THERESA MAY E LA STERLINA: IL RITORNO DELLA COMPAGNIA DELLE INDIE!

Scritto il alle 08:45 da icebergfinanza

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Giusto per far comprendere a tutti quelli che in questi anni hanno profondamente dormito o si sono cullati sull’illusione della globalizzazione, ieri l’Inghilterra è tornata indietro di almeno quattrocento anni, ai tempi della British East India Company, la leggendaria Compagnia britannica delle Indie, o a quelli del Commonwealth of Nations come meglio preferite…

Brexit: Theresa May, “Abbandoniamo l’Ue e costruiamo una Inghilterra globale

“In questo momento stiamo abbandonando l’Unione europea e pianifichiamo un vertice biennale del Commonwealth. Costruiremo una Gran Bretagna veramente mondiale. Non vogliamo più essere membri del mercato unico europeo”. Lo ha detto la premier britannica Theresa May in un discorso alla Lancaster House di Londra svelando il piano del governo sulla Brexit in 12 punti

“Non vogliamo che l’Unione europea si smembri ma da parte dell’Ue è mancata la flessibilità nei confronti di Londra e i britannici se ne sono accorti”, ha detto la premier britannica svelando il piano del governo sulla Brexit, definendola “una lezione anche per l’Ue se vuole avere successo”.

Quella della mancanza di flessibilità nei confronti del Regno Unito, la May poteva risparmiarsela, gli inglesi non hanno mai fatto parte dell’Europa o dell’euro, moneta e banca centrale indipendente e sempre hanno dettato legge o imposto soluzioni, soprattutto quando si è trattato di finanza alla comunità europea.

Io invece credo che non vedeva l’ora di vendicarsi di come è stata trattata nell’ultimo incontro della Ue, dove è stata ignorata da tutti.

Forte del recente appoggio dell’America di Trump la May si augura un’uscita completa dal mercato unico anche se poi lascia sempre aperte tutte le porte compresa quella che ieri è tanto piaciuta ai mercati valutari, ovvero il voto finale all’accordo che arriverà solo dal Parlamento britannico…

Con la Brexit vogliamo una Gran Bretagna “più forte, giusta, unita e rivolta all’esterno”, ha detto May sul divorzio dall’Ue. Il primo ministro ha sottolineato che il Regno Unito vuole avere una visione sempre più globale ma rimanere allo stesso tempo “un buon amico e vicino” dell’Europa. “La tutela dell’Unione è al cuore di ogni azione della Gran Bretagna perché soltanto uniti possiamo cogliere le opportunità che ci attendono”, ha sottolineato il premier britannico.

Loro sognano un immenso paradiso fiscale!

Ovviamente le reazioni a partire dalla leader scozzese Sturgeon e dal presidente del Consiglio europeo Tusk, sono state estremamente negative.

Ecco i dodici comandamenti della Brexit Theresa May svela il piano per una hard Brexit: 

1) Massima garanzia nel passaggio dalle leggi europee a quelle britanniche. L’accordo finale sarà sottoposto al voto di entrambi i rami del Parlamento britannico;

2) Il Regno Unito riprende il controllo delle leggi. Stop alla giurisdizione della Corte europea di giustizia;

3) Rafforzare i legami tra Inghilterra, Scozia, Galles e Irlanda del Nord. Ciascuna amministrazione sarà coinvolta sulla Brexit. Gli Esteri saranno prerogativa dell’Inghilterra;

4) Nessuna barriera con la Repubblica irlandese, unico confine di terra con l’Europa;

5) Controllo dei flussi migratori dall’Europa secondo le leggi britanniche. “Apertura alle menti più brillanti”;

6) Garantire i diritti ai cittadini Ue residenti in Gran Bretagna e viceversa;

7) Proteggere e mantenere i diritti dei lavoratori nel processo di uscita dalla Ue;

8) Accordo di libero scambio con l’Europa ma fuori dal mercato unico. Non verranno più versate somme automatiche per i bilanci di Bruxelles, si deciderà di volta in volta;

9) Una Gran Bretagna globale sarà libera di commerciare con qualsiasi Paese al di fuori dell’Ue;

10) Accordi con l’Europa per scienza, ricerca e tecnologia;

11) Condivisione dei materiali di intelligence per combattere crimine e terrorismo;

12) Uscita graduale ma entro due anni.

E allora per quale motivo, visto che l’uscita del Regno Unito sarà la più hard possibile, ieri la sterlina è volata sul dollaro di oltre il 2,8 % e sull’euro del 2 % nello spazio di un istante, il maggior rialzo dal oltre otto anni?

pound

USCITA GRADUALE!

