LA GERMANIA INVADE LA GRECIA: CONQUISTATI 14 AEREOPORTI!

Scritto il alle 09:00 da icebergfinanza

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La notizia del giorno ieri è che probabilmente la Germania ha conquistato “pacificamente” ben 14 aereporti greci…

…l’”invasione di campo” tedesca, nell’arco delle stesse 24 ore non ha risparmiato anche l’altra sponda dell’Adriatico, con il via libera del governo greco a una maxi concessione per 14 dei suoi aeroporti, compresi lo scalo di Salonicco e quelli di isole importanti come Santorini, Mykonos , Kos, Rodi e Corfù, alla tedesca Fraport per una cifra totale intorno agli 1,23 miliardi di euro. Operazione che solo formalmente però porta la firma di Tsipras e dei ministri dell’Economia e delle Finanze Dragasakis e Tsakalotos visto che era già stata definita alla fine dello scorso anno, tenuta congelata dal premier greco dopo le elezioni e quindi approvata nel consiglio dei ministri del 13 agosto scorso.

Un affare con cui il governo greco si prepara ad affidare al consorzio tedesco la gestione degli scali fino al 2055, questa la durata della concessione, anche se il via libera governativo non rappresenta il semaforo verde all’operazione, anzi. Un portavoce di Fraport ha spiegato al Wall Street Journal che un accordo definitivo non sarà siglato a breve e anzi potrebbe arrivare solo entro la fine dell’anno. Germania alla conquista del Mediterraneo. Berlino “sfila” 14 aeroporti alla Grecia e tre musei all’Italia

Sino a qui nulla di nuovo visto che ci sono altri 50 miliardi di euro da racimolare in giro per la Grecia, tra svendite e mercatini vari, quello che impressiona è l’incredibile voltafaccia di Tsipras dopo aver per mesi fatto lo spaccone in mezza Europa!

Sembrerebbe quasi che qualcuno abbia sequestrato un familiare di Tsipras e che ora lui si costretto a dire di si a tutto qualunque ricatto venga sottoposto, visto l’incredibile memorandum appena firmato e sottoscritto dal Parlamento.

E vissero tutti o quasi felici e contenti, verrebbe da dire!

Quello che non troverete su alcun giornale e che ben pochi vi racconteranno è che se l’affare va in porto non si tratta di una privatizzazione ma bensi di una svendita allo Stato tedesco, i maggiori aereoporti greci verranno affidati in gestione non ad una società privata ma ad una società a partecipazione STATALE …

 

ImmagineOltre il 31 % del capitale è in mano al land dell’Assia, il cui ministro-presidente è Volker Bouffier della CDU ( partito di Angela Merkel) , che guarda caso è anche il presidente del Bundesrat, la camera che rappresenta i vari land in parlamento. Oltre il 20 % invece è controllato dalla società Stadtwerke Frankfurt am Main Holding GmbH che è una società controllata al 100 per cento della città di Francoforte.

Quindi le privatizzazioni greche se andranno in porto non sono altro che una statalizzazione tedesca, un semplice trasferimento di proprietà da uno Stato all’ altro in onore del libero mercato,  ovvero gli aereoporti greci passeranno sotto il controllo del settore pubblico tedesco.

Me l’immagino la famosa riunione fiume dell’ultima domenica prima dell’accordo, Angela che si avvicina a Tsipras e dolcemente sussurra…

” Sai c’è quell’accordo per gli aereoporti, fermo e se magari di avanza qualcosa dagli spiccioli che ti resteranno del piano di salvataggio ancora qualche carroarmato e sommergibile da acquistare, caro Alexis”

Ed oggi pomeriggio, Angela farà di tutto per far approvare al Bundestag l’acquisto dei 14 aereoporti greci, approvando il terzo piano di svendita della Grecia.

