GLOBAL ECONOMY: WORST CASE SCENARIO!

Scritto il alle 09:30 da icebergfinanza

Che bello, ieri i mercati finanziario hanno fatto faville, l’orso è tornato in letargo, tutto finito si riparte…

Nel mese di febbraio l’indice PMI manifatturiero in Europa (stima flash) è sceso a 51 punti, dai 52,3 punti del mese precedente.”Durante il primo trimestre, a meno che non si assista a marzo ad un repentino cambio di direzione, dato improbabile se consideriamo gli indici Pmi che anticipano le tendenze, la crescita economica dovrebbe rallentare al di sotto dello 0,3% – rimarca l’esperto -“.Il rallentamento, dice Markit, è il secondo consecutivo e riflette un costante indebolimento della produzione, ed è anche la terza frenata consecutiva della crescita dei nuovi ordini industriali e manifatturieri in tutta la zona euro.Peggiorano le notizie per il mercato del lavoro a causa del debole incremento dei nuovi ordini: le aziende hanno ridotto le nuove assunzioni di personale, riportando quindi l’incremento occupazionale più basso degli ultimi cinque mesi. La produzione manifatturiera – anche a causa dell’incertezza legata all’export – ha registrato un aumento ad un ritmo più lento (il valore più basso da dicembre 2014), su livelli stagnanti. Indice PMI Europa in contrazione, prima volta in 13 mesi – Pmi

Euro Area Manufacturing PMI

A va be dai, c’è sempre la Germania che tira …

(ANSA) – ROMA, 22 FEB – In Germania rallenta l’espansione dell’attivita’ manifatturiera. A febbraio l’indice Pmi rilevato da Markit evidenzia, un calo a 50,2 punti da 52,3 di gennaio. E’ la lettura preliminare ed è inferiore alla stima media di un calo a 51,9. Quota 50 rappresenta la soglia di demarcazione fra espansione e contrazione del ciclo.

Germany Manufacturing PMI

Thanks to Trading Economics

Si ma sai si tratta dell’Europa, si sapeva, invece gli Stati Uniti sono in gran forma, li si che stanno andando bene, la Fed sta aumentando i tassi…

La manifattura USA torna indietro di quasi tre anni e mezzo (Teleborsa) – L’attività manifatturiera degli Stati Uniti torna a peggiorare a febbraio dopo il colpo di coda del mese precedente che aveva messo fine alla frenata di fine 2015. La stima flash sull’indice PMI manifatturiero indica, per il periodo in esame, un livello di 51 punti, in peggioramento rispetto ai 52,4 di gennaio e ai minimi da ottobre del 2012. Il dato, pubblicato da Markit, è anche al di sotto delle attese del mercato che erano per un lieve miglioramento a 52,5 punti. “Le industrie statunitensi hanno riportato le peggiori condizioni di business da oltre tre anni. Ogni indicatore di questa indagine, dall’output agli ordini passando per export, occupazione, scorte e prezzi, rappresenta un allarme sullo stato di salute della manifattura americana” ha commentato Chris Williamson, capo economista presso Markit.

Immagine

Bene quindi, worst news, good news e i mercati volano aspettando il nulla di fatto della Fed a marzo e l’intervento di Draghi.

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12 commenti Commenta
aorlansky60
Scritto il 23 febbraio 2016 at 11:29

@ IcebergFinanza
worst news, good news e i mercati volano aspettando il nulla di fatto della Fed a marzo e l’intervento di Draghi.

Sembra effettivamente esserci -per quello che leggo in giro- un aspettativa MOSTRUOSA via via crescente da parte dei mercati finanziari circa la nuova misura di drog…. opps di politica monetaria a sostegno della finanz… opps volevo dire a sostegno dell’economia reale, che m.draghi ha già annunciato dall’inizio dell’anno in corso, non è escluso che i mercati stiano sospesi e tenuti a galla proprio su questa aspettativa, visto che sul fronte “dati reali” non sembra essercene uno che vada per la via giusta [e sperata];

a questo punto, super mario [se ha consapevolezza di questo] chissà cosa starà immaginando di dover dare ai mercati finanz… opps volevo dire all’economia reale, che questa non abbia già scontato…

