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BOOOM: LA FINE DEL MONDO OBBLIGAZIONARIO!

Scritto il alle 11:40 da icebergfinanza

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Ogni tanto salta fuori qualche genio che ci parla della fine del mondo prevista dai Maya e la sposta di anno in anno, all’infinito, geni a cui nessuno fa le pulci, in fondo il mondo della finanza ha bisogno di questi falsi miti, di gente che prevede chissà cosa.

Il principio di Peter, quello dell’incompetenza a noi tanto caro è la regola nella finanza! Trump sta per scegliere come consigliere economico uno che neanche per errore si è accorto della più colossale crisi economico finanziaria della storia, uno intriso di ideologia che non ne ha mai indovinata una.

Un analista tecnico, ponendo l’accento su un comportamento anomalo dei rendimenti obbligazionari che non si verifica da 35 anni, ha confermato la nozione secondo la quale la fase rialzista secolare del mercato dei bond è volta al termine.

Jon Krinsky di MKM Partners ha sottolineato domenica che i rendimenti dei Treasuries decennali Usa hanno scambiato sotto i minimi dell’anno scorso di 1,64% nel 2016 per poi riportarsi sopra i massimi dell’anno scorso (2,50%).

Se oggi i tassi a 10 anni del debito governativo americano dovessero chiudere sopra la soglia di 2,5% si materializzerebbe “un evento che non è mai successo da quando i tassi hanno toccato il picco della fase rialzista nel 1981″.

Bond, fase rialzista al capolinea

Ci deve essere sempre necessariamente qualche pollo che con un trentennale tedesco al 0,96% e quello americano al 3,15% sceglie il primo, soprattutto quando ti sussurano che non c’è rischio cambio!

Roba da matti, ogni giorno salta fuori un solone con le sue teorie e tutti  ad ascoltarlo e scrivere. Alcuni di Voi mi hanno più volte scritto, come mai noi, che siamo stati gli unici in Italia a prevedere l’arrivo della deflazione e di conseguenza da sette anni ad aver investito nel reddito fisso con risultati sorprendenti, non siamo mai stati chiamati in causa, mai nessuno ha chiesto a noi come abbiamo fatto a comprendere quello che stava accadendo ancora nel 2008.

“Vendete tutti i bond che avete in mano”

Noi abbiamo già demolito il mito di Bill Gross, uno che negli ultimi anni ha chiamato ben tre conclusioni del mercato toro secolare obbligazionario, mai avvenute…

LA BOLLA DEI BOND: SUPERNOVA…EXPLOSION!

PIMCO & BOND:ERRARE HUMANUM EST…

La storia nel prossimi anni cancellerà anche quello che oggi viene considerato il nuovo re dei bond che tralaltro ha già corretto il tiro!

GUNDLACH: BOND KING FLOP ESPLODONO…

Si lo sappiamo, siamo controcorrente come da ormai dieci anni, ma a noi piace seguire la rotta che la storia indica e non le chiacchiere di qualche ignorante inbonitore dell’ultima ora.

La nostra storia, il nostro track record testimonia la bonta delle nostre scelte.

Non dimenticatevi mai della nostra bussola e soprattutto dell’ultimo manoscritto. Il 19 Trump verrà eletto Presidente degli Stati Uniti, noi demoliremo pezzo per pezzo le illusioni che lo circondano, con buona pace per bifale e leggende metropolitane.

Buona consapevolezza e ancora buon anno!

Contribuisci anche tu LIBERAMENTE a tenere in vita un’isola di condivisione quotidiana nell’oceano infinito di questa tempesta perfetta, l’informazione indipendente…

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13 commenti Commenta
noldor
Scritto il 2 gennaio 2017 at 12:11

Sento spesso dire che i rendimenti delle obbligazioni nazionali saliranno anche da persone che conosco, nessuno argomenta mai a fondo questa ipotesi ma incredibilmente in tanti ne sono convinti. Io gli ho modestamente suggerito che forse è meglio scappare dalle azioni.

bano
Scritto il 2 gennaio 2017 at 16:38

“Vendete tutti i bond che avete in mano”…………………..ahhhhhhhh
stamattina alle nove per fare un dispetto a questi mi sono preso 23000 euro di BTP 2067 alla faccia loro ora cedolo e aspetto la pensione serenissimamente…..

