BOND BUBBLE …OVUNQUE!

Scritto il alle 10:18 da icebergfinanza

Da tempo ripetiamo che è inutile cercare di separare gli stupidi dalle loro aspettative di inflazione, inutile cercare di separare i fessi dalle loro certezze, la certezza di essere nel bel mezzo di una bolla epocale dei bond americani.

E’ bastato un inutile sussulto nascosto tra gli ultimi dati dell’occupazione americana a far sognare chissà quale inflazione salariale.

Come scrive Lee Adler  The Monetary Trick Which Killed Wages, se la Fed vuole ottenere un po ‘ di inflazione salariale, tutto quello che deve fare è iniziare ad aumentare i tassi di interesse.

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Direi che la correlazione è fantastica, anche se i lettori di Icebergfinanza sanno che senza aumento dei salari e delle ore lavorate, di inflazione neppure l’ombra.

Uno dei ritornelli che quotidianamente sentiamo è che le azioni  sono “a buon mercato rispetto ai bond.” 

Come ci racconta John Hussman ( Hussman Funds ) l’evidenza suggerisce esattamente il contrario. Infatti, nonostante un rendimento a scadenza sul decennale di poco superiore al 2% annuo, i treasuries hanno ancora la probabilità di  sovvraperformare il rendimento totale dell’indice S & P 500 nel prossimo decennio.

Why Stocks are Not “Cheap Relative to Bonds”

The following chart presents thedifference between the estimated 10-year total return of the S&P 500 and the yield-to-maturity on 10-year Treasury bonds, compared with the actual subsequent return of the S&P 500 in excess of 10-year bond yields. We estimate that from current valuations, the S&P 500 will underperform Treasury bonds by more than 2% annually over the coming decade. We’ve never observed a similar level of stock vs. bond valuations without stocks actually underperforming bonds over the subsequent 10-year period. Next, look at bear market lows such as 2009, 2002, 1990, 1987, 1982, 1978, and 1974, and recognize that the completion of every market cycle in history has provided better investment opportunities, both in absoluteterms, and relative to bonds, than are presently available. Frankly, history suggests that a rather ordinary completion to the present market cycle would involve the S&P 500 losing more than half of its value.

I Treasury sono in leggero rialzo con gli investitori che si fanno avanti approfittando del maggiore sell-off settimanale dal giugno 2013. Il solido rapporto sull’occupazione di maggio diffuso venerdì scorso ha riacceso le attese per un rialzo dei tassi di interesse, magari già a settembre, da parte della Federal Reserve. I trader guarderanno con attenzione alle vendite al dettaglio di giovedì, per capire se i consumatori hanno ripreso a spendere. Il mercato del reddito fisso dovrà fare i conti con una nuova serie di aste: si comincia domani con quella di titoli a tre anni per 24 miliardi di dollari; si continua mercoledì con quella di titoli a 10 anni per 21 miliardi e poi giovedì con quella di trentennali per 13 miliardi. Alcuni trader non si aspettano un rialzo significativo dei rendimenti visto il passo moderato della crescita e l’apparente intenzione della Fed di optare per una graduale stretta monetaria. America 24

Nulla di nuovo barra a dritta, avanti tutta!

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12 commenti Commenta
aorlansky60
Scritto il 9 giugno 2015 at 12:04

Uno dei ritornelli che quotidianamente sentiamo è che le azioni sono “a buon mercato rispetto ai bond.”

