YELLEN: PANICO ALLA FEDERAL RESERVE!

Scritto il alle 08:26 da icebergfinanza

IMG_7097Ieri davanti alla Commissione bancaria del Senato americano, nonna Yellen ha avuto una crisi di panico, probabilmente deve aver visto tra i banchi aggirarsi il topolino Trump, perchè ha snocciolato, una dopo l’altra una serie di colossali fesserie.

Ha urlato che è pronta ad ulteriori rialzi dei tassi, che non è saggio aspettare troppo, suggerendo un rialzo già a marzo, per non perdere il ritmo. Dopo aver detto per mesi che il rialzo deve essere graduale all’improvviso, questi si mettono a suggerirne almeno quattro come nel 2016, perchè no dieci già che ci siamo…

Fed’s Lacker: Next rate hike ‘should come sooner rather than later’

E’ ancora troppo presto per considerare le conseguenze di quello che farà Trump ha detto la Yellen, speriamo che la politica fiscale sia cooerente con la traiettoria sostenibile dei conti pubblici.

Tornando alla politica monetaria, ormai mercati drogati dal ritorno dell’Araba Fenice, ascoltano ed interpretano quello che vogliono, è imprudente attendere troppo a ridurre il supporto monetario, ma continueremo ad essere accomodanti, e i rialzo dovrà essere graduale, come dire tutto e il contrario di niente.

A me fanno sorridere questi Ragazzi, vivono e bivaccano dentro enormi biblioteche e non hanno la benchè minima percezione di quello che accade nella realtà.

PCEb013017

Thanks to Tim Duy

Ieri tutti agitati per un anomalo aumento dei prezzi alla produzione, quando tre quarti della crescita di questi prezzi sono riconducibili alla domanda di energia, ovvero purà volatilità.

Non c’è verso di fuggire dalla dinamica di una deflazione da debiti, il mondo è pieno di bolle, e quando queste scoppiano, la deflazione da debiti diventerà un autentico tsunami.

A me fanno tenerezza questi ragazzi, sono riusciti addirittura a dire che fermare l’immigrazione rallenta la crescita economica, come se fosse un problema di offerta e non di domanda.

Comunque alla fine, il riferimento all’alto livello di  “incertezza” sulla “trumpnomics” suggerisce che la useranno per rinviare nuovamente futuri rialzi di tassi.

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1 commento Commenta
mario62
Scritto il 16 febbraio 2017 at 07:00

Mi spiace ma non sono daccordo, è sempre un problema di offerta e du domanda. Solo, che l’offerta è diventata piatta a causa della enorme e drogata capacità cinese. La domanda creata con criteri Keynesiani rischia di dare beneficio alla provincia del Guadong.
Ci vuole un cambio strutturale degli equilibri economici.

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