BREXIT: CONFINDUSTRIA TERRORISMO DI STATO!

Scritto il alle 09:00 da icebergfinanza

Inutile che stia qui a ripetervi le pessime performance in termini di previsioni negli ultimi anni dell’ufficio studi di Confindustria, l’ultima perla in fatto di terrorismo mediatico messa in atto nel fine settimana è questa…

Ma quelli del Centro Studi di Confindustria non erano quelli che urlavano “Fate Presto” dateci Monti per risollevare le sorti del Paese?

Il primo anno è stato spettacolare Meno 2,56 % il PIl meno 5,07 % la produzione industriale, rappporto debito /Pil al 126,40 %, deficiti al 2,8 % disoccupazione vicina al 11 %

In questi giorni in molti mi hanno chiesto che cosa ne pensavo del Brexit, tanti di quelli che mai negli ultimi otto anni si sono interrogati sulla crisi, solo perchè i mezzi di informazione hanno seminato ovunque terrore. La mia risposta è stata un sorriso, comunque vada sarà un successo questo Brexit, lo suggerisce la storia.

Credo fosse il 15 di giugno di quest’anno, quando il nuovo presidente di Confindustria Boccia ha dichiarato…

Brexit: Boccia, impatto su economia italiana limitato – Agi

Ma leggerà i report e le analisi dei suoi uffici studi?

Immagine

O si certo darà problemi agli inglesi!

London Stock Exchange nei primi sei mesi dell’anno 2016 appena conclusi risulta la migliore borsa europea, con tanti saluti al Brexit!

Non solo dopo l’uscita dall’Europa i titoli di Stato inglesi hanno fatto nuovi minimi storici raziati a mano bassa da tutti gli investitori, mentre gli idioti del senno di poi, le agenzie di rating facevano a gara per amplificare il rischio Paese…

 ImmagineDell’esplosione di vendite nei grandi magazzini londinesi e della decisione di spostare la maggior parte della propria produzione della General Motors nel caso la sterlina restasse debole vi abbiamo già parlato, ma aggiungiamo in anteprima quest’ultima chicca, dedicata a tutti coloro che in questi mesi hanno alimentato inutile terrore…

ImmagineE’ chiaro il concetto o serve un disegnino?

Vi stanno terrorizzando da anni, da anni usano la menzogna e la manipolazione per raggiungere i loro scopi.

Loro hanno bisogno della crisi per imporvi le loro idee, le loro teorie economiche, per cancellare conquiste sociali, per assumere nuovi schiavi, hanno un disperato bisogno che la crisi continui.

Meno 4% del Pil. Meno 600mila posti di lavoro. Meno 17% di investimenti. Più 430mila nuovi poveri. No. non sono gli effetti di una nuova casi economica, di un crac finanziario, di un’invasione aliena. È quel che ci toccherà, secondo il Centro Studi di Confindustria, se votiamo “no al prossimo referendum costituzionale. Dimenticavamo: recessione dal 2017. Garantito al limone.

Sarebbe comico, se non fosse tragico, questo maldestro tentativo di influenzare la prossima sfida elettorale in favore del governo in carica. Comico, per il candore con cui un legittimo endorsement politico è stato mascherato da studio pseudo-scientifico, con numeri a caso che nemmeno Berlusconi quando mostrava le percentuali di consenso al suo governo al secondo decimale… E, ancora, per la goffaggine con cui è stata impunemente fatta girare sui social network la slide riassuntiva dello studio, senza la consapevolezza che sarebbe diventata un boomerang al secondo retweet.

Fosse tutto qua, non ci sarebbero problemi. Due risate e palla al centro. Il problema è che quella slide è l’esempio più lampante di come le elite – politiche, economiche, culturali – non stanno capendo nulla di quel che sta succedendo in Occidente.

Girava un’altra slide, qualche giorno fa. Mostrava tutti i vip schierati a favore del Bremain, dal governatore della Banca d’Inghilterra a J.K Rowling. Magari ci siamo distratti, ma nessuno di loro ha sostenuto la sua tesi spiegando i benefici dell’Europa per il Regno Unito e come quest’ultimo potesse fare dall’Unione Europa una potenza in grado di cambiare in meglio il mondo. Tutti a raccontare ai britannici la catastrofe in caso di Brexit. Risultato? Gli elettori hanno scelto la Brexit.

