 500 miliardi di cosa parliamo?
laforzamotrice@finanza,

laforzamotrice
Scritto il 28 febbraio 2017 at 18:37

icebergfinanza,

Scusa ma non ho capito.se siamo fermi cosa vorrebbe dire? Sempre meglio un interscambio a 500 mld che a 300. O no?
Tra l altro volete decidervi? Se banche se fanno credito non va bene se lo fanno idem cosa devono fare ste banche? E chi li prende sto prestiti colpe non ne ha? Dimenticavo, là colpa non è mai dei drogati o degli alcoolizzati, solo degli spacciatori e dei baristi.

emzag
Scritto il 1 marzo 2017 at 15:20

giap@finanza,

giap@finanza,

Certo Untermensch, lapsus…

Comunque evidentemente la questione appassiona troppo perché si riesca a rimanere lucidi.
Non ho scritto che non esiste una questione tedesca in Europa.
Ho detto che la questione principale, solo apparentemente economica ma più politica e molto di più sociale, è il rapporto quota salari/quota profitti.
L’euro che c’entra se ci pensi?
Molto ma anche nulla perché PRIMA ERAVAMO SENZA EURO e abbiamo deciso di entrarci.
Perché gli italiani lo hanno accettato?
Perché sapevano che avrebbero distrutto le lotte dei lavoratori costringendoli ad abbassare le pretese.
Finché non entra in testa alla gente che il profitto deve essere redistribuito in una maniera che faborisca il lavoro rispetto ai decenni passati potremo stare dentro, sopra o fuori dall’euro e non cambierà nulla.

emzag
Scritto il 1 marzo 2017 at 15:23

aorlansky60,

aorlansky60:
@ emzag

…adesso arriva pure uno ad affermare che il 65% di pressione fiscale esercitata dallo Stato Italiano verso gli imprenditori privati NON è un problema…

salute!

È questa ostinata ignoranza che frega questo povero paese.
Le tasse non si tagliano adesso, prima si fanno investimenti poi quando l’economia si riprende si tagliano le tasse altrimenti facendolo prima si rischia di deprimere ulteriormente la domanda
Sono le basi ma effettivamente non c’è nessuna legge che pbblighi a conoscerle.

aorlansky60
Scritto il 1 marzo 2017 at 16:26

@ emzag

Le tasse non si tagliano adesso, prima si fanno investimenti poi quando l’economia si riprende si tagliano le tasse altrimenti facendolo prima si rischia di deprimere ulteriormente la domanda

IN TEORIA il tuo ragionamento è PERFETTO, lo capisce [anche] un ignorante come il sottoscritto (veramente è da un pò di tempo che ritengo di avere “le basi” anche senza possedere una laurea, si tratta di semplice BUON SENSO e un minimo di conoscenza…)

ma in pratica il tuo ragionamento CADE MISERAMENTE :

come puoi riuscire a FARE INVESTIMENTI in questo momento storico ??? avendo il fiato sul collo della UE che non ci permette il benchè minimo spostamento di bilancio, adducendo al nostro sempre troppo elevato livello di DEBITO PUBBLICO ???

Intanto sempre più aziende chiudono con la conseguenza di posti di lavoro evaporati,

e il futuro non depone certo a favore : occorrerebbe una crescita di PIL del 3% cosa che al momento è pura UTOPIA.

FMI ha previsto che l’ITALIA non si riprenderà prima del 2026 : aspettiamo altri dieci anni prima di FARE INVESTIMENTI come proponi ???

Intanto vediamo cosa resterà di questo Paese… facile immaginarselo.

emzag
Scritto il 1 marzo 2017 at 16:51

aorlansky60:
come puoi riuscire a FARE INVESTIMENTI in questo momento storico ??? avendo il fiato sul collo della UE che non ci permette il benchè minimo spostamento di bilancio, adducendo al nostro sempre troppo elevato livello di DEBITO PUBBLICO ???

Ah per Giove…ma allora parlo invano!

Che discorso è scusa…come dire che allora date le condizioni dell’Italia nella UE non ci resta che tagliare gli stipendi ai dipendenti.
Ovvio che se resti sei costretto a farlo ma è altrettanto ovvio che cosí ti avviti nella crisi.
Lo stesso succederebbe tagliando le tasse ADESSO.

Ma altrove ho posto come premessa che il punto chiave è ALZARE IL RAPPORTO QUOTA SALARI/QUOTA PROFITTI il che potrà succedere non tanto se resti in UE o se ne esci ma se nasce una nuova coscienza politica e sociale.
Se non si diffonde la consapevolezza che

1) le disuguaglianze fra reddito e salario devono essere DRASTICAMENTE ridotte a favore del salario

2) il profitto individuale NON PUÒ essere l’unica motivazione dell’investimento. Esiste il profitto collettivo e I SURPLUS DEVONO ESSERE REINVESTITI NELLA PROMOZIONE DELLE CLASSI MENO ABBIENTI in una specie di piano Marshall permanente ma fra le classi sociali

3) deve esserci una fortissima mobilità sociale compensata da un welfare di assoluta eccellenza

se non si capisce questo non si otterrà alcun risultato.