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30 commenti Commenta
sherpa
Scritto il 19 agosto 2015 at 09:31

Sei incorreggibile.
Ma perché ti ostini a curiosare tra le notizie?
E ad approfondirle poi.
Se continui così manderai in rovina l’industria editoriale italica: i giornali perderanno credibilità (ne avranno ancora in magazzino?), non si venderanno più (sono già sulla buona strada comunque), il Pil ne risentirà senza contare che toccherà a noi collettività mantenerli.
Sei una peste.
È per questo che veniamo qui. :-}

d
Scritto il 19 agosto 2015 at 09:52

Non capisco queste notizie così pessimistiche! Si tratta semplicemente del nuovo corso dell’economia. Prossimamente anche su questi schermi in Italia. Pare che Renzi sia stato messo lì proprio per questo. Vuole incoraggiare gli investitori stranieri…
Per favore, non ditelo a Veleno, altrimenti ci rimane male, lui che sta facendo il tifo sullo Stelvio. Chi glielo va a dire che il premio verrà ritirato dalla Merkel o da qualche “investitore” anglosinoarabo?

gnutim
Scritto il 19 agosto 2015 at 10:41

acuna matata

la mia vita saràààà

chi vivrà vedrà

acuna matata

Sembra di essere in un film :(

aorlansky60
Scritto il 19 agosto 2015 at 11:19

@ D

Pare che Renzi sia stato messo lì proprio per questo. Vuole incoraggiare gli investitori stranieri…

non ce n’è bisogno; non di renzi ne di un altro suo sostituto per ottenere quanto sopra;

da molte parti (per lo più politiche e mediatiche) veniva [e viene tutt’ora] detto che “occorre riformare l’italia” dato che il suo sistema -leggi, burocrazia, mancanza di regole certe- scoraggia gli investimenti esteri;

bene, allora qualcuno di questi mi deve spiegare come mai, dal 2010, la presenza straniera nelle ns società è aumentata del 20% numeri alla mano, senza che tutte quelle sbandierate “riforme” siano state portate a termine;

nomi e brand nazionali passati nel corso degli ultimi anni sotto controllo estero sono numerosi, ultimo della serie ItalCementi – e Pirelli qualche mese prima.

nessuna sorpresa, è in atto anche da noi la svendita; le crisi servono anche a questo, indebolire chi lo è già per costringerlo a svendere a chi si ritrova in una posizione più avvantaggiata, e il recente caso degli aeroporti greci passati in gestione ad una soc. tedesca è l’ennesima conferma del teorema.

Per i cittadini dell’europa mediterranea si prospetta un futuro alquanto castrato.

reragno
Scritto il 19 agosto 2015 at 12:49

La Germania sta facendo con l’economia quello che non è riuscita fare con due guerre: conquistare l’Europa.
Gli Inglesi, con tutti i loro difetti l’hanno capita e non ne vogliono sapere di rimanerci.
Quando i più apriranno gli occhi sarà troppo tardi. Lo fecero anche con Hitler.
Mi sembra inutile aggiungere altro, anche perchè i tedeschi non faranno a tempo a compiere il loro progetto. Eventi di guerra, ovviamente bussano alle porte, (Ucraina e non solo), ma non c’è da rallegrarsi.
Gli equilibri a livello mondiale mutano velocemente e i tuoi alleati di oggi, saranno i tuoi nemici di domani.

d
Scritto il 19 agosto 2015 at 13:24

Come rimedio all’imbecillità (ma: absit injuria verbis: solo da un punto di vista etimologico; infatti imbecille significa “senza bastone”, sine baculus) suggerirei la lettura di Etienne De La Boètie, Discorso sulla servitù volontaria.
Almeno qualcuno è furbo perchè viene ben retribuito per il lavoro che fa, ma assistere agi applausi da parte dei soggetti oggetto dell’attività decettiva è davvero uno spettacolo avvilente dal punto di vista del sentimento nezionale, rivoltante dal punto di vista di chi ha a cuore la fierezza della libertà. Ma forse “servo è bello”…

silvio66
Scritto il 19 agosto 2015 at 13:26

gnutim@finanza,

E’ la realtà Gnutim. Perfino noi che lo sappiamo da anni restiamo sbigottiti. In cuor nostro speriamo sempre che non lo faranno che siamo troppo pessimisti che in democrazia queste cose non si possono fare che se le fai non ti voteranno più che se mio nonno avesse le ali volerebbe.

