EUROPA: LA RESA DEI CONTI!

Scritto il alle 07:42 da icebergfinanza

Come scrive Wikipedia secondo la mitologia greca, la seconda delle dodici fatiche di Ercole fu l’uccisione dell’idra di Lerna mostro con nove teste di serpente. L’impresa dell’eroe era letta dai neoplatonici come simbolo della lotta tra un principio superiore ed uno inferiore, secondo l’idea di una continua tensione dell’animo umano, sospeso tra virtù e vizi.

«Spesso in Italia e nell’Eurozona abbiamo la sensazione di affrontare uno compito erculeo per rilanciare la crescita e ridurre la disoccupazione». E «proprio come Ercole che si confronta con l’idra, talvolta sembra che appena sconfiggiamo una sfida — come la crisi del debito sovrano — subito spuntano due nuove prove, come la bassa inflazione e una ripresa debole»: parole del presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi. Che trae ispirazione dalla Sala degli Ercoli («un nome appropriato per la situazione attuale»), al Palazzo Reale di Napoli, dove in serata si è riunito il Consiglio direttivo della Bce per la cena ufficiale alla vigilia della riunione mensile di politica monetaria. Draghi: «Crescita e occupazione, il nostro è un compito

Il problema non sono certo le sette teste del mostro, ma l’incapacità di Ercole di comprendere la natura stessa del mostro che si nasconde dietro l’euro e la mancanza di coraggio nel ammettere il fallimento di un progetto che sta distruggendo l’Europa.

Ieri la Francia ha alzato per la prima volta in vita sua la testa, terrorizzata dall’idra di LePen… La Francia si ribella all’Ue: “No austerity, deficit al 4,4%”

Timidamente anche l’ondivaga Italia ha provato ad alzare la testa… Padoan: “Senza ripresa la società è a rischio”.

L’allarme di Padoan è durissimo: «Occorre muovere con decisione su più fronti nella consapevolezza che in assenza di una ripresa robusta la tenuta del tessuto produttivo e sociale risulterebbe a rischio, la ricchezza delle famiglie minacciata, le prospettive dei giovani compromesse». Il ministro dell’Economia parla anche della riforma del lavoro: «La rete di ammortizzatori sociali verrà rafforzata e resa più inclusiva. Le imprese potranno gestire in maniera più efficiente l’attività produttiva reagendo con maggior prontezza alle evoluzioni cicliche». 

«La caduta Pil dell’Italia è peggio della crisi del ’29».

Ma come se fino ad ieri era tutta una ripresa dietro l’altra, 80 luci in fondo al tunnel?

Pareggio bilancio slitta a 2017… con tanti saluti al fiscalcompact!

Che ne pensa Angela Merkel? Nulla di diverso dal solito: ”I Paesi devono fare i loro compiti, per il loro bene”. Il patto di stabilità e crescita “si chiama così perché non può esserci crescita sostenibile senza finanze solide”. Anche perché “non siamo ancora al punto in cui si possa dire che la crisi è alle nostre spalle”. IlFattoQuotidiano

Scusate il lapsus di Angela ma intendeva dire  che i Paesi devono fare i loro compiti per il bene della Germania, la quale sguinzaglia subito i suoi due cani da guardia.

L’altolà di Dijsselbloem: “Parigi lavori più duramente, ha già avuto due anni in più” – Il presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem, in un’intervista alla tv olandese RTL Z, ha chiarito però che non intende accettare lo schiaffo di Parigi: “La Francia, come altri Paesi, deve lavorare più duramente” perché “deve rispettare le regole del Patto di stabilità, riguadagnare competitività, rendere flessibile il mercato del lavoro”. Rimettendosi il cappello dell’uomo politico olandese, poi, Dijsselbloem ha detto attaccato la Francia che “ha avuto due anni in più quando a noi (l’Olanda, ndr) ne hanno dato uno solo che, guardando indietro, non ci serviva nemmeno perché le misure le avevamo già prese e dovevamo solo aspettare che avessero effetti”.

Ma certo con la più alta percentuale di debito privato al mondo attendiamo che la verità diventi figlia del tempo anche per l’Olanda

Davvero bella la Vostra Europa, dove tutti si vogliono bene e si aiutano a vicenda!

