OPEC E PETROLIO: ESPLOSIONE DEFLATTIVA!

Scritto il alle 11:15 da icebergfinanza

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È ufficiale: Opec non taglia la produzione di petrolio. Prezzo crolla sotto i 68 dollari

Non c’è il taglio della produzione di petrolio da parte dell’Opec, organizzazione che riunisce i paesi esportatori di petrolio. Lo ha annunciato il ministro del petrolio saudita, Al-Naimi, che così conferma quanto già anticipato. Il vertice dell’Opec si è concluso con la decisione di lasciare la produzione petrolifera invariata a 30 milioni di barili al giorno. Come ampiamente atteso, il cartello dei Paesi esportatori, riuniti nella sede di Vienna, non è riuscito a trovare una intesa …

Bene la nemesi continua e sembra proprio che sia stata innescata la prossima esplosione finanziaria, una combinazione tra prezzi delle commodity e valute esplosiva, ovviamente deflattiva!

Ma come Andrea è una notizia positiva tutti pagheranno meno la benzina, l’hanno detto anche i produttori di petrolio, hanno voluto farci un regalo! Si peccato che…

Appuntamento nel fine settimana con il  nostro Machiavelli con tutto coloro che hanno sostenuto LIBERAMENTE questo viaggio e anche con chi deciderà di salire all’ultimo momento. A presto Andrea

Il buon Machiavelli amava scrivere che…

” E’ non mi è incognito come molti hanno avuto et hanno opinione che le cose del mondo sieno in modo governate dalla fortuna e da Dio, che li uomini con la prudenzia loro non possino correggerle, anzi non vi abbino remedio alcuno; e per questo, potrebbono iudicare che non fussi da insudare molto nelle cose, ma lasciarsi governare alla sorte. ” 

(…) Nondimanco, perché el nostro libero arbitrio non sia spento, iudico potere essere vero che la fortuna sia arbitra della metà delle azioni nostre, ma che etiam lei ne lasci governare l’altra metà, o presso, a noi.

Per Machiavelli non era la sorte o la fortuna a regolare il destino degli uomini, ma il mistero e la forza di tutto ciò che sfugge alla loro comprensione e consapevolezza, una forza che solo il coraggio e la virtù possono limitare.

Se si guarda a quanto sta accadendo a Genova, al territorio italiano ma non solo, si potrebbe dire che la fortuna o la sorte centrino ben poco con la virtù dell’uomo, un uomo incapace di ascoltare la storia, i bisogni del territorio, incapace di operare per il bene comune, capace di svendere la sua virtù per un momento di gloria o un pugno di euro.

Come riporta Wikipedia … il termine virtù in Machiavelli cambia significato: la virtù è l’insieme di competenze che servono al principe per relazionarsi con la fortuna, cioè gli eventi esterni.

La virtù è quindi un insieme di energia e intelligenza, il principe deve essere intelligente ma anche efficace ed energico.

La virtù del singolo e la fortuna si implicano a vicenda.

Molti avvenimenti nelle ultime settimane stanno cambiando le prospettive all’orizzonte, un’esplosione deflattiva è insita negli ultimi avvenimenti, come decisive saranno le prossime settimane.

Nulla cambia nella nostra visione di fondo, la rotta è ben salda, venti e correnti ci portano nella stessa direzione.

Abbiamo deciso di prenderci ancora un paio di settimane di tempo per elaborare meglio alcune dinamiche in atto, anticipando all’inizio di dicembre le nostri visioni per il prossimo anno, certi che nulla è governato solo dalla fortuna…

e che li uomini  con la prudenzia loro possino correggerle, anzi vi abbino remedio; e per questo, potrebbono iudicare che fussi da insudare molto nelle cose…ovvero governare la sorte.

Grazie ancora a tutti coloro che hanno contribuito a questo fantastico viaggio.

Il Tuo sostegno è fondamentale per il nostro lavoro…

Contribuisci anche tu LIBERAMENTE a tenere in vita un’isola di condivisione quotidiana nell’oceano infinito di questa tempesta perfetta …

Chiunque volesse ricevere le ultime analisi può liberamente contribuire al nostro viaggio … cliccando qui sopra o sul banner in cima al blog o sul lato destro della pagina. Semplicemente Grazie.

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51 commenti Commenta
Scritto il 28 novembre 2014 at 11:48

L’unica cosa positiva è che il petrolio non fa paret della cosiddetta “inflazione” core che forse è quella VERA e da tenere in considerazione.
Ma noi dobbiamo gioire, visto che il pieno di carburante ci costerà di meno, vero’
O forse no…

Un abbraccio.

DT

aorlansky60
Scritto il 28 novembre 2014 at 12:24

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2014-11-27/petrolio-giu-rublo-polverizzato-e-fuga-capitali-mosca-ecco-fino-dove-puo-cadere-moneta-russa-202449.shtml?uuid=ABPTitIC

… … … …

…leggendo quest’articolo dettagliato sullo stato dell’economia russa in conseguenza del crollo del prezzo del petrolio attualmente < 70$/bar (ma potrebbe arrivare anche più giù nel proseguo dei prox mesi secondo vari esperti) è facile comprendere quale sia la vera portata della strategia intrapresa : un deciso attacco diretto a Putin e alla Russia;

se penso che i principali -praticamente tutti- conflitti bellici nella storia sono stati conseguenza diretta di problemi economici tra nazioni, qui c'è da chiedersi :

1) quanta pazienza potrà avere ancora Vladimir, prima di…

2) considerato che la Russia non è Haiti o Burkina Faso (non solo dal punto di vista economico, ma sopratutto per potenziale arsenale bellico…) che cosa potrebbe scaturirne da qui a medio termine a livello mondiale.

gnutim
Scritto il 28 novembre 2014 at 12:39

Risparmiare sul pieno di benzina?

