TRUMPNOMICS…FORSE ORMAI E’ TROPPO TARDI!

Scritto il alle 10:00 da icebergfinanza

Risultati immagini per trumpnomicsOh Oh yessss, clima idiliaco e un record dietro l’altro a Wall Street, cosa esiste di meglio che un po’ di illusione per tenere su la baracca sino al momento della verità?

Vi confesso che continuare ad usare il termine “trumpnomics” per qualcosa che in realtà non esiste, aleggia vago nell’aria fa sorridere, ma si tratta solo di un gioco per il momento, visto che come vedremo nel prossimo Machiavelli, per molte persone non sarà più un gioco, quello che l’amministrazione Trump farà, cambierà radicalmente il commercio globale.

Poi all’improvviso, senza troppo clamore si assiste ad una svolta…

USPMI

Si, si, lo so, anche a me da fastidio che quelli di  Markit osino mettere in discussione la narrativa istituzionale, ma cosa salta in mente a questa gente di pubblicare report che disturbino il maestoso volo dell’Araba Fenice?

A si, è vero, non ci ha fatto caso quasi nessuno, forse ieri la Fed quando ha scritto che alzerà i tassi solo se l’economia non peggiora!

Evolution of Atlanta Fed GDPNow real GDP forecast

I soliti giornalisti prezzolati quotidianamente vi raccontano che l’economia migliora ovunque, sai c’è la ripresa, si la ripresa per il…

Come riporta Mike in Global Trade Disaster Quasi Certain la crescita del commercio mondiale ha rallentato per cinque anni consecutivi.

Nel 2016 è stata inferiore al 2%. Questo è qualcosa che è accaduto solo tre volte dal 2000. In entrambe le occasioni precedenti, gli Stati Uniti sono finiti in recessione.

global-commercio-2017-02-21a

Per la terza volta dal 2000 si ha una crescita del commercio mondiale  inferiore al 2%. In entrambe le occasioni precedenti, l’economia americana era in recessione.

I servizi hanno già drammaticamente rallentato!

Il protezionismo in stile Trump darà giusto il colpo di grazia!

global-commercio-2017-02-21c

Anno su anno la crescita del commercio è appena al di sopra di pareggio.

Misure commerciali restrittive

global-commercio-2017-02-21d

Aspettando Trump, ovvero ancora prima che si metta in azione lui…

  • Nel 2010 ci sono stateben  464 misure commerciali restrittive.
  • Nel 2016 sono salite a  2238.

Come scrive Mike, se l’Unione Europea si metterà in testa di punire il Regno Unito per la Brexit e Trump darà corso a ritorsioni contro la Cina e la Germania, il commercio globale collasserà, con conseguenze devastanti alla faccia di quello che dicono i premi Nobel alla Krugman.

Purtroppo, le forze in gioco nella dinamica della Brexit e le politiche commerciali di Trump  suggeriscono che un disastro del commercio globale è “quasi certo” .

Come vedremo nel pomeriggio, quando tutti pensano in una direzione, significa che nessuno davvero pensa.

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45 commenti Commenta
charliebrown
Scritto il 23 febbraio 2017 at 10:56

@ICEBERGFINANZA

“Purtroppo, le forze in gioco nella dinamica della Brexit e le politiche commerciali di Trump suggeriscono che un disastro del commercio globale è “quasi certo” .”

Allora chi, come me, si sentiva solidale con i pescatori inglesi e con i pensionati cazzeggianti in Florida con questo sentimentalismo nostalgico si è schierato dalla parte di chi sta provocando un disastro commerciale!

Dovevo capirlo. Le menti migliori (Bill Gates, Mark Zuckenberg, Soros, Renzi, Junker, Papa Francesco ecc.ecc.) erano e sono schierate dall’altra parte. L’alternativa alla globalizzazione è il disastro.

Mi conforta solo questa frase di Chesterton che leggevo ieri sera su Wikipedia. ” Non riesco a pensare che uno sprezzo cosmopolita del patriottismo sia semplicemente questione di opinioni, così come non credo che uno sprezzo nietzscheano per la compassione sia semplicemente una questione di opinioni.”

icebergfinanza
Scritto il 23 febbraio 2017 at 11:24

Questo è ciò che racconta la storia non necessariamente ciò che auspico io. Ho già scritto che la via di mezzo è il glocal poi ognuno legge ciò che vuole. Io nel mio mestiere devo essere pragmatico.
charliebrown@finanza,

emzag
Scritto il 23 febbraio 2017 at 12:26

Global e local non sono due concetti astratti ma sono due gruppi di potere che si confrontano in una lotta mortale.
Tirare fuori il glocal è donabbondiesco, è come dire che fra leone e gazzella il risultato migliore è il pareggio.
Non si può perché o il leone ammazza la gazzella o se la gazzella scappa il leone muore di fame.
Siamo nel mezzo di un mexican standoff fra élite transanzionali e élite locali mentre nel frattempo si moltiplicano le potenziali linee di frattura di un equilibrio che, per l’effetto ipnotico del “global”, credevamo eterno e “oggettivo”.
Uno dei segnali è appunto la strizza tremenda che sta prendendo un po’ tutti, vedi anche Intermarketandmore che sta tremando come una foglia all’idea che l’euro possa crollare…

