BAD BANK ITALIA: ACCORDO RAGGIUNTO!

Scritto il alle 10:46 da icebergfinanza

 

Davvero pensavate che non avrebbero raggiunto un accordo in sede europea sulla questione bad bank Italia, davvero pensate che non appena si scatenerà un inferno a seguito del primo fallimento di una grande banca in Italia o Europa, questo coacervo di plutocrati europei non troverà un accordo per modificare per l’ennesima volta le regole?

Padoan: “Trovato l’accordo con l’Ue sulle sofferenze delle banche italiane”

CHE TIPO DI ACCORDO?  

L’intesa, che mette fine ad un negoziato durato quasi un anno, non prevede la nascita di una sola “bad bank”: «Abbiamo raggiunto un accordo con la Commissione su un meccanismo di garanzia che rappresenta uno strumento molto utile per la gestione delle sofferenze bancarie», ha detto Padoan al termine dell’incontro-maratona con la Vestager. Si tratta di una garanzia sulla cartolarizzazione delle sofferenze (GACS), ed è «uno strumento che completa la scatola per gli attrezzi italiani per gestire i crediti in sofferenza», ha spiegato il ministro, chiarendo che «i dettagli tecnici saranno messi a punto nelle prossime ore» e che il sistema «è un po’ più complicato» di una garanzia statale. Ma «ha un meccanismo di incentivazione molto utile per accelerare i tempi». 

Quindi tanto rumore per nulla in questi giorni, ma non è finita qui!

Anche la commissaria Vestager si dice «molto soddisfatta» di un’intesa «molto buona», e ci tiene a precisare che la sua linea rossa non è stata oltrepassata: «Le garanzie sono prezzate a condizioni di mercato in modo che non costituiscano aiuto di Stato», ha detto.

Primo garanzie prezzate a condizioni di mercato fa sorridere!

Secondo non cambia nulla la socializzazione delle perdite continua.

Ora non resta che trovare un accordo per far pagare il conto a manager incapaci e palesemente fraudolenti, ma questa è solo fantasia, perchè la realtà è un’altra ovvero questa…

Tre parole. Che garantiscono, secondo il quotidiano Libero, un salvacondotto agli ex dirigenti di Banca Etruria, tra i quali Pier Luigi Boschi. Perché impediscono ai creditori sociali l’azione di responsabilità contro “membri degli organi amministrativi e di controllo e direttore generale”, tra i quali il padre del ministro Maria Elena Boschi, che dell’istituto toscano risparmiato dal fallimento attraverso il Salva banche è stato consigliere e vicepresidente. Il governo le ha inserite nel decreto di recepimento della direttiva europea sulle risoluzioni bancarie. E, fatto che confermerebbe l’esistenza di un conflitto di interessi, l’approvazione del testo è avvenuta durante il Consiglio dei ministri del 10 settembre, cui ha preso parte il ministro Boschi.

Per il resto come sempre fa sorridere la ramanzina fatta dopo oltre otto anni dalla Corte dei Conti Europea alla Commissione Ue…

Crisi, Corte dei conti Ue: Commissione impreparata, debolezze nella gestione

Ma soprattutto …

Corte dei Conti Ue: disparità di trattamento sui salvataggi dei Paesi

La parità di trattamento tra i paesi sottoposti a programmi di salvataggio finanziario non è stata sempre garantita. Lo sostiene la Corte dei Conti europea in un rapporto sulla gestione comunitaria degli interventi nel corso della crisi finanziaria dal 2008. “In alcuni programmi, le condizioni per l’assistenza sono state meno vincolanti e, quindi, era più facile soddisfarle, le riforme strutturali richieste non sono state sempre proporzionate ai problemi esistenti oppure hanno seguito percorsi alquanto diversi”. Infine, secondo gli auditor, “alcuni obiettivi di disavanzo dei paesi erano meno severi di quanto avrebbe giustificato all’apparenza la situazione economica”.

Qualcuno verrà chiamato a pagare per le proprie responsabilità?