ipazia
Scritto il 19 agosto 2015 at 15:17

silvio66@finanza,

il voto è stato svuotato dal suo contenuto democratico. La Grecia insegna.
O ce lo concedono per ottenere una ratifica, oppure lo concedono per ostentarne l’inutilita’.
Alle galline nel pollaio è concesso solo lo starnazzamento (vedi social network, per esempio); nulla di pericoloso.
Per caso ieri ho visto questo video (e scusate se magari qualcuno l’ha gia’ postato): https://www.youtube.com/watch?v=HhLBncDI7Ug
————-
Comunque…. mi presento. Non sono mai intervenuta, ma vi seguo quasi quotidianamente. Ho molta stima di questo blog, comandante e ciurma compresa, dolci e avvelenati.
Di professione faccio la bancaria. Sissì! E guadagno un sacco di soldi, c’ho lavvilla con piscina e un aitante toyboy che con la palma mi rinfresca quando prendo il sole…
Scherzo, ma il lavoro che faccio, con lo spazio che sono riuscita a guadagnarmi, per quanto vituperato (ahime’… spesso con ragione…) mi piace e mi permette comunque di sentirmi a posto con la coscienza.
Buon cammino a tutti!

d
Scritto il 19 agosto 2015 at 15:47

ipazia@finanza,

Benvenuta! Comunque nessuno che abbia un poco di testa ha mai pensato di confondere i bancari con i banchieri. A parte che neppure di loro si può fare di ogni erba un fascio, ma è appena il caso di osservare come chi lavora in banca quotidianamente può fare molto per il suo prossimo. Tante volte mi capita di osservare quale lavoro sociale compia nella mia zona la Banca di Credito Cooperativo il cui direttore non soltanto è una persona per bene e che ha molto a cuore il tessuto economico della zona, ma è anche molto consapevole di quale sia la situazione. Finchè lo lasciano libero di fare…

d
Scritto il 19 agosto 2015 at 15:51

aorlansky60,

Certamente! Basta guardare i giornaletti di questa mattina: viene data la notizia che sette direttori diei principali poli museali su 20 sono stranieri. Immagino che non si trovassero idonei candidati italiani per tali prestigiosi ed importanti posti.
L’occupazione dell’Italia passa anche dall’arte…
Mi domando fino a quando durerà ancora questa fase deflattiva, nel senso che occorre chiedersi quanto tempo serva ancora affinchè le ricchezze reali del Paese vengano “acquistate” dallo straniero.
L’Italia è un Paese resiliente e questo penso faccia inervosire parecchia gente, in quanto il tempo stringe e non è che si possa tenere la marea montante per molto tempo ancora.
Allora: vi sbrigate a calare le braghe e vendere tutto?

ipazia
Scritto il 19 agosto 2015 at 18:00

d@finanza,

Penso che ci sia sempre una scelta, seppur piccola. La stragrande maggioranza delle volte non possiamo cambiare strada, per mille motivi diversi, ma come percorrerla fa la differenza.

veleno50
Scritto il 19 agosto 2015 at 18:08

Per fare la spesa al super mercato bisogna portarsi dietro il borsellino,per comprare la macchina si stacca l’assegno,per comprarsi la casa ci vuole il mutuo fin qui ci arriviamo anche noi.Per comprarsi il 2% di Intesa o generali, enel, unicredit etc , ci vogliono i MILIARDI,essendo aziende quotate in borsa nessuno può impedire di comprare azioni sul mercato solo che bisogna investire cifre che noi italiani non siamo in grado spendere . Alcuni gioielli italiani resistono all’attrazione della borsa vedi Barilla,Ferrero,De Agostini, non interessano i capitali di borsa a loro?Riescono a lavorare probabilmente bene anche senza. Poi ci sono le aziende italiane che vengono comprate a cifre ancora più alte e qui che subentrano i pezzi da 90,Cina,i petrolieri, Germania,Francia. Pirelli venduta a 7 miliardi di Euro ,voi capite che non c’è niente da fare.Adesso anche i russi stanno comprando esempio Saras(raffinatore del petrolio) della famiglia Moratti. La mitica Ferrari verrà quotata A Wall Street credo un 10%.Voi guardate chi sta vendendo gente vecchia stanca che incassa montagne di soldi,Tronchetti,Pesenti,Moratti,Tanzi ha dilapidato il capitale della Parmalat ,passata ai francesi.Cosa centrano i governanti attuali con la politica suicida degli anni passati.

veleno50
Scritto il 19 agosto 2015 at 18:15

Per quanto riguarda i direttori dei musei informarsi meglio su quanti italiani stanno lavorando come direttori nel mondo. good bye

ipazia
Scritto il 19 agosto 2015 at 18:21

d@finanza:
aorlansky60,

L’Italia è un Paese resiliente e questo penso faccia inervosire parecchia gente, in quanto il tempo stringe e non è che si possa tenere la marea montante per molto tempo ancora.
Allora: vi sbrigate a calare le braghe e vendere tutto?