Abbiamo visto luoghi a noi familiari messi a ferro e fuoco dai terroristi, sappiamo cos’è la recessione, abbiamo sperimentato cosa voglia dire essere precari, disoccupati, impoveriti, sbancati. Se questa è l’era dell’incertezza, ci siamo rassegnati a farci i conti. La paura che paralizzava l’occidente si è tramutata in speranza. Nostalgica e rabbiosa ma pur sempre speranza

Lo stesso sta accadendo negli Stati Uniti d’America, dove la vittoria di Trump alle elezioni sta diventando un incubo dei benpensanti. E più lo diventa, più il miliardario newyorchese sfonda nei sondaggi, quasi come se la paura che l’establishment nutre nei suoi confronti sia il miglior propellente possibile per spingere la sua campagna.

Lo stesso sta accadendo in Italia. Dove Renzi ha costruito la sua fortuna politica sull’assenza di alternative, pensando che Lega Nord e Movimento Cinque Stelle fossero rivali che mai l’elettore medio italiano avrebbe scelto per guidare la propria città, o il Paese. Le urne invece, ci hanno consegnato Virginia Raggi e Chiara Appendino sindache di Roma e Torino. Mentre i sondaggi raccontano di un Movimento Cinque Stelle ormai alla pari del Partito Democratico e vincente in un eventuale ballottaggio. E, soprattutto, di un referendum in cui i No batterebbero i Sì, senza alcun timore per l’eventuale instabilità politica che ne scaturirebbe.

La gente non ha più paura di nulla? Andiamoci piano. Quel che appare chiaro, però, è che terrorizzare non paga più, o paga sempre meno. Abbiamo visto luoghi a noi familiari messi a ferro e fuoco dai terroristi, sappiamo cos’è la recessione, abbiamo sperimentato cosa voglia dire essere precari, disoccupati, impoveriti, sbancati. Se questa è l’era dell’incertezza, ci siamo rassegnati a farci i conti.

La paura che paralizzava l’Occidente si è tramutata in speranza, nostalgica e rabbiosa. Quel che ne verra fuori non lo sappiamo. Ma sappiamo che il modo migliore per farlo succedere è sventolare profezie di sventura. Élite avvisate, mezze salvate.

Il terrorismo, la paura e la fine del mondo lasciatela a loro, non hanno che questo per preservare lo status quo e i loro interessi, voi invece abbracciate la consapevolezza anche se talvolta costa fatica, ma profuma di libertà.

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23 commenti Commenta
ilcuculo69
Scritto il 5 luglio 2016 at 09:39

Andrea,
le elites hanno sempre ragionato allo stesso modo negli ultimi 500 anni almeno ma per estensione dire anche prima , si sono modernizzate, si sono avvantaggiate di tutte le conquiste tecnologiche e scientifiche ma il pensiero di base è sempre lo stesso.

il problema di base è che le elites sono un club ristretto che riesce, pur tra mille pareri , idee , ideologie, e follie varie , a pervenire ad una convergenza di interessi che porta ad una convergenza di intenti, si fanno anche la guerra tra di loro certo , ma non tale da destabilizzare il loro empireo,

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A Firenze le famiglie più ricche sono le stesse del 1427
Uno studio di due economisti di Banca d’Italia, “Qual è il tuo cognome? La mobilità intergenerazionale negli ultimi 6 secoli”, pubblicato sul sito Vox.eu evidenzia come a Firene le famiglie più ricche del 2011 siano le stesse di quelle del 1427. In 6 secoli la distribuzione della ricchezza nella fascia più alta non è cambiata di molto, un dato che è stato possibile ottenere grazie al censimento effettuato dalla città toscana nel 1427. All’epoca Firenze era sull’orlo della bancarotta a causa della guerra contro Milano, e le autorità locali avevano mappato il patrimonio di 10 mila cittadini. Come riporta il sito dell’agenzia AdnKronos, “dall’esame degli elenchi emerge come circa 900 dei cognomi più facoltosi siano ancora presenti a Firenze per un totale di 52mila contribuenti. Discendono da dinastie della corporazione dei calzolai al 97esimo percentile di reddito nel 1429, dei produttori di seta e dei giuristi al 93esimo, tra gli altri. A semplificare l’operazione sulla tracciabilità delle famiglie il fatto che i cognomi di Firenze abbiano uno spiccata connotazione regionale. E anche se non tutte le persone con lo stesso cognome discendono dalla stessa famiglia, la stragrande maggioranza sì. A distanza di quasi 6 secoli, in cui è cambiata pressochè completamente la struttura produttiva, la ricchezza è rimasta in mano alle stesse famiglie, dinastie capaci di conservare il loro patrimonio nonostante sconvolgimenti politici, economici, demografici e sociali.
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ilcuculo69
Scritto il 5 luglio 2016 at 09:58

