FU DAVVERO BLACKROCK A ISPIRARE IL CAMBIO DI SCENA 2011 IN ITALIA?

Scritto il alle 06:45 da icebergfinanza

Era il lontano luglio del 2011 quando Icebergfinanza scrisse …

nelle ultime settimane le illuminazioni sembrano spuntare come funghi, un giorno le agenzie di rating, un’altro i giornali finanziari angloamericani sino ad arrivare addirittura agli analisti di Black Rock che insieme a Pimco, rappresentano il massimo dei fondi di investimento mondiali anche se talvolta con qualche asimmetria informativa di troppo!

(…) L’Italia è più a rischio di Ungheria ed Irlanda, uno dei paesi salvati dal default dall’Unione europea. Questa è l’opinione degli analisti del fondo americano Blackrock che ha recentemente creato un nuovo indice sul rischio sovrano che monitora 44 paesi. (…) Come mai il nostro paese, che pure vanta rating decisamente migliori dei paesi che affianca nella classifica, viene giudicato in maniera così negativa?

Per rispondere a questa domanda occorre prima spiegare cos’è il “Blackrock Sovreign Risk Index”. Il fondo americano, alla luce della crescente attenzione dei mercati per la situazione della Grecia, ha infatti deciso di elaborare un indice sulla stabilità dei debiti sovrani.

Occorre prendere in considerazione altri parametri, come ad esempio lo “spazio fiscale”. Questa voce – si legge nel report di Blackrock – misura quanto il debito pubblico di un paese è vicino a raggiungere la soglia dell’insostenibilità e quanto imponenti sono le misure che dovrebbe mettere in atto per riportare il debito sotto controllo. Si tratta in sostanza di un parametro che misura i margini a disposizione per un governo per mettere in atto le manovre correttive necessarie a evitare un default. BLACK ROCK: ILLUMINISMO FINANZIARIO! 

Il mio sospetto era che Black Rock si fosse inventata una serie di parametri senza alcun fondamento per contribuire ad alimentare il panico sul nostro Paese e quindi far crollare i nostri titoli di Stato in combinazione con Deutsche Bank.

Una serie di analisi manipolate che mettevano in dubbio la sostenibilità del debito pubblico italiano al punto tale che non più tardi di quattro mesi dopo…

BlackRock: acquista debito italiano su migliori prospettive Intervista su Bloomberg Tv New York, 13 ott – BlackRock, maggiore asset manager al mondo, sta comprando debito italiano, sulla scia di un miglioramento delle prospettive collegato a una possibile soluzione della crisi di debito in Europa. Lo ha detto a Bloomberg Television Rick Rieder, capo degli investimenti della societa’ newyorkese che gestisce asset per 3.660 miliardi di dollari. “Un mese fa, i governi non stavano veramente reagendo ad alcuni stress e non stavano parlando di ricapitalizzazione delle banche o di assicurare liquidita’ a Italia o Spagna”, ha detto Rieder, sottolineando che invece “ora dicono che e’ il momento di agire e per noi il risultato finale sara’ costruttivo, ha dato una boccata d’aria ai mercati”. I governi di Francia e Germania il 9 ottobre si sono impegnati ad agire per ricapitalizzare le banche, aiutare la Grecia e rafforzare la governance economica europea. “Ci saranno ostacoli lungo la strada, siamo molto cauti sull’acquisto di debito italiano, ma la situazione e’ decisamente migliore e il tono e’ cambiato” (America24)

Quattro anni dopo come sempre all’improvviso …

Fu davvero BlackRock a ispirare il “cambio di scena” del 2011 in Italia…

…era anche il maggior azionista  di DeutscheBank – la banca tedesca che nel 2011 ritirò per prima i suoi capitali investiti in titoli italiani, spingendo il nostro paese sull’orlo del ‘baratro’ e nelle braccia del governo Monti – rivela Limes – nonché grande azionista delle prime banche italiane,   e di altre imprese.   Sull’ influenza politica della RocciaNera non solo a Wall Street ma nella stessa politica di Washington insiste del resto l’articolo (di Germano Dottori, cultore di studi strategici alla Luiss). (…)

BLACKROCK E GLI EVENTI ITALIANI DEL 2011. Il super-fondo “svolse probabilmente un ruolo molto importante nel precipitare la crisi del debito sovrano italiano   che travolse nel 2011 il governo presieduto dal governo Berlusconi.   Lo spread fra Bund tedeschi e i nostri Btp iniziò infatti a dilatarsi non appena il Financial Times rese noto che nei primi sei mesi di quell’anno Deutsche Bank aveva venduto l’88% dei titoli che possedeva, per 7 miliardi di euro”.  Così Limes. “Molti videro un attacco al nostro paese ispirato da Berlino e dai poteri forti di Francoforte, aggiunge”, citando articoli di allora.   Probabilmente non era così.  L’articolo rivela infatti che il potente istituto di credito tedesco aveva allora un azionariato diffuso, il 48% del capitale sociale era detenuto fuori dalla Repubblica Federale, e il suo azionista più importante era proprio BlackRock con il 5,1% .   (Peraltro oggi  la Roccia Nera detiene  in Deutsche Bank una quota ancor maggiore, il 6,62% – è il maggior   azionista seguito da Paramount Service Holdings, basato alle Isole Vergini Britanniche, al 5,8% – dati ufficiali dic.2014    Alla pari con una fondazione di Panama e l’ex primo ministro del Qatar riferiva la SEC americana ma a giugno vedi qui. E qui un quadro  più aggiornato e articolato ma che sembra coincidere solo in parte). “Si può escludere che il fondo non abbia avuto alcuna parte in una decisione tanto strategica come quella di dismettere in pochi mesi quasi tutti i titoli del debito sovrano di un paese dell’UE? Se attacco c’è stato non è detto che sia stato perpetrato dalle autorità politiche ed economiche della Germania” sostiene il post, sottolineando l’opacità dei mercati finanziari. “E’ un fatto – continua – che a picchiare più duramente contro i nostri titoli a partire dall’autunno 2011 siano proprio Standard& Poors e Moodys, piuttosto che Fitch (la terza agenzia di rating)”.

