TRUMP: MNUCHIN LO SMEMORATO!

Scritto il alle 09:57 da icebergfinanza

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Ve ne abbiamo parlato in  UNITED STATES OF GOLDMAN SACHS! l’amministrazione americana di Donald Trump è piena di vecchie volpi che non vede l’ora di fare stragi di polli

Da come vengono poco condivisi certi post ho come l’impressione che in molti di Voi pensano che su Icebergfinanza si parli sempre e solo esclusivamente di finanza o economia, materia decisamente invisa a circa il 95 % degli italiani, che preferiscono interessarsi di calcio, talkshow e telenovelas, mentre noi qui cerchiamo di fornire informazione a 360° gradi sulla più spettacolare truffa della storia mondiale.

Ieri ha parlato il nuovo segretario al Tesoro americano, Mnuchin, si quello che si prenderà cura dei tesori degli americani, quello che nella recente crisi finanziaria a spedito sulla strada senza riguardi almeno 137.000 famiglie sbattendole fuori di casa, pignorando le loro abitazioni…

L’ex banchiere sta rendendo conto di cento milioni in asset che non aveva dichiarato alla commissione finanze del Senato, «un problema nella compilazione dei moduli» dice, ma soprattutto si sta difendo dall’accusa di essere stato lo squalo della crisi immobiliare. I democratici gli rinfacciano infatti il suo passato alla OneWest Bank, anni in cui Mnuchin diede ordine di pignorare circa 137mila case di chi non poteva più pagare mutuo.

L’ex banchiere di Goldman Sachs ed ex finanziere a Hollywood dice ai senatori che OneWest Bank ereditò alcuni mutui «instabili» da Indymac, la banca fallita nel 2008 per i mutui subprime, quindi lui fu costretto a ripulire i conti della banca. Mnuchin si difende anche dalle accuse di evasione fiscale tramite società offshore e da altre omissioni poi corrette come il ruolo di direttore alla Dune Capital International, fondo dell’Isole Cayman, paradiso fiscale per definizione.

Si è poi dimenticato di dichiarare qualche spicciolo, cento milioni di dollari di asset, di patrimonio, perchè ha compilato male il questionario dice lui. Ci mancava solo che facesse finta di sostenere la Volcker Rule o magari il ritorno del Glass-Steagal Act, come ha fatto e la commedia era perfetta.

Rileggetevela la nostra ultima intervista su Trump…TRUMP: INAUGURATION DAY!

Trump ha dichiarato che ripristinerà il Glass-Steagall act sulle banche abolita nel 99 da Clinton. Che effetti avrebbe sui mercati?

Francamente non credo in alcuna maniera a quanto dichiarato da Trump in occasione di un comizio nel North Carolina, solo un’occasione per imputare, giustamente, il costo della crisi americana ai Clinton. La stessa Clinton non si è mai impegnata seriamente sul ripristino della Glass-Steagall e non poteva essere che così, visto che i maggiori finanziatori della sua campagna erano appunto le banche. Lo stesso partito repubblicano ha inserito il ripristino, nella loro piattaforma ufficiale elettorale, in chiaro contrasto al sostegno incondizionato per la grande finanza sempre offerto da quasi tutto l’establishment del partito. Solo una maniera per cavalcare il sentimento contro Wall Street e le banche diffusissimo in America.Fa sorridere ascoltare i repubblicani che criticano i democratici per aver avuto la mano morbida con la finanza, pensando all’amministrazione Bush e alle precedenti amministrazioni repubblicane.
Ricordo solo che la recente crisi del 2008, la crisi degli anni ’90 in Giappone e la Grande Depressione, hanno un unico denominatore comune, ovvero la deregulation, deregolamentazione. La recente crisi subprime americana è figlia di una costante e incisiva deregolamentazione del sistema finanziario, attuata grazie a Bill Clinton, Summers e Rubin segretario al Tesoro.
Trump non ha perso tempo, mettendo una vecchia volpe di Wall Street a guardia del pollaio. La nomina di Jay Clayton a capo della Sec, il comitato di vigilanza della borsa valori, un avvocato che ha difeso diverse aziende, soprattutto banche d’affari sotto la lente di ingrandimento della stessa Sec, uno che in passato si è pure concesso il lusso di criticare la Commissione proprio per essere stata a suo dire eccessivamente severa nell’applicazione delle regole anti-corruzione, è la dimostrazione nulla cambia.
Prepariamoci quindi ad assistere ad un sensibile ridimensionamento della legge Dodd-Frank varata nel 2010, anch’essa peraltro alquanto magnanima e ad una nuova crisi in arrivo dal settore finanziario. Vedremo nei prossimi mesi, quali saranno le novità.

