BONDS: LA FINE DEL MERCATO TORO SECOLARE!

Scritto il alle 10:30 da icebergfinanza

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Lo scorso fine settimana abbiamo ascoltato le versioni di quattro dei mostri sacri del mercato obbligazionario mondiale, no, non parlo di Gross e Gundlach che sono solo dei prodotti commerciali, ma di uomini che quaranta anni fa hanno compreso l’avvio di quello che è stato il più spettacolare mercato toro della storia dei mercati finanziari.

Noi come i lettori ben sanno stiamo cavalcando l’onda solo da dieci anni e siamo orgogliosi di essere in buona compagnia. Conservate gelosamente gli ultimi due manoscritti, così come i loro riferimenti.

Ieri sul Sole 24 Ore è apparso l’ennesimo articolo questa volta di Black Rock che annuncia la fine del mercato toro obbligazionario che dura da 35 anni.

Richard Turnill (BlackRock): «È la fine di un rally che dura da 35 anni …

Per carità noi siamo giusto contenti se le masse seguono i consigli dei vari pifferai magici, più sono quelli che credono all’inflazione e alla fine del mercato obbligazionario e maggiori sono le nostre opportunità.

Richard Turnill non è un investitore qualsiasi. Nel suo ruolo di Chief Investment Strategist Globale di BlackRock, cioè la più grande società di gestione al mondo con oltre 5mila miliardi di dollari di risparmi, si trova a definire le strategie di una gran quantità di denaro. Se lui pensa che gli investitori debbano posizionarsi in maniera diversa rispetto al loro assetto attuale, perché l’allocazione dei risparmi non è adeguata per uno scenario di crescente inflazione, significa che BlackRock in questo modo sta muovendo i suoi fondi.

Reflazione significa che la stagione dei mercati obbligazionari sia finita? Questo è un pensiero ormai molto diffuso sul mercato.

La reflazione è una storia globale. In maniera diversa riguarda tutte le maggiori aree del mondo. In questo contesto, dopo 35 anni di rendimenti in calo e di prezzi in rialzo sui mercati obbligazionari, il movimento è destinato a invertirsi. Quelli che ancora vengono percepiti come titoli “sicuri”, cioè i titoli di Stato e le obbligazioni in generale, non lo sono più. Ormai, i mancati rendimenti sono certi su questo mercato. I portafogli degli investitori devono adeguarsi, ma il processo è lento. Bisogna spostarsi sul mercato azionario.

Bene, bisogna spostarsi sul mercato azionario, solo che l’araba fenice è decollata ormai da tempo e lo spazio non è poi molto.

Certo, lo pensano in tanti. Ma i mercati azionari sono in molte parti del mondo già sui massimi. Le valutazioni delle azioni sono elevate. E i rischi, a partire da quelli politici, sono alti. Come si fa a puntare sull’azionario senza timori?

(…) In un mondo inflattivo i ritorni sui mercati saranno bassi, ma quelli azionari offrono aspettative di rendimenti maggiori rispetto a quelli obbligazionari. Ovvio che bisogna essere selettivi.

Voi dove siete selettivi? Quali mercati guardate?

Bisogna cercare valore dove c’è. A noi piace il mercato azionario del Giappone, dove le valutazioni sono attraenti e l’economia cresce. (…)

Noi ci fermiamo già qui, il resto lo lasciamo leggere a Voi,  perchè un fesseria più colossale quelli di Black Rock non potevano dirla. Date un’occhiata qui sotto come è attraente il Giappone!

Quando nel febbraio dello scorso anno scrissi per la prima volta il manoscritto dell’Araba Fenice in molti erano scettici, come altri lo erano quando controcorrente verso la fine del 2015 suggerei di stare lontani dalle azioni, mentre mezzo mondo prefigurava l’ennesima fine del mercato obbligazionario.

MACHIAVELLI LA CINA E L’ARABA FENICE.

Dite la verità ben pochi credevano veramente all’ultimo volo dell’araba fenice, all’ultimo canto imperioso del cigno, l’ultima follia prima che cali la notte ancora per qualche anno.

