ELEZIONI REGIONALI 2014: WATERLOO!

Scritto il alle 08:48 da icebergfinanza

Una Waterloo della politica e della democrazia, macerie sociali e politiche in mezzo ad un pugno di irriducibili che non perde tempo nell’ esaltare una vittoria che vede un uomo che rappresenta da solo il 15 % degli elettori emiliani.

Hanno tutti perso a loro insaputa, qualcuno ha

Non ci interessa chi ha vinto, non ci interessa quale partito, quello che ci interessa è che questa è la triste realtà della dinamica elettorale italiana, in mezzo ad un’oceano di frode e corruzione, alla quale ha partecipato anche il popolo italiano…

Immagine

L’unica buona notizia forse è che il patto del Nazareno, un patto che mira a riscrivere la riforma elettorale, con evasori, bancarottieri e corruttori è ormai ad alto rischio, grazie al collasso di Forza Italia e il risultato della Lega. L’altra buona notizia è che i cespugli che sequestrano questa repubblica sono stati bruciati dagli elettori.

Il rischio è che le prossime elezioni venga vinte dalla … Troika!

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8 commenti Commenta
gnutim
Scritto il 24 novembre 2014 at 09:48

ESATTO, nel mio paesello però la lega è andata al 39%…. il Pd al 34% e questo è il futuro

kry
Scritto il 24 novembre 2014 at 10:08

E no scusa Andrea c’ìnsegni di non generallizzare ma alla frode e corruzzione ha partecipato anche buona parte del popolo taliano. A me interessa vedere chi a vinto: ha vinto la SFIDUCIA e la RASSEGNAZIONE tanto che si è SCELTO DI NON SCEGLIERE e questa non possiamo che prendrene atto è una TRAGEDIA è la tragedia di quel che resta di un popolo ormai inerme.

reragno
Scritto il 24 novembre 2014 at 10:16

Il popolo si esclude da solo (ovviamente per sfiducia ) dalla politica. Il disegno è stato raggiunto.
Non si andrà più a votare, tanto il popolo non ne sente il bisogno di essere coinvolto.

Basta vedere cosa pensano anche in America.

http://www.lantidiplomatico.it/dettnews.php?idx=82&pg=9516

Benvenuto feudalesimo!

d
Scritto il 24 novembre 2014 at 11:05

reragno@finanzaonline,

Purtroppo è vero…
La cosa scivolerà nella indifferenza.
Il sintomo però è gravissimo e segnala la fine di un sistema.
Il problema è che quello che sta arrivando rischia di esser peggio.
Quantomeno questo senso di profonda incertezza svanirà, anche se per far posto alla distruzione della classe media