Ficchiamoci bene in testa questa idea: se (ri)vogliamo la libertà dovremo lottare duramente perché essere liberi è una vita scomoda. Se invece vogliamo la tranquillità della nostra rendita piccolo e medio borghese prepariamoci “noi” a perdere la libertà e i nostri discendenti a perdere sia la libertà che quella rendita piccolo medio borghese (della minkia).

john_ludd
Scritto il 23 febbraio 2017 at 13:25

emzag,

che cos’è la libertà ? tutti ne parlano, ma cosa intendono ?

forse è questa …

“… un giovane e brillante re, avido di sapere, si era circondato da saggi e sapienti, ma non riusciva a trovare le risposte che cercava. Un giorno avendo saputo che un famoso e anziano saggio, riverito e modesto, era in città, lo fece convocare a corte. Giunto di fronte al re il saggio chiese “Giovane principe come posso aiutarti ?” e il re “Maestro i miei saggi non hanno mai saputo essere convincenti a questa mia domanda. Cos’è la libertà ?” Il maestro allora rispose “Giovane principe, viene al centro della sala e te lo mostro”. Giunto al centro della grande sala il maestro disse al re “Ora alza una gamba e resta in piedi sull’altra, scegli quale delle due”. Il re, giovane e scattante rimase allora in perfetto equilibrio su una gamba sola. Il maestro allora gli disse “Bene ora alza anche l’altra”.

Tratto a memoria da “Un altro giro di giostra” di Tiziano Terzani

emzag
Scritto il 23 febbraio 2017 at 13:39

john_ludd@finanza,

John Ludd, abbi pazienza ma un apologo più stupido non potevi trovarlo.
Che libertà è se devi fare quello che ti dice un altro, alza la gamba, alza l’altra…sono sciocchezze, la libertà è libertà se decidi tu cosa vuol dire non se devi andare da un altro a fartela spiegare.
Se non vuoi la libertà è segno solamente che come molti in giro all’idea di uscire dall’euro hai tanta paura e te la fai addosso.

Non ti devi preoccupare di convincere le persone però perché l’euro cadrà per i fatti supi.
Proprio oggi stanno costringendo l’Italia alla manovra aggiuntiva e pare che fossero sul punto di far partire le sanzioni.
Vedrai il risultato di questa stronzaggine quando si andrà a votare.

john_ludd
Scritto il 23 febbraio 2017 at 13:59

emzag,

vedi a me dell’euro non interessa nulla dato che non ne ho, quello che mi spinge ogni tanto a frequentare blog che conosco come questo perché trovo coerente chi lo tiene, evento raro oggi, non è il contenuto del post ma i commenti. Osservo questa montante rabbia che trovo ormai qui e altrove, questo tutti contro tutti, che non riguarda solo l’Italia cui appartieni, ma ovunque io vada vedo lo stesso, anche molto molto peggio. La disgregazione sociale, il frazionamento in un pulviscolo di opinioni, persone non più disposte ad ascoltare nulla e nessuno, solo la propria tribù, la fine di una ogni possibile mediazione, la frantumazione delle oligarchie che hanno fallito nel ruolo ruolo, così palese, tutto va in direzione del caos che precede la violenza che ogni tanto e sempre alla fine di un ciclo secolare seppellisce la civiltà di turno della quale alla fine non restano neppure le ceneri. Talvolta come scriveva Galbraith le civiltà talvolta si suicidano. No, non mi sbaglio, non questa volta.

Poi … definire Terzani un povero coglione è davvero il segno dei tempi.

aorlansky60
Scritto il 23 febbraio 2017 at 14:13

cos’è la libertà” ??

giunto a metà [approssimativa] della mia vita corporale su questa Terra
ed avendo avuto ampio tempo e mezzi per valutare risposte alla domanda,

devo purtroppo constatare che nessun essere umano [dotato di pensiero e di linguaggio] ha mai saputo rispondere a questo quesito in modo esauriente tanto da poterci CREDERE, sia egli un principe, un filosofo, uno scienziato, un mago, un uomo comune, un volgare ladro o un asino di basso profilo;

eccetto Uno, quando rivelò questo :

La VERITÀ RENDE LIBERI DAL PECCATO. CHI CERCA LA VERITÀ ASCOLTA LA MIA VOCE.

nessun essere umano che abbia mai calpestato col proprio piede la Terra ha saputo dare risposta più ESAURIENTE di questa al tema della LIBERTA’.

Questo è quanto ho da dire in proposito.

Poi, è altrettanto vero che il brusio delle folle, ognuno intento a dire la propria e ognuno convinto di possedere la ragione, da secoli fa in modo da coprire rendendo indecifrabile fino a fare apparire poco credibile [quando non meritorio di scherno] quanto sottolineato più su.