In due anni può cambiare il mondo, in due anni ne vedremo delle belle

Stracciate qualunque analisi troverete sui giornali di oggi, questi non hanno la più pallida idea di quello che fanno, un giorno comprano, l’altro vendono e poi si inventano le motivazioni sulla base del nulla. Noi guardiamo al movimento tecnico davvero perfetto, il resto è aria fritta.

Ciò che più sconcerta sono le dichiarazioni di Carney e della banca centrale inglese, non hanno la più pallida idea di dove stanno andando.

La prossima mossa dei tassi di interesse nel Regno Unito potrebbe essere verso l’alto o verso il basso, ha di nuovo messo in guardia il  governatore Mark Carney, se non salgono, scendono o viceversa, roba da matti!

 In un discorso alla London School of Economics, ha detto che l’inflazione sta leggermente salendo sulla base delle incertezze dovute alla Brexit, i tassi di risparmio delle famiglie stanno scendendo e il ricorso al credito salendo, quindi come risultato, la politica monetaria potrebbe rispondere “in entrambe le direzioni”.

La prossima vita suggerirò a mio figlio di fare il banchiere centrale, tanto basta lanciare una monetina se sale, sale, se scende, scende… ussignur!

Nel frattempo invece…

pound2pound3

Quello che è certo è che sino ad oggi la Brexit è stata un successo strepitoso per l’economia inglese, disoccupazione ai minimi da anni, boom di vendite e esportazioni, industria manifatturiera e terziaria in forma strepitosa e inflazione sotto controllo, per non parlare della borsa, con tanti saluti alle persone “semiserie” che prevedevano la fine del mondo!

Il pragmatismo e il realismo non abitano nel cervello di coloro che seguono esclusivamente l’ideologia di moda, aspettiamo altri due anni per la fine del mondo diranno loro, noi ci limitiamo invece a raccontarvi quotidianamente la verità figlia del tempo!

Contribuisci anche tu LIBERAMENTE a tenere in vita un’isola di condivisione quotidiana nell’oceano infinito di questa tempesta perfetta, l’informazione indipendente…

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13 commenti Commenta
Wild Weasel
Scritto il 18 gennaio 2017 at 09:26

scusami andrea ma non pensi che i dati economici che leggiamo ora non centrano nulla con la brexit, l’evento brexit per ora è stato solo un referendum, non c’è ancora niente di tangibile che ha un riflesso sull’economia a parte un rallentamento del settore immobiliare

Le conseguenze si vedranno quando tutte le banche sposteranno le sedi in europa e come saranno regolati gli scambi delle merci tra uk e ue

soros75
Scritto il 18 gennaio 2017 at 09:39

Condivido pienamente la perplessita’ espresso da Wild Weasel.
I very effetti della brexit li vedremo quando Londra sara’ davvero fuori, cosa che ancora non e’ avvenuta nemmeno in minima parte.

icebergfinanza
Scritto il 18 gennaio 2017 at 10:16

Scusate la svalutazione del 30 % della sterlina non c’entra nulla con i recenti dati economici?
Se continuiamo a negare l’evidenza non andiamo da nessuna parte, il pragmatismo richiede di prendere atto della realtà oggi e non di quello che succederà tra due anni se va bene.
Diversamente aspettiamo Godot e ci lasciamo sfuggire alcune opportunità!

d
Scritto il 18 gennaio 2017 at 12:28

Sono d’accordo con Andrea.
E’ in atto un cambio di paradigma, di sistema. Chi non lo comprende è destinato a subirne gli effetti senza rendersene nemmeno conto.
http://federicodezzani.altervista.org/amministrazione-trump-ai-blocchi-partenza-perche-gioisce/

jinxed
Scritto il 18 gennaio 2017 at 16:41

Come al solito questi articoli sono sempre contraddittori e l’autore non dice mai chiaro e tondo esattamente cosa pensa, riempiendo invece il testo di allusioni enigmatiche e sottintesi e “chi ha orecchie per intendere intenda” “sapete come la penso” “ne vedremo delle belle” “il mondo andrà finire come vi ho già ripetuto in altre sedi” e via dicendo, un continuo nascondersi dietro al dito.

Come si fa a iniziare un articolo con espressione forte come “l’Inghilterra vuole tornare indietro di 400 anni” (giusto, e incontrovertibile come opinione negativa) e poi infarcire l’articolo di tweets di terze parti tipo “la Brexit fa male a chi non ce l’ha”. Cioè alla fine per favore che cavolo ci vuoi dire????