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5 commenti Commenta
aorlansky60
Scritto il 27 gennaio 2016 at 12:02

A parte che i particolari del piano dovrebbero essere sviscerati alla Camera giovedi 28 dallo stesso Padoan,

stamane ho provato a capirci qualcosa -dalle prime indiscrezioni trapelate- leggendo alcuni articoli in oggetto pubblicati in rete, con il risultato di un forte mal di testa [e basta]…

L’idea sembra quella che, alla fine, sia prevalsa la linea di Bruxelles e che per l’italia -e le sue banche, soprattutto quelle maggiormente coinvolte in NPL- non sarà una passeggiata (*) . La reazione di borsa questa mattina -specie sui tit bancari- lascia intendere proprio questo. Chissà che la riunione del Consiglio dei Min in programma giovedi 28 proprio su questo tema non lasci uscire un coniglio dal cilindro…

(*) alcune cifre che ho sott’occhio mi dicono che degli 800 mld complessivi di crediti “incagliati” [difficilmente esigibili a ritorno] nelle banche europee, 350 mld siano tutti nostri -delle nostre banche cioè…

Di fronte a questo -e ad altro- fa quasi tenerezza la dichiarazione odierna di renzi “Tutti gli indicatori ci dicono che in Italia sta tornando la fiducia. Oggi Istat addirittura certifica che la fiducia dei consumatori italiani è al top da 21 anni; è il segno che finalmente per gli italiani il futuro non è più una minaccia, che il futuro non è così male come ce lo hanno descritto per anni. Aver restituito il futuro agli italiani è la riforma più bella e più importante che ha fatto la politica negli ultimi due anni. Avanti tutta, l’Italia riparte”.

Io, a volte, di fronte a simili esibizioni (non è certo la prima) di tale sconfinato ottimismo, mi chiedo quale film stia guardando Renzi;
di certo, non lo stesso film che sta guardando [e vivendo suo malgrado] la maggioranza degli italiani…

remorez
Scritto il 27 gennaio 2016 at 13:12

Lasciando perdere i tecnicismi e le previsioni future, più o meno negative come sempre, l’unica certezza è che sarà impossibile nel breve/medio per le banche italiane non generare futuri NPL, sia per la situazione economica, sia per l’attitudine maturata negli ultimi 20 anni di dare fidi a pioggia senza verificare il merito del credito, per mancanza di cultura e di uomini(che a livello decisionale sono sempre gli stessi nei vari comitati fidi). Se poi pensiamo che gli unici settori dove ci sono competenze specifiche sono quello agrario ed edilizio c’è di che essere preoccupati(specie per quest’ultimo che è la vera zavorra delle banche)

magro
Scritto il 27 gennaio 2016 at 15:15

Io non credo che i fidi a pioggia, e anche i mutui a pioggia, dati per il 120% del valore delle case a persone effettivamente non in grado di garantirne credibilmente la restituzione siano frutto di mancanza di cultura o di competenza, perché è l’intero sistema bancario occidentale che è coinvolto. Sempre troppo facile dire sono incompetenti, ma non lo sono. La spiegazione deve essere un’altra.

mirrortrading
Scritto il 27 gennaio 2016 at 15:24

magro@finanza,

Ragionamento da 10 e lode.
sanno che siamo un popolo di ignoranti.. fessi e pecoroni… e semplicemente ne approfittano..

e fanno bene…
quando hanno messo nuove tasse la gente faceva la fila per pagarle… io sono 1.5 anni che non pago piu nulla..

stanziale
Scritto il 27 gennaio 2016 at 19:50

Questo accordo di bad bank mi pare criminale. Non facilita lo smaltimento dei npl. Al contrario, permettera’ alle ag. di rating di ficcarci il naso, mentre gli altri stati nascondono i problemi. Saremo messi alla berlina e spolpati del tutto, ma e’ chiaro che lo spettro del bail in firmato sempre da questi criminali, potrebbe addirittura anticipare gli eventi, comportando a brevissimo il collasso del sistema bancario italiano, data la fuga di capitali. Non mi pare possibile fare questi sbagli in buona fede.

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