GRECIA: IL RITORNO DELLA DEMOCRAZIA

Scritto il alle 08:44 da icebergfinanza

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Democrazia, demos, popolo, cratos, potere, governo del popolo, sovranità!

Spesso e volentieri come insegna la storia il popolo ha esercitato nel peggiore dei modi questo potere, ma ciò non significa che le elites, le plutocrazie debbano sostituirsi al popolo, senza legittimità in nome di un supremo interesse non si sa si chi.

Agorà, Grecia antica qui è nata la democrazia!

461 a.c. … Pericle

Qui il nostro governo favorisce i molti invece dei pochi: e per questo viene chiamato democrazia.
Qui ad Atene noi facciamo così.

2476 anni dopo ad Atene…

Qui l’Europa favorisce i pochi invece dei molti: e per questo viene chiamato dittatura
Qui ad Atene noi non facciamo così. Noi domenica votiamo per il ritorno della Democrazia

Sembra che Jacques Attali, uno dei padri fondatori dell’Unione Europea il 24 gennaio del 2011 abbia dichiarato …  “ma cosa credeva la plebaglia europea, che l’Euro fosse stato creato per la sua felicità ?” «Abbiamo minuziosamente “dimenticato” di includere l’articolo per uscire da Maastricht.

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Vi invito ad esprimere liberamente il Vostro pensiero a proposito del referendum di domenica in Grecia, andando all’indirizzo www.sefossigreco.altervista.org

Nel frattempo per aumentare la Vostra Consapevolezza e quella dei Vostri amici e conoscenti quello che Mario Monti ha definito in maniera ridicola ” Il più grande successo dell’euro” https://vimeo.com/123182159

Lo abbiamo scritto più volte siamo in guerra e in guerra tutto diventa lecito, dalla menzogna al sequestro della democrazia. Nessuno vuole difendere l’indifendibile, responsabilità enormi del popolo greco e della sua classe politica, ma se trovate qualcuno in mezzo al mare che sta affogando e sapete che non ha la coscienza a posto che fate, lo lasciate affogare o spingete la testa sotto l’acqua… ( waterboarding = austerità)

GRECIA: UN MONDO DI BALLE FACT CHECKING

Noi vogliamo una nuova Europa, basata su regole che rispettino i popoli, ma soprattutto gli esseri umani, non un’Europa dei mercati e dei capitali, non un’Europa delle merci dove gli uomini diventano merci, dove il capitale umano diventa capitale economico e finanziario, da tradare come un’asset qualunque.

Chissà cosa faranno, diranno domani i mercati, lo dice l’Europa e allora bisogna farlo. Se penso al modo miserabile con il quale abbiamo ceduto la sovranità nella crisi del 2011…

L’altra faccia della medaglia della crisi è, che dove c’è un cattivo debitore spesso e volentieri c’è anche un cattivo prestatore.

Icebergfinanza è stato il primo a riportarvelo nell’agosto del 2011, inutilmente per mesi abbiamo cercato di raccontarvelo…

Questo è quello che abbiamo scritto nell’agosto del 2011 (…) un punto di vista sulla crisi del debito europeo e la crisi greca, è che si tratti di un tentativo elaborato dal governo tedesco per conto delle sue banche per ottenere indietro i loro soldi senza richiamare l’attenzione su ciò che stanno facendo.

Il governo tedesco dà i soldi al fondo di salvataggio dell’Unione europea in modo che possa dare i soldi al governo irlandese in modo che il governo irlandese può dare indietro denaro alle banche irlandesi così le banche irlandesi possono rimborsare i loro prestiti alle banche tedesche.Datemi una leva e vi distruggerò il mondo

Oggi è l’ora della Grecia.

Ma ricordatevi oggi non siamo più soli, ieri abbiamo sfondato i 12.000 contatti unici, l’articolo Grecia Fact Checking è stato letto da oltre 150.000 persone, la consapevolezza quando vuole dilaga!

Ieri su l’Huffington Post  una sintesi perfetta …

“Lo dice l’Europa”, “Lo vuole l’Europa” . Il ricorso all’Europa nella convenzione collettiva e’ stato costruito come una sorta di Corte Suprema del Meglio rispetto al Bene. Le crisi nazionali, come quella italiana, regolate con lettere di “istruzioni” (quella della Bce per l’Italia è ancora la nostra via maestra) e gli uomini e le donne che reggono l’istituzione europea investiti di un esagerato status rispetto ai leader nazionali.

Arriva la crisi Greca e arriva Tsipras. E qui si rompe il Canone.

La ostinazione (o furbizia, doppiezza, come preferisce dire l’Europa) del Premier Greco, l’offesa allo status dei leader con i più infantili stratagemmi – camicie sbottonate e moto -, ripensamenti dell’ultimo minuto dovuti alle difficoltà politiche della Grecia, hanno provocato quello che Almodovar definirebbe una crisi di nervi.

