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AMERICA: CENERENTOLA OCCUPAZIONE!

Scritto il alle 07:45 da icebergfinanza

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Giusto per non farsi mancare nulla mentre la famigerata Araba Fenice continua a volare indisturbata verso nuovi orizzonti, nel fine settimana a Wall Street si è sfiorato il nuovo record a cifra tonda di 20.000 punti, travisando come sempre i dati in arrivo dal mercato del lavoro americano, trasformando una zucca vuota in uno splendido carrozzone chiamato piena occupazione.

Chiediamo gentilmente scusa ai nostri lettori se a differenza del Ministero della verità noi innondiamo il web di bufale e balle, ma abbiamo un piccolo difetto, tendiamo sempre ad analizzare la realtà!

L’ultimo rapporto relativo al mese di dicembre segnala un aumento dei soli 156.000 posti di lavoro, altri barman e camerieri, infermieri e operatori ecologici,  tanto per cambiare, ma fa lo stesso questo è quello che passa il convento.

Almeno 70.000 posti di lavoro quasi la metà del numero complessivo di dicembre sono stati creati dall’assistenza sanitaria.

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O si certo, il BLS ha rivisto al rialzo il dato precedente relativo al mese di novembre da 178,000 a 204.000 ma quello di ottobre è stato rivisto dagli iniziali 161.000 a solo 135.000

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La sensazione è che stia per scadere la mezzanotte e Cenerentola dovrà fare i conti con la zucca! Dal gennaio 2015, la media mobile degli utlimi 12 mesi è rallentata da 262k a 180k.

Ore medie lavorate stabili a 34,3 ore settimanali, guadagni medi orari saliti al nuovo livello del 2,9 % massimo dal 2009 ma davvero ancora lontano dal 4 % della precedente  piena occupazione come la chiamano loro.

Visti i risultati in tema di inflazione c’è davvero da sorridere!

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Noi mentre qualcuno festeggia preferiamo ricordavi la realtà…AMERICA: FIOCCANO LE BALLE DI OBAMA!

La Federal Reserve dovrebbe alzare i tassi di interesse costantemente, e non preoccuparsi di un dollaro forte, secondo i due esperti di economia globale , Kenneth Rogoff e Raghuram Rajan visto che siamo vicini alla piena occupazione.

Se loro non si preoccupano di un dollaro forte figurarsi noi che lo abbiamo previsto dal 2013, da quando era a 1,40 sull’euro e non è ancora finita, non è affatto finita!

Male che vada ci penserà Trump a svalutare il dollaro …Donald Trump’s Idea to Cut National Debt: Get Creditors to Accept Less  è tutto così semplice bellezza, basta costringere i creditori ad accettare un pò di perdite!

La Fed è stata lenta a riconoscere quanto sia forte l’economia, preoccupata di essere  ancora una volta eccessivamente ottimista circa il tasso di crescita, un errore che ha fatto più volte in questi ultimi anni, ha detto Rogoff.

Pensate che Powell uno dei governatori della Fed insiste a dire che non c’è alcuna bolla in circolazione, si come tutte le precedenti che la Fed non è mai riuscita a vedere o meglio ha fatto finta di non vedere.

I responsabili delle politica monetaria dovrebbero “riconoscere che durante la discesa serve  un beneficio da parte di una valuta più debole e durante la salita, al crescita è naturale che ci sia un costo in termini di moneta più forte, ma questo è naturale, perché sei una delle prime grandi economie uscite fuori dalla crisi “, ha detto Rajan.

“Vorrà dire che ci sarà un vento contrario alla crescita degli Stati Uniti proveniente dal tasso di cambio, ma penso che sia una dinamica naturale del processo di uscita. Bisogna tenerne conto nei calcoli, ma questo non è qualcosa che dovrebbe spaventare in un certo senso si sta tirando il mondo fuor da un fosso.

Io invece credo che la fossa la stanno scavando ai paesi emergenti estremamente indebitati in dollari e che prima o poi sarà necessario un altro accordo di Plaza, per tornare a svalutare il dollaro. Più il dollaro si rivaluta e più il rischio di protezionismo come vedremo nel prossimo manoscritto sarà reale.

Entrambi gli esperti hanno detto che l’economia della Cina è  un grave rischio per la prospettiva globale.

“Negli ultimi due anni la Cina è stata l’epicentro del rischio globale, ed è ancora un rischio enorme”, ha detto Rogoff. Il “superciclo del debito” che ha colpito gli Stati Uniti e poi in Europa ora sta colpendo la Cina.  Rajan chiama la Cina ” la grande sconosciuta”.

Rajan e Rogoff hanno convenuto che per Donald Trump sarebbe poco saggio iniziare una guerra commerciale. Noi invece abbiamo il sospetto che qualcosa sta per accadere ma ve lo racconteremo in uno dei prossimi post e in particolare la prossima settimana in una lunga intervista.

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1 commento Commenta
veleno50
Scritto il 9 gennaio 2017 at 15:43

Obama è stato il presidente che dal 2008 aveva promesso di uscire dalla crisi del lavoro ,di aiutare i più deboli con la legge sulla sanità, ha salvato un Milione di posti nel settore automobilistico, ha portato la disoccupazione a circa la metà del 2008, quindi caro Boss a bocce ferme si può dire che è stato un bravo presidente.

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