Fermiamoci qua, nessun complotto per carità, solo la normale dinamica con la quale funzionano questi enormi centri di conflitto di interesse.

Mentre noi vi raccontavamo in diretta quello che stava in realtà accadendo, loro i media mainstream nascondevano la verità, alimentando il panico, con la leggenda metropolitana del debito insostenibile, amplificando analisi e balle messe in giro ad arte da banche d’affari e agenzie del senno di poi.

Buona Consapevolezza!

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29 commenti Commenta
john_ludd
Scritto il 21 aprile 2015 at 11:27

“Molti videro un attacco al nostro paese ispirato da Berlino e dai poteri forti di Francoforte…”

è impopolare oggi anche solo adombrare che Berlino non è responsabile di ogni cosa di malevolo che accade nel nostro paese. La politica tedesca è errata in sè, non è necessario immaginare complotti. Ma anche se non sono le aziende, le banche o i fondi tedeschi a essere maggiormente attivi nel suo italico, ormai lo sport è quello, e ci si dimentica volentieri che Schauble aveva deciso di lasciare andare la Grecia la prima volta che fallì, perchè si può essere in violento disaccordo con quel che pensa, ma non è stupido e a suo modo più onesto dei vari FMI, BCE e sicari vari. La Grecia venne forzata a rimanere dentro da altri poteri, che stanno a Washington e di cui Draghi è un funzionario (l’eroe nazionale secondo parecchi milioni di imbecilli). Wall Street governa il mondo da decenni e prima lo stesso gruppo di sacerdoti di Mammona lo governava da Londra. Finchè questi stanno dove stanno non esistono possibilità per un mondo meno peggio di quel che è ora. La Germania è una tigre di pezza e un paese occupato militarmente, la cui classe dirigente è infiltrata dal 1946, bersaglio facile per il popolino, ma l’euro non è una creazione germanica, ma francese (poveretti, non ne hanno azzeccata una negli ultimi 200 anni) e poi cavalcata dal cartello di One Bank e strumento ideale per controllare decine di paesi da un punto solo, una necessità per un impero violento e in declino. Mi capita talvolta di leggere i post del più celebre antieuro italiano e pare che dopo anni ci sia arrivato anche lui: dall’euro non si può uscire unilateralmente senza venire stritolati, ci deve essere un accordo intraeuropeo ma questo è oggi in collisione con gli interessi del paese del Destino Manifesto.

aorlansky60
Scritto il 21 aprile 2015 at 11:56

Oltre quanto già esposto da John, va ricordato che nel caso dell’italia ante-2011 essa forniva al mondo, all’Europa e agli USA in particolare, un immagine per certi versi “imbarazzante” :

ma come, nel pieno dell’alleanza atlantica Nato, nel pieno di una fase storica che vede strettamente legati USA e EU per vicendevoli interessi, improvvisamente un leader di governo occidentale che si mette a trafficare con la Libia di Gheddafi e con la Russia di Putin, istaurando con essi rapporti amichevoli per porre le basi di rapporti commerciali ravvicinati, suvvia…

“io capisco tutto, ma questo proprio no!” (mal di pancia tedeschi? francesi?-quest’ultimi che notoriamente più osteggiavano e odiavano il leader libico- anglossassoni? forse di tutti congiuntamente… verosimilmente il peso maggiore del malessere nei confronti dell’italia provviene da oltre atlantico, same old story…)

che sia stata Black Rock o Deutsche Bank lo strumento poco importa, quel che risalta è che era improvvisamente subentrata la necessità di un imperativo partito dalla vetta del potere anglosassone : deporre il più in fretta possibile quel leader occidentale “disallineato” agli interessi occidentali per mettere al suo posto una personalità ed un governo più “malleabili” e più rispondenti agli interessi di USA e UE in prospettiva congiunta;

pensato, detto e fatto : la storia ha fatto il suo corso; berlusconi (buono o cattivo che fosse) e relativo gov silurato e deposto, e m.monti (già opportunamente “formato” dagli anni passati in Goldman… eh eh eh…) messo al suo posto in cabina di regia.

Il resto della storia è noto.

john_ludd
Scritto il 21 aprile 2015 at 12:06

aorlansky60,

sono stati i francesi a essere iper attivi in Libia, ma la Francia di Sarkozy non è la Francia di De Gaulle per quanto il tappo si dichiari neo gollista. Sarkozy è un personaggio tra i più opachi e corrotti di quest’epoca opaca e corrotta. Il fratello è un grande finanziere, di quelli che non appaiono ma contano, legato alle grandi e ristrette lobby finanziarie sioniste che governano One Bank. Sarkozy ha portato la Francia a perdere del tutto quel pò di indipendenza che aveva conservato, ponendola a fianco delle lobby sioniste neocon (o liberal interventionist a seconda del partito). Il ruolo destabilizzante dei francesi in Siria non è differente da quello dei nazi di Washington. Il tutto nell’ignoranza dei francesi che pare siano pronti a rieleggerlo dopo la parentesi dello squallido e non peggiorabile Hollande, a dimostrazione che le anime candide abbondano ovunque e l’attività onirica è e resta la preferita dalle masse.

