A BOTTOM IN OIL!

Scritto il alle 08:46 da icebergfinanza

Mentre all’orizzonte “mainstream” si predicono strepitosi traguarsi per l’ultimo rimbalzo o bottom del petrolio, noi ricordiamo ai nostri lettori, quante volte ad esempio il buon Greenspan, ex governatore della Federal Reserve predisse la fine del crollo immobiliare…

Greenspan: Housing to Bottom in H1 2009 14 ago 2008

Greenspan Sees a Bottom, Foreclosures Soar…Again 14 mag 2009

Greenspan Says Housing is Nowhere Near Bottom  26 lug 2010 

Yeah! The Housing Bottom Is Here!  31 mag 2012 Greenspan Says `Worst’ May Be Past in U.S. Housing

E mi fermo qui!

Ora ricominciamo con il petrolio…

Bottom for oil in 2015 is $35 26 nov 2014

Oil stocks see ‘bottom’ in crude 17 dic 2014

“JPMorgan: Oil has hit bottom  26 May 2015

Oil Stocks May Have Hit Bottom: 21 lug 2015

 Why OPEC Thinks Oil Prices Have Hit Bottom 17 ott 2015

Qatar’s Energy Minister Says Oil Prices Have Bottomed Out …11 ott 2015

Does Buffett See A Bottom In Oil Prices 18 jan 2016

Expert: Two signs that oil prices may have bottomed 8 mar 2016

Oil prices ‘may have bottomed out’ 11 mar 2016

ImmagineA si certo, ci siamo persi il bottom!

VN:F [1.9.20_1166]
Rating: 9.7/10 (19 votes cast)
VN:F [1.9.20_1166]
Rating: +16 (from 16 votes)
A BOTTOM IN OIL!, 9.7 out of 10 based on 19 ratings
Tags:   |
33 commenti Commenta
francia r
Scritto il 14 marzo 2016 at 10:15

Perdonate …. forse è che stanno tutti andando troppo a “bottan” da qualche annetto per cogliere l’essenza del vero “bottom” economico di alcunchè…. diciamo che potremmo sperare di essere arrivati almeno a quello morale, ma hanno delle trivelle che noi poveri mortali non riusciamo a immaginare.
La Consapevolezza è qualcosa d’intrinseco e sfuggente, è vero, ma qui in questa fossa morale in cui ci troviamo da qualche decennio, non la cerca nessuno, a parte il nostro Capitano.

kry
Scritto il 14 marzo 2016 at 10:50

A BOTTOM IN OIL!

Come si traduce ??? Con …

Il botto dell’oil

john_ludd
Scritto il 14 marzo 2016 at 14:58

In due mesi il petrolio è salito del 50% miglior asset category. Il tutto mentre eserciti con lo specchietto retrovisore in mano e malgrado un doppio minimo a 26 USD continuavano a darlo più in basso. Difficile immaginare il petrolio in salita ora e anzi a rigor di logica dovrebbe calare e parecchio ma nell’era dell’iper attivismo delle banche centrali che pasticciano sui derivati la logica non c’è !!! La correlazione tra mercati azionari e oil se la vedono i blogger la vedono anche le CB e i loro bracci operativi. Su questo Berman è silenzioso, ma dopo che gli ho scritto conviene che troppe cose sono innaturali in questo periodo e che quindi sia il petrolio a 140 che quello a 26 puzzano di pesce marcio. Ma soprattutto più passa il tempo più i presupposti del basso prezzo del petrolio vengono meno. Gli ultimi dati EIA mostrano che gli USA importano 1 milione di barili in più rispetto 12 mesi fa, le importazioni cinesi sono in aumento e hanno sfondato la soglia degli 8 milioni di barili/giorno a febbraio (la produzione cinese è pure in lieve aumento a 4 milioni/giorno) mentre quelle da parte dell’India sono semplicemente esplosive. Con il mercato più giovane e consumi pro/capite i più bassi tra i paesi di rilievo agli indiani serviranno almeno 1 milione di barili/giorno in più da qui al 2020, più di tutta la produzione incrementale che anche i più ottimisti ritengono possano arrivare dall’Iran. Nel frattempo la produzione di una moltitudine di campi legacy è in calo (dal Mar del Nord, al Messico, all’Algeria etc…). Ma lo sport di fare previsioni a breve sul prezzo del petrolio ormai acceca anche il povero Machiavelli che dovrebbe cimentarsi in quel che meglio conosce considerando che pure gli insiders sono oggi senza parole e ben si guardano dal giocarsi la credibilità parlando di prezzi. Se poi si riflette un attimo che le grane vengono sempre da ciò che NON si conosce e che quelle più grosse e letali vengono da ciò che NON si sa di NON conoscere…

mauri69
Scritto il 14 marzo 2016 at 16:27

John, massimo rispetto per te e per il Capitano che seguo da sempre. Mi sembra che fino ad ora non ne abbia sbagliate molte di tendenze. Non capisco invece il tuo ragionamento nel senso che mi rendo conto che il petrolio possa andare a 26 come a 140 e che tutti e due i prezzi siano irrealistici. Capisco anche che questo possa avvenire da oggi fino al 2020. Quello che non capisco è dove sarebbe l’errore del capitano. Da quello che ho capito sta solo scrivendo che i mercati salgono perché i polli credono a quello che le volpi vanno raccontando e visto che raccontano che il futuro sarà roseo allora sale anche il petrolio. Il risultato logico è che quando non potranno più nascondere la recessione in atto si sgonfieranno mercati, oil, materie prime, ecc. ecc. e così avremo la tempesta perfetta. Riguardo al petrolio quello che è già stato “venduto” come bottom è solo un ennesimo ribasso, non l’ultimo ribasso.

