TERREMOTO: SAN BENEDETTO DA NORCIA PATRONO D’EUROPA!

Scritto il alle 11:00 da icebergfinanza

Ci sono davvero poche parole da aggiungere a quanto scritto la scorsa settimana.

Il cuore, l’anima di questa Italia, la sua splendida gente, colpita duramente, ritroveranno ne sono certo, un giorno non, il loro antico splendore.

Senza alcun intento polemico da parte mia, ieri Renzi ha detto …

“Le popolazioni del territorio devono sapere – ha affermato ancora – che abbiamo bisogno di prendere un impegno chiaro: tutto sarà ricostruito in tempi certi. Ciò che serve lo prendiamo e se serve di più l’Europa non lesinerà nella ricostruzione dei luoghi che sono l’anima del nostro paese e se l’anima è inquieta anche il resto del paese sta male”.

“Pensando a Norcia penso alla chiesa di San Benedetto, patrono d’Europa. Oggi il significato profondo dell’Europa è nella ricostruzione, noi non faremo nessun passo indietro ed è indispensabile che ci sia il senso della calma e del buon senso”.

Ciò che serve lo prendiamo e se serve di più…

Cominciamo da qui a prendere di più, meno chiacchiere e più fatti!

Rischio sismico, fondi irrisori per la prevenzione

San Benedetto fu proclamato patrono d’Europa da papa Paolo VI, nell’ottobre del 1964.

San Benedetto patrono d’Europa, certo,  ma non di questa “europa” ma di un’ Europa da ricostruire, completamente diversa da quella che è in realtà oggi.

Un coacervo, un’accozzaglia di interessi e business, di burocrazia e regole anacronistiche, egoismi nazionali e leader inadeguati,  che non hanno nulla a che vedere con le radici della vera Europa.

San Benedetto da Norcia uno dei padri dell’economia, con tanti saluti a Adam Smith e la sua Ricchezza delle Nazioni, più vicino alla Teoria dei sentimenti morali.

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A molti di Voi apparirà un viaggio noioso e di difficile comprensione, ma in realtà l’economia è nata in Italia, il sogno di un’Europa diversa, nelle stesse terre che oggi sono martoriate e devastate dalla natura, dal terremoto o meglio dal cataclisma.

Lui, Benedetto da Norcia, con la sua regola, oggi più attuale che mai, in questa “europa” oppressa dalla dittatura del capitale, delle lobbies…

Benedetto da Norcia, che per la sua azione profetica ha cercato di far uscire l’Europa dalle tristi tradizioni della schiavitù, sembra dunque parlare, dopo quindici secoli, a numerosi uomini e a molteplici società che bisogna liberare dalle diverse forme contemporanee di oppressione dell’uomo. La schiavitù pesa su colui che è oppresso, ma anche sull’oppressore. Non abbiamo conosciuto, nel corso della storia, delle potenze, degli imperi che hanno oppresso nazioni e popoli in nome della schiavitù ancora più forte della società degli oppressori? La parola d’ordine “ora et labora” è un messaggio di libertà.

Attenzione cercate di seguirmi perchè il prossimo è un passaggio fondamentale che ho riportato nel mio libro, per capire la vera natura di questa piccola “europa”

Di più, questo messaggio benedettino non è oggi all’orizzonte del nostro mondo, un richiamo a liberarsi dalla schiavitù del consumismo d’un modo di pensare e di giudicare, di stabilire i nostri programmi e di condurre il nostro stile di vita unicamente in funzione dell’economia?

…di condurre il nostro stile di vita unicamente in funzione dell’economia?

In questi programmi scompaiono i valori umani fondamentali. La dignità della vita è sistematicamente minacciata. La famiglia è minacciata, vale a dire questo legame essenziale reciproco fondato sulla confidenza delle generazioni, che trova la sua origine nel mistero della vita e della pienezza di tutta l’opera dell’educazione. È anche tutto il patrimonio spirituale delle nazioni e delle patrie che è minacciato.

In questi programmi scompaiono i valori umani fondamentali. La dignità della vita è sistematicamente minacciata.

