TRUMP E MERKEL: L’ASINO IL BUE E LA GUERRA VALUTARIA CHE VERRA’!

Scritto il alle 10:36 da icebergfinanza

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Affascinante davvero affascinante, ci mancava solo che il bue Merkel desse del cornuto al all’asino Trump , all’inizio della settimana che precede l’insediamento di Donald a presidente degli Stati Uniti d’America.

Io ve l’ho già raccontato, la ragazza non ha la più pallida idea del battito d’ala della farfalla Trump che sta per trasformarsi in tempesta sopra il cielo di Berlino, Trump attacco alla Germania…

Berlino (askanews) – “La mia convinzione profonda è che sia più vantaggioso avanzare insieme che non che ciascuno cerchi di risolvere i propri problemi da solo”.

Una simile faccia tosta davvero se la poteva risparmiare la regina dell’imperialismo tedesco, principessa del surplus, cancelliere dell’unico Paese che crede di poter unilateralmente imporre al resto d’Europa la sua strategia, la sua egemonia, come la storia insegna.

La Cancelliera tedesca, Angela Merkel ha messo in guardia contro le tendenze protezionistiche attribuite al presidente eletto degli Stati Uniti, Donald Trump, ricordando la crisi finanziaria del 2008 e insistendo sulla necessità di “avanzare insieme”.

Il protezionismo è ormai inevitabile!

FLASSBECK: USA, CINA, GERMANIA E LA PROSSIMA GUERRA VALUTARIA

Donald Trump fa paura a molti. Al momento a essere spaventata è la Cina, in quanto il presidente neoeletto minaccia di imporre dazi sulle importazioni provenienti dal paese asiatico, colpevole di aver sfruttato unilateralmente gli scambi commerciali con gli Stati Uniti.

Molti si domandano se Trump può davvero permettersi di scatenare una guerra commerciale con la Cina, considerato che si tratta del più importante importatore e, dopo il Giappone, del più importante creditore dell’economia americana, che, come è noto, soffre di un forte deficit commerciale.

La Germania dovrebbe fare molta attenzione al comportamento di Trump nei confronti della Cina. In questa partita internazionale anche il paese tedesco – il membro del G20 con il più grande il surplus commerciale (il 9% del PIL) – ha molto da perdere.

Gli Stati Uniti sono il partner commerciale con il deficit più grande nei confronti della Germania (60 miliardi di Euro). Presto o tardi Trump finirà per accorgersene. È probabile che succeda proprio quando il suo ministro delle Finanze gli presenterà il Currency Report annuale, nel quale vengono elencati, dal punto di vista americano, i più grandi peccatori in materia di commercio internazionale.

Noi la scorsa settimana vi abbiamo già raccontato che Trump se ne è gia accorto e ha minacciato la Germania, probabilmente chi non se ne è accorto è proprio Flassbeck che come molti tedeschi vive in una gabbia dorata e il dollaro debole per il momento se lo può solo sognare.

Ieri Trump ha dichiarato che ora il dollaro è troppo forte e che le loro aziende non possono competere con la Cina che sostiene lo yuan solo per non fare arrabbiare gli americani. La nostra valuta è troppo forte ecco sta uccidendo ha detto, dillo pure anche a nonna Yellen e ai mercati che se ne fregano di un dollaro forte perché le dinamiche portano tutte li … al prossimo Hotel Plaza solo che questa volta nessuno aiuterà gli Stati Uniti d’America come avvenne nel 1985 non ci sarà nessun Giappone ad aiutare.

Ma torniamo al fine settimana e alla Merkel…

A proposito della crisi, la Cancelliera ha ricordato: ci siamo detti: dobbiamo risolvere insieme il problema che si sta presentando’; e la risposta non è stata un ripiegarsi su se stessi, ma un appello alla cooperazione, a delle regole comuni, alla regolamentazione dei mercati finanziari”.

“Credo sia stato un metodo che ha funzionato – ha concluso la Merkel – cercheremo naturalmente la via del dialogo con il nuovo Presidente degli Stati Uniti”.