silvio66
Scritto il 14 marzo 2016 at 16:38

…magari tornasse sotto trenta così lo ricompiamo…non servono 140 ci bastano 60/70 per fare il botto..

john_ludd
Scritto il 14 marzo 2016 at 18:34

mau­ri69@fi­nan­za,

l’idea stessa di prevedere l’andamento dei prezzi a breve è peregrina. Lo è sempre stata ma oggi in particolare con le banche centrali e le loro succursali a operare direttamente sui mercati dei futures. I mercati sono sempre stati manipolati, non è mai esistita l’epoca d’oro, chi è più grande e vicino al vertice ha sempre influito sui prezzi MA ora è davvero diverso. Quello che ci si ostina a chiamare mercati sono un simulacro. Non ci sono scambi, il mercato dei bond è zero, i tassi salgono o scendono seguendo i futures, basta osservare l’andamento recente dei repo, l’equity vede deflussi da un’era geologica ma sale perchè la credibilità nelle banche centrali è la colla che tiene insieme il tutto e quella credibilità è stata costruita sul “wealth effect” l’unico risultato dei vari QE. Tuttavia i mercati delle commodities sono strutturalmente differenti in quanto il sottostante è un bene fisico reale la cui disponibilità non è nelle facoltà delle banche centrali ma nelle mani dei produttori e ORA COME PRIMA nel settore petrolifero il produttore che determina i prezzi (il cosiddetto swing producer) è l’Arabia Saudita e non i drillers americani. L’intera platea dei commentatori stelle e strisce indipendentemente dalla parrocchia di appartenenza crede e vuol far credere che non è così. La residua credibilità dell’America è costruita sul mito dell’indipendenza energetica, un falso così facile da dimostrare che il solo fatto che persista dovrebbe più che insospettire ma terrorizzare. Il petrolio da shale è economico sopra 70-80 dollari e il gas di cui non si parla ma che è almeno altrettanto importante è al break even al triplo del prezzo attuale. Nulla si crea e nulla si distrugge quindi qualcuno si sta assumendo tutte quelle perdite e uno di questi è la platea di investitori esteri che tiene elevato il prezzo del dollaro permettendo alla FED di continuare con le sue politiche di denaro a costo zero. Una curiosità: il solo costo per interessi sopportato dai frackers è pari all’80% del cash flow !!! Il mantenimento della finzione della nuova Arabia Saudita a stelle e strisce è talmente importante che lì si gioca il futuro dell’impero, il ruolo del dollaro e l’attuale assetto del sistema monetario che non conviene ai produttori di commodities ma neppure conviene al cittadino medio americano che infatti vota Trump il quale è poi portavoce di una vasta porzione di produttori americani che pretendono di attuare una politica protezionista che POVERETTI pensano di poter attuare in quanto energeticamente indipendenti. Per me che credo che alla fine è sempre la geologia ad averla vinta non ci sono dubbi su cosa ci sia alla fine della strada per gli uanagana, e qui sta la profonda differenza tra me e Mazzalai. Lui semplicemente non ci crede oppure pensa di avere dieci anni di tempo e pende tutto da una parte sola, il che è pericoloso perchè quando avverrà sarà… come il titolo del film di John Landis del 1985.

john_ludd
Scritto il 14 marzo 2016 at 18:39

mau­ri69@fi­nan­za,

ma senza stare sempre a guardare all’ammerica pensa a quel che accadrebbe QUI dove il minor costo dell’energia vale 1,5 punti di PIL mentre il miracolo di Renzi vale 0,6. Quindi per essere chiari possiedo treasuries e bond autraliani (che mi piacciono più dei primi) insieme alla sua nemesi ma non possiedo alcun bond italiano ed area euro in generale e credo che solo un pazzo o uno con una pistola puntata alla testa se li possa tenere in portafoglio.

dorf001
Scritto il 14 marzo 2016 at 20:33

kry@​finanza,

ciao KRY. dai ridi un pò. come traduci bottom oil? eccoti varie versioni.

1) olio di fondo. 2) bottom = fondo ,estremità. colare a picco. infimo, ultimo.

figurato: giocare l’ultima carta.

oppure alla fracchia= una cagata pazzesca!!!