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Nei programmi di questa piccola “europa” scompaiono i valori fondamentali, la dignità della vita, la dignità del lavoro, sono sistematicamente minacciati come è accaduto in Grecia e come sta accadendo in più parti di questa “europa” fondata sull’oppressione del capitale sul lavoro.

Siamo in grado noi di frenare tutto questo? Di ricostruire? Siamo in grado di allontanare dagli oppressi il peso della costrizione? Siamo capaci di convincere il mondo che l’abuso della libertà è un’altra forma di costrizione?

San Benedetto ci è stato donato come patrono dell’Europa dei nostri tempi, del nostro secolo, per testimoniare che siamo capaci di fare tutto questo.

A lui onore e gloria per i secoli!

Questo era il discorso di papa Giovanni Paolo II durante la visita al Sacro Speco di Subiaco, monastero, monumento a memoria dell’esperienza di eremitaggio di San Benedetto in quale visse in una grotta per tre anni, discorso che risale al settembre del 1980, ben venti anni prima della nascita di questa piccola “europa”

Nel suo splendido libro intitolato “Benedetta Economia” Luigino Bruni…

«Se il mercato è una realtà sociale e civile, allora la misurazione dei valori al suo interno deve essere fatta da tutti coloro che partecipano al mercato, dalla communitas civilis. La comunità civile deve determinare i prezzi a partire da quattro categorie: la graduatoria naturale dell’utilità delle cose, la scarsità, il lavoro e il rischio necessari per ottenerle, il valore degli stipendi che deve tener conto delle cariche ricoperte. Il mercato è presentato come
luogo di relazioni basate sulla fiducia e sulla credibilità. Potevano quindi far parte del mercato, francescanamente inteso, non coloro che sottraevano ricchezza al bene comune per accumularla, ma quelli che commerciando e scambiando partecipavano al bene comune».

… non coloro che sottraevano ricchezza al bene comune per accumularla, ma quelli che commerciando e scambiando partecipavano al bene comune».

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La parte più importante di quello che volevo cercare di trasmettervi è la figura di un patrono che cercava di liberare gli uomini dalla schiavitù dell’oppressore, che in parte è oggi il pensiero unico economico, il più forte, il più scaltro, il più svelto, il più furbo, il più ricco, il più veloce e chi più ne ha più ne metta su cui è fondata questa “europa” un’economia di mercato che ha dimostrato tutti i suoi limiti.

L’economia civile di mercato è nata in Italia, la finanza nasce in Italia

C’è stato un tempo in cui le obbligazioni erano scritte in genovese, i banchieri internazionali parlavano toscano, gli assicuratori veneziano, le monete più solide erano il ducato veneziano, il fiorino emesso dalla zecca di Firenze e il genovino. Era il tempo in cui gli italiani insegnavano al resto del mondo come accedere al credito senza incorrere nei fulmini ecclesiastici sull’usura, come consolidare il debito pubblico…

Come scrive Marco Nicolai, docente di finanza pubblica…

ImmagineChe squallore Ragazzi, che squallore pensare che oggi stiamo quotidianamente mendicando soluzioni di finanza strutturata o derivata dal pazzo scienziato anglosassone di turno, che abbiamo bisogno di una banca di predatori come JPMorgan per salvare un pezzo di storia nata oltre 544 anni fa nel lontano 1472 la più antica banca ancora in attività, distrutta da un manipolo di esaltati avventurieri.

Ridotti mensilmente ad attendere le parole di qualche banchiere centrale che stampando denaro dal nulla vi parla di mirabolanti miracoli sui Monti della Pietà.

E’ chiaro ora perchè San Benedetto non è il patrono di questa “europa”!

Su coraggio ricominciamo, dalle nostre radici, ricostruiamo questo Paese dalle macerie edilizie e antropologiche. Utopia, può darsi, ma noi qui ci nutriamo di utopie, sono la nostra droga quotidiana.

Chiunque dimentica il suo passato glorioso… è destinato a finire in rovina.