mario62
Scritto il 2 gennaio 2017 at 21:59

Attenzione ragazzi, siamo daccordo che in vista c’è poca inflazione, eccesso di capacità produttiva, salari calanti, competizione svalutativa, ecc. Ecc.
Le banche centrali fanno il QE e non la stampa di denaro contante perché sono convinte di poter inondare il mercato di titoli e quondi controllare l’inflazione non appena vada oltre il desiderato. Adesso fanno tutto il possibile e anche l’impossibile (tassi negativi) per inflazionare il debito. Ma la capacità produttiva i sta’ riducendo e la Cina malvolentieri si sta’ adeguando o si adeguera’ a forza di barriere doganale. Il pensiero dominante pensa solo alla domanda e non all’offerta. Avviare una attività produttiva richiede anni e un know-how che non si inventa. Mi sa che l’internazionalismo a oltranza è un po’ fuori moda adesso (cosa succederebbe se Trump decidesse un po’ di sano protezionismo commerciale? ).
Siamo sicuri che se parte l’agognata inflazione poi sono capaci di gestirla?

perplessa
Scritto il 2 gennaio 2017 at 22:09

come fa a partire l’inflazione?c’è qualcuno che spera che aumentino stipendi e pensioni, mentre non si fa altro che parlare dell’esatto contrario?chi è che va al ristorante,all’hotel al negozio ecc. il manager multimiliardario o l’impiegato o l’operaio sottopagato?
ma­rio62@fi­nan­za,

perplessa
Scritto il 2 gennaio 2017 at 22:12

comunque le tre cime di lavaredo sono state abbondantemente superate http://icebergfinanza.finanza.com/2012/09/18/casino-e-realta-fondamentale/

mario62
Scritto il 3 gennaio 2017 at 00:08

E’ quello che ho detto, la spinta inflattiva in queste condizioni può venire solo dalla offerta.
Negli anni di ingresso della Cina al commercio estero, la curva dell’offerta era divenuta praticamente piatta e traslata in basso. Questo ci ha abituato a valutare solo la parte della domanda. D’altra parte, anche la teoria keynesiana è focalizzata sul lato della domanda. Ma i prezzi sono un punto di equilibrio fra domanda e offerta. Per inciso, in questo periodo si sono arricchiti i playerinternazionali capaci di produrre a costi “cinesi” e vendere a costi occidentali. A mantenere la domanda attiva ci ha pensato il sistema finanziario che ha creato sempre nuovi modi diindebitamento. Non stupisce che a livello politico ben pochi si siano accorti di cosa stava succedendo: chi aveva il potere lobbista era anche chi guadagnava dalla situazione. Quindi: tutti convinti sostenitori delle frontiere aperte, poco importava se certi prodotti erano costruiti in spregio dei diritti umani o con danno all’ambiente altrimenti inaccettabile.
Le masse, per quanto addomesticate e culturalmente impoverite (basta vedere cosa fanno vedere alla TV), adesso stanno capendo in che posto lo hanno preso e stanno votando outsider. Chi? politicanti populisti, protezionisti, nazionalisti, ed altri “isti” dipinti spregiativamente dal network giornalistico ufficiale. Ritornando al punto di partenza: ok ai bond trentennali ma starei pronto a vendere non appena il vento cambia.

vito_t
Scritto il 3 gennaio 2017 at 09:05

mario62@finanza:
Attenzione ragazzi, siamo daccordo che in vista c’è poca inflazione, eccesso di capacità produttiva, salari calanti, competizione svalutativa, ecc. Ecc.
Le banche centrali fanno il QE e non la stampa di denaro contante perché sono convinte di poter inondare il mercato di titoli e quondi controllare l’inflazione non appena vada oltre il desiderato. Adesso fanno tutto il possibile e anche l’impossibile (tassi negativi) per inflazionare il debito. Ma la capacità produttiva i sta’ riducendo e la Cina malvolentieri si sta’ adeguando o si adeguera’ a forza di barriere doganale. Il pensiero dominante pensa solo alla domanda e non all’offerta. Avviare una attività produttiva richiede anni e un know-how che non si inventa. Mi sa che l’internazionalismo a oltranza è un po’ fuori moda adesso (cosa succederebbe se Trump decidesse un po’ di sano protezionismo commerciale? ).
Siamo sicuri che se parte l’agognata inflazione poi sono capaci di gestirla?