Che poi non è una crisi, ma un disvelamento certo lo è: l’Europa abbandona il suo Stato di Grazia, il suo Olimpo di regole, e fa una cosa che nel linguaggio della politica internazionale si chiama brutalmente “ingerenza”: si rivolge cioè direttamente al popolo greco chiedendogli di votare per il sì al referendum. Di fatto chiedendo la testa di Tsipras ai suoi stessi elettori.

Che l’appello sia affidato al pallido Jean-Claude Juncker, Presidente della Commissione, incarnazione finora di quell’homo europeus cresciuto nei cubicoli dei palazzi di Bruxelles, uomo che finora ha preferito la difesa della regolamentazione della quantità del latte nel cioccolato, all’assunzione di responsabilità dell’accoglienza degli immigrati che sbarcano in Italia, è una meravigliosa e surreale rappresentazione della nuova Europa che nasce da questo scontro.

Messa alle strette, la Ue lascia così i suoi panni tecnici e scende in politica. Dichiara da che parte sono i suoi interessi, misura i rapporti di forza, e non ha timore di usare il potere che ha. Che questi interessi siano quelli solo di alcuni paesi, e che il potere sia soprattutto nelle mani di pochi, della Merkel fra questi, non è una scoperta. Ma, appunto, la differenza è che questi rapporti di forza in questa battaglia sulle sorti di Atene siano stati dichiarati. Altro che Olimpo delle regole. Altro che Terzietà. Il Re è nudo. E nella sua nudità si rivela uguale a tutti gli altri uomini.

Ecco, questo è quanto successo in questi difficilissimi giorni. Il governo Ue ha varcato un confine rispetto a cui non c’è ritorno: esce dal suo ruolo tecnico/terzo, esce dalla sua superiorità e si espone quale è – un governo politico qualunque, con i suoi politici, i suoi limiti e le sue fragilità.

È però uno sviluppo positivo, nella sua drammaticità. Che l’Europa non sia quello che avevamo sognato è un sentimento generale; che il modo di gestire questo continente sia deformato e parziale, lo si ripete ormai da tempo. La crisi greca potrebbe ora aver portato questa consapevolezza al livello di un cambiamento non più rimandabile.

Domenica tutti insieme al popolo greco si vota per la Democrazia, tutto il resto è puro contorno!

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29 commenti Commenta
madmax
Scritto il 1 luglio 2015 at 11:22

Capitano due punti: il capitalismo non e’ democratico, conta di piu’ chi ha piu’ denaro punto e basta, un ricco non equivale ad un povero ed una corporation (farmaceutica, alimentare, elettronica) conta di piu’ dei cittadini per la sua capacita’ di influenzare le leggi, perche di questo nessuno ne prla quando si parla di democrazia?

Secondo punto: ce lo chiede l’Europa, capiamoci bene, le linee guida le fornisce il Concilio dei Ministri EU, che altro non sono che tutti i primi Ministri, i quali prendono decisioni. Poi lo stesso Ministro che era seduto al tavolo Europeo, torna a casa e dice agli elettori: ce lo chiede l’Europa!!!

Insomma un bel cerchiobottismo con cui si smarca dalla responsabilita’ di aver deciso in sede EU per non perdere voti alle prossime elezioni!
Questa e’ la verita’ il ce lo chiede l’Europa in realta’ non esiste basta solo dire no al momento di essere seduto al tavolo Europeo.

Vi faccio un esempio nel 2009 Italia e UK erano entrambi in deficit eccessivo i rappresentanti italiani dissero rientriamo entro il 2010 gli inglesi dissero rientriamo entro il 2015/2016. Noi ci siamo beccati rampognate per aver promesso l’impossibile e fatto manovre di massacro e siamo finiti alla gogna gli inglesi freschi freschi sono arrivati ad oggi! Ragionare prima no?

first em
Scritto il 1 luglio 2015 at 12:52

Ovviamente non possiamo sapere come andrà a finire e da varie parti si spinge per annacquare velocemente tutto quello che è successo. Non so neanche quanto potrà restare di ciò che è accaduto perchè, oggi più che mai, la storia la scrivono i vincitori.
Ma il succo di quel che è successo in questi giorni è che un leader ha sparigliato le carte, non ha accettato di rimanere chiuso all’angolo a subire impunemente diktat. La lezione di Tsipras è questa: per quanto sia grande lo squilibrio nei rapporti di forza, a chi ha il coraggio di farsene carico resta sempre un margine d’azione, naturalmente con tutti i rischi del caso. Questo con buona pace di tutti coloro che ogni giorno ci insegnano a pensare che non ci siano alternative.
In ogni caso, onore al governo greco e disonore a tutti gli yes men, più o meno palesi od occulti. Le responsabilità di costoro sono molto grandi perchè il loro comportamento avrà un impatto assai importante sulla possibiltà che la questione greca possa andare a finire in un modo invece che in un altro.
Cercheranno in tutti i modi di farcelo dimenticare ma questo è un precedente; la responsabilità della memoria è anche nostra.