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13 commenti Commenta
giulio0808
Scritto il 31 ottobre 2016 at 13:36

Grazie Andrea per questo MERAVIGLIOSO articolo.

madmax
Scritto il 31 ottobre 2016 at 15:49

Fantastico post! Complimenti davvero.
Ma mi monta la rabbia non tanto contro i sacerdoti e le sacerdotesse della finanza strutturata, in fondo fanno solo cio’ in cui credono: adorano il dio denaro, ma la rabbia e tanta mi monta verso coloro che hanno abusato delle banch popolari: leggi Pop. Vicenza e Veneto Banca dove hanno tradito la fiducia doppiamente, quindi doppiamente colpevoli!

d
Scritto il 1 novembre 2016 at 08:29

“Ridotti mensilmente ad attendere le parole di qualche banchiere centrale che stampando denaro dal nulla vi parla di mirabolanti miracoli sui Monti della Pietà.”

stampando denaro dal nulla stampando denaro dal nulla stampando denaro dal nulla stampando denaro dal nulla stampando denaro dal nulla stampando denaro dal nulla

Il Tuo post, Capitano, è profondo, commovente e attinge direttamente ai nostri cuori e alle nostre menti. Chiedo un passo in più: che venga CHIARITO che ora e qui il dio denaro è un falso denaro e che forse un denaro vero contribuirebbe a fare verità e giustizia.
E’ ora di finirla con la mistificazione: non c’è contraddizione tra etica, giustizia e denaro vero.

corvaz
Scritto il 1 novembre 2016 at 10:09

Hora et labora, da scrivere sui muri delle banche, Vaticao e IOR compreso perché non fanno bene ne l’uno et l’altro

PS La croce di S. Benedetto è quella usata o che era usata dagli esorcisti e non è un bel segno constatare che il terremoto si è propagato proprio da Norcia

[email protected]
Scritto il 1 novembre 2016 at 13:25

Ora, non hora, grazie.

stanziale
Scritto il 1 novembre 2016 at 14:26

madmax,

Non per fare il tuo bastian contrario, Mad. Anzi, sai che ti stimo e mi pare di avere una buona identita’ di vedute (eccezion fatta per l’euro, che misteriosamente non la associ al resto, ma ognuno ha il suo punto di vista, normale). Non volevo parlare dell’euro, ma delle banche italiane. Ho un punto di vista leggermente diverso. Non so’ i numeri, naturalmente, ma mi viene il sospetto che, se si potesse veramente vedere come hanno operato le banche italiane piu’ in difficolta’, quanti crediti andati a male hanno erogato agli amici e gli amici degli amici, e quanti all’economia reale: io penso molti di piu’ all’economia reale. Grosso modo (non conosco la storia di veneto banca, ma le altre abbastanza) sono banche che non avevano un vero e proprio padrone privato, ma erano fondazioni locali, di proprieta’ di tutti e nessuno insomma. Anche il caso vicenza-zonin io credo tutto sommato possa rientrare in questa mia considerazione, visto che aveva altri vantaggi: allora, non essendoci un vero e proprio imprenditore privato proprietario della banca, la stessa ha avuto piu’ liberta’ di concedere credito non solo agli “amici”. In poche parole, un direttore di filiale che non e’ strettamente pungolato dalla proprieta’ ma anzi ha il benevolo placito della politica locale, tendera’ magari a fare un fido di emergenza alla fabbrica tal dei tali che ha 50 dipendenti, ben sapendo che senno’ quelli sarebbero presto disoccupati. La tal dei tali magari poi saltera’ ugualmente, ma ta qualche anno, o forse chissa’. In poche parole queste banche che vanno male ho il sospetto che erano quelle piu’ vicine all’economia reale. E sappiamo che (all’Italia) ce ne hanno fatto di cotte e di crude, la bce-eba. Insomma certo non posso dire che erano gestite bene, ma attenzione consideriamo la vicinanza all’economia, erano in prima linea. Sarebbe in un certo senso come sostenere che le divisioni alpine in Russia o la folgore non sapevano combattere , perche’ ebbero molte perdite. Insomma non cadiamo in un’altra forma di autorazzismo, gli extra comunitari dobbiamo mantenerli e le fabbriche nostre no. Non mi torna molto.