La sostanza, detto da chi l’Inghilterra la conosce MOLTO BENE, è che questi folli retrogradi e ignoranti pensano di resuscitare la grande Britannia di duecento anni fa, in realtà si stanno solo scavando la fossa definitiva, economicamente, politicamente e socialmente. Vero che gli effetti si faranno sentire solo tra molto tempo (sui mercati finanziari già quest’anno, una volta che viene ufficializzato l’articolo 50 e cominceranno le prime schermaglie tra UK e EU, e saranno sorprese amare per gli inglesi già lì), ma molti sottovalutano gli enormi benefici che l’UK ha tratto dall’UE (grazie anche a molti accordi “speciali” tutti per loro) nonchè la miriade di vantaggi sotto molteplici aspetti che comporta non solo l’appartenenza all’UE, ma anche e soprattutto al mercato unico, all’unione delle dogane, alla Corte Europea di Giustizia e a tutte le altre forme di cooperazione che esistono fra gli stati Europei, che questi odiosi cretini semi-nazisti vogliono ripudiare IN TOTO, semplicemente perchè gli faceva rotare il culo di avere immigrati liberi di entrare dall’Europa – manco fossimo bestie del terzo mondo.

Non abbiate dubbi, quando la Brexit sarà operativa farà molto male agli inglesi. Aspettatevi una nazione in declino e disordini politici e sociali, sono già parecchio divisi adesso.

icebergfinanza
Scritto il 18 gennaio 2017 at 18:59

E magari arriverà pure il colera … dotti medici e sapienti compresi!
jinxed@finanza,

icebergfinanza
Scritto il 18 gennaio 2017 at 19:12

Quando uno vi racconta da dieci anni gli effetti storici nefasti del protezionismo non può fare a meno di raccontarvi che in realtà gli ultimi dati testimoniano un’ Inghilterra economicamente in gran forma? Alcuni sono come Prodi nell’intervista odierna dove condanna le intrusioni pro Brexit di Trump ma dimentica quelle quotidiane pro euro di Obama. Comprendo che per molti è una fesseria l’uscita dell’Inghilterra dall’Europa e non dall’euro non dimentichiamocelo mai, ma dovete farvene una ragione, dopo aver previsto chissà quali disastri anche a breve la storia è andata in maniera diversa, perché svalutare ha fatto bene, Chiaro il concetto!

stanziale
Scritto il 18 gennaio 2017 at 20:02

d@finanza,

Buon post, anche se il giovane articolista non ha scritto esplicitamente i 2 logici punti che depongono a favore della visione di chi fa capo a Trump: la necessita’ di contenere economicamente Cina e Germania. La Cina e’ ormai pari agli Usa, se non superiore, e non vi vede il guadagno degli ultra miliardari americani, alla lunga, nella continuazione del globalismo. Meglio dar retta a Trump e smontare i baracconi attuali tipo l’euro, annullare o almeno diminuire la politica scorretta dei 2 competitor.

stanziale
Scritto il 18 gennaio 2017 at 20:07

jinxed@finanza,

Veramente scusa se mi permetto, Andrea non e’ mai stato cosi’ chiaro fin dall’inizio, sulla brexit, ha sempre chiaramente riferito del vantaggio della svalutazione, i fatti naturalmente gli hanno dato ragione, tu dici per ora…sara’…

Wild Weasel
Scritto il 18 gennaio 2017 at 20:47

ice­berg­fi­nan­za:
Quan­do uno vi rac­con­ta da dieci anni gli ef­fet­ti sto­ri­ci ne­fa­sti del pro­te­zio­ni­smo non può fare a meno di rac­con­tar­vi che in real­tà gli ul­ti­mi dati te­sti­mo­nia­no un’ In­ghil­ter­ra eco­no­mi­ca­men­te in gran forma? Al­cu­ni sono come Prodi nel­l’in­ter­vi­sta odier­na dove con­dan­na le in­tru­sio­ni pro Bre­xit di Trump ma di­men­ti­ca quel­le quo­ti­dia­ne pro euro di Obama. Com­pren­do che per molti è una fes­se­ria l’u­sci­ta del­l’In­ghil­ter­ra dal­l’Eu­ro­pa e non dal­l’eu­ro non di­men­ti­chia­mo­ce­lo mai, ma do­ve­te far­ve­ne una ra­gio­ne, dopo aver pre­vi­sto chis­sà quali di­sa­stri anche a breve la sto­ria è an­da­ta in ma­nie­ra di­ver­sa, per­ché sva­lu­ta­re ha fatto bene, Chia­ro il con­cet­to!