Ma EGLI aggiunse anche questo [rivolto ai suoi contemporanei in carne ed ossa] :

Voi credete per avere visto; beati sono coloro che crederanno senza avere visto“.

john_ludd
Scritto il 23 febbraio 2017 at 14:14

emzag,

non ho neppure redditi, nè pensione. Mentre l’immondizia tracimava, mentre ci si baloccava la mente con l’elezione di Trump o il referendum italiano ero insieme a un piccolo gruppo di sherpa con uno zaino da 20 kg tra le montagne dell’Himalaya tra i 4000 e i 6500 metri a ridosso del massiccio del Daulaghiri, a settimane da quel che si potrebbe con un pò di azzardo definire un luogo civile. Secondo te di cosa dovrei avere paura ? Dell’euro no di sicuro, ma della follia che periodicamente assale e distrugge intere civiltà, e non ci sono colpevoli, e neppure innocenti, alla fine restano solo vittime. Perchè ? Non c’è un perché, ma la millenaria storia delle civiltà complesse la loro lenta ascesa e il loro rapido declino, ci racconta che è così e basta.

aorlansky60
Scritto il 23 febbraio 2017 at 14:21

hey JOHN,

complimenti.
:-)

per scorrazzarsi a quella quota un peso di 20 kg sulle spalle, occorre avere anche una discreta preparazione fisica.

Beato TE che hai tempo e possibilità. Il Treccking piace anche a me, ovviamente con il tempo e le disponibilità che mi ritrovo, definisco fare “treccking” anche una passeggiata collinare a quote molto più basse.

:-D

icebergfinanza
Scritto il 23 febbraio 2017 at 14:22

Suggerirei quando non si conosce e si parla di non lasciarsi prendere dalla passione o dalle emozioni e soprattutto cercare di capire realmente cosa uno cerca di trasmettere, non siamo allo stadio e il sottoscritto non fa parte di nessuna tifoseria, ma cerca solo di trovare la migliore soluzione per cercare di arginare gli effetti di questa immensa tempesta perfetta!
emzag,

alessandroecristina
Scritto il 23 febbraio 2017 at 14:29

john_ludd@finanza,

john_ludd@finanza,

john_ludd@finanza,

Il perchè c’è eccome!Ce l’hai davanti agli occhi solo che ORA non lo vedi..ma se cerchi con cuore sincero lo vedrai ECCOME se lo vedrai! Un abbraccio.

giulio0808
Scritto il 23 febbraio 2017 at 14:37

Complessivamente le assunzioni, sempre riferite ai soli datori di lavoro privati, nel periodo gennaio-dicembre 2016 sono risultate 5.804.000, con una riduzione di 464.000 unità rispetto al corrispondente periodo del 2015 (-7,4%). Nel complesso delle assunzioni sono comprese anche le assunzioni stagionali (565.000). Il rallentamento delle assunzioni ha riguardato principalmente i contratti a tempo indeterminato: -763.000, pari a -37,6% rispetto al 2015. Questa riduzione, secondo l’Istituto, va collegata “al forte incremento delle assunzioni a tempo indeterminato registrato nel 2015, anno in cui dette assunzioni potevano beneficiare dell’abbattimento integrale dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro per un periodo di tre anni”.

emzag
Scritto il 23 febbraio 2017 at 15:19

john_ludd@finanza,

John Ludd, ti chiedo cortesemente di non colpevolizzare il tuo interlocutore quando non la pensa come te soprattutto evitando di mettergli in bocca frasi che non ha mai scritto. E’ una cosa molto sleale, non so se te lo hanno spiegato.
Quindi: io NON HO MAI SCRITTO CHE TERZANI E’ “UN COGLIONE”, è chiaro?

Ho detto ED E’ MIO DIRITTO che quell’apologo è sciocco perché la libertà è libertà in quanto lo decidi tu cos’è, non lo vai a chiedere a un altro e non c’entra niente con “alza la gamba abbassa la gamba”.

La parola “coglione” riferita a Terzani me la hai attribuita in maniera falsa, cortesemente rispetta maggiormente le persone con cui dialoghi.

Grazie

emzag
Scritto il 23 febbraio 2017 at 15:30

icebergfinanza:
Suggerirei quando non si conosce e si parla di non lasciarsi prendere dalla passione o dalle emozioni e soprattutto cercare di capire realmente cosa uno cerca di trasmettere, non siamo allo stadio e il sottoscritto non fa parte di nessuna tifoseria, ma cerca solo di trovare la migliore soluzione per cercare di arginare gli effetti di questa immensa tempesta perfetta!
emzag,

Un cortese suggerimento.
Quando si risponde a qualcuno sarebbe preferibile argomentare e non limitarsi a esprimere il proprio generico disappunto o il proprio sdegno per le opinioni diverse dell’interlocutore.

Io mi riferisco solo al merito di quello CHE TU HAI SCRITTO: nella mia LEGITTIMA opinione credere che la soluzione sia il glocal – o se vuoi che “la soluzione meno peggiore” sia il glocal – non solo non è realistico ma è un classico sintomo di “postmodernismo” che cerca sempre di evitare le situazioni conflittuali finendo regolarmente per favorire il potere in quel momento vigente.
Ripeto: è assurdo pretendere che la lotta fra leone e gazzella finisca in pareggio e “global” e “local” sono l’espressione di gruppi di potere sttualmente in guerra mortale.
Noi stiamo in mezzo e dobbiamo cercare di capire cosa ci conviene di più.