john_ludd
Scritto il 21 aprile 2015 at 12:11

aorlansky60,

Difendere il satiro di Arcore è comunque ridicolo. Si è occupato di politica estera nei ritagli di tempo tra un festino e un processo e lo ha fatto nel modo peggiore delegandola a faccendieri doppio o triplo giochisti che ci hanno pasteggiato sopra allegramente, sputtanando quel che restava del buon nome della nostra repubblica. I nomi sono noti e per lo più iscritti alla P2. La politica italiana di un lontano passato quella sì è stato un tentativo serio. Inutile riparlarne, l’ex giudice Imposimato vi ha scritto dei libri.

unocometanti
Scritto il 21 aprile 2015 at 12:18

Complimenti sig.ri (john_ludd , aorlansky60 ) per l’analisi, le situazioni da voi menzionate sembrano proprio così. Ecco perchè non ci sarà mai una Grexit.

john_ludd
Scritto il 21 aprile 2015 at 12:35

unocometanti,

MAI è termine da evitare a meno che venga utilizzato in relazione a una legge fisica. Cosa stiano pasticciando in questo momento non ci è dato di sapere, ma se da un lato è assai poco probabile un esito che non sia stato in qualche modo “anticipato” è comunque possibile. La lista degli insuccessi da parte dei mammasan è alquanto lunga mentre quella dei successi è vuota. L’ossessione al breve termine è una malattia infantile per chi vuole comprendere come va il mondo dal rumore che produce, ma è inevitabile per chi vuole preservare a ogni costo l’immenso potere di un impero a fine ciclo; i trend di lungo termine sono invece chiarissimi.

ndf
Scritto il 21 aprile 2015 at 12:57

Post e commenti esemplari nella loro sintesi che di per se sono una eccellente analisi di come e perché siamo arrivati a tanto degrado MORALE più che economico.
Affidare i propri risparmi ad un fondo comune è come alimentare il proprio torturatore.
Pensare che questo conteso permetta a un solo politico o banchiere di anteporre l’interesse comune al proprio tornaconto personale è da illusi.
Le basi della finanza dovrebbero essere insegnate dalle elementari, forse qualcuno in più riuscirebbe a schifarsi al sentendo tutte le assurdità che quotidianamente ci propinano.
Leggo quotidianamente i post di questo sito, un saluto a tutti.

aorlansky60

john_ludd@finanza: unocometanti, MAI è termine da evitare a meno che venga utilizzato in relazione a una legge fisica. .

Avendo a che fare con pensieri umani, sensazioni umane, sentimenti umani, reazioni umane, non posso fare a meno di quotare le parole di John con le quali concordo.

Dall’uomo c’è da aspettarsi di tutto, naturalmente il peggio, magari non direttamente ma in conseguenza del fatto che perde il controllo delle operazioni dato che le cose si sono fatte più complicate di quello che aveva previsto.

Lo scenario economico attuale sembra riflettere proprio questo.

Le parole di Draghi “un fallimento della Grecia ci porterebbe in acque inesplorate” rappresentano la sua analisi più forbita e precisa da quando è insediato al ruolo che occupa.

dante5
Scritto il 21 aprile 2015 at 15:23

john_ludd@finanza:
“Molti videro un attacco al nostro paese ispirato da Berlino e dai poteri forti di Francoforte…”

è impopolare oggi anche solo adombrare che Berlino non è responsabile di ogni cosa di malevolo che accade nel nostro paese. La politica tedesca è errata in sè, non è necessario immaginare complotti. Ma anche se non sono le aziende, le banche o i fondi tedeschi a essere maggiormente attivi nel suo italico, ormai lo sport è quello, e ci si dimentica volentieri che Schauble aveva deciso di lasciare andare la Grecia la prima volta che fallì, perchè si può essere in violento disaccordo con quel che pensa, ma non è stupido e a suo modo più onesto dei vari FMI, BCE e sicari vari. La Grecia venne forzata a rimanere dentro da altri poteri, che stanno a Washington e di cui Draghi è un funzionario (l’eroe nazionale secondo parecchi milioni di imbecilli). ….. Mi capita talvolta di leggere i post del più celebre antieuro italiano e pare che dopo anni ci sia arrivato anche lui: dall’euro non si può uscire unilateralmente senza venire stritolati, ci deve essere un accordo intraeuropeo ma questo è oggi in collisione con gli interessi del paese del Destino Manifesto.

Caro John, a chi ti riferisci? A Beppe Grillo o Alberto Bagnai? Se parli di Bagnai lui ha sempre sostenuto che ci dovesse essere una rottura “cooperativa” del sistema euro, non ci è certo arrivato in questi giorni! Così come ha sempre detestato i complottisti ed ha sempre detto che “la signora Germagna” non esiste come entità fisica, come in ogni Paese + o – democratico (allo stesso modo di tutti quelli così definiti) ci sono interessi contrastanti di vari gruppi sociali, e certamente dalla riunificazione in poi hanno prevalso quelli dei grandi industriali esportatori e delle banche, come in tutto l’Occidente.
Se invece parli del comico genovese, può darsi che ultimamente si sia ravveduto davvero, ma questo non l’avevo ancora letto – ad maiora….

