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TRUMP: ATTACCO ALLA GERMANIA!

Scritto il alle 10:45 da icebergfinanza

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Della Germania e della Merkel, Trump si era già occupato in passato, soprattutto viste le lusinghiere affermazioni dell’alcolista che siede alla Commissione Europa e i suggerimenti su Putin e altre cosuccie della cancelliera tedesca …

In chiusura della sua conferenza stampa prima di partire per il viaggio in Europa, il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha definito il cancelliere tedesco Angela Merkel «il più mio più stretto partner internazionale di questi otto anni». In campagna elettorale, il presidente eletto, Donald Trump, ha bollato la politica della signora Merkel sull’immigrazione come «folle» e nell’entourage del prossimo capo dello Stato americano il cancelliere è uno degli interlocutori più malvisti.

Le critiche alla Merkel. La Germania è stata citata nel discorso di Trump a rappresentare l’esempio per eccellenza di una pessima politica sull’immigrazione. «Hillary Clinton vuole essere la Merkel Americana. E le disastrose conseguenze che l’immigrazione ha avuto sulla Germania e sui suoi cittadini non sono un segreto», ha affermato il candidato repubblicano.

Ora Trump torna all’attacco ma questa volta lo fa dal versante economico e finalmente dal lato giusto, ovvero quello dell’imperialismo economico tedesco…

Trump dichiara “guerra” alla Germania e all’Euro – Secolo Trentino

Donald Trump contro la Germania: «Manipolatrice valutaria, l’Euro ha fatto quello che il Marco libero non avrebbe potuto fare. Se ciò non cesserà, saremo pronti a imporre dazi doganali».

Il Presidente eletto Donald Trump ha dichiarato “guerra” alla Germania. Una guerra economica, ovviamente, com’è tipico del mondo democratico del XXI secolo. Nel suo programma economico, l’allora candidato Repubblicano alla corsa presidenziale metteva in evidenza il grande inganno della Moneta Unica europea: ossia che il suo valore non è dato dal semplice output economico, bensì dalla media delle varie ex-monete precedenti all’unificazione valutaria. In questo modo la Germania si liberò dell’enorme peso del suo vecchio Marco, adottando un Euro molto più leggero – a discapito delle economie sud europee che, al contrario, dovettero sostituire le loro deboli monete con una molto più forte da sopportare.

Non per nulla, nel suo programma Trump denunciava che «la debolezza delle economie dell’Europa meridionale nell’Unione Monetaria Europea tiene un tasso di cambio inferiore rispetto a quello che avrebbe avuto il Marco tedesco come valuta indipendente». Attaccava inoltre il fatto che proprio questo giochetto economico è la ragione principale per cui il deficit commerciale degli Stati Uniti nei confronti della Germania è sempre più aumentato negli ultimi anni.

Da qui la minaccia finale: «Donald Trump ha promesso di usare il suo Dipartimento del Tesoro per marcare ogni Paese che manipola la sua valuta. Ciò consentirà agli Stati Uniti di imporre difensive e compensative tariffe se la manipolazione valutaria non cesserà». Una vera e propria rivalsa verso una Germania che, da quando è entrata in vigore la Moneta Unica, l’ha fatta da padrona in Europa e in tutto il mercato internazionale.

Un per nulla velato attacco non solo al Paese guidato da Angela Merkel, ma a tutto l’apparato tecnocratico dell’Unione Europea. Il senso è chiaro: «L’Euro è un imbroglio nell’economia mondiale, e qualcuno in particolare ci sta guadagnando violando le regole. Quindi, o d’ora in poi seguite le regole o ve la faremo pagare presto».

Le ragioni di questa aggressività verso lo Stato tedesco da parte di The Donald è palese: il suo popolo elettorale è per lo più composto dal ceto medio, categoria sociale più di tutte colpite da questa crisi finanziaria senza fine. Per rispettare gli impegni presi di «fare l’America grande ancora!» e consolidare il proprio consenso deve dare qualche segnale forte, e uno di questi è fronteggiare a viso aperto chi vìola le regole economiche internazionali.

