US ECONOMY: CHRISTMAS CAROL!

Scritto il alle 10:08 da icebergfinanza

Il tempo dell’ironia è finito…

…Scrooge, spaventato, chiede al vecchio socio come poter evitare che gli accada la stessa sorte, così Marley rivela a Scrooge di essere ancora in tempo per mutare il suo destino e, prima di congedarsi, gli annuncia la prossima visita di tre spiriti, quello del Natale passato, del Natale presente e del Natale avvenire...

Lo spirito del Natale passato lo conoscete tutti, abbiamo trascorso un anno intero insieme ad analizzare ogni istante della presunta favola dell’economia americana, a smascherare leggende metropolitane e altro che scempiaggini direbbe ora il vecchio Scrooge, avevi ragione tu, altro che solidi consumi e mercato immobiliare in gran forma,  come ha appena finito di scrivere la Federal Reserve sull’ultimo beige book.

Il presente è qui sotto, terribilmente attuale…

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Nel primo pomeriggio il Dipartimento del Commercio ha reso noto che le vendite al dettaglio hanno evidenziato nel mese di dicembre un decremento dello 0,1% m/m, risultando sia inferiori alle attese fissate su un incremento dello 0,1% che alla rilevazione precedente pari a un indice di +0,4%. L’indice escluso il comparto auto è diminuito dello 0,1% su base mensile dopo il risultato positivo pari allo 0,3% della rilevazione precedente.

Ma tu pensa, si trattava proprio di dicembre il mese più importante per i consumi e in America non si è visto un solo fiocco di neve.

Il bello, è che questo è stato il dato migliore, il resto è semplicemente Halloween…

Date un’occhiata alla produzione industriale…

Semplicemente da brividi, in tredici mesi solo tre mesi positivi, se si può considerare positivo lo ZERO VIRGOLA UNO!

Ricordo solo che lo scorso inverno è stato estremamente rigido, con gelate e nevicate continue e sino ad ora abbiamo avuto un inverno mite, quasi primaverile o addirittura estivo.

Giusto per contestualizzare vi faccio vedere a che livello è arrivato l’indice manifatturiero di New York, livelli che non si vedevano dal 2009 …

United States NY Empire State Manufacturing Index

United States NY Empire State Manufacturing Index

E chiaro ora o serve qualcos’altro per comprendere meglio come ad esempio la dinamica delle rimanenze di magazzine / vendite…

ImmagineLa sintesi è semplicissima ovvero le rimanenze di magazzino sono salite di oltre un punto virgola sei nell’ultimo anno, mentre le vendite sono calate di due punti virgola otto.

Cosa è successo nel 2008 quando la stessa dinamica era in atto? Nulla di particolare, una recessione, ma state tranquilli riusciranno a manipolare anche questa.

Risultato finale è tutto qui …

Evolution of Atlanta Fed GDPNow real GDP forecast

… ovvero lo ZERO virgola SEI la crescita attesa per l’ultimo trimestre 2015, leggermente inferiore alle attese iniziali di un 2,8 dei migliori economisti ed analisti d’America.

Bene ora se ci sono in circolazione minori di diciotto anni, fateli uscire dal video, perchè le prossime dichiarazioni sono al limite della poronografia economica.

Vi ricordate la settimana scorsa la coppia Draghi e Yellen e le loro dichiarazioni, insieme a quelle della Cristina, sull’effetto benefico del calo del petrolio sull’economia mondiale.

Bene ora arriva un altro luminare della scienza triste, il governatore Williams della Fed ha suggerire che… “La Fed ha sbagliato quando ha previsto che un calo dei prezzi del petrolio poteva essere un grande vantaggio per l’economia”, ha detto. “Si è scoperto che il mondo era cambiato, gli Stati Uniti hanno un sacco di posti di lavoro collegati al settore petrolifero.”

Roba da non credere, si sono accorti che hanno un sacco di posti di lavoro legati al settore pretrolifero!

Date un’occhiata qui sotto, dal 2006 hanno creato oltre 500.000 posti di lavoro solo nel settore petrolifero e minerario, il 60 % circa di crescita e loro, quelli della Fed se ne sono dimenticati, mentre il Vostro blogger preferito ve lo raccontava ancora nell’ottobre del 2014…

Una cosa è ormai chiara, noi avevamo ragione e loro per un anno intero vi hanno raccontato balle, nascondendovi la realtà.

Dopo l’aumento dei tassi di dicembre il mercato ne sconta altri quattro vero?

ImmagineMi raccomando Ragazzi, non c’è alternativa alle azioni e soprattutto il mercato obbligazionario è in bolla!

Per il resto tutto bene …

Effetto Iran, sprofondano le Borse del Golfo.

