BAIL IN: BANKITALIA VISCO: UNA GESTIONE ORDINATA!

Scritto il alle 11:00 da icebergfinanza

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Non sono passati che alcuni giorni dalla folgorazione sulla via del Bail-in del vice direttore della Banca d’Italia che all’improvviso un altro lampo squarcia il panorama del sistema finanziario italiano…

Bankitalia: Visco, banche ben patrimonializzate. Avviare revisione bail in, prevista da norme Ue

L’Italia dovrebbe chiedere la “revisione, da avviare entro giugno 2018” della direttiva Ue che prevede il Bail in, ovvero le perdite a carico dei risparmiatori in caso di crisi bancaria. Lo chiede il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco secondo cui la stessa norma “contiene una clausola che prevede la revisione”, “occasione che va sfruttata, facendo tesoro dell’esperienza”. Via Nazionale e il Tesoro, ricorda Visco, avevano chiesto invano in sede di definizione della norma di non applicarla retroattivamente e un “passaggio graduale e meno traumatico”.

Entro giugno 2018 non vi sarà più nulla del sistema finanziario italiano se continuiamo di questo passo. Non basta avere chiesto invano, significa non avere alcun spessore politico era essenziale fermare questa scelta demenziale.

Non mi pare che in questa occasione oppure quest’altra Visco abbia sollevato perplessita di un certo spessore rispetto al bail-in.

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Gestione ordinata della crisi! Più ordinata di così si muore!

La risposta della Commissione EU non si è fatta attendere e giustamente ricorda che…

Immediata e gelida la risposta della Commissione Ue. “Non ci sono piani di cambiare la Brrd – ha spiegato nel pomeriggio un funzionario, senza citare le parole di Visco – la direttiva è stata adottata nel 2014 con il consenso di una stragrande maggioranza al Parlamento europeo e con l’accordo unanime degli Stati membri”. “Da un anno e mezzo si sa che il bail-in dei creditori avrebbe protetto i contribuenti”, ha spiegato ancora il funzionario. ( IlFattoQuotidiano)

Per quanto riguarda la vigilanza, lasciamo perdere…

(Giorgio Meletti per il Fatto Quotidiano) – Chi ha sfasciato Banca Etruria? Sicuramente la piccola oligarchia provincial-massonica di Arezzo, capitanata dal presidente Lorenzo Rosi e dai vicepresidenti Alfredo Berni e Pier Luigi Boschi , ha dato un contributo decisivo.

Ma il colpo di grazia l’ hanno dato i commissari scelti e pilotati dal governatore di Bankitalia Ignazio Visco . La risoluzione – con cui il 22 novembre il governo ha risanato quattro banche (Etruria, Marche, Carife e Carichieti) facendo pagare 2,6 miliardi di euro ad azionisti e obbligazionisti – occuperà per anni le aule dei tribunali italiani, civili e penali. E gli ex vertici di Etruria, per i quali il procuratore di Arezzo Roberto Rossi sta pensando all’ accusa di bancarotta fraudolenta, promettono una difesa agguerrita, prevedibilmente incardinata su una chiamata di correo per Visco e i suoi.

L’ operazione di novembre rischia di trasformarsi in un processo alla Banca d’ Italia. In un documento “riservatissimo” finito sulla scrivania del commissario liquidatore di Banca Etruria Giuseppe Santoni ci sono i numeri che imbarazzano il governatore. È la trimestrale al 30 settembre 2015 firmata dai commissari della banca, da cui si evince che nei nove mesi di amministrazione straordinaria degli uomini di Visco la situazione economica, finanziaria e patrimoniale di Etruria è sensibilmente peggiorata.

Torno a ripetere che la questione “bail-in” come tante altre negli ultimi anni, è stata gestita in maniera superficiale dai nostri rappresentanti in Europa. Il resto sono solo chiacchiere!

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5 commenti Commenta
mirrortrader
Scritto il 1 febbraio 2016 at 11:18

Oggi la penso come veleno…
non vedo cosa ci sia di negativo in questo bail in.