madmax
Scritto il 1 luglio 2015 at 13:04

first em@finanza,

La responsabilita’ della memoria….mi piace questa frase, tanto per tenerla viva, trenta anni fa circa cominciarono a comparire i primi vegetali geneticamente modificati che udite udite dovevano salvare il mondo dalla fame, accettateli e l’Africa ne avra’ benefici, oggi trenta anni dopo continuano a morire forse peggio di prima e continuo a sentire che gli OGM sono la soluzione, la domanda e’ per chi?
Torno indietro negli anni 70 forse pochi se lo ricordano vi fu la proibizione di tanti coloranti cancerogeni E124, E131 e via dicendo, poi qualche anno dopo magicamente tornarono tutti, il motivo? Non erano piu’ coloranti, ma erano diventati conservanti con buona pace alla salute!
Possiamo tenere in vita la memoria ma e’ il sistema che devi cambiare :)

signor pomata
Scritto il 1 luglio 2015 at 13:55

Meno male che qua in europa sono settimane che ne succedono di tutti i colori, apro adesso il portafoglio titoli e scopro che i tbond sono ai minimi da mesi…….alla faccia del porto sicuro.

misticluke
Scritto il 1 luglio 2015 at 14:33

signor pomata@finanzaonline,

Il Capitano è senza dubbio onesto e preparato, tuttavia è monodirezionale:il Tbond deve arrivare ad un rendimento del 3% e solo allora sarà da comprare…e vendere equity

pippone1
Scritto il 1 luglio 2015 at 15:50

madmax,

Ma perché, quale sarebbe l’alternativa al capitalismo?
L’economia curtense di matrice feudale? La proprietà totalmente pubblica dei mezzi di produzione, che tante meraviglie ha offerto di sé nei regimi comunisti? Il corporativismo fascista o fascistoide? Nell’ambito di queste forme di produzione, gestione e distribuzione delle risorse economiche alternative al capitalismo contemporaneo, il diritto al dissenso non era ancora più limitato, talora in termini feroci e inumani?
Forse, Madmax, il problema non è il capitalismo in se stesso (ci sono peraltro diverse declinazioni possibili del capitalismo, come ha spiegato anche Nino Galloni e certamente JM Keynes non lo teorizzava nello stesso modo di M. Friedman o F. von Hayek, cosi come Gerard Swope non lo interpretava alla stessa maniera di John Pierpont Morgan Jr, per non parlare di Amartya Sen, Paul Krugman e Joseph Stiglitz, i quali concepiscono e difendono la libera economia di mercato con modalità antitetiche a quelle dell’oggi imperante teologia dogmatica neoliberista), che legittimamente persegue finalità, interessi e profitti di natura privata, quanto piuttosto l’assenza di poteri pubblici nazionali e sovranazionali abbastanza forti, indipendenti e saldamente democratici da poter limitare l’ingerenza di tali interessi privati e particolaristici nelle governance locale e globale del XXI secolo.

aorlansky60
Scritto il 1 luglio 2015 at 16:16

@ Madmax

“…nel 2009 Italia e UK erano entrambi in deficit eccessivo …

2009 -10,8 %
2010 – 9,7 %
2011 – 7,5 %
2012 – 8,3 %
2013 – 5,7 %
2014 – 5,7 %

ITA

2009 – 5,3 %
2010 – 4,2 %
2011 – 3,5 %
2012 – 3,0 %
2013 – 2,9 %
2014 – 3,0 %

(fonte dati Eurostat)

alla faccia del deficit eccessivo… gli inglesi viaggiavano (e viaggiano tutt’ora) a livelli di def che evidentemente COME ai Francesi viene dai guardiani della baracca…

se poi guardi il DEBITO AGGREGATO (pubbl + priv) degli inglesi, c’è da prendere paura, ma questi per i burocrati evidentemente son dettagli…

la faccenda vera, secondo me, è che in ambito Eurozona sono stati stabiliti paesi privilegiati(UK Francia Olanda Finlandia Germania, quest’ultima non ne ha bisogno perchè i suoi numeri sono invidiabili) e paesi di serie B (nei quali rientra l’Italia, purtroppo per noi);

quest’ultimi fa molto comodo tenerli costantemente sulla graticola (CI HANNO FATTO UNA TESTA COSI PERCHE’ RISPETTASSIMO IL VINCOLO DEL 3% CHE STIAMO FATICOSAMENTE REGGENDO DA ANNI, mentre agli altri è permesso di fare BALDORIA di deficit pubbl !!!) per (*) eventualmente se si levasse in quei paesi la malaugurata idea di volersi ribellare ai cani da guardia…

