TITOLI DI STATO E EUROBOND: NEIN NEIN NEIN…!

Scritto il alle 09:00 da icebergfinanza

Ieri tanto per cambiare è arrivato l’ennesimo rifiuto dai gerarchi d’Europa…

Berlino dice no agli eurobond per i rifugiati.

Al Brennero i nipotini di CheccoBeppe stanno costruendo con il secchiello un muro di sabbia che verrà travolto dalla storia e in giro per l’Europa reticolari e filo spinato ovunque.

L’altra notizia arriva direttamente dall’ECOFIN, il suono della campanella è finita la ricreazione….

Ieri qualcuno ha chiesto di spiegare nei dettagli questo articolo …

Banche: su tavolo Ecofin trattamento rischio debito sovrano

Chiedo scusa ma non c’è nulla da spiegare alla luce di questa notizia se comfermata…

COMITATO DI BASILEA E DEUTSCHE BANK: ACCORDO RAGGIUNTO…

La sintesi è che se sono riusciti a riunire addirittura un comitato ECOFIN per discutere del nulla ovvero il rischio di un titolo di Stato nel portafoglio di una banca e nessuno si è preso la briga di discutere sul rischio leva e derivati che comportano banche come Deutsche Bank, significa che siamo di fronte a un manipolo di ignoranti e incompetenti che non sanno neanche quello che fanno.

O meglio, sappiamo tutti quello che stanno facendo, ma forse è meglio lasciar perdere e lasciare che la nemesi di questa crisi faccia il suo corso, preparandosi come meglio possibile alla prossima tempesta perfetta.

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3 commenti Commenta
mastrociuchino
Scritto il 19 aprile 2016 at 09:41

E’ tutto talmente folle, ridicolo, privo di ogni ragionevole logica… che è perfettamente calzante con la società decadente e degradata in cui ci tocca soprav(vivere)…
una marea di stupidi che partoriscono e sopportano la classe dirigente/dirigista che sta devastando il pianeta a colpi di avidità…
consapevolezza = grande amarezza

aorlansky60
Scritto il 19 aprile 2016 at 10:59

@ Mastrociuchino :

Appare evidente che tutto ciò che vediamo manifestarsi al presente (a livello di decisioni economiche critiche nelle aree fortemente industrializzate del mondo) sia conseguenza di quello che i protagonisti di questa storia hanno montato dall’inizio;

intendo dire -l’avrò già detto ormai più volte- che errore dopo errore dopo errore per cercare di riparare una situazione critica di partenza

(a partire dall’innesco di tutto, cioè la “deregulation” clintoniana di fine anni ’90 che sembrava promettere il “giardino dell’eden” all’economia americana, che ha portato le banche d’affari statunitensi ad inventarsi quei pericolosi stratagemmi finanziari ormai noti che hanno poi coinvolto altre grandi banche di mezzo mondo, dall’UK alla FR DE CH NL etc etc che ha portato alla crisi dei subprimes 2007 negli USA, ai crolli di borsa del 2008 culminati con il crak di Lehman bros)

il meccanismo messo in moto [per cercare di tamponare i problemi derivanti] è nel frattempo sfuggito loro di mano,
(“loro” intesi come banche centrali e al di sopra di esse i governi dei più potenti paesi che le governano)

al punto che forse (se non sono troppo stupidi come penso) loro stessi sanno che le soluzioni proposte attualmente sono ERRATE ma non ne possono più fare a meno perchè sono quelle che fanno meno male negli interessi dell’intero sistema (compresi i mercati finanziari con tutto quello che vi bolle dentro…) nell’immediato.

Con molte probabilità si arriverà -presto o tardi- al punto di rottura (quello di non ritorno è già stato oltrepassato),
ed allora ci sarà da accomodarsi per vedere l’inizio di un bel film (“bel” mica tanto, lo sfondo non potrà che essere dei più cupi immaginabili, forse anche peggio…)

bano
Scritto il 19 aprile 2016 at 21:44

Alla fine di tutto viene da pensare che oggi comperare un obbligazione,sopratutto bancaria è come fare bungie jumpy ti butti con l’elastico e non ti sfracelli, oddio il primo salto è adrenalinico ma poi vai su e giù fino alla scadenza dell’elastico, tranne che se salti con un elastico di marca bail in ,,,,,,,,,,

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