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RENDIMENTI OBBLIGAZIONARI: PRONTI ALLA STRAMBATA DEL SECOLO!

Scritto il alle 09:20 da icebergfinanza

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Ieri mattina un carissimo amico mi manda l’articolo apparso in home page sul Sole 24 Ore…

Nel 2017 ci sarà la fine della discesa per i rendimenti dei bond

Ovviamente non abbiamo potuto fare a meno di farci sopra una sonora risata, e mettere in cantiere l’ennesima strambata propriziata da tutti coloro che in questi anni hanno chiamato per ben quattro volte la fine della discesa dei rendimenti dei bond obbligazionari sovrani.

Ma vediamo cosa scriveva il nostro illuminato analista sull’articolo di ieri, il grassetto è mia sottolineatura …

Trentacinque anni è un periodo davvero lungo, economisti ed analisti finanziari lo definirebbero addirittura «secolare». Tutto però prima o poi è destinato a concludersi, anche la crescita dei prezzi delle obbligazioni e la conseguente discesa dei loro rendimenti, che su scala globale prosegue appunto quasi ininterrotta dal lontano 1981. E potrebbe essere proprio il 2017 appena iniziato l’anno giusto, quello in cui la tendenza più longeva in atto sui mercati sembra destinata ad arrivare finalmente al capolinea.

Complimenti all’autore che ha avuto il coraggio di sottolineare che il condizionale è d’obbligo…

Il condizionale è d’obbligo in questo caso perché a più riprese in passato la fase «toro» per i bond è stata unanimemente data per esaurita, salvo poi dopo poco tempo far ricredere gli esperti.

Peccato però che subito dopo il nostro si lascia subito trasportare dalle solite certezze…

Va detto che questa volta gli indizi a carico dell’obbligazionario parrebbero davvero schiaccianti, se non altro perché i rendimenti dei titoli non sono comprimibili all’infinito. (…) Tutto però ha un limite, specialmente se le condizioni macroeconomiche sembrano iniziare a viaggiare in un certo modo.

E come sempre salta fuori di nuovo l’inflazione, sinonimo di ignoranza in mezzo alla più colossale deflazione da debiti della storia.

L’inflazione e l’effetto Trump
Parole come deflazione, cioè l’incubo che ha turbato i sonni di molti banchieri centrali per diversi anni, sembrano per esempio essere finite dentro a un cassetto. Da qualche mese, più o meno dalla fine della scorsa estate, è semmai l’inflazione (oppure la reflazione, come amano definirla gli esperti per sottolineare il fatto di seguire una fase di deflazione e di essere tutto sommato moderata) ad aver riguadagnato le luci della ribalta. Lo è di sicuro, e per differenti motivi, in Paesi come gli Stati Uniti e la Gran Bretagna, lo è in tono minore nel resto d’Europa nonostante i segnali di questi giorni, ma la reazione dei mercati è stata più o meno la stessa e da manuale: vendere le obbligazioni nella prospettiva di politiche monetarie più rigide (o meno espansive) per ruotare magari verso le azioni.

La reazione per certi versi a sorpresa all’inattesa elezione di Donald Trump non ha fatto poi che accentuare l’inversione di tendenza già in parte in atto perché, almeno nelle intenzioni, il futuro presidente Usa si è impegnato a dare nuovo spazio alla politica fiscale per stimolare la crescita. Così facendo potrebbe creare nuova inflazione e appesantire maggiormente il debito pubblico: due elementi che, sommati assieme, agiscono nella stessa direzione provocando un aumento dei tassi dei bond.

Il resto di questo lungo articolo lo lasciamo leggere a Voi, noi ricordiamo a tutti coloro che leggono il nostro caro Machiavelli che la storia sino ad oggi ci ha permesso di non sbagliare un colpo nel medio e lungo termine, noi siamo stati i primi in Italia ad aver previsto e raccontato la deflazione da debiti, siamo tra i pochi che da ormai sette anni hanno scelto quasi esclusivamente il reddito fisso, ovvero la strada indicata dalla deflazione da debito e dalla tendenza demografica dei Paesi occidentali.

Non dimenticatevi mai la Linea Maginot suggerita dall’analisi empirica, oltre 150 anni di storia delle grandi crisi del passato e le dinamiche dei rendimenti.