Il petrolio è calato del 30% in pochi mesi e la benzina è calata si o no del 6%

E non tiraremi fuori la storiella del dollaro che si è rafforzato.

Lo sappiamo tutti che il prezzo in Italia dipende al 70% dalle accise, e figurati se il governicchio rinuncia a questa impota indiretta, anzi potrebbe proporre un aumento dato il prezzo del petrolio è calato….

gnutim
Scritto il 28 novembre 2014 at 12:46

è interessante l’articolo del sole24ore in cui evidenzia che è in atto una guerra a tre:
Russia vs Paesi del Golfo Persico e USA

Russia esportatore con grossi problemi di bilancia commerciale con sanzioni e brent sotto 100, ma una certa resilienza alla recessione avendo una economia piuttosto chiusa. Diccicoltà e rifinanziarsi in dollari avendo una valuta svalutatissima

Paesi del Golfo con esportazioni ridotte a causa dello Shale Oil americano e con bilanci in riduzione causa prezzo petrolio. Sono però forti del fatto che l’Opec dipende da loro e hanno un brent di alta qualità e bassi costi di estrazione

Usa: fa la finta tonta, vule affossare la Russia ma potrebbe avere problemi con lo shale, i costi potrebbero superare i ricavi e molte aziende attive nell’estrazione sono già parecchio indebitate.
Lo shale oil ha bisogno di continue perforazioni e investimenti per essere redditizio. Prezzi bassi sono pericolosissimi

veleno50
Scritto il 28 novembre 2014 at 12:54

aorlansky60,

Chi è causa del suo mal pianga se stesso.
gnutim@finanza,

Non ti lamentare del brodo grasso chiedilo ad un rappresentante da 80/100 mila all’anno quanto risparmia. Non so dove abiti tu, c’è stato un calo di un 10% circa nei distributori no logo in un anno . bye

kry
Scritto il 28 novembre 2014 at 13:02

Esplosione deflattiva: opec e petrolio e ….. RAME. ( 2,90 )

quesalid
Scritto il 28 novembre 2014 at 14:14

The junk-debt-funded oil and gas shale revolution is particularly on the hot seat. Its ever-faster moving fracking treadmill of steep decline rates and costly drilling is now smacking into the plunging price of oil .

Hoping that the price of oil and gas would only go up, energy companies have drilled $1.5 trillion into the ground since 2000, and they’re now shouldering a huge pile of debt – much of it junk rated. This year, energy companies have issued 15.2% of all new junk bonds. Yet, oil and gas production is only a small part of the US economy. In 2013, their junk bond issuance made up 10.3% of all junk bonds. Back in 2004, it made up 4.3%. That’s how the fracking party has been funded.

The more the price of crude drops, the deeper these companies sink into the morass. At some point, defaults will begin to cascade through the system. The total return on the Merrill Lynch High Yield Energy Index for the last three month was a loss of 5.8%, the worst performance since the fourth quarter of crisis year 2008.

More broadly, the average yield of CCC or lower rated bonds, the riskiest junk out there, shot up from 8% in early July to over 10% on Tuesday, according to the BofA Merrill Lynch US High Yield Index. And the High Yield Total Return Index for these types of bonds lost 5.3% over the same period.

http://wolfstreet.com/2014/11/27/junk-bond-carnage-one-company-at-a-time/

quesalid
Scritto il 28 novembre 2014 at 15:46

We should be glad the price of oil has fallen the way it has (losing another 6% today as I write this). Not because it makes the gas in our cars a bit cheaper, that’s nothing compared to the other service the price slump provides. That is, it allows us to see how the economy is really doing, without the multilayered veil of propaganda, spin, fixed data and bailouts and handouts for the banking system.

It shows us the huge extent to which consumer spending is falling, how much poorer people have become as stock markets set records. It also shows us how desperate producing nations have become, who have seen a third of their often principal source of revenue fall away in a few months’ time. Nigeria was first in line to devalue its currency, others will follow suit.

OPEC today decided not to cut production, but whatever decision they would have come to, nothing would have made one iota of difference. The fact that prices only started falling again after the decision was made public shows you how senseless financial markets have become, dumbed down by easy money for which no working neurons are required.

OPEC has become a theater piece, and the real world out there is getting colder. Oil producing nations can’t afford to cut their output in some vague attempt, with very uncertain outcome, to raise prices. The only way to make up for their losses is to increase production when and where they can. And some can’t even do that.

Saudi Arabia increased production in 1986 to bring down prices. All it has to do today to achieve the same thing is to not cut production. But the Saudi’s have lost a lot of clout, along with OPEC, it’s not 1986 anymore. That is due to an extent to American shale oil, but the global financial crisis is a much more important factor.