A mio avviso (legittimo anche qui) l’unica speranza che abbiamo è che saltino i vecchi equilibri di potere a causa della lotta che sta mettendo di fronte due fazioni contrapposte della élite.
Solo quando l’élite globalista al potere in questo momento sarà entrata in crisi sarà possibile immaginare altre soluzioni che non siano il semplice ritorno ai nazionalismi e protezionismi del passato.
Per farlo però è assolutamente necessario cavalcare la tigre del populismo nazionalista protezionista anche perché comunque sia il disastro avverrà comunque.
Mi pare che la deflazione da debiti l’abbiano causata i globalisti o sbaglio?
Comunque ho scritto varie volte dei complimenti, contribuisco da mi pare due anni sen non di più quindi su alcune determinate questioni ho tutto il diritto di esprimere il mio dissenso

ob1KnoB
Scritto il 23 febbraio 2017 at 16:43

sei libero se riesci a fare centomila passi senza sapere perche’ lo stai facendo. ciao john

icebergfinanza
Scritto il 23 febbraio 2017 at 17:34

Ripeto la soluzione è glocal! Scrivo da anni che questa è una nemesi che non guarderà in faccia nessuno, una dinamica amplificata dall’avidità di un pugno di portatori di interesse. Se sarà protezionismo sarà crollo globale. Se questo sarà positivo o negativo lo dirà la storia.
Non c’è nessuno Don Abbondio nelle mie parole, la mia scelta è chiara, il globalismo ha fallito!
emzag,

emzag
Scritto il 23 febbraio 2017 at 18:16

icebergfinanza,

Ho capito ma è come dire che la soluzione in Europa è che la Germania faccia una politica espansiva a livello nazionale e si faccia carico dei debiti greci cioè una cosa impossibile.
La “soluzione”, quella che poi stiamo tutti bene, adesso non c’è, c’è solo la lotta in un contesto che diventerà sempre più conflittuale.
Perchè la lotta cominci è necessario che si diffonda il paradigma nazional protezionista che in sè stesso non risolverà nulla ma creerà i presupposti per una risposta politica di popolo più matura.

icebergfinanza,

Ho capito ma il glocal è una pia speranza, come dire che per risolvere i problemi in Europa la Germania dovrebbe farsi carico del debito greco come succede in USA fra Stato di New York e Alabama.

Dici:

“Se sarà protezionismo sarà crollo globale”

ma fino adesso hai sempre detto, e confermato in quest’ultimo commento, che

“Se sarà globalismo sarà il crollo”.

Glocal è impossibile, il crollo o il conflitto saranno inevitabili e secondo me è necessario accettare il nazionalismo protezionista perché questo conflitto si avvii.
Solo nella lotta nasceranno idee nuove veramente valide.

emzag
Scritto il 23 febbraio 2017 at 18:17

Scusate per il commento doppio

charliebrown
Scritto il 23 febbraio 2017 at 18:35

emzag,

Mi pare che la contrapposizione che metti in evidenza (leone contro gazzella, global contro local) non siano limitate al presente e al socio-economico ma siano contrapposizioni per così dire “eterne” o meglio che sperimentiamo da più di un secolo.

Personalmente sono rimasto folgorato ieri sera dalla frase di Chesterton che ho riportato nel mio precedente intervento, frase da cui la contrapposizione che a noi sembra sembra originatasi in questi ultimi anni risulta non essere esclusiva dei nostri giorni, visto che Chesterton ne parla probabilmente nel primo quarto del secolo scorso e sicuramente prima del 1936, l’anno della sua morte. Il geniale scrittore parla di cosmopolistismo che disprezza il patriottismo, e condanna questo atteggiamento come condanna il superuomo di Nietsche che irride la compassione. Per Chesterton non è questione di opinioni che valgono tanto quanto le opposte, bisogna schierarsi: infatti si schiera decisamente coi patrioti e coi compassionevoli, contro i cosmopoliti e i superuomini. E’ evidente che cosmopolitismo esprimeva ai suoi tempi quello che oggi esprime globalizzazione, indifferenza cioè e disprezzo per le tradizioni nazionali.

Io leggevo Chesterton quando ero studente e anche ieri sera mi ha aiutato ad allargare i miei orizzonti.

Ovviamente David Hume, Karl Marx e Friedrich Nietsche hanno sostenuto l’opposto di quello che sosteneva Chesterton e i loro seguaci li ritrovo anche in questo sito. Rispettosamente li saluto, come ringrazio Mazzalai per le sue analisi non emozionali ma “scientifiche”.

john_ludd
Scritto il 23 febbraio 2017 at 18:49

ob1­K­noB@fi­nan­zaon­li­ne,

molto vero, se è tua complimenti, mica servono tante parole. Se non è tua complimenti lo stesso, in fondo nessuno da 2000 anni pensa più nulla di nuovo, al massimo si ripensa quello che altri avevano già capito e sarebbe un grande successo. Ciao.

john_ludd
Scritto il 23 febbraio 2017 at 18:59

char­lie­bro­wn@fi­nan­za,

“… Per Chesterton non è questione di opinioni che valgono tanto quanto le opposte, bisogna schierarsi: infatti si schiera decisamente coi patrioti e coi compassionevoli, contro i cosmopoliti e i superuomini”