Giusto per confermare che appena esce un articolo su un giornale qualunque che prova a decretare la fine di qualche trend secolare, ecco la risposta del mercato, chiara limpida e cristallina.

bastava semplicemente osservare i pessimi dati in arrivo dal mercato del lavoro americano di ieri, usciti dopo la manipolazione a sostegno dei consumi di Natale.

Nulla è per sempre uguale, gli eccessi prima o poi si pagano, il mercato ha deciso di scontare qualcosa che nessuno conosce bene, nessuno si è sognato di studiare, ben pochi sanno che non basta tagliare le tasse o mettere in piedi un grande programma di infrastrutture per riportare la crescita e l’inflazione, tutto dipenderà da come reagiranno gli “spiriti animali” immersi sino al collo in una impressionante deflazione da debiti, perchè non dimenticatevelo mai, Trump è un uomo circondato dai debiti, lui stesso si è definito un “I am a low interest-rate person” e come abbiamo visto ieri nuovi massimo storici sulla creazione di debito sono dietro l’angolo, una colossale ipoteca sulla crescita futura!

Per carità, loro ci proveranno di nuovo, durante tutto l’anno a suggerire che è davvero finita, i renidmenti torneranno a crescere, ma basteranno 100 giorni o poco più per accorgersi che combattere contro una deflazione da debiti è come combattere contro i mulini a vento, c’è solo un’opzione che già vi abbiamo raccontato, politicamente inaccettabile per loro, ma probabilmente non basterà neanche quella, serve l’opzione finale.

Buona Consapevolezza e buona strambata decisamente controcorrente!

Contribuisci anche tu LIBERAMENTE a tenere in vita un’isola di condivisione quotidiana nell’oceano infinito di questa tempesta perfetta, l’informazione indipendente…

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15 commenti Commenta
francia r
Scritto il 6 gennaio 2017 at 09:32

A proposito di gatti, volpi e pollai….. Il primo segnale dell’anno 2017 che la crisi e’ passata arriva dalle care poste, da 4 simpatici fondi immobiliari, da una serie di capaci manager e burocrati che hanno saputo gestire al meglio i soldi ed informare i clienti, dalle poste stesse che appunto hanno potuto e saputo spargere un investimento sicuro ai loro esperti correntisti, e per finire dall’infaticabile ed immancabile attiva azione di controllo e vigilanza come sempre fatta da Consob e da Banca d’Italia, i nostri due pilastri di correttezza e trasparenza che in questi anni bui hanno saputo avallare e nascondere ogni tipo di porcheria avvenuta ai danni dei consumatori.
Buon anno a tutti e Buona Epifania !!!!

charliebrown
Scritto il 6 gennaio 2017 at 10:21

@ICEBERGFINANZA

Questa brusca inversione di rotta penso sia da intendere rispetto al Sole24Ore, il cui articolo indica l’opportunità di vendere bond, visto che prevede rendimenti in rialzo.

Non mi pare invece una strambata rispetto alla rotta di Mazzalai, che con la sua visione sui tassi continua a essere favorevole all’obbligazionario.

Ho capito giusto?

icebergfinanza
Scritto il 6 gennaio 2017 at 10:23

Ricordo a tutti che spesso i disguidi nell’invio dei manoscritti sono dovuti a firewall messi dai server di cui vi servite, privati o aziendali. In passato abbiamo avuto molti problemi con Libero ora con Hotmail e soprattutto con mail provenienti da aziende. Grazie dell’attenzione. Buone Feste Andrea

icebergfinanza
Scritto il 6 gennaio 2017 at 10:25

charliebrown@finanza,

Esatto la metafora della strambata è relativa al campo di regata che tutti stanno percorrendo, noi come sempre controcorrente o controvento, siamo sull’altro lato della regata!

brughen
Scritto il 6 gennaio 2017 at 12:00

Andrea ma tu ti senti di escludere una politica monetaria anticonvenzionale? Trump parrebbe l’uomo giusto…

icebergfinanza
Scritto il 6 gennaio 2017 at 12:03

brughen@finanza,

Direi che sino al gennaio del 2018 non c’è storia nonna Yellen non se ne andrà se non alla scadenza del suo mandato

icebergfinanza
Scritto il 6 gennaio 2017 at 12:16

A questo punto l’Araba Fenice può prendersi un meritato riposo!