Il momento della resa dei conti si sta avvicinando e come ha detto per la prima volta giustamente Padoan in assenza di una ripresa robusta la tenuta del tessuto produttivo e sociale risulterebbe a rischio.

Soprattutto sociale!

Nelle prossime settimane Machiavelli incontra Forrest Gump un appuntamento da non perdere!

Appuntamento a Milano 11 ottobre ore 16 presso il Cine Teatro L’Arca per “Il più grande successo dell’Euro” insieme ad Icebergfinanza e tanti altri amici! Non Mancate!

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9 commenti Commenta
aorlansky60
Scritto il 2 ottobre 2014 at 08:32

“La Francia, come altri Paesi, deve lavorare più duramente” perché “deve rispettare le regole del Patto di stabilità, riguadagnare competitività, rendere flessibile il mercato del lavoro”

Un affermazione che -come ha detto lo stesso personaggio che l’ha espressa- è applicabile ad “altri paesi” tra cui sottintesi erano certamente Spagna e Italia (lasciamo perdere la Grecia che è da considerare incenerita per come la cura da cavallo impostole da Bruxelles e Berlino l’ha ridotta); osservando i dati di disoccupazione di questi due diramati ieri da Eurostat (Spagna 24,4% – giovanile 53,7%; Italia 12,3% – giovanile 44,2%) c’è da chiedersi “come rendere questi paesi più competitivi rendendo più flessibile il mercato del lavoro” SE IL LAVORO NON ESISTE (PIU’), DATO CHE LE IMPRESE PRIVATE CHIUDONO ??? (non conosco il dato della Spagna in merito ma quello per l’Italia diramato recentemente parla chiaro).

Forse questo tizio -Dijsselbloem?- possiede la bacchetta magica o vive in un altro mondo??? Perchè è chiaro che simili ragionamenti -che potevano andare bene alcuni anni fà- denotano che non si è capito che il tempo è ormai prossimo alla scadenza : sembra averlo invece intuito il ns min. Padoan quando riferisce “senza ripresa, società a rischio” a cui aggiungerei “se insisti nel continuare a strozzare la gente, molta gente, è possibile che prima o poi la gente, molta gente, si ink… per davvero. Tutta insieme.”

Questo sembrano averlo capito i vertici Francesi, che ieri hanno mandato nemmeno troppo velatamente “a quel paese” la Merkel Schauble e Weidmann e il loro “rigore” del kaiser.

Una frattura importante nello scenario UE. Perchè proviene da un paese di primordine non solo di quel scenario ma a livello internazionale.

Ora sono davvero curioso di vedere gli sviluppi.

reragno
Scritto il 2 ottobre 2014 at 08:48

aorlansky60,

I Doberman di Bruxelles abbiano sempre più forte per spaventare le nazioni ben coscienti del fatto che in realtà non posso più mordere nessuno.
Più la situazione peggiorerà in Europa più loro alzeranno la voce nella speranza di mantenere il controllo la situazione mentre il terrore inizierà a pervaderli.
Mi auguro per loro lo stesso trattamento che i Romeni hanno avuto per Nicolae Ceaușescu.

galactus
Scritto il 2 ottobre 2014 at 10:26

Non abbiamo altra possibilita’ che la rivolta violenta contro questa gente. L’Italia e’ degli italiani. Lo dobbiamo alle nostre famiglie, ai nostri figli. Il tempo e’ ormai andato. Inutile discutere ancora e’ ora di far comprendere una volta per tutte, che il paese e’ il nostro.