(IL RICATTO : si potrebbe ripetere la storia dell’estate 2011, quando vennero immessi NON A CASO sul secondario un volume GIGANTESCO di tit pubbl ita che fecero immediatamente schizzare lo spread a livelli mai visti prima… d’accordo che ora c’è l’ombrello della BCE con il suo QE, ma se i tit ita dovessero peggiorare al punto da raggiungere il ranking di JUNK BOND come quelli greci che la BCE ha escluso dal suo programma, si capisce tutto il potenziale di quell’arma di ricatto…)

un futuro governo ita non più allineato(rispetto a quello attuale) alle esigenze EU fa tremare le vene ai polsi di quest’ultimi!… ne più ne meno di quello che stà avvenendo in Grecia col gov Syriza che per la prima volta gli ha fatto vedere i “sorci verdi”…

madmax

aorlansky60,

@Aorlanski,
Grazie per aver riportato i dati, il problema e’ il coglionismo italico dell’autonfliggerci mali, mica ce lo aveva detto l’Europa ce dovevamo rientrare l’anno dopo, ma fu il nostro Ministro delle Finanze che lo promise e dopo se le promesse non le mantieni son rompimentindi coglioni!
Gli inglesi dal 2009 lo hanno detto chiaro e subito, noi rientreremo nel 2015/2016 e a loro nessuno ha rotto le balle perche’ sebben peggio di noi stanno mantenendo la parola.

madmax
Scritto il 1 luglio 2015 at 16:41

pippone1@finanza,

Grazie Pippone della risposta,
Non entro nei dettagli ma ti chiedo secondo te un sistema basato sul fatto che se sto male o muoio e mi fanno il funerale il PIL sale e siamo tutti contenti, se sto a giocare a pallone sulla spiaggia con mio figlio il PIL non sale e dunque dovremmo preferire la crescita continua del PIL?
Non so come lo chiamo ma un sistema in cui l’1% della popolazione mondiale ha il 50% di tutto non mi pare sostenibile, ma lo continuiamo ad alimentare, perche fin da piccoli ci dicono che il Kapitalismo e’ l’unico sistema possibile ed intanto fanno proprio le stesse cose che nel Komunismo piu’ bieco dove il partito aveva tutto e la gente nulla nascondendosi dietro non alla dottrina ma alle leggi. Quelle stesse leggi che hanno visto Cuba nella lista dei paesi terroristi per 50 anni sotto un embargo feroce ma che non fanno nulla per mettere fuorilegge i barba integralisti, nemmeno un embargo sulle armi che acquistano o sul petrolio che vendono con cui possono continuare a sgozzare chi non si piega e violentare minorenni!!! Non ti sembra strano?

quesalid

…in tutto questo cancan c’è anche il grosso rischio che alla fine le cose vadano a finire bene…

icebergfinanza
Scritto il 1 luglio 2015 at 17:26

misticluke@finanza,

il 3 % nei prossimi mesi lo vedrà solo in cartolina ;-) Abbraccio

veleno50
Scritto il 1 luglio 2015 at 18:44

quesalid@finanza,

Perchè grosso rischio? Non lo speri che le cose si risolvano?Certamente se fanno un accordo biennale vedrai te che botto nei mercati per qualche giorno.Le banche chiuse in Grecia senza Euro per pagare le pensioni e i correntisti,quale esito ti aspetti dal referendum?Una quindicina di giorno poi tutto torna in una velata tranquillità.
misticluke@finanza,
Non hai fiducia nei titoli italiani ? per avere un eventuale 3% bisogna investire in Usa con rischio cambio?nel mercato secondario italiano il decennale rende leggermente sotto il 2,50% senza rischio cambio.Mi pare di leggere ultimamente persone che non sono soddisfatte dei loro investimenti nei titoli Usa,se si risolve il problema Grecia il dollaro potrebbe scendere un po, Ipotesi remota che si alzino i tassi e il dollaro invece di salire rimane o arretra nei confronti dell’Euro. Tutto può accadere siamo vaccinati quindi ad ogni investimento vale sempre la regola di usare la ruota di scorta e tenerla gonfia.

stanziale
Scritto il 1 luglio 2015 at 20:00

“quale esito ti aspetti dal referendum?Una quindicina di giorno poi tutto torna in una velata tranquillità.”

mah, sai che, concordo. Diciamo tutto torna in una velata tranquillita’ del fallimento generale(banche/privati/stati).