Parole sante. C’è una sorta di resistenza silente. Il mio lavoro (gestore famiglie) mi concede un punto di vista privilegiato. Per un pensionato, una persona che ha l’impiego a tempo indeterminato… c’è una costellazione di persone precarie. Sostengono, aiutano, cacciano la rabbia in gola.
Il problema è che il tessuto sociale ha subito strappi importanti negli anni. Tanto c’erano istituti/enti ufficiali di riferimento. Il pre/doposcuola, medicinali a iosa, ospedali a disposizione, sindacati irragionevoli, ecc ecc. Ci siamo adagiati.
Gli illusi inondano i supermercati, i vari negozi di cellulari o di scarpe, con la boria e l’arroganza di chi si crede padrone della propria vita e di quella degli altri (poveretti…).
Ma i più consapevoli sono silenti, in apparenza perfettamente mimetizzati. E man mano che il gioco si fa duro, diventano anche i più resilienti. Mimetizzati sì, ma per nulla disposti a calar le braghe e tesi a creare relazioni e legami tra “simili”.
Viviamo tempi che sanno di fantascienza.

silvio66
Scritto il 19 agosto 2015 at 18:22

ipazia@finanza,

Ciao marinaia, conosciamo bene Bagnai e lo apprezziamo al pari di tanti altri che si prodigano nella divulgazione della materia. Il voto svuotato lo viviamo sulla nostra pelle da almeno cinque anni. Nondimeno e’ l unica vera risorsa che abbiamo. Resto ottimista.
Buona serata a tutte/i

ipazia
Scritto il 19 agosto 2015 at 18:41

veleno50@finanza,

Veleno, tu hai ragione e magari ci andrebbe più oggettività. Però non possiamo eliminare la sincronicità degli elementi (a partire da quanto riferisce il titolo del post). Gli scricchiolii che si odono per la vallata inducono a qualche pensiero malevolo…

futre
Scritto il 19 agosto 2015 at 18:50

Ci sono 14 aereoporti greci che hanno fatto LE RIFORME (glielo ha chiesto l’europa) E quindi?…

veleno50
Scritto il 19 agosto 2015 at 19:11

ipazia@finanza,

Ciao sono molto contento che scrivi nel sito, credo che il dotto Mazzzalai sia contento quando arriva in casa sua qualche penna raffinata.Credo che sincronicità tu intenda lo sciacallo tedesco sulla carogna greca.Senz’altro hai ragione, se l’avesse fatto la Francia o l’italia cosa ne pensi? ma il mio commento voleva dire che quando si fa la spesa non bisogna dimenticare il portafoglio.La Cina è vicina a prendersi a suon di miliardi il porto del Pireo.Privatizeranno banche ed altro dove sono i nostri imprenditori?tu sai meglio di me che la finale della coppa campioni la vince il Barcellona,la squadra più forte.ciao buona serata

d
Scritto il 19 agosto 2015 at 22:27

veleno50@finanza,

La squadra più forte? con le carte truccate? Altro che STRALOL, qui ci vuole un’ambulanza.
Se mi date una bella stampante ve lo faccio vedere io come si vince a mani basse.
Ma lo vogliamo capire o no che la partita è truccata? che gli arbitri sono venduti? Perchè quelli che stanno vicino alla stampante possono fare ciò che gli altri, magari più bravi, non possono fare?
All’Italia l’accesso alla stmapante l’hanno chiuso da tempo. Il buon Monti poi ha creato quello che ha appellato “consolidamento fiscale”. Ma lo sapete che ci sono imprenditori che stanno subendo una pressione fiscale superiore al 100%? Ma si Sto arrivando! in giro che l’IMU è indetraibile? E che l’IRAP si calcola sul netto IVA e non sui redditi, dunque che si paga anche sugli stipendi erogati al personale? Ma si conosce che queste imposte, NEL MONDO INTERO, non le ha nessuno, ma soltanto noi? Vogliamo aprire gli occhi?