We are only now truly even just beginning to see how hard that crisis has already hit the Chinese export miracle, and its demand for resources, a major reason behind the oil crash. The US this year imported less oil from OPEC members than it has in 30 years, while Americans drive far less miles per capita and shale has its debt-financed temporary jump. Now, all oil producers, not just shale drillers, turn into Red Queens, trying ever harder just to make up for losses.

http://www.theautomaticearth.com/the-price-of-oil-exposes-the-true-state-of-the-economy/

Oil price starts to weigh on banks

http://www.cnbc.com/id/102220706?trknav=homestack:topnews:2

veleno50
Scritto il 28 novembre 2014 at 17:01

Riguardo al prezzo del petrolio, stanno spennacchiando Eni la famosa gallina dalle uova d’oro dai ricchi dividendi. Luglio 2014 il titolo 20,46 oggi secondo tracollo consecutivo 15,95. Meno 20% di capitalizzazione circa 13/14 miliardi non male. idem per Enel da luglio -15% meno 6 miliardi di capitalizzazione. Non è lo stato che svende i nostri gioielli siamo noi a non aver fiducia nelle nostre aziende,buttandole via rimettendoci quattrini.bye

kry
Scritto il 28 novembre 2014 at 17:52

aorlansky60,

Ti rispondo in questo post riguardo alle domande del post precedente. Intanto ti ringrazio nell’avermi interpellato e visto che parliamo di materie prime non prendere per ORO colato quello che scrivo visto che sono mie interpretazioni. Putin è bravo a giocare a scacchi come la maggior parte dei russi per cui pazienza ne ha tanta. Oltre la pazienza è abituato a fare strategie ed è un ex colonnello del KGB. Quello che non siamo in grado di comprendere è che lui e i russi sono in grado e abituati a fare sacrifici al contrario di NOI OCCIDENTALI. Sono comunque ex comunisti anche se il capitalismo non gli fa schifo ma nel momento in cui mi ROMPI non puoi pretendere che io non mi tiri indietro e non reagisca di conseguenza. Come reagisco, faccio contratti con la cina in yuan e il resto se in $ compro oro. In pratica vendo petrolio per oro e non taglio la produzione perchè calando la quotazione dell’oro io prendo sempre ( più o meno ) la stessa quantità di metallo che è quello che m’interessa e siccome so che lo shale ha un costo spero che tu americano ti stufi prima di me. Tralasciando l’arsenale bellico la russia è senza dubbio più forte anche perche se vuole/deve fare defult e gli resta il petrolio da estrarre e l’oro mentre gli usa con lo shale stanno svendendo i gioielli di famiglia con un conseguente dissesto idrogeologico immane. Inoltre resto molto perplesso quando penso al North Dakota che è l’unico stato che ha la banca centrale autonoma ( non dipendente dalla fed ) e si è fatta influenzare dall’orgia del profitto facile con lo shale. Oltre ad oro e petrolio ci sarebbe da fare un discorso sul rame dove quota 3$ per molti rappresenta il confine tra recessione o ripresa. In queste ore è crollato a 2,90 e qualche problemino sicuramente in cina si creerà perchè il rame non è usato solo a livello industriale ma anche come collaterale per ottenere prestiti. Personalmente la cosa che mi preoccupa di più è che se il prezzo del petrolio dovesse avere un prezzo basso per un tempo prolungato alla fine LA PAGHEREMO MOLTO CARA.

kry
Scritto il 28 novembre 2014 at 17:55

veleno50@finanza,

Per Natale fatti un regalo. Sotto l’albero mettici un pacco di ENI e uno di ENEL. ( o preferisco Enel ). Ciao.

tirlusa
Scritto il 28 novembre 2014 at 19:03

Ho dato un occhiata in giro sui vari siti per capire qual’è il sentiment. Mercato Libero parla di crescita boom da deflazione…non mi convince. Aspetto Machiavelli che è l’unico che ci capisce qualcosa

mmax
Scritto il 28 novembre 2014 at 20:32

gnutim@finanza,

Ma nella macchina ci mettete il petrolio o la benzina? quale è il costo di raffinazione della benzina? sicuramente gli italiani sono tutti convinti che il consto di raffinazione del petrolio leggero della Libia sia uguale alla raffinazione delle sabbie bituminosi del Canada ? casualmente negli ultimi tempi stanno chiudendo le raffinerie che sono in perdita.

mmax
Scritto il 28 novembre 2014 at 20:37

aorlansky60,

Secondo questo grafico chi sono i primi ad andare in crisi con questo prezzo del petrolio ? e gli ultimi…

neodimio67
Scritto il 28 novembre 2014 at 20:49

Mi permetto di far presente che non so immaginare una crescita boom da deflazione, neanche io quindi ne sono convinto, anzi. Nella mia realtà – vivo nelle Marche, appena un lustro fa una reginetta italiana per le PMI – un carburante che cala di millesimi non credo possa stimolare un boom da deflazione visto che, come sappiamo, tutto dipende da esso (mi pare oltretutto che nelle Marche ci sia anche la più alta percentuale di accise regionali). Per me sono solo pessime avvisaglie. Il petrolio che cala da 97 a 68 dollari in pochi mesi, di converso il diesel da 1,58 a 1,46 (al self, circa..)… Quale stimolo??

Tutti stiamo assumendo un comportamento recessivo figlio della consapevolezza di una società in progressivo disfacimento. E non può essere diversamente in un istinto di sopravvivenza che spinge a portare fieno in cascina per tempi ancora più oscuri. Ma poi il denaro, è davvero fieno? Se il cibo non avesse scadenza accumulerei solo quello. Dove stiamo andando.
Non farei impresa in Italia neanche se avessi 3 milioni di Euro. Oramai parole come “investimento”, “crescita”, mi fanno solo tenerezza, la parola “competitività” mi fa ribrezzo, ma anche indisponenza a seconda del mio stato d’animo. E chi fa politiche monetarie e non continua a blaterare riempiendosi la bocca con questi termini che ricorrono come intercalare in ogni litania per masse predisposte inconsapevolmente ad ogni forma di manipolazione mediatica.
Mi sento giù io superstite che ho, ancora e per ora, un lavoro (sempre più stressante e a rischio di inadempimenti perché sempre più solitario, non essendo rimpiazzato chi è andato in pensione), ed una situazione economica abbastanza tranquilla. Dal 2008 provo questo malessere che da Monti a Renzi si è praticamente somatizzato. Immagino come sta chi – e sono tanti – si trova in condizioni peggiori, disperate.
Nessuno si merita questo malessere, una banale certezza. Cosa fare per i nostri figli? Cosa fare per gli altri? Imbarbarimento e relativismo vanno a nozze verso l’apparentemente ineluttabile realizzazione di una società distopica. Cosa possiamo fare? Me lo chiedo da anni. Cosa possiamo fare?