Inoltre….

è chiaro che votare no al referendum rappresenti una picconata alla costruzione delle elites così come forse e in parte lo è stata la vittoria di Brexit….

ma possiamo permetterci di picconare la struttura che a tutta evidenza ci sovrasta senza preoccuparci delle conseguenze , senza preoccuparci che ci se crolla ci crolla addosso e chi è ai piani bassi ha comunque meno probabilità di cavarsela di chi è ai piani alti ?

primum manducare deinde philosophari

veleno50
Scritto il 5 luglio 2016 at 10:29

il­cu­cu­lo69@fi­nan­za,

Il boss ha appena scritto che se ci fosse un ballottaggio in base ai sondaggi vincono i 5 stelle, allora sarà pure in contraddizione con quello che lui spera cioè la vittoria dei no. Lo capisce anche un bambino che i 5 stelle sono in una botte di ferro a votare si. Inutile rompersi l’anima Renzi ha fatto capolavoro e ieri l’ha confermato si va a votare senza cambiare la legge elettorale .Alle dieci della sera di un eventuale ballottaggio si sa chi governa senza inciuci, Forza ,tanacia ,perseveranza,avanti contro tutti ,non sarà una mezza sconfitta amministrativa ad abbatterci ,tutto il resto sono chiacchiericcio da bar sport come ama dire qualcuno.

ilcuculo69
Scritto il 5 luglio 2016 at 10:52

“…non sarà una mezza sconfitta amministrativa ad abbatterci…”

suppongo che quel “ci” si riferito a te ed agli altri estimatori del “boss” …. visto che io di quel club non faccio parte…

ve­le­no50@fi­nan­za: am­mi­ni­stra­ti­va ad ab­bat­ter­ci

corvaz
Scritto il 5 luglio 2016 at 11:08

Il motivo per cui han votato Brexit non è econimico come molti pensano… ma religioso. Gli inglesi non cercano lo scontro diretto, sono troppo educati e saggi per scatenare una reazione esplosiva. Sapete tutti chi è il major di Londra, no? Major parola Veneta come tante altre, quando prima di Caboto gli Inglesi studiavano noi…
Il giorno prima del Brexit discutevano che era tempo di far entrare la Turchia in UE, quel paese che ha fabbricato tanti tanti passaporti falsi a finti siriani che già hanno invaso il continente, quel paese che è l’unico con l’Italia ad avere la guardia di finanza armata, quel paese dove se una donna subisce un’abuso invece di essere vendicata dai suoi familiari viene invece ammazzata.

veleno50
Scritto il 5 luglio 2016 at 12:05

ilcuculo69@finanza,

Ovvio che parlo solo per me. Quello che voglio dire che i 5 stelle voteranno tutti per il si, secondo te cosa conviene a loro se i sondaggi dati dal boss sono veritieri.A volte si scrive convintamente di trame ,complotti, scenografia da film, non ci sarà un bel niente.Se una categoria degli industriali è di parte è di parte che male c’è metterci la faccia allarmando un po’ il paese con dati secondo loro allarmanti. Perchè il boss quando scrive non allarma con dati presi di qua di la dall’atlantico, poi il giudizio lo dara la verità che è figlia de l tempo. o no?

gnutim
Scritto il 5 luglio 2016 at 12:58

sto leggendo le parole di Junker or ora indirizzate alla GB e ai sostenitori della Brexit, ma questo è un pazzo scatenato, ma che cakkio ci fa alla testa dell’eurozona????
Ma come si permette di dire certe cose????