HOLA

silvio66
Scritto il 15 marzo 2016 at 00:39

Ciao John,
colgo l’occasione per ringraziarti delle precedenti dritte sul tema e a tal proposito quando la gallina non becca vuol dire che ha già beccato alias sta comprando anche lui.
Riassumo ciò che ho capito: un anno e mezzo fa i nordamericani hanno spinto oltre lofferta per fregar quote di mercato agl arabi e regolare rapporti internazionali fastidiosi. Gli arabi ovviamente non ci sono stati e per tutto questo tempo ci sono stati dentro solo loro. Le previsioni su quanto potesse durare fatte a suo tempo sono scadute o stanno per scadere. Oggi nessuno parla perché siamo arrivati al limite. Sull America mi pongo tra tra te e Andrea dicendo che se caduta ci sarà loro saranno certamente gli ultimi.
Buona notte
rong>john_­ludd@fi­nan­za,

aorlansky60
Scritto il 15 marzo 2016 at 08:20

Che i Saudi Arabian fossero quelli che [nel mondo intero] maggiormente riescono a determinare la quotazione del greggio, da molto molto tempo, già si sapeva (ovviamente)

ma la parte più interessante del pensiero qui esposto da John mi sembra questo :

Con il mercato più giovane e consumi pro/capite i più bassi tra i paesi di rilievo agli indiani serviranno almeno 1 milione di barili/giorno in più da qui al 2020, più di tutta la produzione incrementale che anche i più ottimisti ritengono possano arrivare dall’Iran. Nel frattempo la produzione di una moltitudine di campi legacy è in calo (dal Mar del Nord, al Messico, all’Algeria etc…).

in pratica, John stà prevedendo una recrudescenza selvaggia a salire del prezzo del greggio tra il presente e non molto tempo futuro, visto che oltre all’India, i consumi di altri paesi particolarmente voraci sembrano aumentare (“Gli ultimi dati EIA mostrano che gli USA importano 1 milione di barili in più rispetto 12 mesi fa, le importazioni cinesi sono in aumento e hanno sfondato la soglia degli 8 milioni di barili/giorno a febbraio (la produzione cinese è pure in lieve aumento a 4 milioni/giorno)

mauri69
Scritto il 15 marzo 2016 at 09:42

john_­ludd@fi­nan­za,

john, personalmente la penso esattamente come te, il che non è difficile visto che credo di essermi accostato alla “materia” grazie alle tue spiegazioni.
Non riesco però a capire perché pensi che il Capitano abbia una idea differente, mi sto riferendo al petrolio in particolare, nel senso che l’unica cosa che per il Capitano è chiara (bontà sua) è che il prezzo del petrolio non ha raggiunto il suo bottom con il doppio minimo a 26.
Che dopo possa tornare a 140 o dove vorranno gli arabi non mi pare lo abbia mai escluso.
Sono sempre d’accordo con te sul fatto che non si possano fare previsioni a breve e che sia un esercizio estremamente difficile (tu l’hai definito peregrino e per quello che mi riguarda è perfetto). Certo è che il Capitano è stato tirato dai più per la giacchetta (me compreso) è ha dato una sua visione di quello che potrebbe succedere. Lo ha fatto in passato e mi auguro continui anche in futuro. Lo ha sempre ammesso le sue idee (non voglio neanche chiamarle previsioni) vengono studiando i dati nudi e crudi e l’analisi tecnica (poi i mercati fanno quello che vogliono).
Mi auguro che nessuno faccia del trading di breve in base a quello che si scrive su questo sito, sarebbe un folle e comunque i suoi soldi non durerebbero molto.
Personalmente resto convinto che questa sia una guerra che gli arabi abbiano deciso di fare contro gli americani e non solo, resto anche dell’idea che terranno il prezzo basso fino a quando non raggiungeranno i loro scopi, prezzo che potrà anche scendere sotto i 26 dollari.
Sono anche fermamente convinto del fatto che quando gli Arabi saranno contenti (ma non ce lo faranno sapere prima) bisognerà allacciare le cinture di sicurezza perché allora si sarà tutto in una notte. Adesso è come se avessimo una molla che si sta schiacciando sempre di più, ma la molla non si romperà e prima o poi (credo più prima che poi) salterà.

ilribassista
Scritto il 15 marzo 2016 at 10:43

john_­ludd@fi­nan­za,

Caro John,
sono sinceramente stupito, vista la Tua indubbia intelligenza, delle Tue certezze.
Alla fine del 1800 la distribuzione dell’energia elettrica avveniva a corrente continua; grazie alle invenzioni di Nikola Tesla la corrente venne distribuita con corrente alternata cambiando lo sviluppo economico.

Come facciamo ad essere certi che il petrolio debba essere l’unica fonte di energia del futuro? non ti parlo di pannelli fotovoltaici ed altro … dico solo che dopo aver scoperto il petrolio hanno prodotto energia anche in forma nucleare.
Prima del nucleare nessuno pensava fosse possibile farlo.

Ora io non conosco nessuna nuova fonte energetica ma non escludo che possa esistere.

Sul petrolio io ho una visione diversa dalla Tua perchè presumo sia di origine abiotica ma pur avendo questa idea prendo atto che il consumo degli ultimi 100 anni possa essere superiore alla nuova produzione (anzi direi che ne sono certo…) quindi è altamente probabile che a questi ritmi si rischi di consumare tutto il petrolio attualmente nelle viscere della terra ma allo stesso tempo non escludo la possibilità che il consumo di petrolio possa in futuro diminuire in conseguenza dell’utilizzo di nuove tecnologie … o cosa ancora più grave .. mediante tecnologie già presenti ma non utilizzate!! (purtroppo esiste anche questa eventualità).
La mia non è una critica alla Tua opinione è, ripeto, un (non trovo la parola corretta) “disappunto” sulle Tue certezze.