A me fa piacere che la Merkel cerchi la via del dialogo con Trump, visto che la stessa via non è mai stata seguita in Europa, ma i tedeschi fuoriclasse nella corruzione e manipolazione sistematica attraverso Deutsche Bank, Siemens e Volkswagenm tanto per dire qualche nome farebbero meglio a pensare ai loro problemi…

In un’intervista alla Bild am Sonntag il ministro dei Trasporti tedeschi afferma: “Le autorità italiane sapevano che secondo i nostri esperti Fiat Chrysler usava dispositivi di spegnimento illegali”. E chiede alla Commissione Ue di “garantire il richiamo” di alcuni modelli. Per Graziano Delrio si tratta di “una richiesta totalmente irricevibile”Dieselgate, Berlino accusa Roma: “Da mesi sapevano delle

Il nostro problema è che la nostra classe politica è inadeguata per combattere questa guerra, il peccato originale è quello che l’astrologo Scalfari ha ammesso proprio ieri in mezzo ad un coacervo di inutile filosofia…

I Paesi membri dell’Unione europea, politica ed economica, erano 28 fino a quando il Regno Unito di Gran Bretagna ne è uscito e dunque gli Stati sono diventati 27, dei quali 19, i principali, hanno aderito all’euro. Tra di essi il principale è la Germania non soltanto per la sua struttura economica e per la consistenza della sua popolazione, ma anche perché l’euro, di fatto, non è che il cambiamento di nome del marco tedesco che era la moneta di riferimento sulla quale furono fissati i vari cambi con le altre monete. Queste sono le premesse storiche della crisi monetaria attuale. Una crisi, o meglio una crescente sfiducia nella moneta comune, nasce naturalmente da ragioni politiche ed anche da malanni economici e sociali che ciascuno dei 19 Paesi europei sta attraversando. Ritirarsi dall’euro, magari soltanto per qualche anno, consentirebbe soprattutto di essere sottratti a quella sorta di protettorato tedesco che stabilisce la politica economica e le regole che gli Stati debbono rispettare, i sistemi di controllo e le relative penalizzazioni nei casi di inadempienza. Ma sarebbe anche la fine di un sogno che non è un’utopia…Lo scudo di Draghi è il ministro del Tesoro europeo

Questa è la sintesi che loro vi hanno nascosto per anni, Scalfari in testa che insieme a molti sta abbandonando la nave che affonda, il resto ve lo risparmio, potrebbe essere una doccia gelata come l’acqua che circondava il Titanic! Buona consapevolezza e … per oggi non è finita, non è affatto finita!

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9 commenti Commenta
luigiza
Scritto il 17 gennaio 2017 at 14:28

>> ….LA GUERRA COMMERCIALE CHE VERRA’!

Le guerre valutarie precedono sempre le guerre militari.
Si ricordi quale mossa disperata furono costrette a fare Francia e Regno Unito prma della 2.a Guerra Mondiale e chi può si prepari.
Chi pensa che Trump riporterà pace e prosperità nell’intero mondo si illude. Non può farlo anche se lo volesse.

madmax
Scritto il 17 gennaio 2017 at 16:24

luigiza@finanza,

Luigiza,
Guarda che siamo gia’ in guerra secondo te cosa li portano a fare centinai di carri armati dal Colorado US alla Polonia con altrettanto personale militare? A cosa servono i missili e le basi radar sempre in Polonia? Queste cose si preparano con tempo mica in un paio di giorni come ti fanno credere!!!
Il problema e’ che alla gente non lo dicono e grazie alla NATO sei OBBLIGATO a entrare in guerra altro che democrazia! Oggi gia’ stiamo spendendo in armi meno del 2% che la NATO richiede! In bocca al lupo!