madmax
Scritto il 2 ottobre 2014 at 13:15

Sindrome della vittima!
Diciamo la verita, in Italia e a tanti italiani piace vestire i panni della vittima. Questa e’ una tipica posizione negoziale in cui l’interlocutore metttendosi nei panni della vittima da la colpa ad altri per le sue miserie.
Siate onesti dal 1994 in Italia non si e’ fatto altro che parlare di ballerine, giudici, ampolle del Po, complotti complottismo e ribaltoni, voltagabbana, slinguaccioni e pennivendoli. Credevate di non doverlo pagare? Che gli altri paesi non andassero avanti?
Continuate a vestire i panni delle vittime ma questo non aiuta a risolvere i problemi che abbiamo! Siamo un paese turistico senza una grande catena nazionale alberghiera, siamo tra i primi produttori di cibo ma non abbiamo una catena nazionale di distribuzione capace di esportare i nostri prodotto all’estero, siamo la patria dell’ Opera e della musica ma non ci siamo degnati di fare un istituto di eccellenza internazionale, siamo circondati dalle coste ma non abbiamo fatto una rete fluviale-marittima per smistare le nostre merci, abbiamo tanti allenatori di calcio all’estero ma mai che la FIGC abbia pensato ad una scuola di eccellenza per esportare im modello, sta rinascendo il cinema grazie agli oscar e creiamo 3-4 festival del Cinema oscurando quello piu’ conosciuto di Venezia, abbiamo 32 Miliardi di fondi da spendere dall’EU e li snobbiamo perche le parrocchie politiche non si mettono d’accordo, siamo pieni di eccellenze della moda ma nessuno vuol fare gruppo come ha fatto LVHM, le Ville Venete potrebbero fare concorrenza ai castelli della Loira ma nessuno riesce a fare rete, con il sole potremmo fare tantissima energia…potrei comtinuare con tanti esempi, la realta’ che piaccia i meno e’ che pure noi ci dobbiamo rimboccare le maniche e partire a testa bassa…smettendo di giocare al comodo ruolo delle vittime!

gnutim
Scritto il 2 ottobre 2014 at 14:04

madmax,

tutto vero, peccato che fare azienda in italia vuol dire lavorare fino alla fine di settembre per lo stato….

vedi tu, ad oggi preferisco fare il dipendente

zanella51
Scritto il 2 ottobre 2014 at 14:12

la resa dei conti arriverà molto più in fretta di quanto la si aspetti.
teniamoci pronti a imponenti scontri sociali.
io credo che tutto ciò purtroppo sia la sola possibilità di uscire da questo incubo.
io non mi sento in sintonia con un popolo i tedeschi che hanno sempre negli ultimi 100 anni cercato in tutti i modi di conquistare l’europa ed assogettarla ai loro sporchi interessi egemoni.
purtroppo noi italioti siamo sempre gli stessi.
il burattinaio di firenze ha detto che si concorda con la francia, ma noi rispetteremo il 3%. IDIOTA.
VIVA LA FRANCIA che probabilmente farà crollare questa assurdità chiamata euro

aorlansky60
Scritto il 2 ottobre 2014 at 15:08

@ MadMax :

purtroppo è giusto il discorso che hai appena fatto riferito al ns paese : eccessivamente disunito. Specie in confronto ad altri.

Siamo un paese dalle potenzialità formidabili, ma poi ci lasciamo bagnare il naso per es dai cugini francesi che sanno valorizzare allo stato dell’arte quel poco che hanno a confronto con quanto possiamo vantare noi.

Pensiamo solo ai tesori artistici e architettonici – l’italia è il paese che concentra in se il 40% di tutto il tesoro artistico mondiale riconosciuto – senza considerare molti altri settori potenzialmente fortissimi.

Il problema è che l’italia pensa in piccolo -sempre per campanile, per regione o per provincia per es. per promuovere il proprio settore turistico- piuttosto che in ottica nazionale; alla fine dei conti questa si rivela una enorme debolezza, specie a confronto con altri paesi competitors.

kry
Scritto il 2 ottobre 2014 at 16:02

zanella51@finanza,

” il burattinaio di firenze ha detto che si concorda con la francia, ma noi rispetteremo il 3%. IDIOTA. ” Subito l’ho pensato anch’io,poi mi son detto che FORSE ha dato un ottima risposta politica ( all’italiana ). Nel senso , bene noi confermiamo che rispetteremo i patti mentre voi francesi fate come vi pare e intanto aspettiamo il responso dei mercati che se s’innervosiscono cara francia ti faranno pagare tassi più alti dei nostri.

stanziale
Scritto il 2 ottobre 2014 at 19:27

Bah, io resto della mia idea, la Francia pensa piu’ che altro a tirare a campare e farsi un gruzzolo di carta straccia per venire a comprare in italia, accodandosi alla finanza angloamericana, ai tedeschi, cinesi ecc. c’e’ ancora tanto da svendere , gli italiani sono contenti cosi’, l’importante per noi sembra l’essere in pari con le rate del fondo salva banche tedesche e francesi e con gli interessi di signoraggio della carta straccia emessa dalla Bce, fatto questo (compiti a casa), tutte le cose reali e strategiche si possono tranquillamente svendere.

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