john_ludd
Scritto il 23 febbraio 2016 at 12:00

Una delle mille leggende metropolitane accettate senza battere ciglio è quella dell’euro debole che stimola l’export. Evidentemente per tanta gente la testa serve solo per separare le orecchie. Il cambio sul dollaro ha valore sull’import/export verso l’area del dollaro (ed è comunque poco sotto il valore di partenza) non sul resto e rispetto tutte le altre valute è ai massimi storici. Il dollaro è una valuta di fatturazione cioè l’azienda del paese X vende la propria valuta e compra dollari, paga l’azienda europea Y in dollari la quale li vende e compra euro. Alla fine della fiera X paga nella sua moneta e Y incassa euro, in mezzo ci sono dei passaggi che consentono al cartello bancario che ha il monopolio del dollaro di incassare laute commissioni con rischio zero (dato che i dollari li crea, li vende, poi li ricompra e li cancella). Ma se la rupia, il real, il dollaro canadese etc… è ai minimi non ci vuole un genio per capire che nella migliore delle ipotesi X vuole un forte sconto, nella peggiore vuole sia un forte sconto e compra pure meno o da un’altra parte. Mah ! Se uno oggi è un razionale contrarian questa è una situazione intenibile causata in gran parte dal ruolo di amplificatore dei flussi finanziari che gioca il sistema finanziario predatorio/speculativo come ben illustrato in un paper di Claudio Borio un paio di anni fa. Il sistema monetario emerso da Bretton Woods è totalmente fallito e insostenibile, non sopravviverà la prossima recessione americana che non so se sarà ora ma presto o tardi arriverà. Ormai è solo ed esclusivamente una guerra tra cartelli bancari, gli stati in occidente sono scomparsi, a est dell’Elba non dappertutto.

phitio
Scritto il 23 febbraio 2016 at 12:33

john_ludd@finanza,

Ora pero alcune grosse nazioni stanno escludendo le transazioni passando dal dollaro, notabilmente Russia e Cina, e Iran, per quanto riguarda il suo petrolio.

In ogni caso, non credo che tu lo abbia letto in un mio commento altrove, ma un notevole rapporto NDE (una esperienza che stimo sia avventua nel 1980) di una signora francese, elenca di aver visto vari eventi nel futuro, di questi ne elenca tre: l’AIDS, lo tsunami in giappone, e una robetta quale il collasso del sistema monetario mondiale. :D:D

Di queste tre, si perita di dire che l’unico evento che ancora non e’ accaduto e’ il terzo.
Beh, di che ci dobbiamo preoccupare, dico io. ;)
Facciamo conto come se questa roba sia certa, gia’ accaduta nel futuro, e regoliamoci di conseguenza.

john_ludd
Scritto il 23 febbraio 2016 at 12:59

phi­tio@fi­nan­za,

anche io sono in grado di prevedere uno tsunami in giappone, l’area sismica più sismica che c’è!
pure sono capace di prevedere una pandemia di qualche virus incazzato, i virus e i batteri ci sono sempre stati e sono sempre stati un fattore fondamentale nell’evoluzione in un senso o nell’altro delle società umane
pure sono capace di prevedere la fine del sistema monetario dato che in passato ci sono stati tanti altri sistemi monetari e sono tutti quanti collassati per una ragione o x l’altra. Prevedere che finirà anche questo ha probabilità 100%
quindi niente di nuovo sotto il sole
prevedo pure che tornerà piovere, poi che la prossima estate farà caldo, che inverno nevicherà, che chi è ricco morirà malgrado i suoi denari, prevedo che domani e pure il giorno dopo sorgerà il sole, che la prossima primavera la fioritura sarà stupenda etc…
è facile prevedere il futuro !

silvio66
Scritto il 23 febbraio 2016 at 13:04

Ciao a tutte/i,
Per quello che vedo nessuno dei lungimiranti ha tolto le coperture. Aria da occhio del ciclone marinai.
Buona Giornata

aorlansky60
Scritto il 23 febbraio 2016 at 15:15

…una robetta quale il collasso del sistema monetario mondiale…

… … … … … … … … … … … …

nel 2008 non ci siamo andati [molto] lontani.

Nel frattempo il volume in gioco è perfino aumentato. Come se non avessero tratto lezione dall’incidente e dal relativo rischio corso.

Resta solo da vedere quanto c’è in gioco e quanto c’è da perdere.

la mia impressione -dato che la vera entità in gioco nessuno la conosce ma può essere solo stimata- è che ci sia talmente tanto da perdere che faranno di tutto [anche l’impossibile e il gioco sporco se necessario] per difendere e mantenere in piedi il carrozzone noto come “sistema”.

