POPOLARE DI VICENZA: LA RAPINA DEL SECOLO …CONTINUA!

Scritto il alle 10:08 da icebergfinanza

Mentre prosegue il silenzio della stampa mainstream nazionale sulle vicende della Popolare di Vicenza che delega qua e la qualche cenno alle testate regionali, noi continuiamo ad esplorare il mondo degli psicopatici finanziari di casa nostra cercando di far comprendere come chiunque dimentica il suo passato è destinato a riviverlo…

Che la ricapitalizzazione della Banca popolare di Vicenza non fosse una passeggiata era evidente, ma gli ultimi sviluppi inducono a pensare che l’istituto è destinato a non sbarcare affatto in Borsa. Giovedì mattina il fondo Atlante, che è subentrato a Unicredit nell’impegno a sottoscrivere l’inoptato dell’aumento di capitale, ha infatti comunicato “l’estensione del proprio impegno di sottoscrizione (delle azioni Bpvi, ndr) in caso di mancata ammissione alle negoziazioni delle azioni ordinarie sul MTA e il conseguente venir meno dell’offerta”. Tradotto significa che Atlante è consapevole di essere sostanzialmente l’unico sottoscrittore dell’aumento di capitale e del fatto che il flottante non sarà sufficiente ad ammettere il titolo alle negoziazioni. Pop Vicenza, sbarco in Borsa destinato a sfumare

Nel prospetto dedicato all’aumento di capitale una cosuccia di 950 pagine oltre imputazioni e alle sanzioni, richieste di danni per oltre un miliardo ad una banca che viene valutata si o no 10 milioni, si pspiega come la banca ometteva, forniva informazioni inesatte o ritardate sulla determinazione del prezzo delle azioni, sull’esito degli aumenti di  capitale del 2013 e 2014 dove ovviamente si suggeriva di aggiungere altri soldini e si costringeva che aveva bisogno di mutui a sottoscrivere la truffa.

Ieri tra l’altro avevamo evidenziato l’incredibile via libera dei soci alla rinuncia di un’azione di responsabilità nei confronti della criminale gestione di questi anni grazie anche all’astenzione di Cattolica e Generali.

Si scopre infatti che ora solo ora, ribadisco solo ora e per chi ancora non l’avesse capito solo ora …

Cattolica assicurazioni, ora Consob chiede chiarimenti sugli intrecci con la Popolare di Vicenza

Tra le altre cose BCE e Consob hanno ricontrato violazioni di legge nelle modalità di determinazione del prezzo e soprattutto nel MANCATO RISPETTO DELL’ORDINE CRONOLOGICO DELLE RICHIESTE DI VENDITA DELLE AZIONI DEI SOCI e QUINDI CONTESTUALE RIACQUISTO DI AZIONI…

Cosuccia da nulla visto che qualcuno ne ha beneficiato…

Popolare Vicenza, chi si è salvato dal flop Ecco la lista dei soci “eccellenti” tutelati

Ma siccome stiamo parlando della Popolare di Vicenza, preparatevi ad un’altra telenovelas su Banca Veneta, visto che anche qui … i soci “eccellenti” abbondano…

Bruno Vespa, il vino e le azioni Veneto Banca

…altro fortunato “eccellente” che è riuscito a sgattaiolare fuori.

Per chi pensa all’affare della vita comprando le azioni della Popolare di Vicenza a dieci centesimi girano notizie che anche a questo prezzo è più cara del Credito Valtellinese, di UBI Banca e del Banco Popolare.

E’ sotto il profilo della liquidità che la situazione della banca è drammatica: “Il capitale circolante di cui dispone il Gruppo BPVi alla Data del Prospetto, inteso quale cassa e altre risorse liquide disponibili” è “insufficiente per i suoi fabbisogni finanziari e di liquidità correnti, nell’ipotesi che le operazioni di raccolta in scadenza non vengano rinnovate e che l’Aumento di Capitale non venga perfezionato”.

Infatti le risorse liquide di cassa credo siano tutte confluite nelle botti delle cantine Zonin.

A proposito di dotti, medici e sapienti che chiedono all’oste se il suo vino è il migliore e poi senza assaggiarlo esprimo un giudizio, date un’occhiata ai numeri che giravano sul Sole24Ore non più tardi dello scorso ottobre e confrontateli con i dieci centesimi…

La prossima volta fatelo anche Voi il prezzo, non ci vuole nulla, basta tirare una monetina!

L’altra spettacolare notizia che ci riporta al campo dei miracoli è che per una banca che viene valutata si o no 10 milioni di euro …tante altre incasseranno 60 milioni per consulenze varie.