Il problema è che i professionisti e i piccoli imprenditori sono tutt’ora afflitti, nonostante l’incipienza della crisi, da una idiozia cronica che gli fa credere che l’unico loro obiettivo può e deve essere quello del mantenimento a tutti i costi della loro rendita di posizione per cui si lamentano delle tasse senza comprendere che dovrebbero cominciare a mettersi in gioco politicamente affrontando di petto la questione dell’uscita dalla moneta unica e dall’Unione.
Ma non lo fanno perché sanno perfettamente che per farlo avranno bisogno dell’aiuto del popolo il che comporterebbe automaticamente la perdita della posizione di egemonia rispetto alle classi subalterne del proprio paese.

aorlansky60
Scritto il 2 marzo 2017 at 08:38

@ Emzag

Sembra che per un qualche misterioso motivo che mi sfugge, non riusciamo acd intenderci;

ribadisco che la tua proposta (*)Le tasse non si tagliano adesso, prima si fanno investimenti poi quando l’economia si riprende si tagliano le tasse altrimenti facendolo prima si rischia di deprimere ulteriormente la domanda

è IN TEORIA assolutamente sensata ed incontra il mio consenso.

E lo stesso buona parte del tuo successivo intervento, specie quando dici :”il punto chiave è ALZARE IL RAPPORTO QUOTA SALARI/QUOTA PROFITTI” e “le disuguaglianze fra reddito e salario devono essere DRASTICAMENTE ridotte a favore del salario“;

A PAROLE SEMBRA TUTTO FACILE (come i 20 miliardi che il ns attuale esecutivo di governo ha deciso di stanziare per il salvataggio di MPS) MA POI C’E’ UNA REALTA’ CHE CI CHIEDE IL CONTO (lo stesso governo NON HA ANCORA SPECIFICATO DOVE E COME troverà quei 20 miliardi… restiamo in attesa…)

Dicevo che la tua proposta di cui sopra (*) è assolutamente condivisibile;

Il problema è che per attuarla IN PRATICA OCCORRONO RISORSE che al momento lo Stato Italiano non possiede.

Vuoi forse dirmi che al di là di Te e di noi due, al Ministero dell’Economia siano così impreparati da non averci già pensato???… suvvia. Basterebbe semplicemente prendere a debito 100 miliardi dal BILANCIO STATALE da dirottare verso un piano di riassetto anti-sismico del ns patrimonio immobiliare PUBBLICO, in primis gli EDIFICI SCOLASTICI dove i nostri FIGLI rischiano la pelle ogni giorno col rischio che il soffitto gli cada sulla testa, oppure un poderoso piano di riassetto idrico-geologico per combattere le falle di un territorio che dalla Sicilia al Trentino FA ACQUA DA TUTTE LE PARTI ogni volta che piove un pò più del normale…

Sembra che tu tenda a dimenticare un fattore importante delegandolo a particolare trascurabile :

nel Sistema in cui l’Italia si ritrova [da 15 anni] il ns Stato non può stampare moneta propria; e non può decidere l’oscillazione di cambio della propria valuta, svalutandola se necessario;

ma oltre questo già gravoso di per se, c’è molto di più : sempre in conseguenza di QUEL SISTEMA, l’Italia si ritrova a dover rendere conto dei propri numeri di BILANCIO all’UE prima ancora che ai mercati [che finanziano il ns DEBITO PUBBLICO];

con una crescita annua del 1% di PIL nel 2016 (il migliore risultato ottenuto dal 2010) il ns DEBITO PUBBLICO aumenta del 2% all’anno sistematicamente, con punte del 3% e 4% negli anni precedenti; con un trend del genere, come puoi sperare che l’UE chiuda gli occhi per permetterci di prelevare RISORSE dal BILANCIO PUBBLICO da dirottare su un piano di INVESTIMENTI PUBBLICI ?? ci stanno facendo le pulci, pretendendo che obbediamo agli ordini, per un misero 0,2% di scostamento, 3,4 miliardi, andiamo…

IL FATTO E’ CHE L’ITALIA NON E’ UN PAESE FORTE COME FRANCIA e GERMANIA DA POTER RIFIUTARE UN ORDINE PROVENIENTE DALLA COMM UE, come questi hanno fatto in passato rispetivamente sul DEFICIT ECCESSIVO (FR) e DISAVANZO COMM.LE ECCESSIVO (DE)