Quello che a noi interessa a livello strategico, della sua audizione davanti al Senato è la seguente dichiarazione, che invito a rileggersi bene due volte e stamparsela bene in testa…

Il dollaro americano è stata una «valuta molto attraente» per molto tempo, dice Mnuchin ai senatori, e la sua «forza di lungo termine» è importante. Ha anche specificato che quando Trump – in una intervista recente al Wall Street Journal – ha detto che il biglietto verde «è troppo forte» stava parlando riferendosi del «breve termine».

Tenetevi forte saliremo sulle montagne russe durante tutto il 2017 in campo valutario, ma con il nostro Machiavelli riusciremo ad interpretare al meglio grazie ai suggerimenti della storia le dinamiche che verranno.

Contribuisci anche tu LIBERAMENTE a tenere in vita un’isola di condivisione quotidiana nell’oceano infinito di questa tempesta perfetta, l’informazione indipendente…

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6 commenti Commenta
rubicon
Scritto il 20 gennaio 2017 at 11:34

subprime, cos’erano costoro?
IndyMac, un nuovo hamburger…? Si , è vero, un bel salsicciotto di derivati otc con la banca attorno… stile DB

Ormai Andrea, siamo su una bella graticola… come continuare a stare calmi…? boh…
Siamo tutti smemorati e quindi ricondannati a rivivere il passato… negli States si riparla di nuova estrazione di cash dagli immobili… e lo dice o meglio ancora lo invoca la stessa FED… quindi venghino lor signori, venghino, nuovo giro di giostra, Leccalecca e zucchero filato epr tutti!!!
http://www.zerohedge.com/news/2017-01-17/dudley-housing

reragno
Scritto il 20 gennaio 2017 at 12:07

Teniamoci stretti i bigliettoni verdi altro che i Bitcoin la nuova meraviglia del Terzo Millennio o l’euro una valuta a termine.

veleno50
Scritto il 20 gennaio 2017 at 13:30

La rabbia te l’hanno manifestata tanti commentatori sugli articoli che scrivi anche commenti, interessanti, costruttivi,utili,ora non resta che attendere, se vuoi potrebbero scrivere mi piace.Prova a metterti dalla parte del commentatore e prova a scrivere qualcosa a riguardo dell’articolo.Come dici tu hanno messo volpi a guardia del pollaio cosa vuoi che accada nel tempo,un massacro.torno in letargo BOSS

charliebrown
Scritto il 20 gennaio 2017 at 15:15

re­ra­gno@fi­nan­zaon­li­ne,
Spero che tu abbia ragione. Anche io seguo la rotta indicata da Mazzalai e i treasuries decennali sono l’asset più importante dei miei risparmi. Considerato il prezzo dei titoli e il cambio del dollaro attualmente sono in pareggio con quanto speso per acquistarli. Ho fatto una specie di piano di accumulo (spero ragionato) con qualche alleggerimento e adesso (spero non sbagliandomi) sono fermo: non sto né vendendo né comperando.

Ho sentito venerdì scorso un big di Azimut esprimere pareri contrari: il dollaro è arrivato e negativo sui treasuries. Mazz contro Mach, ho pensato visti i cognomi, anche se adesso scrivendolo qui capisco che uno potrebbe pensare a Machiavelli. No, Machiavelli non c’entra.

italiapersempre
Scritto il 21 gennaio 2017 at 15:28

proprio perché ha in ballo mille questioni giudiziarie è anche molto ricattabile.

noldor
Scritto il 21 gennaio 2017 at 17:33

Io personalmente un po’ di bitcoin me li sono presi, rischi alti ma potenzialità di guadagno molto elevate. A mia personale opinione un 10% dei propri risparmi in criptovalute ci sta tutto, il resto ovviamente reddito fisso.

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