Tuttavia, l’aumento di capitale e il tentativo di quotazione della Vicenza (che probabilmente abortirà) sono un ottimo affare per le banche che partecipano al consorzio di collocamento. Il premio è di 60 milioni di euro “in caso di integrale sottoscrizione”, premio che intascheranno senza sforzo dato che a metterci i soldi garantendo l’inoptato è il Fondo Atlante.

10 MILIONI VALORE = 60 MILIONI CONSULENZA

Se non è il campo dei miracoli questo, Ragazzi, francamente non so dove trovarne un altro!

Prima di concludere ricordando soprattutto ai nuovi lettori,  il principio di Peter e l’evidente psicopatia di questa banda di esaltati protagonisti delle recenti vicende delle banche del quartierino, il nostro amico Zaccheo e la sua parabola tornano a farci visita.

Leggetevelo tutto il pezzo a questo indirizzo ne vale veramente la pena, il messaggio è dedicato a tutti ma proprio tutti quelli che in questi anni hanno utilizzato il bene comune come fosse il salotto di casa propria, rubando, frodando, manipolando, usando il denaro per costruire una corte di paggi e paggetti, di yes man che esaltassero il nulla della loro psicopatia…

«Zonin, restituisci i soldi»

Signor Zonin,

le racconto una storia: un giorno Gesù passò a Gerico e alzando gli occhi dalla folla vide un uomo arrampicato su un sicomoro. Lo fissò e si autoinvitò a mangiare a casa sua. Durante il pranzo questo ricco (ma non tanto onesto) signore di nome Zaccheo si alzò e disse: «ecco Signore, io do la metà dei miei beni ai poveri; e se ho frodato qualcuno restituisco quattro volte tanto».  Vede signor Zonin, la soluzione a tutti i suoi guai è semplice semplice: lei è ricco, ricchissimo per la precisione. E siamo tutti abbastanza smaliziati per capire che può cedere quote, reintestare, riassettare, ma lei da questa storia non ne esce comunque povero. Restituisca un po’ dei suoi soldi a chi ne ha persi tanti per colpa sua. (…)

Stai tranquillo: facendo quattro conti da massaia anche restituendo praticamente tutto ai piccoli risparmiatori che avevano creduto nei titoli della banca popolare (proprio perché popolare) e che si fidavano di lei (proprio perché sembrava una persona onesta), lei non andrà mai a finire a vivere con mille euro al mese. (…)

Quello che lei sente nei suoi confronti dalla gente che ha frodato non è odio: è senso della giustizia e viene direttamente da Dio: non si lamenti e lo ascolti! La soluzione è semplicissima ed è scritta da duemila anni  nel vangelo: io do la metà dei miei beni ai poveri; e se ho frodato qualcuno restituisco quattro volte tanto. Solo così potranno risuonare finalmente e per la prima volta alle sue orecchie e in mezzo ai suoi sterminati vigneti le beate parole di Gesù: oggi la salvezza è entrata in questa casa!

P.s. non si prenda la briga di rispondere: sa come siamo fatti noi veneti… giudichiamo di più le persone da quello che fanno che da quello che dicono.

Si lo so non avete tempo, non ci capite nulla, la finanza è troppo complicata, se ne parlate con gli amici, quelli non capiscono nulla non ho tempo di condividere e via dicendo, ma noi proseguiamo, perchè vogliamo essere certi che nella Vostra mente entri un concetto semplice, semplice, ovvero che questa è essenzialmente una …

CRISI ANTROPOLOGICA!

Se non è ancora chiaro …

Gli psicopatici sfruttano  la natura relativamente caotica della società moderna tra cui il  rapido cambiamento, il rinnovamento costante e un elevato turnover di personale chiave nelle aziende.Tali circostanze consentono loro di ascendere attraverso una combinazione di fascino e carisma , che rende il loro comportamento invisibile e li fa apparire normali sino a sembrare dei leader ideali.

Un ambiente stabile avrebbe invece reso visibili ed identificabili gli psicopatici aziendali, indentificabili  come manager indesiderabili a causa della loro personalità egoista  e altri difetti etici”.

(…) Il problema è iniziato quando questi  incantatori, di fatto hanno preso il potere nelle più importanti istituzioni finanziarie… uomini in grado di influenzare il clima morale di tutta  l’organizzazione di esercitare un potere considerevole.