Se l’Italia rifiuta un ORDINE di bruxelles, si vede immediatamente affibbiare una PROCEDURA DI INFRAZIONE UFFICIALE con tutti i rischi che essa comporta (FMI BCE e Comm.UE non vedrebbero l’ora di ENTRARE IN ITALIA a dettare LEGGE, come fatto in GRECIA)

Visto che su risorse pubbliche non possiamo contare, quei soldi per quel piano di investimenti che garantirebbe il rilancio lo andiamo a chiedere alle banche ??? si come no, coi PROBLEMI che il ns sistema bancario si ritrova attualmente e che non riesce a risolvere (350 miliardi di CREDITI DETERIORATI, UN TERZO di TUTTO L’ammontare Europeo in fatto di NPL)

Ci sarebbe un ultima soluzione, la carta della disperazione : considerata la tanto decantata ricchezza privata degli italiani, operare un mega prelievo del 10% su tutti i conti correnti dei cittadini italiani, indipendentemente dalle cifre depositate; l’UE farebbe un sorriso GRANDE COSI’ appoggiando calorosamente la scelta (se m.monti dovesse leggere questo, si commuoverebbe), occhio che potrebbe rivelarsi come la classica goccia che… poi quella che descrivi come “una nuova coscienza politica e sociale italiana” te la farebbe vedere lei… aih che dolori!

:lol:

Concludendo : ma non è che alla fine del sunto, l’UE e l’€uro siano quelli che NON permettono all’Italia di uscire dalla propria stagnazione ???

Meditateci.

emzag
Scritto il 2 marzo 2017 at 09:35

aorlansky60,

E lo so…il morbo del post,oderno infetta senza che il soggetto se ne renda conto.
Tu continui a ragionare in termini di “dove li troveremmo i soldi” “non ce lo lasceranno mai fare”…amico mio qui o le cose ce le si prende o non solo non succederà nulla ma peggiorerà sempre di più.

Speravo che questa presa di coscienza sarebbe nata spontaneamente ma ormai è evidente che non sara cosí.

Quei cambiamenti di paradigma ai quali faccio riferimento avverranno tramite un passaggio che si sarebbe potuto evitare e cioè la crisi generalizzata del sistema.
Il primo segnale inequivocabile è che l’élite si sta dividendo al suo interno in un conflitto che non può più essere ricomposto.
Questo darà luogo a un periodo di sospensione del potere “unico” e in quello spazio la gente si ritroverà improvvisamente con una limitatissima ma molto reale possibilità di scelta.
Inoltre la fazione attualmente rampante delle élite secondo me arriverà necessariamente a doversi appoggiare al popolo se vorrà prevalere.
Queste sono le precondizioni perché quella nuova visione di cui parlo, il nuovo paradigma del profitto che non deve essere più solo individuale, di un necessario incremento dei salari e tutela dei lavoratori (etc etc) si affermerà lentamente, in questo slot di “vacanza” della assolutezza del potere (oh, e guarda caso il PD si scinde…).

Solo che il punto di svolta sarà quando la gente capirà che deve “partecipare” e per questo ci vuole ancora un po’…secondo me non moltissimo, diciamo che già quest’anno potremmo vedere i primi exploit.

aorlansky60
Scritto il 2 marzo 2017 at 09:56

@ Emzag

amico mio qui o le cose ce le si prende o non solo non succederà nulla ma peggiorerà sempre di più.

Hey hey hey ferma!

penso di avere finalmente capito :

ma tu allora sei per “THE REVOLUTION” contro IL SISTEMA che ci incatena
(aka = l’UNIONE EUROPEA)

amico mio, ma con me sfondi una porta aperta! (lo dicevo io che doveva esserci la spiegazione)

:-D

Ma il problema allora diventa : come FARLO CAPIRE ai 30 milioni di italiani adulti – al netto di pensionati ultra 70enni con cervello ormai andato, spero che Veleno non se la prenda anche perchè dovrebbe rientrare entro quell’età, e al netto di minorenni –

Ma abbi fede : forse il problema ce lo risolve un popolo un pò più storicamente INKAZZATO e SVEGLIO di quello Italiano (hai presente ad ovest dai ns confini ???)

:-) ;-)

emzag
Scritto il 2 marzo 2017 at 11:58

aorlansky60,

I cugini stanno là per questo…

Comunque al di là di chi risolverà per primo la situazione nella mia visione, che potrebbe essere sbagliata, spero di no, stiamo per assistere allo sfaldamento autonomo del sistema, purtroppo molto prima che i popoli siano riusciti a elaborarne un altro.
Quindi non sono sicuro di quale sarà l’esito ma sono convinto che stiamo per assistere a un cambiamento epocale e già vederlo realizzarsi davvero sarebbe una grande soddisfazione, almeno per me.

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