john_ludd
Scritto il 21 aprile 2015 at 17:55

dante5@finanza,

Grillo non lo considero, è un capo popolo ignorante come un pastore sardo che però almeno non mi fa la morale. Bagnai ha affinato progressivamente la sua posizione che all’inizio era prossima al “fuori comunque che poi lo gestiamo”. Questa non è una critica nè un difetto, ma un pregio e conseguenza del suo continuo ragionare sulla questione, comprese le implicazioni geopolitiche, assenti nel Bagnai prima maniera e che ora affiorano qua e là. Il professore di Pescara mi piace, non considero vero tutto quel che scrive, e semplicistici i suoi modelli di cui è innamorato pazzo (tutti i modelli econometrici hanno la mia disistima, ma ogni economista ha il suo) ma è una delle poche voci che ritengo oneste e autorevoli. Quando scriverà che personaggi come Paul Krugmann sono meno keynesiani del cane di Obama ed essenzialmente pupazzi della grande finanza mi piacerà ancora di più. Il più importante contributo alla scienza economica degli ultimi 50 anni viene da Hyman Minsky che non ha scritto una sola equazione a corredo delle sue teorie, perchè non esistono strumenti matematici in grado di farlo. Agli economisti (tutti) piace invece l’idea che con un bel modello si può prevedere questo o quello, più matematica ci metti più è figo e quindi deve essere più vero (esagero un pò). Cosa impossibile in un mondo che è non stazionario e non ergodico, ma discontinuo, in sostanza è una scienza in buona parte da buttare, l’unica branca che promette per il futuro è l’economia ecologica fondata da Roegen e poi Daly, Hall, etc… che mette la questione energetica al punto (1) mentre per tutte le altre è una variabile dipendente (cioè l’energia disponibile è solo una funzione dell’attività economica e non un limite). Ciao.

stanziale
Scritto il 21 aprile 2015 at 18:13

John Ludd-Aorlansky—ok ok, mettiamo pure che il golpe 2011 e’ stato ordito al 100% dagli interessi Usa, ma il successivo nostro avvitarsi nella crisi sara’ pur colpa dell’austerity voluta dai tedeschi, no? E perche’ l’hanno voluta, se non per togliere di mezzo e depredare la nostra manifattura? Ovviamente i francesi non sono da meno, in fatto di depredazioni, certo. Per quanto riguarda il nano, John , non sono del tutto d’accordo, francamente per me (ma sono i fatti a dirlo)fino al 2011 si e’ comportato abbastanza bene : i festini, politicamente sono quasi ininfluenti, losputtanamento non dipende da lui ( che dire allora dei kennedy che facevano i trenini con la loro sorella e la Monroe?); la Merkel ha potuto fare come gli pare, con noi e la Grecia, quando se lo e’ tolto dalle scatole. Il problema e’ invece il Berlusconi di ora, che impedisce una qualche forma di opposizione al governo di Renzi, cioe’ dei poteri forti, e non fa nulla per difendere gli italiani dal massacro in atto, offuscando quello che aveva fatto prima . Qualcuno dira’: ma in politica interna non aveva fatto nulla; vero, ma e’ proprio quel fare nulla, che e’ molto, visto il “troppo” fatto dai suoi successori…

stanziale
Scritto il 21 aprile 2015 at 18:26

@John–“la politica italiana di un lontano passato quella si e’ stato un tentativo serio”.
Si, ma anche no, almeno se ti riferisci al dopoguerra: per esempio questo http://www.google.it/url?sa=t&rct=j&q=&esrc=s&source=web&cd=1&cad=rja&uact=8&ved=0CCIQFjAA&url=http%3A%2F%2Fit.wikipedia.org%2Fwiki%2FDomenico_Marotta&ei=kNENVcPkHYTxUKWdg9gM&usg=AFQjCNGixp4f6nZFFcmBmbg7KxtSCQsU6w&sig2=_K09F4goRhvh0VnOWTqnvw

john_ludd

stanziale@finanza,

la classifica delle responsabilità è di una chiarezza assoluta:

1) il ceto dirigente italiano (destra, sinistra, centro, sopra e sotto) nel suo complesso degli ultimi 30 anni
2, 3, 4) chi ti pare nell’ordine che ti pare

stanziale
Scritto il 21 aprile 2015 at 22:36

Certamente, John. Ma come e’ evidente dai link che ho prodotto, i “sistemi” attuali (azzoppamenti di determinate personalita’ di rilievo con complicita’ istituzionali ) erano presenti , quanto meno, gia’ nei primi anni ’60, per quello che e’ successo nel 1960-63 non abbiamo potuto contare sulla grande industria, come avremmo potuto( si parla di energetico, nucleare, chimico, farmaceutico, multimediale, scusa se e’ poco). Il degrado si e’ di molto accentuato negli ultimi 30 anni, in cui i trattati che abbiamo firmato hanno fatto il resto. Gia’ negli anni 20-30 almeno pero’ , ma probabilmente dalla costituzione del regno d’Italia (voluto dagli inglesi, come tu stesso hai ricordato), subivamo l’influenza della finanza anglo americana (quota 90?), se era molto meno forte era solo perche’ eravamo un paese agricolo, cioe’ autarchico…ed anche le sanzioni 1938 altro non furono che un cambio di sudditanza dagli anglo americani ai tedeschi, penso.