laforzamotrice
Scritto il 17 gennaio 2017 at 18:23

una cosa che mi fa incazzare è tutta questa avversione verso la germania. Ma perchè? E’ un nostro grande patner commerciale, ” Secondo i dati dell’Istituto Nazionale Italiano di Statistica ISTAT, la Germania si è riconfermata anche nel 2014 il primo partner commerciale dell’Italia. Nel 2014 l’Italia ha rappresentato il settimo mercato di sbocco delle merci tedesche (per un valore pari a circa 54 miliardi di euro) e si è aggiudicata il quinto posto nella classifica generale dei paesi fornitori del mercato tedesco (48 miliardi di euro). Nel periodo considerato l’interscambio commerciale tra Italia e Germania ha registranto un lieve aumento, rispetto al volume del 2013, per un totale di quasi 103 miliardi di euro (101 miliardi di euro nel 2013).”
contrariamente a quel che si dice storicamente non sono mai stati nostri nemici, ricordo che alla faccia del “piave mormorava” siamo stati NOI AD ATTACCARE I TEDESCHI/AUSTRIACI nel 1915 e non viceversa; nella IIWW, siamo stati noi a “tradire” l’alleanza con i tedeschi, e non il contrario.Soffriamo di una grande ignoranza, ma evidentemente coltivata attentamente. Evidentemente la Germania non gode di buona stampa, chissà perche ;-).

stanziale
Scritto il 17 gennaio 2017 at 20:22

madmax,

Ridaje, sempre voi due madmax e luigiza: sono inferiori, la guerra contro chi? La cina nel mar cinese meridionale vincerebbe perche’ ha anch’essa missili atti ad affondare portaerei, ed aerei in netta abbondanza rispetto agli usa. Non parliamo della russia, che sarebbe in grado di distruggere tutti i porti europei, lo volesse, e ridurre l’america ad un’isola, da cui muoversi solo con le barchette a remi…hanno quasi 200 sottomarini con testate atomiche che non possono essere preventivamente eliminati. E stanno completando la difesa atomica almeno delle citta’ piu’ densamente popolate, con i loro missili , contro missili e quant’altro contro eventuali attacchi atomici. Senza contare che chiudendo le condotte, i tedeschi sarebbero subito a corto di petrolio. La guerra e’ economica, di logoramento, gli anglo americani hanno individuato i b ersagli, cina e germania. E’ un logico ripensamento. Si pensa che tra 10-20 anni i cinesi avrebbero permesso agli 8 supermiliardari di spadroneggiare ancora? i cinesi li eliminerebbero. Poco ma sicuro. Ecco perche’ devono riprendere, gli Usa, la manifattura e l’alta tecnologia in mano, sara’ una dura guerra ma economica, e noi non sappiamo cosa fare, io si, parlo dell’italia in generale.

luigiza
Scritto il 18 gennaio 2017 at 07:24

Tratto da: http://www.zerohedge.com/news/2017-01-17/dallas-pension-fiasco-just-beginning

“The recent blow-up of the Dallas Police and Fire Pension System was entirely predictable. Whilst it is tempting to blame unusual circumstances for the recent lock-up of redemptions and likely substantial reductions to pensions for those still in the fund, many other American pension funds are heading down the same road. The combination of overpriced financial markets, inadequate contributions and overly generous pension promises mean dozens of US local and state government pension plans will end up in the same situation. The simple maths and political factors at play mean what happened at GM, Chrysler, Detroit and now Dallas will happen nationwide in the coming decade. “”

Ma adesso arriva Trump, noto anche come Berlusconi_2, ed aggiusta tutto lui.
“Ghe pensi mi” ha sentenziato e gli allocchi hanno abboccato.

aorlansky60
Scritto il 18 gennaio 2017 at 10:49

@ Stanziale :

[i russi hanno quasi] “200 sottomarini atomici…” (?)

scusa Stanziale; …la fonte di questo tuo dato ??