Io di certo conosco solo la morte … che avverrà, non si sa quando… ma arriverà (spero più in là possibile.. ed in piena salute).
Complimenti per i Tuoi scritti che leggo sempre con immenso piacere perché mi piace sempre cercare di migliorarmi leggendo cose che non conosco.
Buona giornata
Federico

P.S. spero Tu abbia compreso il senso del mio messaggio; purtroppo scrivendo alle volte posso nascere delle incomprensioni

john_ludd
Scritto il 15 marzo 2016 at 16:04

il­ri­bas­si­sta@fi­nan­za,

dell’origine abiogenica si è parlato sin troppo, questo articoletto può fare al caso tuo

http://peakoil.com/geology/abiogenic-oil-is-it-the-end-of-peak-oil-fears

il problema della civiltà industriale non è che richiede solo energia ma ENERGIA AD ALTA INTENSITA E SENZA INTERRUZIONI che nessuna fonte rinnovabile è in grado di fornire. Il problema è ben noto, ti rimando a uno dei migliori specialisti al mondo Vaclav Smil. Non ho sottomano i miei link, una ricerca ti porterà al sito del professore e/o ad alcuni suoi articoli divulgativi.

john_ludd
Scritto il 15 marzo 2016 at 16:13

sil­vio66@fi­nan­za,
aor­lan­sky60,
mau­ri69@fi­nan­za,

io non parlo di prezzo perchè è una assurdità se considerato da solo. Il prezzo è sempre relativo. Quello di cui sistematicamente scrivo è di potere di acquisto in chilowattore e/o di consumi energetici pro/capite da tempo in calo in Italia e altri paesi e che tra 20 sarà molto più basso di oggi ovunque, sempre nella media. Essendo l’economia funzione dell’energia e non viceversa, il resto viene di conseguenza. Che si possa vivere bene con la metà dell’energia pro/capite è certo, che l’attuale sistema industriale/finanziario (sociale ed economico) non possa adattarsi è altrettanto certo. Con cosa potrà venire sostituito non lo so ma quel che so è che se non si comprende la natura della funzione esponenziale in un pianeta finito si continua a ragionare in modo assurdo.

ilribassista
Scritto il 15 marzo 2016 at 16:57

john_­ludd@fi­nan­za,

Grazie mille.
Appena sono in ufficio mi stampo i documenti che mi hai inviato e cerco i Link.
Buona giornata
Federico

ilribassista
Scritto il 15 marzo 2016 at 18:27

john_­ludd@fi­nan­za,

Premetto che ho letto l’articolo su peakoil in treno e una parte era oscurata …
Però. .. se la terra è piatta … etc
Questa nuova teoria!!!
Una teoria di 100 anni è nuova?
A me pare che sia scritto da una persona che ha la sua idea e non la vuole cambiare.

Allo stesso tempo condivido quando scrive “anche se fosse abiogina” la velocità con la quale si consuma potrebbe essere maggiore di quella con cui si genera … ed infatti è quello che ho scritto io.

Per quanto riguarda la nuova energia ripeto non sto parlando di energia rinnovabile. ..
La corrente alternata esiste. .. ma prima non esisteva!
Il petrolio esisteva (anche prescindere dalla sia origine) eppure non veniva estratto … per quale motivo? Semplice si chiama progresso.

Io non sono in grado di avere la certezza che il progresso tecnologico/nuove scoperte possano determinare una minore necessità di petrolio.

Tutto qua.
Io penso, spero, che il progresso possa portarci un mondo migliore.
Per me un mondo migliore è un mondo dove una riduzione del pil può essere positiva.
Consumare senza senso per me non è progresso.

Pensa se i soldi che sono stati investiti per fare guerre negli ultimi 40 anni fossero stati investiti in sviluppo tecnologico .. oggi chissà?
Pensa se non fosse stato utilizzato petrolio per i conflitti … quanto petrolio in più avremmo?
Pensa se una macchina facesse 100 km con un litro
Pensa se la pavimentazione delle strade durasse il 20% in più. .. quando petrolio in meno avremmo consumato?
Pensa se potessimo già utilizzare pannelli fotovoltaici con rendimento del 60% anziché del 18%!!!!
Tante domande alle quali non so rispondere e una su tutte … perché non ci danno queste tecnologie?
Ah si … ammortamento degli investimenti. .. ossia, tradotto, avidità.
Potremmo essere su Marte o chissà dove nell’universo invece siamo qui a chiederci fino a quando avremo petrolio.