john_ludd
Scritto il 21 aprile 2015 at 23:04

stanziale@finanza,

“dalla costituzione del regno d’Italia (voluto dagli inglesi, come tu stesso hai ricordato) …”

il regno lo hanno voluto i Savoia appoggiati dai francesi in funzione anti asburgica, essendo i Savoia per l’appunto francesi. Gli inglesi non sono mai stati “amici” (di nessuno in verità, ma sempre con un’abilità mostruosa che ha permesso a una piccola isola di dominare mezzo mondo per quasi due secoli; pochi ma molto cazzuti). “La scomparsa dell’Italia industriale” è un libro di Luciano Gallino pubblicato nel 2003 e quindi frutto di ricerce antecedenti che dovrebbe essere letto, è molto breve. Non solo colpa dell’euro dunque, la classe della grande imprenditoria italiana aveva FALLITO già un bel pò prima. Ora i peggiori di tutti se ne sbattono allegramente (dopo essersi fatti pagare fatti e misfatti dalla collettività italica) avendo da tempo traslocato all’estero capitali e imprese. Il costo degli Agnelli supera il costo dell’euro. Lo scrivo e lo sostengo 100 volte, davanti a chiunque.

stanziale
Scritto il 21 aprile 2015 at 23:18

john_ludd@finanza,

Gli imprenditori italiani hanno fallito, anche perche’ e’ venuto meno lo stato , errore che non hanno fatto Francia e Germania. Due enti eliminati, iri e imi http://www.google.it/url?sa=t&rct=j&q=&esrc=s&source=web&cd=1&ved=0CCIQFjAA&url=http%3A%2F%2Fit.wikipedia.org%2Fwiki%2FIstituto_Mobiliare_Italiano&ei=wL02Vc7XCIbvywOT_oHoAQ&usg=AFQjCNF7uRkGWZ1IQPqPCrB1cNZYXZ7alA&sig2=lPaEdv1HyXuTrpuiNa5itw

dante5
Scritto il 22 aprile 2015 at 10:27

john_ludd@finanza:
[email protected],

Agli economisti (tutti) piace invece l’idea che con un bel modello si può prevedere questo o quello, più matematica ci metti più è figo e quindi deve essere più vero (esagero un pò). Cosa impossibile in un mondo che è non stazionario e non ergodico, ma discontinuo, in sostanza è una scienza in buona parte da buttare, l’unica branca che promette per il futuro è l’economia ecologica fondata da Roegen e poi Daly, Hall, etc… che mette la questione energetica al punto (1) mentre per tutte le altre è una variabile dipendente (cioè l’energia disponibile è solo una funzione dell’attività economica e non un limite). Ciao.

Ciao John, ricordiamoci sempre l’aforisma del grande JK Galbraith sr. “L’unica funzione delle previsioni in campo economico è quella di rendere l’astrologia una scienza un po’ più rispettabile”…

john_ludd
Scritto il 22 aprile 2015 at 11:44

dante5@finanza,

è vero solo in parte, ovvero dipende dalla situazione attuale della scienza economica. Se lancio una palla in aria posso calcolare quando e dove atterrerà con grande precisione. La collocazione delle risorse energetiche e il loro costo di estrazione è certo un tema complesso ma sappiamo molto; sappiamo quindi definire con precisione una traiettoria considerando i consumi attuali e quelli che si vorrebbe avere domani per avere un PIL globale in crescita. Questo gli economisti non lo vogliono capire, siano austriaci o keynesiani, che si tratti di Alesina o Bagnai. La questione energetica è secondaria per loro e di conseguenza non sono in grado di scrivere niente di utile che abbia un orizzonte temporale oltre i 6 mesi. Purtroppo in quest’epoca oscura si chiede agli economisti un parere su ogni cosa, temi su cui sono all’oscuro ma pensano di potere esprimere chissà quale opionione pur non essendo neppure in grado di conoscere bene la loro stessa materia. Assurdo vero ? Ma è così. Nel mio piccolo, se ho mal di denti, vado dal dentista non da un economista, se mi si rompe la macchina, vado dal carrozzaio e se voglio sapere qualcosa su petrolio e gas naturale leggo quel che scrive un Tad Patzek che ha lavorato in Shell per anni per poi diventare titolare della cattedra di tecnologie petrolifere a Austin, Texas e dopo avere pubblicato trecento articoli scientifici (trecento !!!) oggi lavora per Saudi Aramco anche se questo vuol dire che non potrà più scrivere che dopo il 2035 non si sarà una sola goccia di petrolio disponibile per l’esportazione. Ci sono comunque altre eccellenze, se invece uno vuole leggere quel che scrivono il 99% degli economisti, si scavi la fossa da solo e ci seppelisca dentro.

john_ludd
Scritto il 22 aprile 2015 at 11:54

stanziale@finanza,

Che vuol dire ? Lo stato c’è eccome, prova a evadere i contributi e vedrai se non c’è ! Il sciocchezzaio è senza fondo, ormai è tutto unipolare, uno ha una tesi e quella è, tutto il resto DEVE essere ricondotto a essere secondario oppure senza fondamento. Se quindi la tesi è “tutta colpa dell’euro” allora è lo stato che si è assentato o si è venduto e ha consentito ai grandi imprenditori italiani di essere stati quello che sono stati. Peccato che quello è pure il periodo di massima espansione dele grandi imprese di stato rendendo la tua tesi fragile ed evanescente. Francamente il livello del dibattito in Italia mi sembra sempre più basso. Sembra che gli abitanti di questo paese siano incapaci di guardarsi allo specchio e devono per forza trovare una e una sola causa del proprio declino attraverso la quale auto assolversi. Ed ecco da una parte che suona la tromba “tutta colpa della corruzione” e dall’altra “tutta colpa dell’euro” e tante alte trombe e trombette. Questo paese in una forma o nell’altra risorgerà in un futuro molto lontano, ma prima pagherà tutti i propri errori dal primo all’ultimo, euro compreso.

aorlansky60
Scritto il 22 aprile 2015 at 14:43

@

“il successivo nostro avvitarsi nella crisi sara’ pur colpa dell’austerity voluta dai tedeschi, no? E perche’ l’hanno voluta, se non per togliere di mezzo e depredare la nostra manifattura? ”

… anche senza sapere da parte di chi sia stato voluto ciò che sottolinei qui, o anche solo per mera casualità,
si fa prima a fare il percorso inverso. Fatto questo si comprende meglio e si arriva dritti alle conclusioni.