francia r
Scritto il 2 novembre 2016 at 07:12

Che Articolo Capitano.
Qui si respira un’aria diversa, si vive una realta’ diversa, condividendo pensieri e visioni di cui non ci si dovra’ mai vergognare.
Nulla di sacrificabile per un bene “superiore”, o per interessi altrui, nulla e’ al di sopra della volonta’ di comprendere al meglio la realta’ per condividere un futuro migliore ed etico per tutti. E’ un luogo particolare questo Vascello Capitano.

phitio
Scritto il 2 novembre 2016 at 10:48

Disgrazie ed avversita’, i terremoti ne portano a iosa.
Vorrei puntualizzare pero’ un miracolo di prima grandezza capitato in questi giorni, e sarebbe che non c’e stata nessuna vittima, nonostante un sisma di magnitudo 6.5, capitato quando teoricamente molta gente avrebbe dovuto essere rientrata nelle case per recuperare qualche suppellettile dopo aver dovuto scappare per il terremoto precedente.

Evidentemente, qualcosa di misterioso e’ accaduto, oppure di statisticamente molto improbabile, l’effetto finale e’ che non ci sono stati altri lutti, e questo in se e’ qualcosa di cui rallegrarsi.

perplessa
Scritto il 5 novembre 2016 at 22:24

Mi spiace ovviamente per il terremoto, capisco pertanto che l’autore si prodighi in merito, ma personalmente avrei qualcosa da ridire sul fatto che gli italiani, in generale, siano splendida gente. Il pesce come si suol dire puzza dalla testa, ma anche la coda puzza un bel po. ci sono fenomeni di malcostume in questo paese difficilmente sopportabili, alimentati dall’incertezza e dalla lungaggine della giustizia amministrativa. Come si fa ad affermare che gli italiani siano splendida gente, quando c’ è un sacco di persone prepotenti o che in continuazione cercano di fregarti con mezzucci anche nelle piccole cose?lo testimonia ad esempio la quantità esorbitante di beghe condominiali. Senza contare che si desiste dall’iniziare le cause. lasciamo perdere per piacere questo tipo di retorica. quando si sta nella m..a, la prima opzione per uscirne sarebbe di ammettere di starci, cosa impossibile causa il narcisismo italiota. intanto gli altri paesi si fanno la loro gara e noi in coda. Riporto un articolo di repubblica, non delle autorità spagnole.Non a caso, sono appena rientrata da Gran Canaria, in cui ero stata 30 anni fa, appurando che il motivo delle cifre riportate da Repubblica è percepibile senza necessità alcuna dei numeri della statistica, siccome il confronto sul miglioramento dell’efficienza, delle strutture e infrastrutture rispetto alle ns destinazioni turistiche tradizionali in decadimento è schiacciante. L’italia è un paese in inesorabile declino anche dal punto di vista turistico, ed una delle cause è appunto che la gente non è così splendida come citi. mi spiace, ma purtroppo è così.Purtroppo le zone colpite dal terremoto son tra le migliori, ma questo non inficia l’altro discorso appena fatto.

charliebrown
Scritto il 6 novembre 2016 at 14:12

per­ples­sa@fi­nan­za,

Amare la Patria non è reato, anche se qualcuno vorrebbe che lo fosse. E l’amore, come Lei mi insegna, è cieco.

perplessa
Scritto il 8 novembre 2016 at 20:40

il geometra che ha fatto il progetto di casa mia commettendo una serie di errori non è la patria, enel hera etc che si sbagliano (?)non sono la patria, i condomini che ficcano la macchina abusivamente nel cortile condominiale non sono la patria, questi e tutti gli altri soggetti in contenzioso che approfittano della mancanza del diritto per compiere piccoli abusi non sono la patria, non so di che stiamo parlando, tutta gente di m..achar­lie­bro­wn
char­lie­bro­wn@fi­nan­za,

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