Se vuoi il week end dell’uno maggio sarò ad Imola.
Buona serata
Federico

ilribassista
Scritto il 15 marzo 2016 at 18:46

john_­ludd@fi­nan­za,

Sempre su peakoil mi sono letto population bomb
Per quanto concerne il cibo mi chiedo …
Nella situazione attuale (il futuro non lo conosco ) se consumassimo in modo corretto ci sarebbe cibo per tutti?
Ebbene … pare di sì. ..
Eppure noi buttiamo il cibo ed altri non ne hanno
Pensa quanti obesi ci sono

john_ludd
Scritto il 15 marzo 2016 at 20:55

il­ri­bas­si­sta@fi­nan­za,

Negli stati uniti sino al 40% del cibo finisce in discarica, in Italia pare attorno al 30%. Per produrre tutto questo cibo in eccesso si consuma una quantità esorbitante di energia in modo diretto (carburanti) e indiretto (fertilizzanti) e si sfruttano i terreni in maniera eccessiva impoverendoli in modo che servono sempre più fertilizzanti per compensare la perdita di nutrienti naturali. In occidente il consumo di proteine animali è follia autolesionista, inoltre miliardi di bovini producono enormi quantità di metano e richiedono sempre maggiori terreni per il pascolo che vengono sottratti ai boschi; questi terreni si rivelano molto poveri e producono per pochi anni. Con il progressivo relativo arricchimento di altri paesi la dieta a base di carne è in aumento e con essa i problemi elencati i quali sono nel suo complesso almeno altrettanto gravi che quelli provocati dai consumi industriali. Nello stesso pianeta sono centinai di milioni le persone che vivono con una dieta al di sotto del contenuto minimo calorico e molti di questi sono bambini che ricevono quindi uno sviluppo fisico e mentale sub normale. L’epoca attuale è alquanta assurda, funziona circa così:

un villaggio trovandosi nella necessità di reperire risorse finanziarie immediate decide di tagliare il bosco millenario che sorge sulla collina. Gli alberi vengono quindi tagliati e venduti al mercato. Tuttavia anche i villaggi vicini e lontani optano per la stessa soluzione e tagliano tutte le foreste millenarie, ma che delusione ! Il mercato viene allagato da tronchi che nessuno vuole e il prezzo ricavato è molto al di sotto delle aspettative. Nel contempo il capitale naturale sul quale poggia l’intera economia e la vita stessa viene distrutto per sempre. Non siamo ancora in grado di riconoscere il valore delle cose, siamo solo in grado di dare un prezzo e quindi ci fottiamo allegramente da soli. Spero vivamente di sbagliarmi. Ciao.

ilribassista
Scritto il 15 marzo 2016 at 21:28

john_­ludd@fi­nan­za,

Un capo villaggio manda il figlio a tagliare la legna del bosco.
Poi gli sorge il dubbio che non abbia tagliato sufficiente legna quindi va dal capo villaggio vicino e gli chiede un parere; il gran capo villaggio guarda all’orizzonte e dice: prevedo grande freddo nel prossimo inverno.
Così il capo villaggio torna a casa dal figlio e gli dice di andare a tagliare altra legna.
Quando il figlio è via il capo villaggio si reca ancora dall’altro capo villaggio è gli chiede un parere: il gran capo villaggio scruta l’orizzonte e dice: si prevede un inverno freddissimo.
Il ciclo si ripete qualche altra volta ….
Nell’ultima volta il capo villaggio chiede al saggio … come fai a capire che ci sarà l’inverno più rigido della storia?
Il saggio risponde: vedo che continuano a tagliare legna!!!!!

Era una vecchia barzelletta. .. non sono un bravo narratore ma rende l’idea di quanto l’uomo possa sembrare stupido.
Se andiamo avanti così avrà ragione multhus! !!
E le sue troveranno ragione non nell’impossibilità di produrre ma in un errato consumo.
Autolesionismo! !!
Mah …
Se vieni a imola ci rilasciato un pò. .. sempre che ti piacciano le moto

ilribassista
Scritto il 15 marzo 2016 at 21:30

Il correttore automatico è assurdo!!!
Ovviamente avevo scritto malthus
E ad Imola. .. ci rilassiamo. .

mauri69
Scritto il 16 marzo 2016 at 07:43

Grazie John!

aorlansky60
Scritto il 16 marzo 2016 at 08:47

@ IlRibassista

Pensa se i soldi che sono stati investiti per fare guerre negli ultimi 40 anni fossero stati investiti in sviluppo tecnologico .. oggi chissà?
Pensa se non fosse stato utilizzato petrolio per i conflitti … quanto petrolio in più avremmo?
Pensa se una macchina facesse 100 km con un litro
Pensa se la pavimentazione delle strade durasse il 20% in più. .. quando petrolio in meno avremmo consumato?
Pensa se potessimo già utilizzare pannelli fotovoltaici con rendimento del 60% anziché del 18%!!!!
Tante domande alle quali non so rispondere e una su tutte … perché non ci danno queste tecnologie?
Ah si … ammortamento degli investimenti. .. ossia, tradotto, avidità.
Potremmo essere su Marte o chissà dove nell’universo invece siamo qui a chiederci fino a quando avremo petrolio.

un mio professore di storia e lettere delle medie usava dire che “con i SE e con i MA non si fa la Storia…

ciò non toglie che per quanto hai scritto ed ho estrapolato qui, hai ragione su tutta la linea e concordo con te al 100%

peraltro avevo scritto lo stesso pensiero e concetto in un altro thread del blog quanche giorno fà :