1) Germania e Italia erano i due maggiori paesi manifatturieri esportatori in area europea.

2) Pur meno forte e potente della rivale tedesca, l’italia aveva il suo “jolly” sempre pronto da giocare : svalutare la sua divisa per ritrovare maggiore competitività quando tempi e modi lo necessitassero.

3) 2002, arrivo dell’euro : tutti dentro il nuovo ordine (con il “jolly” sequestrato prima di entrare ed essere rinchiusi…)

4) Le cifre degli anni successivi dimostrano quanto la Germania abbia continuato a correre come una locomotiva, esportando i propri prodotti, e quanto l’italia abbia sofferto di questo nuovo sistema nel quale è entrata a far parte perdendo in competitività.

5) Grazie al caso (continuano a ridirsi i tedeschi ormai da tempo… :lol: )

Poi possiamo continuare nel rilevare che i tedeschi hanno fatto i compiti bene e molto prima di noi, e che sono in grado di esibire presso Eurostat numeri da invidia per tutti quanti (addirittura un surplus nel rapp deficit/pil dove noi siamo al 3%, rapporto deb/pil minore in assoluto di tutta l’area EU, l’ultimo dato parla del 77% quando noi siamo al 132%) e che noi siamo sempre stati in ritardo con le famose “riforme” –è da almeno 30anni che in Europa ci dicono di farle e noi non le abbiamo mai fatte; ci tocca farle adesso in tempi di crisi ANCHE PERCHE NEL SISTEMA IN CUI SIAMO ENTRATI CI COSTRINGONO A FARLO e ne paghiamo tutti le conseguenze– possiamo pure far notare che questi numeri sono fantocci di fronte alla realtà del debito abilmente nascosto sotto le loro “sparkessen” ma alla fine a valere sono sempre i numeri uff.li di Eurostat, non quelli della fantasia o presunta realtà che sia.

Facendo leva su questo, subentrata nel frattempo la criticità del debito pubbl nell’eurozona 2010/11, i tedeschi hanno imposto a tutti i paesi membri (e c’è da immaginare quanto gli sia piaciuto farlo nei riguardi degli italiani!…) con la parola d’ordine “austerity-austerity-austerity” di rientrare all’interno dei parametri stabiliti a suo tempo dai quali molti si erano scriteriatamente spinti fuori (Grecia e Italia prima di tutti; Spagna e Portogallo a seguire con Francia inclusa) e far questo non gli deve essere dispiaciuto per niente visti i risultati pratici : di nuovo possiamo citare a supporto della tesi il surplus della propria bilancia commerciale che la Germania ha sistematicamente sforato a proprio vantaggio negli ultimi anni ben oltre il limite imposto dalle stesse regole UE e ben superiore a quello di ogni altro paese membro per avere la prova verso chi giovi veramente tutto questo.

Occorre aggiungere altro ??…

kelcri

john_ludd@finanza,

Aspetta, aspetta, aspetta

Cioè, stai sostenendo che il fatto che siamo nella merda non è tutta colpa dell’Euro e dei Tedeschi???
Cioè, stai dicendo che siamo nella merda per colpa di mafia, corruzione a tutti i livelli, incapacità imprenditoriale, nullità politica, ecc.. ecc… e non che è tutta colpa della Merkel?

Incredibile, c’è ancora qualcuno che ragiona con il proprio cervello

Grazie, mi sento meno solo :-)

zer
Scritto il 22 aprile 2015 at 17:55

Kelcri, girat,non sei solo…ci sono altri 59mil di italiani…Gianni z.