.. tu dici che si fa l’errore di pensare solo alla domanda eh ? … e secondo te scende l’offerta .. per diminuzione della capacità produttiva … e il numero di occupati e i salari rimangono invariati ? …. scua ma chi la fa la capacità produttiva ? il marziano senza essere pagato oppure persone in carne ed ossa che diminuendo la produzione andrebbero a casa …… ?

vito_t
Scritto il 3 gennaio 2017 at 09:16

scusate ovviamente intendevo ..offerta …
.. tu dici che si fa l’errore di pensare solo alla domanda eh ? …

gnutim
Scritto il 3 gennaio 2017 at 09:27

mario ha parzialmente ragione, le due variabili generali sono domanda e offerta, se non cresce la domanda può calare l’offerta.
Peccato che nella realtà di oggi l’offerta è super abbondante quindi ci deve essere una forte “perturbazione” per ridurla.
Inoltre l’automazione tende ad aumentare sempre di più l’offerta a minor costo (e maggior disoccupazione), quindi altro elemento che spinge nella direzione opposta.
Non parliamo poi dei nuovi p.emergenti pronti ad aggiungere nuovi prodotti a basso prezzo.

Non c’è speranza nel medio termine, o cigno nero o addio inflazione.
Condivido in pieno le idee di Phitio, dobbiamo cominciare a pensare ad una economia circolare e di minori dimensioni. Cosa che tra l’altro noi italiani siamo capacissimi di fare!

vito_t
Scritto il 3 gennaio 2017 at 09:47

certo che le variabili sono due , … ma se in tasca mi mettono 1.000 euro , MILLE EURO SPENDERO’ a prescindere dal prezzo del bene che mi offrono e quindi se per caso dovessero aumentare i prezzi unitariamente se ne venderebbero di meno perchè le risorse spendibili sono rimaste immutate, e quindi … niente inflazione ….

icebergfinanza
Scritto il 3 gennaio 2017 at 10:30

Ragazzi ci sono talmente tante evidenze empiriche e tecniche sul fallimento delle politiche di Reagen in tempo di inflazione e di tassi che probabilmente il prossimo manoscritto deve essere di 160 pagine ;-)

veleno50
Scritto il 3 gennaio 2017 at 19:37

bano@​fin​anza​onli​ne,

Ognuno investe dove vuole , aver messo una cifra modesta in un titolo a 50 anni con un tasso al 2,80 lordo è l’unica cosa positiva nel tuo investimento.Se solo riferire che in Germania in dicembre l’inflazione ha alzato la testa e il titolo perde tre punti e oltre pensa se fosse reale la storia della ripresina dell’inflazione.Se dovesse rialzare la testa cosa esclusa per ora dal capitano il tuo titolo con un tasso basso ed una scadenza di mezzo secolo dovrebbe costare tra 50/55.Dispiace dirlo M Bano non mi pare una scelta ponderata.Come ho detto l’investimento è modesto ci stà però non mi pare sia un vanto .Notte

capitan_harlok
Scritto il 4 gennaio 2017 at 07:51

per­ples­sa@fi­nan­za:
co­mun­que le tre cime di la­va­re­do sono state ab­bon­dan­te­men­te su­pe­ra­te http://​ice​berg​fina​nza.​finanza.​com/​2012/​09/​18/​casino-​e-​realta-​fon​dame​ntal​e/

Di fatti , le tre cime di lavaredo che dovevano segnare un po lo sparti acque per l’inizio di una sostanziale correzione del mercato azionario americano , sicuramente è stata al quanto un’analisi errata ,poi ci potevano essere tutti i presupposti ma sta di fatto che se solo a fine 2012 quando il valore del S&P era 1450 acquistavi un mini_futures con un’esposizione di gran lunga inferiore degli oltre 20.000 euro su BTP scadenza tra una vita , visto che ora quota 2300 forse avevi gia fatto dei profitti che ti permettevano di toglierti qualche sfizio …

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