Se una qualche forma di intellingenza superiore stà scrutando il pianeta Terra [da molto lontano], essi devono essere giunti alla conclusione, chiedendoselo : “ma quale strana specie di esseri è mai quella dominante su quel pianeta, così intenta a sciupare e sperperare energie contendendosele a vicenda, combattendo tra essi per la supremazia, degradando l’ambiente della loro CASA che li ospita per arrivare a tanto… che alla fine è nulla rispetto a quanto potrebbero ambire e realizzare, se solo sapessero unire le proprie forze.

ilribassista
Scritto il 16 marzo 2016 at 09:20

aor­lan­sky60,
Grazie per la tua risposta e buona giornata

ilribassista
Scritto il 16 marzo 2016 at 10:19

john_­ludd@fi­nan­za,
Ciao john scusa se ti disturbo ma quanto sono affidabili i grafici su peakoil?
Se non ho capito male leggi spesso quel sito; ho visto poco fa un articolo sul prezzo del petrolio e quello che mi ha lasciato basito è l’andamento dei debiti.
Dal grafico riportato nell’articolo si evidenzia una fortissima riduzione dell’indebitamento, di Tutti, nel periodo giugno 2014-gennaio 2015.
Ad occhio sembrerebbe che il debito europeo sia passato da 56 miliardi a circa 47 (circa) .. da 56 a 47 la differenza è 9 ossia il 16% di variazione!!!!!!!!!!!
Mi puoi cortesemente dire se sto commettendo io un errore di valutazione?
Andrea se hai tempo prova a guardare anche tu, grazie
Buona giornata
Federico

aorlansky60
Scritto il 16 marzo 2016 at 10:51

@ John_ludd

io non parlo di prezzo perchè è una assurdità se considerato da solo. Il prezzo è sempre relativo.

il “prezzo” [della materia in oggetto] è la semplice conseguenza di ciò che sembri prevedere avvenire nei prossimi anni per quanto riguarda l’aumento della domanda di petrolio nel mondo, in base alla classica legge di mercato che regola i beni

“quantità domanda in aumento, prezzo dell’offerta in aumento”

mi interessa molto l’argomento, perchè è facile rendersi conto che più delle leggi che regolano la finanza,
l’ENERGIA [e le risorse del pianeta necessarie a ricavare questa, per l’uso richiesto nell’ambito del sistema industriale e da questo poi a servire gli innumerevoli usi pratici] sono nel nucleo del discorso che ruota intorno all’uomo e al suo futuro;

riprendendo il tuo intervento,

Tu prevedi un sensibile aumento della domanda di petrolio [nei prossimi anni al 2020] per quanto riguarda l’India (quasi 1 miliardo di individui, è bene ricordarlo) + domanda in aumento in Cina (1,4 miliardi di individui) e in nord-america (350 milioni di individui compreso il Canada);

le tue parole :

Con il mercato più giovane e consumi pro/capite i più bassi tra i paesi di rilievo, agli indiani serviranno almeno 1 milione di barili/giorno in più da qui al 2020, più di tutta la produzione incrementale che anche i più ottimisti ritengono possano arrivare dall’Iran. Nel frattempo la produzione di una moltitudine di campi legacy è in calo (dal Mar del Nord, al Messico, all’Algeria etc…).

Gli ultimi dati EIA mostrano che gli USA importano 1 milione di barili in più rispetto 12 mesi fa, le importazioni cinesi sono in aumento e hanno sfondato la soglia degli 8 milioni di barili/giorno a febbraio (la produzione cinese è pure in lieve aumento a 4 milioni/giorno).“

E’ particolarmente interessante (a mio modo di intendere)

il particolare (1) “Nel frattempo la produzione di una moltitudine di campi legacy è in calo (dal Mar del Nord, al Messico, all’Algeria etc…)”
+
il particolare (2) “più di tutta la produzione incrementale che anche i più ottimisti ritengono possano arrivare dall’Iran.

il che mi porta a chiederti :

1) quali sono le stime note e conosciute -sia ai comuni mortali come noi, sia ai professionisti del settore, sia ai pochi che hanno in mano il core-business della materia- per quanto riguarda il potenziale di greggio ancora estraibile dai pozzi mondiali in prospettiva futura??? …per quanto tempo ancora ci sarà petrolio a disposizione da estrarre prima del suo esaurimento ???
(ricordo che quando ero alle superiori negli anni 70, l’argomento energia già era di mio interesse tanto da averne fatto un gruppo di lavoro scolastico su questo, con tanto di ricerca approfondita, ebbene, ricordo che i dati di allora davano in esaurimento i pozzi petroliferi per i primi anni del 2000, previsione poi clamorosamente errata; al momento attuale cosa prevedono gli esperti???)

chiedo questo perchè dal tuo discorso emerge una tua preoccupazione circa la sostenibilità dell’estraibile rispetto alla [futura] domanda mondiale,

il che mi collega alla seconda domanda :

2) in caso di progressiva diminuzione dell’offerta [di greggio] in conseguenza ai problemi(particolari 1 e 2) legati a forte aumento domanda su scala mondiale che prevedi, quanto è pronto il mondo industrializzato a poter fare a meno del petrolio? quanto -di quello che si conosce per già approntato o in via di sperimentazione- è in grado di poter sostituire il petrolio su tutta la sua scala industriale (dall’estrazione alla raffinazione e da questi a tutti i campi di sviluppo -IMMAGINO TANTI- che vanno ad interessare l’utilizzo umano nella pratica quotidiana) e soprattutto IN QUANTO TEMPO ???