kry
Scritto il 28 novembre 2014 at 21:20

mmax,

Che è il grafico del fantasma formaggino che beve petrolio a colazione dopo il panino? Ci clicchi il link per favore, grazie.

kry
Scritto il 28 novembre 2014 at 21:25

aorlansky60,

Non me lo sono ancora letto. http://ugobardi.blogspot.it/2014/11/petrolio-la-quiete-prima-della-tempesta.html#comment-form sarà sicuramente interessante.

tuscany
Scritto il 28 novembre 2014 at 22:15

Beh…qual’è il problema?
I “big” hanno scoperto la concorrenza? Il produrre a rimessa? Scoprire di essere più fragili del previsto o condurre battaglie dall’esito incerto?
Vedono la deflazione che si fa spazio sgomitando?
Preoccupa il flusso di cassa e non sanno più garantire certezze ai loro popoli?
Non sanno che pesci prendere e il futuro li preoccupa?
Eeeehh…
Benvenuti! NOI ci viviamo da anni in questo clima, anche peggiore, se permettete.
È la concorrenza, bellezza!
Quel mostro che, spacciato per buono e necessario, rende impraticabile qualunque attività.
Margini minimi e futuro inesistente, questo è il conto che porta l’eccesso produttivo dei mostri ipercompetitivi.
Morirete del vostro mantra, noi, vi abbiamo solo preceduto.

dfumagalli
Scritto il 29 novembre 2014 at 00:32

tuscany@finanza:
È la concorrenza, bellezza!
Quel mostro che, spacciato per buono e necessario, rende impraticabile qualunque attività.
Margini minimi e futuro inesistente, questo è il conto che porta l’eccesso produttivo dei mostri ipercompetitivi.
Morirete del vostro mantra, noi, vi abbiamo solo preceduto.

Questo è quel che succede quando il denaro rimpiazza qualunque valore. Quando la logica liberale degenera in liberista. Quando il fallito a capo di una banca fallita viene visto degno di uscire con milioni di “buon’uscita”.

E’ un mondo marcio, aggrovigliato, inquinato e morente. C’é solo un destino che lo aspetta e l’anteprima di tale destino la abbiamo avuta con la “primavera” araba.
Un giorno scopriranno cosa significa aver globalizzato l’ingiustizia e la povertà: la risposta dei popoli sarà anch’essa globalizzata e distruttiva.

glare
Scritto il 29 novembre 2014 at 01:54

aorlansky60,

Questo è un attacco che punta a colpire i produttori di petrolio da scisto, ma non si salva nemmeno la Russia se il prezzo resta per troppo tempo sotto la quota 70

Ricordiamo le soglie di costo di produzione

– Arabia Saudita 30$ tradizionale al Barile
– Russia 70$ tradizionale al Barile
– Stati uniti Tradizionale 70$ al Barile shale 95-105 (nella stragrande maggioranza dei 13 paesi produttori)$
– Venezuela da scisti bituminosi 85$ al Barile
– Iran, Iraq, Kuwait ed Emirati Arabi dai 45-55$ tradizionale
. Messico..???

Produzione effettiva in barili

– Arabia Saudita 10,2 Mln di Barili
– Russia 9,8 Mln di Barili
– Stati uniti Tradizionale ( circa 6 mln di Barili ) circa (3 mln) da shale ad oggi oltre 9,2
– Iran, Iraq, Kuwait ed Emirati Arabi ->per un tot di 10 Mln di Barili
– Venezuela 2,5 Mln di Barili
– Cina 3, 2 Mln di Barili
– Canada 3 Mln di Barili
– Messico 3,5 Mln di Barili

Manca la Norvegia, che ad oggi rifornisce per il prox decennio solamente la Germania e alcuni paesi quali Lituania, lettonia..etc
Il Brasile produce circa 2 mln di barili spesi in consumi propri.

Totale produzione effettiva mondiale circa 55 Mln di barili, ad oggi a causa della stagnazione Europea, Americana e del mancato traino degli emergenti la quota di consumo si attesta a 29 mln di barili al giorno..con un surplus del 189 %

Secondo la matematica il prezzo è partito dalla soglia 100$ e a causa del surplus di produzione può arrivare a quota circa 53$ punto di break-even prossimo del 2015

Aspettiamo la quota 65 e poi vediamo cosa succede negli Emirati e in Kuwait, vi ricordo che gli arabi non sono tutti uniti e alcuni di loro hanno interessi nelle multinazionali Usa

glare
Scritto il 29 novembre 2014 at 02:13

Mi sono dimenticato di aggiungere che 53 $ (punto di minimo) sono in caso di Decrescita Mondiale protratta nel tempo
Mentre la quota che va dai 60-65$ in caso di stagnazione per i prossimi 12 mesi..