d
Scritto il 19 agosto 2015 at 22:30

veleno50@finanza,

Certo, è la riprova che ne abbiamo davvero di ottimi! Probabilmente sono i migliori, anche perchè al’estero è difficile che regalino posti del genere.
Chissà perchè andarne a prendere di stranieri…

dorf001
Scritto il 19 agosto 2015 at 23:31

LA TRISTE VERITA’ CIRCA LO STATO DEL SISTEMA FINANZIARIO ODIERNO

Per sei anni il mondo ha operato con la totale convinzione che le Banche Centrali avessero in qualche modo sistemato la crisi del 2008.

Tutte le tesi a sostegno di quest’ipotesi sono prive di buon senso. Un bambino di 5^ elementare vi direbbe che non si può risolvere un problema di debito creando maggior debito. Se il debito era un problema PRIMA del 2008…non c’è modo che le cose possano essere migliori adesso. Dopotutto, abbiamo appena aggiunto altri 10 trilioni di dollari di debito al sistema Stati Uniti.

Similmente, tutti coloro in possesso di un cervello funzionante potrebbero dirvi che un crocchio di accademici senza alcuna esperienza del mondo reale, nessuno dei quali ha mai dato vita ad un’impresa o creato un singolo posto di lavoro, non è in grado di “salvare” l’economia.

Comunque, c’è un TERRIBILE mucchio di soldi in ballo se si dà credito a queste menzogne. Quindi i media e le banche ed i politici sono felicissimi di sostenerle. Ovviamente, chiunque può facilmente opinare che quasi tutta la ricchezza e tutto il potere nelle mani dei capi dell’economia provengono da questa finzione.

Quindi è abbastanza stupefacente che nessuno voglia ammettere l’evidenza: la FED e le altre Banche Centrali non solo non hanno idea di come risolvere il problema, ma non hanno praticamente alcun incentivo per farlo.

Ecco i fatti:

1) Il VERO problema del sistema finanziario è la bolla dei bond. Nel 2008, quando ha colpito la crisi, questa ammontava a 80 trilioni di dollari, ora ammonta a più di 100.

2) Il mercato dei derivati che usa questa bolla dei bond come collaterale supera i 555 trilioni di dollari.

3) Molte tra le grandi multinazionali, i governi sovrani e persino i comuni hanno sfruttato i derivati per ottenere falsi guadagni e nascondere i loro debiti. NESSUNO sa a che livello si sia giunti, ma considerando che il 20% dei CFO hanno ammesso questi finti introiti in passato, è probabile che abbia un ammontare significativo.

4) Le grandi aziende oggi hanno sfruttato più leve finanziarie di quanto non avessero fatto nel 2007. Come ha fatto notare di recente Stanley Druckenmiller, nel 2007 i bond privati delle aziende ammontavano a 3.5 trilioni di dollari … ora sono 7: circa il 50% del PIL degli Stati Uniti.

5) Le Banche Centrali sfruttano leve a livelli molto maggiori o per lo meno uguali a quelle di Lehmann Brothers quando è implosa. La FED ha una leva complessiva di 78 a 1. La ECB di 26 a 1. Lehmann Brothers era in una condizione di 30 a 1.

6) Le Banche Centrali non hanno la benché minima idea di come uscire da questa posizione. Appunti diffusi dalla FED nel 2009 mostrano come Janet Yellen fosse spaventata da come uscirne quando il bilancio della FED era di 1.3 trilioni di dollari (nel 2009). Oggi si parla di più di 4.5 trilioni di dollari.

Andiamo incontro ad una crisi esponenzialmente peggiore di quella del 2008. Le Banche Centrali di tutto il mondo hanno letteralmente scommesso con il sistema finanziario che le loro teorie funzioneranno. Ma non è così. Tutto ciò che hanno fatto in realtà è stato preparare la strada per una crisi addirittura peggiore, nella quale intere nazioni andranno in bancarotta.

La situazione è chiara: la crisi del 2008 era un riscaldamento. La prossima sarà la VERA crisi. La crisi in cui falliranno le Banche Centrali stesse.