kry
Scritto il 22 aprile 2015 at 22:35

Ciao, secondo me ti sei focalizzato in un senso unico. Proprio come i tedeschi che usano una parola sia per DEBITO che per COLPA, nemmeno fossero stati loro a scrivere il Padre Nostro e Benedetto XVI poteva farci una lezione su questo. Sull’analisi concordo ma ci sono troppi EFFETTI di cui non si è tenuto conto. Soprattutto 3) 2002, arrivo dell’euro : tutti dentro il nuovo ordine (con il “jolly” sequestrato prima di entrare ed essere rinchiusi…) ci dimentichiamo che il valore dell’euro in 1936,27 fu imposto sempre dalla germania. Ci dimentichiamo che nel frattempo stavano partendo i primi effetti del MULTINAZIONALISMO ( così chiamo globalizzazione ). Ci dimenichiamo che siamo da decenni soffocati dagli interessi sul debito tanto che ne abbiamo già pagati oltre 3000MLD. La CAUSA è unica e univoca e al riguardo non molto tempo fa ti diedi uno spunto. Il miglior mondo economico , sempre secondo me, è stato tra il 1860 e 1920 negli usa poi si è arrivati che si doveva TROVARE delle soluzioni. Le soluzioni possono solo che essere POLITICHE solo che allora pensarono di ( poco prima di natale ) confezionare il pacco regalo FED era se non sbaglio il 1913 e poi si è visto il seguito. Stesso errore in italia alla fine del miracolo economico e stessa fine mi sa del miracolo Cinese. Resta ancora un miracolo per restare sintonizzati sulla stessa onda dei numeri e illudersi della lucina al LED in fondo al tunnel , quello indiano che ” SE “( ????? ) replica la cina quadruplica nei prossimi 15 anni. Io a differenza di Andrea non vedo un economia che va avanti un decennio come l’esperienza giapponese ( adirittura triplo ). Il giappone sta SOPRAVVIVENDO in un mondo dove c’è stata crescita economica globale , ora stiamo percorrendo tutti la stessa strada e non c’è l’universo che può soccorerci. Pensa gli effetti futuri degli accordi cinorussi e quelli che ancora sono da prendere soprattutto Il TTPI e quello che in pochi sanno che a settembre lo YUAN farà parte della valuta globale ( mi sembra DSP ) [ https://aurorasito.wordpress.com/2015/04/01/la-sfida-della-cina-al-fmi-assegnare-al-yuan-i-diritti-speciali-di-prelievo/ lo devo ancora leggere ]. La CAUSA sono le non risposte politiche che essendo completamente estranei alla realtà non si rendono nemmeno conto che al casello autostradale non esiste più la persona fisica e tantomeno alle casse del supermercato. Si è preferito andare in un unica direzione , a senso unico e peccato che poi quando è ora non viene messo in pratica …. http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Ddlpres&leg=16&id=00486854&part=doc_dc-articolato_ddl-capo_cidimdpp-art_a35gddp&parse=no Manca il senso di responsabilità.

aorlansky60
Scritto il 23 aprile 2015 at 09:47

ciao

di prima mattina fatico un pò a comprendere il tuo ragionamento nella sua interezza.

dici : “Sull’analisi concordo ma ci sono troppi EFFETTI di cui non si è tenuto conto.”

“Soprattutto 3) 2002, arrivo dell’euro… ci dimentichiamo che il valore dell’euro in 1936,27 fu imposto sempre dalla germania.”

… … … … … …

Io mi ritengo di essere pratico e pragmatico soprattutto per l’età che ho raggiunto.

Vado subito alle conclusioni per quello che ho modo di vedere.

Tirando attualmente le somme, vedo che in area UE la Germania e i tedeschi sono quelli che soffrono di meno rispetto alla maggiorparte degli altri stati partners che annaspano, uno dei quali il nostro.
Dire “soffrire” nel loro caso è perfino eccessivo, se considero come stà andando la loro economia rispetto alle altre, specie quelle del sud-europa… quello che stò dicendo qui mi sembra chiaro, evidente e inconfutabile.

Se i tedeschi la menano in continuazione con “il rigore e l’austerity” preoccupati dall’alto debito pubbl di altri paesi rispetto al loro (che non è mica poi poca cosa, Eurostat certifica che anche il deb pubbl tedesco supera abbondantemente i 2000 mld di €) non posso che dargli ragione; non si scopre certo ora che la Germania è uno Stato che funziona egregiamente in ogni sua parte; al confronto altri Stati fanno (sorr)ridere, compreso il nostro ovviamente.

Ma questa tattica offre i suoi vantaggi (per i tedeschi ovviamente) : in questo modo la Germania riesce a tenere inchiodati tutti gli altri paesi, in nome del rigore che impone di abbassare i rispettivi debiti, impedendo che in essi si possano attuare manovre di espansione in campo pubbl -lavori migliorativi sulle strutture di cui l’italia avrebbe grande necessità peraltro- (le uniche che potrebbero dare un solido contributo alla ripresa) dato che “prima” di poter pensare a questo “occorre abbassare il debito” come ci continuano a ripetere i tedeschi in una litania senza fine… ed infatti in italia negli ultimi tre anni(almeno) ISTAT ci informa che sono calati vistosamente gli investimenti pubblici sulle infrastrutture

“Ci dimentichiamo che siamo da decenni soffocati dagli interessi sul debito tanto che ne abbiamo già pagati oltre 3000MLD.”

già, purtroppo sempre lì alla fine si ritorna e si va a parare, il famigerato debito pubbl…

andando a rispolverare i dati Eurostat di fine 2013 (non ho ancora visionato quelli di fine 2014),
essi ci dicono che Germania ha un deb di 2147 mld € , Italia ha un deb di 2069 mld di €

perbacco i tedeschi hanno un debito più alto del nostro!! di che ci preoccupiamo allora?!…

Più che preoccupazione è certezza, che la Germania ha un debito assai più sostenibile del nostro (e quindi più fiducia da vantare e vendere verso gli altri) perchè il loro pil è più solido in conseguenza del fatto che le loro esportazioni e la loro economia viaggia a gonfie vele rispetto alla nostra (che si è quasi dissolta a confronto).

Con le ultime parole che ho scritto, come un cane che si morde la coda ritorniamo all’inizio del ragionamento :

la Germania è lo Stato tra i paesi membri UE che soffre di meno attualmente.

Nessuna sorpresa: pur facente parte di un “unione” essa deve innanzi tutto favorire il proprio paese, la propria economia, i propri cittadini soprattutto in un “unione” non certificata da vere leggi comuni ma basata per adesso solo sulla moneta unica, troppo poco per considerarla “unione”; tutto il resto -le eventuali sofferenze degli altri- per loro sono semplici dettagli, da vedersi come un vantaggio che gli consente di primeggiare e prosperare. QUESTO MI DICE LA REALTA’, poi tutto il resto sono parole gettate al vento.