è interessante ma chi è un patriota ? cosa vuole dire ? patria di chi ? in uno dei migliori film degli ultimi anni “Hell or high water” Jeff Bridges che interpreta magistralmente la parte di uno sceriffo alla vigilia della pensione, disilluso e stanco afferma al suo collega che lui è un patriota, al che il collega, un indigeno americano dice “sì certo, ma questa era la nostra patria PRIMA”. Qualunque sia la patria, era di qualcun’altro PRIMA e il DOPO è diventato tale sempre nello stesso modo. Difficile non essere d’accordo sul compassionevole ma tu, per davvero, quanti ne conosci, e tu ti definiresti tale ? Vedi, la rete è interessante, su Wikipedia ci sono 10.000 enciclopedie tutte collegate tra loro, che meraviglia, ma è anche il luogo più ambiguo che sia mai stato creato. Le persone in realtà non esistono sulla rete, ci sono pseudonimi, avatar, frammenti di profili psicologici di gente che dice questo o quello ma che poi nella non finzione della vita quotidiana è tutt’altro.

charliebrown
Scritto il 23 febbraio 2017 at 20:02

john_­ludd@fi­nan­za,

Concordo sulla disumanità degli pseudonimi e delle troppe chiacchiere in rete. Ma a volte ci casco…
Indubbiamente non vengo a raccontarvi qui i miei fatti privati, tanto che mi piacciono le donne non interessa a nessuno.
Se sono compassionevole o meno non saprei, ricordo quello che mi dissero a proposito un artigliere quando ero sottotenente sul confine orientale (che ridere: confine orientale!) e una analista del laboratorio che dirigevo quindici anni dopo, ma è passato tanto tempo da allora: forse sono cambiato.
Dove abito, tutti sanno come la penso, anche se non cito Chesterton parlando coi vicini di casa.
Ho tirato in ballo Chesterton su questo sito perchè non si poneva tante domande sulla Patria o sull’esistenza reale delle cose: ci credeva. E poi mi ha fatto riflettere su Nietsche. Marx e David Hume, i cui seguaci ritrovo su questo sito e non tra i vicini di casa.

stanziale
Scritto il 23 febbraio 2017 at 20:57

“Come scrive Mike, se l’Unione Europea si metterà in testa di punire il Regno Unito per la Brexit e Trump darà corso a ritorsioni contro la Cina e la Germania, il commercio globale collasserà, con conseguenze devastanti alla faccia di quello che dicono i premi Nobel alla Krugman.”…..gia’, magari si potrebbe aggiungere il commercio mondiale collassera’… prima e per bene, perche’ sta’ gia’ collassando tutto. Il sistema bancario e’ in grave crisi ovunque, quello manifatturiero quasi , il tutto si regge sui bilanci falsi minimo dal 2008 ma anche prima. C’e’ un solo stato realmente forte, la Russia. Che infatti ha totalmente sconfitto le sanzioni, e’ diventato il primo paese esportatore di petrolio sorpassando l’arabia saudita, di granaglie superando (mi pare ) gli Usa, l’inflazione e’ sotto controllo (5%) il rublo e’ in parte risalito ed il debito pubblico E’ al 17% del pil (!). Dimenticavo, per qualita’ degli armamenti e’ anche la prima potenza mondiale. Comunque tornando al collasso in corso: la Cina sta’ continuando a perdere riserve valutarie per 100 miliardi di dollari al mese, quindi quando dovra’ fortemente svalutare andra’ in rotta di collisione con tutti, e le banche centrali mondiali nell’ultimo anno hanno aumentato gli attivi del 10%. Il 10% in 12 mesi, avvenuto con i tassi quasi a zero. Se non e’ un collasso questo…Come ho sempre scritto, il mio modestissimo parere molto banale, prima c’e’ il reset -valutario- meglio e’, o volendo piu’ tardi avverra’ -il crollo dello schema Ponzi- e peggio sara’ per tutti. Anche se naturalmente ne temo le conseguenze.

john_ludd
Scritto il 23 febbraio 2017 at 20:58

char­lie­bro­wn@fi­nan­za,

eh ma è poi tutto qui: si credono tante cose, con risultati molto diversi, Heinrich Himmler e Lavrentij Pavlovič Berija credevano fermamente in quel che facevano, per loro era giusto, erano dei patrioti. Il passaggio da mite a mostro è molto spesso creato dal contesto. Per questo lo scopo unico dovrebbe essere di evitare di creare le condizioni di quel contesto, perché poi è tardi, chiunque dopo può diventare vittima o carnefice a seconda di come gira il vento.

emzag
Scritto il 23 febbraio 2017 at 21:01

charliebrown@finanza,

Va bene ma volevo dire una cosa molto più terra terra e cioè che è il momento di lottare senza sottilizzare troppo. Biosgna allearsi con i nazionalisti protezionisti anche se sappiamo che sbagliano perché gli altri, ovvero la sinistra – VORREI FAR NOTARE – hanno dormito e continuano a dormire non solo dall’inizio della crisi ma dalla fine degli anni settanta.
In parole povere, chi devo votare? Trump che è pessimo o la Clinton? La Le Pen che non mi piace o Fillon/Macron/Hamon che sono peggio?

john_ludd
Scritto il 23 febbraio 2017 at 21:03

stan­zia­le@fi­nan­za,

Su internet non è davvero necessario essere coerenti, basta pigiare dei tasti. Che senso ha augurarsi il crollo del sistema per poi affermare di temerne le conseguenze ? E’ come uno che siccome si è rotto i coglioni decide di buttarsi dalla finestra temendo però di schiantarsi al suolo. Meglio imparare prima a volare no ?