questa volta non mi trovi molto d’accordo, secondo te la svalutazione del 30% ha già dato i suoi effetti sull’economia? io non credo, che poi sia un bene ci può stare ma secondo me in diversi passaggi stai mettendo il carro davanti ai buoi come lo hanno fatto chi pontificava sui risultati nefasti della brexit il gg dopo il risultato

icebergfinanza
Scritto il 18 gennaio 2017 at 21:28

Wild Weasel,

Sono passati sei mesi dalla Brexit e ben 13 mesi da quando è incominciata la lunga svalutazione della sterlina. TREDICI MESI e qualcuno non crede!
Io i carri li lascio al loro posto, dove la storia insegna, altri hanno fretta di veder confermate le loro tesi catastrofiste, altri ancora, ripeto, non hanno ancora capito ciò che sta accendendo nel mondo, sulla base della più iniqua distribuzione della ricchezza che la storia ricordi. Noi non abbiamo fretta, alla verità figlia del tempo l’ardua sentenza.

aorlansky60
Scritto il 19 gennaio 2017 at 09:57

il Capitano molto spesso scrive con lessico condito da sottile arguta ironia, e a causa di questo magari qualcuno potrebbe non capire esattamente il significato esatto del pensiero,

ma nel caso qui trattato tutto mi sembra piuttosto chiaro :

la Sterlina ha svalutato del 30% in poco più di un anno, con la prima conseguenza di avere fatto diventare [molto] più competitivo l’export dell’Inghilterra; il pil 2016 UK è salito del 2,5% rispetto all’anno precedente; la disoccupazione si ritrova al 5% o anche meno,

i primi 6 mesi post referendum, anzichè una CATASTROFE come profetizzava tutto l’establishment ad iniziare da obama e merkel, sono SPETTACOLARI,

ma che c’è da sorprendersi ? i primi effetti della svalutazione di una moneta sono chiarissimi,

così come è chiarissimo che i crucchi tedeschi hanno e stanno beneficiando [da ANNI] di un €uro svalutato rispetto al loro Marco originario,

mentre Italiani e Spagnoli – per non parlare di Greci e Portoghesi- stanno soffrendo a causa dell’effetto opposto,

con la conseguenza che chi era votatamente ESPORTATORE come l’ITALIA è fortemente penalizzata;

questo, ancora prima di citare e confermare la PENALIZZAZIONE per essere finiti in un sistema FORTEMENTE CHIUSO ed ERMETICO,

governato e comandato dai tedeschi che ovviamente devono fare i propri interessi prima di pensare agli interessi degli altri, altrimenti come si spiega il loro gigantesco surplus comm.le degli ultimi 6anni[almeno], solo fortuna e casualità ?… andiamo…

ma ci vuol così tanto a comprendere ?

eppure ci sono ancora molti che si ostinano a vedere nella UE e nei tedeschi l’unica soluzione possibile per le necessità degli italiani oltre che degli altri cittadini dei Paesi mediterranei che ho segnalato prima…

madmax
Scritto il 19 gennaio 2017 at 13:47

Brexit or non Brexit?

Io credo che l’argomento affascini e sia fonte di post in quanto li usiamo, chi pro, chi contro sul fatto se sia megli restare o uscire dalla EU, diciamo una palestra ideologica.

Il primo punto e’ che la Brexit NON vi e’ stata, oggi la UK e’ nelle stesse condizioni di come era a Maggio 2016 ovvero prima del referendum, nulla e’ cambiato! E nulla cambiera’ fino a che ne saranno fuori, io lo dubito!

Sui dati del PIL come sempre si possono fare mille letture, e’ certo aumentato, sopratutto nel settore dei servizi che ne rappresenta la parte maggiore (gli aumenti delle tariffe dei trasporti hanno alzato il PIL).
Se pero’ ci prendiamo la briga di leggere i dati vediamo come sono cambiati i singoli settori:

-mining include oil&gas +4,3%
-manifacturing -0,9%
-electricity, gas, steam and air conditioning industries -4,3%
-water supply -0,5%
-construction -1,1%

Ovvero sara’ pure vero che sono saliti, ma se ben guardiamo salgono grazie al rialzo del prezzo del petrolio (scollegato dal Brexit) e nel settore servizi!

Nel dato disaggregato dei servizi vediamo che:
-hotel, distribution, catering +1,1%
-transport, storage, communication +2,3%
-financial industries e business service +0,5%

Per cui mi pare che i settori che hanno beneficiato non siano proprio cosi’ collegati al Brexit ed alla Sterlina debole (forse hotel e catering).

Detto questo son curioso di vedere se il 30 Marzo i quaquaraqua attiveranno l’art. 50 per l’uscita o se dopo 280 giorni non hanno ancora deciso che fare…sembrano molto mediterranei!!!

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