DEFLAZIONE? TUTTA COLPA DELLE BANCHE CENTRALI!

Scritto il alle 15:00 da icebergfinanza

Deflation cartoon 10.02.2014 normal

Abbiamo già visto insieme più volte come nel corso della storia empiricamente, più le banche centrali inondano di liquidità i mercati e più la deflazione continua ad avvolgere nella sua pericolosa spirale l’economia reale.

La dinamica è chiara ed inequivocabile…

Più le banche centrali mettono in atto politiche monetarie espansive e più la velocità di circolazione della moneta crolla, disintegrando l’inflazione.

Draghi bce quantitative easing: in sette grafici il perche’ di un fallimento

Via Zero Hedge, abbiamo un’interessante visione alternativa … La premessa è semplice. Con i tassi di mantenuti artificialmente compressi , le banche centrali di tutto il mondo in modo efficace rendono impossibile per il mercato di liberarsi di attori inefficienti e imprese in perdita. Come risultato, le aziende altrimenti insolventi sono autorizzati a rimanere in funzione, contribuendo a un eccesso di offerta e rendendo difficile per il mercato a raggiungere l’equilibrio. L’esempio da manuale di questa dinamica è il sistema complesso altamente indebitato del shale oil che in virtù dei costi finanziari artificialmente bassi ha mantenuto l’accesso ai mercati dei capitali in mezzo alla crisi del petrolio e ha così continuato perforare contribuendo alla riduzione dei prezzi…

Nel frattempo i governi sono riluttanti a spendere di fronte a pesanti oneri del debito e maggiore controllo sulla politica fiscale a seguito della crisi del debito europeo, mentre la Cina, la maggiore fonte di domanda globale è nel bel mezzo dell’esecuzione del temuto “hard landing” …

(…) Lo stato attuale di abbondanza provoca confusione su molti fronti. L’eccesso di merci disponibili sul mercato deprime i prezzi e aumenta le preoccupazioni di deflazione … Nel frattempo, l’indebitamento pubblico negli Stati Uniti, in Giappone e in Europa limita la capacità dei governi di alimentare la crescita attraverso la spesa pubblica.

(…) In tutto il mondo, vi sono circa 110 milioni di balle di cotone in eccesso nelle fabbriche tessili o in magazzini statali alla fine di questa stagione, un record dal 1973, quando gli Stati Uniti cominciarono a pubblicare i dati sulle scorte di cotone.

Eccedenze enormi vi sono anche in molti altri mercati di prodotti finiti, come la sovrabbondanza si muove lungo la catena di approvvigionamento. Nel mese di febbraio, le scorte totali di beni durevoli prodotti negli Stati Uniti sono salite a 413 miliardi dollari, il livello più alto dal 1992, da quando il Census Bureau ha iniziato a pubblicare i dati.

L’appetito della Cina per i metalli è diminuito.  la domanda di acciaio è ora sotto i livelli visti l’ultima volta nel 2008, che ha sua volta ha avuto un effetto devastante sul mercato del minerale di ferro, che era venuto a dipendere dalla domanda cinese:

Alla fine, le banche centrali continuano a mantenere condizioni espansive, apparentemente ignare (o forse volutamente ignare) sul fatto che il basso livello dei tassi bassi e mercati azionari in forte espansione stanno contribuendo alla sovrabbondanza di merci e prodotti disponibili sui mercati, senza la presenza di un concomitante aumento della domanda.

Anche se i governi hanno la capacità finanziaria per ulteriori stimoli fiscali, pochi hanno la volontà politica di mettere in pratica politiche espansive, lasciando da sole le banche centrali, con la Fed e la Boe che alimentano circa il 25 % del PIl americano e inglese, mentre la Boj arriva sino al 66 % e la BCE al 22%.

I produttori hanno la loro parte di responsabilità. In un contesto di prezzi delle materie prime più bassi, i produttori in genere sono riluttanti a ridurre la produzione nel tentativo di mantenere le loro quote di mercato.

In alcuni casi, i produttori aumentano la loro produzione per compensare le perdite  dovute all’abbassamento dei prezzi, aggravando il problema di un eccesso di offerta.

Ecco il circolo vizioso visualizzato:

* * *

Nell’ultimo Machiavelli abbiamo visto insieme per quale motivo le banche centrali non hanno alcuna possibilità di vincere questa partita truccata…

a) Deleveraging delle istituzioni finanziarie a livello globale è in corso attraverso declino dei sistemi bancari ombra (cartolarizzazioni e pronti contro termine) e l’aumento dei requisiti di capitale che riducono la redditività e il prestito
b) Deleveraging dei consumatori (aumento dei tassi di risparmio e riduzione del debito) riduce il consumo e ostacola la crescita del PIL degli Stati Uniti
c) Maggiore regolamentazione governativa e le interferenze sull’economia statunitense sollevano incertezza e riducono nelle imprese la volontà di investire nel futuro
d) USA deficit di spesa e delle partite correnti federali sono in declino, riducendo la quantità di dollari in circolazione
e) Prezzi delle materie prime sono in calo dall’inizio del 2011, riflettono il rallentamento della domanda globale e l’aumento delle scorte
f) Il protezionismo sotto forma di svalutazioni monetarie competitive sta distruggendo il commercio estero ed è dannoso per un’ ulteriore crescita economica globale.
g) Il rapporto tra persone in età di lavoro sul totale della popolazione è in calo in tutti i principali paesi (ad eccezione dell’India) che crea un grande vento contrario a livello demografico per la crescita economica globale

Noi in questi anni abbiamo ampiamente dimostrato di saper vedere lontano, soli ed unici in Italia ad avere parlato di deflazione e deflazione da debiti, su base empirica, mentre in molti fantasticavano mirabolanti riprese dell’inflazione sulla base di chiacchiere da bar.

Non dimenticatevi che la deflazione è anche un’occasione, come il nostro Machiavelli ormai da tempo ripete, durante le sue avventure!

Per chi vuole contribuire liberamente al nostro viaggio cliccando qui sopra è in arrivo l’analisi “Machiavelli 2015: esplosione deflattiva!” orizzonti e visioni per il 2015 ” Il Tuo sostegno è fondamentale per il nostro lavoro…

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4 commenti Commenta
signor pomata
Scritto il 28 aprile 2015 at 23:05

Danno per scontato che i tassi in usa non li alzano e quindi scende il dollaro ma nel contesto i tbond…..non salgono anzi……..speriamo che non serva le mutande di ferro.

signor pomata
Scritto il 28 aprile 2015 at 23:06

signor pomata@finanzaonline,

Come disse Mandrake a me stesso: A pomà so un tantino preoccupato……..

stanziale
Scritto il 29 aprile 2015 at 06:39

Bottarelli http://www.ilsussidiario.net/News/Economia-e-Finanza/2015/4/29/SPY-FINANZA-Le-mosse-sospette-di-Goldman-Sachs-e-Wall-Street-Journal/604083/ ci informa sulla bolla, e su come funzioni bene la sanita’ privatizzata Usa.

kry
Scritto il 29 aprile 2015 at 08:41

stanziale@finanza,

Aggiungi il coomento a questo post su quella tedesca. http://scenarieconomici.it/la-spesa-sanitaria-in-germania-di-valerio-franceschini/ . Certo che alzarsi presto la mattina per leggere ti fai del masochismo ( ahh guarda che il bottarelli si sposta su rischiocalcolato http://www.rischiocalcolato.it/blogosfera/qe4-la-cina-che-va-all-in-la-fed-tradira-il-mercato-109513.html ) Ciao , buona giornata a tutti.

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