john_ludd
Scritto il 23 febbraio 2017 at 21:15

emzag,

il problema della rappresentanza è davvero chiave. Esso nasce da lontano, esattamente nel momento in cui uno si chiede “allora per chi devo votare ?”. La democrazia, se uno ci crede è un impegno arduo e quotidiano. Se per decenni si è “delegato” perché è più comodo è difficile poi cambiare il corso di eventi che si perdono nel passato remoto. Ora sei qui solo soletto, sotto pseudonimo su uno dei centomila blog di un sistema informatico globale che è strettamente sotto il controllo di chi vorresti abbattere, così come il tuo conto in banca, ricco o povero che sia, senza il quale al supermercato non ti danno da mangiare. Forse invece “delegare” al buio è inevitabile perché in fondo uno si alza alle 6 per portare i figli a scuola, poi va a lavorare e quando torna a casa alla sera è distrutto. Forse è che quando “andava bene” non è poi solo questione di sovranità ma di tante altre cose, demografia, accesso alle risorse, periodo storico, prima c’eravamo solo noi ora che 4 miliardi di asiatici, insomma in gran parte fortuna, nasci nel posto e nel momento sbagliato e qualunque cosa tu faccia, fenomeno o somaro, non ne esci. Le 1000 conseguenze della complessità non sono così semplici da catturare, forse perché non sono tutte piacevoli, solo alcune.

stanziale
Scritto il 23 febbraio 2017 at 22:10

john_ludd@finanza,

No , perche’ ho scritto anche, piu’ tardi avverra’ e peggio sara’ per tutti (piu’ grande sara’ il botto, intendevo), quindi non vedo il controsenso da parte mia.

aorlansky60
Scritto il 24 febbraio 2017 at 10:10

@ JOHN & ob1KnoB

Prendendo a riferimento il pensiero di quest’ultimo “sei libero se riesci a fare centomila passi senza sapere perche’ lo stai facendo

Libertà è anche rinunciare al modello di vita che ci è stato inculcato dover seguire [parlo del modello occidentale stile “civiltà dei consumi” a base capitalista]

decidendo di farla finita con tutta la serie di agiatezze [un numero di devices molto spesso futili quanto inutili] per ritornare ad una dimensione di vita primordiale (inclusi nel pacchetto cibi non eccessivamente elaborati);

per farla breve,

IL TEMPO (non ce ne accorgiamo mai ma si tratta della risorsa più preziosa che abbiamo a disposizione) è speso MOLTO MEGLIO facendo 100.000 passi su e giù per il massiccio del Dhaulagiri [o anche percorsi meno impegnativi per chi è meno preparato fisicamente]

:-D

rispetto a passare ore e ore (che diventano GIORNI INTERI se sommati nel lungo periodo) davanti ad un monitor da computer o davanti al micro schermo di uno smartphone.

Di questo ne sono più che convinto personalmente : me ne accorgo quando sono in ferie (attualmente sono lav. dip.te) ed abbandono per due settimane il p.c. per dedicarmi a tutt’altro – attività fisica, in prevalenza nuoto e lunghe camminate.

Il bello sarebbe poterlo fare definitivamente.

veleno50
Scritto il 24 febbraio 2017 at 11:25

aor­lan­sky60,

Quando verrai nel mondo dei nullafacenti, applicarti al 100% a quello che desideri è realmente possibile.Solo questione di organizzarsi, salute,e tanta voglia di fare le cose che più di soddisfano.Comunque il tuo commento è un buon suggerimento. Ciao AORL

aorlansky60
Scritto il 24 febbraio 2017 at 11:51

ciao Veleno

quello che dici è giusto, purtroppo velato da un “però” :

nel mondo dei “nullafacenti” entrerò solo tra qualche anno – e se tutto va bene, teoricamente non prima del 2022 – dovendo ammucchiare oltre 43 anni di contributi in base alle ultime regolamentazioni(sic) in materia; a quel tempo avrò raggiunto la veneranda età di 63anni,

già ora a 57 il mio fisico mi stà lanciando segnali precisi, del tipo “HEY MAN! datti una regolata, 20km a piedi continui in poche ore li potevi fare quando avevi 20-30-40anni, occhio a quanti ne hai adesso…

:-D

insomma, temo che dovrò dare addio a buona parte delle mie abitudini sportive [che tanto mi piace fare appena ne ho il tempo] per dedicarmi a qualcosa di più calmo tipo SCACCHI o simili robe da tavolo, non una bella prospettiva con la mente che mi ritrovo… ma mi dovrò adeguare, è il corso della VITA;

aveva ragione il saggio [Re Salomone] che scrisse :

Per ogni cosa da fare sotto la luce del Sole, c’è il proprio tempo,

un tempo per nascere e un tempo per morire,
un tempo per piantare e un tempo per sradicare,
un tempo per demolire e un tempo per costruire,
un tempo per piangere e un tempo per ridere,
un tempo per cercare e un tempo per perdere,
un tempo per strappare e un tempo per cucire,
un tempo per tacere e un tempo per parlare,
un tempo per amare e un tempo per odiare,
un tempo per la guerra e un tempo per la pace.