Fonte: http://www.zerohedge.com/

Link: http://www.zerohedge.com/news/2015-08-10/sad-truth-about-state-financial-system-today

ALLELUIA

d
Scritto il 20 agosto 2015 at 05:51

dorf001@finanza,

Certo Dorf, in questo Druckenmiller si è, per cosí dire, portato avanti. Ha già fatto la spesa… sapendo come andrà a finire.

aorlansky60
Scritto il 20 agosto 2015 at 08:12

@ D

Ma si conosce che queste imposte, NEL MONDO INTERO, non le ha nessuno, ma soltanto noi?

…perchè SOLTANTO NOI abbiamo un sistema politico-amministrativo a più livelli, come nessun altro al mondo.

Questo sistema Stato + Regioni + Province(che hanno fatto credere abolite ai citrulli ma che di fatto continuano a succhiar soldi come prima) + Comuni + svariati [migliaia] Enti a partecipazione pubblica per lo più inefficiente nella maggiorparte dei casi richiede per essere sostenuto. MOLTE RISORSE, CONTINUAMENTE.

Mi fanno ridere quando questi[mi rifersico in particolare a ANCI e simili…], quando si vedono tagliati i fondi dal governo di turno, si mettono a piangere minanciando “IL TAGLIO DEI SERVIZI AL CITTADINO”…

MA QUALI SERVIZI ???!!!

se siamo un paese così intelligente ai cui cittadini è richiesto di pagare tasse pari alla SVEZIA, per avere di ritorno servizi come la somalia,

QUANTE VOLTE LO ABBIAMO SENTITO DIRE QUESTO E NON SOLO, QUANTE VOLTE ABBIAMO OCCASIONE DI TOCCARLO DIRETTAMENTE SULLA PELLE OGNI QUAL VOLTA OGNUNO DI NOI DEVE AVERE A CHE FARE, PER QUALSIASI MOTIVO, CON LA PUBBL AMMINISTRAZIONE.

tanto varrebbe pagare tasse come richieste in somalia (praticamente ZERO) per avere di ritorno servizi ZERO, almeno ci si mette il cuore in pace, che ce ne facciamo della qualità(?) dei servizi erogati in italia ???
.
.
.
l’ultima news in materia, da nota di Ag di ieri :

Cresce ancora spesa delle regioni, +3, 9 miliardi dal 2011 al 2014
Agenzia Giornalistica Italia – 19.08.2015

(AGI) – Roma, 19 ago. – Nonostante gli annunci di spending review più volte proclamati dai vari governi, la spesa corrente delle regioni continua inesorabilmente a crescere: è quanto emerge dall’analisi effettuata dal Centro Studi ImpresaLavoro che, rielaborando i dati resi noti recentemente dalla Corte dei Conti, ha notato come la spesa pubblica corrente delle regioni nel periodo 2011-2014 sia cresciuta di 3,9 miliardi di euro, passando da 141,7 a 145,6 miliardi (+2,76%).

.
.
.
suvvia per piacere, che anche i polli(esteri) si mettono a ridere nei ns confronti, leggendo questo.

aorlansky60

@

6) – Le Banche Centrali non hanno la benché minima idea di come uscire da questa posizione
.
.
.
E’ che ben difficilmente riusciranno ad invertire il flusso intrapreso, senza causare
conseguenze significative all’intero sistema economico.

Ormai per come “la macchina” procede, sembra di essere condannati ad un futuro di continuo e sempre più massiccio QE a ripetizione (un cambio drastico di strategia operativa nasconde imprevisti nell’immediato difficili da quantificare e prevedere).