secondo fonti ufficiali NATO al 2015, i sottomarini nucleari in forza alla Marina russa non superano le 80 unità operative; peraltro, di queste solo una minima parte (14 unità operative progettate per ospitare missili SLBM a gittata intercontinentale) appartengono alle classi più moderne recentemente impostate e varate, direttamente confrontabili con le classi più moderne di analoghi sommergibili nucleari in forza alla Marina USA (classi LOS ANGELES, OHIO e SEA WOLF) che in quanto ad unità operative raggiungono il numero di 80, tutte in grado di ospitare dalle 24 alle 8 camere di lancio per altrettanti missili intercontinentali a testata multipla stivati in esse);

dopo il crollo sovietico dei primi anni 90, l’esercito soviet con tutto il suo apparato -e la Marina in particolare- subirono un tracollo vero e proprio, con pesante riduzione di risorse economiche e conseguenti interruzione di piani di varo già programmati [per far fronte allo storico antagonista USA];

di fatto le forze in campo [dal punto di vista del dispiegamento di mezzi bellici] si equivalgono tra russi e americani, (anche per quanto riguarda gli ICBM nei silos terrestri operativi + quelli di riserva pronti per essere resi operativi),

che rimangono ancora di fatto, a livello mondiale, i due eserciti militari più potenti e moderni in assoluto.

C’è un dato numerico che mi fa dubitare della tua affermazione, Stanziale, circa il fatto che gli americani sarebbero inferiori [ad altri, sul piano militare] :

uno Stato sovrano come gli USA che destina $ 600 miliardi di denaro pubblico all’anno

cifra di molto SUPERIORE di quella stanziata da qualsiasi altro Stato sovrano sulla faccia della Terra per il solo settore MILITARE,

non è da sottovalutare e non può che ritrovarsi l’apparato militare [ancora] più potente moderno ed efficiente del pianeta.

gli avversari [russi e cinesi in particolare] lo sanno bene. Così come gli stessi yankees sanno bene che non possono [e non devono] sottovalutare il potenziale bellico degli altri due.

madmax
Scritto il 18 gennaio 2017 at 13:54

laforzamotrice@finanza,

Ciao Stanziale,
Lo sai che sono fissato su alcuni punti!
Il problema e’ che oggi qualcuno e’ convinto di vincerla una tale guerra, vedono la Russia alla strette e vogliono chiudere la partita, questo e’ il problema, pensano di vincere.
Il livello di psicopatia e’ tale che si allenano con caccia MIG russi per possibili duelli aerei, in tutte le serie televisive, NCIS o quant’altro il cattivo di turno e’ il russo!!! Ormai sono tornati a dire che mangiano i bambini!
In piu’ come dice sopra aorlanski spendono 655 miliardi di Usd in armamenti contro un la misera cifra di 60 miliardi della Russia!!!!
Tutto qua, ecco perche’ insisto sul pericolo reale!

aorlansky60
Scritto il 18 gennaio 2017 at 15:12

@ Madmax

Il problema e’ che oggi qualcuno e’ convinto di vincerla una tale guerra, vedono la Russia alla strette e vogliono chiudere la partita, questo e’ il problema, pensano di vincere

La verità è che tutti i contendenti -non solo USA verso gli antagonisti ma anche russia vs gli USA- si guardano in cagnesco, ed agiscono di conseguenza, diplomaticamente, perchè TUTTI quanti -USA Russia Cina etc- conoscono benissimo un punto fondamentale

e cioè che lo “strike” decisivo tanto da permettere di riuscire a sferrare il colpo mortale non è attualmente alla portata di nessuno (parlo a livello di super potenze nucleari) dato il livellamento tecnologico di mezzi a disposizione, sia di attacco che di difesa ;

se appena potessero, lo avrebbero già fatto -non solo gli USA, ma anche russi cinesi etc verso la parte avversa che ritengono per ognuno di essi più pericolosa-

perfino INDIA e PAKISTAN che si guardano da secoli molto più in cagnesco di quelli descritti prima, pur detenendo entrambi ordigni NUCLEARI non hanno mai osato l’uno verso l’altro…

per adesso -già da diverso tempo a dir la verità- a tenere tutti quanti a freno [coloro che dispongono della “BOMBA”] è lo spauracchio NUCLEARE e la consapevolezza che se appena uno parte all’attacco, tempo 10 minuti -o anche meno- l’altra parte in causa controbatte con effetti MORTALI verso decine di obiettivi – strategici e non, come lo possono essere aree densamente popolate.