Essi in gran parte hanno  causato la crisi perché la loro risoluta ricerca del proprio auto-arricchimento e della propria auto-esaltazione con l’esclusione di ogni altra considerazione ha portato ad un abbandono del  vecchio concetto di noblesse oblige, uguaglianza, equità, o di qualsiasi nozione  reale della responsabilità sociale delle imprese “.

Non sembrano essere coinvolti  dai crolli aziendale che provocano.  Questi psicopatici si presentano con disinvoltura nel caos che accade intorno  a loro, senza preoccuparsi di coloro che hanno perso il lavoro, i risparmi e gli  investimenti, senza alcun rimpianto  per quello che hanno fatto.

Amano allegramente mentire sul loro coinvolgimento negli eventi, sono molto  convincenti nell’ incolpare gli altri per quello che è successo e non hanno dubbi  sul proprio valore. CRISI FINANZIARIA: PSICOPATICI IN AZIONE …

A si certo la crisi è una questione tecnica bellezza e tu non ci puoi fare nulla, in fondo la tolleranza e l’apatia…

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16 commenti Commenta
francia r
Scritto il 22 aprile 2016 at 10:35

Bell’articolo, come sempre.
Anzi piu’ che bello unico direi per argomentazione e soprattutto perche’ non cerca di nascondere la realta’ al lettore, o d’imporgli una visione o un prodotto, ma cerca d’inserirlo in un percorso volutamente condiviso di analisi e ricerca di un modello il piu’ possibile reale di comprensione della realta’ con l’intento di trovare una rotta pratica e morale che aiuti i lettori, interessati, a comprendere e fare le scelte migliori per un futuro comune migliore e soprattutto sostenibile in quanto moralmente accettabile.
Grazie Capitano.

laforzamotrice
Scritto il 22 aprile 2016 at 11:31

Caro capitano, come sempre massimo rispetto e stima, ma continuo a pensare che finchè si citerà il vangelo, e ci si appellerà al buon cuore, non solo non cambieranno le cose, ma probabilmente aumenteranno i bidoni. Al posto d’invocare la giustizia divina, si prenda il signor zonin, soci e relative famiglie, li si metta su un’isola deserta e gli si dica che usciranno solo quando avranno riparato gran parte dei danni. Scommetto in risultati migliori.

kry
Scritto il 22 aprile 2016 at 12:22

Rifletto chw non più tardi di 15 anni fa il Veneto vantava almeno 6 banche tra le prime 15 a livello nazionale di cui 2 solo nella provincia di Verona ( tra l’altro nei primi 10 posti ).
Sicuramente non m’aspetto chi dice ” Abbiamo distrutto il sistema bancario veneto e con esso le sue ambizioni d’autonomia “.

aorlansky60
Scritto il 22 aprile 2016 at 12:37

@ ForzaMotrice

Al posto d’invocare la giustizia divina, si prenda il signor zonin, soci e relative famiglie, li si metta su un’isola deserta e gli si dica che usciranno solo quando avranno riparato gran parte dei danni.

completamente d’accordo; un dettaglio : isola deserta completamente priva di palme,
con il sole a irrorare loro la materia grigia ininterrottamente dall’alba al tramonto…

finchè sarà dato ampio spazio ai “garantisti” (con relativa autoprotezione referenziale tra soggetti coinvolti di alto vertice)

gli zonin di turno riusciranno sempre a farla franca (fregando opportunamente i tanti sprovveduti di turno),
meglio essere chiari su questo.

gnutim
Scritto il 22 aprile 2016 at 13:45

io aggiungo di più:
anche se l’aumento di capitale andasse a buona fine, la banca avrebbe 1,5 miliardi di sostanze fresche.

Ma avete idea di quanto crediti deteriorati potrebbe avere in pancia la Pop.Vicenza? Vi faccio notare che solo nel 2015 il bilancio ha chiuso in perdita di 1,407 miliardi e hanno cominciato solo ora a svalutare realmente gli attivi…

Quindi se la matematica non è una opinione se la prossima trimestrale è in linea con la precedente (visto che hanno la BCE in casa), dovranno fare un altro aumento di capitale perchè la banca rischia di abbattere il capitale per perdite…