Anche perchè questa modalità fa assai comodo agli Stati sovrani e relativi governi e alle stesse banche centrali;

secondo il teorema :

ignettare dosi massicce di liquidità, le cui conseguenze sono :

AZZERARE IL COSTO DEL DENARO,

AZZERARE IL RISCHIO

AZZERARE LA RENDITA DEI BONDS SOVRANI

questo consente alle banche centrali di acquistare bonds sovrani in quantità massicce a tasso ZERO,
finanziando la spesa pubbl e finanziando al contempo anche il debito pubbl DI TUTTI QUELLI STATI RIUNITI SOTTO UNA DETERMINATA DIVISA interessata a questa strategia.

sembra che l’idea del Giappone e poi quella degli USA sia ormai seguita e pianificata a livello mondiale per le economie che contano (USA JAP EU… e vedo che anche in CINA il concetto non dispiace affatto alla PBOC)

pazienza per la deflazione; loro vorrebbero un minimo di INFLAZIONE (O ALMENO E’ QUELLO CHE VOGLIONO FAR CREDERE ALLA MANDRIA) ma alla fine stò cominciando a pensare che ci sguazzino proprio bene nella deflazione, fa comodo ai loro interessi…

d
Scritto il 20 agosto 2015 at 09:13

aorlansky60,

Certo, il sistema succhia soldi in maniera incredibile, ma anche in maniera asimmetrica.
Occorrerebbe approfondire alquanto, dal momento che si scoprirebbero cose molto interessanti.
Anzitutto a noi la Svezia ci fa un baffo, dal momento che la pressione fiscale in Italia può essere enormemente superiore. Nell’ansia di smantellamento del settore produttivo ed imprenditoriale i folli manovratori che stanno conducendo questa nave (non dico i politici, povere controfigure, compreso il PM attuale, ma i tecnocrati ai cui ordini i premitori di pulsanti romani sono al soldo) hanno dato vita ad un mostro fiscale senza pari.
Le Regioni sono il vero e proprio baricentro del mostro, dotate come sono di uffici dalle competenza ridondanti riispetto ad altre istituzioni. Pensiamo al fatto che la Regione Lombardia (che si è costruita un enorme palazzo a Milano, abbandonando il Pirellone per non si sa bene quali ragioni) si è addirittura dotata di uffici di rappresentanza in Stati esteri! Lasciando perdere le Province, dal momento che qui la farsa sfiora il grottesco, invece è interessante l’approccio ai Comuni. Questi ultimi sono stati “svuotati”, sono come dei pooveri gusci vuoti ai quali il sistema centrale ha lasciato soltanto l’ingrato compito di esercitare una fiscalità massacrante sugli immobili, laddove gli introiti (IMU) non già vengono destinati ai Comuni stessi, ma vengono introitati dallo Stato. Come dire: a te Comune faccio fare la figuraccia di vessare la tua popolazione, ma poi io Stato non solo ti lascio senza soldi, ma ti prelevo il gettito che fai! E poi lo chiamano “federalismo fiscale”. Ma non basta: occorrerebbe esaminare la combinazione di queste magnifiche trovate che si chiamano: a) centrale unica degli appalti; b) fatturazione elettronica, c) split payment. In pratica significa che nessun Comune ormai può affidare lavori di manutenzione ad artigiani del posto, dal momento che occorre mandare tutto nel capoluogo che funge da “centrale unica”. La scusa è quella della maggiore efficienza, il risultato è quello della desertificazione economica dei piccoli centri.
Signori, se non ve ne eravati accorti, questa è una dittatura economica che si sta instaurando piano piano…

ipazia
Scritto il 20 agosto 2015 at 22:24

d@finanza:
aorlansky60,

Signori, se non ve ne eravati accorti, questa è una dittatura economica che si sta instaurando piano piano…

…forse è meglio dire “che si sta manifestando piano piano…”
Temo che l’instaurazione sia già a buon punto.
Estratti conti, movimenti titoli, estratti carte di credito… tutti a disposizione dell’Agenzia delle Entrate (la privacy da far firmare è una barzelletta). Per la fantomatica lotta all’evasione.
La rana è quasi bollita così dal calderone non può sfuggire…

d
Scritto il 21 agosto 2015 at 08:58

ipazia@finanza,

Certamente, siamo a buon punto, ma manca la “gamba finale”.
La confisca dei risparmi via bail in.
Dopo aver “convinto” la gente a svendere i beni, in un Paese come il nostro nel quale il risparmio privato è una virtù, occorre spazzare via quanto faticosamente accantonato per i tempi di crisi. Si può fare o abbattendo il valore del denaro in maniera significativa o, più per le spicce, “”compensandolo” con le passività bancarie. Dal 1 gennaio 2016 questo importante risultato sarà possibile, grazie alla tanto rapida quanto non pubblicizzata approvazione della relativa normativa da parte del nostro beneamato Parlamento.

aorlansky60
Scritto il 21 agosto 2015 at 10:31

@ & @ Ipazia

Dal 1 gennaio 2016 questo importante risultato sarà possibile, grazie alla tanto rapida quanto non pubblicizzata approvazione della relativa normativa da parte del nostro beneamato Parlamento.

atto dovuto;

del ns parlamento, intendo;

ad allinearsi [o genuflettersi] alla regolamentazione in materia imposta dalla UE a tutti i 19 Stati EU uniti sotto la moneta unica.