Tuttavia non ci sono solamente ragioni di etica economico-commerciale, ma anche alcune squisitamente geopolitiche: la vittoria di Trump apre il sipario a uno spettacolo tutto nuovo nello scacchiere delle politiche estere, e lo dimostra la vicinanza del Presidente eletto allo “Zar” russo Vladimir Putin. I rapporti tra Occidente e Russia si sono incrinati notevolmente in seguito alla questione ucraina e alle sanzioni imposte a Mosca. Da lì il Presidente Putin ha volto lo sguardo altrove, stringendo alleanze commerciali con la Cina comunista e porgendo la mano alla Turchia di Erdogan. Ma il sogno di tornare ad avere maggiore influenza sugli Stati dell’est Europa non è mai stato abbandonato, e la rinnovata amicizia tra Stati Uniti e Russia non può che stringere il Vecchio Continente in una morsa tra le due maggiori superpotenze mondiali. C’è già chi parla di una “nuova Yalta”.

Che sia anche l’avvicinamento a Putin uno dei motivi per cui Trump ha minacciato e attaccato tanto duramente la Germania, l’Unione Europea e la Moneta Unica?

di Giuseppe Comper

 

Molti spunti di riflessione che andremo a vedere nel prossimo incontro con Machiavelli, soprattutto per comprendere come a livello valutario e finanziario, la guerra commerciale che sembra stia per inziare influirà sulle dinamiche del 2017.

Come ben sapete, l’ Araba Fenice è focalizzata sull’andamento del principale listino azionario europeo e quello che accadrà nei prossimi anni ha bisogno di essere decifrato in chiave soprattutto geopolitica.

Come ho scritto ieri non mi meraviglierei, visti i rapporti che la Merkel e la Germania hanno con gli Stati Uniti e il Regno Unito, non mi meraviglierei di un attacco speculativo congiunto da parte di qualche grosso hedge fund, basato a Wall Street o alla City, con tanti saluti a quelli che dicono che l’euro è l’essenza stessa della sopravvivenza di sciacalli e squali finanziari. Noi sappiamo già cosa fare!

State sintonizzati il nostro Machiavelli non mancherà di stupirvi per tutto il 2017!

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10 commenti Commenta
icebergfinanza
Scritto il 3 gennaio 2017 at 11:52

Carissimi tutti, sarà un anno decisamente impegnativo, noi cercheremo di interpretare al meglio le dinamiche in atto, ma non sarà affatto facile, anche se abbiamo delineato uno scenario di massima. La componente sociale, la coesione sociale sarà fondamentale, soprattutto le elezioni in Europa.
Abbiamo probabilmente ancora qualche mese prima di prepararci ad una nuova tempesta perfetta. Ciao Andrea

gnutim
Scritto il 3 gennaio 2017 at 12:04

e intanto la sterlinetta ha fatto il testa spalla e se ne vaaaaaaa

stanziale
Scritto il 3 gennaio 2017 at 12:53

Questa mostruosa Eurss deve finire al piu’ resto. Quale maniera migliore e veloce -per Trump- di aiutare l’italia ad uscire? L’italia deve tornare ad essere un necessario contraltare industriale alla germania, proprio per limitarla.

stanziale
Scritto il 3 gennaio 2017 at 13:04

Non mi si potra’ certo accusare di essere simpatizzante pd, pero’ Calenda pur dal suo punto di vista , a me pare dimostrare di avere gli attributi, comunque una buona base di partenza per discutere cio’ che propone e che e’ ovvio, ma ci e’ sempre mancato https://www.google.it/url?sa=t&rct=j&q=&esrc=s&source=web&cd=1&cad=rja&uact=8&ved=0ahUKEwjd9u7Z9qXRAhWXdlAKHdvPBu0QqOcBCBwwAA&url=http%3A%2F%2Fwww.corriere.it%2Feconomia%2F17_gennaio_01%2Fcalenda-una-rete-protezione-difendere-interessi-nazionali-2ecfb74e-d05c-11e6-a287-5b1c5604d8ca.shtml&usg=AFQjCNHHj3BS1S3FYAyLakXdXfadyXJCnw&sig2=K1m8WE6Eu4mnjUzK0CtErA

icebergfinanza
Scritto il 3 gennaio 2017 at 13:11

gnutim@finanza,

Fantastico! Hai visto benissimo, noi abbiamo aprofittato del “fat finger”
Sulla sterlina sei stato promosso a vedetta di prima scelta! Complimenti

noldor
Scritto il 3 gennaio 2017 at 17:15

E intanto i vari governi europei hanno pensato bene di prolungare le sanzioni alla Russia fino a giungo 2017, ma questi capiscono cosa sta succedendo o bisogna proprio mandarli a casa tutti?

