YELLEN TED SPREAD E IL FANTASMA DI KEYNES!

Scritto il alle 08:30 da icebergfinanza

Non so a Voi ma a me nonna Yellen fa davvero tenerezza, ogni giorno che passa non sa più cosa inventarsi per tenere in piedi la baracca.

Nel suo ultimo discorso ha rispolverato addirittura il fantasma di Keynes…

Mentre tutto intorno dotti, medici e sapienti da anni suggeriscono di stimolare l’offerta, lei ci racconta che un’economia ad alta pressione, potrebbe aumentare la capacità produttiva, attraverso un aumento, udite, udite della…

Risultati immagini per demand

La domanda, desaparecidos in mezzo ad una deflazione da debiti!

Favoleggia addirittura la disponibilità ad accettare un’economia “ad alta pressione”, quella in cui l’inflazione cresce oltre il target annuale del 2% e il tasso di disoccupazione scende di molto.

Ma di quale alta pressione parla la Yellen forse di questa dello zero virgola…

Risultati immagini per us real gdp trading economics

O del collasso delle previsioni per il terzo trimestre passate dal 3,6 al 1,9 e non è ancora finita …

Evolution of Atlanta Fed GDPNow real GDP forecast

O forse parla della peggiore performance annuale delle vendite al dettaglio  in America negli ultimi sei anni, un particolare che vale solo il 70 % del Pil USA.

United States Retail Sales YoY

Confesso che non mi diverto più a vincere facile! Ma è mai possibile che siano tutti rincitrulliti, banchieri centrali, analisti, economisti e giornalisti per non parlare di quelli che si beveno le loro analisi?

Venerdì appena sono usciti le trimestrali di tre grandi banche americane, con utili e profitti in calo, tutti ad esultare per i risultati superiori alle aspettative dei mercati.

Si certo…

…superiori alla me..dia delle aspettative del mercato!

Nel giorno dei risultati oltre le stime le tre banche hanno chiuso più o meno invariate, possibile che il gioco della tre carte tra i bilanci della banche non ffascini più nessuno?

Nel frattempo per la prima volta negli ultimi cinque anni, il deficit americano è salito, in rialzo del 34% sull’anno precedente.

Non solo, insieme al deficiti negli ultimi anni è salita anche l’esposizione delle imprese americane al debito come abbiamo visto più volte in questi mesi insieme a Machiavelli e all’interno della Fed c’è grande preoccupazione …

Fed Officials Concerned by Rising Corporate Leverage

prestito-surge

Ma chi è quell’ingenuo che pensa davvero che la Fed aumenterà i tassi a dicembre e poi chissà quando ancora. Ho già vinto tante di quelle scommesse in questi anni che mi vergognerei di vincere anche questa!

Eppure loro ci credono ancora…

… ma non è facile separare gli stupidi dalle loro aspettative di inflazione.

E più loro credono ad un rialzo dei tassi e più che le occasioni diventano strepitose, spettacolare, indimenticabili.

Qui sotto due messaggi chiari per gli amici di Machiavelli, chi ha occhi per vedere intenda!

Immagineclicca per ingrandire l’immagine.

Ne abbiamo fatta di strada da quel lontano fine 2013, ve lo ricordate il nostro UOVO DI COLOMBO

“La differenza, signori miei, è che voi avreste potuto farlo, io invece l’ho fatto!”

 

 

 

Ebbene il viaggio continua,  godiamoci l’infinita illusione dell’ennesimo rialzo dei tassi, il resto lo vedremo in novembre dopo le elezioni insieme al nostro Machiavelli in ” Cash is king and Phoenix the Queen.”

Una piccola anticipazione qui sotto…

Immagine11clicca sull’immagine per ingrandire.

Ma davvero nessuno si è accorto di come oggi sia difficile reperire finanziamenti in dollari? In fondo durante la seconda guerra mondiale non era così difficile.

State sintonizzati nelle prossime ore un articolo da non perdere su queste “frequenze” e nei prossimi giorni un assaggio della crisi che verrà.

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5 commenti Commenta
laforzamotrice
Scritto il 17 ottobre 2016 at 09:11

il guaio è che sanno benissimo che la situazione è drammatica, per questo stanno preparando una guerra “vera” perchè quelle secondarie non bastano. Non hanno alternative, anche se si rendono conto che il rischio per loro è assai più alto che nel passato, quando le guerre le facevano a casa altrui.Il fatto è che, piaccia o no, la guerra è sempre stato un gran volano, per l’economia, il lavoro, la ricerca, e anche per lo sviluppo sociale. Ma cosa succederebbe oggi se scoppiasse un’altra guerra mondiale? Bella domanda.

emzag
Scritto il 17 ottobre 2016 at 10:13

Di base sono d’accordo con Andrea ma credo che ci siano altri fattori da considerare.
Un mancato rialzo dei tassi da un lato sarebbe una buona notizia per gli speculatori ma dall’altro sarebbe una drammatica ammissione

1) del fatto che i QE delle varie BC nel mondo non sono riuscite a dare un boost all’economia reale

2) soprattutto che sono finite le munizioni e nessuno ha la più pallida idea su cosa altro fare.

Se i mercati “davvero” cominciassero a pensare che le BC sono del tutto impotenti le conseguenze potrebbero essere molto peggiori di quelle di un rialzo magari simbolico che però darebbe l’impressione che (forse) qualcuno al timone c’è ancora.