john_ludd
Scritto il 24 febbraio 2017 at 14:17

aor­lan­sky60,

20 km a piedi e in salita pure li puoi fare anche a 70 anni purché ti sia sempre mantenuto in buona forma ovvero se non hai cuore e polmoni consunti da qualche migliaio di pacchetti di sigarette e una cattiva alimentazione. Poi il fisico è comunque soggetto a malfunzionamenti, io ho un problema e bello serio un paio di anni fa, ho cambiato radicalmente abitudini alimentari, poco o nulla cibo conservato, niente lieviti, poco sale, fruttosio sì, saccarosio no, un mare di vegetali, zero caffè, zero alchool. Quest’autunno dal campo base al campo avanzato a 5000 metri, 1300 in salita in 5 ore, la notte partenza per la vetta, 20 ore andata e ritorno no stop e i giorni seguenti tappe da 9-11 ore perchè era tardi nella stagione e dovevamo correre e alla fine non ero per niente stanco, sarei ripartito il giorno dopo. Ma questo è niente, leggi il profilo del mitico Miura:

https://it.wikipedia.org/wiki/Yuichiro_Miura

Ciao e guarda che l’Italia è piena di montagne, basta solo uscire di casa per trovare pace e serenità !

Longobardo
Scritto il 24 febbraio 2017 at 16:33

john_ludd@finanza,
“Ciao e guarda che l’Italia è piena di montagne, basta solo uscire di casa per trovare pace e serenità !”

Esatto caro John! Esistono luoghi di incantevole splendore praticamente a due passi da casa: https://www.youtube.com/watch?v=LPsAk1Z-STY (2000 di dislivello in 6 ore, senza allenamento). Ciao

italiapersempre
Scritto il 24 febbraio 2017 at 16:55

Trump vuole protezionismo solo per gli USA,per l’ Europa no.Anzi,è seccato che ci sia protezionismo in campo alimentare, che lede gli interessi americani.Così ha detto a tutti i media europei giorni fa il suo ambasciatore in Europa Ted Mallock.

italiapersempre
Scritto il 24 febbraio 2017 at 16:58

Dovrebbe capirsi, visto che è già successo due volte in passato, che gli anglosassoni, d’ accordo con certe ‘elite tedesche’, quando sono in punto di morte per bancarotta, scatenano una guerra contro il Continente ( e i tedeschi sono i gatekeepers ) e lo fanno a pezzi per avere debiti ripianati, e lasciare i cocci agli europei.

E’ già successo due volte, suvvia. Il ruolo della Germania è sempre stato proprio IMPEDIRE che sorgesse una vera Federazione Europea, rendendo di fatto ogni alleanza tra europei un inferno, che tornava poi a beneficio atlantico.

italiapersempre
Scritto il 24 febbraio 2017 at 17:02

Erano coscienti, a Francoforte, quando prendevano i derivati americani, di aver messo una bomba ad orologeria in pancia all’ Europa per poterle risucchiare ricchezza.

Kissinger una volta disse ‘ E’ inaccettabile che questi europei siano più ricchi degli americani, sono solo una colonia.’

Tedeschi e Anglosassoni fanno la guerra su fronti SOLO IN APPARENZA OPPOSTI. Un giorno lo capirete.

” L’ America è nefasta per l’ Europa, una mescolanza assolutamente mortale.” ( Nietsche ).

andreblanz
Scritto il 24 febbraio 2017 at 17:09

caro [email protected], volevo esprimerti la mia gioa nel leggere un tuo commento, era da un po’ che latitavi, sono un lettore ma intervengo raramente, peró leggo con molta passione e ammirazione i tuoi commenti, sempre ricchi di citazioni e analasi ragionate, sopratutto in tema commodities/oil. sarebbe interessante conoscere chi si cela dietro questo pseudonimo!

john_ludd
Scritto il 24 febbraio 2017 at 17:22

an­dre­blanz@fi­nan­za,

sarò molto latitante, un semi nomade a tutti gli effetti. Se vuoi seguire il tema oil&gas evitando gli schiamazzi dei si cloaca o le opinione di chi non ne sa nulla allora segui gli specialisti, non conoscono il futuro ma il passato e il presente sì, molto bene. Questi sono i migliori che conosco. Bermann è un geologo con oltre 30 di esperienza nelle grandi majors, Likvern è un economista specializzato sull’argomento ex governo norvegese, ex Statoil, consulente internazionale, il terzo è un eccellente analista che esamina a fondo i dati ufficiali IEA, EIA, BP, e li sintetizza in brevi post ricchi di grafici comprensibile anche ai non addetti:

http://www.artberman.com/

https://fractionalflow.com/

http://crudeoilpeak.info/

andreblanz
Scritto il 24 febbraio 2017 at 17:40

grazie mille!
john_­ludd@fi­nan­za,

stanziale
Scritto il 24 febbraio 2017 at 21:17

italiapersempre@finanza,

Commento originale e non privo di logica, anche se si puo’ dire tutto ed il suo contrario. Ma se “scelgono” sempre i tedeschi, un motivo ci sara’: evidentemente sono “predisposti” di suo, a sfasciare tutto.

pippone1
Scritto il 24 febbraio 2017 at 22:03

David Hume, Karl Marx, Friedrich Nietsche,Chesterton…. ma di che cavolo parlate! Il padre di questo mondezzaio si chiama soltanto uno: Kalergi.

