FMI: NON C’E DUE SENZA TRE!

Scritto il alle 15:00 da icebergfinanza

Ve lo ricordate il recente FMI: CI SIAMO SBAGLIATI MA ANDIAMO AVANTI LO STESSO …  si sull’austerità ci siamo sbagliati ma per la Grecia è l’unica via di uscita, la liberalizzazione e la flessibilità del mercato del lavoro crea disoccupazione e deflazione salariale però in Italia va applicata.

“…Il Fmi non accetterà intese pasticciate. Se Ue e Bce vorranno salvare Atene dal default nelle prossime settimane, dovranno farlo coi loro soldi. “

Ora all’improvviso mentre si decide di affossare definitivamente le speranze della Grecia Grecia condannata, verso il crac a luglio. L’Fmi si chiama fuori i sicari dell’economia comunicano al mondo che dopo l’austerità e la liberalizzazione del mercato del alvoro,  anche il fiscal compact è un’autentica fesseria…

Il Fmi attacca le regole europee che nessuno rispetta

Regole? Piuttosto un gran pasticcio, osservano gli economisti del Fondo monetario. Fra trattati, Patto di Crescita e Stabilità del 1997, le riforme del 2005, poi il Six Pack del 2011, il Fiscal Compact del 2012, il Two Pack del 2013 si è creato un groviglio quasi impossibile da navigare, un sovrapporsi di obblighi, impegni, competenze, parametri in cui è difficile raccapezzarsi. E che, comunque, viene sistematicamente disatteso un po’ da tutti. Il famoso limite del 3 per cento del Pil al disavanzo pubblico è stato raramente fatto rispettare. Quanto all’altrettanto famoso tetto al 60 per cento del Pil al debito pubblico, la media Ue è di 30 punti superiore e, dal 1999, metà dei membri di Eurolandia l’hanno bucata un anno su due. E con ragione, fa capire lo studio del Fmi.

Il tetto del 3 per cento al deficit nominale, collegato al limite del 60 per cento del debito è agibile solo se si pensa che la crescita nominale (cioè quella reale più l’inflazione) sia del 5 per cento: un 2 per cento di inflazione più un 3 per cento di crescita. “Comunque – affermano gli autori del rapporto – la crescita potenziale è stata rivista verso il basso, dopo la crisi, e oggi si pensa che la crescita nominale a medio termine sia circa del 3 per cento in molte economie europee”. Ovvero, riassume in modo più elegante lo studio, “mutamenti nei fondamentali dell’economia hanno portato a incoerenze nell’attuale configurazione degli obiettivi numerici”.

No vi prego non ridete, siate seri, non alzate le spalle e basta, nessuna ironia!

…”mutamenti nei fondamentali dell’economia hanno portato a incoerenze nell’attuale configurazione degli obiettivi numerici”.

Uno qualunque come il sottoscritto scrive da due anni che gli obiettivi del fiscal compact e balle varie sono pura utopia, sulla base di dati e analisi che chiunque potrebbe fare e oggi arrivano questi per dirci che l’acqua è bagnata, pur sputtanandosi uno con l’altro.

Arrendetevi siete circondati da un branco di incompetenti e da un oceano di belle addormentate che fanno ohhh quando Daniel Gros al Festival dell’Economia dice che alla lunga l’austerità ricompensa gli sforzi messi in campo o come quando Martin Wolf ci ricorda che Renzi è l’unica speranza rimasta!

Tutto e il contrario di tutto, benvenuti nella Tana del Bianconiglio, desiderate una tazza del non te del Cappellaio Matto?

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2 commenti Commenta
john_ludd
Scritto il 1 giugno 2015 at 20:43

il FMI è solo uno dei bracci operativi del potere della nazione egemone. Se prende una certa posizione e questa sembra essere differente da quella di BCE e Berlino è solo per mandare un certo messaggio che tutti quelli che sanno leggere attentamente leggono. Competenza/incompetenza non significano granchè nel gran gioco del potere, con un giudizio etico non si è mai andati oltre la linea di partenza. Piaccia o non piaccia, ci sono lenti movimenti di natura tellurica, ma di certo non è dal basso che verrà il prossimo cambiamento. Utile manovalanza da usare, nulla di più.

Alessio Vulcan
Scritto il 2 giugno 2015 at 08:32

John_ludd che tristezza il tuo commento!
Purtroppo lo condivido appieno.

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