Aspettiamo a veder dove si collocano le varie materie prime, ma gli ultimi indizzi propendono verso il caso di DECRESCITA

stanziale
Scritto il 29 novembre 2014 at 07:41

Concordo (o meglio mi pare che Bottarelli in questo articolo) concordi con glare e kry http://www.ilsussidiario.net/News/Economia-e-Finanza/2014/11/29/SPY-FINANZA-Cosi-il-petrolio-fa-tremare-gli-Usa/559797/
l’attacco e’ allo scisto, rischiano forse piu’ gli usa che la russia, e probabilmente nel 2016 ne vedremo delle belle come sostiene Bardi.

laforzamotrice
Scritto il 29 novembre 2014 at 07:59

curiosa situazione, ottima per farci precipitare nella 3 guerra mondiale. Ormai sembra tutto andare in quella direzione, politiche economiche folli ci hanno messo in questa situazione. Il guaio sono i calcoli minimi, tipo quello di VELENO che pensa quanto risparmia il rappresentante con il gasolio , caro Veleno, io sono rappresentante, ma ti assicuro che oggi il mio problema non è risparmiare, ma guadagnare. Preferisco pagare il gasolio il doppio, ma girare guadagnando, che pagarlo la metà ma girare per nulla. Anche perchè detratta l’iva e scaricato dalle tasse, non è che cambi sto gran che a fine anno. Buffo, come non riesca a far capire che l’importante non è quanto spendi, ma quanto guadagni, sul mio blog http://www.laforzamotrice.it continuo a ripetere questi banalissimi concetti, cioè che la ricchezza nasce dal lavoro, e se tutti lavorano guadagnando e spendendo il giusto, possibilmente non a debito, tutto va bene. Invece ci hanno rincoglionito con il prezzo affare, l’outlet, lo sconto, le rateizzazioni, tutta idiozia che ha portato all’eccesso, troppo consumismo, troppa capacità produttiva, troppo debito. e mo la paghiamo, ma cara. Siamo proprio come certi parassiti che uccidono il corpo che li mantiene, ma noi lo meritiamo di più perchè noi potremmo evitarlo se ci sforzassimo di farlo. Noi siamo (saremmo) intelligenti.
Perchè ci sono cosi tanti cretini? Perchè hanno diritto di voto?

icebergfinanza
Scritto il 29 novembre 2014 at 09:11

tirlusa@finanza,

Forse quello che per anni urlava a tutti che stava per arrivare l’iperinflazione o quello che ha fatto fuggire mezzo mondo dai titoli di Stato italiani? O quello che usa titoli altrui e attacca il lavoro altrui senza sapere neanche di cosa su parla?

kry
Scritto il 29 novembre 2014 at 10:36

glare@finanza:

….. vi ricordo che gli arabi non sono tutti uniti e alcuni di loro hanno interessi nelle multinazionali Usa

Non sarebbe nulla se quest’interessi fossero riferiti alle sole multinazionali USA. L’Arabia saudita HA un interesse diretto sulla digitalizzata/cartamoneta $ tanto che nessuno sa a quanto ammontino le loro riserve valutarie. Forse oggi comprendiamo meglio che il $ nel momento che s’è sganciato dall’oro si è ancorato alla quotazione del petrolio. Intanto il rame ieri che botta a 2,85 e mi sa che in cina molti se la stanno facendo sotto.

madmax
Scritto il 29 novembre 2014 at 11:05

Petrolio
Buongiorno a tutti, vorrei condividere con voi qualche commento sul petrolio, prima cosa il prezzo che trovate sui mercati finanziari non rappresenta nulla, lo so e’ difficile da accettare, per ogni barile realmente usato di petrolio (ovvero raffinato o bruciato) se ne trattano 32 in carta sui mercati finanziari per cui il prezzo determinato nel mercato finanziario (di carta) non rappresenta il punto di incontro tra domanda ed offerta di vero petrolio ma soltanto il punto di incontro di carta.
Secondo punto quando l’Opec parla di petrolio e di prezzo si riferisce ad un paniere di vari tipi di petrolio, ovvvero:

OPEC Reference Basket of Crudes (ORB) is made up of the following: Saharan Blend (Algeria), Girassol (Angola), Oriente (Ecuador), Iran Heavy (Islamic Republic of Iran), Basra Light (Iraq), Kuwait Export (Kuwait), Es Sider (Libya), Bonny Light (Nigeria), Qatar Marine (Qatar), Arab Light (Saudi Arabia), Murban (UAE) and Merey (Venezuela).

Ma a che prezzo il petrolio fisico (reale) viene venduto ne io ne voi mai lo sapremo a parte il trader ed il buyer che si accordano per sconti, barter (scambio merci) e tanto altro che fa parte del gioco del commercio.

Inoltre “last but not least” gli effetti della regolamentazione Volker per limitare il trading delle commodities si fanno sentire e tante trading house stanno chiudendo trading desks e attivita’ riducendo la liquidita’ e quindi il punto di incontro tra il petrolio in carta si trova sempre piu’ in basso.

Infine gli economisti/analisti classici continuano a non vedere il grande risparmio energetico in giro che alla fine riduce la domanda e la cronica mancata crescita del terzo mondo che mai arriveranno a livelli di consumo energetico occidentali (triste ma reale).