Immagine444Eppure è successo, lo vedete qui sopra, la follia nelle masse e la regola , nel singolo l’eccezione, ma noi questa volta non siamo stati a guardare, insieme a Machiavelli abbiamo seguito pari e pari l’evoluzione, raccontandovela durante tutto il 2016. Bene ora siete in grado di intravvedere l’epilogo, soprattutto dopo aver letto gli ultimi due manoscritti.

Per carità, siamo sempre pronti a cambiare idea, se le dinamiche ce lo permetteranno, ma quello che è certo è che alla fine la storia si ripeterà tale e quale, non importa quando, l’importante è essere preparati.

Sempre lo scorso fine settimana su Zero Hedge è apparso David Rosenberg, una nostra vecchia conoscenza, in un’intervista a Macrovoices David Rosenberg: Opportunities and Outlook for 2017 il quale ha raccontato alcuni aneddoti degli ultimi anni, dove in molti urlavano la fine del mercato toro secolare obbligazionario.

Anche analisti commerciali come Gross per ben quattro volte negli utlimi quattro anni e ora anche Gundlach che addirittura prevede tassi sul decennale americano al 6 %, prefigurano quotidianamente la fine di questa irresistibile ascesa.

Inutile dire che hanno tutti clamorosamente fallito le loro previsioni.

Bill Gross ha recentemente sostenuto che se il decennale va oltre il 2,6 % è la fine del mercato toro obbligazionario, ma come dice Rosenberg, i massimi sono sempre più bassi e i minimi pure, inesorabilmente anno dopo anno.

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Per vedere un’inversione sempre per David bisogna salire sopra il 4 % per Gundlach il 3 %, noi invece come tutti Voi sapete facciamo riferimento al trentennale perchè a differenza di loro, noi guardiamo a 150 anni di storia e rendimenti e alle cinque più grandi crisi mondiali.

Come ben sapete troppo debito, deflazione da debiti, inesorabili tendenze demografiche, non lasciano scampo alle illusioni. Ora basta solo una recessione globale e il gioco è fatto!

Illusioni di breve con danni rilevanti di medio e lungo termine dalla “trumpnomics” così come è stata raccontata ed esposta, riforma fiscale, spesa per infrastrutture e via dicendo sono solo illusioni per chi non sa leggere la storia e non si sforza di studiare oltre i luoghi comuni.

Una libidine i grafici, uno spettacolo l’analisi empirica. Si certo ci possiamo sbagliare, auguro davvero buona fortuna a tutti coloro che scelgono le alternative.

Il resto dell’intervista lo lascio leggere a Voi, è uno spettacolo osservare milioni e milioni di lemmings che stanno per buttarsi dalla rupe dell’inflazione inseguendo le loro illusioni.

A proposito perchè le elites sono così nervose?

Ieri, 26 gennaio, è stato il giorno in cui il prezzo delle azioni Lvmh ha raggiunto il livello più alto di ogni tempo e il gruppo ha riportato risultati annuali record. Eppure Bernard Arnault, presidente e ceo della holding del lusso, ha sorpreso gli analisti avvertendo che il settore potrebbe avviarsi verso la più grande batosta dal collasso di Lehman Brothers nel 2008. (…)

«Nonostante questo e nonostante il fatto che dall’inizio dell’anno i segnali siano abbastanza positivi, sono estremamente cauto per il 2017 – ha dichiarato Arnault -. Secondo la mia opinione, quando le cose vanno bene accade sempre qualcosa di inaspettato».Il presidente di Lvmh ha fatto notare che l’economia globale non ha più subito grandi shock dal 2008. «In un periodo di dieci anni, ci sono di solito otto anni buoni e due non così buoni o forse anche uno molto brutto – ha detto -. Ricordiamoci che stiamo arrivando al termine di un ciclo di dieci anni».«Rischi per il lusso nella seconda metà del 2017»

La verità è figlia del tempo, noi non abbiamo alcuna fretta, ci sarà davvero da divertirsi, buona consapevolezza!

Contribuisci anche tu LIBERAMENTE a tenere in vita un’isola di condivisione quotidiana nell’oceano infinito di questa tempesta perfetta, l’informazione indipendente…

 

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7 commenti Commenta
sd
Scritto il 8 febbraio 2017 at 00:53

Buona sera

Capitano Andrea i tuoi ultimi articoli, che parlano del drago e del turnil di turno sono da incorniciare. Mi domando come qualcuno può ancora credere alle parole di queste persone…..sono “morte”……e possono solo portare morte e distruzione attorno a loro.