Il calo del prezzo del petrolio e la revoca delle sanzioni all’Iran fanno sprofondare le Borse del Golfo Persico. Oggi sui mercati della regione – che sono aperti la domenica- si sono vissute ore davvero difficili: l’indice Tasi della Borsa di Riad ha chiuso in calo del 5,44% dopo aver perso fino al 7% ed è scivolato ai minimi dal marzo 2011, quello di Dubai ha perso il 4,64%, la peggior performance degli ultimi 5 mesi, mentre Abu Dhabi è entrato ufficialmente in una fase ribassista (-4,2%con l’indice in calo del 21% dal picco toccato lo scorso luglio) . Male anche il Qatar (-7,2%) e il Kuwait (-3,2%). Da inizio anno le Borse del Golfo hanno mandato in fumo oltre 800 miliardi di dollari di capitalizzazione

Buona Consapevolezza!

Contribuisci anche tu LIBERAMENTE a tenere in vita un’isola di condivisione quotidiana nell’ oceano infinito di questa tempesta perfetta …Chiunque volesse ricevere le ultime analisi di Machiavelli può liberamente contribuire al nostro viaggio

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13 commenti Commenta
emzag
Scritto il 18 gennaio 2016 at 10:48

Mentre Andrea gode giustamente come un riccio mentre viene giù il mondo (Perché io lo avevo previsto!!!) posto un OFF TOPIC, se in questo blog sono consentiti ogni tanto.

A chiunque voglia rispondere.

Ho notato da alcuni mesi che esiste una regolarità abbastanza ferrea: se scende la borsa (in particolare seguo Milano) sale EURUSD e viceversa.

Qualcuno mi sa dare una spiegazione?

Grazie

marco72_
Scritto il 18 gennaio 2016 at 12:55

emzag@finanza,

Penso che “banalmente”, borsa che va male significa probabilita’ minori di ulteriori rialzi dei tassi USA (se non addirittura nuovo QE in vista), per cui USD si indebolisce.

Non e’ detto pero’ che questo pattern continui cosi’ … Sia perche’ in passato, in occasione di grandi recessioni USD ha sempre funzionato come moneta rifugio, e sia perche’, vista la situazione europea, prima o poi Draghi dovra’ calare le braghe ed annunciare un nuovo QE in salsa Eu …

Per cui, mio modesto parere, io sono short sulle borse, ma mantengo ancora le posizioni long su USD … Oltre a sperare anche in un rialzo dei metalli preziosi, anche magari non nell’immediato.

emzag
Scritto il 18 gennaio 2016 at 14:27

marco72_@finanza,

Mi riferivo alla borsa italiana o comunque area euro non a Wall Street.
Poi magari è come dici tu ma la mia idea è che potrebbe (condizionale) esistere qualche regoletta dei trader grossi per cui se sei long sulle equities sei short sull’euro e viceversa.
Ho trovato qualcosa su internet ma non ho capito bene cosa scrivevano dato che so’ ‘gnorande.

marco72_
Scritto il 18 gennaio 2016 at 14:33

emzag@finanza,

Si’, lo avevo capito, pero’ mi pare che ci sia una correlazione stretta tra la performance delle borse italiane/europee e Wall Street, ultimamente (ma vale in generale), per cui puo’ comunque valere il ragionamento che facevo. Probabilmente e’ vero anche quello che dici sui traders, sembrano posizionati cosi’ (per il momento).

stanziale
Scritto il 18 gennaio 2016 at 19:27

http://www.rischiocalcolato.it/2016/01/budapest-con-varsavia-contro-la-ue-veto-alle-sanzioni.html
nonostante il titolo anonimo, e’ un articolo “pesante”. Sono d’accordo anche sul vizio italiota.

dorf001
Scritto il 18 gennaio 2016 at 20:03

ALLEGRIA!!!!!!!!!!!!!!

dorf001
Scritto il 18 gennaio 2016 at 20:09

stanziale@finanza,

Questa Europa è la concretizzazione delle pulsioni distruttive ed auto-distruttive (la Storia lo dimostra) della Germania: la compressione dei redditi dei lavoratori per rendere le imprese competitive sui mercati esteri, l’ossessione per la stabilità ed il rigore dei conti pubblici, in nome del quale da noi viene sacrificata la spesa per il welfare ed i diritti sociali, sono le ormai note caratteristiche negative di questo Paese, che ciclicamente portano l’Europa ed il mondo all’instabilità ed allo scontro. La reazione a queste politiche ha portato sempre all’emergere di forze nazionaliste, a volte moderate e positive, ma più spesso eversive, come Alba Dorata in Grecia, Partito del Progresso in Norvegia, Vlaams Blok in Olanda, che mettono ancor più in pericolo la nostra democrazia, già ferita dall’autoritarismo europeo. Hitler ed il Nazismo furono figli del rigore esasperato del Cancelliere Brüning, non dell’iperinflazione della Repubblica di Weimar…

Sia economicamente, quindi, che politicamente questa Unione Europea a trazione e pensiero tedesco sta riportando gli Stati europei ad uno squilibrio e ad uno stato di potenziale conflitto che ricorda molto quella del 1939. Bisogna sperare che essa crolli per le sue disfunzioni che la minano inesorabilmente, prima che i governanti europei, con l’aiuto della codardia ed incapacità di vedere il quadro generale di quelli nazionali, ci portino ad uno scontro armato, magari contro la Russia, per cercare di nascondere il loro fallimento (le guerre sono sempre state un toccasana per le economie stagnanti…) o fra stessi Paesi europei.

dorf001
Scritto il 18 gennaio 2016 at 20:19

stanziale@finanza,

E la UE resta da sola a fare la faccia feroce a Putin in difesa di Porochensko e “Yats”, ultimo soldatino dell’esercito americano in ritirata..