Visco si sta solo facendo la bella faccia dicendo queste cose, ma è necessario che per una volta perdano i soldi chi li ha affidati al gatto e la volpe, e non che vengano create nuove tasse per pagare gli errori di pochi (e ricchi)

ben vengano fallimenti a catena, che facciano pulizia i questo sistema marcito.

Solo dopo vedremo l’italietta ripartire. con el materie prime a questi livelli ce spazio per ripartire, ma prima deve essere fatta molta pulizia

reragno
Scritto il 1 febbraio 2016 at 11:59

mirrortrader@finanza,

Se ci saranno fallimenti a catena delle banche, avremo il fallimento delle aziende, il default dell’Inps, dello stato e dulcis in fundo dell’Euro.

Cosa ci sarà dopo, ritengo difficile dirlo. Un nuovo mondo sicuro, non senza prima aver assistito a tutta la bestialità che l’uomo nel panico e ne terrore sarà in grado di generare.

aorlansky60
Scritto il 1 febbraio 2016 at 12:37

è grottesco : trovo francamente ridicolo che un personaggio altrettanto ridicolo come visco

-che comunque conta meno del due di coppe con sotto bastoni a livello UE-

faccia ora tanto rumore per nulla, visto che le criticità da lui sollevate [o qualsiasi altre che possano essere sollevate] sull’argomento in oggetto (bail-in) sono state ampiamente superate e rese nulle da quando è stato sottoscritto l’accordo in sede europea, prima dal gov Letta nel 2013 e poi confermato alla firma nel 2014 dal gov Renzi.

Si crede così forte da poter mettere in discussione quanto sottoscritto ???

Dove era lui e tutta questa gente -ns rappresentanti tutto sommato- quando era il momento di essere vigili per proteggere gli interessi italiani ???

E ancora : dov’era visco e la banca d’italia, e cosa facevano, da quando hanno inviato i propri funzionari in una ventina di istituti italiani dal 2011, commissariandoli???

Sono anni che loro sapevano del marcio che si produceva in Banca Etruria e Banca Marche, le due maggiormente coinvolte anche in un pesante filone penale appena avviato verso i vertici di queste due banche;

il procuratore generale della Corte d’appello di Ancona Vincenzo Macrì nel suo intervento all’apertura dell’Anno giudiziario afferma :
«Il dissesto di Banca Marche può essere definito il più grave disastro bancario mai avvenuto in Italia dopo quelli di Sindona e di Calvi; l’aumento di capitale, fatto nel 2012 di circa 270 milioni di euro, si è dimostrato fallimentare per tutti quelli che hanno aderito. Quei soldi sono andati perduti, chi ha partecipato ha perso tutto proprio perchè la Banca d’Italia non aveva fornito alla Consob le informazioni sulla situazione di dissesto in cui si trovava.»

La considerazione che nasce dopo tutte queste analisi, piuttosto, è la seguente :

e noi risparmiatori e consumatori siamo tutelati da gente simile ???

…brutta razza di vili boiardi asserviti al potere.

mirrortrading
Scritto il 1 febbraio 2016 at 17:41

reragno@finanzaonline,

Sto gia osservando i primi semi di quello che verra.

Odio per i stranieri, che diventera una caccia alle streghe, e la corsa a trovare un colpevole, la caccia agli untori.
Rabbia e stupidità, e il leader di turno piu forte (non mezzeseghe alla renzie) domineranno.

Forse quelli in alto lo sanno, e faranno di tutto perchè non succeda.
Forse essi sono il male minore, abbiamo bisogno del pastore che ci bastona, ma che ci tiene in riga.

magro
Scritto il 2 febbraio 2016 at 16:41

I fallimenti bancari saranno accompagnati dal rastrellamento dei risparmi di milioni di poveracci colpevoli solo di non aver capito che ruolo fondamentale ha oggi la truffa nel comporre il PIL. Per quanto riguarda il pastore mi pare che oggi non se ne veda l’ombra, ognuno lassù in alto è ben impegnato a lavorare per sé. Il

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