E già qualche giorno che volevo evidenziare un articolo che parla di soldi e di quanto potrà essere irreversibile l’euro( e non solo), naturalmente per chi si interessa dell’argomento:
http://marcodellaluna.info/sito/2017/02/04/la-banca-e-la-grazia/

Un saluto

SD

PS: Si può ingannare tutti per qualche tempo e qualcuno per sempre, ma non si può ingannare tutti per sempre.

kanimambo
Scritto il 8 febbraio 2017 at 22:25

e l’immobiliare in tempi di deflazione cosa farà? i prezzi scenderanno o ci potrebbe essere una bolla alimentata dai tassi bassi come è successo in Svezia e Danimarca?

icebergfinanza
Scritto il 8 febbraio 2017 at 22:37

Troppo variegato il mercato immobiliare per avere un’idea delle dinamiche in atto da paese a paese
kanimambo@finanza,

capitan_harlok
Scritto il 9 febbraio 2017 at 21:10

Si si il mercato azionario Americano secondo alcuni doveva capitolare gia da molto tempo, e un dato di fatto che sta. Ritoccamdo nuovi massimi da giorni oramai, tutto il resto allo stato attuale sono solo chiacchiere da bar e basta, quindi buona consapevolezza a tutti voi

aorlansky60
Scritto il 10 febbraio 2017 at 09:51

@ Capitan_harlok

«Vigilate dunque, poiché non sapete quando il padrone di casa ritornerà, se alla sera o a mezzanotte o al mattino…» – Marco 13:35

Beate certezze umane; come quelle che credono non solo incrollabili gli indici attuali, ma destinati verso una direzione a senso unico (la crescita); la pensavano esattamente così anche nella primavera-estate del ’29 negli USA, dopo alcuni anni di euforia sfrenata (e irragionevole)…

l’ho già detto molte volte (proprio ieri ne facevo riferimento ad un mio collega di lavoro parlando dell’argomento) :

guardando la curva storica del Dow Jones, notanto il livello ultimo raggiunto grazie alla bolla alimentata da 4000 miliardi di US $ di corrispettivi QE generosamente erogati dalla FED [con il benestare di svariate amministrazioni USA, da bush j. a obama]

livello attuale sensibilmente più alto (>20.000) rispetto al livello di massima raggiunto nel luglio 2007 (14.000) appena prima dell’innesco della crisi (che fece precipitare il DowJones a 7000 in due anni, fino a Marzo del 2009),

ebbene la prossima caduta [non una questione di se ma di quando] farà ancora più male di quella precedente (non solo alla finanza ma soprattutto al mondo dell’economia REALE).

Probabilmente sorprenderà la comunità finanziaria [e i poteri alti dei principali Stati sovrani del pianeta], cogliendoli impreparati, quando meno se lo aspettano perchè non saranno stati capaci di prevedere e meditare su tutta una serie di errori sommati ad altri precedentemente commessi.

silvio66
Scritto il 10 febbraio 2017 at 15:59

..pour parler….dall autunno scorso anche i più scettici hanno capito che saliranno fino all’inferno.
ca­pi­tan_­har­lok@fi­nan­zaon­li­ne,

charliebrown
Scritto il 13 febbraio 2017 at 23:40

Ricordo uno slogan di Mazzalai che nel 2007 fu azzeccatissimo: “cash is king and gold is the queen”. Chi preferì a quei tempi liquidità e oro si salvò dal disastro. Adesso, con l’azionario USA così tirato, sento i fautori delle azioni (e sono molti), leggo gli argomenti di chi suggerisce le obbligazioni (Mazzalai e pochi altri) ma nessuno indica l’opportunità di avere una buona riserva di liquidità.
Dimentico le azioni, ma mi dico: cash o treasuries? questo è il problema. E mi rispondo: forse metà e metà. O almeno equilibrare i treasuries a 10-30 anni con treasuries a 2 anni.

La mia domanda e la mia risposta sono condivisibili o sono troppo dilettantesche?

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