scusa la lunghezza [non sono mai riuscito ad essere conciso quando argomento, è un mio difetto, lo riconosco],
grazie per la pazienza [nel leggermi] e grazie per la risposta,
John,
è sempre un piacere leggerti quanto parli di ENERGIA e di materie prime legate ad essa.

john_ludd
Scritto il 16 marzo 2016 at 11:56

aor­lan­sky60,

suggerisco di seguire quello che ha da raccontare un noto e rispettato consulente e analista che per passione tiene un blog tra i migliori, ma al contempo consultabile (con un pò di sforzo) anche dai non addetti al lavoro:

http://www.artberman.com/

Nel post più recente ribadisce che anche il recente rally ritraccerà perchè non ci sono nè le condizioni per un prezzo più alto (nè le condizioni per un prezzo più stabile aggiungo io il che è altrettanto importante). Tuttavia l’interventismo alla disperata delle banche centrali è in grado di falsare i segnali. Aggiungo che è necessario separare le considerazioni di breve periodo (meno di 3 anni) da quelle a medio/lungo.

ilribassista
Scritto il 16 marzo 2016 at 11:59

aor­lan­sky60,
Ciao guarda che john ha già scritto pagine e pagine sulle domande che ti poni. … e anche lui non è dotato del dono della veggenza quindi non v’è certezza che i suoi dati possano corrispondere a certezza.
Di sicuro, di questo passo, il petrolio finirà. … su questo presumo non ci siano dubbi …
Stabilire una data mi sembra alquanto impossibile.
Ora si estrae petrolio con tecnologie che prima non esistevano
Ora NON si estrae petrolio per i costi di estrazione sono troppo alti.
Se il prezzo del petrolio fosse a 300 per dieci anni ti assicuro che tra 5 anni troverebbero altro petrolio da estrarre!!!
Per assurdo preferirei vedere il petrolio a 10 dollari e sperare che il consumo procapite diminuisca perché inizi un uso migliore delle risorse.

Buona giornata
Federico

ilribassista
Scritto il 16 marzo 2016 at 12:14

john_­ludd@fi­nan­za,
Ciao john ti ringrazio anch’io per il Link.
Molto interessante.
Stavo leggendo … anche se Russia ed Arabia “freeze” la riproduzione non cambierà nulla .. infatti il grafico che riporta è chiarissimo!!!! Iraq … e ora si aggiunge l’Iran!!!
E se il consumo di energia crescerà meno dell’incremento di produzione del petrolio il prezzo non potrà che scendere!!!
Mamma mia che periodo storico in cui siamo finiti!!!!
Nel 1992 alla prima riunione a cui partecipa, ovviamente ero il più giovane, dissi: voi siete nati poveri e siete diventati ricchi … a me andrà molto peggio. … sono nato ricco e diventerò povero; è molto più difficile.
Mi guardarono tutti come se fossi un pazzo …

john_ludd
Scritto il 16 marzo 2016 at 12:20

aor­lan­sky60,

L’economia è un complesso sistema non lineare soggetto a feedback e a potenziali cambi di stato. Una depressione globale causata dall’implodere di una delle grandi aree economiche sotto osservazione può determinare un calo dei consumi importante e quindi allontanare la ripresa dei prezzi. Tuttavia in una depressione il potere di acquisto mediano diminuisce a tal punto che la disponibilità di risorse pro/capite cala comunque anche se il prezzo delle risorse calano. Non si può considerare il prezzo (e anche la disponibilità) di un bene primario come una variabile indipendente. Al contrario se la politica passa da repressiva a stimolativa della domanda ma lo fa nel modo sbagliato e/o troppo tardi quando una eccessiva capacità produttiva è stata distrutta allora si avrà inflazione galoppante e stagflazione. Ci sono troppe variabili e nessuno è in grado di prevedere l’evoluzione di un sistema complesso. Si può perfettamente convivere con un sistema imprevedibile se la società è stata costruita per essere robusta. Al contrario si pretende di poterla governare con modellini semplicistici costruiti su assunti che hanno smesso di essere validi 30 anni fa che soffocano la volatilità a breve aumentando di ordini di grandezza i rischi nel medio periodo anche offuscando i segnali che l’economia e la società nel suo complesso mostrano da tempo. Il monetarismo è tra i più evidenti e appariscenti sintomi di un colossale fallimento intellettuale. Mentre si starnazza sulla bruttezza della politica si dimentica che la politica è morta da decenni sostituita da un moderatismo pervasivo e senza sostanza che in realtà soffoca ogni pensiero non allineato. Vale la pena ricordare quanto scriveva Pasolini mezzo secolo fa ormai:

“L’opposto della religione non è il comunismo. L’opposto della religione è il capitalismo (senza regole, crudele, cinico, puramente materialista), la causa dello sfruttamento di esseri umani da parte di altri esseri umani, culla del culto del potere, orrenda tana del razzismo.”

e relativamente al nostro paese:

“Prevedo la spoliticizzazione completa dell’Italia: diventeremo un gran corpo senza nervi, senza più riflessi. Lo so: i comitati di quartiere, la partecipazione dei genitori nelle scuole, la politica dal basso… Ma sono tutte iniziative pratiche, utilitaristiche, in definitiva non politiche. La strada maestra, fatta di qualunquismo e di alienante egoismo, è già tracciata. Resterà forse, come sempre è accaduto in passato, qualche sentiero: non so però chi lo percorrerà, e come”.

aorlansky60
Scritto il 16 marzo 2016 at 13:49

grazie a tutti;

…anche lui non è dotato del dono della veggenza quindi non v’è certezza che i suoi dati possano corrispondere a certezza.

da ciò che scrive, John mi sembra quello provvisto della più accurata conoscenza in materia tra tutti quelli che leggo qui; logico chiedere a lui in tema di energia e materie prime correlate ad essa -nota: non in funzione di trading, ma in funzione di previsione sulla sostenibilità -e per quanto tempo ancora- del sistema attuale notoriamente basato sul petrolio. Semplice curiosità personale.

Di sicuro, di questo passo, il petrolio finirà. … su questo presumo non ci siano dubbi …
Stabilire una data mi sembra alquanto impossibile.

beh certo, la data precisa la conosce solo DIO.

al massimo, l’uomo può procedere per stime (appunto)

Quindi vuoi dire che le stime attuali note non riescono a dare una previsione esaustiva sul tempo che ci separa dall esaurimento ?
(al contrario della sicurezza mostrata da quelle che 40anni fà davano per certo la fine con i primi anni del 2000?? certo, il mondo e la conoscenza è cambiata molto nel frattempo, 40anni fà non potevano ancora sapere della tecnica di estrazione “fracking” per esempio )

(ammesso che tali stime siano rese note al popolo intero e non solo messe a disposizione dei pochi eletti della faccenda, quelli che hanno davvero in mano il core-business, you know what I mean…)

john_ludd
Scritto il 16 marzo 2016 at 14:14

aor­lan­sky60,

nessuno scienziato serio ha mai fornito LA DATA dell’esaurimento di una qualsiasi risorsa fisica. Essa non dipende solo da quanto ne resta (il cui calcolo è comunque una stima sebbene le metodologie di oggi sono piuttosto affidabili) ma da quanto se ne consuma e dal costo di estrazione. Il consumo di una risorsa poi non è solo funzione del numero dei potenziali consumatori ma dalla loro capacità reddituale e soprattutto nelle società occidentali mature dalla distribuzione demografica. Una persona anziana consuma CONSUMA MENO di una persona giovane. Ci sono tante parti che si toccano, interagiscono e mutano continuamente le condizioni. Oltre a questo mettiamo le azioni politiche per contrastare o incrementare i consumi di questa o quella risorsa. Quello che tu intendi per “prezzo” è il quello espresso dalla curva dei futures la quale non rispecchia se non in minima parte nessuna delle ragioni fondamentali prima menzionate mentre rispecchia fedelmente il “sentiment” di una vastissima platea di traders piccoli o grandi che dedicando la vita a guardare dei grafici su una fila di monitor sono e restano ignoranti come caproni di montagna ma hanno un peso tale in questo mondo finanziarizzato da materializzare questa loro realtà fatta di prezzi formati su una rete di computers. Questo nel breve periodo, ma resta abbastanza ampio da offuscare le menti dei più, distruggere i bilanci di imprese e governi oltre che a impoverire eserciti di incauti che decidono di cimentarsi nel più grande casinò del pianeta: il mercato dei futures ovvero le aspettative dei traders su valute, commodities etc… versione tecnologica del campo dei miracoli di Collodi.

ilribassista
Scritto il 16 marzo 2016 at 23:03

john_­ludd@fi­nan­za,
Caro john ti chiedo la cortesia di non offendere le capre.
Sono animali bellissimi e intelligenti … me quelle nane sono un pò stronzette …

Icebergfinanza presenta: ” Viaggio attraverso la tempesta perfetta “
Segui IcebergFinanza su
http://www.facebookloginhut.com/facebook-login/ http://www.facebookloginhut.com/facebook-login/ http://www.facebookloginhut.com/facebook-login/
Articolo dal Network
Avremo la Nostra Criptovaluta ! E' la classica frase che si sente dire da supponenti manager, tel
Chi non ricorda il mitico film, "Fuga per la vittoria" il film come scrive Wikipedia, liberamente
Setup e Angoli di Gann FTSE MIB INDEX Setup Annuale: ultimi: 2016/2017 (range 15017/23133 ) )
Gli small traders sono ancora in una situazione di sicurezza, però il quadro continua ad essere c
  Quando parlavo di mercato unidirezionale, molti facevano finta di non capire. Ora gli
Ftse Mib: l'indice italiano apre in gap up dopo il taglio del rating di Moody's che è stato comunqu
DISCLAIMER : Qualsiasi informazione, notizia, nozione, previsione, valore, prezzo o tec
Guest post: Trading Room #296. Sono state giornate difficili ma ora ci siamo tolti il dente del do
Dal 2011 la legge ha attribuito alla COVIP la vigilanza sugli investimenti e sulla composizione del
Tanto tuonò che piovve anche se in realtà, più che lampi quelli di Moody's si sono rivelati i