Longobardo
Scritto il 1 luglio 2015 at 21:10

“quale esito ti aspetti dal referendum?Una quindicina di giorno poi tutto torna in una velata tranquillità.”

e tra 5 o 6 mesi si ricomincia tutto da capo ;) :lol:

icebergfinanza
Scritto il 1 luglio 2015 at 21:12

Fiducia … Bella parola! Serve pragmatismo io non ho fretta molti invece si! Quando suggerivo che sarebbe arrivata la tempesta perfetta nel 2007 tutti avevano fretta dai non succede nulla un po’ come quando parlavo di deflazione in mezzo all’isterismo inflattivo ma dai quale deflazione. Poi è arrivata la crisi tra i pochi in Italia che suggeriva di stare calmi e non buttare i nostri titoli di Stato anzi accumulare accumulare accumulare. Poi mentre le banche d’affari USA e Pimco suggerivano di disfarsi dei treasuries e analisti del salumiere vedevano il cambio a 1.60 si guardava oltre comprando sulla base del buon senso e dell’analisi empirica. Ora sono bastati 3 mesi di forte vento per spazzare via la fiducia in un lavoro che viene da molto lontano. Un suggerimento per chi soffre il mal di mare stiamo per attraccare definitivamente, chi non se la sente scenda subito e cerchi altri porti. Buona serata Andrea

perplessa
Scritto il 1 luglio 2015 at 22:07

non so se quello che è stato pubblicato sul fatto sia una trascrizione esatta dei comunicati diffusi, o se sia stato commesso qualche piccolo errore. da quello che si legge, in questo articolo, mi pare ch gentilmente gli USA ricordino che nel FMI comandano loro:”gli Stati Uniti sono il maggiore azionista del Fmi e contribuiscono al 18% dei suoi fondi, oltre ad avere il potere di veto su alcune delle maggiori decisioni. “detto questo bisognerebbe capire perchè ricordino questo dato di fatto. Personalmento penso che la Merkel prenda troppo sul serio il suo ruolo, dimenticando di essere vassalla degli USA.Se la Germania ha accumulato tutto questo potere è perchè gli USA lo hanno permesso. avrà avuto il suo tornaconto, ma il ruolo di vassallo non va dimenticato. link al fatto . non è che dicendo questo voglio esaltare gli Stati Uniti, ma mi sto sforzando di capire quello che sta succedendo http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/07/01/grecia-tsipras-creditori-ci-stanno-ricattando-eurogruppo-stop-negoziati-fino-referendum/1831950/

sd
Scritto il 1 luglio 2015 at 22:40

perplessa@finanza,

Perplessa purtroppo noi “comuni mortali” appartenenti al popolo non sappiamo un bel niente di cosa stà accadendo ai vertici e quali siano realmente gli accordi fra stati e nazioni. quasi tutta l’informazione è semplicemente propaganda atta a creare confusione e caos…..se tacessero sicuramente farebbero meno danni.

Prova a leggere questo articolo sulla Grecia : http://marcodellaluna.info/sito/2015/06/30/tsipras-bifronte/
E se avesse ragione ?

Forse la migliore medicina contro la propaganda e l’iper-informazione è quella di accettare che la nostra società e la PEGGIORE POSSIBILE (non è una frase mia : https://www.youtube.com/watch?v=X-uIz1ZJ_WE ) e quello che abbiamo non è reale benessere ma bensi schiavitù finalizzata a controllare i popoli.

Un saluto

SD

dorf001
Scritto il 1 luglio 2015 at 23:04

Questo è il copione della tragedia greca attualmente in corso. La Grecia, con la sua economia molto piccola e molto malconcia, non potrà mai estinguere il suo debito pubblico di 323 miliardi, pari al 175% del suo prodotto interno lordo. Può solo continuare a svenarsi per pagare gli interessi. Perciò è falso e pretestuoso il principio dichiarato, difeso e imposto al governo greco da parte dell’Ecofin, cioè che la Grecia debba pagare i suoi debiti rispettando gli impegni. La Grecia non potrà mai ripagarli. Lo sanno benissimo. La realtà è un’altra: da un lato bisogna mantenere alla Grecia il guinzaglio del debito pubblico inestinguibile, un guinzaglio a strangolo, per poterla dirigere politicamente dall’esterno per via finanziaria (come pure l’Italia e altri paesi); dall’altro, concedere il richiesto ridimensionamento del debito pubblico greco sarebbe automaticamente saltare tutto il sistema bancario europeo, che è molto più fragile e a rischio della stessa Grecia, per i seguenti motivi:

Le banche europee hanno in portafoglio a valore nominale, come asset considerato convenzionalmente sicuro ai fini della loro capitalizzazione, circa 3000 miliardi di titoli pubblici a rischio, cioè greci, spagnoli, portoghesi, italiani, francesi. Dato che le banche europee prestano con una leva di ventisei dichiarata, ma in realtà molto più alta, se anche solo i titoli greci venissero svalutati poniamo del cinquanta percento per effetto del ridimensionamento richiesto dal governo di Atene, la riduzione finale sarebbe moltiplicata per 26, e le banche europee perderebbero una grossa quota di capitale, andando anzi in negativo. Si aggiunga che esse hanno in portafoglio anche gran parte dei derivati assicurativi costruiti sul debito pubblico anche greco, con un moltiplicatore di 10; sicché, sempre in caso di soluzione di questo, avrebbero ulteriori perdite per circa dieci volte il valore della valutazione complessiva. Quindi sebbene la Grecia sia piccolissima, economicamente parlando, per effetto delle suddette leve la sua uscita dall’eurosistema, o anche solo il ridimensionamento del suo debito, sarebbe devastante. Aggiungiamo infine che il ridimensionamento del debito pubblico greco indurrebbe analoghi ridimensionamenti dei debiti pubblici E altri paesi deboli. La catastrofe bancaria europea sarebbe assicurata.

dorf001
Scritto il 1 luglio 2015 at 23:05

aggiungiamo pure questo. tratto da un articolo di marco della luna.

Di fatto, è stato costruito e imposto all’Occidente, soprattutto ai paesi eurodeboli, un insieme di modelli economici, sistemi monetari e regole di bilancio non modificabili, che non ha mantenuto le promesse, mentre ha consentito di togliere all’uomo, al cittadino, tutto quello che, fino a ieri, sembrava essenziale per la legittimità democratica del potere: i diritti politici (cioè poter influire sulle scelte di fondo della politica di un Paese non diretto da organismi esterni ad esso, e poter essere rappresentato nei parlamenti da persone scelte da lui e non nominate dai segretari di partito), i diritti al lavoro (a non dover accettare tutto pur di mangiare, a pretendere un’equa ripartizione dei redditi tra capitale e lavoro), i diritti ai servizi pubblici essenziali, alla pensione, etc. Di fronte a milioni di famiglie greche, italiane, spagnole, portoghesi ridotte alla fame per mancanza di lavoro causata da mancanza di investimenti, il diritto al lavoro e a una vita decente, sancito dalle costituzioni e realizzabile attraverso investimenti pubblici, viene denegato per dare priorità al famoso tetto del 3%, che – ripeto – non ha alcuna base scientifica ed è frutto di un errore di calcolo. E’ un meccanismo perfetto per privare la gente dei suoi diritti fondamentali creando ad arte emergenze e necessità che impongono quelle privazioni in vista di un benessere maggiore per tutti, che però non arriva mai (anzi i conti pubblici continuano a peggiorare) – analogamente a come i regimi comunisti imponevano alla gente privazioni di diritti, libertà e benessere in funzione di realizzare un mondo perfettamente giusto e prospero, il paradiso del proletariato, che però non si realizzava mai. Similmente oggi non si realizza il paradiso del liberismo.

Funziona così: si è tolto ai vari paesi il diritto di avere una moneta propria, e così li si è indebitati in una moneta che non controllano, talora oltre la possibilità di rimborso del debito; poi si è tolta loro la possibilità di lasciar aggiustare il cambio (per pareggiare la bilancia commerciale, esportando di più e importando di meno), e insieme si è tolta loro la possibilità di investire in deficit per rilanciare l’economia. A questo punto, i paesi indebitati come Grecia, Italia e altri sono caduti in recessione e si sono ritrovati costretti, per pagare gli interessi sui debiti e non vedersi rifiutare il finanziamento da parte dei “mercati” e della BCE, ad alzare le tasse e ridurre stipendi, pensioni e servizi, ma anche a fare le famose “riforme”, che si sostanziano nella precarizzazione degli impieghi e nel consentire al datore di lavoro ogni forma di pressione e manipolazione sui dipendenti.Peggiorano così fortemente e definitivamente le condizioni della popolazione. Definitivamente, anche perché le suddette misure spingono imprese, lavoratori qualificati, capitali a trasferirsi all’estero, indebolendo ulteriormente questi paesi.