Saluti e buon Fine settimana!

kry
Scritto il 29 novembre 2014 at 12:04

madmax,

…..e la cronica mancata crescita del terzo mondo che mai arriveranno a livelli di consumo energetico occidentali (triste ma reale). #### Io invece dico per FORTUNA . Nel senso che noi stiamo risparmianndo e loro quando(?) arriveranno non sprecheranno come abbiamo fatto noi ” occidentali ” (e in molti stanno ancora continuando )
mmax,

“Scusa? ” Stai scherzando ? Grazie invece e buon fine settimana.

veleno50
Scritto il 29 novembre 2014 at 12:41

Se io vendo un prodotto, l’acquirente lo paga e se lo porta a casa.Se invece prometto di vendere un prodotto tra sei o un anno l’acquirente compra un presunto acquisto ad una determinata data e ad un determinato prezzo stabilito prima. Se poi questo prodotto lo prometto di vendere non decine ma migliaia di volte cioè a leva, come fai a dare un prezzo reale al prodotto. La speculazione è padrona e il petrolio fa parte anche lui della speculazione,tutti i commenti hanno una logica, ma alla fine vince sempre quello che ha il potere di manovra cioè i boss della finanza mondiale.Un calo del 18/20% in un mese vi pare una diminuzione normale o speculativa?.
laforzamotrice@finanza,
Per il momento fammi godere dell’immediato domani ci penseremo, arrogarti il diritto di dare del cretino a uno che non la pensa come te,o perchè vota in una determinata maniera, non mi pare sinonimo di intelligenza ,da queste parti va cosi.bye bye baby

stanziale
Scritto il 29 novembre 2014 at 13:44

icebergfinanza,

Ahahahah…..caro Andrea, certi personaggi dalle dubbie previsioni (ma ce ne sono svariati altri) contano sulla memoria corta, intanto qualche affare lo hanno fatto con chi gli e’ andato dietro…..ora pero’ alla luce degli ultimi eventi, si impone una domanda…..in quanto dai tuoi studi parlavi di lungo periodo di deflazione…..stante appunto pero’ le novita’ della guerra del petrolio, dell’oro, portati ai minimi….ma anche alla situazione dell’euro, all’aumento dei debiti da tutte le parti (chiaramente impagabili) e della leva, dello shadow banking in cina usa, olanda ecc….nonche’ alla situazione per es. in ucraina, dove sembra che l’occidente stia riarmando gli ucraini ( chiaramente per costringere la russia ad intervenire), ecco la mia domanda e’: forse la deflazione da te prevista e’ cosi’ accelerata che potrebbe accadere qualcosa di molto grosso non a lunghissimo termine (se non la guerra , parecchi fallimenti e proteste che alla fine portino al reset dei sistemi monetari)….gia’ fatta questa domanda, forse circa 6 mesi fa, pero’ stanno accadendo i fatti nuovi di cui sopra, tutto sembra si stia degradando in fretta…

madmax
Scritto il 29 novembre 2014 at 13:49

kry@finanza,

Kry,
Non mi fraintendere, non sono un sostenitore del modello di sviluppo consumistico. Trovo pero’ curioso che ogni report o studio sul petrolio abbia piu’ o meno questa tesi fondamentale: i paesi evoluti consumano 10 di petrolio per persona, quelli meno sviluppati 3 a persona, per cui tra 20 anni quando pure loro saranno sviluppati :( consumeranno pure loro 10 per persona! Sono stime anacronistiche ed irreali.
Un saluto e grazie per avermi fatto notare che ho un omonimo mmax, saluti pure a lui ma non confondete il Mad con il Max :)

tirlusa
Scritto il 29 novembre 2014 at 14:39

Molti affermano che la discesa del petrolio è un attacco agli Usa per obbligarli a ridurre la produzione di petrolio di scisto. Ma mi permetto di fare una semplice considerazione: gli Usa tramite Fed e banche d’affari sono bravissimi a manipolare i prezzi, quindi se a loro non sta bene una discesa possono fermarla quando vogliono, allo stesso modo con cui hanno portato gli indici azionari a vette mai esplorate possono difendere tranquillamente il prezzo del petrolio. Vuoi vedere che tutta questa farsa, a giugno eravamo oltre i 100$, ha il semplice obiettivo di fare dichiarare default al Venezuela? E quindi la discesa va bene a tutti, un produttore in meno, tutti a tenersi le loro quote.

kry
Scritto il 29 novembre 2014 at 15:32

madmax,

Ciao Max visto che il Mad mi si addice di più e concordo completamente visto che ” noi ” non possiamo più PRETENDERE di consumare 10 ed e ” GIUSTO ” che chi abita nei paesi sottosviluppati possa godere almeno del minimo di sopravvivenza, in parte glielo dobbiamo ( come occidentali ) visto per quanto tempo li abbiamo depredati.

veleno50
Scritto il 29 novembre 2014 at 16:30

tirlusa@finanza,

ottimo Tirlusa sulla specolazione del prezzo del petrolio,poi vai sulle teorie dei complotti ( deffaut Venezuela) non c’è nulla stai tranquillo, lo sogna qualche commentatore per scrivere qualcosa.Una cosa è certa il prezzo del petrolio non è reale è gonfiato ad arte e viceversa è sgonfiato, USA permettendo. Dici molti dicono è un attacco agli USA e chi lo fa l’attacco? a dire molti è generico sono frottole come diciamo dalle mie parti si parla per dare aria ai polmoni.bye

giorgione
Scritto il 29 novembre 2014 at 17:08

Nessun vento è propizio se non si sa dove andare (Seneca)

tirlusa
Scritto il 29 novembre 2014 at 17:35

veleno50@finanza,

Mi riferivo alla stampa, sia italica che estera….sia quotidiani che blog specializzati come zerohedge ad esempio

glare
Scritto il 29 novembre 2014 at 18:37

madmax,

Grazie per il tuo contributo, quindi se è verò quello che dici e credo lo sia..i mie calcoli sono tutti da correggere al Ribasso..siamo nella stessa condizione del post bolla 2007.