Ma come mia idea personale ritengo la situazione senza via di uscita nel senso che siamo in stand by solo oerché non si è ancora deciso chi sarà il nuovo presidente USA.
Dopo l’insediamento penso che gli avvenimenti cominceranno a “correre”.

L’aspetto economico di questa crisi è solo un epifenomeno di una fase di transizione in cui una élite internazionale sta cercando di affermare e conservare il proprio potere rifiutandosi di concedere piccole quote di partecipazione anche ai tradizionali alleati (la upper middle class legata agli Stati Nazionali).

Una politica keynesiana per di più non è realizzabile perché, esattamente come nei primi trent’anni del dopoguerra, genererebbe conflittualità con la classe lavoratrice che con il maggiore benessere rialzerebbe la testa.

Storicamente da un impasse di questo tipo si esce solo in una maniera.
E non è il rialzo dei tassi né la politica fiscale.

francia r
Scritto il 17 ottobre 2016 at 21:10

E’ con viva e vibrante soddisfazione che voglio ricordare la figura geniale del nostro monti che dopo aver saggiamente pagato con gli italici sghei il pizzo dei derivati Usa, si vanto’ pure di esser riuscito con brillante sagacia ad uccidere la domanda interna del nostro povero paese, senza mai essere stato eletto democraticamente aggiungo, azione che sta ampiamente dando i suoi frutti di questi tempi….
Il “bello” durante le cicliche crisi di moralita’ a cui sono sottoposte le umane societa’, e’ che le persone che si mettono in mostra per trovare soluzioni “brillanti o inconsuete”, di norma risultano essere “poi” dei veri campioni d’immoralita’, rivelandosi incapaci a creare anche banali percorsi alternativi politici e pratici che fermerebbero il declino della societa’, senza arricchire in particolare nessuno. Ma la loro forza sta’ proprio nel fatto che con la loro azione mantengono immutata la situazione di deriva sociale che fa comodo a pochi e facoltosi squallidi personaggi, appoggiati su una manica d’inutili quanto esosi politici e burocrati.
E’ un mantra che riparte da millenni all’improvviso nelle societa’ umane e di solito non da scampo
….

aorlansky60
Scritto il 19 ottobre 2016 at 10:14

@ Francia r

E’ con viva e vibrante soddisfazione che voglio ricordare la figura geniale del nostro monti

sarebbe ora di ridimensionare [se già non lo si è fatto] la figura pseudo-autorevole di m.monti

-non lo dico a te, FranciaR, ma a tutti i poveri babbei italici che ancora ci credono, quelli rimasti almeno-

egli non è stato che “il braccio armato” nelle mani di poteri [molto] PIU’ IN ALTO di lui,

ha eseguito fedelmente in maniera servile come una macchinetta ciò che gli è stato dettato di fare da bruxelles (e a sua volta da più IN ALTO di bruxelles, non so se è chiaro… dallo stesso che ieri ha detto a renzino che un SI al referendum del 4DIC aiuterebbe notevolmente l’italia… visto che gli è già andata male quando si pronunciò sul voto referendario BRITISH, speriamo che sia di buon auspicio per il futuro esito che ci riguarda più da vicino…)

In pratica, messo in quelle condizioni operative, il capo del Governo lo potevamo fare sia Tu che il sottoscritto che mio nonno, con gli stessi risultati conseguiti.

aorlansky60
Scritto il 19 ottobre 2016 at 10:54

@ emzag

Se i mercati “davvero” cominciassero a pensare che le BC sono del tutto impotenti…

sono convinto invece che i mercati

-non l’esercito di semplici traders, ma i poderosi hedge funds e i fondi sovrani realmente in grado di dare la rotta al mercato stesso, quando decidono di muoversi-

sanno benissimo come stanno le cose, fino ad avere costretto le banche centrali -una in particolare quella più importante del mondo- a lavorare in stretta sinergia per i loro diretti interessi. Se non è proprio così, costringendola per ricatto.

l’ad di uno di essi si rivolse pubblicamente alla FED più di un anno e mezzo fà, e c’è da esserne certi anche in sede privata a tu per tu con i membri del FOMC, nel manifestare i suoi timori “delle conseguenze per un possibile aumento dei tassi” come si iniziava a sentire negli ambienti… questi gestori sono direttamente legati per corsie preferenziali con coloro che stanno nella stanza dei bottoni, alla FED, alla BCE, così come quest’ultime sono costantemente tenute al corrente della potenziale situazione di rischio dai primi; e quello che questi hanno creato COME BOLLA beneficiando dei favori delle BC è al momento TROPPO PERICOLOSO per non essere sostenuto. Loro lo sanno.

L’unico pericolo al momento è che da qualche parte laggiù negli States venga a mancare la corrente necessaria a mantenere le rotative in continuo lavoro (questo deve averlo detto recentemente anche Andrea Mazzalai)… Le banche centrali possono continuare con il game intrapreso -QE e politica monetaria accomodante- finchè gli viene comodo, in questo modo mantengono l’inflazione bassa (anche se dicono di lavorare per ottenere il contrario) e il costo del DENARO A ZERO, con il risultato che gli Stati possono finanziare il proprio debito pubblico a COSTO ZERO : per loro (non per la moltitudine di gente che deve fare i conti con l’economia reale) i vantaggi di questa politica sono maggiori degli svantaggi, almeno al momento.

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