noldor
Scritto il 6 gennaio 2017 at 12:32

Io non so perché questi giornalisti continuano a chiamare l’inflazione e il rialzo dei rendimenti, dovrebbero imparare ad analizzare meglio la realtà. Tra l’altro vedo che i T-bond trentennali non riescono ad andare oltre il 3,1-3,2% di rendimento, se l’effetto Trump è tutto qui…

veleno50
Scritto il 6 gennaio 2017 at 17:58

ice­berg­fi­nan­za,

In effetti solo contro tutti.Le aspettative virtuali sono per un aumento dei tassi ,mentre dai tuoi articoli si deduce una pausa agli aumenti.Bellissima sfida ,c’è un particolare qualcuno crede che tu scriva che non ci saranno problemi per le obbligazioni statali, dovresti chiarirgli che tu parli di bond Usa,perchè in Europa le cose sono diverse .Mi scuso per l’intromissione si stanno vedendo dei veri crolli sopratutto nei lunghi con punte di 20/22%.

brughen
Scritto il 7 gennaio 2017 at 12:35

icebergfinanza, vero, però un anno passa in fretta e potrebbe essere usato per gettare le basi per la “rivoluzione”… i quel caso però si farebbe in tempo a “scappare” dai tesorucci? o pensi che anche in quel caso rimarrebbe l’investimento migliore?

icebergfinanza,

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bano
Scritto il 7 gennaio 2017 at 16:05

azz a volte il capitano è talmente ironico che non si capisce se skerza o si converte al liberismo sfrenato dell’azionario,
mi spieghi in cosa consisterebbe l’opzione finale, su quella mi appaiono alla mente cose del tipo “”arbeit macht frei”,, spero di sbagliarmi….

stanziale
Scritto il 8 gennaio 2017 at 10:16

Fanta geopolitica-economia: Mattarella http://www.ilsussidiario.net/News/Politica/2017/1/8/DIETRO-LE-QUINTE-Il-Pd-molla-Renzi-e-fa-le-larghe-intese-con-Berlusconi/741390/
in tardo inverno- inizio primavera , dopo che l’ammistrazione Trump ha saldamente delineato il raggio di azione (leggasi: ha dato disposizioni ai NUOVI ambasciatori) , sovraintende al governo inciucio pd-Berlusconi. Forti proteste m5s e lega-e anche parte pd- che pero’ vengono tacitate perche’ per la prima volta il governo effettua utili provvedimenti nazionali anti ue- germania (un vero cuscinetto da dare alla cdp come delineava Calenda, e sto’ pensando soprattutto alle banche) . Una netta presa di distanza dall’ingerenza franco-tedesca che poi…quoto al 35%-40%.

veleno50
Scritto il 8 gennaio 2017 at 12:04

Avevi l’occasione di cambiare le cose , mi meraviglio che stai ancora a scrivere di queste cose,sulla politica italiana.A votare ci andremo quando sarà possibile che fretta c’è,la legge elettorale la tireranno fuori alle calende greche.

stanziale
Scritto il 8 gennaio 2017 at 18:51

veleno50@finanza,

???Se ti riferisci a me, rileggi quello che ho scritto. NOn andremo a votare prima del 2018, perche’ senno’ vince M5 s e si crea ulteriore caos. Se, ripeto se, si installa Trump, tutto cambia in europa, non so’ se l’euro quanto ancora durera’ ma tutto cambiera’ da subito, secondo me. Ergo, anche l’italia potra’ ritrovare piu’ spazio di manovra e anche il pd si dovra’ adeguare, e lo dovra’ fare perche’ e’ l’emblema stesso, l’erede della gattopardesca burocrazia italiana, quella che passo’ indenne dal fascismo al periodo post. Vedasi il fim “anni difficili”, Coem lo fara’ se lo fara’ e’ da vedere, B. si e’ fatto avanti. E sappiamo che e’ stato il referente del partito repubblicano Usa in italia, anche se ora ha perso smalto ed elettorato. Trasferire la burocrazia italiana sul carro del m5s non so’, mi pare piu’ complicato e pericoloso, nonche’ inutile forse. Anche se tutti (pd, Berlusconi, m5s e dicono anche Bossi quando c’era lui) rispondono al potere Usa. Te ne eri accorto Veleno? Sveglia.

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