“quel valore dell’euro fissato in 1936,27” di fatto non disturba più di tanto i tedeschi abituati alla valenza del loro marco in campo internazionale (prima dell’€), ma disturba e compromette assai di più l’Italia e simili economie del sud; questo mi sembra fin troppo evidente tanto che non merita neppure approfondimenti ulteriori.

Una prova ulteriore che i tedeschi ci avevano visto giusto e che hanno saputo far bene i loro conti specie a discapito degli altri, molti dei quali molto molto sprovveduti… caro prodi, devi fartene una ragione.

kry

Grazie per la risposta e complimenti, cerca di non arrovellarti a scuola nei temi ero una frana. E’ vero i miei raginamenti sono molto contorti in più ieri sera ero particolarmente stanco. Brevemente voglio farti notare e al riguardo avevo già linkato la tabella aggiornata che l’italia ha il debito più sostenibile di tutta europa e appunto mi secca che paghiamo un sacco d’interessi grazie alla nostra CRICCA politica ( la classe è tuttaltra cosa ) incapace di publiccizzare la sostenibilità del debito. Ho quasi la sensazione che abbiano proprio loro interesse a far si che gl’interessi restino alti, d’altrode chi meglio di loro accompagnato da chi li vota e si fa mantenere nel pubblico impiego è rimasto in grado di risparmiare e sottoscrivere il debito pubblico. La situazione non dico che sarebbe diversa ma un tantino meno peggio forse sì . Ciao.

aorlansky60
Scritto il 23 aprile 2015 at 12:22

@

grazie a Te per l’attenzione; per il resto : tranquillo;

i tuoi ragionamenti non sono per nulla “contorti” e a leggerli ci si accorge che sei uno dalle idee chiare.

Però perdonami, anche ora ci sono cose che dici che non mi tornano e che vorrei discutere, per es :

” l’italia ha il debito più sostenibile di tutta europa ”

umhhh… qui mi ci vuole un pò di tempo per elaborare…

ma anche :

“mi secca che paghiamo un sacco d’interessi grazie alla nostra CRICCA politica incapace di publiccizzare la sostenibilità del debito…”

umhhh… preso a riferimento il bund tedesco il cui paese riscuote PIU’ FIDUCIA nei mercati internazionali, infatti c’è da chiedersi come mai la Francia riesca a finanziare il proprio debito al 50% in – rispetto a quello che dobbiamo sostenere noi italiani? (detto questo in base ai differenziali oat-bund e btp-bund)

in fondo i loro numeri sono (quasi) uguali ai nostri,

i francesi hanno recentemente sfondato anch’essi il livello di 2000 mld di € di deb pubbl (portandosi nel club esclusivo dei “2000” insieme a tedeschi e italiani nell’eurozona) e sono perfino messi peggio per quanto riguarda il deficit : 4% contro 3% dell’italia…

Visti così, i dati ci darebbero favoriti nei loro confronti ma la pratica dice invece il contrario…

E allora occorre iniziare a farsi interrogativi :

Siamo proprio certi che la colpa dei troppi interessi da pagare sul ns deb sia da imputare solo ad una classe politica incapace di farsi sentire nelle sedi appropriate (UE)???

Beninteso, non è che dicendo questo voglio difendere la classe politica italiana che ha rivelato in 40anni(almeno) la pasta di cui è fatta (lasciamo perdere…) ma io credo che l’idea di FIDUCIA che è in grado di dare un paese al resto del mondo sia un concetto molto variegato in cui entrano molti altri dati, molte visioni e molti altri “perchè”, oltre quelli di Eurostat su debito e deficit…

Per es : quando quelli (lassù a Bruxelles) che disegnano regole e costruiscono statistiche vedono l’italia gravato dal livello più elevato di corruzione a livello europeo, e poi presentano questi dati ufficiali in pasto a chiunque, dalla casalinga al trader fino al capo di stato, ecco che questa è già una visione in grado di plasmare idee personali nell’immaginario collettivo della gente, di molta gente, e di conseguenza plasmarne la FIDUCIA e la STIMA che essi possono vedere nei confronti di un paese. GIUSTA o ERRATA che sia.

Altro es : potrà sembrare una banalità, ma l’immagine che ha dato di esso negli ultimi anni prima della deposizione forzata un capo di governo implicato in vicende burlesche(…) riflessa dalla stampa internazionale verso tutti i rispettivi paesi e relativa opinione pubbl ha costruito un immagine dell’italia altamente dequalificata . Potrebbe sembrare una cavolata quello che stò dicendo ma analizzandone le conseguenze pratiche ci si accorge che non lo è affatto : lavoro in una multinazionale che mensilmente accoglie frequenti visite di lavoro da parte di dip.ti sparsi nel globo, dal sud-africa al sud america passando per gli States : ebbene nel periodo di recrudescenza maggiore del caso in oggetto, tutti questi quando arrivavano in sede non perdevano occasione di farsi due risate su quello che stava accadendo nei vertici italiani, UNO in particolare … da lì a pensare che il riverbero di quello che accade nei vertici ricada su tutta l’italia fornendone un immagine di massima è immediata, credimi. VERA o ERRATA che sia, ma il danno ormai è fatto.

Ti ricordi, Kry, la risatina (frenata a stento) tra Sarkosy e Merkel in occasione di una conf.stampa uff.le del 2011, con tutti i giornalisti presenti -inviati da tutta Europa- che si sono uniti all’ilarità dei due nei confronti dell’Italia?

Di quale FIDUCIA vogliamo parlare, nel caso che deve fornire l’italia al di fuori dei propri confini, quando tutti gli altri si sono già costruiti in idea ben precisa?…

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