samwise
Scritto il 24 novembre 2014 at 12:30

Il problema della politica non è avere una nuova generazione di politici… Il problema della politica è il disimpegno dei cittadini, degli elettori….
Infatti, secondo me, la politica è diventata quello che è, perché i cittadini-elettori hanno delegato ad essa la gestione del potere pubblico. I cittadini-elettori limitano l’esercizio del loro potere (demo-crazia= potere del popolo) al voto. Dopo di che si rinchiudono nelle loro case, nei loro problemi personali o, peggio ancora, nei loro egoismi personali, e delegano agli eletti (ai politici) la gestione del potere. E la delegano “in toto”.
Invece in un sistema democratico, i cittadini “affidano” alla politica il compito di gestire il potere pubblico; ma poi non deve mancare da parte dei cittadini una attenta e solerte forma di controllo e stimolo, che aiuti e in alcuni casi “costringa” la politica a fare il proprio lavoro onostamente ed efficacemente.
E come può il cittadino “controllare” e stimolare la politica? Impegnandosi in quegli ambiti che sono la pratica attuazione del potere politico. Un esempio: il mio comune è proprietario e gestore dell’impianto sportivo, con annessa pista di atletica; deve cioé curarne l’efficienza e la fruibilità, mediante la manutenzione, la cura e quant’altro. Ora, io cittadino ho un figlio che fa atletica nella società sportiva che utilizza l’impianto sportivo comunale; io cittadino, e gli altri cittadini che fanno parte della società sportiva (che è un’associazione sportiva dilettantesca, senza scopo di lucro), chiederemo ragione al comune di come è gestito l’impianto; andremo a rompere le balle se la pista è rovinata; solleciteremo cura e manutenzione, quando non viene fatta. Insomma, effettueremo controllo e stimolo affinché la politica, mediante l’amministrazione comunale, faccia il suo dovere nel gestire il potere a favore dei cittadini, e, nello specifico, dei cittadini che fanno attività sportiva. Se non facessimo così, la politica userebbe i soldi che ha, per fare altro. Magari per fare lavoro inutili, affidati magari ad aziende di parenti o di amici… insomma, un modo legalizzato per rubare i soldi e distrarli dalle reali esigenze dei cittadini.
Ci sono poi altri impianti, ci sono le piscine, ci sono le biblioteche, ci sono le scuole, ci sono le strade, ecc. ecc… Se tutti i cittadini, come associazioni o anche come singoli, controllassero e stimolassero la politica a una gestione corretta e tempestiva delle strutture e dei servizi, ecco che la politica agirebbe meglio e, sicuramente, farebbe molta più attenzione a “farsi i fatti suoi”.
E’ un lavoraccio, occorre tenacia, competenza, forza. Ma se si lavora insieme ad altri, se ci si associa, se ciascuno da un po’ del suo tempo e delle sue competenze, se si diffonde a tutti i livelli questa buona prassi della partecipazione alla “cosa pubblica”, non in forma direttamente politica, ma mediante l’azione di “controllo e stimolo” della politica, ecco che la democrazia ne trarrebbe giovamento.
Invece, ahimè, l’individualismo (in alcuni casi dettato da legittime esigenze personali, quali problemi gravi di salute e/o lavoro o di gestione della propria vita e della propria famiglia) e in molti casi l’egoismo, fanno il gioco di una “politica delegata” la quale, una volta ricevuto il voto (la delega…), libera da vincoli e controlli dei cittadini, si fa solo ed esclusivamente i propri interessi (e sempre rispettando le regole…).
Il messaggio di Andrea va in questa direzione, perché traccia come linea guida per uscire da questa crisi ANTROPOLOGICA: la solidarietà, l’associazionismo, il creare legami, relazioni, il fare rete, non solo in ambito economico ma anche sociale e civile. Facendo rete e solidarietà, si può agire in questa indispensabile azione di esercizio democratico che il controllo e lo stimolo della politica…

madmax
Scritto il 24 novembre 2014 at 17:20

samwise@finanza,

Concordo assolutamente sul ruolo del controllore, ed aggiungo una rima rap di un cantante italiano:

…non e’ che se non vai a votare le elezioni non le fanno…

Ovvero invece di stare a berciare sul calo di partecipazione andrebbe fatto capire che oggi chi non ha votato non ha diritto di rompere le palle…sono brutale ma se non voti significa che non te ne importa nulla, ma risparmiatemi i commenti che nessuno era rappresentativo che non si sentivano rappresentati, votate almeno per il meno peggio ma votate!

Pero’ la democrazia e’ fantastica, perche’ di fronte al calo di partecipazione in Italia, in Polonia nelle elezioni locali ha votato in alcuni seggi piu’ del 100% dei votanti :):):)

capitan_harlok
Scritto il 24 novembre 2014 at 19:18

reragno@finanzaonline:
Il popolo si esclude da solo (ovviamente per sfiducia ) dalla politica. Il disegno è stato raggiunto.
Non si andrà più a votare, tanto il popolo non ne sente il bisogno di essere coinvolto.

Basta vedere cosa pensano anche in America.

http://www.lantidiplomatico.it/dettnews.php?idx=82&pg=9516

Benvenuto feudalesimo!