per non prenderla per folle, questa affermazione sembra più uno sponsor per cercare di sostenere il mercato azionario yankees il cui livello attuale ha pericolosamente raggiunto ed esplorato valori massimi mai incontrati in passato, peraltro completamente slegati dai sottostanti dell’economia reale senza bisogno di doverlo sottolineare; andando a ritroso nel tempo, anche poco prima dell’Ottobre 1929 negli USA ci fu qualche profeta malato di ottimismo irrazionale che si sbilanciò nel dire “il livello raggiunto dal mercato azionario non è per nulla sovrastimato e perfettamente in linea con la buona salute dell’economia americana…” oppure “tra qualche mese, vedo il mercato azionario ad un livello decisamente superiore a quello attuale“(affermazione sparata nel Sett1929, ndr) e i pochi assennati con i piedi per terra che affermavano il contrario prevedendo invece una debacle imminente erano generalmente visti come sempliciotti incompetenti da parte della comunità finanziaria dell’epoca e da loro tacciati di essere poco professionali, non autorevoli e di “non essere al corrente delle dinamiche del mercato azionario legato allo stato dell’economia“…

…poi sappiamo tutti che svolta prese la sceneggiatura di quel celebre film… :lol:

non sappiamo ancora che svolta potrebbe prendere quella del prossimo, di film, ma è facilmente prevedibile (non certo in positivo…) avendo come base di precedente anche quelle delle recenti bolle 2000 e 2007 e relative macerie che hanno causato.

aorlansky60
Scritto il 9 giugno 2015 at 14:44

…mi è appena passato sotto gli occhi un articolo che cita :

L’S&P 500 è attualmente scambiato a 27 volte i guadagni netti medi degli ultimi 10 anni.

Solo due volte nella storia i guadagni dell’S&P 500 sono stati così costosi :

al culmine della bolla dot.com(1999) e un mese prima del grande crollo verificatosi nell’Ottobre 1929.

dante5
Scritto il 9 giugno 2015 at 15:01

Ho appena letto questo: http://www.repubblica.it/economia/2015/06/09/news/giro_di_vite_sui_conti_pubblici_e_un_fondo_monetario_europeo_pronta_la_riforma_di_eurolandia-116421054/

Sfortunatamente non è il 1. aprile, e questo non è uno scherzo. Adesso si capiscono bene le intenzioni del Gauleiter Renzi: contrordine, niente elezioni fino al 2018, prima c’è da firmare il piano Funk n. 2….

kry
Scritto il 9 giugno 2015 at 17:31

dante5@finanza:
Ho appena letto questo: http://www.repubblica.it/economia/2015/06/09/news/giro_di_vite_sui_conti_pubblici_e_un_fondo_monetario_europeo_pronta_la_riforma_di_eurolandia-116421054/

Sfortunatamente non è il 1. aprile, e questo non è uno scherzo. Adesso si capiscono bene le intenzioni del Gauleiter Renzi: contrordine, niente elezioni fino al 2018, prima c’è da firmare il piano Funk n. 2….

io invece ho letto questo …. https://it.finance.yahoo.com/notizie/leffetto-redistributivo-della-federal-151257146.html

dante5
Scritto il 9 giugno 2015 at 18:08

kry@finanza: io invece ho letto questo …. https://it.finance.yahoo.com/notizie/leffetto-redistributivo-della-federal-151257146.html

Buona notizia, ma per gli americani (qualcosa di buono prima delle elezioni i democratici devono anche farlo…). Invece per noi hanno in cantiere una guerricciola più o meno fredda con la Russia…piove miseria dove non ce n’è bisogno…

stanziale
Scritto il 9 giugno 2015 at 18:21

aorlansky60,

Il mercato azionario Us e’ nettamente sopravvalutato; rispetto al 2000 e 2007, appunto. Mi par di capire che, cio’ che resta della classe media americana, che ha redditi decrescenti, e’ fortemente impegnata in borsa Usa, a livello personale o tramite i fondi, sia di investimento che pensionistici, assicurativi. Puntano tutto su quello. Ne consegue che wall street e’ la linea maginot del regime globalista finanziario mondiale. Forse riusciranno a controllare la situazione, cioe’ a far andare su la borsa o almeno in laterale un altro po’, ma non sara’ per sempre…e quando calera’, sara’ difficile che non cali di brutto….quindi la domanda e’: cosa succederebbe nel day after americano(cui seguirebbe a ruota tutto il resto del mondo)? Guerra civile? Iperinflazione? Superdeflazione a manetta? Deflazione dopo crollo borsistico e valutario…….noooo non ci posso credere, ma….ripeto ancora : boh?