http://www.finanza.com/Finanza/Notizie_Mondo/Altri_paesi_Europa/notizia/Brexit_Juncker_avanti_con_le_decisioni_prese_Attacco_a_Fa-459233

john_ludd
Scritto il 5 luglio 2016 at 13:09

il­cu­cu­lo69@fi­nan­za,

notevole osservazione, avviene dovunque e da sempre. Gli stati, le nazioni, durano molto meno dei piccoli gruppi benestanti che sono meno complessi, ma molto compatti e agili. Le famiglie storiche romane hanno molti secoli in più di quelle fiorentine etc… D’altra parte è ovvio che prima viene la tua famiglia poi quella degli altri. L’empatia tra i gruppi è massima quando le cose vanno bene, ma è minima quando vanno male. In sostanza essere “buoni” quando è festa non costa niente, ma quando grandina tutto cambia. Per questo chi non fa parte di grandi ed esclusivi club dovrebbe smettere di sognare interventi salvifici da parte di altri (lo stato in primis) e costruirsi una solida rete sociale di persone a lui simili e di cui fidarsi. Loro dipendono da te e tu da loro. E’ l’unica cosa che funziona nei momenti di crisi.

icebergfinanza
Scritto il 5 luglio 2016 at 13:36

Il boss quando scrive non prende dati a caso pondera tutto nei minimi particolari e i fatti danno quotidianamente ragione da oltre 8 anni!
Il boss non ha bisogno di allarmare nessuno, cerca solo diffondere consapevolezza perché non ha nulla da guadagnare, se non la stima di coloro che hanno salvato e amplificato i loro risparmi, hanno fatto scelte economiche e finanziarie consapevoli.
La stima non ha prezzo!
Per il resto se uno capisce che MAI lasceranno vincere i NO in Italia, strategicamente sa già dove posizionarsi al momento opportuno!
ve­le­no50@fi­nan­za,

john_ludd
Scritto il 5 luglio 2016 at 13:47

gnu­tim@fi­nan­za,

juncker non conta niente, la sua è solo frustrazione. La recente dichiarazione dei principali capi di stato eu evidenzia che la burocrazia di bruxelles viene esautorata dal trattare con UK. La Germania, come pure l’Italia è un esportatore e non può permettersi di fare il duro con i propri clienti e non lo farà. In questa storia ci sono solo perdenti a livello di elite, segno che stanno perdendo di compattezza e segno tra tanti di fine ciclo. Brexit è stato vinto raccontando fesserie contro il fronte di Bremain che raccontava altrettante fesserie. La realtà è che UK doveva svalutare, condizione necessaria all’inflazione che verrà (sento già le risa e i lazzi, contenti voi) unico modo per cercare di limitare la bolla di credito privato che si ritrovano; l’altro non è politicamente perseguibile, i default di massa non sono politicamente perseguibili, serve solo una scusa, un colpevole esterno e poi il debito che non si può pagare lo si brucia. UK è un paese che contava sulla moneta forte per attirare i ricchi satrapi russi e cinesi per colmare le voragini nei propri conti. Ora iniziano a saltare i “property funds”, la Bank of England è solo all’inizio di una lunga serie di operazioni monetarie. Francamente questo tifo da stadio è deprimente, alla gente non hanno raccontato la verità nè da una parte nè dall’altra, il risultato è che diverrà sempre più incazzata e voterà contro ogni vota che sentirà odore di elite, qualunque cosa proponga senza entrare nel merito. Chiunque andrà al governo lo farà promettendo cose che non può mantenere e la luna di miele durerà 6 mesi o anche meno. Presa per il culo per 30 anni, vittima pure di ragioni esogene cui non si può opporre nulla, cosa altro dovrebbe fare, la “gente comune” (ormai divenuto termine spregiativo) ? Ragionare come scrivono gli intellettuali perbenisti di regime ? Non è il loro lavoro ragionare, quello sarebbe il mestiere delle elite che si presume essere istruite e titolate a mandare avanti un sistema iper connesso e iper complesso ma queste non lo hanno saputo fare, si sono chiuse in una torre fatta di arroganza, ignoranza e pisciando di sotto. Ora non esiste alcuna possibilità, neppure la più remota di fermare quello che è in moto.