E’ in questo quadro, penso, che va’ intesa la voce, fatta filtrare dagli uffici del ministr Schauble, secondo cui “ il governo tedesco Cdu-Spd guidato da Angela Merkel starebbe lavorando in gran segreto a un “piano di emergenza” in caso di disgregazione dell’Unione europea e ovviamente anche della moneta unica. Ufficialmente nessuno a Berlino è pronto ad ammetterlo, ma una pattuglia nutrita di deputati del Bundestag, soprattutto della Csu bavarese, sarebbero al lavoro – con l’ok della Cancelliera – per studiare come muoversi nel caso in cui la situazione precipitasse” (Affari italiani). Schauble voleva effettivamente cacciare la Grecia dall’euro per dare “terrorizzare gl altri”. L’idea è sua, ma oggi, non è una vittoria. Ha piuttosto il senso di una sconfitta: noi tedeschi non ci guadagnamo più a stare in Europa, quindi vi lasciamo soli, torniamo al marco. Sì, tornare al marco – rivalutato al 30 per cento – farà un bel buco nell’export tedesco, che ha goduto finora dell’euro sottovalutato. E ciò, mentre la catastrofe mondiale – deflazione e recessione in misure mai viste – si sta abbattendo sul sistema globale – esito ineliminabile di quando il capitalismo viene applicato con la perfetta efficienza (ossia massima retribuzione del capitale a spese della minima retribuzione del lavoro) ingigantito adesso dalla Cina nel disordine economico più colossale. Il Sistema si sta sfracellando, e l’egemonia tedesca che ne fa’ parte come sottosistema. Sarà un disastro per tutti noi, ovvio: una nuova fase della crisi de 2008, mai curata, aggravata. Esattamente come n Usa alla crisi del 1929 successe l’aggravamento della crisi deflattiva del 1937, con milioni di disoccupati in più.

Stiamo a vedere

Come ha notato sornione il noto George Friedman di Stratfor, “La UE sta affondando felicemente nell’insignificanza”: Non si spaccherà secondo lui, “perché non può prendere nessuna decisione significativa, figurarsi quella di sciogliersi”. Ciò che accadrà “è quel che sta già accadendo adesso: i paesi membri le daranno sempre meno retta. Le istituzioni UE le visiteranno come si visita un museo”.

telomero
Scritto il 18 gennaio 2016 at 21:12

Se venisse introdotta una qualsiasi forma di controllo dei movimenti internazionali di capitale, sarà più possibile fare trading sulle borse estere e sulle valute ?

emzag
Scritto il 19 gennaio 2016 at 06:50

A proposito del rapporto inverso “equities/eurusd” ho trovato una spiegazione interessantissima che ho quasi capito (quasi).

“Foreign asset managers placing capital in European equity markets necessarily have to hedge their long Euro-Zone equity position with a short EUR position. For example, if a US fund manager invests in the German DAX, she must first convert USD to EUR, then uses the EUR proceeds to invest in the German DAX. If German DAX appreciates by 10% and EURUSD depreciates by 9% (or more) over the same period, then the actualized returns are eliminated (or a loss occurs). In effect, foreign investors must hedge long Euro-Zone equity investments, so that they don’t get burned on FX conversion when they want to sell their positions.

What’s happening right now? Global risk assets are selling off due to concerns surrounding China. Long Euro-Zone equity positions (like the DAX) are liquidated, and short EUR hedges are lifted. EURUSD is squeezing higher as a result.”

https://www4.dailyfx.com/forex/fundamental/article/weekly_spotlight/2015/08/12/EURUSD-Rally-Buffed-by-Decline-in-Equities-Why.html

Non ho capito una cosa però: se comprano azioni europee devono comprare euro quindi sale equities ma sale anche dollaro.
Allora per proteggersi shortano l’euro…che significa che lo fanno dopo aver comprato le azioni? E come fanno se prima hanno comprato euro quindi – credo – hanno fatto salire il cambio e le borse contemporaneamente?
Scusate l’ingenuità delle domande.

emzag
Scritto il 19 gennaio 2016 at 06:52

emzag@finanza,

ERRORE!!!
Correggo: comprano euro per comprare azioni europee quindi sale la borsa europea e DOVREBBE SALIRE ANCHE L’EURO (non il dollaro)

marco72_
Scritto il 21 gennaio 2016 at 15:10

Come volevasi dimostrare, ecco che Draghi esce fuori con qualche mezza parola, e EURUSD perde una figura istantanemente …

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