apprendista
Scritto il 9 giugno 2015 at 18:40

Minchia ragazzi ho il portafoglio treasury in super rosso,so che la verita’ e’ figlia del tempo come Andrea ha ampiamente illustrato ma oggi ho pesantemente scoperto che sono sensibile alle perdite e sono un investitore poco disciplinato, tutto questo mi fa tanta paura e se seguissi l’istinto mi verrebbe da vendere tutto ma tengo duro…..forse ho sbagliato con il mio carattere era meglio i conti deposito fino a che le banche sarebbero fallite ed avrei perso tutto (sto scherzando).
saluti a tutti

stanziale
Scritto il 9 giugno 2015 at 19:26

Siamo in ripresa! Ah, se non c’era l’euro! http://www.vincitorievinti.com/2015/06/quelli-che-le-famiglie-italiane-sono.html

dorf001
Scritto il 9 giugno 2015 at 19:29

kry@finanza,

ciao kry. beh se hai tempo dal 11 al 14 giugno potresti andare in austria.

fanno il nuovo convegno del Bildeberg. ci sono tutti i grandi nomi degli squali. i più grossi.

ahh se vuoi puoi accompagnare la labbrona lilli gruber. quella poverina ebetina non se ne fa mancare una di conferenze. insomma sono i suoi padroni. gli dicono cosa deve dire in tv e come deve traatare la gente. e ovviamente gli spiegano di quali argomenti non deve parlare MAI.

tipo signoraggio, riserva frazionaria, tipo denaro creato dal nulla. tipo banchieri ladri. ecc eccc.

tutte le cose di cui parliamo qui.

toh leggiti la lista dei nomi : http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=15154

dorf001
Scritto il 9 giugno 2015 at 20:18

stanziale@finanza,

toh stanziale, questa è per te.

KARL MARX AVEVA RAGIONE

Karl Marx ha spiegato le peculiari dinamiche del capitalismo, o quello che lui chiamava “il modo di produzione borghese”. Aveva previsto che il capitalismo conteneva al suo interno gli stessi germi che ne avrebbero provocato la fine. Sapeva che il pensiero dominante – vedi: neoliberalismo – era stato concepito per servire gli interessi delle élite e, in particolare, le élite economiche, dal momento che “la classe che dispone dei mezzi materiali di produzione, ha allo stesso tempo il controllo dei mezzi mentali di produzione” e che “ le ideologie dominanti non sono altro che l’espressione ideale dei rapporti materiali dominanti … quei rapporti che rendono una classe dominante rispetto ad altre”.

Aveva previsto che sarebbe venuto il giorno in cui il capitalismo avrebbe esaurito il suo potenziale e sarebbe crollato. Non sapeva quando sarebbe arrivato quel giorno. Marx, come ha scritto Meghnad Desai, è stato “un astronomo, non un astrologo della storia”. Marx era profondamente consapevole della capacità di innovazione e di adattamento del capitalismo. Ma sapeva anche che l’espansione capitalista non sarebbe stata sostenibile in eterno. E mentre oggi viviamo l’epilogo del capitalismo e la disgregazione del globalismo, Karl Marx si conferma come il critico più preveggente e importante del capitalismo.

In una prefazione a “Il Contributo alla critica dell’economia politica” Marx scriveva:

Nessun ordine sociale scompare finché non si sono sviluppate tutte le forze produttive per le quali in esso vi è spazio; e nuovi rapporti più elevati di produzione non appaiono mai finchè non siano maturate in seno alla vecchia società le condizioni materiali della loro esistenza.

Pertanto, l’uomo pone a se stesso solo quei problemi che può risolvere; guardando la questione più da vicino, scopriamo sempre che il compito da assolvere nasce solo quando esistono già – o per lo meno siano in via di formazione – le condizioni materiali necessarie per la sua soluzione.