Scusami sai cosa penso ? spero che questi ultimi “sprazzi ” di benessere in cui viviamo vadano via via scemando, spero che torni la fame ma la fame vera e il popolo rialzi veramente la testa perche NON HA PIU NULLA DA PERDERE , allora a quel punto riscriveremo veramente le regole del gioco ripartendo da zero , senza farci soggiogare da una promesse EUROPEA che doveva essere la CASA DI TUTTI , ma quale casa è diventata LA GALERA ,LA GABBIA DI TUTTI NOI , e poi a quel punto venga pure la TROIKA troveranno un popolo talmente incazzato con i forconi in mano e assetato di rivendicare i propri diritti che se ne dovranno tornare da dove sono venuti.
L’euro e l’europa come è stata creata e concepita è solo un grande inganno e sicuramente così come non è il futuro per i nostri figli e tanto meno i nostri nipoti ,
Secondo me dobbiamo poterne uscire ma questo accadrà quando veramente AVRANNO depauperato ogni sorta di ricchezza di questo nostro splendido paese e saremo lasciati veramente alla deriva perché ci avranno privato di ogni bene ……… ma non della dignità che un popolo come il nostro a scritto nel suo DNA .

aorlansky60
Scritto il 25 novembre 2014 at 09:25

beh, il grafico con le sue statistiche non hanno bisogno di commenti… se anche in una regione come l’Emilia Romagna (dove la fede dei suoi abitanti è storicamente ancorata ad un colore politico preciso con maggioranze “bulgare” per partecipazione popolare) la gente ripudia la politica con tutto il suo “sistema”, allora significa che suona un forte campanello d’allarme (anche se quel marpione di renzi commentando il fatto ha ieri minimizzato l’importanza della portata evidenziata da quel 60% di astensione in E.R.).

Per sua caratteristica, sembra quasi che al popolo italiano piaccia farsi governare ciecamente da poteri forti (non designati dal popolo) perchè questo è lo scenario che si và prefigurando. Storicamente è già accaduto più volte nei secoli passati, specie quando il suolo italiano non era che una frastagliata serie di staterelli e granducati confinanti tra essi, sempre preda di Nazioni più forti. Paradossalmente, con l’€uro ancora oggi la situazione pare essere uguale, anche se abbiamo raggiunto l’unificazione nazionale e lo stato di diritto da tempo.

A mio parere l’astensione è un chiaro messaggio di voto (più che di “non voto” come molti intendono) molto pericoloso nelle intenzioni, però : all’inizio è una protesta e ci può stare, ma con il proseguo si tramuta in rassegnazione e questo è in grado di consegnare a poco a poco le sorti di un intero paese a poteri forti -che non vedono l’ora- senza che ce se ne renda conto… e quel grafico dice esattamente questo.

Basterebbe avere una cittadinanza sveglia e preparata per evitarlo, ma il problema è che, come ho già detto in un altro thread, l’italia non è un paese serio o per lo meno “normale” sotto il profilo della sua cittadinanza.

La situazione attuale è comunque da prevedersi piuttosto fluida con ampie possibilità di cambiamento, anche clamorose :
a dispetto di quanto ha recentemente dichiarato renzi che non si augura prossime elezioni politiche “prima del 2018” come prevede il mandato (che non ha vinto in prima istanza ma ereditato, per grazia di uno che stà per dimettersi dal suo ruolo istituzionale da qui a breve…) la piega potrebbe prendere risvolti imprevisti specie se il 2015 non varia tendenza rispetto agli anni che lo hanno preceduto sotto il profilo economico, e le attuali previsioni non lasciano intendere nulla di diverso (e di buono).

Ma questo è un ragionamento in piccolo, eccessivamente restrittivo : purtroppo non possiamo dimenticare il sistema in cui ci troviamo tutti quanti ingabbiati noi europei ed italiani nella fattispecie. Perchè è chiaro che un governo “filo renzi” o “filo berlusconi” sono e saranno manovrati, dai fili appunto, dai burattinai tedeschi su a Francoforte e a Bruxelles… mentre invece se le cose iniziassero a precipitare qui in italia, con elezioni anticipate e affermazione di Grillo o di Salvini -improbabile fino a ieri, da oggi in poi chissà…- ecco allora che potremmo assistere a forti sussulti (in particolare il sistema cardiovascolare della Merkel e con lei di tutto il suo elettorato) :lol: .

Se invece le prossime politiche dovessero evidenziare e confermare un livello di astensione pari o addirittura più alto delle regionali appena trascritte, allora sarebbe palese la volontà del popolo italiano di riconfermare il dictat tedesco verso di esso. Con tutto quello che comporta.

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