aorlansky60
Scritto il 5 luglio 2016 at 14:20

@ Gnutim

ma che cakkio ci fa [junker] alla testa dell’eurozona????

la vera domanda sarebbe : come abbiamo permesso ad un idiota del genere di ricoprire una carica simile ???

ma anche la domanda è castrante in se, per almeno due motivi :

1) quello che sembra in apparenza un idiota è in realtà un cinico astuto filibustiere senza scrupoli;

2) non è stato messo in quel ruolo da “noi”(intesi come maggioranza dei cittadini EU) ma da una ristretta elite che conosce bene il personaggio – per garantire e salvaguardare gli interessi di quella elite, junker va benissimo, quello che deve fare è semplicemente costruire una trama abbastanza credibile per farla bere ai babbei, lavoro per il quale è lautamente pagato.

junker conta solo come facciata, come l’intero parlamento europeo del resto;

come ha appena fatto notare JOHN, quando si pongono all’orizzonte problemi davvero critici,

si riuniscono in summit i capi di governo dei principali paesi escludendo l’allegro baraccone della Comm.UE,

quella serve ad altro…

ilcuculo69
Scritto il 5 luglio 2016 at 14:30

Ma secondo me Veleno con Boss …. indicava Renzie.

:-D
ice­berg­fi­nan­za,

john_ludd
Scritto il 5 luglio 2016 at 14:42

aor­lan­sky60,

junker non è certo un idiota, ma additare come idioti i vari leader è tanto catartico ! ma di certo conta oggi molto meno di quello che lui vorrebbe. Mi fanno tenerezza oggi i pro euro che ragliano ancora di più europa quando i capi di stato hanno certificato che ci sarà meno europa in quanto la lezione del brexit in parte l’hanno capita: nessuno vuole più integrazione tranne qualche romantico e qualche rincoglionito. Da qui a belare che l’euro crolla domani ce ne corre, da qui all’assenza di una mappa un minimo dettagliata per il dopo ce ne corre anche di più. Se esiste qualcosa che sembra accomunare le varie parti in conflitto, pro-euro vs no-euro, elite vs commoners c’è l’assenza di consapevolezza di quanto complesso il sistema sia. Se poi invece di chiedere infos ai soliti economisti (pare che ormai devi interpellare un economista anche per andare dal dentista o a gnocca) si chiedesse a un sistemista informatico un parere sul grado di complessità dei software che pilotano l’intera baracca e su quanto tempo ci vorrebbe per aggiornali per la tal evenienza … dreaming is cheap.

ilcuculo69
Scritto il 5 luglio 2016 at 14:47

Il sistema è talmente complesso e interconnesso che non è in alcun modo smontabile….

ci sono tre possibilità :

– che venga tenuto in piedi con continue manutenzioni tra crisi e strappi
– che imploda nonostante le manutenzioni
– che venga azzerato da un evento catastrofico

visto il mio personale orizzonte temporale … faccio il tifo per la prima.

john_­ludd@fi­nan­za,

gainhunter
Scritto il 5 luglio 2016 at 20:48

john_ludd@finanza,

Nei software gestionali i problemi più grossi nel passare dalle lire all’euro erano i decimali e la conversione degli archivi per garantire la continuità contabile. Tali modifiche e conversioni erano state apportate ben prima dello switch in quanto era impensabile farlo a tutti i clienti contemporaneamente, quindi i software oggi dovrebbero essere già in grado di supportare l’adozione di una valuta contabile diversa da quella corrente. Non conosco i software delle banche ma suppongo che siano perfettamente in grado di gestire più valute.
Naturalmente non si può cambiare valuta da un giorno all’altro senza un preavviso che consenta verifiche, eventuali modifiche, testing e simulazioni. Se per ipotesi si tenesse un referendum tipo Brexit in Olanda o in un altro paese dell’eurozona, tecnicamente il periodo pre-votazione potrebbe essere sufficiente per fare quanto sopra, e ci sarebbe comunque un ulteriore periodo post-votazione per la transizione.
Un conto è passare da una valuta che non esiste più a una valuta nuova, un conto è passare a una valuta nuova quando la vecchia diventa semplicemente straniera ma continua a esistere.
Io credo che fatto 100 il problema informatico, i problemi finanziari (speculazione) e burocratici in confronto pesino 1 milione.
Con questo non voglio dire che si può cambiare valuta da un giorno all’altro d’improvviso, anche se alcuni sostengono che sarebbe la strada migliore per evitare i bank-run. Solo che la questione strettamente informatica non è così problematica.