Ecco già ridefinito lo standard dei Diritti dell’Uomo. O meglio, dell’Uomo Comune. Una ristretta élite beneficia di un aumento di potere e di ricchezza corrispondente alla perdita di diritti della popolazione generale (senza ancora parlare del controllo capillare tecnologico sulla società e sulle persone, che, con varie giustificazioni, viene oggi allestito e gestito da pochi soggetti non trasparenti e non accountable, non tenuti a rispondere delle loro azioni).

sarebbe opportuno leggere tutto. qui : http://marcodellaluna.info/sito/2015/06/27/sottomissione-finanziaria/

by DORF

perplessa
Scritto il 1 luglio 2015 at 23:54

sd@finanza,

non capisco cosa c’entra l’articolo citato con il fatto che gli usa ribadiscano che abbiano la maggioranza nel FMI. se la trascrizione è esatta gli usa l’hanno detto per un motivo preciso, perchè c’è qualcosa in cui sono in disaccordo in questa trattativa e comandano ancora loro. cosa lo vorrei sapere.dubito tsipras sia daccordo con la troika ,ma quello che conta è quello che succederà qua. la grecia è uno specchio per il futuro

perplessa
Scritto il 2 luglio 2015 at 00:06

dorf001@finanza,

quello che è successo in Grecia l ha spiegato benissimo Bagnai nel filmato citato da Mazzalai cioè Il più grande successo dell’euro. non credo ci sia necessità di ricamarci sopra. l ho visto ieri sera, e ringrazio che abbia messo il link perchè ne avevo visto solo un frammento su youtube l anno scorso

silvio66
Scritto il 2 luglio 2015 at 02:32

Numeri magnifici Andrea. La consapevolezza cresce e con essa la speranza.

d
Scritto il 2 luglio 2015 at 06:31

aorlansky60,

Hai messo il dito sulla piaga! Proviamo a ragionare…
Quanta ricchezza hanno nelle loro mani i cittadini UK? (parlo della gente comune)
Quanta ricchezza hanno nelle loro mani i cittadini italiani?
Ti sei dato la risposta?
Se te la sai data, hai anche chiarito il perchè dei diversi trattamenti. Occorre pompare la ricchezza accumulata dagli italiani via dalle loro tasche prima del grande botto. Sarebbe inutile fare la stessa cosa in UK, semplicemente perchè non ce n’è…
Anzi: la divergente possibilità che viene data ai Paesi dell’Eurozona di sostenere deficit diversi è motivata proprio dalla timeline. Quando si arriverà, occorre che siano tutti “pareggiati”. Pretendere che Francia e UK pratichino un 3% significherebbe che il gioco a casa loro finirebbe prima, dal momento che i loro cittadini non hanno lo stock di risparmio degli italiani.
Per tale motivo ed anche a causa della ingegnosità e resilienza degli Italiani, mi attendo che a breve vengano varate nuove tasse pesanti (revisione degli estimi catastali ed accanimento sugli immobili).
Un ragionamento finale: c’è una possibilità statistica che un debito pari al 137% del PIL che si accresce costantemente pur in presenza di un cospicuo avanzo primario possa essere mai ripagato o diminuire? A questa decisiva domanda nessuno da risposte. Siamo testimoni di uno dei più grandi e sconcertanti esempi di ipnosi di massa…

stanziale
Scritto il 2 luglio 2015 at 07:21

sd@finanza,

La tesi su Tsiprias di marco della Luna, esplicitata nel nuovo post, e’ praticamente uguale agli avvertimenti gia’ lanciati da Bagnai e orizzonte 48, che non credono in Tsiprias. Pero’, almeno quest’ultimo e’ servito un po’ a muovere le acque; ed a confermare che la culona agisce sempre nel solo modo che conosce: spianando tutto con i carri armati(vedasi pensionati greci lasciati senza pensione e quindi indirizzati a votare per il si). Ma tra un anno saremo d’accapo. E’ molto difficile quindi giudicare l’azione del governo greco.

madmax
Scritto il 2 luglio 2015 at 07:29

d@finanza,

Quanta ricchezza hanno nelle mani i cittadini UK (parlo della gente comune)

Bel commento D, forse varrenbe la pena ricordare aglo amanti del modello anglosassone visto a torto efficace, che per i londonesi abbienti l’aspettativa di vita e’ di vivere 25 anni piu’ a lungo dei loro concittadini poveri!!!!

Guardate che 25 anni sono un’esagerazione!!!

Leggere per credere: http://www.independent.co.uk/voices/iv-drip/the-shocking-facts-about-uk-inequality-9059140.html

Ma queste cose il FT ovvero Financial Pravda non ve le doce quando urla a mezzo mondo che la sanita’ pubbliche sono inefficacibe vanno tagliate solo su base ideologica!!!!

vito_t
Scritto il 2 luglio 2015 at 09:16

si vota per la democrazia ? … ma per favore, … ma se a distanza di ore non si sa ancora il tema su cui votare , .. e chi informa il popolo greco ? Tsipraz ? Mario Monti ? o l’ex numero 2 della Bce Papademos, quello che non si accorgeva di nulla quando come fanno spesso i greci e purtroppo non solo, truccavano i conti ?
Anche qua il problema è di tutela dei carreghini .. altro che ….