tirlusa@finanza,

Ottima considerazione, anche io la penso come te..e il non intervento degli Usa potrebbe darti ragione..
Questo è un attacco che punta a colpire i produttori di petrolio da scisto, tra questi direi che emerge con evidenza Il Venezuela..bisogna vedere per quanto andrà avanti questo crollo sui mercati.

glare
Scritto il 29 novembre 2014 at 18:45

veleno50@finanza,
Ricorda che le aziende di scisto non sono aziende impiegnate nel tradizionale, potrebbe essere anche una selezione interna, quasi una guerra fratricida.
Che la partita sia giocata a carte truccate è ovvio Veleno, però noi non possiamo sapere se vi sono stati dei mancati accordi tra Venezuela e Usa.
Il default di una nazione è difficile ma non impossibile, ma in compenso condizionandone l’economia si può condizionare la politica di una nazione e riuscire a fare eleggere chi ci aggrada ed è pronto a servirci meglio.

tirlusa
Scritto il 29 novembre 2014 at 18:58

glare@finanza,

Zehohedge sostiene che inflazionare azioni e bond è più semplice rispetto alle materie prime, quindi la Fed vorrebbe un prezzo del petrolio più alto ma non ci riesce. Non sono d’accordo perché l’argento e l’oro sono chiaramEnte manipolati al ribasso.

vito_t
Scritto il 30 novembre 2014 at 11:27

icebergfinanza,

Io qua mi sento a casa , sento parlare un professionista in modo serio e capace , ma soprattutto sento parlare “una persona” che ha un’anima , e questo sarebbe già sufficiente, a prescindere dalle tonnellate di concetti che esprimi sempre con garbo dedizione ed estrema competenza ! a volte si può avere una visione sbagliata come tutti, ma qui di visioni sbagliate francamente faccio fatica a scorgerne … ( vedi dollaro che io francamente facevo fatica a …. ) e come tanti sono a porgerti un altro Grazie …. Invece , Invece provo a digitare su un celebre motore di ricerca nome e cognome di quel personaggio di quel sito e diciamo per usare un eufemismo che nè professionalmente, ma soprattutto “ne moralmente” esce pulito, anzi … mi viene da vomitare … e anche dell’altro nominativo del sito che va in coppia , non sembra uscire un profilo integerrimo … Per cui prendere anche solo in considerazione ciò che dicono ….. mi sembra nella migliore delle ipotesi una gran perdita di tempo ….

magro
Scritto il 30 novembre 2014 at 15:47

Andrea grazie per Machiavelli 2015 esplosione deflattiva, a mio parere è una delle tue analisi più completa e lungimirante, unisce talmente tanti punti da essere avvincente, altroché stanchi di leggere, sarebbe ben accolto anche il doppio. Buon Natale e Felice Anno nuovo anche a te, e a tutti i lettori di Icebergfinanza.

luigiza
Scritto il 30 novembre 2014 at 18:16

vito_t@finanzaonline,

Verificato. Grazie per la segnalazione.
Che l’agenzia Caronte per fare business abbia come motto: “Spaventare per crescere” ci può anche stare, ma la gente accorta o se ne sta alla larga o verifica i risultati PRIMA di affidarvisi.

dorf001
Scritto il 30 novembre 2014 at 18:23

volete la soluzione a tutto questo sconquasso’ beh è sempre quella. la soluzione che già 20 anni disse AURITI.

Giacinto Auriti

<>
GIACINTO AURITI Buon ascolto http://youtu.be/MjLGYAEIV7w?list=UUXFxuqJjJYfxIskUIF2bATQ
P.S.- Per condividere fare copia e incolla a tutto il testo del post
Altre info su http://www.simec.org http://www.giacintoauriti.eu e SAUS TV su You Tube qui http://www.youtube.com/user/ScuolaAuritianaSimec/videos…

Moneta al Popolo 16/6/1998 – 3/5
PER SAPERNE DI PIU’: http://www.simec.org/ http://www.simec.org/cose-il-simec http://www.simec.org/chi-era-giacinto-auriti http://www.simec.org/notizie-essen
YOUTUBE.COM

questo è il meglio del meglio. altro non c’è. inutile perdere tempo con gli ebeti che stanno ROMA.

dorf001
Scritto il 30 novembre 2014 at 18:24

<>
GIACINTO AURITI Buon ascolto http://youtu.be/MjLGYAEIV7w?list=UUXFxuqJjJYfxIskUIF2bATQ

dorf001
Scritto il 30 novembre 2014 at 18:24

<>

icebergfinanza
Scritto il 30 novembre 2014 at 19:41

Analisi Machiavelli 2015 esplosione deflattiva è stata spedita Ho ricevuto alcuni feedback spettacolari GrazieRagazzi non esiste al mondo avventura umana e professionale più esaltante di questo viaggio, non esiste al mondo nessun uomo che sia gratificato da una simile stima ed affetto! Siete grandi, immensi Voi siete Icebergfinanza! Un abbraccio Andrea

ilribassista
Scritto il 1 dicembre 2014 at 08:00

Sono veramente sorpreso e confuso.
Il costo di estrazione in Arabia è di 13 dollari .. No .. Di 30
. forse di 20
Per l’estrazione dello shale oil in America si spendono100 dollari, no dai 50/oppure 60
In russia sotto i 100 dollari vanno in crisi, poi il petrolio scende e allora leggo che la Russia entra in vcrisi a 80.