Ma io non mi preoccupo più di tanto per questa regolamentazione di bail-in,

primo perchè non posseggo certo >= 100.000 € sul c/c (limite oltre il quale scatterebbe teoricamente il prelievo imposto ai correntisti che eventualmente dovessero essere chiamati a partecipare al salvataggio dell’istituto dove hanno depositi, dopo azionisti e obligazionisti, SE malauguratamente l’istituto fa BOOM…)

secondo perchè il crack di un istituto bancario, specie se di dimensioni rilevanti, è un male che può intaccare negativamente l’economia di un intera regione o peggio di un intero paese e per questo scongiurabile (come es. basta vedere cos’hanno fatto -di tutto e di più- per evitare l’abisso a MPS…)

A preoccuparmi invece assai di più è quanto più volte enunciato recentemente -guarda caso dai tedeschi Schauble Weidmann e dalla francese Lagarde- come “rimedio ideale” per tamponare il debito pubbl di un paese dell’area UE ritenuto “fuori ragionevole controllo”
(ritenuto da chi è deputato a farlo, vale a dire i burocrati contabili di Bruxelles + quelli al di sopra di loro…),

cioè prelievo immediato su ogni c/c esistente censito,
non importa la cifra depositata (può essere 100 come 1000 come 100000 € o più)

del … dieci per cento; (non 0,6 per mille come ebbe a fare 23anni fà uno molto caro -in tutti i sensi- agli italiani…)

ipazia

aorlansky60:

cioè prelievo immediato su ogni c/c esistente censito,
non importa la cifra depositata (può essere 100 come 1000 come 100000 € o più)

del … dieci per cento; (non 0,6 per mille come ebbe a fare 23anni fà uno molto caro -in tutti i sensi- agli italiani…)

Questo scenario mi sembra molto piu’ realistico.
Spazzolata via la cosiddetta classe media, la differenza numerica tra i molti poveri o impoveriti e i pochi ricchi è abissale. Non siamo noi nella stanza dei bottoni a proporre e disporre e non si è mai visto un potente proporre e disporre contro i propri interessi.
Magari in un primo momento potrebbero accontentarsi di manare tra i depositi da 100.000 euro (anche a me non tocca direttamente il problema, ma per molti anziani sono i risparmi di una vita, che si trasformano in ciambella di salvataggio dei figli, al loro decesso, in questi nuovi tempi amari…). Questa comunque sembrerebbe l’opzione A.

Quando la sete non sarà appagata (e non lo sarà di certo), ci passeremo tutti. Ma proprio tutti. E’ l’opzione B.

L’insistenza sulla criminalizzazione del contante la vedrei su quella traiettoria. Attraverso il contante non passano solo le aziende comunque protette da norme nebulose e un sacco di anfratti dove rintanarlo, ma spesso costituisce la sopravvivenza di chi fa lavoretti in nero per parenti e conoscenti.
Penso per esempio a quella parte del mondo sommerso dell’edilizia che si muove solo con il contante. C’è una stanza da rimettere a nuovo? Le finestre da sostituire? Si preferisce pagare le competenze di un figlio, un fratello, un amico rimasto a casa senza lavoro. Non è utile per ammorbidire il 730, ma con uno stipendio si vive in due. Finche’ la circolazione del contante lo permette, sfuggendo dall’archivio dei conti correnti.

Per quanto riguarda MPS ricordo come oggi quando fu eletto Mussari a capo dell’ABI. Eletto incredibilmente all’unanimità, con le inchieste di Report già uscite. La dice lunga sui livelli di commistione del risiko bancario, porte girevoli comprese, in bella vista sul mondo politico.

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