john_ludd
Scritto il 5 luglio 2016 at 22:35

gai­n­hun­ter,

la problematica informatica è rilevante, tra le mie deleghe c’era la supervisione dei sistemi informativi di un gruppo di 8 aziende e 250 milioni di fatturato, so di cosa parlo. Poi naturalmente come dici tu e come ho scritto mille volte c’è il mercato che determina l’economia e non più viceversa come peraltro ammesso dal capo economista della BIS. Ogni modello econometrico (da quello della FED a quello del tuo economista preferito) non tiene conto del mercato quindi funziona solo in regime di quasi stabilità cioè non serve a un tubo in tempi di crisi. L’euro poi è moneta di riserva, è nella pancia delle banche centrali di Russia, Cina, Stati Uniti etc… Quando compri un bel treasury i tuoi euro vanno in mano a chi aveva quei titoli, la FED per esempio. Puoi forse decidere di testa tua senza consultare americani, cinesi etc… Esiste qualcuno abbastanza idiota anche solo a pensarlo ? Infatti, l’unico anti-euro (l’originale doc per intenderci) che ascolto auspica che le oligarchie finanziarie americane comprendano che il costo (per loro) supera i ricavi (per loro) in quanto altrimenti è un massacro. Ragionamento comprensibile ma naive considerando quanto quelle oligarchie hanno combinato in Iraq, Siria etc.. e soprattutto nel loro stesso paese. Poi capisco che uno legge quel che scrivo e possa esclamare “Ludd hai rotto i coglioni, scrivi qualcosa di positivo cazzo” ma sarebbe solo uno che non sa leggere perchè io ne scrivo ma non riguardano il punto di approdo di questo sistema economico/sociale/finanziario ma la mia fiducia che in tempi adeguati (quindi non la nostra breve vita che conta solo per noi) saremo in grado di svilupparci socialmente e civilmente non limitandoci alla costruzione della versione 52 dell’iPhone. E nell’immediato che è quel che conta per noi ho pure fiducia assoluta che nella piccola scala, persone eccellenti continuano ogni giorno a fare il proprio meglio, certo preoccupate ma non demoralizzate, di sicuro mai sconfitte, e per questa sola ragione non sono nè triste nè abbacchiato ma solo talvolta (parecchio) incazzato. Ciao.

gnutim
Scritto il 5 luglio 2016 at 23:13

Grazie John

luigiza
Scritto il 6 luglio 2016 at 07:07

john_ludd@finanza,

>>Poi capisco che uno legge quel che scrivo e possa esclamare “Ludd hai rotto i coglioni…<<

Poi si dovrebbe anche cominciare a capire perchè per esempio un Sergio Romano, ex ambasciatore, in una intervista se ne esce affermando che i Trattati internazionali sono cosa troppo complessa perchè il loro destino possa essere deciso da una consultazione popolare.

Detto questo é innegabile che in UK almeno hanno permesso alla popolazione di manifestare la propria soddisfazione/insoddisfazione sul risultato dell'applicazione dei medesimi.

gainhunter
Scritto il 6 luglio 2016 at 07:09

john_ludd@finanza: “Ludd hai rotto i coglioni, scrivi qualcosa di positivo cazzo”

Lungi da me pensare questo, anzi, spero che continui a condividere con noi i tuoi pensieri.
:)
Io ringrazio l’euro per il lavoro che ho, sono stato in prima linea nell’adeguare un gestionale per l’euro, non è che quello scrivo lo scrivo per sentito dire. Poi naturalmente dipende da software a software, ci sono quelli fatti bene e quelli scritti da cane. Volevo solo evidenziare che se da lire a euro c’è voluto 100 di investimento e tempo, il passaggio inverso o un passaggio simile richiede probabilmente 10/20, non zero, ma neanche 100. Questo per quanto riguarda le aziende, per le banche non lo so. Se vuoi approfondire la questione informatica mi fa solo piacere.