Chi ha orecchie per intendere intenda

ilribassista
Scritto il 23 aprile 2016 at 01:23

Ok … se mi pagano 0.2 compro un’azione a 0.1!!
Sempre peggio ..
Comunque prima della privatizzazione
Banco Napoli 15.000 miliardi di perdite
Banco di Sicilia 18.000 miliardi di perdite
Etc
etc
Non ricordo bene gli importi … ma tutte le banche presentarono perdite da paura …
Poi vennero privatizzate e come per magia arrivarono solo utili….
Ora dopo 20 anni circa riaffiorano le perdite .. che deve coprire nuovamente lo stato.
Ridicoli… gli italiani … che ancora si fidano e vanno a votare … votando sbagliato … e quando dovrebbero andare a votare non vanno.
A capo dell’Italia ci sono … più o meno… quelli votati dagli italiani …

stanziale
Scritto il 23 aprile 2016 at 13:17

aorlansky60,

Ma perche’ per una volta, dico una, non vai a mettere nell’isola deserta ANCHE i dirigenti di almeno una delle mille sparkassen messe ESATTAMENTE COME la banca pop. di vicenza, ma ” coperte ” dalla bce e bruxelles perche’ i tedeschi fanno come gli pare? CI SIAMO GIA’ SCORDATI L’ARTICOLO DI ANDREA sulle regole cambiate in corsa, per favorire la deutsche bank? Intanto con questo piagnisteo autorazzisteggiante, si stanno semplicemente decidendo le sorti del sistema bancario italiano, e quindi delle imprese, e quindi di tutti noi, MA LA COSA STA’ ANDANDO IN SECONDO PIANO http://www.ilsussidiario.net/News/Economia-e-Finanza/2016/4/23/J-ACCUSE-Sapelli-la-Germania-ci-sta-distruggendo/698584/
cosa c’e’ da capire, COSA? Con L’euro, i fallimenti, l’austerity, la diminuzione dei salari, le tasse di Monti e quindi il calo degli immobili le banche italiane hanno sofferto e alcune sono sottocapitalizzate, non avendo ricevuto gli aiuti ne’ statali , in germania 400 miliardi, in inghilterra 1000 se non erro, ne’ dei fondisalvabanchetedesche, ed anzi al contrario avendo ricevuto sempre la sgradita attenzione dell’eba-bce al contrario delle banche tedesche e francesi. RIPETO, IL TUTTO NON E’ CHIARO??

stanziale
Scritto il 23 aprile 2016 at 13:19

stanziale@finanza,

chiedo scusa ad Aorlanky per l’errore, il post era riferito in particolare al commento di laforzamotrice.

veleno50
Scritto il 23 aprile 2016 at 16:37

stan­zia­le@fi­nan­za,

Anch’io come te amo le aziende Italiane, mi viene un groppo in gola quando sento che un’azienda viene ceduta all’estero.Devi ammettere che a volte non c’è nulla da fare, e questa è un’altra che probabilmente se ne andrà.
il­ri­bas­si­sta@fi­nan­za,

Non è mia intenzione polemizzare ,la faccio breve, dovresti rileggerti cosa hai scritto tempo addietro su certi discorsi su cosa acquistare o no, e sul condizionare gli altri.Un po di coerenza non guasta.buona domenica

ilribassista
Scritto il 23 aprile 2016 at 21:55

ve­le­no50@fi­nan­za,
Nessuna polemica, veleno e buona serata.
Ho scritto che probabilmente se vogliono “papparsi” la banca a 0.1 FORSE lo fanno per guadagnarci e FORSE a 0.1 potrei pensarci.
Non suggerisco l’investimento, in questo momento, nemmeno a me stesso.
Non sono informato di nulla, ho letto solo gli articoli di Andrea, non so quando ci dovrebbe essere l’aumento di capitale.
il mio era un pour parler, forse, come evidenziato da te, poteva essere frainteso.
Buona serata a tutti

stanziale
Scritto il 25 aprile 2016 at 09:35

Propongo questo post qualora sia sfuggito , sulla colonizzazione italiana della francia http://www.ilsussidiario.net/News/Economia-e-Finanza/2016/4/23/FINANZA-E-MEDIA-Rcs-e-la-nuova-avanzata-francese-in-Italia/698759/

stanziale
Scritto il 25 aprile 2016 at 09:43

….e soprattutto questo, leggetelo….https://www.google.it/url?sa=t&rct=j&q=&esrc=s&source=web&cd=1&cad=rja&uact=8&ved=0ahUKEwi3tdLxo6nMAhVB1hoKHcztAG0QFggdMAA&url=http%3A%2F%2Fwww.ilsussidiario.net%2FNews%2FEconomia-e-Finanza%2F2016%2F4%2F20%2FFINANZA-Italcementi-Parmalat-e-gli-investimenti-stranieri-che-ci-impoveriscono%2F697530%2F&usg=AFQjCNEsgrzOjSKeHbOr8xEcsi-iJsFkwA&sig2=jpjGV9XQV65fBZYveZXGfw
cosa comporta la colonizzazione….la parmalat francese rinnega gli impegni presi e si rivolge ora a produttori non italiani , hanno gia’ chiuso 4000 stalle italiane dal 2011…una volta tanto le colpe sulla parmalat non furono dei piddioti, ma del moribondo governo Berlusconi, in nome del “libero mercato”…(?!?)…….