http://www.ilsole24ore.com/art/mondo/2016-12-15/l-ue-decide-prolungare-sanzioni-russia–183704.shtml?uuid=ADlKwHGC

signor pomata
Scritto il 3 gennaio 2017 at 21:26

Il progetto euro ha il padre negli stati uniti d” america.
Senza il loro consenso nulla sarebbe stato fatto.
Quindi se si tenta di ragionare come gli usa potrebbero bastonare la germania che trucca il cambio è assai arduo.
Dico che è arduo perche proprio gli usa hanno aiutato la germania ad avere un cambio più a buon mercato con la sega dei rialzi dei tassi e poi con un iniziale rialzo reale dei tassi che hanno portato i Tb a rendere quasi il 3% sul trentennale.
Allora come potrebbero bastonare la germania?
I dazi?
Con i dazi però salterebbe la teoria per cui euro è stato fatto per poi fare accordi con UE su libero scambio transatlantico e quindi fotterci e fottere la germania con il medesimo sistema con cui la germania ha fottuto noi.
I dazi però potrebbe essere una soluzione.
Il mercato prenderebbe male la cosa e inizierebbe a scendere e il cambio dell” euro ad apprezzarsi.
Del resto se devi bastonare uno che va costantemente in surplus non puoi farlo portando il suo cambio a 0,90.
Questa idea mi frulla in testa da tempo, oramai la borsa americana non può prezzare la realtà e loro lo sanno e non possono sostenere la finzione a lungo.
Con i dazi i mercati cederebbero rapidamente il passo e visto che la situazione attuale di altissimo indebitamento porta con se in dote la repressione finanziaria e innalzamento di barriere doganali per salvaguardare le produzioni locali.
Sarebbe un inizio di fine della globalizzazione.

icebergfinanza
Scritto il 3 gennaio 2017 at 22:50

Noi non escludiamo mai nulla a priori e una copertura sul cambio al momento opportuno non mancherà anche se è ancora presto. Ogni opzione è sul tavolo quando gioca uno come Trump!
signor pomata@finanzaonline,

stanziale
Scritto il 3 gennaio 2017 at 23:06

signor pomata@finanzaonline,

Ma il ttip e’ gia’ saltato ad opera di francia e germania. Della globaizzazione oltre ai banchieri e multinazionali, come nazione hanno beneficiato germania e cina. Soprattutto la germania con avanzi giganteschi. Quindi con Trump che ha detto vuole trattare con i singoli stati e disconoscere questi trattati, la musica dovrebbe cambiare. Altro non e’ che un cambio di strategia, hanno consegnato alla germania l’europa ed il potere, e la Cina in prospettiva sara’ lo stato piu’ forte. 20 anni fa erano contadini. Mi sembra quindi motivato un cambio si strategia. Poi tra il dire ed il fare , certo ci sono difficolta’.

veleno50
Scritto il 3 gennaio 2017 at 23:26

Giusto M Pomata a 0,90 sai quanto surplus.C’è un però in Germania alza leggermente la testa l’inflazione,in Usa c’è la possibilità di un rialzo dei tassi,Trump minaccia le aziende di punirle se vanno ad impiantare fabbriche fuori dagli Usa,Se l’inflazione fa capolino in Europa la cocaina potrebbe finire a Marzo,Basilea 4 salta a data da destinarsi.C’è molta carne al fuoco districarsi è un po difficile, se poi crollano le borse americane di conseguenza quelle europee non è un problema prima o poi risalgono,l’importante è avere sfruttato i ribassi precedenti sia in azioni che obbligazioni .Vedo che il boss ti ha immediatamente risposto ci si ricopre e i giochi sono fatti.Il giorno prima dell’insediamento di Trump dopo le aspettative create ad arte per aumentare gli indici credo che una sfoltatina sia intuitiva.Notte

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