Insomma nei commenti qui riportati c’è scritto tutto e il contrario si tutto con link che riportano grafici .. Boh chissà se sono veri.
Questo è il punto.
Questo blog, oltre che essere una bella casa, è un luogo frequentato da persone intelligenti che cercano di capire, di informarsi e condividere.
Sul petrolio mi sono accorto che è IMPOSSIBILE condividere dati certi.
Non potremo mai conoscere la verità a meno che qualcuno di noi non lavori iin qualche azienda estrattiva ma in quel caso potrebbe conoscere la sua realtà ma non il resto.
Buona giornata a tutti.
Federico

aorlansky60
Scritto il 1 dicembre 2014 at 09:24

Madmax : “Secondo questo grafico chi sono i primi ad andare in crisi con questo prezzo del petrolio ? e gli ultimi…”

Non riesco (o meglio, non so postare immagini su questo blog, perdonatemi) cerco di riassumere la tabella cui facevo riferimento tracciando fedelmente i suoi dati; forse le cifre non saranno perfettamente allineate ma il significato dovrebbe emergere ugualmente; la fonte è una proiezione recente di Goldman Sachs resa nota da Bloomberg che ho incrociato ultimamente nel mio continuo girovagare alla ricerca di notizie :

Stato……………. Prezzo min per mantenimento statale

Kuwait………….. 60….63….69

U.A.E. …………. 64….71….86

Qatar…………… 68….71….80

Arabia Saudita… 80….85….88

Russia…………. 100…104…110

Algeria………… 106…108…110

Angola………… 117…128…145

Iraq……………. 126…131…146

Iran……………. 133…139…145

Nigeria………… 144…158…182

Venezuela……..145…165…200

Libia…………… 185…208…230

la seconda e la terza cifra rappresentano rispettivamente la soglia per mantenere il rapp deb/pil dopo 1 anno e dopo 2 anni

Io da poco esperto, per prima cosa mi chiedo chi ci guadagna da una strategia al ribasso del costo del petrolio, e in secondo luogo CHI va a colpire una simile strategia… beh, non c’è neanche bisogno di interpretare, la risposta ce la danno quei numeri in proiezione… è chiaro che qualcuno (quelli che possono sostenere un costo al ribasso per lungo tempo senza danneggiare oltremodo la propria economia) vuole mettere in seria difficoltà qualcun altro (quelli che sostengono il proprio stato SOLO con il petrolio, non avendo altra risorsa che madre natura ha concesso al proprio territorio…)

guarda caso nel primo gruppo ci sono arabi e USA… nel secondo la russia e più ancora in giù paesi che non hanno mai goduto della simpatia americana (Libia, Venezuela, Iran Irak) o che al limite di questi si sono serviti gli USA per i loro (sporchi) affari finchè è convenuto loro, prima di lasciarli andare al loro destino…

ps : grazie ancora a Kry, Glare e a tutti gli altri per le loro indicazioni e precisazioni.

phitio
Scritto il 1 dicembre 2014 at 11:11

mah, ho visto girare le solite cifre sballate e concetti ormai vecchi e debunkati nei commenti qui sopra:
primo: la produzione mondiale attalmente viaggia tra i 90 e i 92 milioni di barili al giorno. Non 55.
https://www.iea.org/oilmarketreport/omrpublic/

Secondo, i barili di carta della “speculazione”. E” ovvio che chi parla non sa di che cosa parla. CI sono contratti che trattano di barili a varie scadenze, e’ ovvio che se li sommi senza tenere conto di questo, ottieni molti piu’ barili di quelli prodotti giornalmente!
Alla fine dei conti, pero’, quello che vale sono il numero di barili prodotti corrispondenti giornalmente ai contratti in espirazione, e quei due numeri devono essere uguali. Chi ne ha fatti troppi, di barili contrattuali in scadenza rispetto a quanti ne sono effettivamente disponibili, deve per forza rientrare, e di solito con una grossa rimessa. Se qualcuno parla di barili di carta “come 4-5 volte quelli veri”, dimostra solo di non conoscere il funzionamento del mercato dei futures.

Per quanto riguarda i prezzi bassi: purtroppo ci sono cifre e stime in liberta’ nel web, spesso sparati a capocchia o deliberatamente falsi. BIsogna andare con calma e verificare una gran mole di dati.
Come regola di base, tenere presente che se oggi ci sono prezzi bassi di solito e’ perche’ i consumi stanno calando e i produttori non possono permettersi di tagliare troppo i ricavi e perdere posizioni di mercato. Lo shale oil: dato che le firme coinvolte (tutte USA) nel settore non sono MAI riuscite ad andare in attivo negli ultimi 6 anni (a testimonianza di questo sono i loro bilanci pubblicati, non le stime a capocchia) con petrolio a 100 dollari, e’ chiaro che con un petrolio che si sta dirigendo verso i 50/60 a barile andranno tutte in fallimento, salvo interventi statali di salvataggio. Quello li’ e’ il settore critico per la rottura della prossima maxi bolla finanziaria. ALtro che mutui subprime , questa e’ la bolla del petrolio subprime. Con l’interessante caratteristica che sara’ double face: maxi bolla finanziaria E maxi crisi energetica.
I bassi prezzi insomma sono sintomo di una economia in crisi dal lato dei consumi, e che sara’ a sua volta devastata in fururo dal lato della produzione.

Siamo in un periodo secolare di decrescita infelice, e’ stata la nostra “scelta” .

tirlusa
Scritto il 1 dicembre 2014 at 16:48

icebergfinanza,

Sono stato tutta la notte a studiare. Veramente interessante, piena di spunti di riflessione, molto logica e verosimile. La variabile decisiva è come sempre costituita da quello che deciderà la Fed. Farà il QE4 oppure no? Nel secondo caso è tutto tracciato e per diversi anni, nel primo caso rischiano di cambiare tante cose. Grazie di tutto Andrea, il tuo lavoro è impagabile.

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