C’è un problema (la valuta straniera), si sa qual è la strada (adottare una valuta propria), ma la strada non è praticabile perchè chi conta non lo consentirà? Io vedo queste possibilità teoriche come soluzioni ideali:
1. smembramento consensuale dell’euro da parte dell’UE, o perchè si arriva a un certo punto in cui non possono più nascondere che la moneta unica è più dannosa che vantaggiosa, o perchè un referendum per errore come la Brexit porta la democrazia in qualche paese membro a scegliere di uscire
2. adozione di una doppia valuta in qualche stato limitatamente a certi utilizzi
3. adozione di una doppia valuta in tutta l’UE con l’euro che rimane come valuta di scambio, insieme a meccanismi adeguati per evitarne i relativi problemi
4. mantenimento dell’euro con meccanismi alternativi per frenare i surplus e i deficit commerciali
(non valutate attentamente, non analizzate nei dettagli… solo pour parler)

gainhunter
Scritto il 6 luglio 2016 at 07:32

(le 4 possibilità sono per quando alle élite converrà o per quando il popolo darà scacco alle élite)

john_ludd
Scritto il 6 luglio 2016 at 08:55

lui­gi­za@fi­nan­za,

pensi che abbia l’anello al naso ? Questo è l’articolo 75 della costituzione italiana:

“Non è ammesso il referendum per le leggi tributarie e di bilancio, di amnistia e di indulto, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali.”

ormai siamo alla farsa, quando fa comodo ci cita la sacralità della costituzione quando però non è in linea con il proprio pensiero allora no. Oppure, mia modesta opinione, gli italiani NON conoscono la propria costituzione insieme a quasi tutto il resto e quindi straparlano. Il fatto è che i padri costituenti (non ne fanno più così, si sono persi gli stampi) erano appena usciti dalla guerra e da 20 anni di regime che qui qualcuno rimpiange e per questo avevano ritenuto che il sistema migliore per il loro paese era quello rappresentativo parlamentare avendo terrore di quel che poteva saltare fuori dalla democrazia diretta. Ora i pro-euro cagano sulla loro costituzione, i penta stellati cagano sulla loro costituzione e tanti, troppi, la grande maggioranza degli anti euristi è disponibile, felice anzi ad abbracciare qualunque capo o capetto che con argomenti falsi li porti alla meta agognata. Ma se la strada è giusta si racconta la verità e se per questo si rischia di perdere allora si perde, perché se poi si vince sulla base di balle e promesse che non si possono mantenere il regime è matematico e il sangue scorre a fiumi.

john_ludd
Scritto il 6 luglio 2016 at 09:05

gai­n­hun­ter,

interloquire con te sarebbe un piacere perché sei preparato e non sei un illuso, ma a me non interessa interloquire sul futuro dell’euro moneta che valuto talmente da non averne più del 20% dalla prima crisi greca. Quel che mi interessa è il tema energetico perché è da lì, dall’esaurimento del capitale reale a basso costo che arriva la fine di questa civiltà industriale insostenibile sostenuta dall’ignoranza delle leggi della fisica e dall’illusione che siccome il capitale finanziario costa zero allora anche il capitale reale costa zero (ed è infinito). Gli ultimi commenti nascono dal fastidio che provo quando in ragione di una evidente e comprensibile tensione si smette di pensare e ci si fa travolgere da un tifo da stadio. Io ho in spregio le attuali oligarchie e comprendo al 100% le ragioni dei popoli (non solo le euro regioni che stanno ancora bene rispetto altre che conosco assai bene) ma ho orrore di quel che vedo, nuovi capi e capetti, arruffa popoli assetati di potere che si trovano ben confezionate dalla stupidità degli oligarchi le armi perfette. Tu non lo senti quel rumore distante… il rumore dei vagoni piombati… chi ci mettiamo dentro stavolta ?

gainhunter
Scritto il 6 luglio 2016 at 14:05

john_ludd@finanza,

Grazie. Apprezzo molto per la stima che ho di te.
Sulla questione energia momentaneamente mi limito a leggerti e a volte a leggere i link che proponi: preoccupante, problema ben più difficile dell’euro, tendo a procrastinare l’approfondimento, ma qualche progetto per aumentare l’autonomia e il risparmio di energia a livello individuale ce l’ho, ancora indeciso sulle scelte, consapevole che non basta…
Ciao

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