Il socialismo, in altre parole, non sarà possibile fino a quando il capitalismo non avrà esaurito il suo potenziale per un ulteriore sviluppo. Che la fine stia arrivando è difficile oggi contestarlo, anche se sarebbe sciocco stabilire con precisione quando. Per essere pronti, siamo chiamati a studiare Marx.

Le fasi finali del capitalismo, scrisse Marx, sarebbero state contrassegnate da sviluppi che alla maggior parte di noi oggi suonano molto familiari. Nell’impossibilità di espandere e generare profitti ai livelli del passato, il sistema capitalista avrebbe iniziato a consumare le strutture che lo sostenevano. Ovvero, depredare, in nome dell’austerità, la classe operaia e le fasce più povere, facendole affondare sempre di più nel debito e nella povertà, e diminuendo la capacità dello Stato di soddisfare i bisogni dei cittadini. Avrebbe, come ha poi fatto, iniziato a rilocare e trasferire posti di lavoro nel settore manifatturiero e per alcune categorie professionali, in paesi con manovalanza a basso costo. Le industrie avrebbero sempre più meccanizzato i luoghi di lavoro. Tutto questo avrebbe dato il via a un attacco non solo alla classe operaia ma anche a quella media – il baluardo del sistema capitalistico – camuffato dietro l’imposizione di grossi debiti personali, a causa della riduzione o della stagnazione dei salari. La politica, nelle ultime fasi del capitalismo, sarebbe diventata subordinata all’economia, con partiti completamente svuotati da ogni reale contenuto politico e vergognosamente asserviti ai dettami e al denaro del capitalismo globale.

Ma come Marx avvertì, ci sono dei limiti ad un’economia costruita su impalcature fatte di espansione del debito. Marx sapeva che sarebbe arrivato il momento in cui non ci sarebbero stati più nuovi mercati disponibili e nuove persone disposte ad assumersi altri debiti. Questo è ciò che è successo con la crisi dei mutui subprime. Una volta che le banche non hanno potuto trovare nuovi mutuatari, il sistema è andato in pezzi.

ti consiglio di leggerlo tutto. è incredibile. ovvio che parlano anche del’attualità. e saltano fuori tante cose che diciamo qui noi.

qui articolo : http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=15138

madmax
Scritto il 10 giugno 2015 at 00:44

@Dorf001
Grazie per la citazione di Karl Marx, ma vorrei ricordarti che tale nome e’ stato bandito tanti anni fa dal memorizzarlo o solo il fatto di parlarne :)
Magari qualcuno lo legge…comico che gli US dopo 70 anni di guerra fredda lo riscoprano, ancora piu’ ridicolo che essendo egli tedesco (nato a Trier cone Sant Ambrogio) lo si debba riscoprire oggi in tempi di crisi !!!
Lo trovo quantunquemente affascinante, ma per chi crede che al mondo le elite abbiano una strategia beccatevi questo video da you tube
http://youtu.be/9RC1Mepk_Sw

corvaz
Scritto il 14 giugno 2015 at 11:48

Il capitalismo, non è un’ideologia, ma una semplice forma di mercato. Siamo noi che diamo valore allo scambio accettandolo o meno, quindi se non vi piace vivere in questa società di mercato, fate prima ad andare a vivere tra gli Irochesi, in alternativa potreste progettare una nuova Jamestown, e se non avete una giungla tutta vostra potreste chiedere asilo politico alla Corea del Nord, ma penso che vi basterà una vacanza in Venezuela per realizzare che combattere il capitalismo è come combattere contro i mulini a vento.

Consiglio per il lettore: Non fatevi persuadere troppo dalle parole di Marx, inutile perdita di tempo, hanno solo lo scopo di portare alla creazione del peggior incubo orweliano… nelle università è ominipresente, altro che riscoperta, parolai

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