C’è da osservare un altro particolare : gli apparati militari moderni (parlo di jets, sottomarini, unità navali di superficie in genere, ICBM terrestri stivati nei silos fissi, e stazioni missilistiche difensive) sono diventati nel corso del tempo sempre più dipendenti da ELETTRONICA e TELECOMUNICAZIONI (documentatevi sul nuovo F35 USAF e su quanto esso è dipendente da codice sw ed elettronica per avere un idea…); secondo me, una buona parte di quei $ 600 miliardi che gli USA devolvono annualmente per il proprio settore MILITARE sono dirottati verso la RICERCA per debellare o quanto meno inibire il sistema hardware & software di difesa del potenziale avversario. La guerra del futuro, se mai ci sarà e se essa sarà combattuta con mezzi militari convenzionali messi in campo da una SUPERPOTENZA NUCLEARE all’attacco dell’ALTRA, inizierà da LI’ : che ne sappiamo noi comuni mortali, di satelliti messi in orbita gravitazionale ad uso militare (spionaggio e monitoraggio costante) e del loro numero??? poco nulla; sofisticati mezzi a disposizione di chi riesce a devolvere tanti soldi pubblici verso il settore MILITARE, caso tipico gli USA.

stanziale
Scritto il 18 gennaio 2017 at 20:34

@aorlansky @madmax- ciao, scusate l’ora ma purtroppo rientro tardi.
Nulla, l’argomento mi piace leggo vari articoli su aurorasito, difesa on line, analisi difesa eccetera. Forse 200 sottomarini e’ esagerato, erano quelli dell’ex unione sovietica, ora sono attivi una cinquantina, ma quello che ha lanciato il calibr e’ imbattibile, il miglior sottomarino del momento, ed altri della stessa classe sono in costruzione forse ce ne e’ anche un altro pronto. Praticamente sembra che non puo’ essere intercettato, e’ silenziosissimo. Porta non mi ricordo se 16 o 24 missili a testata n ucleare. Quindi gia’ questo da solo sarebbe un ottimo deterrente. Poi ci sono i missili intercontinentali i russi ne hanno moltissimi come si sa’. Escludendo un attacco nucleare in quanto si distruggerebbero a vicenda, non vedo come potrebbero vincere una guerra convenzionale gli usa. Non facciamoci trarre in inganno dalla cifra spesa, i 60 miliardi spesi dalla russia sono in dollari, in rubli sono molti di piu’, permettono di fare molte piu’ cose. I russi non devono rifornire di salsicce e carte igienica innumerevoli basi visto che l’hanno solo in siria. Qui si e’ visto, chi decreta a chi, la no-fly-zone. Gli s-300-400-500 sono molto piu’ avanzati dei missili americani e vedono benissimo i cosiddetti aerei stealth. Le batterie di s-400 sono gia’ schierate a protezione dei luoghi piu’ sensibili. E’ gia’ uscito il caccia russo di quinta generazione, il carro armata e’ il migliore…il fatto e’ che gli americani si sono addormentati e i russi sono andati molto avanti. Tu aorlansky parli di ricerche in harware software, i russi hanno dimostrato di essere molto piu’ avanti nel campo elettromagnetico, gli hanno spento completamente tutti i sistemi installati a bordo della nave usa, come ricorderai. Speriamo che Trump riduca fortemente l’inutile baraccone nato, tanto non gli e’ riuscito di vincere, a loro, neanche con le sanzioni, che hanno solo aumentato la capacita’ agro alimentare russa, ora autosufficienti anzi esportano pure. Un fallimento su tutta la linea quello dei globalisti.

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