FALCHI SU WASHINGTON

Scritto il alle 09:15 da icebergfinanza

Diamo una rapida occhiata alle decisioni del FOMC ovvero la riunione della Banca centrale di ieri nella quale oltre ad aver ovviamente lasciato invariata la politica monetaria, è sparito il riferimento ai rischi derivanti dagli squilibri globali suggerendo che è opportuno riprendere un graduale aumento dei tassi.

Lasciate perdere se da qualche parte leggete che le colombe continuano a volare a Washington la realtà è questa …

I riferimenti ai rischi globali sono tati rimossi…

Cosa la Banca centrale americana sa che noi non vediamo è un mistero, ma abbiamo fede nello strepitoso “track record” NEGATIVO dei banchieri americani e quindi noi continuamo a considerare gli attuali rischi globali a partire dalla situazione cinese, senza dimenticare come vedremo a breve l’Europa.

La Federal Reserve lascia aperta la porta a un rialzo a giugno

Resta aperta la possibilità di un rialzo dei tassi a giugno. La Federal Reserve ha mantenuto il costo ufficiale del credito nel range compreso tra lo 0,25% e lo 0,50%, e nello stesso tempo non ha voluto dare troppa enfasi alle novità emerse dai dati sull’attività economica, confermando la diagnosi già elaborata a marzo. (…) Il rallentamento sembra essere legato all’andamento dei consumi: «La crescita delle spese delle famiglie – scrive il comunicato – ha frenato». Anche in questo caso la Fed sembra voler suggerire però che la situazione è transitoria: «Il reddito reale delle famiglie è aumentato a un ritmo stabile e la fiducia dei consumatori resta elevata», ha aggiunto. È scomparso il riferimento alla debolezza dell’andamento delle esportazioni nette, anche se i fattori economici e finanziari globali, che nel comunicato di marzo semplicemente «ponevano rischi», ora saranno «attentamente monitorati» insieme agli sviluppi dell’inflazione. Il passaggio dalla semplice ricognizione di un rischio all’annuncio che sarà effettuata una valutazione politica segnala che è su questo aspetto che si giudicherà l’opportunità, a giugno od oltre, della prossima stretta.

Finalmente si sono presi la briga di evidenziare come i consumi stanno letteralmente frenando, per il resto loro restano sempre positivi, in fondo che ci sia sole o tempesta, questo è il loro compito vedere sempre il bicchiere pieno.

Detto questo prosegue la caduta dell’export americano accompagnata da un vero e proprio crollo delle importazioni che oltre a testimoniare la continua fragilità dei consumi americani, aiuterà a migliorare i numeri della crescita del primo trimestre, in uscita oggi.

International Trade in Goods  
Released On 4/27/2016 8:30:00 AM For Mar, 2016
Prior Consensus Consensus Range Actual
Balance $-62.9 B $-62.6 B $-63.9 B to $-58.0 B $-56.9 B
Exports % change 2.0 % -1.7 %
Imports % change 1.6 % -4.4 %
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3 commenti Commenta
sylvester59
Scritto il 28 aprile 2016 at 10:16

In questo scenario di illusorio ottimismo che maschera diminuzione di consumi e crollo delle importazioni, abbiamo un petrolio WTI che sfiora i 45$…
Dobbiamo aspettare rivelazioni in stile WikiLeaks per avere coscienza che la vera globalizzazione sia quella relativa alla manipolazione dei mercati???

icebergfinanza
Scritto il 28 aprile 2016 at 10:22

sylvester59@finanza,

Il petrolio è la nuova ancora di salvataggio delle anche centrali tirano su quello per tenere in piedi la baracca e soprattutto le aziende americane …

sylvester59
Scritto il 28 aprile 2016 at 10:34

E certo :-) Vogliono fare aumentare l’inflazione invece di incrementare i redditi da lavoro dipendente (o diminuire drasticamente le tasse), così il risultato è che il potere d’acquisto delle masse diminuirà ancora e occorrerà allora drogare ancora di più il mercato fino a che…
Mah, non sono un economista, ma forse è perché non mi drogo pure io…

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