aorlansky60
Scritto il 2 luglio 2015 at 09:22

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gentilmente gli USA ricordano che nel FMI comandano loro:”gli Stati Uniti sono il maggiore azionista del Fmi e contribuiscono al 18% dei suoi fondi, oltre ad avere il potere di veto su alcune delle maggiori decisioni. “detto questo bisognerebbe capire perchè ricordino questo dato di fatto. Personalmento penso che la Merkel prenda troppo sul serio il suo ruolo, dimenticando di essere vassalla degli USA.

gli USA ribadiscono il loro ruolo, ne più ne meno, facendolo notare in questo caso con i NUMERI nel contesto considerato (FMI). Se mai qualcuno se lo fosse dimenticato… è una strategia per ribadire il proprio status sopra “gli altri”… ogni tanto torna utile farlo (per loro) …

E’ lo stesso rapporto che esiste in BCE : chi ne è il maggior azionista ? …la Germania.

Chi comanda DAVVERO in UE ??? …lascio a voi la risposta.

Nulla avviene per caso. Non nelle faccende che davvero contano, almeno. Quindi in base a questo, nonostante apparenti prese di posizione della Merkel che possano far pensare al contrario, c’è da scommettere che sotto c’è sempre la supervisione per approvazione del Re del feudo cui anche la germania è vassallo.

aorlansky60
Scritto il 2 luglio 2015 at 10:05

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Quanta ricchezza hanno nelle loro mani i cittadini UK? (parlo della gente comune)
Quanta ricchezza hanno nelle loro mani i cittadini italiani?

Ti sei dato la risposta?
Se te la sai data, hai anche chiarito il perchè dei diversi trattamenti. Occorre pompare la ricchezza accumulata dagli italiani via dalle loro tasche prima del grande botto. Sarebbe inutile fare la stessa cosa in UK, semplicemente perchè non ce n’è…

LA RISPOSTA E’ EVIDENTE, così com’è evidente che sono d’accordo su quello che sostieni qui. Anche se per ricchezza privata degli italiani occorre fare un distinguo, perchè non tutti i suoi 60 mln (o relativi capi famiglia) sono in grado di vantare una elevata liquidità immediata o dirottata verso strumenti di investim noti (come la media della stima potrebbe far supporre… diciamo che di quell’elevato volume stimato, è realistico immaginare che una buona fetta del 60% sia in mano al solo 10 max 15% dell’intera popolazione), ma quando la battono sul fatto che l’80% della cittadinanza italiana possiede almeno una casa(percentuale più alta in tutta UE), è chiaro dove vogliono “prendere”…

il problema a questo punto : finchè ci sarà un governo come quello attuale genuflesso alle direttive e alle esigenze dei tedeschi (e a quelle degli USA) non potremo mai auspicare un cambiamento di rotta, pensiamo solo a quante aziende priv italiane stanno maledicendo la rottura commerciale imposta verso la Russia e di quanto queste stanno soffrendo per mancati introiti causa il boicottaggio imposto dalla germania(e dagli USA) dell’intera UE verso la Russia…

Un ragionamento finale: c’è una possibilità statistica che un debito pari al 137% del PIL che si accresce costantemente pur in presenza di un cospicuo avanzo primario possa essere mai ripagato o diminuire? A questa decisiva domanda nessuno da risposte. Siamo testimoni di uno dei più grandi e sconcertanti esempi di ipnosi di massa…

a mio avviso, ciò che stà accadendo alla Grecia è solo un “laboratorio in piccola parte” di quello che potrebbe accadere (E CHE LORO VORREBBERO APPLICARE CON LORO GRANDE GIOIA, quando dico “LORO” è evidente a quelli cui mi riferisco…) in Italia.

Adducendo ad un eventuale precipitare della situazione in italia foraggiata da adeguata propaganda, non vedono l’ora di poter mettere le mani sui cospicui risparmi priv degli italiani, che in europa nessun altro è in grado di vantare.

Per far precipitare la situazione occorre solo un innesco ma questo non è in problema per LORO, sembrano assai abili quando lo vogliono, non gli mancano ne le idee ne l’immaginazione. La malafede nemmeno.

Del resto i tedeschi sono stati chiari quando per bocca di Weidmann e di Schauble hanno più volte ribadito che “la soluzione più appropriata per arginare uno Stato fortemente indebitato consiste nel prelievo forzoso del 10% dei risparmi priv stockati nei c/c”

Lo Stato fortemente indebitato è uno specchietto per le allodole, una farsa, una burla, quando per questo intendono l’Italia, quando loro stessi (UK) sono messi fortemente PEGGIO, ma la loro propaganda è tale da riuscire a convincere tutti i mercati e tutta la comunità internazionale.

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