laforzamotrice
Scritto il 25 febbraio 2017 at 06:55

stanziale@finanza,

italiapersempre@finanza,

Curioso questa avversione per i tedeschi, che mi sa che invece sono gli unici che hanno sempre tentato di combattere il potere finanziario speculativo anglosassone, (sfruttare il lavoro degli altri) controponendogli una filosofia della produzione di ricchezza vere, merci e servizi. è forse per questo che sono sempre i “nemici da distruggere”.
La libertà semplicemente non esiste, è solo una delle molte utopie dell’essere umano, (libertà, giustizia, Dio ecc.)non possiamo essere liberi dei nostri bisogni fisici, figuratevi se si può essere liberi vivendo in comunità, La libertà è come la felicità, flash di luce in mezzo al buio, quando parlate di poter essere liberi di camminare in montagna state parlando di singoli momenti a cui potete accedere solo perchè prima siete scesi a patti con il vostro fisico e la vs situazione economica. Io non LIBERO di mangiare, bere fumare come voglio, soddisfacendo liberamente la mia gola e i miei vizi se poi voglio andare a 5000 metri a fare trekking. Se esistesse la libertà, non esisterebbero i compromessi, e sono questi che mandano avanti l’universo fisico.
DEMOCRAZIA? Dicono che 2000 anni fa, alla scelta democratica di Gesù o Barabba, il popolo sbagliò.E che il popolo sbagli, è quasi una certezza.

john_ludd@finanza,

Sempre un piacere ritrovarti, che condivida o meno.

emzag
Scritto il 25 febbraio 2017 at 15:29

john_ludd@finanza:
emzag,

il problema della rappresentanza è davvero chiave. Esso nasce da lontano, esattamente nel momento in cui uno si chiede “allora per chi devo votare ?”. La democrazia, se uno ci crede è un impegno arduo e quotidiano. Se per decenni si è “delegato” perché è più comodo è difficile poi cambiare il corso di eventi che si perdono nel passato remoto. Ora sei qui solo soletto, sotto pseudonimo su uno dei centomila blog di un sistema informatico globale che è strettamente sotto il controllo di chi vorresti abbattere, così come il tuo conto in banca, ricco o povero che sia, senza il quale al supermercato non ti danno da mangiare. Forse invece “delegare” al buio è inevitabile perché in fondo uno si alza alle 6 per portare i figli a scuola, poi va a lavorare e quando torna a casa alla sera è distrutto. Forse è che quando “andava bene” non è poi solo questione di sovranità ma di tante altre cose, demografia, accesso alle risorse, periodo storico, prima c’eravamo solo noi ora che 4 miliardi di asiatici, insomma in gran parte fortuna, nasci nel posto e nel momento sbagliato e qualunque cosa tu faccia, fenomeno o somaro, non ne esci. Le 1000 conseguenze della complessità non sono così semplici da catturare, forse perché non sono tutte piacevoli, solo alcune.

Lol…sei un “pasticciere”…;)

Mi aspettavo più che altro delle scuse per avermi attribuito in maniera molto subdola delle parole che non ho mai scritto con l’evidente intento di avere ragione a tutti i costi ma mi rendo conto che sarebbe chiedere troppo, in alcuni casi almeno.
Per esempio nel caso dei lettori di Terzani.

d
Scritto il 26 febbraio 2017 at 19:18

Scusa John, te ne intendi di fisica?
se la risposta è affermativa, desidererei parlarti, sempre che tu fossi disponibile.

john_­ludd@fi­nan­za,

aorlansky60
Scritto il 27 febbraio 2017 at 08:26

@ LaForzaMotrice

Dicono che 2000 anni fa, alla scelta democratica di Gesù o Barabba, il popolo sbagliò

dicono, dicono, dicono… dicono chi ??? esseri umani che non potevano conoscere [e ancora non conoscono]

il progetto di DIO.

Se il Messia GESU’ Cristo non avesse sacrificato SE STESSO, come avrebbe potuto raccogliere su di se TUTTI I PECCATI del mondo e salvare in questo modo il mondo stesso ??

Eppure le Scritture sono chiare (i Vangeli in questo caso, ma anche il Vecchio Testamento tramite i Profeti), nulla è stato nascosto di quello che doveva essere rivelato, e tutto si è compiuto secondo il disegno di DIO.

Io non LIBERO di mangiare, bere fumare come voglio
soddisfacendo liberamente la mia gola e i miei vizi

è inutile ricordare quanto sia stato ampiamente provato che la pratica costante di fumo ed alcool sono veleni per il corpo; fumo ed alcool non sono nient’altro che assuefazioni inutili; per mantenersi, mente e corpo umano non necessitano dell’uso di questi. La libertà di poter scegliere il consumo di questi veleni [come molti altri proposti dai tempi attuali] non è libertà, è solo schiavitù.

Se esistesse la libertà, non esisterebbero i compromessi

l’hai detto; la frase giusta è “Se esistesse la libertà, NEL MONDO non esisterebbero i compromessi”

La libertà dai compromessi e dalla schiavitù deve essere ricercata, con costanza con impegno e con conoscenza.

La conoscenza di DIO è l’unica in grado di aiutare l’uomo [carnale ed imperfetto] a liberarsi dalla schiavitù.

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