Una volta era più semplice :

– nel senso che 30anni fà o più, per qualsiasi crisi sistemica dell’occidente si paventasse all’orizzonte, non c’era da tenere in considerazione l’India con il suo [quasi] miliardo di esseri, Cina e Russia rinchiusi nel proprio muro e mutismo comunista che invece allo stato attuale costituiscono UN FATTORE di cui dover tenere conto; al limite quello che si è rischiato (senza saperlo dato che miliardi di comuni mortali non possono venire a saperlo) è un incidente militare serio tra le due superpotenze, mantenuto opportunamente al segreto dell’opinione pubblica mondiale, per il quale il mondo intero ha rischiato un escalation e un conflitto termo-nucleare finale, ma di questo non sarà dato sapere.

Nel frattempo, negli ultimi 25anni di storia il mondo si è dannatamente complicato [nei rapporti internazionali tra potenze dominanti e potenze pretendenti] e le cause di questo sono note senza doverle ricordare.

Rispetto ad otto anni fà, coloro che sono veramente in grado di decidere hanno l’esperienza di quello che accadde nel 2008 e di quello che si rischiò dopo il 15 SET 2008 su cui riflettere. Se non sono stupidi, cercheranno di trarre insegnamento da quell’evento.

Ma qualcosa mi dice che, purtroppo, sono più gli stupidi -rispetto ai saggi- che al momento sono al timone del carrozzone.

Nota critica da aggiungere, la maggiorparte dei sistemi di trading (specie quelli più evoluti attualmente) sono ormai impostati da algoritmi opportunamente codificati, non più controllati da vicino da mano umana; il che significa che per una riga di codice inopportuna o non ponderata saggiamente a monte, possono partire ordini di vendita imprevisti in pochi secondi, in volumi tali da scatenare una gigantesca onda di tsunami collettivo, con le conseguenze che si possono facilmente immaginare.

Tutte queste considerazioni mi portano a pensare che l’unico vero dubbio è il “quando” , non il “se” [accadrà];

tutti quanti possono rivelarsi validi profeti quando si tratta di prevedere eventi futuri, come quelli elencati da John;

[molto] meno facile è riuscire a predire “quando” accadrà , in un limite di tempo così ristretto da cogliere l’avverarsi dell’evento “nel giorno preciso.

Questo [ovviamente] nessuno lo sa (tranne -|- ).

Altrimenti basterebbe una barba a fare di ogni capra un profeta. (antico proverbio africano)

draziz
Scritto il 23 febbraio 2016 at 15:31

Infatti…
Supponi di essere un’Azienda che 2 anni fa ha voluto investire per entrare sul “formidabile ed assai promettente” mercato cinese…
A 2 anni di distanza e supponendo che tu non abbia toccato il listino come pensi di essere messo?
Il tuo prodotto “ha sfondato” ed i consumi della massa cinese ti ha ripagato degli sforzi?
Dopo quante svalutazioni dello Yuan?
C’è poco da meditare…
john_­ludd@fi­nan­za,

stanziale
Scritto il 23 febbraio 2016 at 19:00

aorlansky60,

In realta’ Aorlansky, da quello che ho letto (c’era un articolo pochi giorni fa su aurora sito) i rischi del nucleare sono molto maggiori oggi che non al tempo della guerra fredda. Allora c’erano solo le 2 potenze con le basi missilistiche ben lontane le une dalle altre, e c’era una linea rossa tra le due presidenze che funzionava. Ora, non solo ci sono tante medie potenze, non ultima l’arabia saudita che si ritiene abbia le testate nucleari, in virtu’ di un accordo con il pakistan; ma soprattutto, la “vittoria” contro l’urss e le successive vicende ucraine ecc., hanno costretto la Russia ad accorciare i tempi di reazione ad un incredibile…20 secondi. Cioe’ in caso di attacco nucleare, o presunto attacco nucleare, la catena di comando russa by passa e reagisce entro 20 secondi. Inutile dire i possibili fraintendimenti, errori, e quindi rischi che determina la nuova situazione. Le colonie europee hanno accettato il tutto , cioe’ le basi missilistiche Usa ai confini Russia, tanto che glie frega agli Usa, rischiamo in primis noi europei. L’articolo era assolutamente da leggere, si dovrebbe ancora trovare.

aorlansky60
Scritto il 24 febbraio 2016 at 08:17

@ Stanziale

è giusto quello che dici a proposito di proliferazione nucleare;

ma già 50anni fà, oltre ai due blocchi distinti Nato vs Soviets (o ovest vs est , come li si voglia definire) la Francia (che non faceva parte della Nato dagli anni 60, da quando DeGaulle decise di farne uscire il proprio paese) deteneva già la bomba atomica, come l’UK e come la Cina;

negli anni 70 (se non ricordo male) ci arrivarono incredibilmente(per l’immaginario collettivo occidentale) anche India e Pakistan,

praticamente è da almeno 40anni che oltre ai due blocchi contrapposti, cè un pò di traffico nel club nucleare -e non ho nemmeno menzionato Israele che non ha mai ratificato il trattato di non proliferazione nucleare sottoscritto dai principali possessori dell’arma-