stanziale
Scritto il 25 aprile 2016 at 09:51

….facciamo un po’ di conti..le banche, cr parma, bnl, mps che lavora per l’assicurazione axa, parmalat, italcementi (anche qui perdite immani di posti di lavoro) telecom con la sua rete, mediaset in corso, rcs forse in corso, generali tra un po’..qualcosa ho sicuramente scordato…(enel no, quella la vogliono i tedeschi……)come dice l’articolo, nessuna nazione al mondo svenderebbe neanche un decimo degli asset strategici come abbiamo fatto noi, tanto vale nominare un vicere’ francese e risparmiare sui costi del parlamento…

aorlansky60
Scritto il 26 aprile 2016 at 08:46

@ Stanziale

chiedo scusa ad Aorlansky per l’errore, il post era riferito in particolare al commento di laforzamotrice.

:-)

siamo 1 a 1 (ti avevo chiamato in causa erroneamente su un commento non scritto da te in un thread precedente)

:lol: ;-)

ma a parte questo, la tua osservazione in merito alle sparkassen “coperte dalla bce e da bruxelles perchè i tedeschi fanno come gli pare” è assai pertinente; prova ulteriore che nella UE le regole non sono uguali per tutti gli Stati membri;

questo despotismo operato dai tedeschi, al di là delle “regole” che a loro piace così tanto rispettare in teoria e ignorare in pratica, fà comodo soprattutto a loro, questo mi sembra prefino troppo evidente e monotono da ricordare.

le banche italiane hanno sofferto e alcune sono sottocapitalizzate, non avendo ricevuto gli aiuti ne’ statali , in germania 400 miliardi

l’UE, come noto, vieta gli aiuti di stato, a cominciare dal sistema bancario; ma com’è che per la loro caratteristica -le sparkassen tedesche sono fortemente in mano allo Stato tedesco- alla germania si può chiudere un occhio su questo e per gli altri no???

La Germania conta oltre quattrocento Sparkassen sparse sul territorio; di proprietà dello Stato, riversano al settore pubblico i loro profitti, ma, soprattutto, la loro caratteristica principale (la loro “mission” si potrebbe dire) è quella di finanziare molte delle più vistose iniziative delle amministrazioni locali nonché il grosso delle imprese locali.

Essendo pubbliche, queste casse territoriali non sono state investite dai controlli dei commissari europei al tempo degli stress test, cosa che invece ha investito MOLTO da vicino gli istituti bancari italiani (privati);

un ambiguità davvero niente male; ma allora perchè gli altri [Stati UE] non hanno modellato il proprio sistema economico su quello tedesco visto che i risultati sono così interessanti ???

ma forse la vera domanda è : perchè si permette alla Germania un sistema del genere che rappresenta un caso unico -mi pare- in tutta l’UE ???

la risposta non è difficile : perchè la Germania non è Cipro ne la Slovenia ne la Lituania e neppure la Croazia,

ma è la Germania

aorlansky60
Scritto il 26 aprile 2016 at 09:16

@ Stanziale

nessuna nazione al mondo svenderebbe neanche un decimo degli asset strategici come abbiamo fatto noi

concordo e ti seguo al 100% su questa tua preoccupazione che manifesti periodicamente; purtroppo, il trend in atto da alcuni anni (uno dei termometri in grado di misurare lo stato di salute di un paese) non accenna a diminuire (anzi).

La colpa di non avere la forza economica adeguata per proteggere la nazionalità nativa di molte nostre importanti società (passate in mano straniera recentemente negli ultimi anni, la lista è impressionante per numero e per settore merceologico)
non è solo di “adesso” o dell’altro ieri, ma parte da molto più lontano, ed è da rintracciare nella visione miope di una classe politica dirigente incapace, susseguitasi per alcuni decenni(diciamo dagli anni 70 in poi) che non ha mai avuto le idee chiare su una strategia comune da adottare su scala nazionale per il bene dell’intero paese (alla fine si arriva sempre alla conclusione della “frammentarietà e divisione” quale caratteristica “tipica” dell’italia, purtroppo) salvo avere le idee ben chiare solo su un punto preciso : il proprio tornaconto personale – sia a livello di immagine che di qualcosa d’altro…

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