Tuttavia pur essendo entrati in possesso della tecnologia per costruire “l’arma”, ad alcuni di questi paesi mancava il fattore più importante per potersi equiparare pienamente, come potenziale, alle due super potenze note : IL VETTORE (forse più importante dell’arma stessa) —-> vedi sotto

Allora c’erano solo le 2 potenze con le basi missilistiche ben lontane le une dalle altre

le basi militari “ben lontane” contano solo relativamente : con gli ICBM (acronimo di “Intercontinal Ballistic Missile”, vettori a largo raggio con portata utile superiore a 10.000 km) -di cui erano e sono dotati le due super potenze USSR (ora Russia) e USA, le due potevano (e POSSONO tuttora) colpire il territorio dell’altra con soli 15/20 minuti di distanza dal lancio dai silos; tra l’altro, già dagli anni 80 le due avevano sviluppato e realizzato il concetto di “testata multipla” (più testate nucleari programmate per dirigersi indipendenti le une dalle altre su diversi obiettivi, dopo il lancio del vettore principale) in questo modo inibivano con successo il potenziale del contro sistema missilistico di difesa del nemico.

Senza considerare i bombardieri strategici di cui erano e sono dotate le due super potenze (tipo B52 per gli USA, per es, o le varie evoluzioni russe dei propri TU[polev] di cui il mod TU160 è l’evoluzione più spettacolare) in grado di trasportare ordigni nucleari e coprire grandi distanze in volo -andata e ritorno- senza bisogno di rifornimento.

In realtà, da almeno 50anni a questa parte, il fattore “distanza” tra Stati contendenti e relative basi militari -per quanto riguarda almeno USSR e USA- non è assolutamente più un fattore significativo dal punto di vista strategico.

aorlansky60
Scritto il 24 febbraio 2016 at 08:58

Nell’intervento di prima, quando passavo in rassegna a memoria le varie tappe dei processi evolutivi militari delle due super potenze [e delle altre minori che compongono lo scacchiere internazionale] negli ultimi decenni, inevitabilmente non ho potuto fare a meno di soffermarmi a considerare questo :

quanta evoluzione, ma soprattutto quanti fondi necessari per realizzare tutto questo – a partire dal settore RICERCA di ogni paese!

Se il mondo conosciuto non fosse organizzato per STATI SOVRANI (eredità millenaria della storia) ognuno dei quali a dover proteggere i propri confini e i propri interessi come obiettivo primario (da cui spese sempre più ingenti di risorse pubbliche dirottate verso il settore ricerca -PER CHI SE LO PUO PERMETTERE (*)- per la realizzazione di apparati militari offensivi e difensivi sempre più sofisticati)

ma invece costituito da un unico Stato Sovrano, tutti questi fondi necessari per la difesa del territorio sarebbero inutili;

se l’uomo fosse realmente progredito in tal senso e in quella direzione, avrebbe già -da decenni- usato quei fondi per altri obiettivi, del tipo “forse già dal 2000dc saremmo arrivati non solo su Marte ma anche a lambire GIOVE e magari oltrepassare i confini del sistema Solare” (chi vuole intendere comprenda la metafora)…
.
.
.
(*) anche questo è relativo : negli anni 70 pur di arrivare a possedere “l’arma”, INDIA e Pakistan affamarono (letteralmente) il proprio popolo, togliendo loro tutto (o quasi, anzi di più) pur di arrivare all’obiettivo che si erano prefissi i rispettivi governi.

Se qualche forma di intelligenza superiore [più] sviluppata osservava dal cosmo nel frattempo questi comportamenti umani, esse di certo si sarebbero fatte grasse risate circa la natura di questi strani(a loro modo di vedere) esseri bipedi eretti, per poi decidere -tornando seri- che non era ancora giunto il momento di farsi un giretto sul pianeta Terra, ma che anzi era molto meglio girarvi alla larga…

phitio
Scritto il 24 febbraio 2016 at 11:51

john_ludd@finanza,

Ma certo John, in effetti per via del noto paradosso della profezia, questa o deve enunciare l’ovvio, oppure non puo’ semplicemente essere creduta, per costruzione, altrimenti distruggerebbe se stessa.

L’enunciato che ho fatto sul collasso del sistema monetario, pero’ servirebbe un sacco a quelli che non vogliono credere manco all’ovvio

:D

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